lunedì 27 febbraio 2012

NOI, RAGAZZI DI OGGI




Due al telefono.
“Oh, ma ci sei?”
“Oh ci sono sì!”
“Son tre giorni che non ti sento.Certo, se non chiamo io! Che hai combinato nel fine settimana?”
“No, niente di che.E' che è iniziata sta psudo primavera, no? E allora sto in giro e poi approfitto di queste giornate per stare fuori, che poi guarda ci voleva proprio, si sta bene. E con la mia migliore amica (adora quando la chiamo così) andiamo a fare shopping.Tu sapessi cosa abbiamo acquistato.Io e lei da sole non s'ha da fare, proprio non puoi capire. Abbiamo preso il ciddì dei Modà, hai presente?Come mi garba, non hai idea. Come?Kekko?Sì, Kekko. Insomma, ti dicevo, il ciddì, poi una puntatina da Kiko non la vuoi fare?... Kekko, Kiko, e che è colpa mia se tutti si chiamano con la kappa? Oh!E sì, ho preso dei colori forti, il grigio e il nero per fare gli smokey eyes, e avrei comprato anche lo smalto viola se non fosse che non ho più unghie. L'ho mangiate tutte.E poi senti cosa ho comprato al mercatino: due camicine a quadretti per me. Ma ti rendi conto? Io, che la mia ultima camicetta penso di averla portata nell'89. E non mi piacciono le camicette, ma queste son belline...tipo boscaiolo simpatico, quella roba lì. E poi finalmente l'ho trovato. Come cosa?Ti ricordi quando ti dissi che mi si era rotto l'anello che portavo al pollice?Porcapaletta, erano anni che stava lì, ormai mi piaceva e non riuscivo a trovarlo uguale. E poi l'ho trovato. Bellino da morì. Ah. Non trovo più gli orecchini fatti a spilla da balia. Marò, chissà dove l'ho messi. Quelli rosa, sì. No, quelli che dici te sono i bottoni, io dico le spille da balia.Mmh.E poi, vista la primavera, ci siamo prese due bandane. Tu vedessi. Ganzissime. Io viola, lei rosa, ma non tinta unita, tutte variegate strane, coi fili dorati...ti farei vedè. Sembro Jack Sparrow. Stanno bene con quei jeans strappati un po' sdruciti...non hai presente? Vabbè, quelli. E poi ho preso una scamiciata tutta sfrangiata che pare che un pezzo sia rimasto in lavatrice, quegli indumenti che fanno un po' diciamo 'trasandata ma con stile'...ah sì e poi una collanina tipo Pocahontas che con il foulard che c'ho abbinato ci sta da Dio, fa un po' figlia di Toro Seduto, ma guarda, ora va così. Mi piace. E poi adesso si compra bene, tutte cosette a un giusto prezzo, ah! E poi avevo visto un giubbotto da moto fa-vo-lo-so!Embè? Chevvordì che non c'ho la moto? Era troppo bellino, tutto blu con le strisce rosse qua davanti, peccato che non avessero la misura, perché l'avrei preso. Ti immagini quello con la bandana...!”
“Simo. Ti voglio ricordare che tra un mese compi 39 anni. Trentanove”
“Grazie, mamma”
Lei non lo ammetterà mai, ma le piace che io sia così, così...gggggiovane. Praticamente sono rimasta all'età di 24 anni, quando sono andata via di casa.
E da lì non sono più cresciuta.
p.s. Lo faccio per lei, non lo faccio per me.
p.p.s. Anche le vostre mamme vi ricordano gli anni che avete?

lunedì 20 febbraio 2012

MacGyver mi fa una pippa


Le donne sono AUANTI, l'ho sempre detto. Prendiamo l'altra sera, per esempio. Tornata con Alice dalla lezione d'inglese a un certo punto i fari della macchina mi si spengono all'improvviso. Bum.
Io certo non mi perdo d'animo e accendo gli abbaglianti. Così. Okay, mi hanno sfanculizzato tutti, ma che potevo fare? Insomma ce ne torniamo a casa tutte tronfie facendo finta che chi ci sfanalava lo faceva perché eravamo fighe. Come no. L'importante era arrivare a casa e poi lì mettere in atto il piano B: gettarsi piangendo tra le braccia del Santo implorandolo di cambiare le lampadine.
Perché la macchina grande l'ha scelta lui (più o meno), è a nome suo, paga tutto lui, la ripara lui, la pulisce lui, ma la guido io. Son ganza, nevvero? L'ho sempre detto, guido perché devo guidare, ma davvero non so assolutamente dove mettere le mani se alle volte si accende una piccola spietta di merda. Fatto sta che ho fulminato (non chiedetemi come) la lampadine.
Arriviamo a casa tardi, avverto il Santo (sempre sia lodato) del fattaccio e lui, che già si pregustava una bella doccia calda, mi guarda sconsolato.
“Non me lo dì”
“Te lo dico. Fulminate. Secche. Morte. Caput!”
“Che ore sono? Faccio in tempo ad andarle a comprare”
“Se vuoi ci vado io” pur sapendo che non saprei nemmeno in che settore cercarle ste robe “Però c'è da risentire geografia ad Alice e cercarle delle cose per la ricerca”
“Vado io”
“Copriti che è nevischio” perché mai una volta che capiti quando ci sono 27 gradi col solicchio tiepido.
Dopo mezz'ora torna il Santo, fuori è buissimo, c'è un freddo porco, nevischia ed è quasi ora di cena.
“Amò, via, le monterai domani...”
“Macchè domani!E che viaggi senza fari?”
E' così importante? Abbaglio che è una bellezza!Ma quasi quasi non glielo dico.
“Allora t'aiuto, via!”
“Ma stai qua che è freddo. Tanto faccio presto”
ALT! Vi insegno una cosa. Mai dire ste frasi, perché poi succede il contrario. Infatti dopo dieci minuti il Santo entra in casa e pare di essere a Pamplona. Un toro impazzito che si muoveva per casa tirando giù qualche collega dal calendario.
“Ehm...che è successo?”
“Ma porc...!!!Mi è cascata la lampadina nel vano del fanale!E' buio, non ci vedo una mazza, la torcia è quasi scarica e per via di questo freddo, così infagottato non ci lavoro!Ora vedi!”
Si leva il piumino, si leva la felpa e rimane in T-shirt. Che uomo!Che fisico! Ma è pazzo???
“Non vorrai andare fuori così, ma sei impazzito? Ti prende una broncotroncopolmonite!”
“Macchè, guarda, sudo!Ma mi vedi? E ora è un casino. Minimo mi tocca smontà tutto il davanti!Mapporc...!”
Si mette un giubbotto sopra la T-shirt ed esce di nuovo a smanettare alla macchina. Dio, mi pare Fonzie!
Torna dopo due minuti. E' inquieto il ragazzo. Ma mi dice una frase che mi ha fatto cadere ai suoi piedi “Simo, ho bisogno di te”. Manco Sottiletta ha udito tanto da Fonzie!
“Subito! Che devo fa'? Asciugarti il sudore? Tenerti la lampada? Ammirare il tuo lato B? Ah ah ah!!!”
A lui pulsa la vena sul collo.
“Okay.Scherzavo. Dimmi tutto”
Mi porta fuori dove mi dice “Vedi questo buco? Guarda un po' se ti ci entra la mano.La lampadina è proprio lì”
Cioè...fammi capì...devo fa' una visita ginecologica all'auto? Quale buco, perdio?
Fatto sta che smanetto, ma niente. La sento ma non l'agguanto e non vi dico quanto avrei voluto essere Cita in quel momento, con le sue ditina prensili.
“Ci vorrebbe una mano più piccola...” dico e tutti e due ci guardiamo di traverso.
Dopo dieci secondi arriva Alice tutta infagottata e l'espressione diceva “Non vedo l'ora di avere la maggiore età per metterli all'ospizio!”
“Ali, sei la nostra unica salvezza”
“Infila la mano lì, no là, gira qua, tira lì...”
“E allora??!! Lasciatemi lavorare!” Lei ravana concentrata, butta la linguetta di fuori, guarda in alto (secondo me ha pure una visione di Padre Pio) e alla fine esclama “Ce l'ho!”
“Evvai!”
“No. Mi è cascata”
Fischi per lei.
La lampadina è scesa più giù, in basso. Adesso proprio è imprendibile. E' fatta. Fanculo a tutto, bisogna smontà la macchina.
Ma. Se in casa hai due donne che si danno all'Art Attack, che hanno fatto della creatività un punto di forza, mai dire MAI.
“Andrea, aspè...” studio un attimo la situazione come un MacGyver qualunque. “Ci vorrebbe una calamita...una calamita certo! Tu infili un cordino con una calamita nel buco, la lampadina si attacca ed è fatta!” Sììììììììììììììì!!!
“Ma no...”
“Sì, invece, pensaci!”
“Mmh...” lui vacilla e poi “Okay, proviamo. Dammi la calamita”
“Quale calamita?”
“Avrai una calamita, sennò è inutile che tu l'abbia proposto!”
Già. E' vero. E ndo cazzo ce l'ho una calamita? Non ne ho la più pallida idea.
Ma qui il lampo di genio di quella alta un metro e quarantacinque. “So io dov'è una calamita potente!Nella vostra camera da letto!”
Ci ha visto giocare con le manette?
Alice se ne va in camera nostra e torna dopo pochi secondi con la calamita delle mie tende. Avete presente, no? Quelle cosine tonde di calamita che ti permettono di fare strani giochi con le tende.Quelle lì. E son potenti eh? Io e lei ci siamo messe a smanettare come in sala operatoria.
“Spago!”
“Forbici!”
“Niente spago. Ci vuole del fil di ferro!”
“Calamita!”
E creando il nostro attrezzo pesca-lampadine, siamo tornate fuori, dove il chirurgo mignon ha introdotto l'attrezzo nel buco del paziente. Ci mancava che dicesse “La situazione è sotto controllo” e poi eravamo a posto. Dopo alcune prove, il primario brizzolato, ha voluto prendere in mano la situazione, e mentre io gli asciugavo il sudore e l'assistente controllava i parametri vitali, finalmente abbiamo sentito uno schiocco. La lampadina si era attaccata. Con un'ansia allucinante, nemmeno stessimo giocando a un enorme Allegro Chirurgo, abbiamo assistito il Santo, che in una sorta di pesca di beneficenza, tirava fuori la lampadina millimetro dopo millimetro.
Sìììììììììììììììììì!!!E' fuoriiiiiiiiii!!! Ce l'abbiamo fattaaaa!!!
E lui che non vedeva altra soluzione che smontare la vettura. E le sue donne che con del fil di ferro e una calamita da tende gli hanno risolto la situescion. Che geni!
Uno di questi geni (quella rinco, che c'ha il minchia blog, quella lì) quattro giorni dopo ha dimostrato di essere anche più di un genio.Un super genio.
“Pronto amore!”
“Simo, che è successo?”
“Oddio, non lo so, la macchina non va bene!Sarà questo freddo che ghiaccia tutto, che ne so, ma ho paura di rimanere a piedi!Hai presente la finestrella della benzina, no?Ecco, la lancetta è ferma sulla figurina del distributore di benzina, ma non mi segnala la riserva!Dovrebbe farlo, è quasi in cima!E ora? Ce la faccio almeno ad arrivare al primo distributore?Eh?” Oddiooddioddio!!!
Risposta del Santo (Subito): “Simo. Ho fatto il pieno due giorni fa.La spia della riserva è dall'altra parte”
Ecco, datemi una cassetta degli attrezzi che faccio più figura.

mercoledì 15 febbraio 2012

LETTERA AD ADRIANO CELENTANO

-



Adriano, senti a me. No, te lo voglio dì, così, per farti sapere, perché è giusto. Che tutti oggi parlano di te (oddio a dire il vero sono mesi che parlano di te), ma ieri sera hai fatto il botto.
Pure io.A metà del tuo pippone. Svenuta secca e dura sul pavimento.
Adriano, mettiti comodo che c'ho da dirti due cose.Se vuoi ti fo' anche un caffè.Ieri sera hai parlato di un sacco di cose, ma proprio un fottio, degli operai, dei politici, dei cattolici...ma voglio dì, parlare delle commesse,no? Perché ti spiego. Io ieri mi sono fatta l'orario preferito di ogni commessa, uno spezzato niente male con una ventina di prenotazioni extra da infilare nel già caotico quotidiano (perché lavoriamo ringraziando Dio) (a proposito:lo posso dire Dio?). Nelle tre ore di buco mi ci sono fatta incastrare la farmacia, la preparazione di Alice per il compito di matematica, una lavatrice, riordino delle stanze e un tremendo mal di testa perché ogni 28 giorni c'ho anche quella piaga lì. In più, pur essendo San Valentino, ho visto il Santo solo la sera alle 21 , quando, tornata dal lavoro, ti c'avevo una cera da top model. Stavo na favola. Roba che se fossi stata lui, altro che San Valentino, avrei chiesto il divorzio seduta stante. Invece lui no. Ma è Santo, lui. Insomma, ti dicevo Adriano, torno stanca, no? Dopo una giornata di merda, no? Con la pancia gonfia come una zampogna, i miei cari già coccolosi sul divano, con una stanchezza che non c'ho manco fame, con un grillo che sembra che mi trapani il cranio (non ci sono più gli analgesici di una volta, lo sapevi?Sennò te lo dico io) e con l'unico pensiero di rilassarmi con due canzoncine, no? Perché da Sanremo mi aspetto delle canzoni.Brutte, belle, orecchiabili non ha importanza, cantate da brutti (ma con la Bertè c'hai confidenza? Vabbè, le dici che anche se Gigi d'Alessio era abbronzato, il sole all'Ariston non c'è? Perché magari mica se n'è accorta, porella) insomma, ripeto, mi volevo un po' rilassare con le canzoncine, perché una commessa non c'ha mica pretese, le bastano due canzonette ed è contenta. E infatti ne son passate poco più di due e sei arrivato te.
Ora. Adrianino bello. Tu sei un cantante (ma lo sai che c'ho il ciddì tuo con la Mina?Ma quanto siete bravi?), e quindi mi aspettavo che tu cantassi. Invece. Posso dirtelo alla mia maniera?
Mi hai fatto due palle così.
Oh Adriano, via! Non te la prendere, lo sai, io le cose le dico chiare e tonde, però dhè!M'hai fatto un pippone che non finiva più. Ma c'hai pensato a me? Ennò!Non ci hai pensato!Cioè, ma io, pora crista, mi meritavo di sorbirmi tutto il tuo pappiè? No, ma pensaci. Sono il fase mestruale, perdio!
Che poi, Adriano, già si è parlato di te per dei mesi “C'è.Non c'è. Va al festival. Non ci va...”
Prima regola:decisione. Eccheccazzo, c'è gente che non ci dorme per queste cose. Non puoi mica dire, come hai detto a Gianni “Voi iniziate, se mi garba io arrivo”. Non siamo mica all'ultimo dell'anno a casa di zia Eugenia, che se non hai di meglio da fare ti presenti a mezzanotte con una bottiglia di spumante.Eannamo. E poi tutti sti soldi. Bravo, in beneficenza, e con tutto il sermone che hai tirato giù, vorrei anche vedè.
E poi scusa...st'idea di apparire quasi dalle ceneri come la fenice? Bombe, fucilate, guerre...Adriano, mi sembri un po' grandino per giocare ai soldatini.Ma ti immagini scendere dalla scala come tutti, che bellezza? Ed ecco a voi...Adrianoooooooo!!! Ma lo vedi com'è più bellino? Cioè, mi sei venuto fuori dopo un bombardamento. Poi hai cantato. E mi son detta “Ma guarda il mio Adriano, ah ah ah!M'ha fatto pure la finta, che ganzo che è!” E come cantante mi garbi anche, davvero.Però, è durato poco, porcapaletta. M'hai fregato!Ma ti pare che mi meriti pure quello?Di essere presa per il culo? Io, povera commessa stanca con la pancia come una zampogna? No, dico.
M'hai sfrantecato gli zibidei ieri sera. E non sto a dire se è giusto o sbagliato il tuo concetto, probabilmente avrai detto anche cose giuste per carità (non lo so tutto quello che hai detto Adriano, perché ti devo dì la verità, dopo un po' mi si scollega il cervello, mi distraggo e non ti seguo più), però l'autista ti ha portato nel posto sbagliato. Vammi da Vespa, a Ballarò, ad Anno zero, o sennò guarda c'ho un posticino bellino da morì, AUANTI una cifra, dove ste cose vengono anche accolte bene.Vammi a Hyde Park a Londra (e ti fai pure una bella girata) e mi predichi allo speaker's corner.Guarda che è una ganzata!Pare che lì abbiano fatto discorsi anche Carlo Marx e Lenin, cioè voglio dì, ci puoi stare anche te.E sii umile una volta tanto, scendimi dal piedistallo, e che è??? Ieri sera, minchia, sembrava arrivasse un uomo capace di risolvere la fame nel mondo, un uomo con in mano la cura per sconfiggere una volta per tutte il cancro, marò Adriano, vola basso, te prego. Ecco vedi? Mi sto arrabbiando. Mi fai arrabbià. E poi scusa, mi spieghi 'n attimo il teatrino con Pupo? No, onestamente Adriano, non vi si poteva guardà. Doveva sembrare tutto naturale immagino, spontaneo. E allora ti dico questo, senza offesa...avvicinati un po'... “ppsss sai che recitava meglio Alice nel presepe vivente in terza elementare? Ti giuro!Ma quanto era brava?”
Dicevamo? Ah sì, che hai sbagliato trasmissione, via!Se devi predicà, lì non va bene. Ora non ne facciamo un dramma Adriano. Devi solo organizzarti un attimo, mi prepari una bella valigina (portati il k-way che a Londra piove spesso), mi avverti la Claudia, ti prepari due cose, mi carichi la macchina fotografica (fattele due foto Adriano, così per ricordo, son belline), me ne scatti due sceme sotto il Big Ben, alla Torre di Londra, quella roba lì. Poi quando non piove, mi vai all'angolino e mi spari un pippone da paura!Tipo quello di ieri sera.Alla grandissima! E ci butti dentro politica, chiesa, tutto quello che ti pare. Non in inglese, eh? Che sennò non saresti te stesso. In italiano. Con le tue pause, il bicchier d'acqua, una mano in tasca e una sul mento, come sai fare te. Ma in italiano.
Vabbè, che discorsi, loro sono inglesi e non ti capiranno.
Ma io sono italiana e ieri sera non t'ho capito ugualmente, Adriano.
Sarà perché volevo una serata di canzoni. E sarà perché da Sanremo mi aspetto questo.
Buon viaggio Adriano, e salutami la Regina.

lunedì 13 febbraio 2012

SANTO QUI E SANTO LA'

Sondaggio:

Festeggerete San Valentino?
Sì-In che modo?Ricordate che siamo in fascia protetta, plis.
No-Perché?
Forse-Perchè?
Abbastanza- In che senso?

Guarderai Sanremo?
Sì- Perchè?
No-Perchè?
Forse-Perché?


Rispondo io per prima.
Non festeggerò San Valentino, principalmente perché lavorerò tutto il giorno per far felici altre coppie che si ritroveranno una cena romanticissima preparata dalle mie manine.Evvai.E poi perché non c'è bisogno di un giorno per dimostrare l'amore che prov...seeeeeeeee cazzate. La gente non sa più cosa inventarsi.
Guarderò Sanremo perché non sopporto farmi trovare impreparata alle interrogazioni. Perché per cinque giorni in negozio non si parla d'altro. Ci sono dei dibattiti che manco a Forum e io devo essere pronta a sapere. E poi mi gioco la carta della genialità:se non lo guardo non posso parlarne male.Per la cronaca: alle 23 crollo, chi c'è c'è. E speriamo che nel frattempo qualcuno abbia cantato sennò alle mie donnine posso solo dire di che colore era vestito Morandi.Mi aspetta una settimana di fuoco.
Eh sì...non posso nascondervi niente.Sono in fase premestruale, con tutte le conseguenze del caso e mi vengono dei post della minchia a questa maniera.
A tal proposito vi invito a guardare questo video che unisce sia Sanremo che noi donne alate per cinque giorni (Mi fa morì)
Buona Visione.


E rispondetemi alle domande, eh!Che poi ci facciamo un bel discorsetto!

sabato 11 febbraio 2012

CHICCO TICIFICCO

Possibile che una vada in lavanderia a ritirare un indumento e che questo evento sia la causa di uno spignattamento creativo al limite dell'assurdo?
Spiego.
E' iniziato tutto stamattina quando in casa mia c'era più casino che all'apertura del nuovo centro Trony dove prendi un telefonino barattandolo con una caffettiera dell'83.Il fatto è che la sottoscritta e la bimba piccola (quella che va alle medie, che festeggia i compleanni in pizzeria...quella lì) siamo state intralciate dal bimbo grande (quello brizzolato, di un metro e 87, che ogni tanto si dà al giardinaggio...quello lì), perché lui era in partenza. In gita, diciamo. Andava a Roma per la partita di rugby e quindi dovevo aiutarlo a preparare lo zaino.Amore.
I “Il cappello dov'è?”
“Lo zaino?Era qui qui fino a tre anni fa”
“I fazzoletti?C'avete mica i fazzoletti?”
si sprecano, e il Santo girava intorno a noi come i rotoli di fieno nel Far West.
Se ci mettiamo che Alice andava a rilento per via di un raffreddore/mal di gola/ sinusite/mal di orecchie che ha da tre giorni a questa parte, potete capire il grado di casino.
Dopo aver fatto le raccomandazioni di rito a quello grande, lasciando per ultima “E mettiti la sciarpina che a Roma fa freddo”, io e Alice siamo partite alla volta della scuola con una leggera spruzzata di neve a tenerci compagnia. Però. C'è un però. Se durante il tragitto casa-scuola, mia figlia sta zitta, direi che non sta bene. Proprio no. Oddio...stamattina a sentirla parlare metteva paura. Sembrava un trans. Na voce bassa, roca, gutturale e mocciosa.
Arriviamo davanti alla scuola, spengo la macchina, mi giro e la vedo con la testa penzoloni e l'occhio lucido.
“Ali, ma ti senti bene?”
“Mica dando. Mi sendo la febbre”
Evvai.Come l'ultima delle cretine riaccendo la macchina, faccio inversione e torno indietro, sotto gli occhi allibiti delle altre mamme che mi hanno visto arrivare, salutare e andare via. Avranno pensato “Se voleva salutarci, bastava una telefonata!”
Morale:Ali non è in forma, è piena di moccio fino agli occhi e...okay, basta, avete capito, non siamo mica a Elisir. Ma non abbastanza da non ricordarsi “Mamma, debi addare in labanderia a ridirare la tuta da sci per la mia gita sulla nebe”.
Eccerto. La gita sulla neve con la scuola. Io dico che si riprenderà prestissimo, infatti si offre volontaria per fare pure l'aerosol, pensa te.
Fatto sta che vado alla mia lavanderia di fiducia (conosco bene le ragazze), smanettando dentro alla borsa a testa bassa per cercare la ricevuta e quando finalmente alzo lo sguardo, lo vedo. LUI:
UNA FOLGORAZIONE. A quel punto dimentico tutto, il perché, il percome e tutto il cucuzzaro.
No, non ho visto Raoul Bova, Luca Ward o qualsiasi attore figo di soap opera. Ho visto una cosa che mi ha fatto partire l'embolo, che mi ha fatto dire “Lo voglio!” e dopo due secondi mi ha fatto pensare “Mo' me lo faccio!”
Sì, okay queste due frasi potevano benissimo essere usate anche per il figo delle soap opera, ma tant'è.
Vi presento CHICCO TICIFICCO. (Il nome è frutto della mente malata di due femmine che abitano in questa casa)


Ma non è fantastico? Quando l'ho visto, ho esclamato “Nuooooooo!!!E questo?”
“Hai visto bellino?E' perfetto per i nostri biglietti da visita.Eh...!Son cose che si fanno in pensione...”
“Ma se state lavorando!”
“Ma non l'abbiamo mica fatto noi!Ce l'ha regalato un nostro cliente!”
A quel punto me lo sono guardato e riguardato, l'ho preso in mano (ve prego), l'ho studiato,l'ho scannerizzato, fotocopiato, copiaincollato, perché nella mia mente bacata già lo stavo facendo a casa al grido di “Lo so fare.E' facile”.
La ragazza, nel frattempo, ha preso la mia ricevuta e si messa a cercare la tuta da sci e ho pregato che ci stesse tanto così, nel mentre, potevo studiarmi l'animale. Manco fossi Piero Angela.
E ce l'ho fatta.
Perché è facile, mica per altro. Potete anche voi crearvi in 20 minuti un porta-foglietti/scontrini/bigliettini/post-it/ in maniera simpatica e originale. Roba che possono fare tranquillamente anche i vostri figli.
Vi occorre solo un bottone nero per il naso, un libro dalla copertina semirigida (doppione o che non vi piace, o che vi ha regalato vostra suocera, o che avete deciso di buttare, o che volete sacrificare fino a un certo punto per creare il vostro CHICCO TICIFICCO) e altri due bottoncini scuri o occhietti mobili che vendono nelle mercerie più fornite a pochi centesimi.

Il lavoro originale prevedeva il taglio della copertina, ma io non me la sono sentita, mi sembrava veramente un sacrilegio, quindi anche voi potete fare come me.
Prendete il libro, piegate la pagina nel mezzo e piegate l'angolino in cima.

Così per tutte le pagine, compresa la copertina. Vi consiglio di usare un libro non troppo alto perché le pagine acquistano volume, ovviamente, e rischiate di ritrovarvi un riccio obeso.
A questo punto con una puntina di colla a caldo incollate il naso e gli occhietti, e il vostro CHICCO TICIFICCO è pronto per accogliere qualsiasi vostro appunto di famiglia. Ficcateci appunto quello che vi pare,dall'appuntamento col dentista, al buono da spendere in profumeria.
Farà bella figura soprattutto sulla scrivania e vicino alla libreria. Ed ha pure un lato B bello e invidiabile.

E poi non dite che non vi do i consigli su come riciclare in maniera carina dei libri vecchi e in disuso. Altro che bruciare nel caminetto, scambiarlo alle bancherelle o relegarlo sotto il comò che traballa. Qua si reinventa la cultura.Altrochè!Tzè! (che cosa diavolo sto dicendo?)
Un'altra cosa: ho cercato di usare poca colla perché se mi dovessi pentire di aver sacrificato proprio quel libro, basta che tolga gli occhietti e il naso, che stiri un po' le pagine e il libro tornerebbe in libreria come prima e non se ne accorgerebbe nessuno che una volta è stato un riccio.
Se uno volesse fare una ganzata per questo lavoretto sceglierebbe 'L'eleganza del riccio'. Sarebbe una furbata da paura, nevvero?
Ecco cosa partoriscono due donne lasciate sole un sabato intero. Il bello è che quella più giovane poi guarisce dal raffreddore che le annebbia la mente, ma per quella grande è un casino. Non c'è proprio cura.
p.s. Il pensionato aveva usato un librino Harmony.
Della moglie.
Sicuramente sottratto a sua insaputa.
E te credo che non si è fatto scrupoli a tagliarlo :-D

p.p.s. QUI potete ascoltare l'intervista a Fuoriserie (per chi fosse interessato e l'avesse persa).Quando ancora non trasformavo libri in ricci.

domenica 5 febbraio 2012

SALVIAMO L'UCCELLO!

Ehm. Forse era meglio se sceglievo un altro titolo. Anche perché c'è il rischio che mi chiami la mia amica Lilly e mi faccia il cazziatone per essere rimasta delusa da questo post.Lei sarebbe capace di farci uno slogan con questo titolo,e non è una sostenitrice Lipu, tanto pe' capisse.
Comunque. Dopo tutta la neve che impazza sull'Italia, FB è pieno zeppo di foto di città innevate, di link con pupazzi di neve e di allarme cibo uccelli. Eh sì, perché il povero passerotto con tutta sta popò di neve rischia di non trovare più le nostre bricioline. Bricioline che vengono scosse dalla tovaglia insieme al telecomando, nel mio caso. A voi è mai successo?Vedeste che lanci che vi fò.
Dicevamo. Ho visto un sacco di link dove invitavano ad attrezzarsi per far sì che gli uccellini trovassero il cibo. E allora daje che ti ridaje mi sono messa a smanettare ancora e ho trovato un post curioso e un sito interessante dove suggeriscono ben 50 mangiatoie FaiDaTe per i volatili.
E volete che io non ci provi?
Anche perché casa mia è piena d'uccelli. Nel senso: è un po' campagna quindi spesso siamo circondati da passerotti, pettirossi, rondini sul filo dei panni, merli, merle, gazze ladre, piccioni e chi più ne ha più ne metta. E se lo dico ho le prove.
Ecco qua.


Il primo che fa la battuta sul fatto che c'ho un uccello in mano, lo prendo a capocciate, chiaro?
Insomma, ho trovato questo sito e mi sono messa a cercare quelli che potevo fare subito, con pochissimi accessori che avevo in casa.
Quello che mi è servito:





-l'anima di cartone di un rotolo di carta igienica (se non lo avete a disposizione mettete delle prugne secche nella torta destinata alla nonna, poi vedi come finisce la carta)
-una pigna (suvvia, vi sarà rimasta una pigna da Natale, no?)
-dei pirottini da cucina
-spago da cucina (o qualsiasi altro cordino)
-bacche di magnolia (vabbè, ce l'avevo da quella volta delle foto d'autunno, ricordate?)
-becchime per uccelli
-burro o margarina.

ecco il procedimento difficile da morì. Ma proprio difficile.
Prendete la pigna,legateci uno spaghino, spalmatela di margarina e fategli fare triplo carpiato in una ciotola di becchime. Ed è pronta. Eccheccevò?



Poi prendete il rotolo.Spalmate pure questo con la margarina (lo so, fa un certo effetto)e rotolatelo nel becchime come in una gara nel fango. E ualà!Pure questo è pronto.Troppo facile.


Ed ora tocca alla bacca di magnolia. Paro paro alla pigna.


Ora veniamo a quelli che mi hanno dato maggior soddisfazione:i pirottini.
Struggete il burro (la margarina in questo caso è troppo molle) e riempite i pirottini immergendoci lo spago da cucina. Riempite a questo punto il pirottino col becchime e mettetelo nel freezer a freddare (ma anche fuori viste le temperature.




Quando si saranno freddati togliete l'incarto e avrete i vostri dolcetti per uccelli da appendere agli alberi. Io so che mi pentirò di questa cosa, perché poi i miei alberi di ciliegio e albicocco si riempiranno di frutti e mannaggia, mi tocca stare in allerta come un cecchino per evitare che mi becchino la frutta. Ma ditemi se non è bello in inverno fare sta cosa per gli uccellini. Senza considerare che adesso il nostro platano sembra un albero di Natale con tutte queste cosine strane attaccate.











Però.Però ho fatto i conti senza l'oste. C'è qualcuno che si è affacciato alla finestra e guardando in giardino si è sfregata le zampe.
Stai a vedè che casino. Altro che Titti e Silvestro.

mercoledì 1 febbraio 2012

E' COLPA MIA SE NEVICA IN ITALIA



La neve in Italia è colpa mia.Lo so. Soprattutto questa notte che ne ha messa tanta sulla mia città.Ci sarà un motivo, no?E in genere nevica quando succedono cose strane, cose dell'altro mondo, cose al limite dell'impossibile, cose che dici “Seeeeeeee, e domani nevica!Ah ah ah!”
Tipo che se io dicessi, chessò... “Mi hanno intervistato per un programma Rai, riguardo al blog”, voi rispondereste più o meno “Ah ah ah!Sì, e io sono Brad Pitt!”
oppure “Ma chi, te? Uhuahuhauhhhauhbhhhhahh!!Sei sempre così divertente!”
o anche “Sì, e domani nevica per sette giorni e sette notti!”
Tho! Non nevica per davvero?
E infatti mi hanno intervistato per davvero.Per dedicarmi una puntata di un programma. Non ci credo manco io, guardate.
Quando mi è arrivata la proposta via mail sono rimasta immobile con la mano sul mouse tipo la scena di 'Una moglie bellissima' di Pieraccioni, dove lei rimane impietrita sul divano con l'assegno in mano e continua a ripetere “Non c'ho capito un cazzo”.
Paro paro. L'ho letta. L'ho ri-letta. Ho pensato “Hanno sbagliato persona” L'ho letta di nuovo. Ho fatto un cenno con il dito al Santo della serie “Vieqquà”, e lui, dopo averla letta, mi ha detto “Sei proprio te”
Ero io.
A parte l'iniziale stupore, poi è subentrato l'entusiasmo e poi di colpo e senza preavviso una sanissima ansia da prestazione.
WR8 Radio Rai per il Web vuole intervistare me, la minchia blogger! Gnapossofà. E invece ce l'ho fatta. Dopo uno scambio di mail tra me e la ganzissima speaker Annalisa Vacca (Annina per tutti), fissiamo l'appuntamento per l'intervista. E non vi dico i brividi nel dire a mia madre “Mamma, devo riattaccare, devo rilasciare un'intervista tra 5 minuti!” come un'attrice qualunque. Dio, che ganzo!
Dio, che ansia!
“Come sto?” chiedo ad Alice lisciandomi i capelli.
“Ma sei con la web cam?”
“No!”
“Mamma, allora che te frega?”
“Come che me freg...c'hai ragione. Oddio, che domande mi farà? Che ore sono? Ma che le dico? Uno-Due-Tre-Prova.Omammaaaaaaaa!!”
Come sempre, mi sento carica di responsabilità, continuo a chiedermi 'Perché proprio io?' e non credo, ovviamente, di essere all'altezza. Come darmi torto.
Finalmente arriva la telefonata e d'istinto mi guardo allo specchio per vedere se è tutto a posto e...è inutile. La vera Simo che è in me viene fuori. Non ci riesco. Non riesco a darmi un tono manco se dovessi essere davanti a Napolitano. Io sono così, sminchiatamente semplice, terra terra. E devo dire che con Annina è stato facilissimo. Mi ha accolto con un “Simoooooooooooo!!!!” come se mi conoscesse da una vita. Fantastica. E da quel momento mi è sembrato di averla davanti a sorseggiare un caffè sul mio divano. In onda e fuorionda Annina è simpaticissima e alla mano e io davvero sembravo a casa mia.
Ehm. Ero a casa mia. Cioè, vi basti pensare che dopo nemmeno venti secondi ero stravaccata sul divano e con il calcagno destro mi stavo togliendo la scarpa sinistra.Roba così. Rilassata, comodamente rilassata, comodamente me stessa. Con tutte le minchiate, parolacce e interventi a caso annessi, sia ben chiaro.
L'intervista viene trasmessa a mezzanotte, alle 6, a mezzogiorno e alle 18 di oggi 1°febbraio, durante il programma FUORISERIE

Qui vi metto i bannerini per ascoltarla:
http://www.webradio.rai.it/dl/webradio/mp3player.html (cliccate sulla piccola freccetta a sinistra ;-))Perché mica parlo solo di me, seeeeeeeeeee!!! parlo anche di voi!
Per inciso: io mi devo ancora sentire. Amo udire la mia splendida* voce (* un misto tra Paperino con la raucedine e Topolino con l'adenoidi). Tremo proprio all'idea.
Non potete capì.
Grazie ad Annina per la sua frizzante simpatia e a tutto lo staff di Rai Web Radio per la bella esperienza.
Come dite? Se sono riuscita a fare figure di merda? Non so. E' successo che alla fine, nel fuori onda, pensavo di parlare a quattrocchi con Annina e mi sono lasciata proprio andare sparando quelle cinque o sei cazzate ridendo sguaiata e condendo il tutto con espressioni colorite, tipo un' mbriaca all'Oktoberfest durante il ciclo e succede che Annina se la ride e mi dice “Anche in regia ti salutano!”
“Cosaaa??Ma ci stanno ascoltando???”
“Ovvio!Tutto tutto!Ciao Simo!”
Ditemelo voi.

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