Una famiglia in salsa noir

 



Quello che più colpisce è la cura del giardino. Un'alta siepe tiene al riparo da occhi indiscreti la vita che si svolge all'interno. Un'altalena, leziosa e addobbata con fiori finti, è la protagonista di un angolo, appena davanti a un'aiuola, altrettanto curata.

Dall'altra parte c'è una casetta di legno con delle tendine viola alle finestre. Sulla piccola verandina la signora ha sistemato due poltroncine, delle quali sprimaccia spesso i cuscini. Credo sia il suo regno; da quel poco che riesco a vedere, mi pare di capire che contenga stoffe e attrezzi da lavoro. Di lei, non del marito, il quale traffica nel lato sud con vanghe e pale solo nel fine settimana. Forse anche lì hanno un capanno degli attrezzi. Il signore è un uomo piacente, ha superato da poco la cinquantina, forse. Sta fuori tutto il giorno, credo svolga un lavoro d'ufficio ma si tiene in forma con lo jogging. È lui che fa i lavori grossi, pianta alberi, scava buche; lei si limita a curare piantine, rinvasare e abbellire il loro fazzoletto verde.

Hanno una figlia, studentessa modello; silenziosa, educata. Un bel sorriso grazie a un apparecchio per i denti e una spruzzata di lentiggini sul naso. Ma ha una fissazione: spia la gente alla finestra. La sua figura esile si staglia attraverso il vetro, oltre le tendine della sua cameretta. E ti fissa.

La signora è una scrittrice, non famosa, ma a volte la sua faccia mi sorride dai quotidiani per l'uscita di un nuovo libro. Ha la passione del giardinaggio e la mattina presto la scorgo a togliere l'erbacce, accarezzare le rose. Brandisce le cesoie con sicurezza e taglia con colpi secchi, nervosi. Credo sia insonne, la sento di notte muoversi per casa. Sotto quel sorriso aperto temo si nasconda un'anima tormentata e macabra. L'ho vista sezionare un insetto morto, con precisione chirurgica. Pare che sulla mensola di quella casetta conservi un osso.
Oggi mi hanno sorriso e salutato tutti e tre, mentre l'altalena alle loro spalle dondolava senza che tirasse un refolo di vento.
Sono il ritratto di una famiglia insospettabile, equilibrata e perfetta.
Così come lo è il loro giardino.
Perfetto per occultare un cadavere.


Questo non è altro che un esercizio di scrittura creativa: descrivere la mia famiglia in salsa noir. Provare a cambiare registro, anche descrivendo situazioni banali, non solo è un'ottima palestra, ma ci aiuta ad arricchire il nostro bagaglio in fatto di stile.
Prova anche tu a declinare un testo (non necessariamente tuo) in vari stili. All'inizio sarà faticoso, ma ti assicuro che è molto divertente. Fiato alla penna... o alla tastiera!

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