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Notting Hill

 



Allora, c'è un tizio imbranato ma molto piacente che ha una libreria a Notting Hill specializzata in libri di viaggi.

Un giorno nel suo negozio entra una tipa per comprare probabilmente l'ultimo romanzo di Dan Brown, poi si rende conto della gaffe e ripiega sulla guida 'L'Andalusia, terra di corride e flamenco' pur parlando lo spagnolo come Ceccherini ne Il Ciclone. Lui la serve con professionalità, la riconosce come Anna Scott (l'attrice) dopo tre ore e un quarto, la saluta cordiale, ma poco dopo la piglia in pieno con del succo d'arancia della colazione. Lei, con la maglietta bianca nella quale adesso spicca un disegno giallo ocra di Kandinsky, lo sfancula per poi accettare non solo le sue scuse, ma pure di andarsi a cambiare a casa di lui, che guarda caso, sta proprio lì. Il classico tipo da uscio e bottega, diciamo. E tra una maglietta cambiata e un paio di mutande nuove, lei lo bacia. Così. A cazzo (ancora ci stiamo domandando il perché).
Qualche giorno dopo, quando ormai il nostro libraio in prenda alla disperazione si percuoteva con le guide Michelin, il suo coinquilino gallese, sobrio ed elegante come un rutto in chiesa, gli confida che forse forse la tipa lo ha cercato. William il libraio, dopo aver elencato tutti i film Disney dal '56 a oggi al concierge dell'albergo dove l'attrice risiede, finalmente riesce a strappare un appuntamento dove farà delle stratosferiche figure di merda parlando di astronavi, cavalli, segugi e nonne morte in ospedale. Tuttavia, pur riconoscendo che è rintronato forte, lei si offre di accompagnarlo al compleanno a casa di amici dove festeggeranno il compleanno della sorella di lui, che si scoprirà essere una stalker alla quale piace pettinarsi coi petardi. La cena, dopo un primo imbarazzo pari solo a quando vedi apparire tua suocera a pranzo che non avevi invitato, fila piuttosto bene, anche se alcuni commensali tramano su come abbattere la sorella di Will che è talmente eccitata da sembrare un chihuahua incazzato sotto anfetamine con problemi alla vescica.
Il dopo cena si conclude con un altro bacio in un giardino incantato al grido di 'Perdindirindina!' seguito da un invito a cena e cinemino. Insomma William Thacker uno di noi. Alla richiesta 'Sali da me?' di Anna, Will accetta pregustando di farle vedere la sua statuetta degli Oscar, ma anche qui MAI UNA GIOIA; una statuetta c'è già ed ha le sembianze di Alec Baldwin. Oltre a non inzuppare il savoiardo, Will viene pure scambiato per un cameriere e viene liquidato con un ‘Ah sì, mi porti anche due uova strapazzate.’
Lì per lì sembra finita, ma un giorno Anna, affranta e in lacrime, si presenta a casa di Will in cerca di consolazione perché dei giornali hanno pubblicato delle foto di lei ignuda di quando era giovane. Will la accoglie in casa, la porta nel confessionale e le dice ‘Che cosa posso fare per te, figliuola?’ lei gli risponde ‘Ho finito i savoiardi’ e lui capisce che ha lasciato Alec Baldwin. Ovviamente tra un savoiardo e l’altro ci scappa un tiramisù e la mattina, grazie a quel rincoglionito di gallese che obbliga Will ad andare al cinema con la maschera da snorkeling, si ritrovano i giornalisti alla porta che manco Belen sul terrazzo quando dà aria alla farfalla.
Lei a quel punto si incazza di nuovo e gli dice ‘Decido io chi! Decido io cosa! Decido io come! Ah no… aspe’, questa è la battuta di Vivian. Comunque non me lo dovevi fare!’ e va via incazzata come una scimmia.
Will, affranto, attraverserà le stagioni della vita rimuginando sul perché gli sia uscito quella volta Cavalli&Segugi invece di Eva2000, mentre Anna continua a fare l’attrice. Lui però non molla e infatti la va a trovare sul set dove lei, pettinata come Ornella Vanoni e non sapendo di essere spiata tipo Grande Fratello, lo percula tipo ‘Machicazzosei?’. Lui esce di nuovo deluso (però sei de coccio, fijo mio) e dice basta, ma lei gli piomba in negozio e gli regala un quadro per fare pace. Lui pensa che in casa non sa dove attaccarlo e comunque non gli si addice alla tappezzeria e risponde ‘Mi dispiace, ma no. Rifiuto e vado avanti.’
La sera, a cena con gli amici, si rende conto della puttanata che ha fatto rifiutando una come Anna Scott e la raggiunge in conferenza stampa dove questa volta dichiara che scrive per ‘CACCIA E PESCA’ e lei con un sorrisone da 76 denti capisce che lo ama e che per lei potrebbe pure scrivere per IL GOSSIPPARO di Alfonso Signorini e le andrebbe bene lo stesso.
Alla fine i due si sposano, l’esclusiva delle foto verrà data a CHI e dopo quindici giorni saranno dalla D’Urso. Barbarella aprirà l’intervista indicando il monitor, dove Will accarezza il pancione di Anna, e domanderà loro: “Ma come si chiamerà la creatura bellabbellabbella? Eh? Lo dite a Carmelita vostra? Bellibbellibelli!”
E poi la réclame.

Il diavolo veste Prada



Ci sono due protagoniste in questo film, la dolce Andy e la fantastica Miranda. Quest'ultima avrà fin dall'inizio così tanta stima di lei, che la chiamerà Angy, Benji, Annie, Benny, Trilly, Nanny, Pandy e via dicendo, praticamente come nostra nonna ci chiamava da piccini prima di azzeccare il nostro nome.

La trama più o meno è questa: c'è una tipa che cerca lavoro e una stronza di capo che je farà vede' i sorci verdi. Ma entriamo nel dettaglio.
La nostra Andy Benji fa domanda per essere la seconda assistente della direttrice di Runway, rivista di moda gestita da Miranda Priestly che ci risulta subito simpatica come un'unghia incarnita, ma chissà perché per tutto il film non facciamo altro che adorarla. Ah sì, forse ci ricorda noi in varie fasi della vita tipo: noi in fase premestruale, noi a pranzo dalla suocera con cognati al seguito, noi appena mollate dal fidanzato, noi con colleghe simpatiche che ti chiedono il cambio turno, noi quando ci gira il cazzo, per farla breve.
Miranda, appena vede 'sta sciacquetta, la cazzia per i capelli, il modo di vestire, la goffaggine, il brufolo sul naso e un ritardo mestruale. Non è che possiamo darle torto: all'inizio la nostra Andy Benny pare una che sceglie i vestiti da indossare come io scelgo un tasto del telecomando quando si pianta il televisore: a cazzo de cane. La sua dirimpettaia di scrivania, la prima assistente, è una certa Emily, affabile e amorosa come una pancreatite, che si ciba come quelli dell'Isola dei famosi a tre chicchi di riso al giorno e un pinolo per digerire, pur di entrare in una 38 e volare alla sfilata di Parigi con Miranda. Inoltre la redazione è un coacervo di gnoccaggine con modelle internazionali con uno stacco di coscia alto come una sgabello da piano bar e la pelle diafana. Insomma, un bell'ambientino lavorativo per niente ostile che non mina l'autostima di Andy Pandy. Sulle prime la nostra eroina (chiamata così non perché coraggiosa ma perché sicuramente si fa altrimenti non si spiega come mai abbia scelto un lavoro tanto di merda) subisce un sacco di angherie, tipo vedersi tirare giacconi e pellicce da Miranda appena uscita dall'ascensore. Una roba che se la fibbia della cintura la prende in fronte, la marchia a fuoco come i vitelli. Ma la nostra Andy Trilly resiste (grazie anche a Nigel) e piano piano impara a pettinarsi, indossare i tacchi, a vestirsi e a riconoscere la tabella dei colori pantone dopo che Miranda le ha sfrangiato le ovaie con una lezione degna di Super Quark su come nasce, vive e si riproduce un maglioncino ceruleo. Ovviamente, visto che vive per assecondare i capricci di Miranda, la vita privata della nostra protagonista, fa come noi dopo il pranzo di Natale da mi'madre: rotola pericolosamente. Infatti perde gli amici e il rapporto col fidanzato subisce un arresto perché lei invece di fare all'amore, segue passo passo i tutorial di Giovanni Muciaccia su you tube e costruisce pianeti di cartapesta mormorando ogni tanto: "Fatto?!" Il fidanzato, un cuoco riccioletto che sogna di diventare Cracco ma con velleità che si avvicinano di più ad Alfredo Linguini di Ratatouille, ne esce sconfitto anche perché, ora che lei indossa tacchi, le arriva alla rotula e già solo baciarla è un casino.
Ora che la nostra Andy Nanny è riuscita a rovinare la sua vita ma a fare breccia nel cuore algido di Miranda, grazie anche alla sua amicizia su FB con la Rowling (la quale le manda le bozze di Peppa Pig facendole passare per le nuove avventure di Harry Potter da far leggere a quelle due piaghe delle gemelle), la prima assistente Emily trema dalla paura che venga sostituita proprio dall'ultima arrivata. E infatti, ma pensa un po', viene presa in pieno da un'auto e finisce all'ospedale dove a quel punto si sfoga e mangia un panino con la mortazza, un budino al cioccolato, una pizza doppio formaggio e una pasta e fagioli al grido di 'Andateveneaffanculo voi, la moda, Miranda, la taglia 38, Parigi e le sfilate. Voglio mori' grassa!' per poi sfanculare pure Andy Annie con 'Esci di qui che tu mangi pure carboidrati e non ingrassi che già per quello ti dovrei prendere a mazzate accidenti a te e a chi ha un metabolismo veloce muori male maledetta!' Insomma, un augurio dolcissimo.
Fatto sta che Andy Kelly parte per Parigi con Miranda e l'avesse mai fatto. Quello che per Miranda doveva essere un viaggio di lavoro importantissimo, si rivelerà un tripudio di incul... di fregature non indifferenti. Un complotto degno del KGB vede una Miranda scalzata dal nuovo direttore del giornale, perdere il suo fidato Nigel che scapperà a Copacabana con un tipo italiano di nome Antonio, e l'abbandono del suo terzo marito che le urla dietro 'Se ti hanno lasciato pure gli altri due, un motivo ci sarà stato. Che sono io, più scemo di loro?' Insomma, era meglio se stava a casa. In tutto questo la nostra Andy Carly finisce a letto con un giornalista che aveva conosciuto per la storia di Harry Potter e lei affascinata dalla bacchetta e dal fatto che il tipo è così prestante da essere la custodia del fidanzato, ha ceduto facendo pure la pole dance intorno a un palo in una notte parigina.
Il film potrebbe finire così con lei gnocca, magra e alla moda, con un lavoro brillante, un fidanzato biondo e bello, ma invece no: lei dopo tutto 'sto casino ci ripensa e torna alla vita di prima.
Cioè, fammi capi': hai fatto la fame, ti sei indebitata fino al 2089 per vestirti decentemente, al posto dei piedi hai degli zoccoli di gnu perché pur avendo il 40 ti fai andar bene un finissimo 37, Linguini è stato sostituito da uno dei Centocelle, hai un lavoro che le altre pur di averlo ammazzerebbero a colpi di Postal Market pure le loro madri e dici 'Rifiuto e vado avanti?'
MA ALLORA SEI SCEMA.
Andy Delly, fatte di' 'na cosa: aveva ragione Emily, dopotutto. Tu non meriti niente.
Anzi, fattene di' due: tu non sei riuscita a capire appieno Miranda. Miranda è un mito: una di noi. E aveva ragione pure lei: quel maglioncino ceruleo te stava demmerda.

SE SCAPPI, TI SPOSO -



E niente, ieri sera troppo stanchi anche solo per fare zapping e cercare qualcosa di nuovo, ci siamo riguardati 'Se scappi ti sposo', film caruccio caruccio con i miei attori preferiti che da Pretty Woman se so' trasferiti nel Maryland.
Lei ha una ferramenta, lui è un giornalista divorziato che non la vede da un bel po' altrimenti non si spiega come mai sia così cinico e infatti si accanisce su sta pora crista solo perché lei è indecisa su quali uova mangiare e scappa dall'altare alla stessa velocità con la quale scappo io di casa ogni volta che mia suocera al telefono mi dice "Passo tra dieci minuti".
Insomma lui fa un articolo demmerda su di lei dandole poco poco della zoccola (rimembranze del film passato? Non è dato saperlo) e lei si incazza così tanto da asfaltarlo sulle strisce? Prenderlo a sassate? Affogarlo nel bidet? No, gli fa i capelli multicolor come un Mini Pony.
Il regista nel frattempo ci fa conoscere tutti i suoi ex:
il prete, che del più famoso Padre Ralph de Bricassart non aveva manco l'unghia del mignolino.
Il rockettaro, che sembrava un misto tra Fedez e Ben Stiller e l'ubriaco coi baffetti alla sparviero che trova sollievo solo al bancone del bar.
Infine c'è il disgraziato di turno, l'ultimo, amante della montagna che le carica sul groppone uno zaino così peso che la fa' ribalta' sul pavimento della cucina.
Il nostro Richard Gere sta letteralmente tutto il film a dirle "Guarda COSA che te di questo ( e manco di quell'artri) non sei innamorata. Non è l'uomo giusto per te."
E lei ingenua che lo provoca "E chi sarebbe l'uomo perfetto per me? Tu?"
Lui le risponde "E certo!" e lei invece di saltargli al collo e fargli saltare tutti i bottoni della camicia al grido di "Sono la tua Pretty, quindi Prettymi ora, subito!", che fa? Gli ride in faccia.
ALLORA SEI CRETINA.
Dice di no al nostro Richard, ma lui comunque riesce a portarla all'altare in presenza di coso... lì... Thompson il direttore dell'albergo dell'altro film ma che qui fa il suo amico che però gli bomba l'ex moglie... insomma n'c'hocapitounabeataceppa.
Dicevo: ha Richard Gere che la ama e la vole sposa', è lì che l'aspetta all'altare e lei che fa? SCAPPA NARTRA VOLTA.
Ma allora non sei solo cretina, sei deficiente. Ti meriti le doppie punte, la cellulite, la fiatella e l'herpes genitale figlia mia.
Insomma, ri-scappa nartra vorta, sul camioncino delle consegne.
Io fossi stata Riccardino avrei detto "Mo' m'hai rotto er cazzo" e invece è tutto mogio mogio e innamorato a New York e di lei non ha nessuna traccia.
Ma poi lei, non si sa come a dire il vero, la ritroviamo seduta sul suo divano e si dichiarano eterno amore con lei che fa:
"Ma lo sai perché scappavo?"
"Dimme."
"Perché mi dava noia tutta la gente."
Infatti lui riesce a sposarla su una collina, da soli, circondati da cacca di cavallo, un albero, e un prete passato di lì per caso.

DIRLO PRIMA, NO?




La Bella e la Bestia



 
C'era una volta un principe bellissimo che viveva in un castello anch'esso bellissimo. Tutta 'sta beltà gli dava talmente alla testa che pareva ce l'avesse solo lui; infatti un sera bussa al portone una vecchina a chiedere ospitalità, ma lui la scaccia in malo modo perché 'Questo castello non è un albergo!'.
La vecchina, come noi tutte in pre ciclo, la prende talmente bene che gli scaglia contro un anatema del tipo "Non mi vuoi manco ora che va di moda il toy boy? Vedi come ti concio. Allora: prima di tutto ti riempio di peli, così vedi come è simpatico depilarsi ogni tre giorni. Poi ti regalo 200 kg, i denti in fuori, le unghie incarnite, la fiatella e pure due corna. Se riuscirai a farti amare così le cose sono due: o l'incantesimo si spezza o lei è scema." Detto questo si trasforma in una gnocca e conclude con "Ti sei fermato all'apparenza. Non fidarti mai di una donna struccata. C'è sempre Kiko che ci viene d'aiuto."
Passano gli anni e la Bestia è affabile e simpatico come Sgarbi a un congresso di ignoranti; poco più in là, in un paesino tutto rosa e celeste vive lei, Belle.
Belle canta mentre dà da mangiare alle galline, canta mentre compra la baguette, canta mentre legge circondata di pecore, canta mentre passeggia nella prateria col cavallo, insomma alla fine il dubbio che sia Licia Colò a un provino di X Factor è forte.
Nel paese vive anche uno che risponde al nome di Gaston: è bello, virile, narcisista, ignorante e si specchia di continuo: praticamente un tronista. Da sempre accompagnato da Gianni Sperti (che qui si fa chiamare Le Tont) tenta di convincere Belle a sposarlo, ma lei non gli concede manco un esterna tanto è presa a star dietro a suo padre che si diverte a fare le invenzioni e costruire galeoni PlayMobil.
Un giorno, sto vecchino tombolotto che con la neve mi esce a maniche corte, parte per la fiera della porchetta e si perde nel bosco. Gira che ti rigira arriva al castello dove degli oggetti animati gli offrono riparo. La Bestia, già incazzato perché la gente pensa che quello sia un Ostello, al grido di 'Ma cosa siamo diventati? Non accogliamo mica cani e porci!' lo butta nelle prigioni senza manco un giacchettino.
Nel frattempo Gaston prepara il banchetto di nozze, ma viene rimbalzato ancora una volta da Belle che, con un libro in mano, gli domanda "Sai cosa è questo?" lui risponde "Uno sturalavandini?" e lei capisce che è rincoglionito forte e mormora 'Piuttosto la do in pasto ai cani, ma a te mai!'
Nel frattempo il cavallo Filippe (che rimane muto per tutto il cartone nonostante parlino TUTTI, perfino i muri) torna a casa e Belle capisce che a suo padre è successo qualcosa. Un po' incazzata e un po' preoccupata, parte alla ricerca bofonchiando "Ma cosa c'è andato a fare alla fiera con sto tempo de merda, vorrei sape'! Senza nemmeno un golfino, poi!" Infatti al paesello di Belle ci sono 45 gradi, praterie verdi e campi fioriti e nel bosco meno 15, neve e bufera che manco alle isole Svalbard.
Belle arriva al castello, trova suo padre in prigione, gli dice "Hai le mani gelate!" sopprimendo un "Se ora pigli la polmonite vedi come te le do di sopra!" e già incazzata per questa cosa fa pure un cazziatone alla Bestia rinunciando a un invito a cena.
La Bestia si rende subito conto che lei potrebbe spezzare l'incantesimo, ma essendo una donna Alpha potrebbe spezzargli anche le gambine, se non si comporta a modo.
Allora lui si fa fare i boccoli alla Shirley Temple e vestire bene dall'attaccapanni Miccio e si fa consigliare da un orologio e un candeliere quale comportamento adottare per conquistare il cuore della RAGASSA (per dirla alla Lumiere).
Il tempo passa e tra i due nasce una certa sintonia: lei gli insegna le buone maniere e ad aprire il suo cuore, lui le apre invece la porta della sua biblioteca. Lei, come noi tutte da Zara in un giorno di saldi, gli salta al collo ringraziandolo con ardore.
Nel frattempo il candeliere si accoppia con uno Swiffer, l'orologio parla con la teiera e l'armadio dialoga con una tazzina sbeccata. Però vogliono mettere al manicomio Maurice perché dicono che il pazzo sia LUI. Parliamone.
Una sera, dopo il ballo nel quale Belle pare una meringa al gusto limone, lei vede suo padre nello specchio. Il vecchio tossisce e si accascia e lei accampando la scusa "Mio padre sta male, devo andare!" che suona un po' come 'Scusi prof, non ho potuto studiare perché mi è morta nonna', fa breccia nel cuore della Bestia che, mosso a compassione, la lascia andare.
Lei bofonchiando un "Ora mi sente. Se continua a non darmi retta lo metto all'ospizio!" torna a casa.
Da qui un casino dietro l'altro, roba che avrebbe fatto meglio a rimanere dov'era.
Gaston, geloso, mi si incazza e gioca sporco, ricattandola a bimbominkia. Come un ignorante qualsiasi mi aizza e mi istiga quelli del villaggio al grido di "Prenderà le vostre terre! Mangerà i vostri bambini! Si accoppierà con le vostre mogli! Vi ruberà il lavoro! Ammazziamo la Bestia! Rispediamolo a casa sua! Prima i francesi!" e parte tutto tronfio verso il castello con un manipolo di mentecatti che credono che una persona con l'aspetto diverso dal loro, sia pericoloso.
Al castello non aspettavano altro che 'sto deficiente e partono cassetti nei denti e coltelli negli orifizi.
I mentecatti, come giusto che sia, escono sconfitti da questo scontro, ma Gaston affronta la Bestia senza nemmeno una Maria de Filippi a mediare l'incontro. La Bestia è affranta, la rosa sta perdendo i suoi petali, Belle è andata via.
Ma ecco che arriva, scende le scale, parte la musichetta e Maria dice "Bestia, per te c'è Belle."
La Bestia allora si rinviene e lotta con Gaston il quale, dopo avergli inferto una pugnalata, precipita nel baratro.
La Bestia sta morendo e Belle si inginocchia confessando il suo amore per la biblioteca, per il castello, per l'argenteria, per la servitù, per i giardini, per i vestiti e per la piscina mormorando "Se la Ferragni perdona a Fedez tutti quei tatuaggi io, per tutto stobendiddio, posso chiudere un occhio sulla tua peluria, via!"
Questa dichiarazione convince la rosa che si è stufata di passare di mano in mano in questa trasmissione e quindi fa sì che l'incantesimo si spezzi, e la Bestia, sotto un tripudio di fuochi d'artificio che manco a San Silvestro al Cocoricò di Riccione, si trasforma in Claudiano.
Belle guarda il capello biondo fluente e l'espressione da cercopiteco in coma e pensa: "Forse forse era meglio da bestia."
Vissero tutti felici e contenti con Mrs Bric finalmente tornata nei panni di Tina Cipollari che, con boria, spiega ancora una volta alla tazzina le regole dell'amore.
Lei che, in tutto il film, non se la caga nessuno e pare abbia sbottato a fine riprese "No, Walt, IO ESCO!"

TITANIC

                                                                                                                 (Foto: movieplayer)


 Giorni nostri. La faccio breve: un tizio dall'aria tranquilla sta conducendo una spedizione per recuperare un prezioso gioiello che si trova sul Titanic, affondato nel 1912. La possibilità di trovarlo è pari alla possibilità che trovi anche qualcuno sempre vivo, ma lui non demorde. Infatti, in una cassaforte lo trova, ma ahimè è solo disegnato su un foglio addosso a una tipa che fa strappare loro la seguente frase 'Però! Che gnocca deve essere stata questa qui.' La notizia appare al telegiornale e una vecchietta, tra una pausa e l'altra di Terra Amara, si riconosce in quel disegno e chiama il baldanzoso giovane dicendogli: "A COSO, guarda che quella gnoccolona sono io" Lui pensa che soffra di aterosclerosi e che abbia capito fischi per cazzi, ma comunque accetta di vederla.
A quel punto, tra un 'portatemi una camomilla' e un 'cara, passami le pastiglie per la pressione', la vecchina comincia a raccontare la sua storia:
"Allora, nipote mia, dico a te: bello e caro tuo nonno, eh? Ma mai come colui che mi ha aperto come una cozza in una macchina parcheggiata male. Eh sì, non mi guarda' così, tu' nonna era sveglia, sai? Ora ti racconto di Jack. Insomma, salgo sul Titanic con un vestitino comodo comodo di Zara con quella piaga della tua bisnonna che doveva essere in menopausa, altrimenti non sia spiega la sua acidità, e quel figo ma odioso del mio allora fidanzato. Ci stavo solo perché lo chiamavano Trivella e perché mi'madre mi stava a di' che eravamo povery povery. Dopo aver parlato a caso di quadri da appendere nella mia stanza ed essermi resa conto di aver perso il disegno che avevo fatto in quinta elementare che metto sempre sul comodino, mi è preso lo sconforto. Giuro, ci tenevo troppo a quel disegno. Allora salgo sulla poppa del Titanic pronta a dire fine alla mia vita senza più matite, pennarelli e arriva un biondino che invece di tentare di salvarmi mi dice che si vuole buttare anche lui dopo avermi fatto una lezione degna di Super Quark su quanto è fredda l'acqua, gli squali, la salinità del mare, case, libri, viaggi e fogli di giornale. Io penso 'Questo è scemo, in fondo c'è chi sta peggio di me' e ci ripenso. E siccome, poraccio, mi faceva pena, lo invito a cena. Lì scopriamo tutti che è un artista e che disegna (bene) per vivere (male), ma io ormai affascinata dal fatto che potesse avere una scatola di pennarelli Carioca nuova di zecca, mi lascio conquistare e accetto l'invito di scendere in terza classe a ballare in punta di piedi come una Carla Fracci qualsiasi. Lì, nipote mia, ho pensato: però 'sto ragazzino è proprio bòno e i toy boy andavano già di moda. Ergo: avevo 17 anni e ne dimostravo 39, parevo su'madre. Comunque, gira che ti rigira, quella cirrosi del mio fidanzato e quella peritonite de mi'madre si accorgono che tra di noi c'è del tenero solo guardando come lui me insegna a sputacchiare. Niagara, mi chiamavano. E tra uno scambio di saliva e l'altro, è sbocciato l'amore oltre alla mononucleosi. Lui mi fa pure vedere il suo pennarello rosa Giotto, con il quale dopo mi fa quel ritratto che vedete. E poi niente, quel deficiente di omino alla vedetta non mi vede un iceberg. Me lo becca in pieno, maremma impestata ladra. Da lì, un gran caos: un fuggi fuggi generale, il Titanic che s'allagava e mi madre che mi accusava "Rose! Basta sputacchiare! Guarda che casino stai facendo!" ma giuro su tuo nonno che non ero stata io. Almeno non tutto, ecco. Un po' di mare c'era.
Comunque io e Jack ce la vediamo brutta più volte: lui viene ammanettato dal galoppino del mio fidanzato, ma io con un'ascia lo libero. Ricordo sempre cosa dissi a lui:
"Jack, sapresti disegnare con una matita infilata nelle narici?"
"Perché me lo chiedi, Rose?"
"Perché non ho una buona mir... vabbè dai, al limite ti metterai sulla strada con un piattino, tanto sei già poraccio. Ti fidi di me?"
"Corcazzo."
E invece, colpendo alla ndo cojo cojo, ce la feci. Poi scappammo su e giù per i piani del Titanic sempre col mio fidanzato alle calcagna che aveva tentato pure di mettermi su una scialuppa, ma ora te lo posso dire: io non sono mai stata una 38 ma una 46 abbondante e le mie chiappe lì dentro ci stavano strette, ecco. Però ricordo che il mio fidanzato mi regalò il suo cappotto infeltrito preso a una bancarella, con cuciture a vista e la fodera di pessima qualità. Vestiva di merda, sai? Poi non l'ho più visto e, dopo che il Titanic si è schiappato in due e ha cominciato a galleggiare come un savoiardo nel caffellatte, ho pensato di lasciarlo seriamente. Da lì in poi ho pensato non solo a salvarmi, ma anche a cambiare la mia vita al grido di 'Chiusa una porta, si apre un portone'. Infatti mi sono presa un bel portone intagliato fine ottocento con pomelli d'oro e l'ho usato per sdraiarmici sopra. Ti devo dire la verità: volevo provare a fare surf, ma non c'era il vento adatto, allora me son detta 'Via, mi ci sdraio sopra un attimino, metti che dopo s'alza una leggera brezza.' Jack nel frattempo faceva snorkeling. Ogni tanto mi portava du' pescetti, qualche conchiglina, poi quando l'ho visto con le labbra blu gli ho detto 'Jack, esci dall'acqua, che te sta a pija il freddo. Vieni che ti cambio il costumino.' Ma lui impietrito, oh, manco mi rispondeva. Sembrava congelato. Glielo avrò detto mille volte, tra uno sputo e n'artro: "Prima di fare il bagno devi aspettare, ché sennò poi ti prende una congestione e ME MORI." Infatti è morto. Cioè, ma se po' mori' così? Ma io non lo so. Che poi, dopo, tutti a dare la colpa a me, a dirmi che sul portone ci stava, ma oh, famo a capisse: lo sanno tutti che prima di fare il bagno dopo pranzo dobbiamo aspettare minimo 8-9 ore, è la prima regola. E quindi niente, è andata così, congelato e stecchito come un bastoncino findus. Hai capito che vita grama, nipote mia? Jack è morto per una congestione da parmigiana."
"Sì, nonna, ho capito. Ma il gioiello di famiglia?"
"Ah no quello, pace all'anima sua, finché è stato vivo ha funzionato bene."
Parola di Rose.

Harry Potter e la pietra filosofale (film)


                           


                                                              
Harry Potter è uno sfigato quasi al pari di Remì, e fin qui ci siamo. La storia inizia con lui che viene abbandonato davanti alla porta di un'abitazione come un sacchetto dell'umido; infatti lui è orfano e in quella casa ci stanno degli zii simpatici come una pancreatite che lo faranno vivere nel sottoscala come un ratto qualunque. Ditemi voi se non è una vita di merda.
Ciononostante si rende ben presto conto che sa fare cose incredibili come dialogare coi serpenti che si sa, è come un diploma o un attestato CEPU, può tornare sempre utile nella vita.
Verso gli undici anni, Harry riceve delle lettere recapitate da un gufo perché, sfigato com'è, non ha manco WhatsApp. Per farvela breve: in quella lettera gli viene comunicato che i suoi genitori sono morti ammazzati per mano di Voldemort e che 'Però dai, sei stato ammesso alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, quindi sticazzi'. A quel punto scopre che la cicatrice a forma di saetta che ha in fronte non è altro che il segno del 'sopravvissuto alla strage' e non la cicatrice di quando, a tre anni, si è piantato col triciclo sulla cancellata.
Ad accompagnarlo per i suoi primi passi verso il mondo della magia c'è Cannavacciuolo che, tra un piatto di pappardelle e un risotto ai funghi, lo guida all'acquisto dell'occorrente a Diagon Alley. Harry, con tutto l'armamentario dell'apprendista mago, a quel punto si reca alla stazione e pare noi davanti al cartellone delle partenze: non ci capisce una mazza. Non gli rimane altro che battere la testa nel muro dalla disperazione ma qui, come per magia, invece di finire al pronto soccorso, finisce in un'altra stazione dove inizierà la sua avventura fatta di insidie. Come a un qualsiasi pronto soccorso italiano, infatti.
Qui fa la conoscenza di altri due maghetti: Ron e Hermione. Lui imbranato, pel di carota, che vive con un topo in tasca e con l'aria sveglia di chi si desta dopo un rave. Lei una cagacazzi saccente sotuttoio che verrebbe voglia di lanciarla dal finestrino al grido di 'E allora fammi vedere come voli, maledetta!'. Non contento di queste splendide e utili amicizie, Harry conosce anche Draco Malfoy, un biondino platinato dal mento sfuggente simpatico come un chiuhauha incarognito.
Arrivato alla scuola Harry pensa: 'Finalmente mi posso rilassare? Visto che ho fatto un viaggio di merda col rimbambito, la cagacazzi e il figlio di Enzo Paolo Turchi?' La risposta è no. I ragazzi devono essere smistati nelle classi ficcando la testa sotto un casco da parrucchiere pregando cose tipo: 'Non i boccoli, non i boccoli, ti prego non i boccoli'. Se ti va bene il tuo desiderio viene esaudito, altrimenti vieni fuori che pari Shirley Temple.
Ma non è finita. Che non lo vuoi fare un po' di sport in questa magnifica scuola? Allora vai di Quidditch, sport le cui regole c'hanno sempre da capirle chi ci gioca. Visto da fuori sono dei disgraziati che, in groppa a una scopa, rincorrono un ferrero rocher che li percula agitando le alucce dorate.
Non pago di questa mirabolante scoperta, il nostro Harry in tutto sto pappiè, fa la conoscenza di Albus Silente che è un tipo a metà strada tra mago Merlino, Gandalf e tu nonno con la periartrite. Però dicono che comanda lui, quindi MUTI. Inoltre, nella sua prima lezione di 'pozioni' conosce Renato Zero che lo prende subito in antipatia e rivolgendosi a Harry, Ron e Hermione, si lascia andare a un 'Il triangolo no! Non l'avevo consideratooo' sollevando applausi e consensi del pubblico, fino all'apparizione di Silente che lo redarguisce con un 'A Rena', t'avevo detto basta col tuo repertorio.' Renato si incazza per questo divieto e lo rimarrà per tutto il film.
Comunque tutta la storia è per cercare un sasso di fiume di poco conto che, per darsi delle arie, verrà ribattezzato la 'pietra filosofale' nascosta, dicono, nella botola del castello sotto la torre più alta della collina più verde della montagna più rocciosa del poggio più giù.
Harry per trovarla deve attraversare varie peripezie come combattere con un cane a tre teste con il nome azzeccatissimo di Fuffi (nome chiaramente terrificante per un mostro del genere), fuggire da delle chiavi volanti con il terrore che gli entrino in tasca e non solo, e una partita a scacchi gigante che a ogni passo falso li accoppa. Roba simpatica, insomma. Arrivato in cantina, Harry si destreggia tra damigiane di Valdobbiadene, delle melanzane sott'olio e la conserva di nonna Pina, mentre in un angolo, sorprendentemente, trova lo 'specchio dei desideri'; lo stesso che speriamo di trovare noi in un qualunque camerino di Zara che al grido di 'Specchio, servo delle mie brame, chi è la più gnocca del reame?' ci rimandi la nostra immagine con 10 kg meno, il culo di Belen, le tette della Satta e le gambe della Bundchen. Qui ci incontra il professore di Difesa contro le arti oscure, il professor VelociRaptor che, come dice il nome, svelto svelto gli frega tre melanzane, un fiasco di vino e l'ultima collezione di reggiseni in pizzo in sconto del venti per cento.
Harry a 'sto punto non capisce più nulla, fino a che il professor VelociRaptor non si rivela per quel che è: un voltafaccia. Infatti, tolto il turbante, al posto della chierica da San Francesco ti c'ha un faccione senza naso. VelociRaptor è come il maxibon: Two is megl che one. Harry è sorpreso, ma mai come quando Voldemort gli rivela che campa grazie al sangue di unicorno. A quel punto Harry lo percula e pensa 'Questo è un cretino. Minimo minimo, è pure innamorato di quella porca di Peppa Pig'.
Il duello finale vede un Harry rincoglionito che ha inseguito per tutto il film la pietra e alla fine se la ritrova in tasca e fa pure il sorpreso come un cleptomane qualunque. Qui mi immaginavo una scena hard con Hermione che gli tocca i pantaloni sussurrando un 'Wingardium levìosa!' ed Harry che risponde 'È inutile che ci provi, non si alza nulla: è la pietra, deficiente.'
Poi niente, Harry al grido di 'E mo' basta, mi avete rotto il cazzo!' polverizza VelociRaptor, fa scappare colui che non deve essere nominato, redarguisce un po' la cagacazzi, risponde un po' sottomesso al figlio platinato di Enzo Paolo Turchi, fa amicizia un po' con tutti e chiede a Cannavacciuolo se la prossima volta invece che a Hogwarts lo dirotta verso Masterchef.
Ah sì, la squadra del nostro Harry ovviamente vince pure la Coppa del Nonno, assegnata grazie ai punti acquistati in questo anno scolastico fatto di sfighe, ormoni a palla non soddisfatti, cani a tre teste, pietre false come i brillocchi sulle bancherelle e un gioco in cui ti metti una scopa sotto le chiappe. Insomma, tutto talmente bello che il nostro Harry al grido di 'Mai una gioia!' frequenterà questa scuola per altri ventisette anni.
Il film finisce con Renato Zero che, davanti a Silente, canta 'Vecchio! Diranno che sei vecchio!'
e con quest'ultimo che risponde: 'Se mi richiami vecchio, con un peto ti faccio i riccioli alla Cocciante. Poi vedi come canti bene Margherita a suon di pizze in faccia."
Comunque brava la Rowling, eh?

                                                                                                                        (foto: film.it)

 
La scena iniziale si apre più o meno così: una famiglia in auto che si reca al solito villaggio vacanze, quello che ha visto crescere le figlie e invecchiare nonna. Infatti la protagonista, seduta dietro e coi riccioli al vento, è felice e contenta come se la stessero portando a fare una colonscopia. Accanto a lei una sorella che si rimira continuamente in un lezioso specchietto perché suo padre le ha detto più volte che prima di parlare deve riflettere. Sì, è scema. Per tutto il film.
Una volta arrivati, Baby si accorge che l'ospite più giovane ha 78 anni, che si danno allo sport estremo tipo il gioco delle bocce e che il brivido più grande che l'aspetta è la tombolata tre volte a settimana. Reprimendo un 'Babbo, ma una settimana a Formentera, no?' la nostra Baby (curioso nome visto che nel film dovrebbe avere 17 anni, ma ne dimostra 43) si accontenta e fa buon viso a cattivo gioco come tutte le donne quando gli viene detto 'Tesoro, oggi a pranzo ho invitato mia madre.'
In breve tempo, stanca di imparare il punto croce al corso pomeridiano e di giocare a 'Trova la dentiera', la nostra Baby si intrufola in una festa danzereccia portando un cocomero. Lo so, scritta così non ci azzecca una mazza, ma pure nel film. Lei porta un cocomero, punto.
Mentre è lì che pensa 'Ma guarda guarda 'sti giovani come si dimenano' arriva lui, quello che ci fa imbizzarrire le ovaie, quello che fa fare ai nostri ovuli il giro della morte nelle tube, quello che ci fa girare verso nostro marito ringhiando 'Ma te un po' di palestra, no eh?' : Johnny.
Lui, come tutti quelli che sanno di essere fighi, manco la caga di striscio e nonostante in quella sala ci sia un caldo infernale, pensate un po', non vuole nemmeno un po' di cocomero. Nel frattempo gli ormoni di Baby si affacciano alla vita e gridano 'Figaccione! Figaccione!' come un naufrago qualsiasi grida 'Terra! Terra!'
Lui, con una tipa biondissima, secchissima e levissima, balla la qualunque anche se in realtà agli occhi di tutti stanno copulando selvaggiamente, posizione del missionario compresa.
Lì Baby si accorge che però è tutto un gran puttanaio, che lì non ci dovrebbe stare, che se suo padre la scoprisse, da riccia come Afef la farebbe diventare liscia come la Hunziker e che se sua sorella si accorgesse poco poco che c'è gente che ti fa ballare la rumba sullo zucchino, la lancerebbe senza riserve come noi lanciamo il bastone al golden retriever. Infatti la sorella, con i fiocchetti in testa come una rintronata qualsiasi, si invaghisce di un cameriere che sparge i suoi semi manco fosse Luca Sardella in un campo di pomodori a Linea Verde. Infatti, semina che ti risemina, mi ingravida la Penny, la quale balla con Johnny, che si confida con Baby, che alla fine suo padre chiamò.
Quel povero uomo del dottor Houseman, svegliato nella notte non dalla prostata birichina, ma dalla figlia minore, si reca alla capanna e sistema la faccenda rivolgendo a Baby una frase che si può riassumere più o meno così: "Se ti ritrovo da queste parti ti lascio anda' un manrovescio che te cambio i connotati e visto il naso che ti ritrovi te faccio pure un favore." Poi se ne va stizzito e alla domanda della moglie 'Cosa è successo, caro?' risponde come noi quando passano le scene di ballo con Johnny seminudo: "NIENTE. DORMI"
Con la Penny fuori uso, e 24 ballerine disponibili che ballano più o meno come lei in quello scantinato, a chi viene chiesto di sostituirla per un'esibizione? A Baby. Una che sa ballare come io so fare la spaccata e che si muove così bene che sembra tutte noi quando abbiamo un insetto incagliato nella maglia. Geni. Lei ovviamente accetta di buon grado e dopo essersi asciugata la bava chiama il ginecologo: 'Sto ovulando a loop, è normale?'
Le scene di ballo le sappiamo talmente a memoria che se tornasse Johnny saremmo in grado anche noi di ballarle e non rideremmo come quella scema quando lui le passa una mano sotto l'ascella. MA COSA RIDI CRETINA CHE MANCO TI RENDI CONTO A CHI TE STAI AD APPOGGIA'. L'odio profondo, proprio.
Insomma, vanno a questo ballo, lei sicuramente truccata da una bambina di cinque anni coi truccosetti di Hello Kitty, vestita da Miccio con la congiuntivite e pettinata da Edward Mani di Forbice, sta così di merda che tutte noi pensiamo 'No vabbè, guarda rimettiti gli short e le infradito che così me pari una ballerina sì, ma dopo un frontale con un tir.' In più balla malissimo, se move come avesse la febbre a quaranta e le vesciche ai piedi e non fa quel benedetto salto.
Nel frattempo, mentre Baby piroetta a cazzo su quel palco, due vecchietti rubano tutte le pensioni dei vecchiardi presenti nella sala e il giorno dopo viene incolpato proprio il nostro Johnny.
Allora Baby, con quel coraggio tipico delle donne che si avvicina molto al nostro 'Ma sì, non la faccio la ceretta per andare al mare, tanto non si vedono molto', lo difende a spada tratta e ammette che lui non può essere il colpevole perché, proprio la sera prima lui le ha insegnato il mambo orizzontale.
Ovviamente si pente di averlo dichiarato (come noi del resto, che nel frattempo intrecciamo sulla battigia i nostri peli) e sarà punita da suo padre che vuole partire subito subito subito, ma poi sua moglie gli dice 'Cazzo stai a di', ho pagato fino a domenica e ora si rimane!' Lui come tutti i nostri padri al cospetto delle nostre madri, abbassa la testa e mormora un 'Sì cara. Hai ragione cara.'
Baby, da una parte è sconsolata perché non ha più l'approvazione del padre, dall'altra si è portata a letto il nostro meraviglioso Johnny quindi saltella per il campo di bocce dando scappellotti ai vecchietti al grido di 'Mio padre non mi parla più perché ho bombato con quel figo di Johnny? Sai che c'è? STICAZZI.'
Ovviamente lui viene cacciato perché mica può sedurre le giovincelle, lei è triste, sua sorella scema viene sedotta e abbandonata dal cameriere, ma probabilmente pure dallo chef, dal portiere, dall'addetto alla sala, dall'autista e pure dal giardiniere, suo padre pensa 'Pensavo di avere una figlia donatrice di organi da viva e invece ne ho due, mai una gioia 'orcomondo!' e sua madre che è felice perché ha vinto al burraco un salvavita beghelli.
Il film finisce con un flash moob in cui il nostro Johnny ritorna, la preleva da un angolo muffito al grido di 'Nessuno può mettere Baby in un angolo' e lei finalmente fa quel benedetto salto che è tutto il film che ci rompe le palle, pure nel lago l'ha fatto stare a morire di freddo il nostro Johnny, inetta che non sei altro, maledetta che per poco non me lo fai cascare dal tronco Johnnymio mentre ti spiega come ha imparato a ballare, te possino a te e tutti i tuoi cocomeri e comunque 17 anni li porti pure male, non sai ballare e ti vesti di merda.
Oh.
E che diamine.
Dicevo: si vede che non l'ho presa tanto bene che si sia portata a letto Johnnymio, sì?

CANDY CANDY




C'era una volta un'orfanella di nome Candy che fu abbandonata insieme a Annie in un orfanotrofio che si chiamava 'Casa di Pony'. È già qui ci sarebbe qualcosa da obiettare, perché ti immagini le bambine con code di cavallo azzurre e fluenti, che parlano con unicorni coi colori dell'arcobaleno. Ma i Minipony verranno anni dopo.
Comunque.
La nostra sfigatella Candy come amico chi c'ha? Un gatto? Un cane? Un amico immaginario? No, un procione, animale notoriamente addomesticabile come un orso marsicano che non mangia da otto mesi. Però il suo sfregarsi le zampette continuamente ce lo rende simpatico come Anna Moroni a La prova del cuoco: "Te le sei lavate le mani, tesoro?"
Un giorno sulla collina Candy ha una visione. No, non siamo a Medjugorje e non è la Madonna, ma un tipo con il kilt che suona la cornamusa. Lei pensa: 'vuoi vedere che è quel gran pezzo di gnocco di Mel Gibson?' invece le va male perché è un biondino slavato che perde pure una spilletta mentre danza manco fosse un Roberto Bolle sbadato qualsiasi. Ma anche qui non poteva essere Mel Gibson perché Brave Heart è arrivato dopo. Comunque.
La nostra Candy viene adottata da una famiglia in cui ci sono due figli simpatici come una rettoscopia e viene costretta a fare la cameriera e pulire le stanze. Dopo aver lucidato pure lo zerbino, la nostra Candy riconosce il tipo ballerino con il kilt e scopre che si chiama Antonio, Antony per gli amici. Non fa in tempo a di' 'Mmh, però... chissà se suona pure il trombone', che questo je more cadendo da cavallo. A lei piglia male e al grido di 'Mai una gioia!' torna all'orfanotrofio sperando che al posto dei pony ci sia uno stallone pronto a consolarla. Tra un cavallino, un trombone e un arcobaleno, la nostra Candy cresce e viene invitata a studiare a Londra in un prestigioso college. Qui incontra degli amichetti suoi che si chiamano come due marche di scarpe (Archie e Stear) conosciuti anni prima e pure Neal e Iriza della prima famiglia adottiva. Sì, lei è quella simpatica come un reflusso gastroesofageo. Qui Candy incontra Terence che con la tempra del maschio alfa le fa capire di non avere né una cornamusa, né una chitarra, ma se vogliono mettere su una band lui ci sta: lei suona il piano, lui la tromba. Ovviamente con lo gnocco di turno l'amore poteva essere solo travagliato: le persone gli si mettono contro, lui vuole essere portato in esterna da un casino di pretendenti e Candy deve gestire Iriza che invece di esclamare 'No, Maria, io esco!' fa uscire Candy dalla scuola. A quel punto la coppia si divide: Terence tenterà la fortuna di attore e verrà preso due anni dopo a Cento Vetrine e lei farà carriera come infermiera a Chicago ripiegando, nel tempo libero, come ballerina in un Night Club facendosi chiamare Caterina Zeta Jones. Qui tutto sembra evolversi per il meglio, ma NO. Terence invita Candy a uno spettacolo, l'amore sembra riacceso, ma poi una collega si fa male a una gamba, lui dice 'è colpa mia se mo' va zoppa' e decide di sta' con la tipa anche se non la ama. Sta tipa però capisce che lui sta con lei solo per pena ma ama Candy, quindi per lasciare campo libero si vuole uccidere ma Candy la ferma in tempo al grido di 'Ma nun fa cazzate, ma per un omo? MA TE PARE?' e lascia di nuovo Terence. Si ritroveranno anni dopo da Maria De Filippi a C'è posta per te.
La stagione finisce con Candy in compagnia di un certo Albert William Andrew che, detto tra noi, c'ho sempre da capi' chiccazzoè.

Recensione: Bridget Jones's Baby

                                                                                       (Foto: https://en.wikipedia.org/)


Allora, c'è questo pensiero comune che la famosa Bridget Jones (nata dalla squisita penna di Helen Fielding) sia di fatto una sfigata. Ora, parliamoci chiaro: una che si fa Daniel Cleaver (Hugh Grant), Mark Darcy (Colin Firth) e infine Jack Qwant (Patrick Dempsey) vi pare una sfigata? 
Comunque.
Il terzo capitolo della saga si apre con la nostra beniamina parecchio più magra, un po' invecchiata e abbastanza rifatta. Lavora in uno show televisivo e fa quello che faceva Boncompagni con Ambra: suggerisce frasi a cazzo nell'auricolare. Ovviamente la sua migliore amica è quella che riceve suggerimenti ad minchiam e invece di dirle 'posa il fiasco perché me fai fa' figure demmerda', si mette d'impegno per trovarle un uomo. E dove vanno? Dalla De Filippi a Uomini&Donne? No, la trascina tipo a un rave al grido di 'sesso, droga e rock and roll' e le dice "Ti ho portata qui perché ti devi sbloccare, devi ritrovare la gioia di vivere quindi devi fare sesso col primo che incontri!"
Praticamente si deve trasformare in breve tempo in una ornitologa: deve circondarsi di uccelli.
E secondo voi qual è il primo uomo che incontra? Danny De Vito? Jack Black? Woody Allen? No, PATRICK DEMPSEY. Ma pensa te che culo. Dopo averla salvata da una pozzanghera di fango nella quale lei era caduta (citando pure Cenerentola) lei pensa "Ma guarda questo che carino." Ma mica pensa a quello che le ha detto l'amica, ennò! Perché la nostra Bridget è pur sempre una stordita.
Fatto sta che Bridget perde la sua amica durante 'sto rave e cammina cammina, cerca che ti ricerca, entra per sbaglio in un alloggio di questa fiera della porchetta (una tenda tipo riserva indiana) e chi ci trova dentro? Toro seduto? Geronimo? Balla con le pantegane? No. Ci ri-trova Patrick Dempsey. Quando si dice la fortuna! E lo trova vestito di un'armatura? NO. Lo trova a LETTO, NUDO.
Qua da commedia diventa un film di fantascienza. Ma ancora non è finita siore e siori, perché senza manco conoscersi lui che fa? La invita a dare 'una ramatina' (Ceccherini ne 'Il Ciclone' cit.). In men che non si dica lei si fa Patrick Dempsey e torna al suo lavoro felice e contenta. E ce credo, pora cocca.
Pochi giorni dopo purtroppo è al funerale di Daniel (In teoria, perché in pratica il corpo non si trova, ndr) e lì incontra Mark Darcy che però (Mica le puoi avere tutte vinte!) è sposato. L'attrazione c'è ancora, l'affetto pure e dopo poco (ma allora dillo che c'hai più culo che polmoni, fija mia) lui le dice che sta divorziando, che la ama e bla bla bla e finiscono a letto. TUTTO STO BEN DI DIO NEL GIRO DI UNA SETTIMANA.
Mentre la sua amica le dice "Sono felice che tu mi abbia preso in parola, ma datte na carmata che c'hai più uccelli intorno te che una voliera" la nostra Bridget scopre di essere incinta. Ovvio che non sa manco da che parte girarsi e comincia la diatriba "Chi sarà il padre, Mark o Jack?" Io intanto le urlavo dal televisore "Che te frega, sarà figo a prescindere!".
Con la gravidanza facciamo la conoscenza della ginecologa che tutte vorremmo avere: una splendida Emma Thompson carica di ironia, sarcasmo e cinismo. Guiderà Bridget per tutta la gravidanza al grido di "Ma che te ne fai degli uomini? Tanto la devi far uscire te una testa grossa come un melone da un buco piccolo come una nespola, mica loro!"
Inizia così la guerra tra i due padri: chi le porta il caffè, chi le brioches, chi le fa i massaggi, chi le regala fiori. Alla fine  lei li sfancula tutti e due perché "Sì, sei molto bello, hai fatto Grey's Anatomy, sei un icona sexy di mezzo mondo e la Fruzzetti per te scalerebbe anche il K2 con sua suocera sulle spalle, ma NO. Non mi garbi." e "Voglio Mark, voglio Mark, voglio Mark, ma tho, guarda è con sua moglie quindi anche se aspetto un figlio da lui sai che c'è? Fanculo. Non lo voglio più."
Praticamente Bridget non ci sta a capi' più un cazzo.
Arriva il giorno del parto e la nostra Bridget (che viene licenziata a forza di dare suggerimenti di merda, vestirsi come mi'nonna e scambiare un autista per un generale) ha accanto comunque i due uomini. È chiaro a tutti, pure alla ginecologa, che Bridget pende un po' di più per il buon caro vecchio Mark, ma fino alla fine non si scoprirà chi sia effettivamente il padre.

(Voci di corridoio fanno sapere che dopo il film centinaia di donne sono entrate a sorpresa nelle tende di indiani, circensi e campeggiatori con la speranza di trovarci un Patrick Demsey nudo qualunque che, facendo l'occhiolino, domandasse loro: "Dos il ramatos? Eh?" 




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