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Cosa ho letto: COSE MAI SUCCESSE di GIULIA BLASI

 


COSE MAI SUCCESSE
GIULIA BLASI
Rizzoli
2024

Trama

"Dal cassetto del mio comodino sbuca un portafoto in plastica arancione pieno di fotografie brutte, ed è subito estate del 1990. C'è Claudia con la frangetta e un paio di occhiali da sole con lenti fumé, Gina un po' più magra e con i capelli bagnati sciolti sulle spalle, io con gli occhiali da vista e sottile come un orbettino. Lulù era già andata via. Mi ricordo gli anni dopo la sua fuga, quella strana assenza mista a sollievo. Non sapere dove fosse e cosa stesse facendo era inquietante, ma la vita senza di lei era diventata più semplice, almeno per noi."

Friuli, un paese come tanti: una chiesa, case e villette, un supermercato. Nella seconda metà degli anni '80, un gruppo di cinque amiche si addentra nell'adolescenza, tra festicciole pomeridiane, prime cotte e tante insicurezze. Tutto normale, tutto banale, fino al giorno in cui Luana, la più spigliata, ribelle e ombrosa del gruppo, scompare per non tornare mai più. Si dice che sia salita su un treno e sia scappata, ma del resto aveva sempre detto di volersene andare; le chiacchiere e le ipotesi tengono banco per un po', ma come spesso succede, il tempo diluisce la novità e la vita del paese torna a scorrere quieta e silenziosa come prima.
Più di tre decenni dopo, le quattro amiche rimaste si rivedono a un funerale, e una serie di coincidenze riapre una porta sul passato. Troppe domande sono rimaste senza risposta, e altrettante non sono mai state fatte. Sotto la quiete apparente di un paese rispettabile potrebbe esserci una verità che nessuno ha mai voluto vedere.


Se ci si ferma alla quarta di copertina di 'Cose mai successe', si potrebbe pensare alla classica vicenda di provincia, scandita da segreti familiari già visti. Il vero punto di forza di questo romanzo, tuttavia, non risiede tanto nella trama, quanto nella modalità del racconto. Al centro della narrazione ci sono quattro amiche (Dalia, Freya, Claudia e Gina) che colpiscono fin da subito per il tono colloquiale e diretto con cui si presentano. Le vicende si sviluppano su un doppio binario temporale, alternandosi tra un passato che odora intensamente di anni ‘80 e ‘90 e il presente che permette di entrare in profonda sintonia con le dinamiche di queste donne, oggi cinquantenni. 

Anche se lo sviluppo della trama non riserva eclatanti colpi di scena, il romanzo riesce a far emergere quell’inquietudine tipica delle storie che ci venivano raccontate da bambine o che, purtroppo, alcune donne hanno vissuto sulla propria pelle. È per questo che, arrivati all’ultima pagina, non ci si congeda semplicemente da una bella lettura; ciò che resta addosso, persistente e profondo, è un autentico senso di turbamento. Una sensazione che non deve spaventare perché se un libro turba, significa che ha smosso qualcosa. E se ci è riuscito, ha già vinto la sua scommessa con il lettore.

Nota:

Per chi ama la scrittura, questo libro rappresenta un eccellente esercizio di stile, specialmente grazie a dialoghi che sono veri e propri gioielli, capaci di riprodurre il ritmo naturale e le pause di una conversazione reale. È proprio all’interno di questo vivido coro di voci che spicca Gina, in assoluto il mio personaggio preferito: sanguigna, battagliera e senza peli sulla lingua, incarna alla perfezione la forza spontanea del romanzo.



Da accompagnare con Tè Nero Chai Indiano 
Un Té nero arricchito da spezie pungenti come pepe nero, cannella, 
chiodi di garofano, cardamomo e zenzero

 

Cosa ho letto: SARÀ ASSENTE L'AUTORE di GIAMPAOLO SIMI

 

SARÀ ASSENTE L'AUTORE

GIAMPAOLO SIMI

Sellerio

2023

Trama

«L'inizio della presentazione era per le 17, ma Gianfelice Sperticato arrivò davanti alla storica Libreria Lanzoni con un anticipo di un'ora e trentaquattro minuti. La città sembrava spopolata da un attacco di gas nervino e il sole di settembre gli arrostiva la fronte. Ovviamente non entrò. Rimase a distanza, spiando gli interni ombrosi e la loro promessa di sapienziale refrigerio. Prese a morsi un cono confezionato sulla sediola di plastica di un bar tabacchi frequentato da muratori esausti e gente che si rovinava al Gratta e Vinci. Mentre si accorgeva di aver masticato voracemente anche un po' di carta dell'involucro, rilesse i passaggi principali del suo discorso segnati su un taccuino a quadretti». Nella «storica Libreria Lanzoni», si tiene la presentazione del romanzo Lo Scempio, di Gianfelice Sperticato, scrittore aulico e senza lettori. Il fiasco è scontato. L'autore, in uno sfogo rabbioso, lacera a morsi la sagoma pubblicitaria di Federigo Crudeli, «la star culturale del momento». Non immagina che sarà proprio il fantasma del bestsellerista Crudeli a fornire a lui, e al navigatissimo direttore editoriale della Idra Media Group, il luciferino Dott. Vinciguerra, la materia di un intrigo colossale. Una beffa clamorosa, che costringe a riflettere sulla barriera tra la «vera letteratura» e quella di intrattenimento. "Sarà assente l'autore" è un romanzo di autentico umorismo, che ride su di uno che si prende troppo sul serio e sulla realtà comica della letteratura-spettacolo; e progressivamente diventa satira della cultura pop e del suo contrario.




Se scrivete romanzi, se sognate di scriverne uno o se semplicemente amate frequentare i festival letterari, questo è un libro che non potete assolutamente perdervi. Io, lo ammetto, ho riso dall'inizio alla fine perché mi ci sono rivista in ogni singola pagina. È un sorriso amaro, quasi a denti stretti, ma godibilissimo.
Con un tono ironico, arguto e deliziosamente dissacrante, Simi distrugge il mito romantico dello scrittore solitario e mette a nudo il dietro le quinte del mercato editoriale, portando alla luce tutte quelle situazioni tragicomiche in cui ogni autore, prima o poi, si ritrova a fare i conti. Dall'imbarazzo di arrivare a una presentazione e scoprire che non c'è nessuno ad ascoltarti, fino ai paradossali errori degli organizzatori sulle locandine, il libro è una carrellata di verità tanto scomode quanto esilaranti.
La vera forza di Simi, però, sta nell'equilibrio: la sua è una satira pungente, ma mai offensiva. Non si prende gioco di noi scrittori, piuttosto analizza con occhio critico, lucido e disincantato i tic, le manie, le frustrazioni e quegli atteggiamenti un po' da "primadonna" che a volte colpiscono chi lavora con le parole, ricordandoci che spesso i personaggi più assurdi non sono quelli dei romanzi, ma quelli che li scrivono o li promuovono.
Lo consiglio caldamente a chiunque scriva, come terapia d'urto per ridimensionare il proprio ego e ridere delle proprie sventure. Ma lo consiglio anche a tutti gli altri, ai lettori curiosi, per capire, attraverso un sano e irresistibile sorriso, il lato più umano, precario e divertente di questo nostro bizzarro mondo fatto di parole.


Da accompagnare con un infuso di Tè verde Gunpowder. La leggera nota amarognola si sposa con la penna sarcastica dell'autore.



Cosa ho letto: IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI di JESSICA ROUX



IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI 
 JESSICA ROUX
Mondadori
2023

 

Dall’issopo alla camelia, dalla lavanda al cardo, scopri il significato segreto di un affascinante assortimento di fiori ed erbe aromatiche. Un’enciclopedia botanica illustrata che esplora il misterioso linguaggio dei fiori. Un regalo per anime romantiche e appassionati pollici verdi.


 Sarebbe meglio dire 'cosa ho visto' perché obiettivamente questo volume cattura l'occhio. Infatti, con 'Il linguaggio segreto dei fiori', l'autrice ci regala un'enciclopedia botanica splendidamente illustrata che ci porta in un viaggio tra i significati nascosti della natura. La bellezza sta proprio nel fatto che non si concentra su lunghe storie, ma sui significati, le origini e gli abbinamenti di ogni fiore, il tutto accompagnato da illustrazioni meravigliose. Per esempio: sapevate che l'ANEMONE significa Amore Perduto, Abbandono? O che la placida CAMOMILLA significa Forza nelle avversità? O ancora che il DENTE DI LEONE significa Divinazione, Chiaroveggenza? Ci ho passato delle serate a sfogliare queste pagine e vi devo dire la verità: è anche un oggetto bellissimo da esporre in libreria. Grazie alla sua elegante copertina nera, perfetta per le anime romantiche, si presta a essere esposto in bella vista. Io gli ho trovato posto nella mia nuova vetrinetta che fa bella mostra di sé nella casetta in giardino. Ogni tanto sfoglio le sue pagine che sembrano quadri d'autore e che meriterebbero di essere racchiuse in una cornice. In fondo al volume, inoltre, ci sono suggerimenti per creare bouquet dedicati a sentimenti precisi per non sbagliare nei momenti importanti. Questo libro è una vera e propria esperienza visiva ed emotiva, un invito a riscoprire la poesia della natura e a lasciarsi conquistare dal fascino senza tempo delle piante. Un bel libro da regalarsi e regalare a chi ama le piante, i fiori, la botanica o il giardinaggio.





 


Da accompagnare a una Tisana alle bacche di sambuco 
e rosa canina dal sapore selvatico.


Cosa ho letto: TI REGALO UNA PAROLA a cura di Ciampi, Melloni, Missorini



TI REGALO UNA PAROLA
CIAMPI, MELLONI, MISSORINI
I libri di Mompracem
2025


Trama

Un viaggio intorno al mondo e nel mondo. Parole come tappeti volanti che ci avvicinano a piccoli grandi piaceri, a situazioni e sentimenti che possono aiutarci ad abitare meglio questo nostro pianeta, lasciando da parte egoismi, vanità, frenesie. Un piccolo vocabolario della meraviglia per un pianeta a cui auguriamo una parola che, qualsiasi sia la traduzione, non tradisce mai: pace.


 Una piccola libreria di viaggi in centro, un gruppo ristretto di ascoltatori attenti e un libraio capace di incantare. È così che ho scoperto questo libro: attraverso il racconto di un uomo che ha fatto della passione per la lettura la propria missione di vita. Ci guardavamo tutti, rapiti, mentre illustrava quel volumetto di poco più di cento pagine, così ricco di spunti e concetti capaci di svoltare una giornata. O una serata, se deciderete di regalarvi una di queste pagine come ultima lettura prima di addormentarvi, proprio come ho fatto io. Al centro di tutto ci sono le parole intraducibili: quelle che richiamano una sensazione precisa, qualcosa di profondamente sentito e vissuto, da noi o da chi è lontano. Qualcuna è diventata la mia preferita come

Coorie

(dallo scozzese)

Accoccolarsi o coccolare. Immaginati calde coperte di lana,

un fuoco scoppiettante nel camino e fumanti tazze di tè – o qualcosa di un po’ più forte.

 

Fargin

(dallo yiddish)

Orgoglio e sincera felicità per il successo altrui.

Il contrario di invidia.

 

Hygge

(dal danese)

Atmosfera accogliente, piacevole e conviviale,

legata al benessere e alla felicità nelle piccole cose.

 

Settantadue parole, con relativi settantadue racconti per far immergere il lettore in un concetto che sembra astratto, ma che in realtà vi farà pensare più di una volta “Anch’io provo questo e non so dargli un nome!”

Piccolo, tascabile e curioso, può essere un bel regalo per il prossimo Natale.

*Nota: il volumetto contiene alcune illustrazioni in bianco e nero.



Da accompagnare con Tè Oolong, disintossicante, 
per liberare la mente e far spazio a nuove parole.


Cosa ho letto: MISTERO SOTTO IL VISCHIO di ALLY CARTER

 


MISTERO SOTTO IL VISCHIO 

ALLY CARTER

Salani

2025

Trama

Maggie Chase è la regina dei gialli. Ethan Wyatt, invece, è lo scrittore di thriller più amato del momento. Lei odia il suo atteggiamento. Lui è convinto che il suo nome sia Marcie (non importa quante volte lei l’abbia corretto). Quando accettano un misterioso invito da parte di una grande fan dei loro libri, nessuno dei due si aspetta che la padrona di casa che li ospiterà per le festività natalizie sia in realtà una delle autrici di gialli più ammirate di sempre: Eleanor Ashley, la ‘duchessa della Morte’ in persona. La mattina dopo il loro arrivo, però, della donna non c’è più traccia. Inspiegabilmente, scompare da una stanza chiusa a chiave dall’interno, e Maggie inizia a domandarsi: Eleanor e tutti gli ospiti sono forse in pericolo? O si tratta solo di una messinscena, per metterli alla prova?
Ethan è un suo rivale in questo gioco? O è invece l’unica persona in quella villa isolata dal mondo di cui può fidarsi? Mentre la neve scende sempre più fitta, ogni indizio avvicina sempre di più Maggie alla verità… e all’uomo di cui aveva giurato non si sarebbe mai innamorata.

Lo ammetto candidamente: mi sono fatta totalmente fregare da un reel accattivante sui social e da una copertina bellissima. Un gran lavoro di marketing d'effetto e decisamente ben fatto che mi ha convinta, ahimé, a tuffarmi nella lettura. Purtroppo, però, il libro non mi ha entusiasmato per niente. Le premesse per un ottimo giallo natalizio c'erano tutte (con la sfida tra due scrittori rivali bloccati in una villa innevata e la misteriosa sparizione ispirata ad Agatha Christie) ma la trama mystery è debole, prevedibile e priva di veri colpi di scena. Il tutto è ridotto a un semplice pretesto per una storia d'amore "rivals to lovers" che, per giunta, manca di una vera chimica e risulta forzata. Anche l'atmosfera festiva, che dal titolo e dalla bellissima grafica promozionale sembrava centrale, passa del tutto in secondo piano, lasciando un senso di delusione in chi cercava quel calore tipico dei cozy mystery natalizi. I personaggi mancano di spessore, i dialoghi vorrebbero essere brillanti, ma risultano spesso banali e la risoluzione del mistero è così sbrigativa e priva di mordente da far crollare ogni briciolo di suspense. Dietro una confezione splendida e un'operazione commerciale impeccabile si nasconde purtroppo una storia un po' piatta che scorre via senza lasciare traccia. Lo consiglio solo a chi cerca un passatempo leggerissimo e senza troppe pretese, a patto di non farsi ingannare dalle altissime aspettative create dai social. La copertina, a mio avviso, rimane l'elemento più bello di questa pubblicazione.



 Da accompagnare con una fumante tazza di Tè nero (aromatizzato con Cannella, Chiodi di Garofano e Scorza d'Arancia), perché le spezie sono le uniche cose in grado di regalarti quel calore che la trama del libro ti ha solo promesso.

Cosa ho letto: LA LETTERA NELLA BOTTIGLIA di KAREN LIEBREICH

 


LA LETTERA NELLA BOTTIGLIA
KAREN LIEBREICH
Piemme
2011

Trama

Una grigia giornata di febbraio, Sioux sta passeggiando con il cane sulla spiaggia di Warden Bay, nel Kent, quando una scheggia improvvisa di colore attira la sua attenzione. Una bottiglia a forma di lacrima di un blu brillante. Arrivata a casa, la apre. Ne scivolano fuori un piccolo rotolo di carta e due ciocche di capelli intrecciate. Sul foglio, una lettera scritta in francese: l'amica Karen la aiuterà a tradurla. Sono le parole di una madre che si rivolge al figlio tredicenne Maurice, "scivolato fuori dalla vita in un eccesso di desideri". Una dichiarazione d'amore senza limiti, una preghiera a tutte le navi in mare, a tutti i porti, a ogni madre e a ogni sconosciuto perché ascoltino ciò che ha da dire. Madre a sua volta di un bambino piccolo, Karen rimane sconvolta. Si immedesima in quella donna senza nome provata dalla vita, comincia a chiedersi che aspetto ha, cosa sia successo al figlio, cosa ne è stato di lei dopo aver affidato la bottiglia alle onde. Inizia a fare delle ricerche, prima sporadiche, poi sempre più serrate. Invano. Dopo anni di tentativi, in cui è costretta ad analizzare a fondo anche se stessa per capire da dove nasce quel bisogno di sapere, decide di rinunciare. Forse la lettera deve tornare alle divinità del mare, a cui era destinata. Invece... una telefonata dal continente rimette tutto in gioco.


Se 'La lettera nella bottiglia' sembra un titolo banale e abusato, il romanzo di Karen Liebreich racconta, invece, una vera, senza eccessive idealizzazioni romanzate. La trama ricorda il celebre 'Le parole che non ti ho detto', ma qui ci troviamo di fronte alla pura realtà. Tutto ha inizio quando un'amica dell'autrice trova una bottiglia con all'interno una lettera straziante: sono le parole di una madre rivolte al figlio Maurice, tragicamente scomparso. Quel testo è una preghiera accorata, una richiesta di aiuto affidata alle onde. Da quel momento in Karen scatta il desiderio profondo di scoprire l'identità di quella donna e la storia del bambino, dando il via a un'indagine complessa, piena di ipotesi e senza certezze iniziali. Il lettore viene coinvolto in prima persona nel processo di ricerca, poiché l'autrice condivide apertamente i materiali consultati, tra cui certificati di morte ed elenchi scolastici. È un libro che per la sua natura documentaristica può non incontrare il gusto di tutti, ma sono indiscutibili la delicatezza del tema e la forte suspense legata all'esito delle ricerche. Una particolarità affascinante: l'opera è stata scritta due volte, in due archi temporali distanti tra loro, per ragioni che si comprendono chiaramente durante la lettura. Le atmosfere, cupe, nordiche e nostalgiche sono quelle della copertina e dell'immagine che fa da corredo a questa recensione. Di una cosa sono certa: non sono stata io a scegliere questo libro; è stato lui a trovare me dopo che, pochi giorni prima, avevo attraversato col traghetto il canale della Manica di ritorno dall'Inghilterra. Lo reputai un segno. Forse è proprio questo il segreto profondo di certe storie: non importa quanto il mare sia grande o la nebbia fitta, trovano sempre il modo di arrivare a riva. E a volte, di cambiare per sempre chi le raccoglie.

Estratto:

Una domenica, il 31 marzo del 2002 una bottiglia con dentro una lettera si arenò sulla riva di Warden Bay,nell'isola di Sheppey, Kent.

Dopo sette anni di ricerca, l'autrice della lettera finalmente si è fatta viva...


Da accompagnare a un Tè Darjeeling, 
una bevanda complessa quasi quanto questa storia.








Cosa ho letto: IL CUORE DELLA FORESTA di AMITY GAIGE

 



IL CUORE DELLA FORESTA
AMITY GAIGE
NNE
2025


Trama

Sul Sentiero degli Appalachi, nel fitto dei boschi del Maine, Valerie Gillis scompare. È un’ex infermiera, appassionata escursionista, in cerca di un senso che nella vita di tutti i giorni non trova più. Il corpo forestale, guidato dalla tenente Beverly, si mobilita e il caso attira volontari e curiosi, tra cui Lena, un’anziana donna amante del birdwatching, che segue le ricerche sui social media da una residenza di pensionati nel Connecticut. Unite da un filo invisibile, le indagini di Beverly corrono parallele a quelle di Lena, aiutata da un esperto naturalista conosciuto online; mentre Valerie, sola nella natura selvaggia, lotta per sopravvivere e scrive lunghe lettere a sua madre, come tracce tangibili del suo cammino. I giorni passano inesorabili e le speranze si affievoliscono, e un dubbio inquietante inizia a emergere: e se la scomparsa di Valerie non fosse stata un incidente? Amity Gaige trasforma l’odissea di un’escursionista in un romanzo incalzante come un thriller, che intreccia le voci vivide e struggenti di tre donne che non si arrendono davanti a nulla. "Il cuore della foresta" è una meditazione sul rapporto madre-figlia, sull’amore e il perdono, ma soprattutto sul coraggio di perdersi per trovare le proprie radici più profonde, quel cuore che sa illuminare la strada del ritorno.


 Con 'Il cuore della foresta', Amity Gaige ci trascina in un viaggio che dovrebbe essere molto più di un thriller. La storia parte bene e cattura fin dalle prime pagine (infatti l'ho acquistato dopo aver scaricato l'anteprima sul kindle) fondendo mistero e una profonda meditazione sul rapporto madre-figlia e sulla ricerca di sé (tema a me molto caro). ​Purtroppo però, proseguendo nella lettura, ho avuto l'impressione che il libro perdesse un po' di slancio e risultando meno coinvolgente rispetto all'inizio. Con questo tipo di libro in genere tiro dritto, invece mi sono ritrovata a lasciarlo languire sul comodino.

​Resta comunque una lettura interessante, ma che forse non ha mantenuto fino in fondo la promessa iniziale. Per gli amanti del genere, rimane un romanzo consigliato che vale la pena di scoprire.

 



Da accompagnare con un infuso di bacche di ginepro, 
pungente e selvatico come il profumo del sottobosco.







Cosa ho letto: DIVERSITY HOTEL di LUCA ZANFORLIN



DIVERSITY HOTEL
LUCA ZANFORLIN
Mondadori
2021

Trama

Luca galleggia in una vita vuota dove tutto sembra sfiorarlo senza mai attraversarlo veramente. Ha da sempre un rapporto conflittuale con la famiglia, soprattutto con il padre, un ricco imprenditore che lui disprezza con tutto se stesso ma dal quale, comunque, continua a farsi mantenere. Un giorno l'avvocato di famiglia lo contatta per proporgli, o forse sarebbe meglio dire "imporgli", un lavoro: dovrà gestire per conto della famiglia un vecchio albergo vista tangenziale alla periferia di Milano. L'edificio è stato convertito in un condhotel, una struttura di mini appartamenti per affitti a medio termine. Per Luca è un'occasione imperdibile: finalmente potrà prendersi una rivincita sul padre, dal quale, a parte i soldi, non ha ricevuto mai altro se non critiche e biasimo. Con l'unico intento di squalificare la struttura e portare al fallimento l'impresa dell'uomo, Luca seleziona quello che dal suo punto di vista è un gruppo di disadattati ed emarginati: una trans ossessionata dalla chirurgia estetica, un'anziana ricca signora con gatto al seguito, un ragazzo di colore taciturno, un'obesa bullizzata dai social e dalla tv e un gay nerd. Quello che Luca ancora non sa, però, è che, grazie alla convivenza con tutti loro, imparerà lui per primo a confrontarsi con la propria diversità, che non ha nulla a che vedere con il colore della pelle o con l'orientamento sessuale, ma solo con il suo personalissimo modo di "ascoltare" la vita. Per poi arrivare a capire, alla fine di questo bizzarro e umanissimo viaggio, che la diversità non esiste, perché siamo tutti ugualmente diversi nella nostra personale battaglia silenziosa che si chiama vita.

Incuriosita dalla trama ho letto questo libro conoscendo poco Zanforlin come scrittore (è un autore tv). Diversity Hotel si è rivelato un romanzo dinamico, pieno di dialoghi, con capitoli titolati che spesso vengono usati per introdurre i tanti personaggi. L'ambientazione stessa dell'hotel si trasforma in un microcosmo di "anime imperfette" e storie ai margini. In genere, una struttura così corale fa sì che, in un romanzo, si abbia difficoltà a ricordarli tutti; ma la bravura di Zanforlin (oltre che a caratterizzarli molto bene e senza cadere in facili stereotipi) sta nel fatto di inserirli piano piano in modo da assimilarli, facendoci affezionare a questa variegata e colorata umanità. Al contrario, ho trovato invece fumosa l'evoluzione del protagonista, Luca. Questo ragazzo che galleggia in una vita vuota, in perenne conflitto con il padre, non compie un percorso del tutto a fuoco. Avrei preferito un evento scatenante più netto e capace di rendere il suo cambiamento interiore più chiaro e incisivo, senza perdersi in passaggi un po' troppo retorici. Al netto di questo, la scrittura scorre piacevole e il background televisivo dell'autore si percepisce tutto nel ritmo incalzante delle scene. Comunque Diversity Hotel è, nella sua 'semplice' esposizione, uno spaccato di attualità che ci riguarda tutti, capace di ricordarci che in fondo siamo tutti ugualmente diversi nella nostra personale battaglia quotidiana.


Da accompagnare con un Tè Matcha, brillante e moderno.



Cosa ho letto: ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO di GAIL HONEYMAN



ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO
GAIL HONEYMAN
Garzanti
2018
Trama

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.


Non so quante volte in questi anni mi è passato sotto il naso questo libro, anche come 'fenomeno editoriale', ma non mi ci sono mai soffermata più di tanto. Avevo anche letto le recensioni bellissime, ma non mi aveva mai suscitato molto interesse. Tranne l'altro giorno. Ennesimo passaggio. Invece di scorrere, mi sono soffermata, ho scaricato l'anteprima ed è stato amore a prima vista, tanto da prendere la macchina e andare in una libreria del centro pur di iniziarlo il giorno stesso. La storia e la protagonista di questo 'delizioso' e angosciante romanzo sono due elementi da assimilare piano piano. Le recensioni parlano chiaro: o piace da matti o delude tantissimo, non è un romanzo da vie di mezzo. Per entrare nel mondo di Eleanor bisogna, a mio avviso, essere pronti, essere partecipi del dolore altrui, della diversità, della sofferenza mascherata da un'ironia inconsapevole. Eleanor è un personaggio particolare, quasi un'amica alla quale, alla fine della storia, si vorrà un gran bene.

P.S. Eleanor Oliphant non sta benissimo in verità, ma vive e lotta insieme a noi e questo ce la fa sentire più vicina.


Da accompagnare con una tisana alla 
Melissa per un piccolo rito di benessere.



Cosa ho letto: TOPI di GORDON REECE



TOPI
GORDON REECE
Giunti
2011
Trama

A Honeysuckle Cottage, la casa isolata in cui si sono appena trasferite, Shelley e sua madre devono dimenticare: le molestie sempre più feroci delle compagne di classe che hanno sfregiato il volto di Shelley, l'egoismo di un padre e di un marito che le ha abbandonate per una ventenne, il terrore di mettersi alla prova. In fondo sono topi e i topi hanno bisogno di un nascondiglio per sottrarsi agli artigli dei gatti. Nella quiete di quei luoghi, tutto sembra tornare lentamente alla normalità. Ma in una notte in apparenza come le altre, Shelley si sveglia di soprassalto e si rende conto che qualcuno è entrato in casa. Nelle scioccanti, folli ore che seguono, in un crescendo sbalorditivo di colpi di scena, il mondo di Shelley e di sua madre viene totalmente capovolto e per la prima volta le due donne si ribellano al proprio istinto. Ma se adesso non sono più topi, che cosa sono diventate?
Con un ritmo che inchioda alla pagina e una suspense che non ha nulla da invidiare ai capolavori di Hitchcock, questo è un thriller folgorante.



Ho scoperto questo libro quasi per caso incuriosita dalla copia acquistata da un'amica. Dopo qualche rapida ricerca online, ho deciso di immergermi nella lettura di 'Topi', il thriller psicologico firmato da Gordon Reece, datato 2011. La trama è incentrata su figure oppresse che, a un certo punto, decidono di ribellarsi con una determinazione feroce, pianificando una vendetta spietata. Le premesse narrative appaiano inizialmente insolite e sopra le righe, ma il ritmo incalzante è riuscito a catturare completamente la mia attenzione. Nelle prime pagine Reece fatica a svelare la reale direzione della storia, mantenendosi su binari apparentemente molto ordinari. Poi una svolta improvvisa porta inevitabilmente a fare il tifo per la protagonista. Nonostante l'empatia che si viene a creare, parliamo di un personaggio oscuro e urticante, una donna che difficilmente vorremmo incrociare nella nostra vita reale o avere come amica. Evito ulteriori dettagli per non rovinare i colpi di scena di questo thriller che, nel complesso, risulta scorrevole e godibile.  


Da accompagnare con infuso alle bacche di sambuco
 e radice di liquirizia dal gusto profondo e inusuale.


 

Cosa ho letto: TRE VOLTE ALL'ALBA di ALESSANDRO BARICCO



TRE VOLTE ALL'ALBA

ALESSANDRO BARICCO

Feltrinelli 

2022

Trama 

Un uomo e una donna si incontrano per tre volte, ma ognuna è la prima, l’unica e l’ultima. Perché qui il tempo non segue le regole che conosciamo, si avvolge su se stesso: quando lui è un bambino, lei è adulta. Quando lei è una ragazza, lui è un vecchio. Questa, comunque, non è una storia d’amore. È la storia di due persone che continuano a salvarsi a vicenda, mentre le ultime ore della notte scivolano liquide in un giorno nuovo.


Ci sono storie che non seguono le regole del tempo ordinario, ma si muovono secondo la logica dei sogni, e Tre volte all'alba ne è la prova perfetta. È un libro che mi ha letteralmente rapito, tanto che l'ho iniziato e finito senza pause, completamente catturata dalla sua atmosfera magnetica. Ricordo che una volta, in un salotto letterario, qualcuno disse che Baricco era un autore sopravvalutato: non è mai stata detta bugia più grossa, e questo piccolo capolavoro lo dimostra ampiamente. Per chi scrive, tra l'altro, il romanzo offre uno spunto di riflessione straordinario; qui si vede tutta la vera maestria di un autore capace di dipanare la storia in tre momenti diversi attraverso tre capitoli, tre incontri e tre differenti albe, dove un uomo e una donna si incrociano in fasi alterne delle loro esistenze. La magia sta nel modo in cui Baricco gioca con il tempo e con l'età dei protagonisti tralasciando chi sia più giovane o più vecchio di volta in volta. Ciò che conta è come le loro anime si riconoscano, salvandosi a vicenda in quella terra di nessuno che precede il sorgere del sole. Con la sua scrittura essenziale, l'autore ci regala una riflessione profonda sulla vita e sulle seconde possibilità. Mi è piaciuto tantissimo perché è un libro compatto, ma densissimo, che chiede solo di essere ascoltato nel suo ritmo ipnotico e che lascia addosso, all'ultima pagina, la sensazione di stupore che si prova guardando il cielo che si schiarisce.



Da accompagnare con una tazza di tè Earl Grey fumante,
 per perdersi senza pause nelle prime luci dell'alba firmate Baricco.


Cosa ho letto: AL GIARDINO ANCORA NON L'HO DETTO di PIA PERA

 


AL GIARDINO ANCORA NON L'HO DETTO

PIA PERA

Ponte alle Grazie 

2024

Trama

"Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo."

 Alcuni libri ti scelgono prima ancora che tu li apra ed è quello che mi è successo con l'ultimo di Pia Pera. Ero a un evento in una libreria e sono stata attratta dalla copertina, dai suoi colori autunnali e nostalgici. Ho subito capito che non si trattava di una lettura leggera, ma di un viaggio intimo e profondo. Pia Pera scrive come piace a me, con una delicatezza rara velata di malinconia. Il suo libro è il diario commovente di una donna che affronta la fine della propria vita, affidando i suoi ultimi pensieri al suo giardino. Per me, che amo profondamente la cura delle piante, questo legame emotivo è stato fortissimo e ha creato un ponte invisibile tra me e il testo. Lo scorrere delle stagioni e la cura delle piante diventano una metafora della vita, della malattia e del sapersi congedare dal mondo senza disperazione. È una lettura dolorosa , ma la consiglio di cuore a chi sa ascoltare la voce della natura. Al giardino ancora non l'ho detto è un'opera toccante, che parla di vita e di perdita, ma che non manca di farci riflettere sulla bellezza che resiste anche nei momenti più bui. Lo sconsiglio, invece, a chi cerca un romanzo leggero e allegro perché una volta finito rimane addosso un po' di tristezza.



Da accompagnare con una Tisana di foglie di ortica dal sapore autentico e terroso.



Cosa ho letto: LE NOSTRE ANIME DI NOTTE di KENT HARUF

 



LE NOSTRE ANIME DI NOTTE
KENT HARUF
NNE
2017



Trama

È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me? Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto. 

Spesso ci capita tra le mani un libro che sembra raccontare una storia semplice, ma che fin dalle prime pagine ci chiede di fare un piccolo sforzo di adattamento, e "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf è esattamente uno di questi casi. Sul subito non sono riuscita ad apprezzare appieno questa lettura; ho avuto bisogno di lasciarla sedimentare un po' dentro di me per poterne cogliere il vero valore. È una di quelle storie che, pur nella loro pacatezza, rivelano la propria reale bellezza solo a distanza di tempo, quando i pensieri si stabilizzano e si apprezza la profondità di ciò che si è letto. Fin dall'inizio del romanzo si nota subito una particolarità: l'assenza delle virgolette nei dialoghi. È una scelta stilistica forte che fa scorrere la narrazione come un flusso continuo, fondendo le voci dei personaggi con le loro riflessioni più intime. Perdersi per qualche pagina all'inizio è assolutamente normale; superato questo primo impatto, però, si viene letteralmente rapiti da una storia intima e delicata con protagonisti due anziani che, per una consapevole scelta di vicinanza, decidono di iniziare a condividere le loro notti.  Attraverso questa trama apparentemente minimale, Haruf riesce a dare vita a un libro profondo che parla di coraggio, di intimità e della bellezza del silenzio. È un racconto che, una volta chiuso, lascia nel cuore del lettore una prolungata sensazione di calore e di grande ricchezza. 

*Nota: per chi si diletta con la scrittura, leggere questo libro può servire a capire e apprezzare uno stile unico e singolare.


Da accompagnare con una tazza di camomilla prima che sopraggiunga la notte.


Cosa ho letto: IL DOMANI TRA DI NOI di CHARLES MARTIN

 


IL DOMANI TRA DI NOI
CHARLES MARTIN
Corbaccio
2010

Trama

Un aereo da turismo cade sulle montagne innevate dello Utah. Ha solo due passeggeri: un ortopedico di trentanove anni, Ben Payne, e una giornalista di trentaquattro, Ashley Knox. Lui ha fretta di tornare a casa per rappacificarsi con la moglie con la quale aveva litigato, lei è in procinto di sposarsi. Il volo che avrebbero dovuto prendere a Salt Lake City per Denver è stato annullato per l'arrivo di una tempesta e Ben aveva noleggiato un aereo privato offrendo un passaggio alla ragazza conosciuta all'aeroporto. Ben, che ha delle costole rotte, e Ashley che una frattura al femore, devono affrontare una situazione al limite della sopravvivenza. Per fortuna lui è uno sportivo, un appassionato trekker e quindi in grado di organizzare riparo e di trovare cibo...

Premessa: sono favorevole alla trasposizione cinematografica di un libro, non lo sono per niente al cambio di copertina che diventa una sorta di locandina di un film. Anche il titolo a mio avviso è fuorviante: Il domani tra di noi (o 'Le parole tra di noi' come si trova in alcuni testi) strizza l'occhio al romanzo rosa più classico. Il titolo originale 'La montagna tra di noi', non cambia di una virgola questa mia sensazione. Questo NOI tinto di rosa sposta l'attenzione sull'intera storia, perché oltre a LORO ci sono un sacco di altre cose. Prima tra tutti una tragedia: un aereo, con solo due passeggeri, si schianta sulle montagne innevate dello Utah. Si ritroveranno così soli, al freddo, in un ambiente ostile. Non solo: mentre lui se la caverà con qualche acciacco, la donna ha il femore rotto. L'unica scintilla di fortuna in tutto questo è che lui è un rinomato ortopedico, nonché sportivo, che riuscirà in qualche modo a trascinarla verso la salvezza.

Il libro è narrato in prima persona da Ben, il che ci permette di immedesimarsi in questo medico capace e concreto durante la dura lotta alla sopravvivenza. Ashley, invece, vi rimarrà nel cuore: una donna forte, pragmatica, che nonostante la tragedia non si perde d'animo lasciandosi guidare e curare da questo sconosciuto.
Il libro è inserito ovviamente nel genere rosa, ma a mio avviso non sarebbe difficile dargli un'altra collocazione. Avventura? Decisamente sì. Azione? Senz'altro. Quindi il mio consiglio è: andate oltre la copertina, andate oltre il titolo. È un bellissimo romanzo, scritto molto ma molto bene, con dei personaggi che vi rimarranno attaccati alla pelle.

p.s. Il film, nonostante la bravura di Kate Winslet e Idris Elba, come quasi sempre accade nelle trasposizioni, non regge il confronto.


Da accompagnare con un Tè Lapsang Souchong, ottenuto essiccando le foglie di tè sopra fuochi di legno di pino. Il profumo perfetto per il libro: evoca il fuoco acceso.



Cosa ho letto: TUTTO CHIEDE SALVEZZA di DANIELE MENCARELLI




TUTTO CHIEDE SALVEZZA
DANIELE MENCARELLI
Mondadori
2020
 

Trama

Daniele ha vent’anni e questa è un’estate che non dimenticherà. Uno stanzone d’ospedale, con sei letti, è il luogo dove si ritrova quando si sveglia. Non ha idea di come ci sia arrivato, finché gli viene comunicato che è stato disposto per lui un TSO: trattamento sanitario obbligatorio, dopo che è stato colto da una crisi di rabbia molto violenta. Dovrà trascorrere sette giorni in osservazione, parlare con gli psichiatri, cercare di spiegare perché il mondo gli fa così male. In realtà Daniele è un ragazzo come tanti, dotato però di una sensibilità estrema, le sue esperienze sono un susseguirsi di picchi e abissi: possibile che nessuno si accorga di quanto siamo fragili ed esposti ai capricci del destino? Di quanto la vita sia una recita che ci allontana da come siamo davvero? Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria: personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla assoluto di Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. “Sono i cinque pazzi con cui ho condiviso la stanza e questa settimana della mia vita. Con loro non ho avuto possibilità di mentire, di recitare la parte del perfetto, mi hanno accolto per quello che sono, per la mia natura così simile alla loro.” In questo straordinario romanzo, vincitore nel 2020 del premio Strega Giovani, Daniele Mencarelli mette in scena la disperata, rabbiosa, ricerca di senso di un ragazzo che implora salvezza.


Il romanzo è la storia autobiografica di Mencarelli, il quale ha passato una settimana in un reparto di psichiatria, dopo un TSO. La vicenda, in tutta la sua crudezza, scava dentro l'essere umano senza riserve. La scrittura è asciutta, senza fronzoli, ma a tratti poetica. E sono proprio la poesia e la scrittura a salvare Daniele negli anni a venire. Nel romanzo troveremo dei personaggi atipici, difficili, dipinti dapprima come estranei; alla fine saranno più simili a noi più di quanto si creda. Uno sguardo schietto, sincero, su un mondo controverso: medicina, scienza, umanità, paure, fragilità, tutto condito dalla penna magistrale e spietata dell'autore. Mencarelli, nel tempo, è diventato uno dei miei autori italiani preferiti. Quelli che leggo quando devo anche io buttare fuori qualcosa, perché anche se venati da una sottile ironia, con i suoi libri ci si guarda dentro, si scava nelle ferite, ma lo si fa con benevolenza, come riguardare una foto in bianco e nero. Se cercate leggerezza non fa per voi. Se cercate una penna superba e un animo puro, leggete qualsiasi libro di questo autore.

Cinque stelle, tutte meritate.

 

Breve estratto:
"Che cura può esiste per come è fatta la vita, voglio di', è tutto senza senso, e se ti metti a parla' di senso ti guardano male, ma è sbagliato cerca' un significato? Perché devo avere bisogno di un significato? Sennò come spieghi tutto, come spieghi la morte? Come se fa ad affrontare la morte di chi ami? Se è tutto senza senso non lo accetto, allora vojo mori'."


Da accompagnare con tè nero speziato e una fettina di zenzero fresco.
È un abbinamento che sfida il palato, proprio come il libro sfida il lettore a non voltarsi dall'altra parte.

 

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