mercoledì 10 febbraio 2010

PENSAVO DI ESSERE UN PINO


Tempo fa, girovagando su Eternit (come dice una mia cliente prossima all’ottantina), ho scovato un sito ganzetto. Parla del calendario celtico. Praticamente la tua data combacia con un tipo di albero.Della serie:dimmi quando sei nato e ti dirò che albero sei.Onestamente, prima di vedere la data e gli alberi, pensavo di essere un pino, anzi una pina verde, che più dura non si può. Poi ho scoperto cosa sono e potevo non condividere questa notizia con il mio ammmore?

Quel giorno decido di chiamarlo mentre sono a correre (Corro col cellulare in mano non perché sia una super donna trandy e tecnologicamente moderna, ma perché ho paura che mi prenda un infarto, proprio lì in mezzo ai campi.Avete capito perché mi sono iscritta in palestra?Almeno muoio in compagnia)
“Pronto, pant.. Tesoro..anf pant…ahh…Sei olmo!!” ho ansimato mentre la mia faccia assumeva un bel color pervinca tendente al blu.
“No, sono Andrea, mi sa che ha sbagliato numero” e ha riattaccato.Poi ha subito richiamato, mica è scemo, sul display son comparsa io.
“Simo? Chi è Olmo e perché stai ansimando??Cosa stai facendo?”
“Amò…anf..ahhh…sììì…anf…oddio muoiooo!!”
“SIMOOOOO!!!CHE CAZZO FAIIII???????????”
“Eser…cizio..fis…ico.anf..pant…ahhh…fiuu…”
“Sì, ma CON CHI????”
“Sto…anf...facendo footing…..anf pant!...”
Ha riattaccato di nuovo.
Mi chiama dopo due minuti “Scusa amore…mi sono calmato per evitare di insultarti. Che mi stavi dicendo, luce dei miei occhi??”
Nel frattempo sono arrivata a casa “Sei Olmo!”
“Ancora???Ma che vor dì??”
Gli ho spiegato l’oroscopo degli alberi “Non è ganzo? Te sei olmo, indovina chi sono io?”
“Un banano?”
“No dai, quasi…”
“Simo, via, era una battuta, devo lavorare…”
“Noi dai, indovina, ti do un indizio. Fa dei frutti…” di che colore sono le nocciole?Marroncine? “…vabbè fa dei frutti.Fidati”
“Hai presente quanti alberi da frutto esistono?”
“Aspetta fammi pensare....il melo, il pero, il susino, l'albicocco...…amore hai fatto un sospirone…anche te sei di corsa?”
“Vai avanti”
“Insomma fa delle cose marroncine, che poi si possono trasformare in qualcosa di marrone melmoso presente in ogni casa”
“Simo, ma stai parlando di cosa fa l’albero o di cosa fai te tutte le mattine?Non ho capito.”
“Vabbè sei duro! Sono il NOCCIOLO!!” Ora che ci penso lo potremmo piantare in giardino. Sarebbe bello! E sarei io sotto forma di albero!

“No, dico, il nocciolo!Non è fantastico?” E’ fantastico?
“Che bello. Davvero. Entusiasmante. Da oggi mi sento più completo. Posso andare ora in ufficio?”

Forse no, però…“Amò, se è vero che mi ami, stasera portami una piantina di nocciolo”

“Faccio di meglio.”
“Davveroooo????”
“Sì, ti porto una sequoia e ti ci muro dentro, va bene?”
“Una nocciolina…Tipregooooo”

“Via, Simoncina, se sei arrivata a casa, vai a fare la doccia”

“Tipregotipregotipregotiprego”

“Simo…”

Sento che ridacchia, sììììììì!!!!!!Mi porterà la piantina, lo so! Fa sempre così il mio ammmore, vuole stare serio ma mica ci riesce.Io son pazza e lui lo sa. I miei parenti anni fa lo avevano avvertito, ma lui ‘de coccio’.

Ma avevo ragione, la sera qualcosa mi ha portato. Un barattolino di Nutella.

E voi? Che albero siete? Vi ci riconoscete?

Piesse: ho chiamato il mio babbo “Babbo sei Sorbo!!”

“Sordo???”

Anche.

sabato 6 febbraio 2010

FUORI DI TESTA


Ieri sono andata a prendere Alice a scuola e mi ha accolto così:”Mamma oggi sono cascata e mi son fatta male al braccio”.Sbiancando un attimo ho chiesto “Quale braccio?”

“Non quello lì. E poi guarda? Tutto passato!”

Lo muoveva come un barman che schekera un drink. Quello lì, è il braccio sinistro, quello un po’ permalosetto, quello che a volte non sa stare al suo posto, quello che ci ha fatto andare al Pronto Soccorso una sera stellata della primavera scorsa.

Quella sera, di ritorno dal lavoro,vengo accolta dal mio consorte con una faccia tra l'attapirato e il preoccupato.

"Che è successo?"
"Alice si è fatta male a un braccio"
"Tesoro mio, sei cascata e ti fa male il braccino?Cosa vuoi che sia? Con un bacetto passa tutto!"
"Credo di no, non lo muove per niente" Effettivamente Alice è immobile sul divano, roba che nemmeno con la febbre a 39.
"Alice prova un po’ a muovere il braccio?"
Alice se lo tira su con l'altro. Minchia.

“Hai dolore, vero?”

“Se sto ferma, no”

Ottimo.
Io e Andrea ci guardiamo e ci scambiamo un’occhiata d’intesa manco stessimo giocando a briscola.

Partiamo alla volta del Pronto Soccorso con Alice che si regge il braccio.
"Ma come è successo?"
"Facevamo la lotta"
Ma con chi ho a che fare? Con Hulk Hogan? Fanno wrestling? Siamo una famiglia un filino eccessiva. Facciamo la lotta e finiamo al pronto soccorso. Temo che al nostro arrivo ci stendano il tappeto rosso e ci diano la tessera fedeltà. Con cento punti, hai un’ ingessatura gratis.
Lì ci attende veramente il caos. 70 persone in 15 metri quadri, vecchietti in barella incastrati a mo’ di Tetris. Gli infermieri:
"Spostami il 2"
"Gira il 14"
"Attento faccio marcia indietro"
"Metti il 28 qui che io metto il 12 di qua"
"Sposta la signora a destra"
"Metti il 7 qui. Signore? Stia fermo con le mani!Non è sua moglie quella!"
Una vecchietta "Oddio!Il terremoto?Mi si sposta la barella!!!"
"Signora tranquilla sono io,l'infermiera di prima, ricorda? La sposto qui, va bene?"
"Vai più in là, stanno arrivando altre tre barelle..."
Ragazzi, un casino allucinante. ER ci fa una stragrande pippa.
Finalmente ci chiamano. Alice viene visitata e veniamo spediti in ortopedia. Senza numerino.(ovviamente dopo essermi fatta ripetere a manetta “Signora, tranquilla non è nulla di grave, ma ci vuole un ortopedico”)
Quando arriviamo ci attende l'ortopedico di turno in preda a un tic nervoso. Perfetto. E’ uno scherzo? Possibile che l’occhio destro si chiuda ogni volta che pronuncia una vocale? Se dice AIUOLA a ripetizione, assume le sembianze di un coreano. In quel momento ho pensato che sarebbe un pessimo giocatore di poker.
"Che è successo a questa bellissima bambina?" E strizza l'occhio destro e alza l'angolo della bocca. Sembra che ci stia provando con mia figlia! Un tantino imbarazzante.
Alice, già diffidente di suo ai camici bianchi, lo guarda in cagnesco,si gira verso di me e leggo nei suoi occhi "E io dovrei fidarmi di questo qua?Ma 'ndo cazzo mi avete portato?"
"Le fa male il braccio. Stava giocando...cioè...un gioco un po’ movimentato..."
Andrea mi ha guardato come dire "Dì pure la verità. Stasera mi punirò con il cilicio. Tanto mi sento già una merda!"
"Stava facendo la lotta"
"Con il babbo, scommetto"
"Sì!"
"E' un classico..."
Andrea si è afflosciato per il sollievo "Capita spesso?"
"Più di quanto lei immagini. Mica l'ha fatto apposta, no? Capita, capita...Vediamo un po’..."
Alice incapace di proferire parola dalla paura e dal dolore ha sicuramente pensato "Se mi fai male, ti lascio andare una craniata nei denti"
Dire che ha pianto è veramente poco. Penso sia stata sul punto di usare il braccio sano per picchiare ripetutamente sul capo l'ortopedico.
Oddio, forse una botta in capo gliel'avrei data pure io. Almeno per vedere di fermare questi occhi in balia di Ballando con le Stelle. Uno ballava il cha cha cha e uno la samba.
"Ha una sublussazione della testa del radio"
"Ehhhhhhhhhhh???????????????????????” OMMIODDIO!!!!La testa? La radio?E' uscita la testa del radio?Ho capito bene? E dove è andata? Omamma!E’ GRAVE??CHE DOBBIAMO FARE??? Tutto questo mi stava esplodendo in testa, mentre, vista da fuori, avevo un self control e un aplomb che manco Carlo d’Inghilterra.Per far star tranquilla Alice, ovvio.

(Per la serie: Il Blog di Simo informa,Qui la documentazione)

Dicevamo? Ah sì.
Andrea si è messo le mani nei capelli ripetendo "Cosa ho fatto cosa ho fatto cosa ho fatto"
"State tranquilli, non è niente." E ha fatto l'occhiolino. Daje! "E' solamente fuori posto. Ora lo rimettiamo dentro"
E ho pensato "E mo' so'cazzi. " “Amore, tranquilla, che non è niente. E’ solo fuori posto” Ho detto tutto con molta tranquillità e calma. Mi ha tradito solo la pronuncia, un po’ balbettante che mi ha fatto sembrare Scalfaro quando dice Io nonnnnncivvvsto!

L'ortopedico,posseduto dallo spirito di Buffalo Bill, ha imbracciato l’arto di Alice a mo’ di fucile e ha fatto un movimento per ricaricarlo. TRIC TRAC! Paro paro. Alice ha inserito la sirena.

UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!Penso che la vecchiettina che aveva paura del terremoto stia gridando "Sono arrivati i pompieri a salvarmiiiiii!!!!"
TRAC!TRIC!TRAC!TRAC! "Ecco. Ora è dentro. Alice, devi stare immobile col braccio piegato per 20 minuti, poi ti rivisito."
Alice manca poco gli sputa in un occhio e ho avuto paura che per fargli vedere che la testa del radio era rientrata gli facesse il gesto dell'ombrello "Guarda come sto bene? Tiè!!!Fanculo te e tutti i gessi!!!"
Dopo mezz'ora era tutto a posto. Mi hanno detto che ai bambini capita sovente, che non è niente di preoccupante, con l'età poi passa, che potrebbe ricapitare, ma anche no, che basta rafforzare i muscoli del braccio con dello sport, ma anche se non lo fa è lo stesso, che potrebbe avere per sempre questo punto debole, come può darsi che crescendo si risolva tutto da solo. Grazie, che bel discorso sminchiato.
Andrea aveva ripreso colore, Alice ripeteva "Babbo tranquillo, non è colpa tua,mi è rimasto sotto quando ho fatto la capriola perché ti volevo piantare il gomito nel collo, poi rigiochiamo insieme eh?"

Un’amica mi ha fatto notare che nei film in genere arriva l’assistente sociale e denuncia i genitori per percosse. Ma nei film il babbo non dimagrisce di un chilo al minuto, sentendosi una merda. Nell’apprendere la notizia non si punisce nell’ambulatorio ingoiando un clistere, non guida verso il Pronto Soccorso che se lo vede Montezemolo ce lo ritroviamo al prossimo Gran Premio. No, dico. Son cose che capitano. A noi, è ovvio.

Ma chi è che al giorno d’oggi non fa un po’ di lotta?Voglio dire, a tutti capita di troncarsi quelle sei o sette ossa, giocando, no?

Meglio riderci su, và!

Piesse:c'è chi inciampa nelle proprie ciabatte!

venerdì 5 febbraio 2010

CIABATTA 2 'LA VENDETTA'

Se la vostra migliore amica fa la cretina col vostro fidanzato,non arrabbiatevi.Incollatele le ciabatte al pavimento.

Se il vostro capo tutti i giorni vi fa lavorare un’ora in più e non vi paga gli straordinari, non arrabbiatevi. Incollategli le ciabatte al pavimento.

Se vostro marito si scorda per ben due volte di seguito:anniversario, compleanno e San Valentino, non arrabbiatevi. Incollategli le ciabatte al pavimento.

E’ così semplice?

Direi di sì. Guardate qua:






mercoledì 3 febbraio 2010

DIMMI IL TUO NOME E TI DIRO' CHI SEI

Simona:Nome che si presta ad una duplice interpretazione. Per alcuni deriva dall'ebraico Shimeon e significa Dio ha esaudito. Per altri studiosi di onomastica deriva dalla radice simos e significa con il naso schiacciato.

E’ ovvio che preferisco la prima parte, anche perché guardandomi oggi davvero posso ritenermi fortunata.Però…via, vi dirò la verità. A me il mio nome non piace. L’ha scelto la mì mamma con la complicità di mia nonna. Una volta le ho chiesto se c’era qualche alternativa e lei serafica mi ha risposto“Se non eri Simona, eri Serena”. Perfetto. Allora meglio Simona, ma non perché Serena non mi piaccia, ma perché mi sarebbe stato male. Da piccola non ho dormito per tre anni e manco mangiavo. Non sto serena manco quando dormo, riesco a togliere le federe dai cuscini durante il sonno e con i piedi porto via gli angoli del lenzuolo. Senza contare che mi muovo come se avessi il ballo di San Vito e Andrea rischia di prendere una gomitata in pieno naso o una pedata negli stinchi un giorno sì e uno pure. Il tutto mentre io sto dormendo.Quindi Serena de che?

Simona…Niente, non mi garba tanto. Anche se nei primi anni settanta questo nome andava molto di moda. Alle elementari in classe eravamo tre.

Alle medie in classe eravamo tre.

Negli unici due anni di superiori che ho fatto eravamo in quattro.

E’ anche vero che difficilmente mi chiamano con il mio nome. Mi sono stati affibbiati negli anni (per cause ancora sconosciute ma che gli autori di Focus stanno prendendo in considerazione per farci il prossimo servizio) dei nomi, nomignoli, soprannomi che mi hanno accompagnata più o meno piacevolmente. Vado ad elencare.

Andrea: Simo (come gran parte delle persone e quando abbiamo diciamo una conversazione normale)

Simoncina… (accompagnato da un sospiro quando tenta di spiegarmi una cosa difficile, tipo premere il tasto rewind per tornare indietro sul videoregistratore, o pigiare il tasto ‘senza centrifuga’ della lavatrice quando devo lavare le tende)

Moma (quando diciamo siamo in vena di coccole. Se in altre parti di Italia questo nome ha un significato non proprio carino non me lo dite, vi prego. Lasciatemi crogiolare nella tenerezza. Ma se significa ‘Grande gnocca dotata di intelligenza sopraffina, nonché di due tette da paura’ ditemelo.Grazie)

Alice: Mamma (in condizioni normali)

Mammina? (con punto interrogativo quando faccio ‘na cazzata. Per esempio se mi dimentico di riempirle la bottiglietta d’acqua per la scuola. In quel caso mi rendo conto che non solo avrà avuto sete, ma più che altro non ha una scorta naturale con sé come i cammelli)

Mamminaaaaaa…. (con la A cantilenante a calare. Tipica espressione bambinesca che scatta prima che cominci a sbavare sulle bustine dei cuccioli cerca amici. In genere il proseguo è “…ma lo sai che mi manca il facocero?”)

Mamma:La tù figliola! (rivolta al mio babbo quando ne ho combinata una, per esempio se ho dato dell’incompetente all’ impiegato della banca che mi fa ha fatto perdere un sacco di tempo, per poi scoprire che l’impiegato’era il Direttore)

La mì figliola! (rivolta al mio babbo quando faccio qualcosa di cui va fiera e il sottotitolo è “Meno male che ha preso da me!”. Succede quando scopre per caso che ho parlato bene di lei con la vicina di casa Palmira.

LA Simona (quando parla con gli altri. Lo fa anche se deve parlare con il gatto)

Cocca (nome che usa per consolarmi quando le polpette mi vengono così bene che se le tiri nel muro puoi improvvisare una partita a squash)

Babbo:Simona (è l’unico che mi chiama con il nome per intero)

La bimba (quando parla con mamma. Gli vorrei ricordare che tra poco più di un mese ‘la bimba’ fa 37 anni. Permettetemi di aggiungere un ‘cazzo!’)

Mio fratello:Caccola (possiamo sorvolare?Non ho mai avuto il coraggio di chiedergli da dove nasce questo squisito nomignolo che richiama qualcosa di assolutamente bello e piacevole, soprattutto al tatto)

Zia:Cecia (in Toscana Cecio e Cecia è un vezzeggiativo affettuoso. Comunque,se di legumi vogliamo parlare, meglio cecia che fagiola)

Zio:Anatrona (nome che va alla grande nel periodo estivo, in quanto zio me l’ha affibbiato per il mio modo di stare al mare. Fissa in acqua, a sgallettare sguaiata che manco un bambino di tre anni, mi entra inesorabilmente l’acqua nel naso che mi fa sbuffare come la locomotiva dell’Orient Express e come dice zio “Fai così casino che ti si sente dalla spiaggia.”

“Grido troppo?”

“No. Starnazzi”

Compagni di scuola:Olivia (e qui è un classico. Senza dover consultare la Treccani capite che ero secca-secca e brutta-brutta)

Le bimbe del lavoro:Brezza (soprannome dato dal fatto che soffro molto il freddo e la mattina quando arrivo al lavoro sembro una talebana. Otto strati di piumino, cappello, sciarpa, guanti, mombut e scaldamuscoli. Il mio viso è completamente coperto a parte gli occhi, il che potrebbe essere molto sensuale, ma siccome per far sì che non mi lacrimino gli occhi dal freddo, metto anche gli occhiali.Sembro Gustav Thoeni che è appena sceso da una pista.

Le bimbe delle pallavolo:La Fruzze (semplice, conciso. E’ un lavoro di squadra, si capisce)

I ragazzi della pallavolo e del pallone:La Filippa (discorso troppo difficile da spiegare, ma fidatevi, ci sta tutto. E levatevi dalla testa che mi chiamano così perché somiglio vagamente a Filippa Lagerback)

Gli amici di blog:Topanova (chevvelodicoaffà? Tutto nasce da qui, e sinceramente si sta espandendo anche fuori, visto che gli amici che vengono a cena dicono “Stasera da Topanova!”. Che sembra un nome da night club)

Con tutti sti nomi è ovvio che quando ho aperto un blog non ho manco pensato a un Nick kamen…nickname o come diavolo si dice. Andare per altri blog a presentarsi come Topanova o più semplicemente Topa, non mi sembra molto carino, e in Toscana anche presuntuoso, perché il suddetto nome è sinonimo di sorella gemella di Belen Rodriguez, tanto pè capisse.

Insomma, io fra voi vedo dei nomi interi, dei soprannomi (uno l’ho dato anch’io!E la Pica mi ringrazierà!),dei nickname, dei nomi accorciati,dei nomi composti, che però fanno di voi un essere riconoscibilissimo anche nel mondo del web. Ma il premio “La chiarezza è tutto nella vita” lo vince senz’altro Chicca, che si firma tale, si chiama in un altro modo che non c’azzecca una mazza e manda le mail col nome della figlia.Inutile dire che la prima volta non c’ho capito un cazzo( e come me anche qualcun’altro), ma stiamo buoni che non vorrei che cambiasse di nuovo nome. E mi raccomando non chiamatela Amore. C’ha chiamato il cane. Immagino il ritorno a casa del marito che grida dalla porta “Amoreeee!Sono tornato!” e invece di venir baciato dalla Chicca, viene travolto dal cane con tanto di sbavamento sulla cravatta nuova.

Quando dico che la scelta del nome deve essere ponderata, mica dico cazzate.

Dopo tutto sto pappiè siete curiosi di sapere che nome mi sarebbe piaciuto?

VIOLA

Ma per voi sarò sempre la vostra Topanova.



domenica 31 gennaio 2010

SIAMO DONNE CON LE ALI

Amiche mie carissime,(anche amici, perché ahimè, chi sta con una donna si sorbisce tutto questo), cosa è che ci accomuna tutte? Lo sbavare per Rossano Rubicondi immortalato su CHI in perizoma mentre costruisce una zattera per l’Isola dei famosi? Finire il credito del bancomat in una profumeria? Mettere le mani sui fianchi e ripetere a manetta “Non mi dici mai ti amo” a nostro marito? (Scherzo,so che ce lo dice)

No, non solo, ciccine. C’è una cosa che accomuna me a voi, e noi a tutto l’universo femminile. C’è il ciclo a romperci le ovaie e a scassarci l’utero, una volta al mese. Già di per sé questo potrebbe essere sufficiente per far di noi (almeno tre giorni al mese, almeno) delle tipe intolleranti. Ma non solo. Da qualche tempo la linea più famosa di assorbenti ha messo sul mercato le nuove bustine-consiglio. Non riesco a capacitarmi come abbiamo fatto a campare fino ad adesso senza. Roba che mi prenderei a martellate le rotule.

Così da domani invece di portarci Tu Donna Io Rinco al cesso, basta aprire una bustina di assorbenti e spiegare il foglietto di nylon come una pergamena. E ti leggi tutti i consigli del caso, tante volte tu fossi una sprovveduta che a trent’anni non ha ancora capito cos’è il ciclo.

Ecco alcune domande che ho trovato. Naturalmente non mancano le risposte che avrei dato volentieri a voce a quel microcefalo che le ha ideate. Tanto per continuare con gli ‘Avrei voluto’, mica per altro. Vi prego, ditemi che anche voi siete state più volte tentate di dirne quattro, ma anche diciotto all’ideatori di queste genialate.

Partiamo con queste ‘pirle’ di saggezza riportate paro paro:

1)Lo sai che durante il ciclo mestruale è consigliabile indossare indumenti comodi e traspiranti?
E te lo sai, caro genio dell'assorbitutto, che provare a mettere un assorbente su un perizoma senza che ti escano due ali da aliante è un vero miracolo?Lo sai che in quei giorni lì l'unica cosa arrapabile che abbiamo sono le unghie finte tinte di rosso?Lo sai che non c'è bisogno che tu mi dica che se indossi una tutona di pile stai meglio che con la minigonna giropassera e tacco 12? Sorvolerei sul fatto che alcune di noi corredano tutto con una bella borsa. Non di Prada ma dell’acqua calda.

2)
Lo sai che durante il ciclo è comportamento molto comune desiderare alimenti dolci?

Ma pensa te. E doveva dirmelo una bustina viola 'sta cosa? Leggendo mi dovrei sentire meno in colpa se faccio fuori tutti gli ovetti della Kinder e pure tutto il pollaio?Se mi infilo verticalmente in bocca una stecca da un kilo e mezzo di cioccolato fondente, manco fossi una mangiatrice di spade? Ho avuto questo sentore quella volta che davanti a una pasticceria ho sbavato come un mastino che vede una fila di salsicce.

3)
Lo sai che è buona abitudine intensificare le normali pratiche igieniche durante il periodo mestruale?

No, davvero? Pensavo di profumare come una petunia i primi di maggio. E che il rosso che vedo sull'assorbente non sia altro che qualche petalo che mi si scolorisce perché l'annaffio troppo. In quei giorni lì non solo mi lavo più spesso, ma ci manca poco che non mi regali anche un lavaggio del colon.

4) Lo sai che esistono piante, come l'agnocasto e il tanaceto partenio, con effetto benefico sui disturbi del ciclo?
Meraviglioso. Infatti ero qui che mi dicevo:menomale c'è l'agnocasto e il tanaceto partenio.Dove si trovano queste piante? In Patagonia? Nel Madagascar?Devo partire con Susy Blady e Patrizio Roversi per procurarmi queste piante? In effetti sarebbe bene usarle,fumandole. Vedi che bel viaggio ti fai se ti fumi l’agnocasto. Salti sul tuo assorbente con le ali e ti libri in volo. Altro che il cane volante de ‘La storia infinita’.

5)
Lo sai che fare sport aiuta a combattere i dolori mestruali?

Per sport cosa intendi? Prendere a sassate il cane del vicino dal nervoso? Dare ripetutamente craniate nello stipite della porta dal mal di pancia? Sferrare calci al pallone per colpire tua suocera in fronte che ti sta dando consigli a cazzo visto che è in menopausa dal '35?

6)
Lo sai che mangiare frutta e cibi integrali aiuta a combattere la stitichezza che colpisce molte donne durante il ciclo?
Che bello iniziare la giornata parlando di cacca. E’ già tanto che non ci diano i consigli della nonna come “Bevete un bicchiere d’olio e fatevi ‘na peretta”. Io non ho problemi. C’ho un intestino che è veramente una testa di crasso. Pensate che venga inibito e impaurito dal ciclo?Macchè. Va via che pare pagato, libero come l’aria. Potrei riempire un libro con il nome delle donne alle quali succede il contrario.


7)
Lo sai che un buon piatto di riso aiuta a combattere la stanchezza tipica della sindrome pre-mestruale?
Magari riso in bianco, col pollo lesso, mettiamoci il purè e la mela cotta e poi fatti un clistere che domani ti operano. Una bel tiramisù o uno zabaione no? Proprio il riso? Che magari un chicco ti va a rifinire nel buchetto della carie e uccidi tuo marito a suon di forchettate dal dolore ai denti. Però hai combattuto la sindrome pre-mestruale. Vuoi mettere?


8)
Lo sai che dai primi del novecento, nei paesi più sviluppati, l’ età media della prima mestruazione si è abbassata?
A parte il fatto che questa cosa mi interessa quanto sapere a che età si è tolto le tonsille il presidente del consiglio, ma tu lo sai che le ragazzine di 13 anni di 30 anni fa non sono uguali ad adesso? Lo sai che io a 13 anni giocavo ancora a Barbie e quelle di oggi c'hanno 3 o 4 Big Jim tra le mani? Lo sai che quando ho indossato i primi tacchi avevo 18 anni e quelle di oggi vincono il premio come 'miglior trampoliere' già a 15? Lo sai che a 13 anni ho letto su un libro la parola 'amplesso' e ho pensato a un errore di ortografia nel descrivere una band musicale? Lo sai che ho scoperto molto tardi che Ogino e Knaus non erano per niente due giocatori dell'Inter?Queste ragazzette di oggi queste cose te le mimano con l'alfabeto muto o ti ci fanno il disegnino coi simboli del cellulare, hai capito?Se tanto mi dà tanto, cambierà la legge e prenderanno la patente a 15 anni.

Ora,io dico, oltre avere le ovaie che una volta al mese ballano la samba e l'utero ripieno come un tacchino a Natale, dobbiamo sorbirci anche ste cose?

Le buone Jo Squillo e Sabrina Salerno avevano ragione: "Siamo donneeeee, oltre le ovaie c'è di piùùùùù!!!!!"

Piesse: qualcuno ha la vaga idea di come possa essere finita qui?

Buona domenica Tesori!

mercoledì 27 gennaio 2010

PERCHE' UNA MAMMA





Qualche giorno fa, la mia amica Sonia, ha dato alla luce una splendida bambina:Serena. Non ho dubbi, sarà un’ottima madre. Ha dolcezza e intelligenza da vendere e quando l’ho sentita al telefono, prima del parto, aveva un’aurea di ottimismo e gioia, da contagiare chiunque.

E come ogni volta che apprendo la notizia di una nascita, vado a ritroso nel tempo e mi guardo un po’ indietro. E avrei voluto fare tante cose e non farne altre.

Per dirne una avrei voluto annunciare ad Andrea che aspettavo Alice, nascondendogli un ciuccio sotto il piatto come nei film romantici. Invece, dopo che hai perso il primo figlio proprio il giorno dell’anniversario di nozze,magari scegli un tenero abbraccio in silenzio con il test positivo strinto in mano.Così,tanto per scaramanzia.

Avrei voluto godermi i primi mesi senza avere la paura che succedesse di nuovo. Poi un giorno mi sono guardata allo specchio e ho detto “Sento che questa volta sarà diverso" Infatti.

Avrei voluto non cadere dalle scale all’ottavo mese di gravidanza quando ero quasi lì lì e poteva succedere di tutto. Ma il medico, sulle prime allarmato, mi tranquillizzò “E’ andata bene, la bimba è ancora bene attaccata”. Mi toccai la pancia e in quel momento battei un cinque virtuale ad Alice.Stando così ancorata nonostante i dodici scalini fatti a rotta di collo, era come se mi avesse detto "Tranquilla mamma, io non ti lascio"

Avrei voluto abbracciare mio padre quando l‘ho visto piangere davanti alla sala parto. Invece l’ho salutato con la mano come quando avevo cinque anni.In quel momento,in cui diventavo grande, son tornata bambina.

Avrei voluto piangere come tutte quando me l’hanno posata in grembo la prima volta.Quei pianti come si vedono in televisione e come ti raccontano le amiche.Io che piango su tutto, mi ero sempre immaginata di fare un lago. Invece non è successo.Sono rimasta letteralmente senza parole, col cuore gonfio, persa nel suo faccino e con i miei occhi che le dicevano “Finalmente ti posso abbracciare”

Avrei voluto che Andrea trovasse al suo ritorno una donna quantomeno in ordine, e non un fantasma assonnato,scarruffato e ancora in pigiama. Ma non avrei voluto un uomo che non fosse lui, che mi ha fatto sentire bellissima e all’altezza del mio nuovo ruolo.

Avrei voluto allattare mia figlia senza sentirmi inadeguata come madre. Non solo non è uscita una goccia di latte, ma il mio seno si è ribellato riempiendosi di piaghe.

Avrei voluto dare una testata a quella stronza che nella nursery mi disse “Se non la allatti il vostro rapporto sarà meno profondo”.Manco spreco due righe in più per dirle quanto si è sbagliata.

Avrei voluto non sentirmi in colpa quando la lasciavamo ai miei per poter dormire giusto quelle sei ore di fila. Invece mi ci sentivo, anche se in quelle ore mi ero riposata e sentivo di averne bisogno.Eccome.

Avrei voluto dire a mamma quanto è stata preziosa in questi anni,e quanto nei miei gesti c'è tanto di lei.Ma non le dico mai niente, perchè so che ne è consapevole,ma magari le farebbe piacere.

Avrei voluto sentirmi subito pronta ed efficiente, e non spaventata e soprattutto stanca. I primi tre mesi non sapevo dove manco fosse Simona. Ho scoperto più tardi che era stata fagocitata da Alice, per plasmarla, modellarla e farne una persona migliore.

Avrei voluto dire grazie mille a tutte le persone che mi hanno sempre detto “Sei un’ottima madre”, invece non lo faccio mai, perché fa parte di me e non mi sforzo di essere la migliore.

Avrei voluto essere con lei, per farle una linguaccia, quando a scuola le hanno chiesto “Dimmi un aggettivo per descrivere la tua mamma” e lei ha risposto “Divertente”.

Avrei voluto non piangere alla prima recita all’asilo. Niente di strano se non fosse che, vedendo me, si è messa a piangere pure lei. E non ha più seguito un passo di tutta la recita.

Avrei voluto evitare di andare nel panico la prima volta che si è ammalata, la prima volta che si è ferita seriamente, la prima volta al pronto soccorso. Ho capito che per gestire la situazione dovevo imparare a gestire le mie emozioni. Ma ce l’ho fatta, sono una che apprende in fretta, soprattutto se è per dare sicurezza e serenità al proprio figlio.

Avrei voluto non portarla nel lettone quando non dormiva, per non farle prendere questa bruttissima abitudine. Avrei voluto lasciarla nel suo letto e magari ripetere la fiaba per altre venti volte fino a che non si riaddormentava. Ma non ce l'abbiamo fatta. Mi rendo conto che sono gesti di salvataggio per salvaguardare la nostra salute psichica e fisica, che in un anno e mezzo di notti in bianco rischiava di andare a farsi benedire. Ma Alice adesso, anche se dorme da sola, ha difficoltà ad addormentarsi se non ha vicino qualcuno.Avrei voluto che si bastasse, ma così non è.

Avrei voluto farlo prima un figlio. E’ ovvio che mi ha cambiato in meglio.Un figlio ti fa spostare l’attenzione che riversi su te stessa, e impari ad esserci, sempre. Diventi grande e cresci. Io l’ho fatto insieme a lei.Noi, lo abbiamo fatto insieme a lei.

Avrei voluto dedicare qualcosa di speciale a Sonia, ma temo di non esserci riuscita.

E avrei voluto scrivere un altro post, ma stamani mi è uscito così.


sabato 23 gennaio 2010

GIOCHIAMO?


Ho trovato queste domandine su Internet, e secondo voi non cedo?

Se fossi:

Se fossi un mese sarei: Marzo
Se fossi un giorno della settimana sarei:
il Mercoledì!
Se fossi un orario del giorno sarei:
Mezzogiorno
Se fossi un pianeta sarei:
Saturno(possibilmente a favore.Grazie)
Se fossi un animale sarei:
una Topa! (che domande!)
Se fossi una direzione sarei:
direzione? Vorrei essere quella giusta.
Se fossi un articolo di arredamento sarei:
uno scrittoio
Se fossi un peccato sarei:
la gola.
Se fossi un personaggio storico sarei:
Calamity Jane. Sono solita sparare a chi entra nella mia proprietà.
Se fossi un liquido sarei:
l’acqua.
Se fossi un albero sarei:
Un pesco.
Se fossi un uccello sarei: Un passero, anzi u
na passera. Scopaiola.
Se fossi un arnese sarei:
Una chiave inglese.Yes!
Se fossi un fiore sarei:
un girasole. Se va bene,sennò mi gira qualcos’altro.
Se fossi un evento atmosferico sarei:
il vento. A volte fa danni.
Se fossi una creatura mitologica sarei:
un folletto.
Se fossi uno strumento:
l’Oca-rina.
Se fossi un colore sarei:
Giallo.
Se fossi un'emozione sarei:
una risata.
Se fossi una verdura sarei:
Una zucchina. Perché da giovane ero un fiore!
Se fossi un suono sarei:
UHAHHUHAHHUHAAHHHAAAA!!
Se fossi una macchina sarei:
una Jeep 4x4. Sedici.
Se fossi una canzone sarei :
Acqua e sale. (la prima da bere, il secondo da togliere)
Se fossi un film sarei:
00Tette Missione Goldfinger (Fingi per favore che abbia una sesta)
Se fossi un libro sarei:
Memorie di un pazzo.
Se fossi un cibo sarei:
la pizza una stagione.L'estate.
Se fossi una città sarei:
Parigi.
Se fossi un materiale sarei:
Qualsiasi materiale duro. Di comprendonio.
Se fossi un sapore sarei:
Frizzante. E’ un sapore?
Se fossi un profumo sarei:
Fruttato.
Se fossi una parola sarei:
Attopata.
Se fossi un oggetto sarei:
Una penna.
Se fossi una parte del corpo sarei:
le mani.
Se fossi un'espressione del viso sarei:Un sorriso.
Se fossi una materia scolastica sarei:
l’Italiano.Bella battuta, vero?
Se fossi il personaggio di un cartone animato sarei:
Ciuchino.
Se fossi una forma sarei:
In forma strepitosa!Fammi finire la palestra poi vedi.
Se fossi un numero sarei: Tre (che non è il numero perfetto, ma il numero dei miei neuroni)

Adesso tocca a voi. Copiate-incollate le domande e a voi le risposte.

Azz!Tra le domande non c'è 'Se fossi un difetto'.Sarebbe:troppa curiosità.

mercoledì 20 gennaio 2010

FAI FITNESS? NO,FACCIO LA FIT-FESS(A)

Non vedevo l’ora di avere due minuti del mio mercoledì per raccontarvi una cosa, anzi condividere, al solito, per non sentirmi l’unica incapace al mondo. Partiamo da lontano però.

Qualche tempo fa, durante un banale controllo, salta fuori che ho la pressione arteriosa un po’ alta. Niente di sconvolgente, non è che rischio di esplodere da un momento all’altro, ma diciamo che supero un po’ il limite di velocità. Lasciando perdere i vari consigli e suggerimenti come:

sarà il ciclo

sarà il tempo

sarà che hai mangiato 3 etti di prosciutto

sarà che quest’anno è l’anno dei pesci e te sei ariete quindi rosichi

sarà che Giove è entrato in Saturno

sarà che non ci sono più le mezze stagioni,

porto tutto il pappiè di analisi al mio medico curante (nonché specialista in cardiologia e medicina dello sport. Praticamente un medico in scarpe da ginnastica).

“Mmmh….” E a me quando il dottore mi dice Mmm… sapeste che rabbia.

“Che c’è? Vabbè è un po’ altina,ma in casa mia a partire dalla bisnonna, tutti soffrono di ipertensione, i miei familiari ingurgitano pasticche come fossero Smarties, mamma e babbo, quando si annoiano se le lanciano a vicenda in bocca superando il cerchio di fuoco, può essere familiarità, no?” Della serie:che ci posso fare se la sfiga mi perseguita, non è colpa mia.

“Può essere…ma sei giovane e va abbassata, è pericoloso, non sottovalutiamo questa cosa”

Ha detto che sono giovane? Oddio sì, sono troppo giovane!

“Hai capito?”

“Eh? Sì, certo.”

“Vorrei evitare di darti una terapia, ha comunque degli effetti collaterali, hai un fisico forte e sei intelligente, capisci bene che se ti ci metti…”

Fisico forte? Intelligente? Oddio sì!Sono splendida! Altro che veline! Sono fantastica!

“…mi stai seguendo?”

“Eh? Certo.”

“Da domani limitare il sale in tavola”

“Noooooooooo, a me mi piace la focaccia salatissimaaaaa”

“Una domanda:ma te bevi?”

“Uè!Calma con le parole!Vabbè c’ho la pressione un po’ alta ma non sono così disperata da attaccarmi alla bottiglia!”

“L’acqua. Via, Simona, smetti di scherzare su queste cose. Devi bere almeno due litri di acqua al giorno”

Piuttosto mi uccido.

“E terzo, devi fare attività fisica”

“Ma vado a fare footing!”

“Infatti mi ricordavo.Ma dimmi la verità, quante volte ci vai?”

…………………………trallallà……

…………………………….ambarabà ciccì e coccò….

……?.............................?.................la lalla lààà trullallero….

“Simona?”

“Vabbè ultimamente ho un po’ tralasciato, ma fa un freddo porco!E poi correre tra i campi mi ha stufato, mi rincorrono i cani, e poi….piove!Ecco piove. E poi…a volte nevica!Ecco sì. E poi….”

Okay, mi sembra superfluo confessare che ci vado una volta al mese, però cazzo siamo in gennaio.

“Simona,sono tanti anni che ti seguo.Ma ti ricordi come stavi bene quando giocavi a pallavolo?”

Gli devo ricordare che avevo vent’anni? Non vorrà che vada a correre tutti i giorni! Oddio no, mi vedo già a correre tra i campi con la tuta da sci e i mombut , con una coperta arrotolata sul braccio per proteggermi dai morsi dei cani come gli addestratori.Alla Rocky, sotto la neve, con un pezzo di bue sulla spalla, col berretto di lana nero e ripetermi ossessivamente “non fa male, non fa male” a fare di corsa una scalinata e arrivare in cima esultando a braccia aperte (devo subito telefonare al comune per farmi costruire una scalinata lungo il mio tragitto).

Fino a che il mio medico in scarpe da ginnastica se ne esce con un “Perché non ti iscrivi in palestra?”

UOZ??? (What’s per chi sa l’inglese) Palestra?

Ma non sono una tipa da palestra. Cioè, non fa per me. A dire la verità non lo so, ma ho paura di annoiarmi.

“Cercati un corso che ti diverta, ci vuole attività aerobica minimo tre volte a settimana, movimento, dieta con poco sale e bere acqua. Ti conosco Simona, ce la fai alla grande. Leviamoci questa cosa senza prendere medicine.”

Ecco dove volevo arrivare. Mi sono iscritta in palestra e lunedì ho fatto la prima lezione. E ho fatto anche una stra-grande figura di merda.

Lunedì in base all’orario ho scelto una cosa che si chiama AERO-STEP. Ho pensato “Facciamo lo step. A salire su uno sgabellino son bravi tutti. Sento che ce la posso fare”

Arrivo in palestra e onestamente (qui lo dico e qui lo nego) mi è piaciuta subito. E’ piccola, familiare, con tutto il parquet in terra, un grande specchio e la sbarra se tante volte ti vuoi improvvisare Barbie Lago dei Cigni. Si presenta a me subito l’insegnante che manco a dirlo c’ha un fisico uguale a Jamie Lee Curtis quando zampettava con gli scaldamuscoli. Alta, magra e tonica, ed è per questo che per noi oggi sarà: The Body.

“Ciao!E’ la prima volta vero?”

“Sì appunto, dicevo…aerobica, giusto?” Son già disconnessa e non abbiamo ancora iniziato.

“Sì, la faccio io”

“Ecco…devo dirti la verità, perché la verità sta alla base di ogni buon rapporto” Che minchia sto dicendo?

Lei onestamente c’ha sul viso un’espressione che dice “Ho fatto qualcosa di male per meritarmi questa?”

“Io non sono molto coordinata. Diciamo che ho la coordinazione di un bradipo morto. Che son più statica di un comodino.Che…”

Lei alza la mano “Non c’è problema. Stai tranquilla. Nessuno è scoordinato, è solo questione di allenamento. Vatti a cambiare che cominciamo subito”

Esco dallo spogliatoio e lei e le altre ragazze stanno già zampettando al ritmo di una musica.Un misto tra house-rock-punk-pop-art-funky e tranky. E si comincia già male, molto male. Davanti a me The Body, con un fisico che farebbe sbavare anche Malgioglio e Alan Sorrenti,e intorno a me ragazze di vent’anni, belle e fresche come petunie a maggio, e che sembrano prossime al provino di Amici di Maria de Filippi. Sembro la loro madre.

The Body mi invita a iniziare il riscaldamento di aerobica. “Segui i miei movimenti.Suuuuuu a destraaaaaaaaaaaaaaaa. E uno! E due!”

Destra? Ok destr….oddio ma è già a sinistra! E un attimo perdio! Sinistra…

“Suuuuuuuuuuu edddaiii e uno! E due! Passo doppio e viaaaaaaa!!!!Su tutti a destraaaaaaaaaa e viaaaaaaaaaaa!!!!!”

Destra…sinistra….mi pare di essere un vigile. Non ci sto capendo un cazzo. Tutti vanno a destra e io a sinistra. Nello specchio mi vedo riflessa e mi faccio pena per conto mio. Mi sparerei, come nella caccia al tordo. Lo specchio mi rimanda l’immagine di una donna che si muove come le mummie dei cartoni animati. Dio, come sono ridicola!Ma non si può mettere una tenda davanti a ‘sto specchio?

“Suuuuuuuu avanti e indietro, passo di mamboooooooo!!!!Eddai via così, ritmoooooo, avanti!Indietro! Evvai passo mambo!”

Anf pant…passo mambo? Ecchevordì? Oddio mi son già persa, quando tutti sono indietro io son sempre avanti, ho perso il ritmo!Ma poi mi sorge il dubbio che non ce l’ho mai avuto.

“A destraaaaa passo doppio mambo piroetta giroooooooooooooo!!!!”

Piroetta? Devo girare? Ommioddio!Non ci sto capendo un cazzo, tutte fanno le piroette e i giri manco fossero le sorelle gemelle di Roberto Bolle. A me sembra di essere Holly Hobbie strafatta di coca in cerca di farfalle in un campo fiorito. Faccio piroette e giro su me stessa a cazzo di cane e vago per la palestra senza una meta. Mi ci manca il retino in mano e sono a posto. A forza di piroettare (mentre gli altri erano già al passo successivo) manca poco mi pianto in un pilone.

Anf…pant…però che fatica! Rientro nel gruppo e cerco di seguire The Body che mi mima “Non stai andando male”. Infatti. Sto andando malissimo.

“Gamba destraaaaaa passo incrociatoooooooo evvai suuuuuuuuu, girareeeeee forzaaaaaaaa, passo mambooooooo e viaaaaaa!!!!

Anf…pant…anf…cosa ha detto? Gamba destra? Sì okay….allora…la metto qui… e poi di là…Io dico che il povero Don Lurio si rigira nella tomba. Ho la velocità e la prontezza di una lumaca immersa in otto litri di camomilla, mentre tutti gli altri sono, lasciatemelo dire, bellissimi.Vanno via come il vento, okay sono più allenati, lo fanno da settembre, però è bello a vedersi. E realizzo che non ce la farò mai. Però sono qui per sudare, buttar giù la pressione e possibilmente divertirmi E’ ovvio che gli altri, guardandomi, si divertono più di me, ma è solo un dettaglio… oddio che ha detto?Coreografia? Ma se non so mettere due movimenti in fila, come faccio a fare una coreografia?

“E uno-due-tre-quattro!viaaaaaaa!!!!A destra-piroetta-braccio destro suuuuuuu!!!!mezzo giro, mambooooo!!Lancio gamba, giùùùù!!!!”

Tutto senza fermarsi un nanosecondo. Io che ho bisogno di prendere appunti anche per accendere la lavastoviglie. Non mi ricordo un cazzo di qui a lì e questa mi fa 87 passi ogni 5 secondi.

Però non mi posso fermare, mi ci vuole attività aerobica, devo sudare e soprattutto muovermi.

E allora ho emulato Liv Tyler nel film di Bertolucci. Io ballo da sola. Che problema c’è.Tutti a destra? Vengo anch’io, ma ci vengo come se stessi passeggiando nel Corso. Andate avanti? Piacere. Ci vengo carponi, è uguale? Fate un passo di mambo? E io lo faccio di mazurca alla Raoul Casadei, va bene? Via, che male c’è? Vi tengo compagnia, voi non badate a me. Sembravo un disturbatore folle nel gruppo di Chorus Line. Ho fatto dei movimenti a caso,un’idiota ‘mbriaca in calzamaglia. Non ho fatto ‘La morte del cigno’, ho fatto ‘L’agonia del cigno’. Tutto un movimento inconsulto e spasmodico alla rinfusa, il cigno che è in me è in fin di vita, è più di là che di qua.

The Body all’improvviso grida “Stoooopppppppppp!!!Respirate”

Respirate? Penso di non aver fatto altro in tutta la sera. Non ho fatto una beata mazza di quello che ha chiesto. Ci ha fatto prendere i tappetini per la parte ‘tonificante’ e non vedo lei cosa deve tonificare visto che ha degli addominali che sembra Raffaello,non mio cugino, ma la tartaruga Ninja. Qui ad essere sincera ho avuto una piccola rivincita sulle giovincelle di Maria de Filippi. E’ uscito il mulo da soma che c’è in me e in addominali e glutei ho fatto la mia figura. Ovviamente di merda, ma diciamo che è andata molto meglio. Ho fatto la ganza e ho stretto i denti, perché, cazzo, qualcosa dovevo saper fare, ma sono due giorni che son tutta un dolore. Stasera mi ritocca e provo la lezione di Total Body, un altro corso. Perché come mi ha detto l’insegnante, devo prima provare tutti i corsi per vedere quello che fa per me. Più che altro quello che mi riesce meglio.

Ed ora, dolorante ma contenta, visto che è mercoledì, mi riposo e sto qui. Perché ci sarà qualcuno che come me avrà fatto ‘ste figure, o no? O siete tutti figli di Heather Parisi? No, perché basta dirlo.

Una richiesta:se tra di voi c’è un’insegnante di ginnastica, mi dice per favore che sono stata brava?

Ho bisogno di sentirmelo dire, ma tanto tanto.



sabato 16 gennaio 2010

CHI SEMINA SEGRETI...RACCOGLIE!

Attenzione. Il contenuto di questo post, può suscitare in persone deboli di cuore, un’emozione e una sorpresa pericolose alla salute.

Ho una notizia da darvi: faccio una raccolta!!! Che sorpresona eh?Dite la verità, non ve l’aspettavate. Sì, sì, aspetto due minuti, vi do il tempo di accasciarvi sulla sedia, sventolarvi con l’ultimo numero di Topolino e prendere un bicchier d’acqua. Come dite? Non era una sorpresa?

Accipicchia!Ci tenevo a sorprendervi!E' che non riesco a tenermi un segreto, ma più che altro non riesco a non condividere le cose, e infatti dopo l’idea partorita dalla mente fervida di Pagnottella, è partito tutto un tramestio che non so manco da che parte comincià. L’idea mi è piaciuta subito, il fatto di raccogliere tutti insieme i nostri segreti e le nostre esperienze, mi garba troppo. E visto come avete partecipato al post precedente, presumo sia piaciuto anche a voi. Io mi son divertita da morì. E quindi, sotto la guida del mio Tutor Cepu, ho deciso di provare.

Pensate che sia stato facile per me? Son tre giorni che ho mal di testa, fate voi. Pagnottella, figlia segreta di Bill Gates e informata che manco un tecnico della Nasa, mi indica i passaggi:

“Vai alla pagina, clicca col tasto destro, poi passa sopra, tasto sinistro, clicca il logo, vai su layout, riclicca a destra, vai alla pagina, metti l’indirizzo, riclicca qua, metti là, fai una giravolta, falla ‘nartra vorta…” e intanto la mia espressione era questa:






Per il bloggers che vorranno partecipare, è tutto più immediato, ma mi piacerebbe (visto che qui con me ci sono delle fantastiche persone che non hanno un blog, ma che mi hanno accompagnato per mano in questa pazza avventura del blog, come Pica, Chicca,Cate, Sary, Miriam e tutti gli altri miei ragazzi) che partecipassero anche chi non ha un blog, chi mi legge e non commenta, chi ha voglia di condividere due segretucci, farsi due risate e…insomma è aperto a tutti. Chi non ha un blog può mandarmi tutto via e-mail che poi ci penso io a pubblicarlo e metterlo nella raccolta.

Può essere qualsiasi tipo di segreto e così su due piedi (numero 39) mi viene in mente che potremmo sentirne delle belle dalle bloggers che parlano di cucina e magari scopriremo che prima di imparare a cucinare hanno bruciato chessò la frittata di patate o magari ci svelano che per far gonfiare i dolci li riempiono di elio…

Questo è il logo* della raccolta 'I segreti di Pulcinella' con tanto di Topa…emh..Topolina.Perché questo titolo? Ci sembrava azzeccato, soprattutto perché è un idiotismo (e se lo faccio io cosa poteva essere sennò?) e poi perché è un finto segreto, qualcosa che già qualcuno sa, insomma si spiattella il giusto...ma chi volesse saperne di più ecco qua.

Le regole sono sempre le stesse:






1) Postare un vostro segretuccio, o più d’uno, (Sappiate che più ne mettete meglio è, ma poi presumo che dovrete correre dal parroco del vostro paese).


2) Salvare la foto del logo del concorso che trovate qui, postarla nel proprio blog con il link a questa pagina,se volete potete metterla anche nella layout, ma non è mica obbligatorio.(sicuramente avete capito. Io no, ma sono fiduciosa.Andiamo avanti)


3) Lasciate il link del vostro segretuccio come commento a questa pagina (così poi io arrivo, lo prendo e lo metto nella cartelletta.Cartelletta?No, dai li metto qua sotto man mano)


Ma poteva finire qui? Certo che no! Ormai lanciatissima grazie al mio embolo impazzito, vi comunico che ci saranno dei vincitori (che proclamerete voi stessi attraverso una votazione.Il Grande Fratello ci fa una pippa)

Verrà premiato:

-il segreto culinario più interessante

-il segreto più simpatico

-il segreto baby (che non è un piccolo segreto, ma riguarda voi quando eravate bambini)

La raccolta termina il 31 Marzo e (come canta Celentano) c’è sempre un motivo.

E’ il giorno del mio compleanno e invece di ricevere il regalo, sono io che lo faccio a voi, spedendo ai tre vincitori qualcosa fatto con le mie mani (Rossella per favore non ridere).

Nel frattempo ho sequestrato Giovanni Muciaccia.

L’idea di fare qualcosa con Voi mi entusiasma una cifra.

Voi che dite? Ce la farò?

Un Grazie anticipato a chi vorrà partecipare a questa iniziativa (sembra il discorso del direttore della Pam per la raccolta dei generi alimentari) e se non siete come Bea che la notte le porta consiglio, e avete già esaurito i vostri segreti, col vostro permesso li posso estrapolare dai commenti pervenuti nel post precedente.

Per ora vi saluto e vado a prendere un Aulin perchè mi sembra di averci il cervello più grosso della scatola cranica come i doberman.

Piesse:mercoledì è stato così bello che mi è frullata in testa un'altra idea...

Piesse 2 la vendetta:*Il logo è stato creato da Pagnottella.E lei ha creato un mostro.

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(Avvertiamo la gentile clientela che i segreti dei 'non blogger' verranno pubblicati su questa pagina per mancanza di link.I blogger, è ovvio, avranno il link che rimanderà al proprio blog col segretuccio.)

Stanno partecipando alla raccolta:

1)I segreti di Chicca:

-Una volta ho assaggiato una caccolina(ora solo al pensiero mi sento male)

-Sono stata bocciata per ben 2 volte all'esame teorico per la patente(alla fine l'ho presa al cepu)

-Mi lavavo un piede solo al giorno.

-Picchiavo mia sorella di mezzo e appena la vedevo piangere,mi sputavo nelle mani e mi appiccicavo gli sputi sotto gli occhi e correvo da mia madre e raccontavo che ero stata picchiata da mia sorella,così lei prendeva doppia rata di botte!

-All'asilo saltavo quotidianamente sulla pancia di una bimba finchè non mi dava la sua merenda(poi mi hanno mandata via per questo...)

2)Qui il segreto di Erica.

3)I segreti di Cate:

- da piccola odiavo dover condividere le tic-tac con i miei compagni delle elementari e così le ciucciavo tutte e le rimettevo nella scatoletta. Poi le offrivo più volentieri :-)
- anch'io uso i reggiseni rinforzati, in memoria del mio seno tg 3, che ci ha lasciati soli dopo l'allattamento;
- ho paura di guidare se in auto con me c'è un passeggero...
- quand'ero piccola costringevo la mia sorellina (amica, ma è come fossimo sorelle) a recitare con me il rosario. di nascosto sotto una coperta (oddio, mi spavento da sola di questa mia rivelazione!!)

da piccola improvvisavo con pezzettini di stoffa avanzati dalle creazioni della mia mamma (faceva la sarta) dei vestitini per le barbie. Li pinzavo con la cucitrice ed erano una schifezza (e lo sapevo bene), ma li facevo poco prima che una mia amichetta venisse a giocare a casa mia e la convincevo sempre che erano bellissimi e li scambiavo con i suoi (originali e perfetti)!!

- sono insieme a mio marito da 12 anni, ma fino a qualche anno fa (prima della convivenza) non sapeva che di notte portavo l'apparecchio mobile per i denti! Gliel'ho sempre nascosto perchè mi vergognavo!!

Così di notte dormo con i tappi nelle orecchie (perchè lui russa) e con l'apparecchio ai denti! e d'estate se entra in camera della luce metto pure una mascherina per gli occhi!! praticamente contro ogni tentazione!!!

4) I segreti di Veronica

-Da piccola mi sono infilata una ruota di un comioncino delle sorpresine Kinder da montare in una narice...non ricordo se dx o sx...credo sia poco significativo..(o magari per questo non rientro nelle regole del concorso??!!).in poche parole avendo capito alla perfezione le istruzioni per montare il camioncino il posto per la quarta ruota era esattamente nel mio naso...ebbene si dopo questa manovra la ruota rimase dentro il mio naso per mesi e mesi..era il mio sogreto, solo il mio..i miei videro che dal niente iniziai a respirare a male...è come se respirassi con una sola narice...ma dai!!!!...dal dottore per un controllino???...ma no...mia madre mi stressava con questo "soffia bene il nasino"...brava davvero con queste richieste... con questa rotellina dentro!!!...poi dopo davvero tanto tempo, non la sentivo neanche più io con il mio ditino da quanto era salita in alto,usci per miracolo..

5) Qui i segreti di Chiara

6 )I segreti di Sary:

- a 6 anni HO RUBATO. ero al supermercato con mia madre e le avevo chiesto se potevo prendere un MARS. Lei mi disse di no perchè era quasi ora di cena, così io lo presi e lo misi in tasca con nonchalance. Un anno dopo, alla prima confessione lo dissi al prete. Fu l'unica volta che rubai qualcosa e mi sentivo già dannata.
- a 7 anni, insieme alle mie amiche, mangiavo il gelato mischiato con la terra del giardino perchè così durava di più;
- a 17 anni durante una serata di sincere confidenze con una mia amica, mi sono inventata di sana pianta il mio primo bacio, che non era ancora avvenuto perché mi sentivo “fuori tempo”;
- il mio pigiama preferito ha 15 anni, è di flanella e ha un buco che non cucio perché sono affezionata anche a quello;
- sono dipendente dal pane;
- quando guardo Grey’s anatomy piango come una fontana con tanto di singhiozzi e il mio ragazzo ormai fa finta di nulla;
- un sacco di volte invece di andare a nuoto, sono andata a fare compere autoconvincendomi che ero a nuoto.

- per attirare l’attenzione un ragazzo di cui a 19 ero pazzamente innamorata (e che non mi filava di striscio), ho mandato un sms fingendo poi di aver sbagliato destinatario pur che mi rispondesse qualcosa, anche solo “ok”.

Infatti mi rispose “ok”.

7)I segreti di Paola:

- da piccola, mia madre mi dava in mano dei cataloghi da sfogliare x farmi star tranquilla, io infatti ne mangiavo le pagine...
- da piccola ho "assaggiato" un bicchiere di plastica e la mia madrina, dopo avermi fatto sputazzare bene il tutto, si è messa ad incollare i pezzettini con lo scotch x paura che avessi ingoiato q.cosa...
- ho dormito con la "barriera" (quei ferri x non cadere dal letto) fino a grandicella, dopo che mia madre mi aveva trovato una volta a dormire con il corpo sul letto e la testa sul tappeto...
- parlo (o almeno, parlavo) nel sonno, a volte solo sfarfugliate senza senso, altre discorsi veri e propri...tant'è che ai tempi, la mi mamma, entrava in camera e mi diceva "...cosa?", e io iniziavo a blaterare...finché una notte non ho urlato (sempre nel sonno!) una bella parolaccia...e non mi ha più interrogata!!
- da adolescente spendevo la paghetta in un ristorante accanto alla stazione, il sabato pomeriggio, solo per vedere un ragazzetto scendere dal treno e salire sull'auto del papà (mi sto ancora auto-flagellando x punizione!)
- Questa la pika già la sa...alla tenera età di 30 anni, cioè l'anno scorso, ho incontrato il mio calciatore preferito in un autosilo e l'ho pedinato in auto x scoprire dove abitava...peccato che si è fermato in un ristorante!!!!! (ma da buon sherlock holmes l'ho scoperto lo stesso...tiè!)

8) I segreti di Miriam

-Anni fa, ho dato sonoramente dello STRONZO, al padre del mio ragazzo per telefono, non sapendo che era suo padre. Lo avevo preso per il mio ragazzo, che mi faceva sempre degli scherzi camuffando la voce.
E il bello è che prima di allora, non avevo mai neanche conosciuto ( ancora ) i suoi genitori.
Figura di merda!
-Quest'estate, in vacanza vedo in un negozio di souvenir, chincaglierie giapponesi varie, e la Tour Eiffel.
E, rivolgendomi alla mia amica con tono saccente, le dico:" ma che buffonata! vendere in un negozio giapponese il modellino della Tour Eiffel. Uno se lo va a comprare a Parigi no? Che vergogna! Questi giapponesi sono proprio caduti in basso" e la mia amica mi guarda compassionevole e dice:" amica, questa è la torre di Tokyo! Andiamo a visitarla domani".
Altra figura di merda!
-Quando vado al cinema, l'amica di cui sopra, deve scegliere sempre il film che fa per me, perchè mi viene l'ansia pure con Sherlok Holmes.
E' rimasto poco da vedere, in effetti. Film d'animazione, commediucce romantiche, film d'animazione.......
Una volta ho voluto vedere a tutti i costi "Il Sesto Senso".
Comodamente a casa mia, l'ho guardato più o meno così:
Mandavo avanti le scene per sapere cosa mi aspettava, poi tornavo indietro, e le rivedevo ma senz'audio, perchè pure la musica mi faceva fare la cacca sotto!
Eeh....lo so....sò psicolabile....lo so!

9) Qui i segreti di Bea.

mercoledì 13 gennaio 2010

TOP(A) SECRET



Io c’ho dei segreti.Tutti abbiamo dei segreti. Segretucci, toh!Dal momento che li svelerò non saranno più tali, ma quando ho aperto questo blog mi son ripromessa di essere sincera e di non avere segreti per voi. Ora li vado ad elencare e così facendo mi alleggerisco un po’ la coscienza, farà sì che mi conosciate meglio e magari potete dire tra voi e voi “Chi me lo fa fare di leggere ‘sta pazza?”

Partiamo:

-Non sono mai stata sulla torre di Pisa.

Ebbene sì, sono stata sulla Torre di Londra, sulla Torre Eiffel e sulle Torri Gemelle. Di Mirabilandia. Ma sulla torre di Pisa no. Sarà perché ce l’ho sotto il naso, sarà per tutti quegli scalini, sarà perché soffro di vertigini, o sarà semplicemente perchè il biglietto costa uno stonfo e mi dico sempre “Sì vabbè, poi c’andiamo”

-Circa 9 anni fa mi sono fatta bionda.

Stavo così bene che la mì mamma mi disse “Mi garberebbe prenderti a randellate, sfarti per poi rifarti. Possibilmente come prima”

Stavo così bene che Andrea entrava in casa e chiedeva “Scusi, ha visto per caso mia moglie?”

Stavo così bene che Alice ogni volta che la prendevo in braccio strillava in bambinesco "Ommioddio!!Orrore!!Ridatemi mia madreeeee!!!"

Non ero proprio bionda bionda (alla Marilyn diciamo), avevo tante mèches e non è nemmeno tutta colpa mia. Ero in preda agli ormoni post partum, avevo partorito da tre mesi e mi sembrava ganzissimo cambiare. Oddio, riguardando le foto mi ripeto spesso “Chi cazzo me l’ha fatto fare”, ma ripeto, l’ormone aveva preso il sopravvento e mi ci è voluto l’esorcista per farlo uscire dal mio corpo.

-Piango ad ogni puntata di SoS Tata.

Non c’è verso. Ma non è che mi scende la lacrimuccia di commozione, non è che mi si bagnano gli occhi come quando sbuccio la cipolla. No, piango come se mi avessero appena investito la gatta. Un pianto inconsulto. Da fazzoletto 5 metri per 2. E’ più forte di me. Quando c’è l’addio alla Tata arrivo ad attaccarmi al televisore gemendo un “Noooooo!!!Non te ne andareeeeee!!!!!”

-Leggo Shakespeare.Vabbè questo magari non è un segreto, però magari son riuscita a sorprendervi. Non ho letto tutto tutto, ma qualcosa sì e la cosa sorprendente è che lo capisco!'La dodicesima notte' è quella che preferisco insieme a 'La bisbetica domata'. Chissà perché.

-Riesco a piangere anche guardando “Un medico in famiglia”, “Medicina generale” e “Lillo e Stitch”. Lo so, non si direbbe ma è così.

-Da piccola mangiavo i muri.

Giuro. Mi bagnavo il dito e lo intingevo tra un mattone e l’altro per raccattare la calcina sfatta. Mia madre, sconvolta, mi portò subito dal medico. Oltre al fatto di avere una figlia che mangia i foratelli, due mattoni e qualche metro di muretto,aveva paura che mangia oggi, mangia domani, qua ci casca la casa in capo. Il medico non si sconvolse e disse a mia madre che probabilmente era mancanza di calcio. Ho scoperto più tardi che questa cosa ha un nome specifico:PICA ( e quando l’ho scoperto mi sono piegata dalle risate). Dicono anche che alcuni bambini lo fanno per attirare l’attenzione. Ma non penso. Mi era nato un fratellino da pochi mesi, ma non volevo attirare l’attenzione.No no. Con lui me la gestivo benissimo. Lo picchiavo quando mamma non mi vedeva. E che attenzione dovevo attirare?

-Metto il ripieno nel reggiseno. Come dite? Non è un segreto?

-Alle medie ho preso 3 in inglese. Niente di sconvolgente, vista la mia predisposizione alle lingue. Sconvolta è rimasta la professoressa vedendo come avevo tradotto un articolo su Martin Luter King.Scrissi “Il nostro Re, Martin Lutero…”

-Sempre alle medie però ho preso un 10 in italiano (anche se mi rendo conto che questo non è un segreto) Quella volta hanno letto in tutte le classi un mio tema : “Descrivi un tuo idolo e perché ne sei fan”. Erano gli anni dei Duran Duran, di Madonna, ma io non ero così ‘auanti’. Non ero fan di nessuno, passavo le giornate a raccogliere i pomodori nell’orto e costruire case sugli alberi. Però….però c’era una persona che mi aveva colpito durante i mondiali dell’82, che aveva esultato come nessuno, che vedevo spesso in tivù, che era carismatico, ganzo e sportivo, e che per me era un vero idolo.Il tema che fece scalpore quando avevo 12 anni fu “Sono fan di Sandro Pertini”

-Da piccola ho preso per ben due volte i pidocchi. E come usava negli anni ’80, mi hanno tagliato i miei lunghissimi capelli a maschietto. Metteteci che ero secca, piatta, e pure senza curve e da lì a domande del tipo “Che bel ragazzino!Ma tu sei Marco?” il passo è breve.

-Quando ho fatto la prima comunione l’ostia mi si è appiccicata al palato ed è stata lì infiniti minuti con io che ravanavo con la lingua per toglierla. Ho delle foto dove faccio delle smorfie che manco Jerry Lewis ai tempi d’oro.

-Da piccola ho portato in casa di mia nonna un topo morto. Preso a mani nude nell’orto di nonna. Le donne di casa oltre ad urlare come ossesse mi hanno lavato quasi con la candeggina. Col senno di poi avevo già previsto il mio futuro da Topanova.

-Una volta, per avere le labbra più carnose, ho provato il rossetto al peperoncino. Sembrava avessi un canotto in fiamme al posto della bocca. Che schifo!

-Non sono fatta per la tecnologia.Non so usare il digitale terrestre, Sky , programmare il video registratore, e cambiare le funzioni alla macchina fotografica. E comunque ho grandissimi problemi con qualsiasi aggeggio che abbia tasti e numeri. Pure un citofono. Al momento di prendere in mano i telecomandi il mio cervello si arresta e va in stan-by. Mi blocco manco fossi in preda alla sindrome di Stendhal con tanto di filo di bava che scende dall'angolo della bocca. Se non ci sono in casa Andrea o Alice guardo i programmi dall’ 1 al 6 e torno indietro.

Ne ho altri 250, ma direi che per oggi mi sono sputtanata abbastanza.

Solo una domandina a voi: me lo dite un vostro segretuccio? Per non sentirmi sola, mica per altro...

sabato 9 gennaio 2010

E' ORA DI FINIAMOLA!!!

Ho sempre detto che il mio blog è come casa mia, e come tale va curata e organizzata a modino.Sistemare nei cassetti e anche sistemare le pagine, annaffiare le piante, e approfondire argomenti, finire di stirare i panni, e finire di raccontare delle vacanze. Giust’appunto con il post di oggi finisco cosa ho lasciato a mezzo e cioè il viaggio in Bretagna. Di questo sarà contenta Elisa e magari non sarà contento qualcun altro, ma devo finire questa parte. Questo viaggio per intero lo troverete QUI in‘Turisti per caso’. La cosa più bella di tutto ciò ovviamente sono le fotine…


Partiamo alla volta di Locronan, ma ci fermiamo per strada a visitare la cappella di San Sebastien a Port Launay. E’ situata su un promontorio ed è circondata da alberi e mucche.Sarebbe stato molto romantico se non fosse che un bove sta tentando di montare una vacca. Tutto davanti agli occhi di Alice che innocentemente chiede “Che fanno?”
“Tesoro, guarda bello questo arco corinzio!” Che non so manco che vor dì ma mi garba come suona e comunque pur di farle distogliere gli occhi dall’amplesso bovino ero disposta anche a ballare un merengue sugli scalini del sagrato.

Dopo aver sentito Alice pronunciare “Ah sì! L’amore…” siamo entrati nella piccola cappella. Siamo gli unici visitatori di una cappella sperdutissima di un paesino sconosciuto. Se mi piglia un infarto qui, San Pietro mi vede in meno di tre minuti.Non ci arriverebbe manco un eliambulanza e comunque sia sarebbero distratti dalla copulazione dei due bovini. Quando usciamo, il cielo si è tinto di grigio, ma decidiamo lo stesso di proseguire.

“Ma non pioverà! Eppoi cosa vuoi che sia un po’ di pioggia?”

Come al solito in fatto di meteo non ci prendiamo una mazza e a Locronan ci aspetta un uragano.

Altro che Katrina. Qui c’è lei e pure i suoi fratelli.

Io (donna organizzatissima) tiro fuori dalla mia borsa di Etabeta mantelline e ombrelli e ci avviamo vestiti di giallo alla volta del micro-paesino.Le persone che incontriamo pensano che arriviamo direttamente da Paperopoli.


Locronan è deliziosa. Paesino tutto in pietra e gerani alle finestre che son rigogliosi grazie (fancù!)al clima.

Veniamo rapiti da una vetrina di pasticceria che espone delle meringhe giganti, tutte colorate.Non resistiamo e ne compriamo un pacchetto. Inutile dire che le abbiamo sbriciolate lungo il tragitto stile pollicino.Immaginatevi la scena: tre individui con mantellina gialla, ombrellini da borsa a quadretti e meringhe rosa spiaccicate sui menti.

Dopo aver visitato ‘sto paesino da LEGO e aver contattato personalmente Bertolaso, (il quale mi ha tranquillizzato e mi ha detto che potevamo pure proseguire),decidiamo di fare la costa con una pioggerellina bastarda che non ci abbandona.

Le scogliere tuttavia sono meravigliose anche con questo tempo, forse anche più suggestive.Io per scattare le foto indosso sotto la mantellina pure il berretto, così mi riparo la macchina fotografica.Ora sembra che abbia pure un becco. Nero. Spesso mi sono sporta e ad Andrea la tentazione di buttarmi di sotto è venuta tante volte. Se non lo ha fatto è perché c’erano sempre dei testimoni.

Prima di tornare a casa ( e visto che aveva smesso di piovere) ci fermiamo a visitare le rovine dell’Abbazia di Laundenec.

Prima di entrare Andrea chiede “Ci siamo?”
Io e Alice a turno:

“Ho sete”

“Ho fame”

“Mi scappa la pipì”

“Mi scappa la cacca”

“Ho perso i fazzolettini”

“Prima voglio vestire la Barbie”

“Voglio cambiarmi i calzini”

Riusciamo dopo 20 minuti a entrare e visitare l’abbazia e il museo.Dal ragazzo della cassa ci viene proposta la guida.

“Certo!!” dico io.

“Cosa certo!Parla in francese!”

“Ce l’avete in italiano?Cioè basterebbe una ragazza che parlasse come Corinne Clery, chessò.”

Il ragazzo mi guarda e scuote la testa.

“E ma non c’avete niente, però!”

Con un euro e cinquanta ci siamo dovuti comprare la guida scritta in italiano.

Posticino interessante, caruccio e tenuto bene. Ogni tanto mi aggregavo al gruppo di francesi con la guida e annuivo “Oh uì! Uì!Le parblè! Davver magnific!!”

Qualcuno si girava ma io li rassicuravo “So’ italien, ma capisc il fransuà. Son brav, eh?”

Prima che mi arrestassero per disturbo della quiete pubblica, Andrea mi ha caricato in macchina e mi ha riportato alla nostra casina. All’orizzonte un cielo schiarito e privo di nuvole. Katrina e i suoi fratelli se ne sono andati mormorando “Qui non c’è un cazzo da vedè, e poi pensavamo che le paperelle gialle dal becco nero migrassero al caldo.”

Il giorno dopo partiamo per Quimper.Cittadina molto bellina con tutti, ma proprio tutti, i negozi aperti. Nella piazza centrale è situata una cattedrale singolare: St. Corentin.E’ tutta storta. Praticamente il coro è fuori linea rispetto alla navata. Praticamente è ganza. Praticamente se vuoi fare una foto classica non ti viene nemmeno se preghi sui ceci in aramaico antico. Alla fine tu fai la foto e le persone che la guardano ti chiedono “O che foto di minchia fai?Non ti riesce farla dritta?”

A Quimper mi compro un paio di orecchini troppo sciccosi. Pesano tre etti l’uno.

Proseguiamo verso ovest sulla costa fino a raggiungere Pointe De La Torche.

Dei cartelli ci segnalano una spiaggia e noi non ce la facciamo scappare. Parcheggiamo tra dune di sabbia e cespugli secchi manco fossimo Lorence d’Arabia e consorte in sella a due cammelli. Decidiamo di mangiarci un panozzo prima di andare in spiaggia. Mentre son lì che ingurgito baguette e formaggio francese (che puzza come i miei calzini dopo un’ora di footing sotto al sole d’agosto in compagnia di un bobtail che soffre di aerofagia e l’unico sollievo che ha è sedersi sulle mie scarpe), vedo una miriade di ragazzi con muta e serf. Il vento già dietro le dune è notevole, ma la vista dei surfisti non mi convince. “O che siamo in California? Esagerati! Che onde ci saranno mai dietro le dune?”

Venti minuti dopo cominciamo la camminata verso la spiaggia, oltre le dune. Ogni tanto notiamo qualche cartello “La Torche. Spiaggia per campioni!!” Naturalmente ve l’ho tradotta io.

Dopo aver sgropponato come Laurence d’Arabia e consorte che si sono lasciati sfuggire i cammelli, ed essermi legata Alice al polso a mò di palloncino, finalmente arriviamo in spiaggia.




Quello che abbiamo visto ci ha emozionato tantissimo. Ci saranno stati una settantina di surfisti in groppa alle onde dell’Oceano Atlantico. Onde bianchissime e spumeggianti, che arrivavano su una spiaggia lunghissima piena di ciottoli e conchiglie. Ci siamo seduti sugli scogli ad ammirare questi ragazzi che con un vento a 300 nodi e 19 gradi centigradi scarsi, affrontavano fieri le onde. Io ho pensato che con tutto quel vento avrei potuto asciugare la biancheria di tutta Pisa.

Però è bello fare surf, e quando io penso che una cosa è bella devo provare a farla

“Amò? Lo facciamo anche noi a Pisa?”

Peccato che c‘è sempre qualcuno che smorza i miei entusiasmi “Sì, all’Acquapark! Perché solo finte ce le possiamo avere quelle onde!”

Abbiamo cercato riparo dietro una duna e solo lì siamo riusciti a liberarci della felpina, Alice ha ricostruito due palazzine, un centro commerciale e tre castelli e io guardavo ammirata chi come me se ne stava tranquillamente in spiaggia. I francesi sono forti. Non si preoccupano per niente. Nemmeno che i loro figli facciano il bagno nell’oceano con 19 gradi al sole e 15 all’ombra e con quel vento da far partire anche la parrucca ancorata della Orfei. Se provassi a farlo io a 35 anni, mi verrebbero complicazioni cardio polmonari nel giro di 5 minuti. Garantito al limone.

Dopo aver incamerato iodio per i prssimi 150 anni ed esserci riempiti le mutande a nostra insaputa di sabbia, ci incamminiamo verso Concarneau. E’ una città fortificata situata su un’isoletta nell’estuario del Maras. Ha vicolini stretti e casine e negozi pittoreschi. Siamo entrati in questa cittadina di stradine medievali lasciandoci incantare da un gruppo che cantava nella piazzetta dal vivo, canzoni irlandesi (?)Abbiamo fatto compere e Andrea si è comprato un maglione che fuori è a nido d’ape e quindi sembra fresco, ma dentro è pile e quindi è pesante, è bianco e quindi sembra elegante, ma ha il colletto in jeans e quindi è sportivo. Avete capito qualcosa?Nemmeno io ma gli sta da Dio.Io e Alice lo abbiamo incoronato “Il pisano più bello di Bretagna” col pollice su. Il fatto che a luglio in Bretagna di pisani ce ne siano due in tutto non fa differenza. Io mi sono comprata 2 conchiglie grosse come due tegole di casa mia che non ci sento solo il mare ma anche tutte le piscine della Francia e dintorni. Siamo usciti dalle mura carichi di pacchetti e solo dopo aver fatto la foto con la testa dentro le sagome.Oh allora?Io e Alice non sappiamo resistere.Prima o poi vi metterò tutto il repertorio.A pensarci bene vado in giro solo per quello!



L’indomani visita con pioggerellina allo Chateu de Tonquedec.Quella rinco del navigatore ci fa sbagliare strada due volte ma alla fine riusciamo ad arrivare a questo castello segnalato pure dalla guida.Sicuramente l’autore di quella pagina aveva studiato con CEPU perché di bello lo Chateu aveva ben poco. Rettifico:niente. Ci fanno pagare 5 euro a testa per una chiavica di castello. Tenuto male, mezzo diroccato, con erbacce e muschio da tutte le parti. 5 euro per due muri che stanno su a malapena. Andrea mi ha trattenuto perché ero già partita in quarta per riavere indietro i miei soldi. Spallata a più non posso lascio che Alice e Andrea vadano da soli a visitare l’unica torre rimasta in piedi. A un certo punto sento Andrea che dall’interno della torre dice”Attenta Alice a non scivolar…”SBAM!!

Secondo voi stessa scena di domenica?Manco per il cazzo.Ero straconvinta che mia figlia fosse di nuovo scivolata, ma sento lei che esclama “Babbo!!”

Babbo? Dopo due secondi dalla porticina esce Andrea “OI OI OI!!!” Dietro, i pantaloni sono verdi di muschio, ma quello che mi preoccupa è che lui si regge la mano destra.

“Che hai fatto???”

“E’ cascato sull’ultimo scalino!” dice Alice.

Andrea tra una smorfia e una parolaccia si tocca il dito medio e sentenzia “E’ lussato”

“Lussato???Ommioddioooo!!!!Presto!Alla macchina!Una barella!”

“Simo, ti prego”

“Come ti prego?Hai un dito lussato!Te lo devo tirare?E’ già al posto?Ti faccio una flebo?Un’iniezione? Una tracheotomia?”

Stavo per azionare pure la sirena , è un’emergenza, santoiddio!!

Usciamo da questo (lasciatemelo dire) castello di merda e vista la situazione pure maledetto, e ci dirigiamo alla mia AmbuCorolla pronti all’intervento. Ho tirato fuori dalla borsa frigo le tavolette del ghiaccio e gli ci ho messo dentro il dito medio a mo’ di sandwich , poi gli ho dato subito un antidolorifico e gli ho tamponato con le salviette pure la fronte perché nel frattempo stava sudando e imprecando. Non so cosa stava facendo più copiosamente.

“Amò, è rotto? Fammi un cenno, dimmi che si muove, dimmi che non devi essere operato..”

Lui mi ha alzato il dito medio.

“Grazie!Bel ringraziamento alla tua mogliettina che ti cura…”

“Idiota,è il dito che mi fa male. Ti facevo vedere che un po’ lo muovo”

Che gentleman! “Ah menomale, vuol dire che non è troppo rotto. Se vuoi d’ora in avanti guido io”

“Cosa? Mi daresti il colpo di grazia. Sono monco, ma non pazzo. Ce la faccio, guido io.”

Che uomo! Che coraggio! Com’è impavido!Ecco chi è. C’è pure il castello. Lui è il mio Braveheart! Pur di non farmi guidare ha preso 4 pastiglie per il dolore e si è lasciato fasciare alla meglio con un fazzoletto. Lo volevo steccare usando lo stecchino di un gelato,ma lui ha detto che non era il caso.

Facendo le prove del nove e anche del dodici con il dito malmesso, Andrea ha deciso di proseguire per il nostro giro .Arriviamo all’abbazia di Beauport e qui scatta la ola! E’ il più bel posto di tutti quelli visitati fino ad oggi. Ci hanno fatto pagare 5 euro ma ne meritava pure 10. Ci hanno fornito una guida molto esauriente in italiano, corredata di foto (per la gente dura come me che guarda principalmente le figure).Musica celtica di sottofondo, posto pulito e curato nei minimi particolari. In quel posto siamo riusciti per un attimo anche a dimenticarci del dito (Vabbè, lo ammetto, per me era più facile).Anche ad Alice è piaciuto molto, peccato che ha visitato il tutto con il cappuccio della felpa tirato sulla testa, perché aveva paura che i piccioni le cacassero in capo.

(Mario puoi partire col filmato. Sentite che poesia mia figlia…).


video


La sera, quando siamo rientrati, mi sono messa all’opera ed ho potuto effettuare alla perfezione il mio ruolo di infermiera. Voglio dì, sono o non sono troppo professionale?


E ora invece di tante parole, meglio le foto. In ordine sparso.








Alla prossima puntata!

mercoledì 6 gennaio 2010

I BEFANOTTI VIEN DI NOTTI...











...con le scarpi tutti rotti. No?Non fa così? Vabbè, io l’ho modificata.

Donne!E’ arrivato l’arrotino?Macchè. Son riuscita a fare i befanotti!Strano a dirsi, ma oggi su questa rubrica riuscirò a sorprendervi con un piatto che mi è riuscito. E’ nato tutto dal fatto che Alice son quasi due settimane che è a casa e son quasi due settimane che piove o nevischia. Questo fa sì che la bambina stia assumendo un colorito da far invidia al muschio del presepe e temo che mi si stia anche trasformando in Alicio perché a stare in casa tutto il giorno le son venute due pelotas da non sottovalutare. Quindi cosa c’è di meglio che coinvolgerla in una ricettina proprio per i bambini?Tanto per passare il tempo, diciamo una pausa tra i compiti di italiano, quelli di matematica, un cartone, una partita a Cluedo, una a Indovina chi e quattro salti non in padella ma in salotto con musiche latino americane.


Ingredienti per i befanotti:


-500 gr di farina


-200 gr di zucchero


-200 gr di burro


-2 uova


-1 bustina di vanillina


-codettine colorate (come le chiamate voi?Insomma son quelle palline colorate simili a cacchette di mosca che si son mangiate un kilo di smarties)


-se volete potete sacrificare un altro uovo (poverino) ma prenderne solo l’albume per spennellare i biscotti.


-ingrediente facoltativo:buccia di limone grattugiata, possibilmente senza le dita.



Procedimento:


Mescolate la farina con lo zucchero su un piano da lavoro, fate un buco in mezzo (nella farina, non sul piano) e mettete dentro il burro e le 2 uova e la vanillina. Impastate e dopo un po’ vi verrà fuori una bella pasta. Stendetela con il mattarello (che non è un matto giovane ma un aggeggio di legno che serve alla moglie per aspettare il marito sull’uscio di ritorno dal barrino) e quando l’avrete stesa bene- bene fatene delle formine. Come potete vedere dalle foto è una cosa facilissima che potrebbe fare benissimo anche un bambino. Appunto.


Dopo che avete fatto le formine come al mare, spennellate con un pennellino da cucina (se il biscottino è particolarmente grande potete usare una pennellessa Cinghiale), metteteci le palline colorate, o lo zucchero di granella, o le mandorline triturate. O altrimenti fate come me, che presa da un raptus biscotticida, ho fatto un putpurrì di tutti e tre e l’ho buttati a manciate sui befanotti, con la stessa maestria di un contadino intento a seminare un campo.


Poi adagiateli sulla placca del forno che avrete precedentemente rivestito di carta da forno e infornate a 180° per…non lo so, io come tutte le cose, vado un po’ a occhio e un po’ a senso.

Quando mi sembrano pronti li tolgo. Vi do qualche suggerimento per passare questi minuti:

-tagliarvi le unghie dei piedi


-farvi le sopracciglia per non somigliare a Peo Pericoli


-piazzare tre o quattro mine nelle tane delle formiche che ogni tanto ci ritroviamo in cucina


-contare quante gocce ci vogliono per riempire un bicchier d’acqua


Fatto? I nostri befanotti ora sono pronti per essere mangiati, o regalati o messi in un barattolino per servirli il prossimo anno a vostra suocera. In questo caso consigliere di bagnare i biscotti con tre gocce di arsenico, ma tutto dipende da voi, ma soprattutto dalla resistenza della suocera.


E ora vi mostro fiera la mia foto. A questo punto però mi piacerebbe che le mie blogghine culinarie mi dessero un voto.




Come dite? Se mi son venuti buoni? Maccccerrto! Davvero. Son venuti buonissimi. Dal gusto direi che sembrano tanti piccoli panettini di burro.Infatti ora abbiamo un po’ di sangue che circola nel colesterolo, ma per fortuna la Befana viene una volta l’anno.

Vi lascio con una poesia sublime per il 6 gennaio che mi ha mandato la Pica.

Mi suona vagamente familiare, ma perché probabilmente è stata scritta da un poeta, ma che dico, un genio del romanticismo, parole che io non avrei mai saputo nemmeno immaginare e rime così stupefacenti da far accapponare la pelle.

Vi prego di assaporare cotanta arte e inginocchiarvi al cospetto del genio che mi ha permesso di condividere questa bellezza:


Befane e amiche vere

propongo rito magico o al limite preghiere:

che ci aiuti San Giuseppe

a tenere su le tette

e che Santa Restaurata ci mantenga la facciata

quanto al pio San Valentino

ci rassodi il sederino

e che Santa Rosalia

ci aiutasse a darla via!

se la mandi ad altre 10

sarà un buon 2010!!!


Dopo averlo ricevuto ho tuffato i befanotti nel vin santo. Precisamente in una damigiana.E poi,armata di doni e calze ripiene, son partita a razzo nella notte. Ovviamente so' una befana moderna e troppo auanti,infatti non ero in sella a una scopa,ma a un aspirapolvere.E anche di ultima generazione.

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