martedì 10 marzo 2020

Meghan and Harry, ve devo di' du cose





Meghan, Harry, mo' two cose ve le devo di'.
La dovete smettere of essere forever beautiful anche quando raining like God comanda.
Ecchedick.
It's not possible che a you, Meghan, not ti si arricciolano the hair come the little barbone, che te rimangono straight nonostante you prenda na sciarbata of water che manco Marilyn Monroe in Niagara.
And poi con le shoes coi tacchi, sui sanstonini, che I a Roma, nemmeno con le infrafinger ci so cammina'.
People behind di voi cor cappotto e you a half maniche. A London. Con two gradi. You have the bollori, daughter mia. Fatte vede' da un doctor.
Harry senza nemmeno the paltò. All beautiful asciutto, the man idrorepellente you married. The rain quando lo look dice 'Go, che qua nun attacca.'
And poi the rain around a umbrella pare snow. Mo' eccallà, she has arrived Elsa. But go go go, famme 'un piace'.
And ridete. Under water a secchiate. I, quando piove, with umbrella, boots, hair a sminchio and shopping bag, have l'istinto omicida. CSI. Sigilli yellow e black, you present? Louise Veronica Ciccone se sente tirata in causa, you understand?
Now.
Mo' ve chiedo: but come dick fate?
Ditelo a Simona vostra.
Mo' anche I voglio to go under rain e ride come alla sagra della little pig. Voglio anche I quella spensieratezza alla STIDICKS.
Pensate a me.
Tell me you secret.
Mortacciyou.


Simona Fruzzetti

#semprebelli
#bellideSimo


lunedì 9 marzo 2020

La filastrocca del Re Corona

 C'era una volta un virus fetente
che a inizio anno infettava la gente
un presuntuoso che in una immaginaria poltrona
urlava: "Sono il Re dei virus, sono il Corona!"

Mamma ci dice 'Lavate le mani"
io lo faccio oggi e anche domani
Il Re si attacca alle mie dita
ma io lo scaccio via, non gli darò vita!

Lui è brutto, cattivo e prepotente
si diverte tanto a infettare la gente
per quello è fondamentale non dargli importanza
stando a casa, in cucina o nella tua stanza

Lo dobbiamo isolare questo Re maledetto
se non vogliamo che ci costringa per settimane nel letto
dobbiamo combattere con pulizia e isolamento
è una cosa da fare in questo momento

La nostra unica arma è l'intelligenza
unita allo stare a casa e alla pazienza
solo così sconfiggeremo il Re cattivone
con la sua Corona, la tosse e il febbrone

Sguainiamo gli accorgimenti come se fosse una spada
con forza e coraggio per tenerlo un po' a bada
solo tutti insieme ce la possiamo fare
a sconfiggere il Re Corona e tutto il suo male

Simona e Melissa

(disegno di Melissa, con la principessa e la fatina che rispettano il metro di distanza)

#LaFilastroccadelReCorona


martedì 4 febbraio 2020

È uscito Io ti salverò



Stanotte non ho chiuso occhio, come sempre nelle ore che precedono l'uscita di un libro.
Tanti i pensieri, in genere sempre i soliti, ma nonostante sia il sesto che pubblico è come se fosse la prima volta.
Mi attanaglia la paura che sto per lasciar andare una storia che mi ha tenuta incollata al pc per mesi e che, da oggi, non è più mia. È vostra e di chi avrà il piacere di leggerla, con tutto quel che ne consegue.
Ve lo dico con sincerità: ci ho lavorato tanto, tantissimo, ma ci sono stati dei momenti in cui ho creduto di non farcela, la vedevo una missione troppo grande per me, per tanti motivi.
Ora, vederlo qui, poter toccare le trecento pagine e passa, mi emoziona non poco. Lo guardo e mi dico "Ce l'ho fatta", e non mi sembra vero.
È stato un viaggio bellissimo, a tratti faticoso, una strada impervia che però ho deciso di percorrere, portandomi dietro un fardello di sensazioni e ricordi scomodi; ma ad ogni passo pesavano un po' meno, alleggerendomi. E questo è un bene.
Ora che sono arrivata, lui proseguirà da solo. Fin qui ce l'ho portato io, da oggi sarà da voi o con voi, o dove vorrà.
Io, come sempre, cercherò di distrarmi, facendo cose più strane per non pensare a quanto di me ci sia in quelle pagine.
'Io ti salverò' da oggi è nelle vostre mani.
Abbiatene cura 

#IoTiSalverò
#Amazon
#Grazieatuttivoi

( per Ebook e cartaceo QUI)

mercoledì 29 gennaio 2020

Jennifer e Brad di nuovo insieme


                                                                                                           (foto: het Nieuwsblad)



Jenny, mo' don't ho voglia di write another letter, but two word te le voglio di'. Che è sta story che stai for torna' da Brad?
But davvero?
E mo' lo dici now a all the world?
After averci fatto vede' come him te prende la hand e te che je dici "Now bello, datte na carmata, che te voglio remember che m'hai lasciato male for quella Maleficent di Angelina."
Jenny, bella the mom, ce sei ricascata. Con tutte le shoes.
But io non lo so.
Lo dovevi lascia' lì, con le hand nelle hand, come the song Margareth di Richard Cocciante.
E invece.
Mannaggia Je', speriamo don't ti faccia soffri' another time.
Semmai chiama.
Ce vengo a parla' io. Con Brad.

Cosa non si fa for the friends.

#LaJennyCeStaARicascà
#chiamaMe


giovedì 23 gennaio 2020

IO TI SALVERÒ - Il nuovo romanzo

Ci siamo!
Il 4 febbraio esce il mio nuovo romanzo:

IO TI SALVERÒ


Agosto 1995

Emily Evans, di soli otto anni, scompare a Spring Lake.

Ventitré anni dopo, una telefonata irrompe nella quotidianità di Sarah Jane, sorella di Emily. La donna, oggi tormentata scrittrice di gialli che vive a Boston, è costretta a far ritorno alla casa sul lago da cui è fuggita.
Dopo che un forte temporale ha danneggiato l’abitazione, ormai abbandonata, la sua presenza è necessaria per dare il via ai lavori di ristrutturazione.
Nonostante il ritorno a casa faccia vacillare il suo equilibrio già precario, l’evento diventa l’occasione per far luce sulla misteriosa scomparsa di sua sorella e sconfiggere una volta per tutte il suo costante senso di colpa. Ma una madre malata, vecchi incontri e ricordi troppo dolorosi rischiano di distogliere Sarah Jane Evans dalla ricerca della verità.


Un thriller psicologico, nella suggestiva cornice dei boschi del Maine, in cui la protagonista verrà risucchiata in un vortice di segreti ed eventi minacciosi dai quali si dovrà salvare.



(Già disponibile su Amazon per il preorder - il cartaceo a breve)

mercoledì 15 gennaio 2020

SE SCAPPI, TI SPOSO - RECENSIONE



E niente, ieri sera troppo stanchi anche solo per fare zapping e cercare qualcosa di nuovo, ci siamo riguardati 'Se scappi ti sposo', film caruccio caruccio con i miei attori preferiti che da Pretty Woman se so' trasferiti nel Maryland.
Lei ha una ferramenta, lui è un giornalista divorziato che non la vede da un bel po' altrimenti non si spiega come mai sia così cinico e infatti si accanisce su sta pora crista solo perché lei è indecisa su quali uova mangiare e scappa dall'altare alla stessa velocità con la quale scappo io di casa ogni volta che mia suocera al telefono mi dice "Passo tra dieci minuti".
Insomma lui fa un articolo demmerda su di lei dandole poco poco della zoccola (rimembranze del film passato? Non è dato saperlo) e lei si incazza così tanto da asfaltarlo sulle strisce? Prenderlo a sassate? Affogarlo nel bidet? No, gli fa i capelli multicolor come un Mini Pony.
Il regista nel frattempo ci fa conoscere tutti i suoi ex:
il prete, che del più famoso Padre Ralph de Bricassart non aveva manco l'unghia del mignolino.
Il rockettaro, che sembrava un misto tra Fedez e Ben Stiller e l'ubriaco coi baffetti alla sparviero che trova sollievo solo al bancone del bar.
Infine c'è il disgraziato di turno, l'ultimo, amante della montagna che le carica sul groppone uno zaino così peso che la fa' ribalta' sul pavimento della cucina.
Il nostro Richard Gere sta letteralmente tutto il film a dirle "Guarda COSA che te di questo ( e manco di quell'artri) non sei innamorata. Non è l'uomo giusto per te."
E lei ingenua che lo provoca "E chi sarebbe l'uomo perfetto per me? Tu?"
Lui le risponde "E certo!" e lei invece di saltargli al collo e fargli saltare tutti i bottoni della camicia al grido di "Sono la tua Pretty, quindi Prettymi ora, subito!", che fa? Gli ride in faccia.
ALLORA SEI CRETINA.
Dice di no al nostro Richard, ma lui comunque riesce a portarla all'altare in presenza di coso... lì... Thompson il direttore dell'albergo dell'altro film ma che qui fa il suo amico che però gli bomba l'ex moglie... insomma n'c'hocapitounabeataceppa.
Dicevo: ha Richard Gere che la ama e la vole sposa', è lì che l'aspetta all'altare e lei che fa? SCAPPA NARTRA VOLTA.
Ma allora non sei solo cretina, sei deficiente. Ti meriti le doppie punte, la cellulite, la fiatella e l'herpes genitale figlia mia.
Insomma, ri-scappa nartra vorta, sul camioncino delle consegne.
Io fossi stata Riccardino avrei detto "Mo' m'hai rotto er cazzo" e invece è tutto mogio mogio e innamorato a New York e di lei non ha nessuna traccia.
Ma poi lei, non si sa come a dire il vero, la ritroviamo seduta sul suo divano e si dichiarano eterno amore con lei che fa:
"Ma lo sai perché scappavo?"
"Dimme."
"Perché mi dava noia tutta la gente."
Infatti lui riesce a sposarla su una collina, da soli, circondati da cacca di cavallo, un albero, e un prete passato di lì per caso.

DIRLO PRIMA, NO?

#lerecensionidellaSimo


giovedì 9 gennaio 2020

Lettera aperta al Principe Harry



Dear Harry,
yesterday ho appreso la news che with yuor wife rinunciate allo status reale because volete mantenervi da soli.
Lavorando.
Really?
But cosa hai in the head? The mushrooms?
But lo sai quanta people vorrebbe essere al posto vostro?
Now.
Capisco che non diventerai never never never king, because tu father c'è prima di te, because pure tu brother 'Belli Capelli' c'è prima di te e dovete comunque aspetta' che a grandmother prenda un big ciopone (ma Betty ve fa il gesto dell'umbrella e non lascia il throne manco a mori', appunto).
Capisco che a quella big gnoccolona de your wife manchi la television e che vorrebbe tornare a fare l'actress in qualche series, but not state a esagera'?
Pure cambiare house volete. Il Canada. Che dick c'andate a fa' in Canada? L'England not vi garba più?
That poi vorrei sape' se not fai il prince cosa vai a fa'.
L'hydraulic?
L'electrician?
The Caldaia Man?
Ci credo che grandmother Betty se sta a incazza', gliene tirate out una behind l'altra.
But io lo so il motivo.
Volete far crescere the little Archie lontano dalla strange family che ve ritrovate.
Lontano da tu brother e Kate (that che spara i sons out dalla patonza reale in four and foureight e poi torna secca come uno street lamp), lontano da tu father e the MrsHorses Camilla , lontano da Betty e Filippo (che manco gli puoi affida' il tu little baby because ultimamente se ribalta with car un day sì e un day pure)
Insomma Harry dove te giri te giri is the big casino, però pure you...
Senti, famo una cosa: io so' the person simply, ma sono di compagnia. Now che si è liberato un place al palace, dicevo... se prendessi il tuo posto? Chessò... for tenere compagnia alla Queen... passarle il catalogo pantone for scegliere the colors for l'outfit, fare bye bye with the hand al post suo che quella c'ha na certa... insomma, cose così.
Pensaci Harry.
Io al posto tuo.
Porto anche la biada a MrsHorses.
Faccio ingrassa' pure la secca con le ricette de my mather (tipo le tagliatelle homemade al sugo de wild porc) così Meghan is happy se a quella le vie' il doppio mento alla Enry VIII.
Chiudo nonno nello scantinato coi dog corgi, così non se ribalta più.
And regalo pure un rasoio a William così se rasa una volta for all quei three peli che tiene in the head.
E you finally sarai quello beautiful with wife fregna da competiscion che vive nella housettina in Canadà. Come la song famous.
Pensaci Harry.
I lo faccio for you.
Con much affection
XXX
Simona

lunedì 6 gennaio 2020

La Bella e la Bestia - Recensione



La Bella e la Bestia.
C'era una volta un principe bellissimo che viveva in un castello anch'esso bellissimo. Tutta 'sta beltà gli dava talmente alla testa che pareva ce l'avesse solo lui; infatti un sera bussa al portone una vecchina a chiedere ospitalità, ma lui la scaccia in malo modo perché 'Questo castello non è un albergo!'.
La vecchina, come noi tutte in pre ciclo, la prende talmente bene che gli scaglia contro un anatema del tipo "Non mi vuoi manco ora che va di moda il toy boy? Vedi come ti concio. Allora: prima di tutto ti riempio di peli, così vedi come è simpatico depilarsi ogni tre giorni. Poi ti regalo 200 kg, i denti in fuori, le unghie incarnite, la fiatella e pure due corna. Se riuscirai a farti amare così le cose sono due: o l'incantesimo si spezza o lei è scema." Detto questo si trasforma in una gnocca e conclude con "Ti sei fermato all'apparenza. Non fidarti mai di una donna struccata. C'è sempre Kiko che ci viene d'aiuto."
Passano gli anni e la Bestia è affabile e simpatico come Sgarbi a un congresso di ignoranti; poco più in là, in un paesino tutto rosa e celeste vive lei, Belle.
Belle canta mentre dà da mangiare alle galline, canta mentre compra la baguette, canta mentre legge circondata di pecore, canta mentre passeggia nella prateria col cavallo, insomma alla fine il dubbio che sia Licia Colò a un provino di X Factor è forte.
Nel paese vive anche uno che risponde al nome di Gaston: è bello, virile, narcisista, ignorante e si specchia di continuo: praticamente un tronista. Da sempre accompagnato da Gianni Sperti (che qui si fa chiamare Le Tont) tenta di convincere Belle a sposarlo, ma lei non gli concede manco un esterna tanto è presa a star dietro a suo padre che si diverte a fare le invenzioni e costruire galeoni PlayMobil.
Un giorno, sto vecchino tombolotto che con la neve mi esce a maniche corte, parte per la fiera della porchetta e si perde nel bosco. Gira che ti rigira arriva al castello dove degli oggetti animati gli offrono riparo. La Bestia, già incazzato perché la gente pensa che quello sia un Ostello, al grido di 'Ma cosa siamo diventati? Non accogliamo mica cani e porci!' lo butta nelle prigioni senza manco un giacchettino.
Nel frattempo Gaston prepara il banchetto di nozze, ma viene rimbalzato ancora una volta da Belle che, con un libro in mano, gli domanda "Sai cosa è questo?" lui risponde "Uno sturalavandini?" e lei capisce che è rincoglionito forte e mormora 'Piuttosto la do in pasto ai cani, ma a te mai!'
Nel frattempo il cavallo Filippe (che rimane muto per tutto il cartone nonostante parlino TUTTI, perfino i muri) torna a casa e Belle capisce che a suo padre è successo qualcosa. Un po' incazzata e un po' preoccupata, parte alla ricerca bofonchiando "Ma cosa c'è andato a fare alla fiera con sto tempo de merda, vorrei sape'! Senza nemmeno un golfino, poi!" Infatti al paesello di Belle ci sono 45 gradi, praterie verdi e campi fioriti e nel bosco meno 15, neve e bufera che manco alle isole Svalbard.
Belle arriva al castello, trova suo padre in prigione, gli dice "Hai le mani gelate!" sopprimendo un "Se ora pigli la polmonite vedi come te le do di sopra!" e già incazzata per questa cosa fa pure un cazziatone alla Bestia rinunciando a un invito a cena.
La Bestia si rende subito conto che lei potrebbe spezzare l'incantesimo, ma essendo una donna Alpha potrebbe spezzargli anche le gambine, se non si comporta a modo.
Allora lui si fa fare i boccoli alla Shirley Temple e vestire bene dall'attaccapanni Miccio e si fa consigliare da un orologio e un candeliere quale comportamento adottare per conquistare il cuore della RAGASSA (per dirla alla Lumiere).
Il tempo passa e tra i due nasce una certa sintonia: lei gli insegna le buone maniere e ad aprire il suo cuore, lui le apre invece la porta della sua biblioteca. Lei, come noi tutte da Zara in un giorno di saldi, gli salta al collo ringraziandolo con ardore.
Nel frattempo il candeliere si accoppia con uno Swiffer, l'orologio parla con la teiera e l'armadio dialoga con una tazzina sbeccata. Però vogliono mettere al manicomio Maurice perché dicono che il pazzo sia LUI. Parliamone.
Una sera, dopo il ballo nel quale Belle pare una meringa al gusto limone, lei vede suo padre nello specchio. Il vecchio tossisce e si accascia e lei accampando la scusa "Mio padre sta male, devo andare!" che suona un po' come 'Scusi prof, non ho potuto studiare perché mi è morta nonna', fa breccia nel cuore della Bestia che, mosso a compassione, la lascia andare.
Lei bofonchiando un "Ora mi sente. Se continua a non darmi retta lo metto all'ospizio!" torna a casa.
Da qui un casino dietro l'altro, roba che avrebbe fatto meglio a rimanere dov'era.
Gaston, geloso, mi si incazza e gioca sporco, ricattandola a bimbominkia. Come un ignorante qualsiasi mi aizza e mi istiga quelli del villaggio al grido di "Prenderà le vostre terre! Mangerà i vostri bambini! Si accoppierà con le vostre mogli! Vi ruberà il lavoro! Ammazziamo la Bestia! Rispediamolo a casa sua! Prima i francesi!" e parte tutto tronfio verso il castello con un manipolo di mentecatti che credono che una persona con l'aspetto diverso dal loro, sia pericoloso.
Al castello non aspettavano altro che 'sto deficiente e partono cassetti nei denti e coltelli negli orifizi.
I mentecatti, come giusto che sia, escono sconfitti da questo scontro, ma Gaston affronta la Bestia senza nemmeno una Maria de Filippi a mediare l'incontro. La Bestia è affranta, la rosa sta perdendo i suoi petali, Belle è andata via.
Ma ecco che arriva, scende le scale, parte la musichetta e Maria dice "Bestia, per te c'è Belle."
La Bestia allora si rinviene e lotta con Gaston il quale, dopo avergli inferto una pugnalata, precipita nel baratro.
La Bestia sta morendo e Belle si inginocchia confessando il suo amore per la biblioteca, per il castello, per l'argenteria, per la servitù, per i giardini, per i vestiti e per la piscina mormorando "Se la Ferragni perdona a Fedez tutti quei tatuaggi io, per tutto stobendiddio, posso chiudere un occhio sulla tua peluria, via!"
Questa dichiarazione convince la rosa che si è stufata di passare di mano in mano in questa trasmissione e quindi fa sì che l'incantesimo si spezzi, e la Bestia, sotto un tripudio di fuochi d'artificio che manco a San Silvestro al Cocoricò di Riccione, si trasforma in Claudiano.
Belle guarda il capello biondo fluente e l'espressione da cercopiteco in coma e pensa: "Forse forse era meglio da bestia."
Vissero tutti felici e contenti con Mrs Bric finalmente tornata nei panni di Tina Cipollari che, con boria, spiega ancora una volta alla tazzina le regole dell'amore.
Lei che, in tutto il film, non se la caga nessuno e pare abbia sbottato a fine riprese "No, Walt, IO ESCO!"

domenica 22 dicembre 2019

L'INSOLITO OSPEDALE

Tutto è iniziato questa estate quando una di voi, Letizia, mi ha mandato il link del concorso dicendo: 'Ma questo lo avevi visto?' E in effetti no, non l'avevo visto, ho smesso da anni di partecipare a concorsi letterari, ma a questo ho detto sì.
L'ho trovato subito un progetto molto bello sotto tanti punti di vista; uno di questi è che andava un po' oltre il classico concorso letterario e mi è piaciuto l'approccio con il quale è stato organizzato: storie di vita all'interno di un ospedale.
Va da sé che partecipare a un concorso indetto dal Niguarda con la collaborazione del Corriere della Sera era già qualcosa di molto importante e prezioso, se poi il tema è l'ospedale, be' a me preme parecchio. Appena ho letto il regolamento, il pensiero è andato a LORO, voi sapete chi. E mi sono buttata.
Poi il disguido, la mail mancata, la nuova mail e niente, sono partita per Milano con la famiglia al seguito per andare a ritirare un premio. Ma non sapevo quale. Sapevo solo che ero tra i primi tre finalisti e (sciocchina di una Simo) pensavo fosse un premio pari merito.
Arriviamo a Milano sotto il diluvio con il cambio abito attaccato alle grucce "Sennò ci arriviamo stropicciate" e ci cambiamo nel parcheggio, dietro a una tenda a quadretti, sopra una pandina del '76. Praticamente siamo arrivate in tuta e siamo uscite che manco alla fashion week di Milano. Roba che a momenti manco ci riconosce il parcheggiatore.
Una volta arrivati alla Sala Buzzati, sede del Corriere della Sera, puntatina in bagno dove ci sistemiamo trucco e parrucco perché i capelli, grazie alla pioggia, avevano assunto le sembianze delle alghe che ti si appiccicano ai polpacci una volta entrata in mare.
Mi sistemo la cravatta da iena, ma dentro sono un coniglio: ho una paura fottuta. Non so cosa dire, non so cosa fare, non so cosa mi chiederanno. Non sono abituata a questi ambienti e io e la sobrietà facciamo a cazzotti da una vita. Lo chiedo al Santo e lui mi risponde: "Sii te stessa. Semplicemente."
Lo guardo felice. "Davvero posso essere me stessa?"
Lui pare ripensarci e mormora: "Sì, be'... insomma, regolati... le parolacce... Vabbè hai capito."
Non mi ha aiutato per niente ma sono uscita dal mio amato cesso con sicurezza, per poi sprofondare nell'ansia dieci minuti dopo.
Si spengono le luci. Vengono presentati i dodici racconti selezionati, tra i quali il mio e vabbè, ok, lo sapevo QUESTO.
Quello che non sapevo è che i tre racconti finalisti avessero un primo, secondo e terzo posto.
L'ansia.
Non sono pronta.
Mi parte un extrasistole a bomba, roba che per tenerla a bada devo tossire continuamente manco fossi un tabagista turco. Niente, ho il cuore al posto delle tonsille.
Viene chiamato il terzo posto. E non sono io.
Oddio sono seconda.
Sto a mori'.
Nel frattempo il cellulare sulle mie gambe si muove e tremola grazie ai vostri messaggi e pare avessi un vibratore tra le cosce.
"Tutto bene?" il Santo mi stringe la mano.
"No."
"Il cuore?"
"Sì."
"Vabbè, sei nel posto giusto, non dovresti mori'."
Mi giro e lo guardo con ardore. "Sappi che non ho amato nessun uomo come ho amato te. Il testamento è nel terzo cassetto del comò."
Viene presentato il secondo classificato, si lasciano sfuggire che è una donna. Mi chiudo la giacca, sono io. Non posso essere prima, cazzo.
Faccio un respirone e sto per alzarmi.
Fanno un altro nome, non sono io.
Porcatroia.
Opporcatroia.
La pressione schizza a 280, il cuore a quel punto gira e vaga per i cazzi suoi, forse è vicino al pancreas.
Alice mi guarda con occhi sbarrati e alza il pollicione. Mia zia sorride sorniona mimando un "Sei sempre stata la mia nipote preferita" (il fatto che sia l'unica che ha è solo un dettaglio), il Santo si avvicina al mio orecchio e sussurra: "Amore, a questo punto sei sicura di essere tra i primi tre?"
Mi giro tipo Linda Blair dell'esorcista "HO LA MAIL SUL CELLULARE NON PUO' SUCCEDERE PER LA SECONDA VOLTA ORMAI SONO QUI ENTRO A GAMBA TESA E URLO FERMI TUTTI HO UNO SCREENSHOT QUI E NON HO PAURA DI USARLO!"
Il Santo mi stringe la coscia, sembra un gesto erotico/romantico, in realtà è pronto ad agguantarmi per qualsiasi evenienza.
Stanno per proclamare il vincitore. La pressione è a 340, il cuore sta facendo l'aperitivo con le rotule, mi si tappano le orecchie. In pratica non capisco più un cazzo.
E fanno il mio nome.
Mi alzo.
A quel punto, COME SEMPRE, il cuore torna al suo posto, la pressione scende, le orecchie si stappano, perché a me sfinisce l'attesa, qualunque essa sia, da sempre. Quando sono in ballo e c'è da ballare sono un cavallo pazzo e vado a braccio, spontaneamente. E così stato. Saliti i tre gradini e agguantato il microfono sono stata Simona, senza filtri, senza rigidità, senza regole se non le mie: essere me stessa.
E quindi battute a non finire, pacche sulle spalle e risate, grazie anche al Direttore Generale del Niguarda, il responsabile editoriale di Corriere Salute e il direttore di cardiologia e trapianti, che si sono prestati con simpatia e allegria a questo teatrino. Sono stati meravigliosi ad assecondare la mia 'pazzia', quindi presumo che mi ricovereranno a breve lì da loro. In psichiatria.
Due cose. Uno: ho ricevuto tanti, ma tanti tanti tanti complimenti da tutti, ma soprattutto dal personale ospedaliero presente all'evento; ho potuto stringere tante mani, le stesse che salvano vite tutti i giorni e questo per me è stato un grandissimo onore. È stato bello sentirsi dire: "Il suo racconto è pieno di umanità e verità. Ci siamo ritrovati tanto nelle sue parole. È proprio così. Esattamente così. Grazie."
Due: adesso non mi resta che trovare i due protagonisti, perché ritirare il primo premio non conta niente se non hai qualcuno di speciale con cui condividerlo.

Notizia QUI



mercoledì 2 ottobre 2019

UN SOGNO REALIZZATO

Sono al bar.
Davanti a me, seduti a un piccolo tavolo, una coppia di anziani; dietro di me, sempre seduti a un piccolo tavolo, un giovane padre con un bimbo piccolo. Il bambino avrà sì e no tre anni e indossa una salopette di jeans che gli arriva corta alle caviglie. Si muove tanto su quella sedia, sbocconcellando una brioche davanti a un succo di frutta. Suo padre gli intima con dolcezza 'Dai, mangia a modino,' togliendogli le briciole dalla salopette. Il bimbo annuisce, la frangetta mora che si muove appena, e alla fine si blocca a un gesto del suo babbo.
Tutti e due guardano fuori dove, nel parcheggio, si ferma un camion dei pompieri.
Di lì a poco fa il loro ingresso nel bar la squadra dei vigili del fuoco. Il più alto e il più robusto ordina per tutti la colazione.
Il bimbo li guarda con curiosità, il giovane babbo glieli indica e gli dice qualcosa. Lui sgrana gli occhietti scuri, tra l'eccitato e l'incuriosito.
Fanno in fretta, mangiano e bevono il caffè tra chiacchiere fugaci e saluti vari. Sempre il più alto si dirige alla cassa e paga per tutti. Io sono dietro di lui. Il giovane babbo con il bambino in braccio, a fianco a me, dice alla cassiera: "Guarda, ti lascio i soldi qui, esco subito. Il camion dei pompieri è il suo sogno. Glielo voglio far vedere da vicino prima che vadano via."
I vigili del fuoco montano sul camion uno dopo l'altro. Il giovane babbo e il bimbo avanti a me. Il ragazzo si ferma davanti allo sportello "Vedi? Guarda come è grande!"
L'uomo più robusto sale per ultimo. Sta per chiudere lo sportello quando li vede. Scambia un'occhiata con i colleghi, poi guarda il bambino dritto negli occhi e gli fa "Vuoi provare?"
Il bimbo non dice né sì né no, ma si butta letteralmente a braccia aperte verso quell'omone generoso.
L'uomo se lo mette sulle ginocchia e gli chiede "Come ti chiami?"
Il bimbo si guarda attorno estasiato, comodamente seduto sulle ginocchia dell'uomo. Risponde il babbo: "Gabriele."
"Allora Gabriele, guarda... qui c'è..."
Li ho lasciati così: un vigile del fuoco che spiega a un bimbo i comandi, un babbo orgoglioso che immortala il momento col cellulare e un bambino felice per essere finalmente sul famoso camion dei pompieri.
Io me la immagino proprio così la felicità: avere un sogno, avere vicino qualcuno che faccia di tutto perché tu possa realizzarlo e qualcun altro che, vedendo i tuoi occhi pieni di passione, allarghi le braccia e ti dica:
"Vuoi provare?"

lunedì 30 settembre 2019

BIMBI A BORDO

La notizia più o meno è questa: la Japan Airlines introduce l'opzione 'scegli un posto lontano dai bambini'.
Commenti random:
L'INDIGNATO: "Ma vi sembra questo il modo? È discriminazione bella e buona. Vergogna!"
LO SCHIFATO: "Potrei avere la stessa opzione per chi non si lava? Grazie."
I PEACE E LOVE: "Ma che sarà mai. Pace e bene e volate sereni."
LA NONNA DENTRO: "I bambini so' piezz' e core."
IL BUSINESS MAN: "Oh, era l'ora! Ho giusto un volo tra mezz'ora!"
LA MONTESSORI: "Il bambino ha diritto di esternare la sua contrarietà e va lasciato libero di esprimersi."
IL POLEMICO SENZA FIGLI: "Educateli sti bambini, invece di stare tutto il giorno al cellulare!"
IL POLEMICO CON FIGLI:"Educateli sti bambini, come ho fatto io!"
LA MAMMA PERFETTA: "Il mio Giangiacomo, a soli tre anni, ha già all'attivo 76 voli e non ha mai fatto un capriccio. Inoltre dialoga in inglese con la hostess, va da solo in bagno e sa dire grazie in sette lingue."
LO SPAESATO: "Ma vi sembra giusto che la De Lellis abbia scritto un libr... ah no, scusate, ho sbagliato link."
IL COMPLOTTISTA: "È una mossa politica. Vi ricordate l'attentato del 2001? Non ce la raccontano giusta."
LA MAMMA IRONICA: "Ma era l'ora. Finalmente posso godermi in pace un volo. Me li fate scendere voi, poi? Grazieeee."
LA MAMMA SCANDALIZZATA: "E questa sopra sarebbe una madre? Vergognati. Io mi sono fatta dodici ore di volo con Pierfilippo in lacrime e sono state le dodici ore più belle della mia vita."
L'ANTINIPPONICO: "Ma che vadano a inventare i cellulari sti nani gialli!"
IL PROFESSORONE: "In una civiltà come la nostra è dovere morale sensibilizzare gli esseri umani su quali rischi possono incontrare sul loro percorso di vita. Partendo dagli etruschi possiamo notare quanto loro facessero del silenzio uno stile di vita..."
IL COATTO: "Ao', l'urtima vorta al ragazzino je partita na scoreggia che pensavo fosse 'un voto d'aria. Ma che je date da magna' a ste pore creature?"
LA SINGLE SENZA FIGLI: "Non capisco perché debba sorbirmi i tuoi figli! Io pur di non averne mi son fatta legare le tube."
IL SARCASTICO STRAFOTTENTE: "Si vede la vastità del cazzo che me ne frega?"
IL GIORNALISTA MANCATO: "Ma non avete altre notizie? Domani che pubblicate, la toilettatura del cane della Ferragni?"
IL TRAGICO: "E allora dopo i ristoranti, vietiamo gli aerei ai bambini, e poi vietiamogli il cinema, e le giostre, e il circo e il parco! Ma dove andremo a finire di questo passo?"
L'ENTUSIASTA: "Viva i bambini in tutti i luoghi, in tutti i laghi e in tutti gli aerei!"
I MA: "Io amo i bambini, MA a volte davvero è impossibile volare sereni con 'ste belve indiavolate Piuttosto lasciateli a casa coi nonni! O non li fate proprio i figli!"
IL RITARDATARIO: "Scusate, non vedo più il link di ieri sull'estinzione del cercopiteco. Qualcuno può inoltrarmelo in privato?"

giovedì 26 settembre 2019

I GRUPPI DI FB



Gli amministratori o amministratrici hanno la gastrite.
Tutti, nessuno escluso. Se potessimo avere 1 euro per ogni volta che un amministratore ha pensato 'Chi me l'ha fatto fare?' a quest'ora ci saremmo potuti comprare la Ferragni e tutto il suo impero.
A breve pubblicheranno tutti un libro dal titolo "Come rovinarsi la vita gestendo un gruppo su FB."
Nonnismo. Tocca a tutti. Eh sì, se almeno una volta non sei stato vittima di nonnismo non sei nessuno. Tu, nuovo membro, manco puoi fare una domanda innocente che verrai sommerso da commenti del tipo "Ma leggere il regolamento, no? Troppa fatica, eh!" E te lo hai letto, ma la risposta che cercavi non l'hai trovata.
Il sarcastico offensivo "Fate un ripasso a questa, per favore." manco tu avessi perso 65 lezioni di un qualsiasi argomento.
Il sarcastico paraculo: quello che mette solo la faccina che ride alla tua domanda sottolineando quanto tu sia stato idiota a farla e pure al commento del sarcastico offensivo. In pratica mette la faccina perché non ha il coraggio di metterci la faccia.
All'amministratore viene l'ulcera.
Regolamento. Il regolamento è fatto per non essere letto, per prendere solo posto nella pagina. Ai membri proprio fottesega. Non lo leggono. La ritengono una cosa noiosissima e anche sorpassata perché, voglio dire' le regole sono sempre le stesse e chi siamo noi per rispettarle?
All'amministratore sale l'istinto omicida.
Maestrini o maestrine. Tu puoi scrivere pure un bel post, condivisibile dai più, ma troverai sempre chi ti trova una virgola fuori posto, un pelo nell'uovo o una pagliuzza in un occhio. Ti rimarcheranno e sottolineeranno il tuo errore malcelando il loro ego fatto di 'Meno male che ci sono io ad alzare la media degli studiati in questo gruppo di sfigati' e la rima non è un caso e 'Prima l'italiano', scartavetrandoti le ovaie per un punto e virgola messo a caso.
L'amministratore riguarda il regolamento in cerca di eventuali errori.
Il professorone. Se, ad esempio, è un membro di Cavalli&Segugi lui sarà esperto di cavalli, di segugi, di Notting Hill, di Julia Roberts e di Hugh Grant. Non si scappa al professorone. Forte del fatto che è nel gruppo dal 2002, quando era solo composto da lui, su' nonna e l'amministratore, rimarca il fatto che è lì da sempre e che conosce l'argomento trattato più di chiunque altro. Tu puoi sapere giusto qualcosina, perché lui saprà sempre più di te.
L'amministratore si chiede "Cazzo l'ho aperto a fare sto gruppo se questo ne sa più di me."
Gli sbadati. Oggi è giovedì gnocchi? E loro pubblicano la lasagna. Sul regolamento c'è scritto 'No spam di link personali?' e loro via a riempire la bacheca con diciotto link del loro disco, libro, pagina, blog, sito e gattini appena nati.
È un gruppo di ricamo? E loro pubblicano 'Come si effettua una potatura perfetta di un roseto.'
Nel regolamento c'è scritto 'No spoiler?' e questi ti dicono che l'assassino è il maggiordomo.
Gli chiedi 'Ma l'hai letto il regolamento' e loro ti rispondono "Ah, perché c'è un regolamento? Pensavo de fa' come me pare."
All'amministratore balla un occhio.
I 'Non l'ho capita'. Gravitano intorno ai gruppi ignorando il perché ci siano finiti. Spesso non capiscono l'ironia di un post ironico, la serietà di un post serio, la riflessione di un post riflessivo. Altrettanto spesso mettono faccine a caso. Ma non vengono allontanati perché fanno numero e sono simpatici. All'amministratore piace questo elemento.
I gruppetti. I gruppetti e gli schieramenti ci sono in ogni gruppo. Sono composti da persone che fanno comunella, spesso sfiorando il bullismo. Se sei amico di tizio allora non puoi essere amico mio e mai contraddire 'l'amico di' perché ti ritrovi una schiera di nemici alla porta. Si supportano e simpatizzano tra di loro, ma non sono il male, anzi; grazie a loro spesso il gruppo si rianima e diventa frizzantino. Schermaglie e scaramucce innocenti alla 'Ma guarda sta testadecazzo maledetta che te possa pija 'n infarto' sono all'ordine del giorno.
L'amministratore è sull'orlo di una crisi di nervi.
I ghostmember. Ci sono, risultano iscritti, non leggono e non commentano mai. Cazzo ci stanno a fare non lo sanno nemmeno loro. Infatti se glielo chiedi ti rispondono "Boh, me c'hanno messo."
(Disclaimer: nessun amministratore o membro è stato maltrattato per la stesura di questo post. Riferimenti a cose o persone o gruppi è puramente casuale.)
Simona Fruzzetti
-membro, con fierezza, di diciassette gruppi di vario genere. Il fatto che alcuni li abbia scoperti adesso, è solo un dettaglio.

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