mercoledì 14 marzo 2012

ANCHE SE NON ME LA CHIEDI TE LA DO










La confidenza. Sì, la confidenza. E' un vizio, sapete? No, perché mica ti porta solo cose belle. E la do a tutti, belli e brutti, uomini e donne, giovani o vecchi, alti, bassi, in tuta o in giaccacravattati. Non ce n'è. Sono una tipa estroversa e chiamo 'amici' tutti quanti. Oh ma so riconoscere quelli veri.Eh.

La do anche ai dottori. Tipo che, adesso, dopo tre visite, chiamo il mio dermatologo per nome. Così, pacca sulla spalla e mi esce un “Come va? Ti sei tagliato i capelli?”

Ovvio che lui mi da del tu e mi chiama per nome. Poraccio.Che pazienti strani gli capitano.

L'ultima visita che ho fatto è stato l'otorino. Sono entrata e ho esclamato “Tho!Mi pare di conoscerti!Ma dove ci siamo già viste?” La dottoressa mi ha detto “Anche LEI non è una faccia nuova” e poi ho continuato “Non vorrai ficcarmi dentro quel coso???” che lo so che è un'esclamazione un filino forte, ma vi assicuro che c'aveva un aggeggio strano in mano. E lei mi ha rassicurato dandomi ancora del lei. Io in studio mi son fatta anche due risate, perché quando racconti del tuo naso o della consistenza delle tue caccoline, che vuoi fare?Devi ridere per non metterti a piangere.Lei non ha riso e mi ha allungato con la mano la ricetta. Vabbè, avrà avuto il ciclo.

Invece il mio ginecologo mi accoglie sulla porta e mi bacia. Levatevi dalla testa l'immagine di una liaison tra me e lui. Il mio gine potrebbe essere mio nonno.Un nonno che mi da sicurezza, io gli do del lei, lui mi chiama Simoncina e mi da del tu. Mi dice che lo faccio schiantà e che mi terrebbe in studio a giornate per farlo ridere tra una ravanata visita e l'altra. L'ultima volta l'ho visto in centro e si è sperticato per salutare me e la mia famiglia. Ha guardato il Santo con compassione, ma son dettagli. Mi manda l'esito degli esami via sms e si ricorda di farmi gli auguri per il mio compleanno.E' normale? Con una come me, sì.

Col mio medico condotto invece parlo solo attraverso il telefonino (nsi trovano mai sti dottori).Sms tipo “Mi serve la ricetta dell'antibiotico.Lasciala a mamma che passo a prenderla” La mamma è la sua. O sennò “Ho preso tre antidolorifici ma ancora non mi è passato il mal di testa. Che devo fa'?” è già tanto se non mi risponde “Sparati”. Mando sms per non disturbarlo, diciamo.

Non parliamo poi del dentista che, essendo amico mio, ogni volta che ci vado pare tutto tranne una visita odontoiatrica. Tipo “Oggi che c'hai da fa'?”

“Un' otturazione, ricordi?”

“Se me lo ricordavo non te lo chiedevo!”

“Se tu te lo segnassi non me lo chiederesti!”

“Guarda che butto via l'anestesia, poi vediamo se rispondi!”

“Guarda che straccio il preventivo, poi vediamo se continui a trattare i tuoi pazienti così!” E mica siamo soli. No, in sala d'aspetto ci stanno sentendo una dozzina di persone. Ma poi finisce a tarallucci e vino, pacche sulle spalle, risate, progetti di vacanze, la scuola dei figli, e “Ma non ti dovevo fare anche la pulizia?”

“Eh, già”

“Non c'ho più tempo. Abbiamo chiaccherato troppo. Torna la prossima settimana, vai!”

Cioè, LUI ha chiaccherato.Io ero a bocca aperta con la cannuccia messa di traverso.

Dal reumatologo mi sono sdraiata sulla scrivania.

Al controllo della vista per la patente ho barato “Ma te che scuole hai fatto?Ti ho già visto...comunque A GI E ERRE YPSILON” aprendo la mano sull'occhio chiuso.

Qualche giorno fa mi sono rivolta a uno mai visto prima, che stava interloquendo con me più o meno seriamente con “Ma dici sul serio o mi prendi per il culo?” Era un editore.

Poi do confidenza ai miei clienti in negozio, e quello è molto comprensibile, no? Voglio dire dopo dieci anni che ti incarto il tuo pane preferito, minimo ti chiamo per nome. Il problema è che da noi vengono tantissime persone. Pure i vigili urbani sia in borghese che in divisa (e si comprano il panino con la mortadella). Quindi pure loro chiamo per nome.E gli do del tu in negozio.

Aehm. Pure fuori, ora che ci penso. Tipo che magari loro sono a un posto di blocco, io ne riconosco uno e ci sono varie opzioni:

-il PE PEEEEEEE!!! del clacson per salutare (e magari loro son lì che fanno le multe).

-Il “Ciaoooooooo!!!!” urlato dal finestrino abbassato (con capello modalità 'ventata').

-Il “Buona giornataaaaaaaaa!!!” (e magari loro stanno scortando un funerale)

E da questa cosa non scappa nessuno.Pure con le maestre, (adesso i professori) i genitori di altri ragazzi, insomma qualsiasi persona che gira e rigira ha a che fare con me. Cioè, non è che ti piombo in negozio per la prima volta e ti bacio sulle guance. Voglio dì. Però se fai parte, anche di striscio, del mio microcosmo sei vittima della mia confidenza. Che, se sei un tipo aperto, ti può anche piacere, altrimenti riconosco che sono veramente una piaga. Ci sono alcuni momenti o casi in cui mi rendo conto (troppo tardi, ovvio) che sono stata un po' troppo confidenziale.Che non a tutti piace questa cosa. E ci sono alcuni momenti che invece questa confidenza viene rielaborata per farci dei film che manco a Hollywood. Tipo “Tieni, questo è il mio numero di telefono” Occhiolino.

Bene. Ridimmelo a voce dopo che ti ho preso a sprangate le gengive.

Comunque sto cercando di migliorare. Sta sindrome di Pollyanna a quasi quarant'anni andrebbe un filino rivista, o no?

Piesse: su Wikipedia la Sindrome di Pollyanna è definita: ottimismo idiota. Te pareva?






domenica 11 marzo 2012

"TU SEI QUELLA DELL'AIUOLA?" (Seconda volta al Taste - Firenze)

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AIUTO.

E' la prima cosa che mi viene in mente dopo la giornata di ieri dopo ORA ME NE VADO!

Come vi avevo detto, ieri ero a Taste con quelle scellerate delle amiche mie.Non potete capì. Iniziamo?Iniziamo.

Mi ritrovo alla stazione con le prime due: Malù (con un nuovo colore di capelli così rosso che sembrava le prendesse fuoco la testa e che mi ha fatto dubitare di dover prendere il treno con Milva), e Titty con una borsa così grossa e strapiena che sembrava fosse appena tornata da un meeting di fitness e si fosse portata via pure l'istruttore.

Il viaggio in treno è stato piacevole e pure molto silenzioso:dopo venti minuti avevamo il vuoto intorno a noi, gente che pur di non sentirci si buttava dal finestrino.Devo dire che solo con il prezzo del biglietto ho potuto assistere anche a uno spettacolo teatrale. Malù, se non la interrompi fa dei monologhi che manco Gassman, mentre Titty era un pubblico perfetto:si appisolava spesso e ogni tanto, destata da qualche scossa, si svegliava all'improvviso e applaudiva a caso.

Dopo circa un'ora siamo scese non troppo convinte anche se un cartello di 87 metri per 56 ci diceva che eravamo a destinazione e un ragazzo continuava a ripeterci che sì, era la fermata giusta.Abbiamo scoperto dopo che voleva liberarsi di noi.

Una volta scese dovevamo trovare Nunzia ad attenderci commossa, confusa e felice e invece di lei nemmeno una traccia. Non siamo riuscite a vederci tra una folla di sette persone. Poi che una non si domandi come mai sono amiche mie. Comunque ero organizzata. Infatti, tipo parente sfigato atteso all'aeroporto, avevo preparato un cartellone per far sì che lei venisse a me.



Infatti lei lo ha visto, è venuta a me, si è vergognata manco fosse in mutande e come risposta per poco non mi da' due schiaffi. Che bello!Tutte riunite!Ora non ci resta che prendere l'autobus. Eh. Fosse facile. In quattro, dopo aver chiesto informazioni, abbiamo capito questo: “Prendete il 18, scendete tra due fermate, poi il 20 e scendete alla quarta, altrimenti sono 25 minuti a piedi diviso per 4 moltiplicato per tre, svoltate a destra, sennò andate in stazione col 15, prendete il 23 con scappellamento a destra, ambarabà ciccì e coccò 4 blogger sul comò, e siete arrivate.”

Praticamente non abbiamo capito una fava.

Abbiamo deciso di prenderci un caffè per svegliarci un attimo, ma la cosa non è riuscita molto bene. Mi è toccato servire il caffè al tavolo a Malù che si era assettata già stanca morta (e non eravamo ancora partite). Nunzia ci ha detto “Guardate bello questo nuovo gioiello che ho creato!” tempo di dire “Wow!” che le si è smontato in mano (è una perfetta promoter di se stessa). Titty che ha cominciato a scattare foto della minchia dove siamo venute così bene che il comune di Firenze ha deciso di usarle per tappezzarci le scuole nella giornata: Diciamo NO ai topi- Campagna di derattizzazione.

Dopo aver bevuto il caffè e consultato il Divino Otelma prestatoci dall'isola dei famosi, finalmente imbrocchiamo il pullman giusto e ci dirigiamo a Taste. Per la cronaca: ci hanno ceduto il posto, una (dopo la prima curva) aveva il vomito, a un'altra faceva male l'anca e un'altra ancora è stata palpeggiata da un ottantenne. Sembravamo quelle di Villa Arzilla in gita col prete. Abbiamo avuto una botta di vita quando, chiedendo informazioni, ci è stato detto “Per il Taste? Seguite la verga!!”

Vabbè che siamo quattro donne ma non è il caso di essere volgari. La verga la fai seguire a tua sorella!!Poi abbiamo capito che intendeva quelle del treno. Maliziose noi.

Ridendo, scherzando e inciampando come quattro 'mbriache, arriviamo a Taste tampinando dei poveri disgraziati che sapevano la strada. Poi ci hanno denunciato per molestie, ma son dettagli.

Finalmente arriviamo e cominciamo a fare le persone serie. Togliamo i cappotti e ci attacchiamo sul petto i nostri badge molto ma molto professionali:


Ci aggiriamo tra gli stand come delle intenditrici, scambiando opinioni e frasi colte. La prima che ha fatto tutto ciò è Nunzia che, avvicinandosi a una standista gnocca ha dato prova di essere del settore esordendo così “Mmh..sì, bei prodotti, posso farle una domanda?”

“Certo!Mi dica”

“Sa mica dove sono i bagni?”

E vuoi che il nostro minchia tour non cominci dal cesso?Eannamo. Come quattro ottuagenarie con problemi alla vescica, la nostra prima sosta è stata tra un lavandino e un water. Tempo del pit stop tre quarti d'ora, perché spogliati, “Reggimi la borsa” “Prendi la macchina fotografica” “Tienimi la giacca” “Agguantami il Salvavita Beghelli” “Prendi qui” “Metti là” e i minuti corrono via che è una meraviglia. Poi ci si sono messi pure i lavandini a funzionare male. Erano di quelli senza rubinetto, dove devi mettere una mano sotto per far arrivare l'acqua. Non c'era verso. Metto la mano, niente. Ne metto due, nulla. Ho provato pure con un piede tipo contorsionista del circo Togni, macchè. Allora ho provato a fare due mosse di karate e judo al grido di “Banzaiiiiiiiiiii!!!”, ma nulla è successo. Dopo aver pregato Padre Pio, il miracolo è stato fatto. Ho premuto un tasto e l'acqua è scesa. A quel punto, dalla soddisfazione, ho fatto pure la doccia.

Uff!E' passata quasi un'ora, non siamo ancora in comodo e non abbiamo visto ancora una beata mazza. Io e le mie Charlie Angel's ci siamo date il via e come dei cani da tartufo abbiamo fiutato e magnato di tutto. Io e Titty siamo partite con una delicatissima marmellata di arance mentre Nunzia ha optato per qualcosa di più leggero: trippa in umido. Malù non sappiamo cosa si è magnata, probabilmente anche lo standista. Abbiamo girovagato dispensando perle di saggezza e frasi ottocentesche tipo Nunzia che, assaggiando dei legumi, esclama “Che bella fava!!” con la produttrice che incalza “Senta, senta questa fava come si scioglie in bocca!”

“Davvero!Simo, metti in bocca una fava!”

Per un attimo ho temuto di essere a un incontro di pornodivi organizzato da Rocco Siffredi. Poi, la produttrice si è allungata giusto un attimo, ha letto il mio badge e ha esclamato “Minchia Blog?Allora signora siamo in tema con le mie fave!”

Ho pensato “Vi prego, uccidetemi”



Tempo di riavermi da tutte queste esternazioni hot ecco che mi chiamano le Pellegrine Artusi per incontrarci. E anche qui le informazioni si sprecano.

“Dove siete?”

“Nel terzo corridoio a destra!”

“Destra mia o destra tua?”

“Destra mi..aspè, dipende da che parte so' girata...ma te sei in fondo?”

“In fondo a che?”

“Al corridoio!”

“Quale corridoio? Quello di destra o di sinistra?”

“Sinistra mia o sinistra tua?”

E così per altri venti minuti buoni. Due anime e un TomTom. All'improvviso un'illuminazione, lei mi chiede “Cosa vedi sopra la tua testa?”

Un paio di corna?

Un' aureola?

Bonolis e Laurenti che mi aspettano con una tazzina di caffè in mano?

Che cazzo devo vedere sopra la mia testa? Non ho nulla sopra la mia testa a parte dei riflettori, ma temo che ci debbano stare.

“Non ho nulla sopra la mia testa!”

“Impossibile!” insiste Simona “Dimmi cosa vedi!”

Per cercare di fare uscire un demone dal suo corpo ho mormorato “Vedo la gente mooooortaaaa” ma non l'ho impressionata.Peccato. Dovevo vedè due palle, e non le ho viste. Fatto sta che le ho dato appuntamento in un posto a me consono “Ci vediamo allo smistamento bicchieri”, praticamente dove all'inizio ci arrivi saltellando e alla fine ci arrivi barcollando. Finalmente arrivano le Pellegrine Claudia e Simona e pareva di essere a Striscia: la velina mora e la velina bionda, belle come il sole e armate di bazooka (perché quelle non possono essere chiamate macchine fotografiche). Cantando “Se prima eravamo in quattro a ballare l'alligalli, adesso siamo in sei a ballare l'alligalli” ci siamo messe a girottolare perdendole spesso per strada. Si sa, le veline sono abituate a ballare sul bancone e qui di banconi ce ne sono a bizzeffe. Uno stacchetto qui e uno là e il tempo passa. In questo lasso di tempo abbiamo fatto cose tipo:

“Uh, che piaceVe, vedo che anche lei ha un blog...Mi...nchia Blog?Mondiè! Leggo bene?”

“E' stato un piacere. Grande figura di merda, ma è stato un piacere” Detto come se avessi appena pronunciato “I suoi prodotti sono sinonimo di semplicità e genuinità senza pari. Complimenti”

Nunzia che ciuccia dei dolcetti tipo chupa chups come una bimba di tre anni. Ho provato a toglierne uno infatti e si è messa a piangere.

Malù che come ti giri è sempre a bocca piena e per non farsi vedere si nasconde dietro un tovagliolo di carta.

Titty che scatta foto alla rinfusa e questa cosa è pericolosa come dare in mano a Schettino una nave da crociera.

Simona che mi presenta a tutti come una blogger in gamba e quando loro leggono il badge vomitano nel primo cestino disponibile e Claudia che mi confida “Sai, tra poco vado via, devo tornare in negozio. Non mi danno le ferie!”

Il negozio è suo. Se la canta e se la suona che nemmeno un saltimbanco. Secondo me parla anche da sola, tipo “Ciao Claudia, potrei prendere due ore di permesso?” Poi si mette dall'altra parte e si risponde “Sì, ma fai presto che qua c'è da lavorare!” Cose così.


Gnapossofà.

A un certo punto mi suona il cellulare ed ecco Chiara (che non è una blogger ma è una che segue i blogger. Potremmo definirla una stalker. Paro paro)

Non la conosco di persona, ma mi è piaciuta fin da subito, soprattutto perché è molto pragmatica e decisa. Da cosa l'ho capito? Bhè, una che non ti chiede un punto di incontro ma che ti dice (in un ambiente dove stanno camminando centinaia di persone) “Stai tranquilla, ti cerco io. E ti trovo” e dopo nemmeno dieci minuti ce l'hai davanti, non può che avere tutta la mia stima. Diciamo che si è palesata in maniera sobria. Ha preso la rincorsa e si è gettata, a mani giunte, ai miei piedi, tipo Totti quando segna un goal.

“Chiara te prego, evitiamo queste figure di merda che io sono già compromessa!”

“Ma io ti amoooooo!!!Oddiooooo la Simooooooo!!!”

Per destarla andava presa a schiaffi come una che è in preda a un attacco isterico, invece l'ho abbracciata e da lì abbiamo deciso di sposarci in Spagna. Perché una dichiarazione d'amore così mica ti lascia indifferente.


Trotterellando sulle note di “Se prima eravamo in sei a ballare l'alligalli, adesso siamo in sette a ballare l'alligalli..” ci siamo dirette verso la zona Diabete, dove abbiamo preso tre kg ciascuna a forza di ingurgitare cioccolatini e confetti. Siamo arrivate a tirarceli in bocca tipo scimmie allo zoo.

Sentendomi un cane da pastore e cercando di tenerle riunite senza perderne qualcuna per strada, vengo fissata insistentemente da una ragazza molto carina che mi fa “Ciao!”

Ehm.Dovrei conoscerla? “Ma ciao!” cervello in modalità “Chi cazzo è?”

“Allora?”

E' mia cugina? No, mia cugina è bionda.“Tutto bene, te?” Oddio, ma io la conosco. Ma non mi sovviene il nome.

“Ma mi hai riconosciuto?”

“Ma certo!” Ma anche no. Oddioddioddio, credo di averci scambiato qualcosa tipo un anno fa, ecco perché non mi ricordo, mica un giorno fa, eh!

“Ci siamo scritte ieri, ti ho pure mandato una foto. Sono Gaia!”

Lo so, a quel punto l'unica cosa sensata da fare era cercarmi un avvocato.E lì mi è passata l'ultima settimana davanti, fotogramma per fotogramma. Gaia, la Gaia! Abbiamo pure un amico in comune, come ho fatto a non riconoscerla? Come? Mi prenderei a martellate le gengive!E poi guardatela, pare abbia quindici anni da quanto è giovanile!Forse è per quello che l'avevo rimossa, mi fa na rabbiaaaaaaa!! Vabbè...”Se prima eravamo sette a ballare l'alligalli, adesso siamo in otto a ballare l'alligalli...” Sembriamo un gregge di pecore in transumanza. Tutte di qua, tutte di là, a volte qualcuna si perde per brucare un po' d'erba, altre se la fumano, ma tutto sommato siamo riuscite a stare compatte. Ultima tappa dai Fratelli Gardini dove il gentilissimo Marzio (che è stato uno dei pochi ad aver capito l'ironia del mio badge) ci ha imboccato di squisito cioccolato accompagnando il tutto con spiegazioni che ci hanno lasciato a bocca aperta.


Lui ha scambiato le nostre fauci spalancate per una richiesta di cibo e lì dai, cioccolato. Siamo venute via ripiene come tacchini nel giorno del Ringraziamento.Stanche (stanche???) e satolle ci siamo accaparrate delle poltroncine nella zona relax. A dire il vero non erano poltroncine ma balle di fieno compresse con un vago sentore di letame. Te pareva? Circondate da un profumo che non era proprio Chanel n°5 e 'mbriache nonostante nessuna di noi avesse bevuto, ci siamo scambiate confidenze profonde. La più profonda è stata “Non vorrei che in questa posizione mi scappasse qualcosa. Ho mangiato due vaschettine di fagioli”

La gente intorno a noi ci guardava incuriosita e rideva. Non abbiamo capito il perché.

Perché a un certo punto io e Nunzia ci siamo messe ad annusare tutte le balle di fieno per capire quale puzzava di più?

Forse perché Chiara faceva avances a un tipo che poteva essere suo nonno?

Forse perché Titty ha detto a uno “Ci fa una foto?” e gli ha messo in mano la macchina spenta?

Forse perché Malù guardava tutte noi di sbieco per via dell'arrivo del torcicollo e pareva Jack Nicholson con l'ascia in mano?

Forse perché a SimoPellegrina (grazie al vestitino)quando si è seduta, non solo si è vista la farfallina come Belen ma anche tutti i gerani del balcone?



Non capisco. Proprio non capisco.

Dopo quasi un'ora di minchiate, foto a caso, anziani che si son voluti fare la foto in mezzo a noi scambiandoci per i sei mesi più caldi del calendario di Max e risate così composte che ci potevi vedere le tonsille, abbiamo proseguito ancora e cammina cammina le sette nane si sono dirette...al cesso. Nartra volta. Non so se capite, ma è stato il punto nevralgico della giornata. E ora state bene attenti. Immaginatevi la scena, vi prego, perché ci tengo molto a quello che sto per dirvi. Voi sapete come io sia umile e così scanzonata quando si tratta di me e del mio blog, ma ieri ho avuto la conferma delle mie potenzialità. Quei riconoscimenti che alimentano l'autostima e fanno sì che io scriva ancora, perché quando ti riconoscono tra tante persone,bhè, fa piacere. Un piacere immenso. Essere ricordata e riconosciuta per i miei contenuti, per cosa esprimo, per la profondità dei miei scritti.Essere riconosciuta per le mie parole e soprattutto riconosciuto finalmente il mio blog.Questa la scena clou. SimoPellegrina si ferma, saluta una ragazza e fa le presentazioni. Io guardo quella bella faccina, dolce e decisa allo stesso tempo, capisco subito che è una ragazza intelligente e con qualcosa di sensato da dire. “Sara, queste sono Chiara, Malù, Nunzia, Titty e Simo”

“Oh piacere!Sara”

continua la Pellegrina “La Simo la conosci, di sicuro. E' Simo di A Casa di Simo!”

Lei mi guarda e dopo una leggera incertezza, i suoi occhi hanno un guizzo, ed è lì che avrei voluto fermare il tempo per poter assimilare meglio le sue parole: “Ah sì, Simo, quella dell'aiuola!”

QUELLA DELL'AIUOLA.

Praticamente la sorella di Luca Sardella. Lì per lì non avevo nemmeno compreso bene.

“Prego?”

“Sì, dai!Tu hai la foto con l'aiuola, il praticello...la casetta...”

E chi sono, Haidi? E' un cottage irlandese perdio!La geografia!La geografia e (anche l'edilizia, tho) sono importanti!

QUELLA DELL'AIUOLA.

Volevo morì. Ricordata solo per un appezzamento di terreno di due millimetri per tre...per la casetta...per una fotina colorata...queste sono le soddisfazioni.Le soddisfazioni di una minchia blogger. Inutile dire che pe' sta cosa m'hanno preso per il culo in diciotto e SimoPellegrina (sentendosi in colpa) si è data da fare per trovare un'aiuola vera dentro alla stazione.Mi ha preso per un braccio e mi ha schiaffato tra i fiori, esclamando “Ecco quella dell'aiuola!” Ognuna ha le amiche che si merita.

Visto che come minchia blogger mi ero bruciata la carriera (capirai...), in questi tempi di crisi ho cercato altri lavori e ho trovato pure un impiego come lapdancer agli estintori. Cosa non si fa pè campà. E visto il successo dello spettacolo abbiamo deciso che d'ora in avanti basta con i blog ma diventeremo le nuove Ragazze Immagine del 2012 (tanto coi Maya tra poco finisce).

(Sembriamo su Postal Market. La menopausa è una brutta bestia)

Alla fine, stremate e ciondolanti come cammelli, ci siamo dirette di nuovo alla stazione dopo aver preso a cazzotti la macchina che sputa i biglietti. Delle damine dell'ottocento siamo. Non ci siamo nemmeno salutate a modo (tipo scene da Mario Merola con pianti e urli e fazzoletto in mano) in quanto tra tutte abbiamo cannato l'orario giusto dei treni e manca poco questi partono senza noi a bordo. In fretta e furia io e Malù siamo scappate come due scippatrici al binario con il nostro treno che già chiudeva le porte. “Ommioddio, parte senza di noi!!Corri Malùùùù!!!”

“Anf!Pant!E un attimo!”

“Corri!Aspettateeee oh voi del trenooooo!!!”

Mi fermo alla porta e metto un piede sulla scaletta incitando stile allenatore Malù che arranca per tutte le borse che ha appresso.

“Corri Malù!Aspettatela, è anziana, non può andare più forte di così!”

“ASSORATAAAAAAAA!!!!” è stanca ma c'ha sempre fiato la ragazza.

Finalmente siamo dentro, sedute, con un femore incrinato e un polmone in meno.

“Anf!Pant!Ce l'abbiamo fatta!”

“Per un pelo Simo!ufff!!! rilassiamoci và....NUUUOOOOOOO!!!!”

Oddio, c'ha un infarto “Che c'è???”

“Ci siamo dimenticate di obliterare il biglietto!”

“Cazzoooooooooooo!!!”

Siamo ripartite in fretta e furia e affacciandoci allo sportello ci siamo rese conto che davvero non avevamo il tempo di scendere, trovare una macchinetta e risalire. Impossibile.

“E ora?” ho cominciato “Ci getteranno dal treno in corsa? Chiameranno i carabinieri? Mi vedo già i titoli di giornale: DUE BLOGGER BLOCCATE A FIRENZE.HANNO CERCATO DI TRUFFARE LE FERROVIE DELLO STATO !”

“Mannò...”

“Dici?”

“Al limite ci mettono a pulire i cessi...”

Una ragazza a quel punto interviene “Ormai siamo partiti ma se cercate il controllore e glielo dite, vi fa una firma e non succede niente. Ma SUBITO glielo dovete dire”

“Ah grazie!Eccheccevò?”

“Ndo sta il controllore?”

“In cima al treno”

Mi sono cascate le ovaie. Come in cima al treno? Noi eravamo nell'ultimo vagone! E allora siamo ripartite con armi e bagagli e ci siamo fatte tutto il treno da fondo a cima. Ottantamila apri-e-chiudi delle porte, dei vagoni e di quei minchia agganci pericolosi dove vedi i binari scorrerti sotto i piedi a duecento all'ora.

“Malù che impressione!Mi ricorda molto un film, ricordi Cassandra Crossing?”

“Altri film no? Cammina, và!”

Insomma siamo arrivate in cima col capello sconvolto, il fiatone, le mani nere e il biglietto stropicciato in mano. La controllessa (controllessa?), ci ha guardato e ha capito tutto. Le abbiamo fatto così pena che ha firmato senza fare domande. Fiùùù!Non andiamo in galera. Non questa volta almeno.

“Malù, non te lo vorrei dì, ma dobbiamo tornare indietro. La nostra carrozza è quella di prima”

“Posso morire qui?”

Abbiamo rifatto tutto il tragitto, altre ottantamila porte (ma quando finisce sto viaggio?) e tutto il cucuzzaro e quando ci siamo messe sedute l'altoparlante ha gracchiato una cosa tipo “Arrivo a destinazione” e quindi riparti, piglia le borse....Maròòòòòòòòòòòòò!!!! Poi dicono che viaggiare rilassa, ma non c'hanno mica ste amiche qua.

Sicuramente mi sono scordata altre pIrle di saggezza, ma le mie care, dolci e giocose comari lo faranno per me qui sotto.

Ringrazio tutte per la splendida e favolosa giornata, ricca di emozioni forti che mi hanno riempito il cuore. Ho con me le facce buffe di Chiara, i sorrisi dolcissimi di Nunzia, gli occhi bellissimi e profondi di Titty, le presentazioni azzeccatissime di SimoPellegrina, le raccomandazioni che nemmeno una mamma di Malù, la gentilezza di Gaia e le splendide parole di Sara. Sara, grazie a te questo post ha un titolo.

P.S. Nel frattempo mi hanno proposto un nuovo lavoro. Aiuto giardiniere nella villetta accanto alla mia. Hanno saputo che sono famosa per essere QUELLA DELL'AIUOLA.

Bimbe, vi adoro e vi lovvo sempre più. Non scordatelo mai.

Vostra Giardiniera per caso

Simo

Foto: alcune mie e molte gentilmente concesse da Nù,Chià, Gà,Ty,Mà, Sì.Ho abbreviato i nomi come nei libri di Moccia perché siamo ggggiovani, nevvero?





venerdì 9 marzo 2012

Comunicazioni e ananas


Ultimo post: lunedì 5 marzo.
Vi dice niente sta cosa?
No?
Dovrebbe dirvi che bensì io mi sia informata, non ho veramente tempo per stare dietro a tutto. Ennò, non siete stati nemmeno troppo convincenti (probabilmente perché non avete sentito convinta neanche me). Vabbè, camperò ugualmente senza altri social network. Magari domani cambio idea e vi faccio sapè.
Approfitto di questo mini postino per dirvi che domani sarò al Taste a Firenze con una manciata di pazze che non vi dico. Stiamo organizzando delle robe che manco dei quindicenni in gita.
Cosa è il Taste? Vabbè, faccio prima a rimandarvi al post dell'anno scorso.
Qualcuno di voi ci sarà? Avrò il piacere di vedervi? Okay, se scorgo qualcuno che, al mio passaggio, cerca di nascondersi dietro il tavolo delle bevande, lo capisco. A volte lo fa anche mio marito.
Detto questo è tutto pronto. Anche le mie amiche di gita che io adoro per la loro dolcezza:
"Simo, allora domattina in stazione?"
"Sì, ma dove vai vestita di rosso?Sembri un'angioma"
"Ma parli proprio te, che con codesto ciuffo sembri un'ananas?"
Indovina qual è la food blogger.
E comunque io con sta gente qua domani ci devo passà la giornata.
Leggerete cose che gli altri umani...
P.S. Un GRAZIE immenso di cuore a Rosita, che con i suoi commenti riesce sempre a farmi sentire una persona migliore.
P.P.S. Ho speso sessanta euri per farmi un taglio nuovo di capelli e mi danno dell'ananas. Io domani faccio una strage.
Sappiatelo.

lunedì 5 marzo 2012

LA STRADA CHE CI RESTA



A lui piace il rosso
A me l'azzurro
A lui la vaniglia
A me il limone
A lui la musica un po' ricercata
A me quella commerciale alla ndocojo cojo
A lui i romanzi storici
A me i romanzi gialli
A lui i fagioli
A me no
A lui la pizza bianca
A me quella rossa
A lui il dentifricio liscio
A me quello con le particelle abrasive

Lui il suddetto dentifricio lo lascia spesso stappato
Io pure
Lui lascia i calzini sullo scendiletto
Io pure le scarpe
Lui non trova mai le ciabatte
Sono insieme alle mie in bagno. Sotto il tappetino
Lui non è geloso.Non nel senso asfissiante del dovevai cosafai conchisei
Nemmeno io (ho una Beretta nel terzo cassetto del comò per qualsiasi evenienza, però. Scherzo.
Ho una Magnum)
Lui ama viaggiare
Oh anch'io.
Lui ama viaggiare da soli.
Io più di lui.
A lui piacciono i sabato sera sul divano sotto il plaid
A me stare sotto il plaid sul divano il sabato sera
Lui è un tipo che non fa regali. Tipo quelli che arrivano alla porta con un mazzo di fiori e ti dedicano una poesia. Cioè, gli verrebbe da ridere.
Una volta, molti anni fa, l'ha fatto. Mi è venuto da ridere.

I primi sono gusti. Discutibili, magari, ma sono gusti.
I secondi sono vizi, abitudini (brutte se vogliamo) che, condividendole, ci permettono di non rinfacciarcele. Anche perché a me non me ne fotte una beata mazza se lascia i calzini sul tappetino, visto che per permettermi di vedere l'inizio del film sul divano, è lì che mi sparecchia.Non m'importa che mi regali fiori, lui che al ristorante sposta il vasetto con le rose per guardarmi negli occhi o toccarmi la mano. Non m'importa se il venerdì non c'è perché va a giocare a calcetto, gli altri giorni risente lui i compiti ad Alice mentre io sono in palestra. Non mi importa se non è un uomo facoltoso che non può permettersi di comprarmi un diamante grosso così. Avrebbe potuto esserlo ma ha rifiutato per stare accanto alla famiglia. A noi. E quando uno fa una scelta così, sai quanto vale un diamante? Na cazzata.
Tanti dicono che il nostro è un grande amore. Macchè. E' un amore come tanti, tantissimi al mondo.
E' un amore fatto di piccole cose, niente di eclatante, niente di esplosivo. Ci alimentiamo solo l'uno dell'altra. Due persone, con gusti diversi e caratteri opposti, che si sono trovate senza cercarsi. Che sotto una luce diversa e occhi più attenti sono più simili di quanto sembrino. Che, scavando scavando, hanno moltissimo in comune. Che, se sono arrivate a essere così spensierate e amanti della vita, vuol dire che molto tempo fa, hanno sofferto. Di quei dolori che, purtroppo, prima o poi tutti ne siamo vittime.E vent'anni fa è come se ci fossimo trovati. Come se cercassimo una salvezza, l'uno nell'altra. Lui si è abbeverato alla mia freschezza dei 18 anni, si è lasciato andare all'allegria, alla spensieratezza e alla vivacità di cui il Signore mi ha fatto dono. E io mi sono placata sul suo petto. Il battito regolare e confortante del suo cuore ha resettato il mio.Mi sono lasciata proteggere come non lo sono mai stata, perché io da piccola ne avevo anche bisogno, ma il mio babbo veniva spedito lontano per lavoro e i suoi abbracci non me li ricordo più.
E quando hai davanti a te un adulto che è stato un bambino sensibile, lo capisci da come ti guarda, da come ti tocca, da come ti vede. E capisci anche che a volte, quel bambino, è stato solo.
Ed è lì che lo prendi per mano e sussurri “Facciamo insieme la strada che ci resta”

giovedì 1 marzo 2012

TWITTER? Io farei morì anche quest'uccellino.

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Io sono una che ha un casino di tempo, ma un casino veramente. Tipo che mentre ho la torta in forno, smonto il cestello della lavastoviglie, ripetendo con Alice la lezione di storia e tenendo nell'incavo del collo il cordless per parlare con un tecnico di elettrodomestici e dopo mezz'ora sono a piegare i panni, mentre l'anticalcare sta facendo il suo lavoro sui rubinetti del bagno e il mio cervello sta già pensando a quel bel lavoretto di decoupage e ohccazzo son già le cinque!E' bene che mi sbrighi che devo tornare in negozio (perché io preparo la torta per poi portarne un pezzo in bottega per farci fare merenda alle ragazze. No, non sono normale) Quindi dicevo, un casino di tempo c'ho, come tutte, no? Non è che sia così privilegiata.
Quindi, avendo già un blog (che curo malissimo e con inconstanza) che mi prende del tempo, mi sono sempre rifiutata anche solo di avere notizie di altri social network. Tipo Twitter. In effetti (come ho detto su FB) mi ci manca anche parlarvi attraverso un uccello e poi siamo a posto.E se poi mi ci affeziono? Magari poi mi muore perché, tipo Tamagotchi, non ci parlo o digito abbastanza.
Però tutti ne parlano bene.Cioè, posso io mancare da Twitter? C'è pure il Papa, adesso! Però. Bho!
E poi ora c'è anche coso lì...come si chiama... Pinterest. Che non ho la più pallida idea di cosa sia. A volte mi viene detto “T'ho pinnata!” e d'istinto risponderei “Pinnati tua sorella”, ma siccome sono ragazze che io stimo e ammiro credo che essere 'Pinnata' sia una figata. Cioè, puoi andare in giro e dire “Uè, oggi mi hanno pinnata, pensa che culo!” Ho provato ad affacciarmi alle varie pagine e dallo sforzo di capire mi è uscito il sangue dal naso. (Per la cronaca e tanto per non farsi mancare nulla, mi sono sparata per davvero anche una visita dall'otorino per un qualcosa di non precisamente identificato che avevo dentro il naso. Sono come l'ovino kinder, c'ho le sorprese all'interno. Ma dopo la cura a base di antibiotici da sniffare (SNIFFARE) son guarita e ora c'ho due narici pulite e sgombre come il Traforo del Monte Bianco dopo che ci è passato Mastrolindo) Dicevamo?
Ah sì.Questa è per voi:
Datemi un solo motivo valido (ma valido eh?E parecchio convincente) perché io mi metta su Twitter e Pinterest. O uno dei due. O tutti e due. O nessuno dei due. Insomma I PRO e I CONTRO.
E se mi convincete ne vedremo delle belle. Prima che capisca come funziona sta roba, é Natale. A quel punto vi faccio gli auguri e chi s'è visto s'è visto.
Stai a vedè che casino.

lunedì 27 febbraio 2012

NOI, RAGAZZI DI OGGI




Due al telefono.
“Oh, ma ci sei?”
“Oh ci sono sì!”
“Son tre giorni che non ti sento.Certo, se non chiamo io! Che hai combinato nel fine settimana?”
“No, niente di che.E' che è iniziata sta psudo primavera, no? E allora sto in giro e poi approfitto di queste giornate per stare fuori, che poi guarda ci voleva proprio, si sta bene. E con la mia migliore amica (adora quando la chiamo così) andiamo a fare shopping.Tu sapessi cosa abbiamo acquistato.Io e lei da sole non s'ha da fare, proprio non puoi capire. Abbiamo preso il ciddì dei Modà, hai presente?Come mi garba, non hai idea. Come?Kekko?Sì, Kekko. Insomma, ti dicevo, il ciddì, poi una puntatina da Kiko non la vuoi fare?... Kekko, Kiko, e che è colpa mia se tutti si chiamano con la kappa? Oh!E sì, ho preso dei colori forti, il grigio e il nero per fare gli smokey eyes, e avrei comprato anche lo smalto viola se non fosse che non ho più unghie. L'ho mangiate tutte.E poi senti cosa ho comprato al mercatino: due camicine a quadretti per me. Ma ti rendi conto? Io, che la mia ultima camicetta penso di averla portata nell'89. E non mi piacciono le camicette, ma queste son belline...tipo boscaiolo simpatico, quella roba lì. E poi finalmente l'ho trovato. Come cosa?Ti ricordi quando ti dissi che mi si era rotto l'anello che portavo al pollice?Porcapaletta, erano anni che stava lì, ormai mi piaceva e non riuscivo a trovarlo uguale. E poi l'ho trovato. Bellino da morì. Ah. Non trovo più gli orecchini fatti a spilla da balia. Marò, chissà dove l'ho messi. Quelli rosa, sì. No, quelli che dici te sono i bottoni, io dico le spille da balia.Mmh.E poi, vista la primavera, ci siamo prese due bandane. Tu vedessi. Ganzissime. Io viola, lei rosa, ma non tinta unita, tutte variegate strane, coi fili dorati...ti farei vedè. Sembro Jack Sparrow. Stanno bene con quei jeans strappati un po' sdruciti...non hai presente? Vabbè, quelli. E poi ho preso una scamiciata tutta sfrangiata che pare che un pezzo sia rimasto in lavatrice, quegli indumenti che fanno un po' diciamo 'trasandata ma con stile'...ah sì e poi una collanina tipo Pocahontas che con il foulard che c'ho abbinato ci sta da Dio, fa un po' figlia di Toro Seduto, ma guarda, ora va così. Mi piace. E poi adesso si compra bene, tutte cosette a un giusto prezzo, ah! E poi avevo visto un giubbotto da moto fa-vo-lo-so!Embè? Chevvordì che non c'ho la moto? Era troppo bellino, tutto blu con le strisce rosse qua davanti, peccato che non avessero la misura, perché l'avrei preso. Ti immagini quello con la bandana...!”
“Simo. Ti voglio ricordare che tra un mese compi 39 anni. Trentanove”
“Grazie, mamma”
Lei non lo ammetterà mai, ma le piace che io sia così, così...gggggiovane. Praticamente sono rimasta all'età di 24 anni, quando sono andata via di casa.
E da lì non sono più cresciuta.
p.s. Lo faccio per lei, non lo faccio per me.
p.p.s. Anche le vostre mamme vi ricordano gli anni che avete?

lunedì 20 febbraio 2012

MacGyver mi fa una pippa


Le donne sono AUANTI, l'ho sempre detto. Prendiamo l'altra sera, per esempio. Tornata con Alice dalla lezione d'inglese a un certo punto i fari della macchina mi si spengono all'improvviso. Bum.
Io certo non mi perdo d'animo e accendo gli abbaglianti. Così. Okay, mi hanno sfanculizzato tutti, ma che potevo fare? Insomma ce ne torniamo a casa tutte tronfie facendo finta che chi ci sfanalava lo faceva perché eravamo fighe. Come no. L'importante era arrivare a casa e poi lì mettere in atto il piano B: gettarsi piangendo tra le braccia del Santo implorandolo di cambiare le lampadine.
Perché la macchina grande l'ha scelta lui (più o meno), è a nome suo, paga tutto lui, la ripara lui, la pulisce lui, ma la guido io. Son ganza, nevvero? L'ho sempre detto, guido perché devo guidare, ma davvero non so assolutamente dove mettere le mani se alle volte si accende una piccola spietta di merda. Fatto sta che ho fulminato (non chiedetemi come) la lampadine.
Arriviamo a casa tardi, avverto il Santo (sempre sia lodato) del fattaccio e lui, che già si pregustava una bella doccia calda, mi guarda sconsolato.
“Non me lo dì”
“Te lo dico. Fulminate. Secche. Morte. Caput!”
“Che ore sono? Faccio in tempo ad andarle a comprare”
“Se vuoi ci vado io” pur sapendo che non saprei nemmeno in che settore cercarle ste robe “Però c'è da risentire geografia ad Alice e cercarle delle cose per la ricerca”
“Vado io”
“Copriti che è nevischio” perché mai una volta che capiti quando ci sono 27 gradi col solicchio tiepido.
Dopo mezz'ora torna il Santo, fuori è buissimo, c'è un freddo porco, nevischia ed è quasi ora di cena.
“Amò, via, le monterai domani...”
“Macchè domani!E che viaggi senza fari?”
E' così importante? Abbaglio che è una bellezza!Ma quasi quasi non glielo dico.
“Allora t'aiuto, via!”
“Ma stai qua che è freddo. Tanto faccio presto”
ALT! Vi insegno una cosa. Mai dire ste frasi, perché poi succede il contrario. Infatti dopo dieci minuti il Santo entra in casa e pare di essere a Pamplona. Un toro impazzito che si muoveva per casa tirando giù qualche collega dal calendario.
“Ehm...che è successo?”
“Ma porc...!!!Mi è cascata la lampadina nel vano del fanale!E' buio, non ci vedo una mazza, la torcia è quasi scarica e per via di questo freddo, così infagottato non ci lavoro!Ora vedi!”
Si leva il piumino, si leva la felpa e rimane in T-shirt. Che uomo!Che fisico! Ma è pazzo???
“Non vorrai andare fuori così, ma sei impazzito? Ti prende una broncotroncopolmonite!”
“Macchè, guarda, sudo!Ma mi vedi? E ora è un casino. Minimo mi tocca smontà tutto il davanti!Mapporc...!”
Si mette un giubbotto sopra la T-shirt ed esce di nuovo a smanettare alla macchina. Dio, mi pare Fonzie!
Torna dopo due minuti. E' inquieto il ragazzo. Ma mi dice una frase che mi ha fatto cadere ai suoi piedi “Simo, ho bisogno di te”. Manco Sottiletta ha udito tanto da Fonzie!
“Subito! Che devo fa'? Asciugarti il sudore? Tenerti la lampada? Ammirare il tuo lato B? Ah ah ah!!!”
A lui pulsa la vena sul collo.
“Okay.Scherzavo. Dimmi tutto”
Mi porta fuori dove mi dice “Vedi questo buco? Guarda un po' se ti ci entra la mano.La lampadina è proprio lì”
Cioè...fammi capì...devo fa' una visita ginecologica all'auto? Quale buco, perdio?
Fatto sta che smanetto, ma niente. La sento ma non l'agguanto e non vi dico quanto avrei voluto essere Cita in quel momento, con le sue ditina prensili.
“Ci vorrebbe una mano più piccola...” dico e tutti e due ci guardiamo di traverso.
Dopo dieci secondi arriva Alice tutta infagottata e l'espressione diceva “Non vedo l'ora di avere la maggiore età per metterli all'ospizio!”
“Ali, sei la nostra unica salvezza”
“Infila la mano lì, no là, gira qua, tira lì...”
“E allora??!! Lasciatemi lavorare!” Lei ravana concentrata, butta la linguetta di fuori, guarda in alto (secondo me ha pure una visione di Padre Pio) e alla fine esclama “Ce l'ho!”
“Evvai!”
“No. Mi è cascata”
Fischi per lei.
La lampadina è scesa più giù, in basso. Adesso proprio è imprendibile. E' fatta. Fanculo a tutto, bisogna smontà la macchina.
Ma. Se in casa hai due donne che si danno all'Art Attack, che hanno fatto della creatività un punto di forza, mai dire MAI.
“Andrea, aspè...” studio un attimo la situazione come un MacGyver qualunque. “Ci vorrebbe una calamita...una calamita certo! Tu infili un cordino con una calamita nel buco, la lampadina si attacca ed è fatta!” Sììììììììììììììì!!!
“Ma no...”
“Sì, invece, pensaci!”
“Mmh...” lui vacilla e poi “Okay, proviamo. Dammi la calamita”
“Quale calamita?”
“Avrai una calamita, sennò è inutile che tu l'abbia proposto!”
Già. E' vero. E ndo cazzo ce l'ho una calamita? Non ne ho la più pallida idea.
Ma qui il lampo di genio di quella alta un metro e quarantacinque. “So io dov'è una calamita potente!Nella vostra camera da letto!”
Ci ha visto giocare con le manette?
Alice se ne va in camera nostra e torna dopo pochi secondi con la calamita delle mie tende. Avete presente, no? Quelle cosine tonde di calamita che ti permettono di fare strani giochi con le tende.Quelle lì. E son potenti eh? Io e lei ci siamo messe a smanettare come in sala operatoria.
“Spago!”
“Forbici!”
“Niente spago. Ci vuole del fil di ferro!”
“Calamita!”
E creando il nostro attrezzo pesca-lampadine, siamo tornate fuori, dove il chirurgo mignon ha introdotto l'attrezzo nel buco del paziente. Ci mancava che dicesse “La situazione è sotto controllo” e poi eravamo a posto. Dopo alcune prove, il primario brizzolato, ha voluto prendere in mano la situazione, e mentre io gli asciugavo il sudore e l'assistente controllava i parametri vitali, finalmente abbiamo sentito uno schiocco. La lampadina si era attaccata. Con un'ansia allucinante, nemmeno stessimo giocando a un enorme Allegro Chirurgo, abbiamo assistito il Santo, che in una sorta di pesca di beneficenza, tirava fuori la lampadina millimetro dopo millimetro.
Sìììììììììììììììììì!!!E' fuoriiiiiiiiii!!! Ce l'abbiamo fattaaaa!!!
E lui che non vedeva altra soluzione che smontare la vettura. E le sue donne che con del fil di ferro e una calamita da tende gli hanno risolto la situescion. Che geni!
Uno di questi geni (quella rinco, che c'ha il minchia blog, quella lì) quattro giorni dopo ha dimostrato di essere anche più di un genio.Un super genio.
“Pronto amore!”
“Simo, che è successo?”
“Oddio, non lo so, la macchina non va bene!Sarà questo freddo che ghiaccia tutto, che ne so, ma ho paura di rimanere a piedi!Hai presente la finestrella della benzina, no?Ecco, la lancetta è ferma sulla figurina del distributore di benzina, ma non mi segnala la riserva!Dovrebbe farlo, è quasi in cima!E ora? Ce la faccio almeno ad arrivare al primo distributore?Eh?” Oddiooddioddio!!!
Risposta del Santo (Subito): “Simo. Ho fatto il pieno due giorni fa.La spia della riserva è dall'altra parte”
Ecco, datemi una cassetta degli attrezzi che faccio più figura.

mercoledì 15 febbraio 2012

LETTERA AD ADRIANO CELENTANO

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Adriano, senti a me. No, te lo voglio dì, così, per farti sapere, perché è giusto. Che tutti oggi parlano di te (oddio a dire il vero sono mesi che parlano di te), ma ieri sera hai fatto il botto.
Pure io.A metà del tuo pippone. Svenuta secca e dura sul pavimento.
Adriano, mettiti comodo che c'ho da dirti due cose.Se vuoi ti fo' anche un caffè.Ieri sera hai parlato di un sacco di cose, ma proprio un fottio, degli operai, dei politici, dei cattolici...ma voglio dì, parlare delle commesse,no? Perché ti spiego. Io ieri mi sono fatta l'orario preferito di ogni commessa, uno spezzato niente male con una ventina di prenotazioni extra da infilare nel già caotico quotidiano (perché lavoriamo ringraziando Dio) (a proposito:lo posso dire Dio?). Nelle tre ore di buco mi ci sono fatta incastrare la farmacia, la preparazione di Alice per il compito di matematica, una lavatrice, riordino delle stanze e un tremendo mal di testa perché ogni 28 giorni c'ho anche quella piaga lì. In più, pur essendo San Valentino, ho visto il Santo solo la sera alle 21 , quando, tornata dal lavoro, ti c'avevo una cera da top model. Stavo na favola. Roba che se fossi stata lui, altro che San Valentino, avrei chiesto il divorzio seduta stante. Invece lui no. Ma è Santo, lui. Insomma, ti dicevo Adriano, torno stanca, no? Dopo una giornata di merda, no? Con la pancia gonfia come una zampogna, i miei cari già coccolosi sul divano, con una stanchezza che non c'ho manco fame, con un grillo che sembra che mi trapani il cranio (non ci sono più gli analgesici di una volta, lo sapevi?Sennò te lo dico io) e con l'unico pensiero di rilassarmi con due canzoncine, no? Perché da Sanremo mi aspetto delle canzoni.Brutte, belle, orecchiabili non ha importanza, cantate da brutti (ma con la Bertè c'hai confidenza? Vabbè, le dici che anche se Gigi d'Alessio era abbronzato, il sole all'Ariston non c'è? Perché magari mica se n'è accorta, porella) insomma, ripeto, mi volevo un po' rilassare con le canzoncine, perché una commessa non c'ha mica pretese, le bastano due canzonette ed è contenta. E infatti ne son passate poco più di due e sei arrivato te.
Ora. Adrianino bello. Tu sei un cantante (ma lo sai che c'ho il ciddì tuo con la Mina?Ma quanto siete bravi?), e quindi mi aspettavo che tu cantassi. Invece. Posso dirtelo alla mia maniera?
Mi hai fatto due palle così.
Oh Adriano, via! Non te la prendere, lo sai, io le cose le dico chiare e tonde, però dhè!M'hai fatto un pippone che non finiva più. Ma c'hai pensato a me? Ennò!Non ci hai pensato!Cioè, ma io, pora crista, mi meritavo di sorbirmi tutto il tuo pappiè? No, ma pensaci. Sono il fase mestruale, perdio!
Che poi, Adriano, già si è parlato di te per dei mesi “C'è.Non c'è. Va al festival. Non ci va...”
Prima regola:decisione. Eccheccazzo, c'è gente che non ci dorme per queste cose. Non puoi mica dire, come hai detto a Gianni “Voi iniziate, se mi garba io arrivo”. Non siamo mica all'ultimo dell'anno a casa di zia Eugenia, che se non hai di meglio da fare ti presenti a mezzanotte con una bottiglia di spumante.Eannamo. E poi tutti sti soldi. Bravo, in beneficenza, e con tutto il sermone che hai tirato giù, vorrei anche vedè.
E poi scusa...st'idea di apparire quasi dalle ceneri come la fenice? Bombe, fucilate, guerre...Adriano, mi sembri un po' grandino per giocare ai soldatini.Ma ti immagini scendere dalla scala come tutti, che bellezza? Ed ecco a voi...Adrianoooooooo!!! Ma lo vedi com'è più bellino? Cioè, mi sei venuto fuori dopo un bombardamento. Poi hai cantato. E mi son detta “Ma guarda il mio Adriano, ah ah ah!M'ha fatto pure la finta, che ganzo che è!” E come cantante mi garbi anche, davvero.Però, è durato poco, porcapaletta. M'hai fregato!Ma ti pare che mi meriti pure quello?Di essere presa per il culo? Io, povera commessa stanca con la pancia come una zampogna? No, dico.
M'hai sfrantecato gli zibidei ieri sera. E non sto a dire se è giusto o sbagliato il tuo concetto, probabilmente avrai detto anche cose giuste per carità (non lo so tutto quello che hai detto Adriano, perché ti devo dì la verità, dopo un po' mi si scollega il cervello, mi distraggo e non ti seguo più), però l'autista ti ha portato nel posto sbagliato. Vammi da Vespa, a Ballarò, ad Anno zero, o sennò guarda c'ho un posticino bellino da morì, AUANTI una cifra, dove ste cose vengono anche accolte bene.Vammi a Hyde Park a Londra (e ti fai pure una bella girata) e mi predichi allo speaker's corner.Guarda che è una ganzata!Pare che lì abbiano fatto discorsi anche Carlo Marx e Lenin, cioè voglio dì, ci puoi stare anche te.E sii umile una volta tanto, scendimi dal piedistallo, e che è??? Ieri sera, minchia, sembrava arrivasse un uomo capace di risolvere la fame nel mondo, un uomo con in mano la cura per sconfiggere una volta per tutte il cancro, marò Adriano, vola basso, te prego. Ecco vedi? Mi sto arrabbiando. Mi fai arrabbià. E poi scusa, mi spieghi 'n attimo il teatrino con Pupo? No, onestamente Adriano, non vi si poteva guardà. Doveva sembrare tutto naturale immagino, spontaneo. E allora ti dico questo, senza offesa...avvicinati un po'... “ppsss sai che recitava meglio Alice nel presepe vivente in terza elementare? Ti giuro!Ma quanto era brava?”
Dicevamo? Ah sì, che hai sbagliato trasmissione, via!Se devi predicà, lì non va bene. Ora non ne facciamo un dramma Adriano. Devi solo organizzarti un attimo, mi prepari una bella valigina (portati il k-way che a Londra piove spesso), mi avverti la Claudia, ti prepari due cose, mi carichi la macchina fotografica (fattele due foto Adriano, così per ricordo, son belline), me ne scatti due sceme sotto il Big Ben, alla Torre di Londra, quella roba lì. Poi quando non piove, mi vai all'angolino e mi spari un pippone da paura!Tipo quello di ieri sera.Alla grandissima! E ci butti dentro politica, chiesa, tutto quello che ti pare. Non in inglese, eh? Che sennò non saresti te stesso. In italiano. Con le tue pause, il bicchier d'acqua, una mano in tasca e una sul mento, come sai fare te. Ma in italiano.
Vabbè, che discorsi, loro sono inglesi e non ti capiranno.
Ma io sono italiana e ieri sera non t'ho capito ugualmente, Adriano.
Sarà perché volevo una serata di canzoni. E sarà perché da Sanremo mi aspetto questo.
Buon viaggio Adriano, e salutami la Regina.

lunedì 13 febbraio 2012

SANTO QUI E SANTO LA'

Sondaggio:

Festeggerete San Valentino?
Sì-In che modo?Ricordate che siamo in fascia protetta, plis.
No-Perché?
Forse-Perchè?
Abbastanza- In che senso?

Guarderai Sanremo?
Sì- Perchè?
No-Perchè?
Forse-Perché?


Rispondo io per prima.
Non festeggerò San Valentino, principalmente perché lavorerò tutto il giorno per far felici altre coppie che si ritroveranno una cena romanticissima preparata dalle mie manine.Evvai.E poi perché non c'è bisogno di un giorno per dimostrare l'amore che prov...seeeeeeeee cazzate. La gente non sa più cosa inventarsi.
Guarderò Sanremo perché non sopporto farmi trovare impreparata alle interrogazioni. Perché per cinque giorni in negozio non si parla d'altro. Ci sono dei dibattiti che manco a Forum e io devo essere pronta a sapere. E poi mi gioco la carta della genialità:se non lo guardo non posso parlarne male.Per la cronaca: alle 23 crollo, chi c'è c'è. E speriamo che nel frattempo qualcuno abbia cantato sennò alle mie donnine posso solo dire di che colore era vestito Morandi.Mi aspetta una settimana di fuoco.
Eh sì...non posso nascondervi niente.Sono in fase premestruale, con tutte le conseguenze del caso e mi vengono dei post della minchia a questa maniera.
A tal proposito vi invito a guardare questo video che unisce sia Sanremo che noi donne alate per cinque giorni (Mi fa morì)
Buona Visione.


E rispondetemi alle domande, eh!Che poi ci facciamo un bel discorsetto!

sabato 11 febbraio 2012

CHICCO TICIFICCO

Possibile che una vada in lavanderia a ritirare un indumento e che questo evento sia la causa di uno spignattamento creativo al limite dell'assurdo?
Spiego.
E' iniziato tutto stamattina quando in casa mia c'era più casino che all'apertura del nuovo centro Trony dove prendi un telefonino barattandolo con una caffettiera dell'83.Il fatto è che la sottoscritta e la bimba piccola (quella che va alle medie, che festeggia i compleanni in pizzeria...quella lì) siamo state intralciate dal bimbo grande (quello brizzolato, di un metro e 87, che ogni tanto si dà al giardinaggio...quello lì), perché lui era in partenza. In gita, diciamo. Andava a Roma per la partita di rugby e quindi dovevo aiutarlo a preparare lo zaino.Amore.
I “Il cappello dov'è?”
“Lo zaino?Era qui qui fino a tre anni fa”
“I fazzoletti?C'avete mica i fazzoletti?”
si sprecano, e il Santo girava intorno a noi come i rotoli di fieno nel Far West.
Se ci mettiamo che Alice andava a rilento per via di un raffreddore/mal di gola/ sinusite/mal di orecchie che ha da tre giorni a questa parte, potete capire il grado di casino.
Dopo aver fatto le raccomandazioni di rito a quello grande, lasciando per ultima “E mettiti la sciarpina che a Roma fa freddo”, io e Alice siamo partite alla volta della scuola con una leggera spruzzata di neve a tenerci compagnia. Però. C'è un però. Se durante il tragitto casa-scuola, mia figlia sta zitta, direi che non sta bene. Proprio no. Oddio...stamattina a sentirla parlare metteva paura. Sembrava un trans. Na voce bassa, roca, gutturale e mocciosa.
Arriviamo davanti alla scuola, spengo la macchina, mi giro e la vedo con la testa penzoloni e l'occhio lucido.
“Ali, ma ti senti bene?”
“Mica dando. Mi sendo la febbre”
Evvai.Come l'ultima delle cretine riaccendo la macchina, faccio inversione e torno indietro, sotto gli occhi allibiti delle altre mamme che mi hanno visto arrivare, salutare e andare via. Avranno pensato “Se voleva salutarci, bastava una telefonata!”
Morale:Ali non è in forma, è piena di moccio fino agli occhi e...okay, basta, avete capito, non siamo mica a Elisir. Ma non abbastanza da non ricordarsi “Mamma, debi addare in labanderia a ridirare la tuta da sci per la mia gita sulla nebe”.
Eccerto. La gita sulla neve con la scuola. Io dico che si riprenderà prestissimo, infatti si offre volontaria per fare pure l'aerosol, pensa te.
Fatto sta che vado alla mia lavanderia di fiducia (conosco bene le ragazze), smanettando dentro alla borsa a testa bassa per cercare la ricevuta e quando finalmente alzo lo sguardo, lo vedo. LUI:
UNA FOLGORAZIONE. A quel punto dimentico tutto, il perché, il percome e tutto il cucuzzaro.
No, non ho visto Raoul Bova, Luca Ward o qualsiasi attore figo di soap opera. Ho visto una cosa che mi ha fatto partire l'embolo, che mi ha fatto dire “Lo voglio!” e dopo due secondi mi ha fatto pensare “Mo' me lo faccio!”
Sì, okay queste due frasi potevano benissimo essere usate anche per il figo delle soap opera, ma tant'è.
Vi presento CHICCO TICIFICCO. (Il nome è frutto della mente malata di due femmine che abitano in questa casa)


Ma non è fantastico? Quando l'ho visto, ho esclamato “Nuooooooo!!!E questo?”
“Hai visto bellino?E' perfetto per i nostri biglietti da visita.Eh...!Son cose che si fanno in pensione...”
“Ma se state lavorando!”
“Ma non l'abbiamo mica fatto noi!Ce l'ha regalato un nostro cliente!”
A quel punto me lo sono guardato e riguardato, l'ho preso in mano (ve prego), l'ho studiato,l'ho scannerizzato, fotocopiato, copiaincollato, perché nella mia mente bacata già lo stavo facendo a casa al grido di “Lo so fare.E' facile”.
La ragazza, nel frattempo, ha preso la mia ricevuta e si messa a cercare la tuta da sci e ho pregato che ci stesse tanto così, nel mentre, potevo studiarmi l'animale. Manco fossi Piero Angela.
E ce l'ho fatta.
Perché è facile, mica per altro. Potete anche voi crearvi in 20 minuti un porta-foglietti/scontrini/bigliettini/post-it/ in maniera simpatica e originale. Roba che possono fare tranquillamente anche i vostri figli.
Vi occorre solo un bottone nero per il naso, un libro dalla copertina semirigida (doppione o che non vi piace, o che vi ha regalato vostra suocera, o che avete deciso di buttare, o che volete sacrificare fino a un certo punto per creare il vostro CHICCO TICIFICCO) e altri due bottoncini scuri o occhietti mobili che vendono nelle mercerie più fornite a pochi centesimi.

Il lavoro originale prevedeva il taglio della copertina, ma io non me la sono sentita, mi sembrava veramente un sacrilegio, quindi anche voi potete fare come me.
Prendete il libro, piegate la pagina nel mezzo e piegate l'angolino in cima.

Così per tutte le pagine, compresa la copertina. Vi consiglio di usare un libro non troppo alto perché le pagine acquistano volume, ovviamente, e rischiate di ritrovarvi un riccio obeso.
A questo punto con una puntina di colla a caldo incollate il naso e gli occhietti, e il vostro CHICCO TICIFICCO è pronto per accogliere qualsiasi vostro appunto di famiglia. Ficcateci appunto quello che vi pare,dall'appuntamento col dentista, al buono da spendere in profumeria.
Farà bella figura soprattutto sulla scrivania e vicino alla libreria. Ed ha pure un lato B bello e invidiabile.

E poi non dite che non vi do i consigli su come riciclare in maniera carina dei libri vecchi e in disuso. Altro che bruciare nel caminetto, scambiarlo alle bancherelle o relegarlo sotto il comò che traballa. Qua si reinventa la cultura.Altrochè!Tzè! (che cosa diavolo sto dicendo?)
Un'altra cosa: ho cercato di usare poca colla perché se mi dovessi pentire di aver sacrificato proprio quel libro, basta che tolga gli occhietti e il naso, che stiri un po' le pagine e il libro tornerebbe in libreria come prima e non se ne accorgerebbe nessuno che una volta è stato un riccio.
Se uno volesse fare una ganzata per questo lavoretto sceglierebbe 'L'eleganza del riccio'. Sarebbe una furbata da paura, nevvero?
Ecco cosa partoriscono due donne lasciate sole un sabato intero. Il bello è che quella più giovane poi guarisce dal raffreddore che le annebbia la mente, ma per quella grande è un casino. Non c'è proprio cura.
p.s. Il pensionato aveva usato un librino Harmony.
Della moglie.
Sicuramente sottratto a sua insaputa.
E te credo che non si è fatto scrupoli a tagliarlo :-D

p.p.s. QUI potete ascoltare l'intervista a Fuoriserie (per chi fosse interessato e l'avesse persa).Quando ancora non trasformavo libri in ricci.

domenica 5 febbraio 2012

SALVIAMO L'UCCELLO!

Ehm. Forse era meglio se sceglievo un altro titolo. Anche perché c'è il rischio che mi chiami la mia amica Lilly e mi faccia il cazziatone per essere rimasta delusa da questo post.Lei sarebbe capace di farci uno slogan con questo titolo,e non è una sostenitrice Lipu, tanto pe' capisse.
Comunque. Dopo tutta la neve che impazza sull'Italia, FB è pieno zeppo di foto di città innevate, di link con pupazzi di neve e di allarme cibo uccelli. Eh sì, perché il povero passerotto con tutta sta popò di neve rischia di non trovare più le nostre bricioline. Bricioline che vengono scosse dalla tovaglia insieme al telecomando, nel mio caso. A voi è mai successo?Vedeste che lanci che vi fò.
Dicevamo. Ho visto un sacco di link dove invitavano ad attrezzarsi per far sì che gli uccellini trovassero il cibo. E allora daje che ti ridaje mi sono messa a smanettare ancora e ho trovato un post curioso e un sito interessante dove suggeriscono ben 50 mangiatoie FaiDaTe per i volatili.
E volete che io non ci provi?
Anche perché casa mia è piena d'uccelli. Nel senso: è un po' campagna quindi spesso siamo circondati da passerotti, pettirossi, rondini sul filo dei panni, merli, merle, gazze ladre, piccioni e chi più ne ha più ne metta. E se lo dico ho le prove.
Ecco qua.


Il primo che fa la battuta sul fatto che c'ho un uccello in mano, lo prendo a capocciate, chiaro?
Insomma, ho trovato questo sito e mi sono messa a cercare quelli che potevo fare subito, con pochissimi accessori che avevo in casa.
Quello che mi è servito:





-l'anima di cartone di un rotolo di carta igienica (se non lo avete a disposizione mettete delle prugne secche nella torta destinata alla nonna, poi vedi come finisce la carta)
-una pigna (suvvia, vi sarà rimasta una pigna da Natale, no?)
-dei pirottini da cucina
-spago da cucina (o qualsiasi altro cordino)
-bacche di magnolia (vabbè, ce l'avevo da quella volta delle foto d'autunno, ricordate?)
-becchime per uccelli
-burro o margarina.

ecco il procedimento difficile da morì. Ma proprio difficile.
Prendete la pigna,legateci uno spaghino, spalmatela di margarina e fategli fare triplo carpiato in una ciotola di becchime. Ed è pronta. Eccheccevò?



Poi prendete il rotolo.Spalmate pure questo con la margarina (lo so, fa un certo effetto)e rotolatelo nel becchime come in una gara nel fango. E ualà!Pure questo è pronto.Troppo facile.


Ed ora tocca alla bacca di magnolia. Paro paro alla pigna.


Ora veniamo a quelli che mi hanno dato maggior soddisfazione:i pirottini.
Struggete il burro (la margarina in questo caso è troppo molle) e riempite i pirottini immergendoci lo spago da cucina. Riempite a questo punto il pirottino col becchime e mettetelo nel freezer a freddare (ma anche fuori viste le temperature.




Quando si saranno freddati togliete l'incarto e avrete i vostri dolcetti per uccelli da appendere agli alberi. Io so che mi pentirò di questa cosa, perché poi i miei alberi di ciliegio e albicocco si riempiranno di frutti e mannaggia, mi tocca stare in allerta come un cecchino per evitare che mi becchino la frutta. Ma ditemi se non è bello in inverno fare sta cosa per gli uccellini. Senza considerare che adesso il nostro platano sembra un albero di Natale con tutte queste cosine strane attaccate.











Però.Però ho fatto i conti senza l'oste. C'è qualcuno che si è affacciato alla finestra e guardando in giardino si è sfregata le zampe.
Stai a vedè che casino. Altro che Titti e Silvestro.

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