Ora di cena.
Sto cucinando mentre la mia figliola apparecchia in giardino facendo la spola tra la cucina e il tavolo fuori.
Mentre siamo tutte e due in casa, arriva il Santo di corsa: "Corri, emergenza! Una scatola!"
"Un riccio? E nova!"
"No, no, vieni a vede', però piglia un contenitore!"
Lascio il tegame sul fuoco e gli vado dietro di corsa. "Dimmi almeno cosa è!"
"Un uccellino. È ferito di sicuro, non si muove."
Mentre passo dalla verandina agguanto al volo un contenitore. E quando dico al volo intendo tipo Pamela Anderson in Baywatch quando strappa dal trespolo il salvagente rosso.
Sentivo anche la colonna sonora.
Sono Pamela.
Poi mi guardo le tette.
No, sono David Hasselhoff.
Comunque.
Corriamo dall'uccellino mentre grido alla mi' figliola: "Spengi ir tegameee!"
"Letame?"
"Sieeeee, TEGAMEEE!"
La sento ciabattare verso i fornelli mentre ci dirigiamo dal pennuto e... porcapaletta com'è bellino.
Ma non è un passerotto. È giallino e verdino.
Il Santo lo raccoglie con le mani e me lo porge. Poi guarda il contenitore. "Un vaso? Mica lo dobbiamo piantare."
"Senti, oh, mi hai detto di fare alla svelta e ho preso la prima cosa sottomano. Mettilo qui che ci sta bene."
Torniamo in giardino e la mi'figliola capisce che ho un uccello tra le mani. "Oddioooo bellinoooooo!"
Il Santo entra in modalità Derek Shepard: "Presto, dell'acqua. E anche un po' di cibo. Ma è più importante l'acqua, deve idratarsi, solo se beve poi possiamo dargli da mangiare. Oggi è un bel giorno per salvare un uccellino."
La mi figliola ovviamente gli ha già fatto un book e improvvisandosi Alberto Angela ci illustra cosa ha trovato su internet: "È un verzellino! Maschio! Si vede dal piumaggio..."
Io nel frattempo faccio mente locale: "Ho una gabbia!"
"Da quando abbiamo una gabbia per uccellini?"
"Non è per uccellini, è una gabbia decorativa. Shabby chic. Sotto l'arco. Ci sono le rose. Presto!"
Nel frattempo tenevo tappato il vaso con le mani e lui, il porello, stava lì bono bono.
Torna la mi'figliola con la gabbia decor. Il Santo sempre più scettico. "Molto fashion."
"Senti, oh, non ho altre gabbie, va bene?"
"Ci esce dalla sbarre."
"Non ci esc..." Ci usciva.
Mi rivolgo alla mi'figliola. "Presto, sopra la cucina ho un'altra gabbia."
Shepard alza un sopracciglio. "Abbiamo un'altra gabbia? Ma perché sono sempre l'ultimo a sapere le cose?"
"Ma te non sai manco dove sono le tue mutande, figurati se sai dove abbiamo una gabbietta. Comunque anche questa è per decorazione, ma è fitta, di lì non esce."
La mi'figliola la recupera e lui lì ci sta da Dio. Pare pagato.
Gli diamo un po' d'acqua che lui ignora. Secondo me avrà pensato: ma che cazzo stanno a fa'?
"Abbiamo del cibo per uccellini?" chiede Shepard.
"Certo, non manca nulla nella mia sala operat... insomma sì, ce l'ho!"
Vado nel mobiletto a recuperare il becchime che uso per le casette degli uccelli.
La mi'figliola già innamorata. A momenti lo battezza. Lo adotta. Io mi vedo già passare la notte in bianco per farlo bere. Nutrirlo. I turni per badarlo e per capire cosa abbia. Perché non vola.
Parte una colonna sonora strappalacrime mentre torno correndo col becchime in mano. A momenti inciampo e m'ammazzo. Morirò per un uccello che detta così mi potrebbe fare anche onore.
"Aprite la gabbia, che metto un po' di cibo."
Il Santo sgancia la linguetta.
La mi figliola con gli occhi a cuore.
Io che gli offro il becchime manco fosse oro incenso e mirra.
Il verzellino ci guarda, fa un passetto e alla fine spicca il volo.
Sfarfalla verso la siepe, i fiori, il cielo, l'infinito e oltre.
Il dottor Shepard è interdetto: "Non era ferito..."
Io apro la mano e lascio cadere i chicchini. "Ho pure sprecato il becchime."
La mi figliola che aveva appena firmato i documenti di adozione borbotta delusa "Nuuuooooo, mi ci ero già affezionataaaa."
Ora.
Ma vi immaginate?
Un verzellino che si era un attimino appisolato in terra, sul selciato del vialetto, in un posto un po' strano a dir la verità, ma chi siamo noi per decidere dove uno debba riposarsi? Si vede arrivare due rintronati che parlano come in Grey's Anatomy e lo rinchiudono in una gabbia shabby chic con le rose. Lui stava solo facendo una pausa. Una pennichella. E avrà pensato: "Ma checcazzo, nemmeno un po' di pace. Ma che ferito, ma che cionco. Io sto benissimo!"
E niente.
È stato breve ma intenso.
Vola verzellino, vola libero e ricordati di noi quando parlerai con gli altri uccellini.
Colonna sonora strappalacrime.
THE END
Titoli di coda.
