Credo che almeno una volta nella vita si dovrebbe assaporare la tranquillità della campagna inglese.
Le Cotswolds
sono, in questo, il massimo. Venite con noi tra i suoi paesini.
Burford:
la caratteristica di questo paesino è senz'altro la strada principale in
discesa (o in salita, come preferite) Quel giorno ci ha accompagnato una fitta
pioggerellina che ci ha 'costretto' a mangiare in un cottage caratteristico dal
soffitto bianco e pareti bianche spessissime. La via è disseminata da botteghe
e negozini che meritano senz'altro un'occhiata. Perdendoci tra vicoli e
stradine abbiamo scovato un cottage a me molto familare, corredato da un
curioso cancelletto che ho letto in un libro. A salutarci con cortesia un
vecchietto che curava l'orto incurante della pioggia.
Bampton:
il paesino è veramente piccolino, ma nasconde una chicca: è il villaggio di
Downton Abbey. Forse in alcuni scatti riconoscerete la stradina con l'arco
utilizzata in molte riprese e la chiesa dove si sono sposati Mary e Matthew.
Bampton mi ha dato l'idea di un villaggio in cui l'età media è molto alta e la
vita scorre ancora più lenta che negli altri paesini. Abbiamo chiesto
un'informazione all'ufficio postale e c'era solo uno sportello e un impiegato
intento a mettere a posto della mercanzia. Sì, la posta era anche una sorta di
piccolo emporio.
Chipping
Campden: è un piccolo gioiellino (peccato per le auto parcheggiate che
rovinano un po' la veduta d'insieme). Qui abbiamo passeggiato sotto un bel sole
e sbirciato nelle vetrine. Abbiamo scoperto da un volantino che il vicario,
nella St James' Church, organizza Tea Party in parrocchia con dolcetti annessi.
Non faccio fatica a immaginare la partecipazione della comunità. Passeggiando
per una strada secondaria, notiamo una porticina che si apriva su un verdissimo
giardino. Sembrava la porta del giardino segreto. La targa affissa fuori
recita: The Ernest Wilson Garden. Decidiamo di entrare in punta di piedi e ci
ritroviamo immersi in una bolla di verde adornata di tantissime piante. Da un
opuscolo apprendiamo che questo piccolo e delizioso giardino è in onore di Ernest
Wilson, un esploratore e collezionista di piante che introdusse circa 2000
specie di origine asiatica in Occidente; circa 60 di esse portano il suo nome.
Proseguiamo
vogliosi di verde e di piante e lungo la strada ci fermiamo a Dover's Hill per
un pic nic in compagnia delle pecore per poi proseguire verso Snowshill. Lungo
la strada obbligo il Santo a fermarsi di tanto in tanto per fotografare cottage
e case. Lui asseconda i miei desideri ridendo e intraprendendo pure viuzze
private pur di farmi felice a tal punto che un signore ci ha chiesto "Ma
vi siete persi?" Al che il Santo ha risposto impassibile "No, ma mia
moglie fotografa case."
Snowshill:
ecco, l'angolo con la chiesetta è il panorama più instagrammabile del mondo e
non puoi non cedere a cotanta bellezza. Io ci sono cascata con tutte le scarpe
anche perché è la chiesa alla quale mi sono ispirata per la St Mary Church del
reverendo Bell. Finalmente l'avevo davanti a me. Ci si arriva dopo una
passeggiata in paese costeggiando la Snowshill Manor di cui vi parlerò più
avanti. Tra pecore, rose rampicanti e chiesette romantiche, Snowshill è uno dei
posti che porterò nel cuore per molto tempo.
Broadway:
definito 'il gioiello delle Cotswolds' pare che sia stato fonte di scrittori e
compositori. Anche qui non mi sento di dissentire. Broadway è un villaggio vivo
in cui l'aria commerciale e allegra si avverte. Tuttavia non va a intaccare
quel senso di pace che c'è in tutte le Cotswolds. Una leggera brezza fa
tintinnare le onnipresenti bandierine, il carretto di un gelataio soddisfa il
palato dei più piccini e vestitini romantici fanno bella mostra di sé dalle
vetrine. Io mi rilasso su una panchina in compagnia di una coppia anziana. Lui
legge un libro a voce alta, lei lo ascolta giocherellando con un fiorellino.
Castle
Combe: è uno dei villaggi più famosi delle Cotswolds e in quanto tale
comporta la presenza di un po' di gente. L'angolino con il ponte dopo il quale
si snoda il pugno di case è il più fotografato e quindi, purtroppo, è funestato
dai turisti. Ciò non toglie la bellezza del luogo e la sua magia. Ad averlo
saputo, per godere appieno della bellezza autentica di questo luogo, saremmo
partiti la mattina prestissimo, prima dell'arrivo dei turisti. In compenso
nelle stradine c'è poca gente e riusciamo a fare una bella passeggiata.
Bourton on
the water: conosciuta come 'La Venezia delle Cotswolds' è attraversata dal
fiume Windrush. Anche questa è una meta turistica molto ambita ed è stata presa
d'assalto il lunedì del Bank Holiday. Le rive fanno le veci delle spiagge ed è
normale vedere i bimbi nell'acqua e i turisti sui teli mare. Siamo tornati il
giorno dopo per ammirarla di nuovo senza la calca ed è sempre una bella
sensazione: Bourton on the water merita senz'altro una visita per la sua
particolare conformazione in mezzo all'acqua.
Bibury:
è un piccolo e breve scorcio che si snoda tra i cottage. Un tempo molto più
turistico, ci ha regalato la sensazione di essere tornati a casa: fu uno dei
primi villaggi che visitammo dieci anni fa. Ha mantenuto intatta la sua magia e
la sua bellezza.
Upper
Slaughter e Lower Slaughter: lascio per ultimi i miei due paesini
preferiti. Uniti da meno di due km, ci hanno regalato un'atmosfera di altri
tempi. E ho anche trovato la casa dei miei sogni. La signora che vi abita non
lo sa, ma credo se ne sia accorta dalle decine di foto che ho scattato alla sua
abitazione. Upper Slaughter è un angolo di paradiso: verde, silenzioso,
bucolico. Davanti ai cottage ricoperti di rose, scorre lento un torrentello
sormontato da un piccolo ponte. Qualcuno attraversa a cavallo la lingua di
terra che separa le due sponde e diverse panchine sono disseminate qua e là
come un invito a godersi quel paradiso. Qui non c'è il turismo di massa, in
realtà non c'è proprio nessuno e ci sentiamo fortunati a poterlo assaporare
nella sua bellezza.
Raggiungiamo
a pranzo Lower Slaughter e ci attende la fiera nel villaggio. Nel giardino
della piccola chiesetta sono allestite delle bancarelle di oggetti vintage, una
sorta di mercatino delle pulci a scopo benefico. Da un'anziana e graziosa
signora, acquisto una borsa fiorita mentre il profumo dei sandwich della
bancarella davanti stuzzicava il nostro palato. Decidiamo di provarli e ci
vengono serviti da un bambino e la sua mamma. Mangiamo accarezzati da
quest'aria d'altri tempi, dove la musica accompagna i nostri passi interrotta
solo dalle grida di gioia di anziani e bambini che giocano a birilli. Qui il
tempo sembra davvero essersi fermato. In quel momento non ci siamo sentiti
turisti, ma parte integrante del villaggio, con la sua festa, la sua gente e i
suoi colori.
P.s. le
Cotswolds non vanno lette, vanno assaporate, guardate, annusate e altro ancora.
Nessun testo può essere all'altezza di ciò che vediamo, quindi spero di essere
riuscita, almeno con le foto, a farvi apprezzare questa meraviglia.
























