giovedì 27 febbraio 2014

Gratin di carciofi in cocottina

Avete presente Bubba di Forrest Gump? Con quella storia dei gamberetti?
Bene, io ho fatto paro paro con dei carciofi (chi mi segue su Facebook lo sa).
Il Santo, dalla sua trasferta romana, m'ha portato un mazzo di carciofi, non di tulipani, narcisi o fiori di campo. No, carciofi. Credo siano mammole.


Io ho gradito moltissimo, molto di più che se mi avesse portato un mazzo di fiori pè davvero.
Non sto scherzando.
Avete mai fatto i tulipani fritti, ad esempio? Eh, fateli, poi mi dite se sono meglio quelli o i carciofi.
L'unico inconveniente, se così si può chiamare, è che a mangiarli siamo in due.
Apro parentesi
(Alice mangia poche verdure e quelle poche che mangia le devo come dire...impiastricciare? Quindi non mangia gli spinaci, ma la torta salata con gli spinaci sì. I finocchi solo crudi e i carciofi solo nel risotto. Le patate anche passate nella lettiera del gatto, ma a chi non piace la patata? Se fate dell'ironia vi tiro un carciofo in un occhio)
Chiusa parentesi.
Dicevo: a mangiarli siamo in due, quindi una cassettata di carciofi è tanta e non è che la finisco subito. Quindi sono quattro giorni che mangiamo carciofi in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Dice che fanno bene al fegato. Il nostro, ora come ora, è da record. Lindo e pulito manco fosse stato lavato con la varechina. Il fegato è talmente depurato che si è commosso. Crudi, cotti, risotto, pasta e chi più ne ha più ne metta. Tutte ricette collaudate, però.
Invece ieri ho voluto provare a fare il gratin di carciofi. Che vojo dì, non è che ci vuole chissà che e basta una googlata per trovare 2453 ricette, però questa la voglio condividere perché la reputo anche molto dietetica. Siete a dieta? Fa per voi.
Non siete a dieta? Bravi, chiudete sta pagina, preparate la pastella e fateveli fritti, date retta a me.
Comunque.
Per il discorso di cui sopra vi metto le mie dosi che sono per 2 persone. Non solo: ho aggiunto qualcosina rispetto alla ricetta originale. Se siete in quattro raddoppiate o andate a occhio.

Ingredienti:
4 carciofi belli grossi
2 cucchiai belli pieni di olio evo
1 ciuffetto di prezzemolo tritato
30 gr di pecorino stagionato e saporito
40 gr di pangrattato
una manciatina di capperi
4 cucchiai di parmigiano grattato
sale e pepe q. b.

Cosa ho fatto io:
ho lessato i carciofi ben puliti interi (mica vi devo spiegare come si fanno i carciofi lessi,nevvero?), lasciando però un bel pezzetto di gambo (perché nelle mammole è buono per un gran bel pezzo).
Mi raccomando: togliete le foglie esterne bla bla bla...acqua salata bla bla bla...il limone sennò anneriscono bla bla bla...cioè, lo sa anche mi' nonna, giusto?
Poi  li ho scolati quando ci entrava la forchetta, quindi cotti sì, ma non sfatti. E li ho lasciati un attimo lì a riposare. Porelli.
In una ciotolina ho messo il pangrattato, il  prezzemolo tritato, i capperi tritati, il pecorino grattugiato, i due cucchiai d'olio e il sale e pepe.
Ho mescolate per bene ed è venuta fuori una pappetta piuttosto asciutta. Qualcuno si è lamentato di questo, invece a noi, il fatto che alla fine il piatto sia croccante ma non unto, è piaciuto assai di più.
Io ho fatto due cocottine monoporzione, perché a noi piace così, ma volendo potere fare un pirofilina più grande, fate come più vi aggrada. Come più vi aggrada ho detto, non so se notate la finezza.
Ho unto con il pennellino le cocottine, poi ho tagliato il gambo dei carciofi  a metà e ho messo via (non buttateli!) la parte finale. Il resto dei carciofi l'ho tagliato per il senso della lunghezza (vanno due carciofi per ogni cocottina). Ho messo un primo strato (possono anche sovrapporsi), poi un po' di trito, poi ancora carciofi. Poi (quante volte sto dicendo poi? Non potrò mai essere una foodblogger anche per questo) ho tagliato a rondelle i gambi che avevo messo da parte e sono andata a riempire gli spazi vuoti della cocottina. Se voi non avete spazi vuoti vuol dire che siete campioni di tetris, sia chiaro.
Infine ho ricoperto tutto con il trito rimasto e il parmigiano grattugiato (perché mi garba che mi ci faccia la crosticina).
Ho messo in forno ventilato  a 180° per 15 minuti  e altri 5 minuti su grill-ventilato, per la crosticina di cui sopra.
Ecco, a questo punto dovrebbero esserci delle bellissime foto del prima, del durante e del dopo, ma io c'ho solo una foto fatta col tablet a cocottina pronta.
Anche per questo non potrò mai essere una foodblogger : appena è pronto noi si magna, e credetemi, non è rimasta manco una briciola.
Provateli: è semplice, veloce e gustosa.



p.s. dovrebbe essere un contorno, ma voi fatene l'uso che vi pare.
E vorrei vedè ;-)






giovedì 20 febbraio 2014

Sanremo 2014 - Ha vinto Renga





Lo so che vi tedio.
Ne sono consapevole, ma per par condicio, bisogna che parli anche della seconda serata, non posso rimanere con un post a metà. Perdindirindina! (omaggio a Shirley Temple recentemente scomparsa. Perché io faccio anche informazione televisiva. Ah. Lo sapevate già. Allora ditelo!)
Dicevo.
Seconda serata.
Che saranno state le critiche di tutti, ma ieri sera è andata meglio. Continua a non piacermi l'apertura così afona e senza brio, e l'orchestra nei loculi (cit. Littizzetto), ma diciamo che via, un po' il livello si è alzato. Di poco così.
Partiamo dagli ospiti.
Claudio Santamaria presenta sul palco la fiction che uscirà a breve sul maestro Alberto Manzi, che lottò contro l'analfabetismo facendo delle vere e proprie lezioni di italiano  in un programma tivù Rai. Questo succedeva tra il 1959 e il 1968. Da queste poche notizie si evince che Lapo Elkann dev'essere nato dopo il '68.
La vera sigla l'hanno affidata a due giovincelle tedesche: le gemelle Kessler, che si sono mosse agili sulla scena meglio di me che c'ho quasi quarant'anni meno. Anche se, alla ormai celebre fiera di beneficenza, io e Alice abbiamo fatto la nostra bella figura.
Di merda, ma son dettagli.
Poi c'è stata la volta di Franca Valeri, vestita di rosso che pareva un angioma, ma straordinariamente attiva. No, non è la serata dedicata alla geriatria, ma ripercorriamo i sessanta anni della Rai, quindi ci tocca. Non solo  mi vorrei  soffermare sulla grandezza indiscutibile dell'attrice (che alla sua età ha firmato la sceneggiatura di uno spettacolo che debutterà a breve), ma sul fatto che al festival del 2012 la modella ceca Ivana Mrazova di anni  20 (valletta dei conduttori) non si presentò al festival per  un attacco di cervicale, mentre Franca Valeri affetta da morbo di Parkinson e di anni 94, t'ha fatto pure uno sketch.
Non si sono più le donne di una volta.
Poi è arrivato Baglioni, che io ho trovato, con orrore, somigliante al mago Silvan. Devo essere onesta, alcune canzoni di Baglioni mi garbano tanto. Ma fra queste non c'è piccolo grande amore, infatti quando ha attaccato a cantarla mi sono ficcata due dita in gola, mi sono punita col cilicio e mi sono rinchiusa gli alluci nel cassetto del comò. Il Santo, dalla cucina, stava preparando un cappio. Però tripudio, gente in piedi, come forse è giusto che sia. C'è di peggio, come per esempio Gigi D'Alessio.
Però mi sono persa Rufus Wainwright e  qualche giovane proposta per strada.Quindi se siete grandi fan del cantante come mia madre "Rufu chè???" andate su you tube che famo prima.
E ora veniamo ai cantanti.

Francesco Renga.
All'arrivo di Renga il pubblico femminile in sala e a casa ha avuto uno sturbo. Ovaie impazzite e ormoni smossi con movimenti sussultori e ondulatori del settimo grado della scala Richter con epicentro Teatro Ariston. Si è presentato col capello lungo, barba incolta e camicia aperta. Praticamente testosterone a secchiate. Qualcuna ha notato che aveva vistosi braccialetti, altre manco vedevano lo schermo tanto erano intente ad asciugarsi la bava. Si sono levati cori come "Nudo!Nudo!Nudo!" offuscati prontamente dai tecnici mandando in onda un filmato di Platinette in costume da bagno, tanto per placare i bollori.
Ha cantato A un isolato da te  (altro che a un isolato da te, la maggior parte delle donne lo avrebbe tumulato - vivo- in camera da letto) e Vivendo adesso.  Passa la seconda perché la prima, proprio per i motivi di cui sopra, non ha ragione di esistere.

Giuliano Palma.
Un misto tra il tenente Kojak e Yul Brynner con evidenti disturbi agli occhi, visto le lenti scure, Giuliano ci presenta Così lontano, canzone dove si sente la presenza di Nina Zilli, così forte, ma così forte che ho temuto che cominciasse a sculettare. Poi è stata la volta di Un bacio crudele con dimostrazione pratica visto che ha quasi avuto un amplesso con l'asta del microfono. Nina esci dal quel corpo.

Noemi.
Qua non vorrei parlare di Noemi, che a me piace pure con quella voce ruvida e la risata sguaiata, ma col suo parrucchiere. Sì, dico a te. Vieqquà. Senti, la finiamo di fumarci le piantine di geranio di nonna? Ti fanno male, e si vede da come hai conciato sta pora donna. A che pensavi quando l'avevi sulla poltroncina, all'ultimo dei moicani? Ti son scappate le forbici sulla frangia, visto che pare la scopetta per le scarpe? Santoiddio non ti si può lasciare solo un attimo, insieme all'amico tuo: lo stilista. Ce n'è anche per te. Vieqquà. Non dico: spiegami quel ramo di bambù intorno al collo. Quello svirgolo a barchetta, quel doppio stuzzicadenti samurai. No, non pare bello.  Pare che Noemi si sia vestita di tutta fretta e si sia infilata dalla testa, non solo il vestito ma pure la cruccia. E no, non ti perdono. Fila alla Forrester Creation!
Noemi  ha cantato Bagnati dal sole  e Un uomo è un albero, canzone probailmente dedicata al padre Pino.

Renzo Rubino.
Il giovane che ha vinto lo scorso anno si ripresenta a Sanremo  con  Ora (storia di un orologiaio svizzero) e Per sempre e poi basta (canzone il cui testo dice: C'è una macchia nel tuo bulbo oculare...).
Qualcosa mi dice che vincerà un oscar come miglior testo da parte dell'Associazione Sindacale dei Medici Oculisti e il premio della critica dalla SOI, Società Oftalmologica Italiana.

Ron.
Ron, sia che tu guardi su you tube Sanremo del '96, del 2001, o del 2014, è sempre lo stesso. Manco invecchia, il buon vecchio Rosalino. Quando Fazio gli ha chiesto "Quale delle due canzoni preferiresti che passasse?" lui ha risposto così chiaramente e con decisione che sembrava il conte Mascetti con la supercazzola. Da casa non abbiamo capito un'emerita ceppa di minchia. Ha cantato Un abbraccio unico e Sing in the rain a sentir lui una ballata folk, tranqui funky, punky, tinky winky e Lala.

Riccardo Senigallia.
Fazio ci presenta il cantautore romano dicendo "Non vedo l'ora che ascoltiate questa canzone perché appena l'abbiamo sentita siamo rimasti folgorati". Ma magari. Almeno ci evitavate di sentirla. La canzone in questione è Prima di andare via (sottotitolo Saluta tutti). La seconda Una rigenerazione è quella che ci vorrebbe a noi dopo averlo ascoltato.

Francesco Sarcina.
Il problema di Francesco Sarcina è solo uno. Non sappiamo dove mettere l'accento sul suo cognome. Sarcìna o Sàrcina? Mistero della fede. Un po' pirata e un po' poeta a me sto ragazzo piace già dai tempi de Le Vibrazioni. Sarà il nome, la riscossa dei Franceschi di ieri sera che vi devo dire. Ha cantato In questa città (certamente dedicata  a Sanremoe Nel tuo sorriso (certamente non dedicata alla Casta).
Premiata quest'ultima da Clemente Russo, a suo agio in uno smoking come potrei esserlo io a sfilare in passerella con una tuta da sub.

Ahimè mi sono persa i giovani che si sono esibiti tardi, ma anche io c'ho un'età, il sonno chiama e la vescica pure.
Approfitto del post per ringraziare il mio gruppo di ascolto su FB perché in queste sere ci ritroviamo a commentare ognuna comodamente seduta sul proprio divano, ma è come se fossimo lì a passarci i fazzolettini per asciugarsi la bava per il Renga di cui sopra. Per me sono fonti di ispirazione senza le quali, come dire, non sembrerei in una corsia d'ospedale, ecco. Perché ogni volta che mi arriva una notifica, il tablet emette un bip!
Ieri sera, nel mio salotto, sembrava di essere in rianimazione.
Altro che Ariston.


*Qui la prima serata.

mercoledì 19 febbraio 2014

Sanremo 2014 - Ridatemi Pippo Baudo



Se me lo avessero detto non ci avrei creduto.
Se mi avessero detto "Guarda che rimpiangerai Pippo Baudo, i fiori e i Ricchi e Poveri" io sarei scoppiata in una grassa risata.
Oh. È successo. 
Ieri sera, mentre guardavo la prima serata di Sanremo, ho rimpianto il pippone nazionale.
Perché probabilmente il pippone ce l'ha sciorinato Fazio appena iniziato il festival.
Per carità: ha detto cose giuste, importanti, sacrosante e okay, va bene. Ma l'apertura mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca, tipo come quando mangi i carciofi crudi e   la lingua ti diventa una coperta di pile, hai presente?
Vabbè, partiamo con un'analisi critica della serata. 
Appunto l'apertura.
Mi aspetto una musica piuttosto allegra, anche la ormai famosa na na na na nannà! Perché Sanremo è Sanremo! poteva andà. Invece no. Tutto silenzio, tutti zitti. Manco una rosa, un gelsomino, un crisantemo. Che vojo dì, con la presenza di Fazio è la morte sua.
Fazio ci vuol far credere che ci sia realmente un guasto al sipario, che l' orchestra non suoni perché sia tutta corsa in bagno per un attacco di dissenteria acuta, che le luci siano spente perché la Rai non ha pagato le bollette...insomma ci mancava che dicesse "Non sono Fabio Fazio, ma Obama" e il teatrino delle cazzate avrebbe avuto veramente un senso.
Ma che succede? Orpolà! Due uomini sono in procinto di buttarsi dalla balconata! Ommioddio, che sorpresa!Che novità!
Ora, Fazio, ascoltami un attimo. Tu credi davvero che noi da casa, anche se già col rivolo di bava dal sonno e annebbiati dalla digestione di cinghiale in umido con le patate, possiamo credere a una cosa del genere? Con un occhio di bue che inquadra i por'omini che minacciano di buttarsi? Credi che non abbiamo capito che tutto è iniziato in silenzio perché se partiva l'orchestra come sempre, manco si sarebbero sentiti? Fazio, Fazino mio, sta sceneggiata si capiva subito che era più falsa della farfalla di Belen e dei capelli di Sandro Mayer. Namo su. Senza considerare che all'Ariston durante il festival, tu, comune mortale,  non c'entri manco se paghi il biglietto, nemmeno se sei la nipote di Malgioglio, nemmeno se ti nascondi nella barba di Beppe Vessicchio, nemmeno se a quelli della security gli fai vedè tutta la tua collezione di farfalle disposte a lisca di pesce sul tuo inguine. Quindi figurati se due, piano piano, sciuè sciuè,  arrivano in cima, scavalcano la balconata e minacciano di buttarsi. Se quelli sono gli uomini della sicurezza, io non mi fiderei nemmeno  se mi proponessero di aiutarmi ad attraversare la strada. Senza considerare che questa scenetta si era già vista anni fa. Manco qualcosa di nuovo, mi proponi.
Ridatemi Pippo Baudo.
E pure Cavallo Pazzo.
Apre Ligabue (unica nota positiva di tutta la serata a mio parere) che canta Creuza de ma in omaggio a De Andrè. La parola De Andrè, ieri sera è comparsa tra le 5000 e le 6000 volte. Se non l'avete capito Cristiano arriverà fra i primi tre, se non primo. Ma è solo un sentore mio, in tivù non se ne parla nemmeno.
Dopo un siparietto della Littizzetto (e faccio pure la rima) t'arriva lei, la super ospite della serata: Laetitia Casta. Ragazzi, gnocca è gnocca. Ha un fisico da urlo e un  viso da urlo di Munch.
Perché parliamoci chiaro, è una gran bella figliola, però quei denti...senza considerare che era truccata così sobriamente da sembrare un mignottone. Comunque mettiamoci l'anima in pace, dopo la sua performance sappiamo dove sono andati a finire i nostri soldi del canone: c'hanno comprato il rossetto alla Casta. Invece avrebbero fatto meglio a impiegarli per pagarle un dentista, per dire.
Si esibisce  in italiano e a me ricorda Gerarde Depardieu. È vestita Dolce e Gabbana e a me ricorda l'abat jour de mi' nonna. Imita Monica Vitti e a me ricorda Alberto Sordi.
Fazio, arrapato  dal '99 e con l'impermeabile rubato all'ispettore Clouseau,   vuole vedè se almeno stasera le strappa la filanca delle mutande e si improvvisa cantante intonando Ne me quitte pas  . 
Di.vino.
Nel senso che sembrava 'mbriaco.
Solo io ho pensato che ci sarebbe stato bene Gigi Proietti con "Nu merompe ercà" ?
Comunque se sperava di averla dopo questa prestazione, è andata male. Piuttosto la Casta la dà in pasto ai cani di Hollande.
Noi italiani abbiamo rilanciano con Raffaella Carrà, che a 71 anni suonati si muove come me a 15. Col caschetto biondo e fasciata di pelle nera (un misto tra Enzo Paolo Turchi e Lady Gaga) ha agitato anche e cervicale che manco una ventenne che fa danza da dieci anni. Le canzoni sono state talmente belle che ho avuto una commozione. Cerebrale.
Però la Raffa è la Raffa. Invidia per come è, per come si muove e per come riesce a gestire il caschetto biondo. L'unica cosa: Raffa, quando li lasciamo sti guanti a mezze dita tipo corridore da Tour de France? tipo Bartali? Tipo Madonna in 'Cercasi Susan disperatamente'? Su, almeno di pizzo.
Delle canzoni non me ne è garbata una. Ma non faccio testo, io faccio sempre così, poi all'ultima serata ne canticchio la metà.

Arisa 
Ha cantato Lentamente (il primo che passa) e lì ho pensato "Speriamo ti porti via", e Controvento, sicuramente parola da lei pronunciata guardando allo specchio i suoi capelli.

Frankie hi-nrg mc. 
Mi chiedo per quale motivo uno debba presentarsi al festival con il codice fiscale al posto del nome, ma sorvoliamo. Ha cantato Un uomo è vivo e lì ho pensato "Se continui con ste canzoni lo rimarrai per poco" e "Pedala" canzone lungimirante, visto che è stata la frase che gli hanno suggerito dopo essersi esibito. 

Antonella Ruggero.
La vocalità della Ruggero non si discute, ma son lontani i tempi di melodie belle e orecchiabili. Ha cantato Quando balliamo (?) e Da lontano. Una performance alla Marzullo: si è fatta una domanda, si è data una risposta.
Ridatemi vacanze romane.

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots.
Ero rimasta agli 883 quando dicevano che hanno ucciso l'uomo ragno chi sia stato non si sa, quindi sono rimasta basita quando l'ho visto apparire sul palco.
Ho temuto pure che apparisse un cane guida, son sincera, perché io non vedo una ceppa già con la frangia e questo mi si muove sul palco con la maschera di spiderman. Hanno cantato Tanto ci sei - a Sanremo-  (risposta di  Gualazzi alla domanda  di The  Bloody: "Vabbè che è carnevale, ma farò na figura di merda vestito da Spiderman?" e Liberi o no (frase proferita sempre da Gualazzi in merito a un eventuale arresto dopo l'esibizione)

Cristiano De Andrè.
Vestito di nero come un becchino ha cantato Invisibili (storia autobiografica, molto sentita, vista la fama di cotanto padre) e Il cielo è vuoto. Il brano verrà usato come sigla per le prossime trasmissioni meteo della Rai.

Perturbazione.
Classico esempio di genialità: quando un nome ti rappresenta. Estratto dal vocabolario - Perturbato: sconvolto, turbato. Guardateli e sentiteli e poi ditemi se non sono dei geni. Hanno cantato L'unica (il titolo ufficiale era L'unica chance, ma pensavano di gufarsela parecchio)  e L'italia vista dal bar (il posto dove probabilmente vedranno il festival già da stasera.)

Giusy Ferreri.
La portatrice sana di ugola sincopata si è esibita con L'amore possiede il bene
(testo tratto dall'ultimo libro di Cicciolina. Per far felici i vertici Rai è stata cambiata una consonante) e Ti porto a cena con me (che pare sia stata la frase che il fidanzato le ha rivolto prima di continuare con "A patto che tu stia zitta, che me pari na gallina con la trachea 'nfiammata") 

Detto questo, io stasera guarderò la seconda puntata.
Mi voglio male, lo so.






giovedì 13 febbraio 2014

Dimmi con chi dormi









Non date retta a tutti sti articoli, per piacere.
Avete presente, no? Ci schiaffano 6 posizioni, tu ti riconosci in una e tho! Pronto il tuo profilo.
Maddechè.
Io in una notte le faccio tutte!! Da qui si evince che ho una personalità alquanto complicata.
A pancia in su, a pancia in giù, in posizione fetale, a braccia aperte, a gambe chiuse, a pugni stretti...
È una piaga, lo so. Soprattutto per chi mi sta vicino. Un minuto di raccoglimento per il povero Santo che divide il letto con me tutte le notti da diciassette anni. Poraccio. Che vita.
Perché io so' agitata pure lì. Sì, dormo. Ma mentre dormo mi muovo, giro, vago in modalità supersminchio. Se dormissi in un letto di sette metri per otto, io in capo a una notte lo girerei tutto. Garantito al limoncello.
Stai serena che io lo faccio cm per cm manco dovessi cercà un tesoro. E ogni mattina, il letto, è un campo di battaglia. Soprattutto dalla mia parte. 
Il Santo invece no. Lui dorme bellino, composto, non fa una piega. Mantiene il suo aplomb anche mentre dorme. E meno male perché a differenza di me, lui è quasi un metro e novanta e mi ritroverei schiacciata una mattina sì e una pure.
Io invece dormo a uomo di vitruvio.
A pelle d'orso.
A X.
A Y.
A K.
Spalancata come una finestra.
O attorcigliata come un tortellino.
A volte, mi racconta, stranamente mi trova supina, dritta dritta, tutta composta, con le braccia conserte tipo morta. Roba che se mi metti un fiore tra le mani, Tim Burton mi scrittura subito per un film.
Un'ora dopo ho la gamba piegata sopra un braccio, la testa girata come le bimbetta dell'esorcista e i piedi girati al contrario.
Praticamente sono un film dell'orrore.
Comunque mi muovo molto, anche se raramente faccio incubi. E menomale. Lui se ne accorge perché a quel punto parlo nel sonno. O piango. O mi lamento. Allora mi sveglia “Simo...”
“Oh...eh? Che è?”
“Stavi sognando...chiaccheri...maremma maiala sono le tre...”
“Ah...e che dicevo?”
“Cazzo ne so, dormi.”
Cioè, non mi sta neppure attento. Voglio dire, potrei anche dare dei numeri vincenti.
A quanto pare invece do i numeri e basta.
Comunque dai, non sono troppo agitata. No, no, tolgo solo le federe dai cuscini.
Avete letto bene. Un numero che manco Houdini. Ora potete vantarvi di conoscermi.
O se vado a letto coi calzini la mattina ho i piedi nudi. Ndo cazzo sono i calzini? Quasi sotto al materasso.
Potete ben capire che non sono mai potuta essere una di quelle donne che va a letto coi bigodini, perché sicuramente li avrei sparati tipo proiettili e li avrei ritrovati in culo al gatto a mo' di supposta.
Spalmarmi una crema ricca e nutriente?
La mattina il lenzuolo sembrerebbe la sacra sindone.
Le forcine per mantenere la piega?
Me le ritroverei in bocca a mo' di apparecchio.
E quando una donna è così, c'è da aver paura. Perché vai a letto tranquillo e ti alzi con un occhio nero.
Sì. Purtroppo capita.
Altro minuto di raccoglimento per il Santo. O pagategli un viaggio per andare il più possibile lontano da me.
C'è stata una notte in cui, presa dalla foga delle prove del balletto, in cui ho dormito ancora più agitata. Vojo dì, ci sta l'adrenalina dell'evento, no?
Dadaumpa qui, dadaumpa là, fatto sta che mi son girata di scatto e Sbam! Legnata in mezzo al naso al poro cristo accanto a me. Di man rovescio, proprio.
“Oioi...oioi”
Cioè, tu dormi tranquillo e t'arriva na mazzata sul naso. Così. A notte fonda.
Ogni uomo desidera fare questa esperienza almeno una volta nella vita. Alla seconda non ci arriva perché ti uccide, ovvio. A meno che non sia un Santo, con una missione da svolgere o una croce da portare.
Io sarò la sua croce, che vi devo dire.
Però non è che quelli che fabbricano la biancheria vogliono bene ai tipi come me.
Parliamoci chiaro, le coperte, per me, sono sempre troppo corte. I piumoni troppo piccoli. I cuscini troppo pochi. I lenzuoli poco elastici. Ma ti pare che io non possa tirare un lenzuolo senza scoperchiare il Santo? Cioè, a me la mia metà non basta.
Sant'Andrea negli anni ha provato con grafici, disegnini, lezioni al piccì ed esempi pratici.
“Bella de papà: quando vuoi girarti alza la coperta, girati e ricopriti. Così, vedi? Non è difficile. Guarda se lo facessi io”
L'ha fatto. E se dovesse succedere stanotte vi saluto adesso, perché morirei assiderata.
Nonostante ciò continuo a scoprire l'omo santo perché io quando mi giro mi arrotolo tipo bozzolo. Tipo cannolo.
Tipo mummia.
Andrea la mattina per capire ndo cazzo sono, prende un lembo, tira, e io srotolandomi appaio.
In tutta la mia folgorante bellezza.
A volte c'ho delle piaghe sulle guance che sembrano cicatrici. Rambo, paro paro.
Per non parlare di quando vado a letto. Le donne dei film si siedono composte, finiscono di spalmarsi la crema idratante sul viso, scuotono un pochino i piedi per togliere le ciabatte e si adagiano accanto al marito.
Andrea quando entro in camera assume un' espressione di terrore e dice una preghierina, non vi dico altro. Agguanta il lembi della coperta e mi fa “Ecco il terremoto. Dio, dammi la forza, ti prego” e il Signore lo asseconda, eh?
Perché io non mi adagio. Mi tuffo. E nel letto spesso ci entro carponi. Perché, soprattutto d'inverno, il mio posto è là, accanto a lui, portatore sano di calore per i miei amatissimi, dolcissimi piedini di fata. Perché il posto dei piedi delle donne non sono nei decolletè di Prada, sono tra le cosce ignude del marito. Ditelo alle vostre figlie. Un uomo che ti ama, non ti paga un paio di sandali gioiello di Dolce e Gabbana. No. Ti permette di infilare i tuoi bastoncini findus tra le cosce. Quello è amore vero.
E di sbavare sulla sua maglietta, se necessario.
Quindi, cari i miei scienziati/psicologi, i test vanno cambiati.
Non più Dimmi come dormi e ti dirò chi sei.
Ma Dimmi con chi dormi e ti dirò come sei.
Nel mio caso, vista la dinamica, la risposta sarebbe: fortunata.

E voi? Dormite tranquilli?





lunedì 10 febbraio 2014

La bulla di Bollate.



Lo sapete, no? Gira in rete da giorni il filmato della bulla di Bollate. Un video molto molto brutto, pieno di violenza, davanti al quale, non lo nego, ho avuto un moto di rabbia che mi ha lasciato senza fiato.
Non tanto per la bulla, ma per il contorno.
Mi spiego.
L'atto della ragazza bionda è vile, inqualificabile, vergognoso. Prendere a calci la testa di una tua coetanea fa di te un essere spregevole, di cui avere paura. Sì, paura. Ma non paura di incontrarti, ma paura di quello che sei, di quello che potrai fare al prossimo, a un eventuale figlio quando sarai madre, di quello che fai a te stessa, perché a quell'età dovresti pensare a tutto tranne che a prendere a calci una tua compagna.
Comunque. Né la giustifico, né la comprendo, né, fossi la madre dell'altra ragazza la perdonerei, né fossi tua madre, te la farei passare liscia. Sia chiaro. Una parola ti tatuerei in fronte: "Miniera".
Cosa però mi ha lasciata ancora più basita ( e uso una parola carina) è il contorno. Ragazzetti che riprendono col cellulare il fatto.
Ora.
Parliamoci chiaro e cerchiamo di non scandalizzarci troppo. Chi di noi, a 15 anni, non ha avuto uno scaramuccia con le compagne? Certo, non calci e pugni, ma qualche spintarella sì. I litigi e le scazzottate sono sempre esistite e chissà perché se si prendono a pugni due ragazzi per conquistare il nostro cuore, ci pare romantico, se lo fanno due ragazze per un maschio, ci pare assurdo e si grida allo scandalo. Non voglio giustificare la violenza in nessun modo, mai e poi mai deve essere accettata. Soprattutto in questo caso dove mi pareva di vedere non ragazzi, ma animali.
Però vorrei spostare l'attenzione su chi poteva fare qualcosa e qualcosa non ha fatto, troppo intento a fare un filmatino da sbattere al più presto su FB.
Vi racconto un aneddoto che forse rende l'idea. È un esempio personale, perché di altri non posso parlare, ovvio.
Quando avevo all'incirca 15/16 anni, giocavo a pallavolo. Un sabato sera siamo andate a Livorno per giocare fuori casa. Immaginate qualcosa di più agguerrito? Pisa VS Livorno. E non importa se in campo ci sono dodici ragazzette che giocano un campionato Under 16 e che fra tutte non sfonderanno mai, l'importante è far sentire la rivalità già dagli spalti. Insomma l'aria è bella carica.
Sotto rete, durante il saluto, il capitano del Livorno si rivolge a me (capitano pur'io) con
“Tanto perdete” con un ghigno per niente simpatico.
“Sei sicura? Ora si guarda” rispondo diplomatica.
“Fate ca'à!” (fate cagare ndr) ribatte lei agguerrita.
“Ma pensa a gio'à!” rispondo di nuovo un po' incazzata. Ma solo un filino. Intanto le amichette ridono e ci prendono per il culo. Ma in campo ste cose succedono spesso, niente di che. È un sano scambio di convenevoli che scalda i giocatori e il pubblico. Non facciamone una tragedia.
Fino a che lei se ne esce con “La maiala di tu' ma'!” che tradotto in italiano vuol dire “Quella gran donna di tua madre che si accoppia con estranei dopo previo appuntamento al secondo albero a sinistra del viale dei tigli”
Ora, se c'è una cosa che mi ha fatto sempre uscire dai gangheri è l'offesa gratuita verso un componente della mia famiglia. Tu mi puoi dire stronza, imbecille, cretina, dirmi quello che ti pare, mi affronti e ne parliamo, ma non toccare la famiglia. Mììììì la famigghiaaa!! E non toccare mia madre. Mia maaaatre! Come direbbe Johnny Stecchino.
Te la mi' mamma la lasci sta'. Senza considerare che ditemi che c'azzeccava la mi' mamma in quel contesto.
Comunque a quel punto non c'ho visto più. “Che stronza!”
“Stronza a chi? Dopo la partita t'aspetto fori!” mi minaccia.
Ma io la accontento “Ti faccio un culo così!”
“Zoccola”
“Zoccola a me? Mavvaffanculo!!”
Cose carine insomma.
Io all'epoca, ero un po' bestia lo ammetto, ma non ero violenta. Diciamo che a parole ti potevo già mettere a posto.
Non mi ricordo se si vinse o se si perse, ma fu una partita molto agguerrita. Ma va?
Rientrate negli spogliatoi mi sentii chiamare. Era lei. Da sola.
Esco io. Da sola.
Ci sfidiamo con gli sguardi come due attori di serie b in una telenovela brasiliana.
“Ridimmelo un po' ora stronza!” mi dice dandomi una spinta.
“Stronza!” dico io dandone una a lei
“Popò di merda!” e m'allunga un ceffone che scanso a malapena.
Io non rispondo. Ma l'agguanto per i capelli e la stintigno (vocabolo che si può riassumere in shakerare un cocktail con vigore).
Lei urla, mentre temo che mi rimanga in mano lo scalpo.
A quel punto escono fuori le compagne delle rispettive squadre.
Fosse successo adesso, le compagne sarebbero armate di cellulare, ci farebbero un filmato, ci inciterebbero a darcele più sode, verrebbero fuori pure coretti da stadio visto il contesto e poi finiremmo su FB.
Invece le mie e le sue compagne, ci hanno diviso, ci hanno chiamato cretine, hanno chiamato gli allenatori, hanno urlato basta, ci hanno fatto sentire veramente delle merde. E avevano la nostra età.
Poi sono intervenuti gli allenatori che ci hanno fatto un culo grosso come una balena, ci hanno detto che come capitani non avevamo dato certo il buon esempio e ci hanno costretto a fare pace tipo bimbetti dell'asilo. Noi, scapigliate e turbate, siamo rimaste lì come due sceme incapaci di ribattere. Rendendoci conto dell'errore madornale, vergognandoci di tanto scompiglio, sentendoci piccine picciò. Ci siamo accorte che ci eravamo addentrate in qualcosa più grande di noi che non sapevamo nemmeno gestire. Lei avrebbe potuto prendermi a calci, io invece di prenderla per i capelli gli avrei potuto dare un cazzotto. Se non ci avessero bloccate non saremmo comunque andate avanti. Saremmo rimaste a sbavarci addosso magari offendendoci a parole.
La reazione di chi c'è stato intorno è stata fondamentale per imparare la lezione. Perché ci siamo sentite giudicate e non incitate, ci siamo sentite deboli e non forti, ci siamo sentite in torto e non dalla parte della ragione. Il nostro ego non è stato gonfiato dai loro incitamenti, dal fatto che ci stavano riprendendo e quindi sono ganza, ma al contrario, prendersi della cretina dalle tue compagne perché hai reagito, quando dovevi solo andare sotto la doccia, fa parecchio male.
E non c'è ragione o torto in questi casi. La più intelligente dove stare al proprio posto, anche se a quell'età la diplomazia non sai manco dove sta di casa.
E l'ho fatto anch'io, con gli altri. Anche a me, come penso a voi, è capitato di dividere due fratelli, due amici, due bimbette che si sono accapigliate. Perché è così che si fa. È così che va fatto. È così che è giusto.
Invece al giorno d'oggi, i ragazzetti hanno in mano cellulari da 600 euro (ma c'è crisi) che usano a scuola per filmare ste scene orrende, senza avere la voglia e l'intelligenza di intervenire, tanto sono concentrati su loro stessi. È un fatto puramente egoistico. Io filmo per poi metterlo su FB e aspettare tanti commenti. E voglio farlo per primo, perché così mi sento figo. Anzi, se ci scappa il morto anche meglio. Prima potevi venire accerchiato dal gruppo che ti aspettava in un cantone, prenderne tante dal capobranco, e invocare aiuto invano, perché tanto intorno a te non c'era nessuno. Questo era subire violenza.
Adesso si sentono talmente forti che ti aspettano in un cortile pieno di gente, ne prendi tante dal capobranco, e chiedi lo stesso aiuto invano, perché anche se hai intorno a te quelli che tu chiami amici o compagni, loro sono intenti a riprenderti col cellulare mentre vieni presa a calci in faccia. Mentre la tua dignità di ragazza viene fatta a pezzi, mentre vieni presa a pedate come un randagio mordace, mentre vieni offesa pesantemente, da chi, fino a mezz'ora prima ti chiedeva gli appunti di storia.
Questo è subire violenza due volte.
Con che occhi ti devo guardare dopo che hai sbattuto su FB il video dove vengono corcata di botte? Chi era intorno, chi incitava, chi ha ripreso tutto è colpevole quanto chi ha fisicamente compiuto l'atto.Perché un essere immondo e spregevole  ci può stare, assecondarlo anche no. Una mandria di persone che vive e si nutre di indifferenza verso il prossimo, verso un essere umano.
Che allunga una mano non per tirarti in salvo, per aiutarti, ma per zoomare col telefonino sul tuo volto terrorizzato.
E questa volta, se vogliamo, è andata bene. A volte si muore.
Perché spesso l'indifferenza, più della violenza, uccide.


mercoledì 5 febbraio 2014

Sogniamo tutte Richard Gere

Ieri sera hanno dato per l'ennesima volta alla tv Pretty Woman. Come ho scritto su FB, se avessi tolto l'audio lo avrei doppiato tutto alla grande. Lo so tutto, tutto!Lo so che i nostri mariti, compagni, fidanzati e trombamici non ne possono più di vederci sul divano ad anticipare le battute, ma oh, è così. Lo sappiamo a memoria perché lo abbiamo visto triliardi di volte. E quindi, uomini, invece di chiedervi come facciamo a guardarlo di nuovo, come facciamo a non farcelo venire a noia, dovreste tacere e ringraziarci perché sono anni che vi diciamo dove sono le mutande e sono anni che raccattiamo i vostri calzini in bagno. Perché non ce lo chiedete in quel frangente? "Sono anni che lo fai, non ti è venuto a noia?" Invece chissà perché state zitti, furbini. E comunque no, non ci è venuto a noia, perché voi, come il film, fate parte della nostra vita, con tutti i vostri difetti (applauso, grazie)
E ora zitti, sciò, andate a vedere la partita,  che c'è da parlare di Richard.
Oh Richard, quanto è gnocco in quel film.
Direi che possiamo riassumere tutto in questa semplice frase, nevvero?
Adoro quando lui le dà amorevolmente della battona, nella scena in cui lui le chiede "Come va?" e lei risponde "Bene"
"È la settima volta che dici bene da dopo la partita. Non avresti un'altra parola?"
"Stronzo. Eccone un'altra"
Un oscar allo sceneggiatore ci sta tutto. Che poi a me piace un mucchio quando mi si infervora il Richard. E a vedere gli ascolti diciamo che non solo a me, piace.
Partendo da questa pellicola, ieri sono stati sciorinati i film che più fanno impazzire le donne. E non è Ramona la porcona, cari uomini, quello è il vostro preferito, noi siamo più sentimentali, più romantiche, alleviamo lacrime per poi farle sgorgare al momento giusto, in quei momenti lì produciamo ormoni a forma di cuore e quando vediamo Richard a torso nudo le ovaie fanno la ola, per dire. È diverso.
Altri film che per esempio  c'attorcigliano le tube sono:
Notting Hill
Che voglio dire, capita tutti i giorni che uno sfigato incontri la diva del momento. Come se mio fratello incontrasse Charlize Theron e me la portasse a cena a casa. Tuttavia la storia ci garba da morì. Ma proprio tanto. E chi non vorrebbe avere un amico idiota come Spike?
E basta ascoltare questa canzone per ricordarsi del film. Lo so, non è molto romantico ma è una delle mie scene preferite.
Dirty Dancing
Okay, alzi la mano chi da ragazzina non ha sognato di essere al posto di Baby mentre si avvinghia a Johnny (mezzo nudo ndr) nel bungalow di lui. Nessuno può mettere Baby in un angolo, ma noi metteremmo  volentieri il Patrick Swayze dell'epoca in un pertugio buio anche senza lavatrice.
Per non parlare della scena romanticissima del lago dove lui la fa volare come una libellula. Roba che ho sognato di comprarmi un lago, un completino bianco e il sosia di Johnny. Piccola nota: fatevi una googlata su you tube e guardate, in questa scena,  come si ravvia i capelli Patrick Swayze: un gesto, una bomba di testosterone.
C'è posta per te
Un connubio tra romanticismo, libri, amore, tenerezza e messaggini. Praticamente una storia da femmine, non ce n'è. Tutte, almeno una volta nella vita, abbiamo allungato le braccia davanti a noi, saltellato sul posto e ripetuto "Combatti!Combatti!Combatti!" magari riferito alla suocera. Grande empatia per Kathleen quindi, e una strizzata d'occhio a Tom Hanks (tra parentesi: è uno dei miei attori preferiti) per questa commedia che ci fa sognare e ci fa sperare che dietro a quell'amico conosciuto in chat ci sia davvero una bella persona e non uno stalker che ti fa fuori al primo appuntamento.
Serendipity
Io amo questo film. Probabilmente per la location e il periodo: New York-Natale. Devo aggiungere altro?
Lo so, lo so che anche voi avreste voluto provare a lasciar scritto qualcosa su una banconota, esprimere un desiderio, lasciare tutto al destino, e desiderare che la banconota torni a voi con una novità o che a darvela sia un marcantonio di un metro a novanta, sosia di Matthew Mcconaughey, che in un giorno ventoso d'autunno le raccoglie per terra e vi dice  con voce roca "Scusi, le sono cadute queste".
Immaginate la colonna sonora di tale momento? Brave.
Poi ci sono Love Actually, ( i cartelloni, i cartelloni miodio!) La verità è che non gli piaci abbastanza (dove già il titolo lo adoro) e L'amore non va in vacanza, che figurati se non fai a scambio di casa e non ti ritrovi Jude Law in cucina. Eh. Se queste fossero le premesse la gente non starebbe mai a casa propria, ma proverebbe a girare sto monno e quell'altro per vedè se ci trova minimo Brad Pitt.
E me ne sto dimenticando tanti. E in ognuno c'è una scena particolare, bellissima, che ci piace tanto.
Cito per ultimo un film che amo, che esce un po' dai canoni della commedia.
I ponti di Madison County.
Un film moooolto romantico, nostalgico, a tratti straziante.
Una Meryl Streep grandiosa, immensa e un Clint Eastwood da brividi. Qui aveva 65 anni. Sessantacinque. E ti smuove l'ormone che manco dieci  tronisti di 25. Quando si dice la classe, lo charme, la virilità, che o ce l'hai o non ce l'hai bello mio. Qui sfodera delle rughe profonde come solchi in un campo, una stempiatura incipiente e un fisico non palestrato  ma asciutto.
Come noi c'attacchiamo al frigo le gnocche il primo giorno di dieta come monito, della serie "Vojo diventà così", voi, portatori sani di volatili, fatevi un santino di Clint, che a sessantacinque anni manco se pregate c'arrivate così.
Questa scena, secondo me, è una delle più belle in assoluto. Tutta l'acqua che cade nella scena  è solo un terzo delle lacrime che ho riversato sul plaid.




E per voi, belle bambine, quali sono i film o le vostre scene preferite?
Mettete pure i link di you tube nei commenti che io me li riguardo insieme a voi.
Sospirando, ovvio.



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