Possono essere dette un sacco di cose
all'annuncio di aver pubblicato un libro.
Alcune di queste fanno proprio piacere,
tipo un'amica che:
“Anna...ehm...ho pubblicato un libro”
“Ahahahahahahahahah!!! Ma non dire
cazzate!!!” e mi ha dato una spinta che manca poco finisco nel
cassetto dell'immondizia. Io adoro ste cose, perché se mai ce ne
fosse il bisogno, mi riportano subito coi piedi per terra.
Perché non è che questa cosa io
l'avessi detta ai quattro venti.Seeeee.Del mio progetto ne erano a
conoscenza sì e no sei persone, alcune delle quali per fattori
logistici.Amo l'effetto sorpresa, che vi devo dire. Ora, per esempio,
lo dico.
“Dimmi tuttoooooo!!!” A casa di
mamma hanno la visione di chiamata e lei sa già che sono io, questo
mi scoraggia da farle gli scherzi, mi scoprirebbe subito.
“Come va?”
“Ma come come va? Ci siamo
sentite ieri sera. Bene!”
“Ah, okay”
“Ti senti bene? Ti sento strana”
“C'ho da dirti una cosa...” e ho
immaginato mia madre pensare le seguenti cose:
è incinta di tre gemelli.Mia
figlia è sempre stata un casino con gli ormoni.
Emigra nella sua amata Inghilterra
per fare l'allevatrice di pecore e passerò la mia vecchiaia a
studiare un minimo l'inglese per poter fare bella figura quando andrò a trovarla.
Ha stirato una vecchietta sulle
strisce e cerca un testimone che la scagioni: me.
Ha lasciato un'impronta del ferro
da stiro sulla camicia preferita di Andrea e devo vedere se
nell'armadio ne ho una uguale di mio marito da darle, prima che il
suo se ne accorga.
"Mamma, ho pubblicato un libro"
“Eeeehhhhhh????”
“Ho pubblicato un libro”
“Ho sentito benissimo, non sono
sorda”
“Ah. Bene”
“Che libro?”
No, ma io la amo. Ne ho scritto uno,
perdio!Non dieci.
“Mamma, come che libro. Quel
libro!”
“Ahhhhh queeeeeeello!Pensavo tu ne
avessi scritto un altro...Brava!Bravissima tesoroooo!!Eh, lo dicevo
io. Sì sì.E...potrei averlo, ora che è tutto sistemato?”
“Ehm...per ora è un e-book”
“Un echè?”
“Un e-book, cioè lo devi scaricare
per leggerlo di nuovo, mamma. Questo funziona così. Un libro
digitale”
“Ah. Scaricare. Sì, certo,
digitale.Uno lo compra e lo legge al pc. Mmh, bello. Molto
interessante...”
“Ma hai capito?”
“No. Ma non importa!L'importante è
che capisca tu come funziona, no?” Poi ho cominciato a dirle come
funziona e lei mi zittiva con complimenti (ma quanto è grande
l'amore di una mamma?) continuando a dire “Sì sì,
perfetto...Benissimo!...Ma pensa te!...Fantastico...Figurati se io
non lo compro subito! E che ci vuole!...Senti una cosa...come si
accende il computer di tuo fratello?”
Poi l'ho detto a mia suocera:
“Si ricorda che le parlai di quella
storia...sì ecco, l'ho pubblicato!E' un e-book però. Si acquista su
Amazon e si può leggere sul Kindle”
“Kinder?”
Seee vabbè, ciao Rosa. Avrà pensato
di trovarmi in libreria tra una barretta ai cereali e a un ovetto
bianco e rosso.
E' appena cominciata questa avventura e
già mi sto facendo delle risate. Inutile dire che le mie amiche più
care, le mie comari e chi mi segue (belle de zia Simo!) sono
felicissime per me e qualcuna s'è anche commossa!Sì, okay, avevamo
gli ormoni a palla, ma son dettagli, giusto?
Sto pensando...io son qua che ve lo
dico e ve lo spiego ma non mi sono svegliata una mattina e mi son
detta “Lo pubblico”. No. Tutto è partito da una mia cara amica,
Barbara D.B. (alla quale va il primo grazie) che un giorno m'ha
chiamato e mi ha detto: “Sai cosa stavo pensando?”
“Che dovremmo portare le bimbe a
prendere un gelato?”
“No, che dovresti pubblicare un
e-book”
E da lì mi ha messo un tarlo, una
pulce nell'orecchio che è rimasta in letargo (sta povera pulce) fino
a che a primavera non s'è destata e mi ha detto “Abbella, io mi
so' rotta di sta' qua dentro” e allora ho cominciato a elaborare
l'idea. Presa dall'entusiasmo gliel'ho detto e lei, visto il tempo
che era passato, mi ha cazziato dicendomi “Come sei sveglia!Le
prendi al volo!”
Oh, io le cose le devo metabolizzare,
c'ho i miei tempi. Ma in quei mesi di decantazione mi mancava la
scintilla che facesse partire tutto, e quella scintilla è stata
involontariamente e incosapevolmente...
Nunzia (alla quale va il mio
secondo grazie), che mi ha dato il la, che mi ha consigliato di non
fare alcune cose e quindi di conseguenza di farne altre. E mi ha
spinto senza volerlo e senza saperlo in questa direzione, e mi ha
messo sulla buona strada, quando stavo per fare una cazzata. Eh sì,
signori miei. E' stata come quei preti che rimettono sulla retta via
i delinquetelli di quartiere.Ci mancava che mi dicesse “Dimmi
figliola, quanto hai peccato?” ed eravamo a posto.
E poi c'è il terzo grazie.
Immenso.Immensissimo. Che va a Valerio (
questo Valerio) che ha
permesso che il libro venga letto sul web. No, perché a voi pare
facile. C'hai un testo salvato su word, fai un copia incolla, lo
carichi da qualche parte e diventa un-book. Manco per questa ceppa.
Se poi vi chiamate Simo, allora il problema è veramente grosso. Io
(che come Cocciante in Margherita, non posso stare ferma con le mani
nelle mani) ho fatto un casino col testo che non potete capì. Tipo
che ho smanettato così bene che a un certo punto mi si sono
sminchiati i capitoli, i paragrafi gli
a capo, e
tutto il cucuzzaro. Perché l'impaginazione di un testo su word non è
detto che vada bene per un kindle. In poche parole: il caos. C'erano
punti e numeri che pareva d'essere alla rubrica della Settimana
Enigmistica 'Unisci i puntini', e sarebbe venuta fuori la mia faccia
alla vista di quello che avevo combinato. Ora, per farvi capire,
immaginatevi la scena.
Io
(con i capelli a nido di poiana, le occhiaie e i nervi a fior di
pelle) che entro nel suo ufficio con il mio piccì e un kindle,
glieli piazzo davanti, lo guardo dritto nelle pupille e gli faccio
con gli occhi iniettati di sangue “Vedi questo testo nel mio piccì?
Bene. Deve finire dentro al kindle e diventare un e-book!!”
Lui
non fa una piega. E allora io proseguo “Ho provato in tutti i modi
ma non c'è stato verso. Ho pure pregato in sanscrito, in aramaico
antico, ho acceso un cero e per finire, per far attraversare il testo
da una parte all'altra senza sminchiamenti, ho pure usato uno
sgabello , una frusta e un cerchio ma evidentemente non siamo al
circo Togni e questi non sono tigri. Ti prego AIUTAMI”
Dio,
che tristezza!
Lui,
dopo dieci secondi nei quali ha pensato “Era meglio se quel giorno
rimanevo a casa malato”, mi ha detto tre parole magiche “Non c'è
problema”
A quel
punto commossa e con gli occhi pieni di lacrime come se avessi visto
un pacco regalo per me con 100 paia di scarpe, ho dato tutto in mano
a lui. Ero così contenta che gli avrei dato pure le chiavi di casa e
il codice del bancomat.
Lui,
molto professionalmente, mi ha impaginato il testo per trasformarlo
in e-book. Okay, lo fa di mestiere, cioè vorrei vedere lui a
disossare un prosciutto o ad arrotare un' affettatrice, eh. Però vi
dico: se avete bisogno di impaginare correttamente un testo, sia
cartaceo che digitale, se avete bisogno di convertire vari formati,
se vi serve qualsiasi lavoro di grafica, bhè contattatemi che vi
indirizzo a lui e avrete, in breve tempo, tutto quello che vi serve.
E per
finire (ma non per questo meno importante) Grazie a tutti voi, a chi
mi legge qui, a chi l'ha già acquistato (lo hanno già
letto!Incredibile), a chi mi ha contattato in privato per farmi i
complimenti, a chi mi ha fatto già una
recensione (bellissima!) su
Amazon e a chi me la farà, e a chi lo acquisterà in futuro.
Cioè,
son tre giorni che dico grazie, io vorrei fare di più. Per me è una
cosa totalmente nuova...ma ganzissima!!
Speriamo
che il lupo crepi.
E se
non crepa ci penso io a prenderlo a mazzate!