mercoledì 22 giugno 2022

Le mie estati da bambina





Casa mia era fresca. Una vecchia casa, in fondo a una corta lunga e stretta dove era impossibile giocare a pallone. Le persiane verdi di cui alzavo personalmente la finestrella per infilare la stecca sempre nel solito buchino. Né troppo bassa, né troppo alta. Il ronzio del ventilatore nelle giornate d'agosto, un rumore sordo, quasi ipnotico. L'acqua gassata fatta con le bustine, il cocomero a cui mancava 'il tassello', i pomodori ancora caldi dal sole presi dalle mani di nonno. L'orto tirato su con le canne e innaffiato la sera insieme alle nostre ciabatte. Mamma, fasciata nella sua vestaglietta, chiudeva tutto, 'entra l'afa'; la tenda a fiori sventolava appena, 'è vento caldo', diceva babbo tra una sigaretta e l'altra. Il giornalista del telegiornale ci trovava lì, al 'tocco' preciso, al tavolo rotondo della cucina; le gambe graffiate dalle macchinine di mio fratello, le sedie vecchie che rizzavano il pelo come gatti arrabbiati. La paglia, che di intrecciato ormai non aveva più nulla, mi bucava le gambe. A volte c'erano bei cuscini, mamma li cuciva da sola con gli avanzi di stoffa e quella cucina dai pensili di formica azzurri, sembrava più bella. Dopo pranzo la moka borbottava sul fuoco, qualcuno si affacciava alla porta. Il profumo del caffè invitata i vicini come il suono del pifferaio magico. Lo prendevano lì, a volte babbo faceva posto inventandosi una scusa per uscire. Il salotto non veniva preso in considerazione. I centrini messi sulla testata del divano non hanno mai conosciuto capelli e profumi altrui. Il salotto era la stanza buona, quella delle foto a Natale, quella dove accogliere qualcuno quando la pila dei piatti giaceva ancora nell'acquaio. E poi a sdraiarsi. Zitti zitti e chiudi tutto. Dormite. Ma non abbiamo sonno. È uguale, state buoni. A merenda vi do il gelato. Ore infinite, minuti scanditi dal frinire delle cicale, il sudore sul collo, la noia che ci divorava. Le quattro. Alle quattro finiva tutto. Le quattro erano il lasciapassare anche per fare il bagno in mare. E poi mamma che si alza lamentandosi del caldo, il suo ciabattare giù un cucina, noi a piedi scalzi sul marmo freddo. Mettetevi le scarpe e state all'ombra. Libertà. Il supertele rosso, lasciato al sole, era sempre un po' più sgonfio, le lucertole si rintanavano sotto i vasi, noi ad abbeverarsi alla fontanella di nonna. La sera arrivava in fretta, spazzava via un po' di calura. La terra innaffiata da nonno sapeva di buono. I pisellini freschi sgusciati e mangiati vicino alla rete, il pozzo che fu chiuso dopo la tragedia di Alfredino, i pomodori sui quali nonno metteva direttamente il sale. 'In picchiata', diceva, e me ne offriva uno. Il 'si mangia!' di mamma urlato dalla porta, la panzanella con le cipolle, le acciughe marinate, il fiasco del vino, il tg delle venti. Lasciavamo i grandi a tavola e riscappavamo fuori a giocare in strada. Poche macchine, poca vita. Un muretto dal quale fare i salti, un marciapiede su cui sfidarsi al gioco dei tappi, prima di far spazio a mia madre, a miei zii, al vicinato, armati di seggioline colorate. In casa le televisioni trasmettevano per nessuno, un leggero sottofondo, una compagnia discreta. Pettegolezzi, segreti, chiacchiere da bar, scivolavano sui muri incrostati, strisciavano sull'asfalto ancora caldo, impregnavano giornate tutte uguali. Hai saputo della Maria? No, cosa? Ogni tanto spuntava un gelato, ma solo nei giorni di festa. Mia madre chiudeva la seggiolina, il mio babbo la guardava già con un piede in casa, i calzoni troppo larghi, la canotta a coste. Io e mio fratello guardavamo gli altri bambini. A domani. A domani, rispondevano.
Si chiudevano sedie, tende, persiane; si spegnevano luci, lampioni e televisioni.
Entravamo in casa scorgendo qualche scarafaggio e prendevamo le scale di marmo. Fila a letto, forse si dorme. Casa mia era fresca.


martedì 7 giugno 2022

Dear Kate, batti il five

 



Dear Kate,

oh da quanto time non ti scrivevo. Do you remember me? Yes, brava, la writer tuscany, quella un po' ornytorinco, but togli ornyto. Yes, proprio quella lì. How are you? I t'ho visto well, royal gnaccherona come sempre, che you sia vestita di yellow, white o red sempre super mouse di first categoria rimani. Inarrivabile.
But ti volevo di' 'na cosa: t'ho sentita vicina vicina and sai quando? Quando eri insieme al last son, il little Louis.
He very very simpatico, with quella faccetta da little canaglia, but me pare che you l'hai, come si dice in tuscany, 'stintignato'?
L'hai guardato e sembrava dicessi: "Mo' when s'arriva a house vedi che eyes te faccio! Te gonfio come 'na cornamusa scottish. Rifammi la linguaccia e te rinvio in corner."
But lui nothing, manco te cagava of striscio. Pernacchie e peti come al Bar "The Zozzone", you have present?
Beautiful vederti come noi altre, Kate. Vederti digrignare i teeth mentre gli dicevi "Te levo dal world, quanto è vero iGGod."
Because i children so' tutti uguali, reali and not reali, but pure le mamme, eh? Hai voglia d'esse Duchessa, se te fanno incazza', t'encazzi. Always with class, magari, ma t'encazzi.
Ah, now so' sollevata, you sei uguale a me, a noi.
Welcome into the club, Kate. Batti il five.
p.s. Un saluto al mitico little Louis, se much mi dà much, ci darà delle big satisfactions. I non vedo l'hour.
With love
XXX
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martedì 29 marzo 2022

Nuova uscita: Un tè con Mrs. Brown




 Oggi è il gran giorno: Penny e Mrs. Brown sono pronte a tenervi compagnia <3

Puoi scrivere anche cinquanta libri, ma ogni volta è come se fosse la prima. Per ogni libro è un'emozione diversa e questa volta, oltre alla leggerezza, c'è una sorta di rinascita.
Sono tanto grata a questa storia e spero, nel mio piccolo, di farvi trascorrere qualche ora di spensieratezza e di portarvi con me a Oldbridge, un villaggio davvero pittoresco.
Non vedo l'ora che conosciate i personaggi; io, come sempre, mi sono affezionata a tutti ed è stato difficile lasciarli andare.
Grazie a chi ha condiviso, a chi condividerà questo ennesimo traguardo, a chi gioirà con me, a chi l'ha già acquistato, a chi mi sta mandando già le foto (Mandatemele che le ripubblico e come sempre ci facciamo il collage!). Grazie per la gioia con la quale lo avete accolto, a voi ho riservato un posticino prezioso nei ringraziamenti.
Se io e Mrs. Brown siamo qui è anche merito vostro.
Ora è tutto nelle vostre mani.
Abbiatene cura ❤
Simona

ebook e cartaceo QUI

#UntèconMrsBrown

venerdì 18 marzo 2022

Doc - Ultima Puntata - (Spoiler)

 

Ieri sera noi tre piazzati sul divano come i Simpson. Charlie in braccio ad Alice e Kyra dietro la mia testa. Sembravo Marge in tutto e per tutto.
Inizia la puntata e ci sono dei militari che limonano. Lei lo bacia così forte che lui sviene e viene ricoverato con una schiena che pare quella della Pimpa. I medici penseranno subito che si tratta di una malattia per chi fa le cose sconce con la fidanzata, invece si scoprirà che è la malattia di Hansen. Il Santo a quel punto tira su la testa dal cellulare e domanda: "E Gretel?". Battuta per la quale è stato percosso col telecomando. Sto ragazzo ha due genitori tutti casa e chiesa, ma la casa è in Italia, la chiesa in Brasile ed è il tragitto che infatti ha fregato su madre: si è fatta un amante.
Nel frattempo Gabriel chatta con Elisa e quando lei gli chiede: "Come va?" Lui risponde: "Fa caldo" emulando Marilyn Monroe davanti al ventilatore. Il Santo a quel punto alza la testa dal cellulare e chiede: "Ha un condizionatore alle spalle, perché usa il ventilatore?" Verrà zittito lanciandogli addosso Charlie. Di culo.
In corsia abbiamo un vecchietto che legge tanto con un figlio che sembra uscito da un telefilm del '79. Sembra una scena molto innocua, ma da qui la catastrofe.
Nel frattempo Doc deve sostenere l'esame, ma verrà fermato da Enrico che, posseduto da Enzo Miccio, gli fa: "Ma come ti vesti, tesoro?" consigliandogli almeno una cravatta o un camice. Doc risponde più o meno come me quando mi madre mi dice: "Ti sei pettinata coi petardi?" e cioè: "Ma che cazzo me frega, l'aspetto non è importante!"
Ma sul più bello ecco la notizia: Doc INDAGATO. First reaction: SHOCK! Il nostro bel Fanti allora svuota il sacco davanti a tutti e ammette il misfatto. Carolina, nel mentre, si punisce col cilicio e si percuote con una padella.
Il militare intanto peggiora e scopriremo che Hansen, letto al contrario, si legge LEBBRA. Qui mi immagino Shonda Rymes sul divano di casa sua che esclama: "Ma dai, nemmeno io sono arrivata a tanto!"
Giulia, incazzata come una biscia con Doc, come tutte noi in fase premestruale si sfonda di ginnastica fatta in casa con le lezioni di Jil Cooper. Ma ecco Cesconi alla porta che le dice "Giulia apri! Lo so che sei lì sul tappetino e se proprio devi fare ginnastica te la faccio fare io."
Agnese nel frattempo mi diventa Jessica Fletcher e mi scova roba su internet come mi madre scova tutorial di uncinetto su YouTube.
In ospedale, nel frattempo, un batterio gira come la merda nei tubi: indisturbato. Dopo 45 minuti di episodio si parlerà di lebbra, malaria, febbre gialla, Dengue e Kpc. Il Santo tira su la testa dal cellulare e domanda: "Kgb? è arrivata la Russia pure qua?" Questa volta gli tiriamo Kyra.
Detto ciò, dopo pochi fotogrammi, L'ANSIA. Si ritorna a parlare di mascherine, tamponi e quarantena. A questo punto mi aspettavo pure l'invasione di cavallette e lo sbarco degli alieni.
In tutto questo mi si ammala Riccardo ed Elisa e Gabriel vengono incaricati a giocare a 'Indovina cosa', facendo tamponi alle veneziane, ai pappagalli, alle maniglie, alle provette, a case, libri, auto e fogli di giornale. Infatti si scoprirà che tutto si è diffuso attraverso i libri e il mio pensiero è stato: "Se le malattie si trasmettessero con i libri, in Italia saremmo tutti sani."
Ovvio che se lo pigliano tutti e simulando l'estate in campeggio dell'82 si ritrovano tutti in uno stanzone a condividere 'sta gioia fino all'arrivo dell'unico sano (Enrico) che in un momento di grande ingenuità esclama: "Che magnifica giornata di merda!"
Verrà accolto con peti al grido di "Tu non sei normale."
Nel frattempo la signora in giallo coadiuvata da Miss Marple (Costanza) soffia i dati dal pc di Caruso sudando sette camicie. Agnese fissa il pc con un'angoscia pari alla mia quando mi appare la scritta 'IMPOSSIBILE RECUPERARE DOCUMENTO.'
Riccardo a questo punto sta meglio, ma mi si ammala Alba.
Mi si ammala male male.
In pratica me more.
Si capisce dalla luce in fondo al tunnel, ma poi scopriremo che è il sole. In pratica un'alba gialla. Come lei.
Scena straziante interrotta dal Santo che, sbaragliando il plaid ha esclamato, "Ma muoiono tutti eccheccazzo. Vado a letto."
Della morte di Alba lo ha saputo stamattina mentre era seduto sul cesso. Il suo commento: "Eh, si vedeva che stava male. Portami la carta igienica, è finita."
Tutto finisce con il caso risolto da Jessica Fletcher, Miss Marple e Kay Scarpetta (col tacco) e tutti che si abbracciano tipo mischia di rugby alla volemose bene con matrimonio finale annesso.
Una cosa che mi ha colpito molto è stata:
Doc: "Sono stato io, la colpa è mia."
Reazioni: "Brutto bastardo, devi morire male, te la faremo pagare, esci di qua, non sarai più un medico, speriamo ti venga l'acne e pure un'unghia incarnita, maledetto, te possino cecatte!"
Carolina: "In verità sono stata io..."
Reazioni: "Ma tesoro, cosa vuoi che sia, basta darti le colpe, superala questa cosa su, Lorenzo non era poi nemmeno tutto sto granché, ma va là, può capitare, un giorno una bombola a te un giorno una bombola a me, suvvia sorridi. Caffettino?"
(In foto: Fanti supportato dal gruppo che si dirige all'esame. Questa scena mi ha ricordato quella di Armageddon. In effetti un asteroide che si dirige verso la terra è proprio quello che ci manca)



lunedì 14 marzo 2022

Un tè con Mrs. Brown - il mio nuovo romanzo

 Ve lo avevo detto che sarebbe arrivato presto e infatti eccolo qua: il nuovo romanzo.



Potrei chiudere qui il post visto che ci sono tutte le info al riguardo, ma ci tengo a scrivere due parole.
Mrs. Brown mi ha fatto compagnia in un periodo particolare in cui tutto mi sembrava nero e l'averla tratteggiata mi ha in qualche modo permesso di tornare a sorridere. È come se mi avesse preso per mano e fatto notare che, nonostante tutte le brutture, si può e si deve trovare la forza di sorridere.
Scrivere questa storia per me è stata una ventata di freschezza, ossigeno puro.
Spero che la accogliate con il cuore aperto, per qualche ora di spensieratezza e umorismo, per una coccola che vi concedete in questo periodo tremendo.
Personalmente ne avevo bisogno, spero sia così anche per voi ❤
(Il libro è già disponibile per il preorder dell'ebook. La versione cartacea sarà disponibile alla data di uscita)
Info e trama qui su Amazon:


venerdì 4 marzo 2022

Doc: presto un dottore!

 



Ieri sera come di consueto io, il Santo e la figliola sul divano con due occhi come gufi imbalsamati. Si apre la puntata e a momenti rivediamo la nostra cena sul pavimento; sembra di essere tornati alla mattina dopo il nostro San Silvestro del '92: vomitano tutti. Si scoprirà presto che una, porella, ha una malattia e l'altra si arrotola cannoni come io arrotolo la pasta sfoglia per fare le girelle con la provola. Lei si giustificherà con "Sapete, lo faccio perché mi madre mi mette ansia" e lì ho sbottato con "Bella mia, allora noi che dobbiamo fa'? Che la mia se non accetto la terza porzione di cinghiale in umido pensa che io stia per mori'? Datti pace."
Chi non si dà pace invece è Agnese (che se anagrammato in una notte di luna piena si legge LAGNA) che con quella vocina da enfisema continua questo tira e molla con Andrea mettendo di mezzo pure UN INNOCENTE come direbbe mi nonna.

Intanto Alba, incazzata per la questione delle ferie mancate, diventa improvvisamente simpatica come una suocera e continua a ripetere al povero Bonvegna una cosa tipo "Ti pare d'essere normale? TU NON STAI BENE!" Lui la guarda e pensa "Hai uno shatush imbarazzante e ti si vede pure la ricrescita e quello che non sta bene sarei io?"

Nel frattempo Giulia, in mezzo al corridoio, schiaffeggia Cesconi al grido di "Se ti ritrovo a ravanare nei miei cassetti ti levo dal mondo! Stamattina per trovare la maglia della salute ci ho messo tre ore! E poi che le stiro a fare le magliette, io? Eh? Eh?"
Grabriel, finalmente fuori pericolo, è in una fase delicata: non sa più se vuole rimanere un medico e si sfoga pure con la psicologa che, sinceramente, la vediamo un po' provata. Infatti quando si è toccata il fianco mi sono detta: "Vai, è cirrosi, ha cominciato a bere perché a sopportarli tutti gnaàfa."
In tutto questo il Policlinico Ambrosiano diventa come un asilo nido e fioccano iniziative carine come 'Porta anche tu un amico al convegno' e 'Primario per un giorno'. Quindi al nostro Doc viene riconsegnato il camice, inamidato nelle puntate precedenti da Agnese, e gli viene detto "E mo' so' cazzi tuoi."
Per rallegrare questa bella festicciola decidono pure di staccare la luce e si ritrovano tutti a girarsi spaesati come Morgan a Sanremo "Che succede?"
La situazione diventa difficile: devono curare i pazienti senza attrezzature, un po' così alla ndo cojo cojo. Chi se la vede brutta è il nostro poro Gabriel che si ritrova ad assistere la psicologa. Qui assistiamo a una scena drammatica: Gabriel che urla "Presto! Un medico!" per poi pensare "Ah, già, ma il medico sono io!" per poi ripensarci "Ma no! Ho deciso di smettere!" per poi riformulare "Ma ho il camice! Posso salvarla!" per poi continuare "No, basta, ho deciso di smettere, ci serve un medico!" Alla fine si specchia nella vetrata, guarda se stesso e fa: "Toh! Un dottore! Presto, venga!" E interviene. Alba in questo frangente pare abbia mormorato "Anche te non stai bene, io te lo dico."
Chi invece sta benissimo è la Cecilia che, all'iniziativa citata sopra, l'amichetto, al convegno, non lo porta ma se lo fa. Quando è andata a chiamare Doc sembrava tutte noi davanti a un tecnico e un pc impallato: "Guarda, mi devi aiutare, non so cosa è successo, io ti giuro io non ho toccato nulla, ma questo è morto."
La scena più bella: Doc "Ma come si chiama?"
Cecilia: "Ma che cazzo ne so."
In pratica questa la lancia come noi lanciamo un bastone al golden retriver.
Per la psicologa poi non è cirrosi, ma appendicite. Non ci sono andata poi troppo lontana, insomma siamo in zona, e per questo devo ringraziare le 18 stagioni di Grey's Anatomy, perché se mi madre si sente cuoca solo per seguire la Clerici a mezzogiorno, io, oggi, posso essere benissimo un chirurgo.
Sul finale di puntata quella GENIA di Carolina si lascia scappare una confessione arzigogolata tipo "Anche io penso ai pazienti, a case libri auto viaggi e fogli di giornale e alla bombola che ho staccato a Lorenzo." E quella volpe di Valenti replica: "Aspetta... hai detto nomi cose animali città e che hai staccato la bombola a Lorenzo?"
Allora lei cerca di rimediare balbettando: "No, ho detto trentatré trentini andarono a Trento tutti e trantatré trotterellando."
"Mi sembrava di aver capito bombola."
"Ah sì, bella canzone vero? Bombola! Bombo cha cha cha! La cantante si chiama quasi come te: Valente."
Quindi boh, può darsi che la prossima puntata ballino in corsia una salsa invece che Jerusalema.
Chiudo con me stessa con gli occhi a cuore alla vista di Doc sul terrazzo per poi spostarli sul Santo e chiedergli: "Amo', ma perché non provi a farti i capelli così, a indossare un camice ogni tanto, a fare una diagnosi... guarda che bello che è!"
Il Santo si è girato verso la tele, ha guardato Argentero con livore e ha bofonchiato: "Scherza coi FANTI, ma lascia stare i SANTI."
E niente.
Ncelapossofa.

venerdì 25 febbraio 2022

Doc: i protagonisti




 Andrea Fanti: primario di medicina interna dal quale ci faremmo visitare anche per un’unghia incarnita presentandoci al suo cospetto NUDE. Ha il grande pregio di farci uscire dalla menopausa solo con un sorriso e di farci sbavare come un San Bernardo lasciato sul terrazzo a ferragosto. Ah sì, è anche un bravo medico, ma questa informazione arriva dopo.

Giulia Giordano: nella prima serie è l’amante di Andrea, poi lui come tutti gli uomini comincia a scodarsi i compleanni, gli anniversari e arriva perfino a domandarle “Ma chi sei?”. Lui troverà scuse come “ho perso 12 anni di memoria”, ma non gli crede nessuno. Lei si rifarà con Lorenzo, ma è sfortunata pure lì. Pare che abbia tatuato sulla schiena MAI UNA GIOIA.
Lorenzo Lazzarini: il secondo piatto che si va ad aggiungere al trittico di gnocchi, il nostro bel dottore ci muore nella seconda stagione. Pianti e strilli delle fan arrivano fino a Patrick Dempsey che dichiara alla stampa: “Manco per Derek Shepherd so’ arrivate a tanto.” Noi nel frattempo ci strappiamo i capelli dalla disperazione con la stessa veemenza con la quale ci estirpiamo i peli dagli stinchi.
Agnese Tiberi: la donna che sussurrava ai pappagalli. E forse anche alle padelle. Lei non parla, sospira. Ex moglie del primario gioca alla ‘Mamma, Cecco mi tocca. Toccami Cecco che mamma non vede.’ Io a metà della seconda stagione c’ho sempre da capi’ cosa vuole fare, ma a lasciare Andrea mi sa che ha fatto una cazzata. Così, a intuito.
Riccardo Bonvegna: giovane specializzando coi capelli in autogestione. Si fidanza con Alba, flirta con Carolina e accetta di buon grado qualsiasi avance dal genere femminile. È come il ragazzo dalle belle ciglia, tutte le vogliono, ma nessuno lo piglia. Se proprio dovesse avanzare, fate un fischio, qui c’è posto.
Gabriel Kidan: terzo piatto del trittico; il nostro specializzando è qualcosa di già visto. Mi ricorda un certo Renzo; lui comunque a un certo punto pronuncia anche ‘questo matrimonio non s’ha da fare… poi arriva un Don (Abbondio?) a mettere i bastoni tra le ruote… Insomma, più che Doc mi pare i Promessi Sposi, ma potrei sbagliarmi.
Elisa Russo: lei non è Lucia, è Maggie. E quello non è il Policlinico Ambrosiano a Milano, ma una fattoria a Drogheda. Infatti si innamora di un prete che però non la vuole, mica è Padre Ralph. Però mannaggialamignotta e mettitelo anche te il collarino invece di andare in giro vestito come un impiegato del catasto in ferie, che una quando vede un uccello non è che si fa troppe domande se è di rovo o no. E su, da bravo.
Alba Patrizi: È bella, è rossa e odia essere portata in ferie. Il buon Bonvegna la porta in giro e lei lo sfancula perché lui invece di spalmarla sul letto pensa a una colonscopia rettale e un herpes zoster. È la Meredith della situazione: infatti su madre era primario di chirurgia generale. Da qui alla fine della serie sicuramente spunteranno sei, sette sorelle e forse anche Webber.
Enrico Sandri: è uno psichiatra che ama le cravatte e gli ascensori. È il medico che tutte vorremmo quando ci dicono ‘Fatti vedere da uno bravo’. È il migliore amico di Andrea e lo si capisce dal fatto che omette a quest’ultimo particolari importanti tipo: ti dovevo seimila euro, ma tanto non ti ricordi un cazzo quindi ci vado alle Maldive e con il cuore e con la testa ciao ciao.
Tersa Maraldi: la caposala del reparto. È pragmatica, dispensa consigli, ti chiama ORSACCHIOTTO e sa sempre tutto. Spesso nelle inquadrature maneggia dei fogli, ma non sono documenti, né certificati; sono ricette di Cannavacciuolo che si stampa di nascosto. La amano tutti, io per prima. Forse perché mi ricorda mi madre.
Cecilia Tedeschi: infettivologa algida e di poche parole. Pare sia stata innamorata pure di lei del dottor Fanti (mettiti in coda, bella mia – ‘Serviamo il numero 45!’) quindi la vista le funziona benissimo. Vista la sua tempra, dopo il Policlinico Ambrosiano, ha un altro posto assicurato: da Fazio a Che Tempo Che Fa a parlare di pandemia. Sì, okay è un’attrice, ma tanto ci siamo abituati.
Damiano Cesconi: l’unico uomo capace di trovare qualcosa in un cassetto, per questo ha da subito conquistato la mia fiducia. Ha grossi problemi a gestire le occhiaie, ma è bravissimo a giocare a nascondino. Ha una liaison con la Giordano, nata grazie a un documento: ti vuoi mettere con me? Sì – No – barra con una crocetta la risposta giusta. Già che ci sei dimmi di cosa è morto Lorenzo, altrimenti ti ribalto pure l’armadio.
Carolina Fanti: figlia di Andrea e Agnese, inizierà a lavorare nello stesso reparto del padre e della madre e non c’è una sorella, se no ci lavorava pure quella, ci lavorava pure quella. Trallallero trallallà. Alla domanda di Andrea “Ma perché l’hai messa a lavorare qui?” Agnese risponde come una qualsiasi madre italica: “Ma pora cocca, dove la volevi mandare, eh? QUI deve stare, VICINO a me.” Pare che sua madre, prima di ogni visita, le domandi con voce stridula “Te le sei lavate le mani, tesoro?”
Edoardo Valenti: nuovo primario di chirurgia. Pratica nuoto, ma lo vedrei bene sugli sci: come si fa le piste lui, nessuno. Non ho altro da aggiungere Vostro Onore.

#DocNelletuemani

venerdì 18 febbraio 2022

DOC, NELLE TUE MANI

 



Sono stata zitta fino a ora, ma qui dobbiamo parlare: DOC. 

Il giovedì sul divano siamo in tre.

Alice con in braccio i due gatti che somatizza tutto ciò che vede.
Io con gli occhiali d'ordinanza perché sono cecata come una talpa, ma Argentero lo devo vede' bene (quindi gli occhiali li uso solo il giovedì sera)
Il Santo accanto a noi che spippola al cellulare e commenta la serie fuori campo come la Gialappas.
In tre non sentiamo un cazzo perché l'audio è basso e gli attori bisbigliano.
"Che ha detto? Gli fa una peretta?"
"Gli ha offerto una cenetta!"
"Enfatti, mi pareva strano suggerire una peretta poco prima di baciarlo."
Due ore così.
Puntata a caso: ieri sera.
Un pathos che ci portava via. La mi figliola sulla scena di Gabriel sul divano "Io tutta quest'ansia non la reggo! Mo' me more pure lui!", si è buttata tutta da una parte sul cuscino e il gatto dall'altra parte (per l'effetto 'gonfiabili per bambini') è rimbalzato e mi è passato davanti spatasciandosi su un quadro. Ora abbiamo un Gattinsky di tutto rispetto.
La storia del prete, gesùmmio. Lui è il famoso Don Touch, il prete che non si può toccare. Lo so, battuta scontata raccontata dalla mi figliola in seconda media, ma non vedevo l'ora di usarla.
Elisa, la nostra Maggie di Uccelli di Rovo, lo bacia, lo sfancula e lo battezza nel giro di tredici minuti. Qui ci avrei visto bene Malgioglio che, agitando il foulard, la consolava con "Ma lascia sdare desoro, tu sei sdubenda. Come diceva la buona Raffa: trova un aldro più bello che problemi non ha."
Agnese quello bello che problemi non ha (a parte aver dimenticato 12 anni della sua vita) ce l'aveva, l'ha lasciato, l'ha ritrovato, lo ha di nuovo, ma ci sta a pensa'. Il nostro Doc le dice "Se vuoi fermarti ancora un po' ti faccio fare il bucato!" e lei fa una smorfia come se avesse la cistite. Ma io ti imbianco anche casa. Ti passo lo swiffer sul soffitto. Ti sbianco la tazza con l'anitra wc, ma non con lo scovolino, a mani nude. Hai Argentero, che voglio dire, in questa serie è un concentrato di testosterone ambulante che ti dice "Se vuoi fermarti..." Bono, fermati lì. ACCETTO E VADO AVANTI. Cioè, io boh.
Il Santo a quel punto ha bofonchiato "Te avresti accettato, sa?"
Mi sono girata e l'ho mandato a dividere i bianchi dai colorati.
Teresa. La simpatica Teresa. Che davanti a settordici persone intente a farsi i cazzi proprio si mette a urlare TI AMO ORSACCHIOTTO! verso il poro Enrico. Una figura demmerda così grande che a momenti strappa ad Agnese Coccolino e percuote la caposala a colpi di orsetto bianco scandendo "O-R-S-A-C-C-H-I-O-T-T-O L-O-D-I-A-T-U-A-S-O-R-E-L-L-A."
Su Damiano Cesconi aprirei un capitolo a parte: è l'unico uomo che riesce a trovare qualcosa in un cassetto. Noi abbiamo al nostro fianco mariti che non trovano le mutande che sono nel solito posto da 30 anni, e lui è capace di trovare un certificato arrotolato in un perizoma di Victoria Secret, nascosto dietro ai calzini decathlon, tra la saponetta alla lavanda che le ha regalato zia Ombretta a Natale e di fianco a un profumatore al mango. A parte che sei scema, fija mia. I certificati come gli scontrini della profumeria o del negozio di borse vanno fatti sparire dandogli fuoco. Ti dobbiamo veramente insegnare tutto?
Ora aspettiamo in gloria giovedì prossimo. La mi figliola sta già assumendo ansiolitici, io sto controllando di aver bruciato l'ultima multa per divieto di sosta e il Santo è sempre di là che chiede:
"Ma le mutande dove sono?"
DOC, siamo veramente nelle tue mani. Pensaci tu.

domenica 9 gennaio 2022

Happy Birthday Kate!

 



Dear Kate,

prima di tutto Happy Birthday! Sorry, but non te potevo fa' gli
auguri
this morning, because c'avevo da sfa' il tree of Christmas with Sant'Andrews che prima d'aiutamme se sarebbe tirato 'na revolverata. But ce l'avemo fatta; into the garage pare c'è sia un man dead incellophanato male, but oh, noi non c'avemo altro spazio. Do you remember me? Ti scrissi tanto tempo fa... so' la Simo, quella del minkia blog... quella che scrive always a Betty.
Vabbè goodnight sonatori!
Anyway, che beautiful 40 anni, ve'? Sei sempre nel flower degli anni, the menopause is ancora lontana con the caldane, gli sbalzi of humor, the homicidal instinct... goditeli sti years, Kate, dai retta a Simo, che poi dopo so' dicks. For carità, so sempre dicks de 'na princess with castello and l'eredità the grandmather, but sempre dicks sono.
And nothing, te volevo fa' only tanti
auguri
e che God ti mantenga forever così: magnificamente aristocratic mouse. With tuo vitino da wasp nonostante tre children sparati che manco the missiles sulla rampa of lancio di Cape Canaveral.
But si sa, dear Kate, la mia is tutta invidia. After the feste tengo 'na panza con 'a vita propria: mi saluta come le sheep fanno 'hello!' ad Heidi.
But now basta chiacchiere, che c'avrai pure da fa', pora star.
Again Happy Birthday, Kate!
p.s. Compliment for the nuove photos.
Soprattutto in quelle color seppia, because non è easy veni' bene.
One time c'ho provato anch'io e my daughter mi ha scambiato for my bisnonna.
With Love
XXX
Simona

lunedì 12 luglio 2021

But che te ridi?

 Dear William,

but che devo fa' con you? Yes yes sono sempre io, la Fruzzetti, quella che ve scrive the letters un day yes and un day pure, but look, me le levate dalle hands, anzi dalla tastiera.
Ti volevo dire che me too ho patito tanto quanto you, che credi?
Yesterday, in preda an attack de colite, sono corsa in the bathroom proprio nel moment in cui facevamo goal.
My husband (Sant'Andrew, do you remember?) ha aperto the door del cesso e tutto happy mi ha detto: "Porti bene, rimani lì, on the toilet. NUN TE MOVE." And quindi nothing, so rimasta sul wc a fissarmi le infrafinger de gomma per almeno ten minutes, poi so' rientrata in the living room anche se Sant'Andrew mi guardava male gridando rivolto ai giocatori "E daglieli du' colpi!"
"Yes!" ho risposto, poi hanno inquadrato David Beckham e ho pensato that two colpi glieli darei volentieri anch'io.
Però te volevo chiede: anche your wife Patonza Reale soffre de colite? Pure she se reggeva the pancia. Porella, I la capisco, sometimes the watermelon ghiaccio fa quell'effetto lì. And look, me dispiace anche che tutti gli 11 players siano allergici al silver, capisco pure loro, io so' allergica al nichel e nun posso porta' nothing addosso, manco una medal. Brutta beast l'allergy.
Ah, un'ultima cosa: but little George? But che caruccio il baby Prince! Compliments. Ride un po' troppo sguaiatamente for my gusti, soprattutto se the game is tutta da gioca', ma caruccio. Bellino bellino, yes, with de cravattina come impiegato of the catasto.
Però magari the prossima volta spiegagli che 'ride well chi ride last'.
Eh.

XXX
With love forevah

Simona






lunedì 17 maggio 2021

Intervista per LA VOCE DI NEW YORK

 

Io non so da dove iniziare da quanto sono emozionata.
Ci provo. Circa due settimane fa vengo contattata da Brooklyn, NY.
La giornalista e fotografa Francesca Magnani voleva intervistarmi a proposito del mio percorso, del mio libro. Sono rimasta un po' così, non credevo a quel messaggio. Invece era vero. Mi sono aperta alle domande di Francesca ed è nata un'intervista a mio avviso molto bella, grazie soprattutto alla sua competenza, alla sua delicatezza e al suo essere sul pezzo, letteralmente. Una professionalità, la sua, che ho riscontrato pochissime volte in circostanze simili.
Inutile dire che le foto più belle sono le sue, con il mio libro a spasso per le strade di New York.
E niente, sono tanto felice ed emozionata, una delle cose più belle e importanti del mio percorso. Lì, sotto questa veste, non ci ero ancora arrivata.
Sarò sempre grata a Francesca per avermi contattata e per avermi permesso di finire sulle pagine di La Voce di New York.
❤

Intervista QUI.


martedì 4 maggio 2021

IL BACIO A BIANCANEVE

 Fermi tutti, il caso del giorno è il bacio non consensuale che il Principe ha dato a Biancaneve. Pare che si stia dando un messaggio sbagliato ai bambini perché per baciarsi tutti e due devono essere d'accordo.

Infatti io me li vedo Biancaneve e il Principe litigare furiosamente anni dopo per una bolletta della luce o perché lui non trova la calzamaglia nel cassetto.
"Guarda, accidenti a me e al giorno che t'ho incontrato!"
"Ma se ti ho trovata io, te c'avevi una cecagna che nun ti si teneva."
"Ha parlato quello sveglio, ha parlato..."
"Più di te, senz'altro!"
"A COSO, guarda che a me m'avevano avvelenato, no, faccio per di'..."
"Eh! Ti devo ricordare che sei viva grazie a me?"
"Ma chetati che mi sarei risvegliata anche da sola..."
"Ti ho baciato io! Sennò col cazzo che mo' stavi qua."
"E allora se vogliamo dirla tutta, caro il mio GoldenLady70Denari, IO NON ERO NEMMENO CONSENZIENTE!"
"Cosa vorresti di'? Che ti ho fatto violenza?"
"Fai te! Io potevo anche non volere quel bacio, ma chi te l'ha chiesto, ma cosa vuoi dalla mia vita! Ma vai a pettinarti quelle sopracciglia ad ali di gabbiano che ti ritrovi, vai..."
"Se non ti baciavo rimanevi morta!"
"A momenti morta ce rimango uguale perché c'avevi 'na fiatella che manco una fogna de Calcutta!"
"Cosa vorresti di', che mi madre cucina male?"
"Bona quella... guarda, fammi sta' zitta!"
"Lo sapevo io, te dovevo lascia' lì, tira' dritto e fammi li cazzi mia."
"Ecco bravo, potevi anna' a fa 'na girata vestito come Cino Tortorella allo Zecchino d'oro... coso lì, come se chiamava Mago Zurlì..."
"Bellina te, con quel fiocchetto a sminchio sulla testa. Ma te sei vista?"
"Guarda, nun me fa incazza' che te tiro Cucciolo!"
"Ma cosa tiri... ma sta' bona, vai..."
"E comunque il bacio me l'hai dato senza permesso e prima o poi questa cosa verrà a galla e succederà un casino!"
"Ma figurati se na cazzata del genere viene fori... sarebbe da rintronati..."
E invece.
Potrebbe essere un cartone raffigurante una o più persone

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