Il Devon tra brughiere selvagge e spiagge immense

  Il Parco Nazionale del Dartmoor




Il Parco Nazionale del Dartmoor mi doveva un favore. La prima volta, tanti anni fa, l'attraversammo in una giornata di pioggia e nebbia, uggiosa anche se estremamente suggestiva. Fu una settimana invasa dalla pioggia, perciò di questi posti mi era rimasta la voglia di scoprirli con il bel tempo. Quest'anno siamo stati fortunati (anche troppo, vista la siccità).
Qui a far da padrona è la brughiera e camminarci dentro significa immergersi in un paesaggio che cambia colore ad ogni stagione. Il momento migliore per visitarlo è quando fiorisce la ginestra selvatica; le colline si tingono di un giallo vivace e l'aria si riempie di un profumo dolce che ricorda quasi il cocco. Noi lo abbiamo attraversato sia in auto che a piedi con piacevoli passeggiate in mezzo ai padroni del posto: i pony. Piccoli, robusti e assolutamente liberi, questi cavalli pascolano tranquilli tra l'erba e le rocce. Si incontrano praticamente ovunque, anche a bordo strada. Sono abituati alla presenza umana e regalano scatti fotografici unici, pur mantenendo un'indole del tutto selvaggia.
Ma il Dartmoor è anche una terra carica di mistero e storia antica. La brughiera è letteralmente disseminata di reperti preistorici e menhir risalenti all'Età del Bronzo.
Questa atmosfera un po' spettrale non ha lasciato indifferenti i grandi della letteratura; Arthur Conan Doyle ambientò qui la caccia al mostro più famosa di Sherlock Holmes, Il mastino dei Baskerville, e persino Agatha Christie usò queste nebbie per i suoi delitti irrisolti (come nei racconti di Miss Marple o nel romanzo Un messaggio dagli spiriti).
Attraversare Dartmoor a piedi è un tuffo nel silenzio che consiglio a chiunque. Non c'è anima viva all'orizzonte, solo il fischio del vento che si infila tra le rocce e una meravigliosa sensazione di solitudine. È un viaggio che regala qualcosa di ormai introvabile: il lusso raro di spegnere i pensieri e disconnettersi dal mondo.











Scorhill stone circle





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Holywell Bay Beach


 Holywell Bay Beach, sulla costa nord della Cornovaglia ci ha regalato uno dei momenti più incredibili del viaggio. Complice una delle tante giornate di caldo insolito, ci siamo goduti una domenica al mare. Ci è bastato poco per ambientarci, prima via la felpa, poi la maglietta e alla fine con l'acqua così trasparente e limpidissima, è scattato pure un bagno. L'acqua era decisamente gelida, ma quando ti ricapita? Quindi, armati di coraggio... che bagno sia! Con lo sguardo rivolto verso le imponenti falesie e i giganti di roccia che svettavano dal mare è stato un momento di sicuro rigenerante. Poi, prima che sopraggiungesse l'alta mare, abbiamo camminato in lungo e in largo sull'immensa spiaggia godendoci ogni singolo metro di questo spazio sconfinato. 
Curiosità:
Holywell Bay è stata usata come location per le riprese dell'adattamento televisivo BBC del 2015 di And Then There Were None (Dieci piccoli indiani - il mio romanzo preferito). Le sue imponenti dune e i caratteristici faraglioni hanno fatto da sfondo perfetto per ricreare l'atmosfera cupa, isolata e drammatica dell'immaginaria "Soldier Island" (o Nigger Island nel testo originale inglese)
Nota: qui sono state girate anche alcune scene di James Bond, la morte può attendere e Poldark.




Il simbolo della spiaggia sono i Gull Rocks (chiamati anche Kelsey Head), due enormi faraglioni che emergono direttamente dal mare proprio di fronte alla baia.






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South Milton Sands


Cambiando versante e spostandoci sulla costa sud del Devon, il giorno dopo siamo stati a South Milton Sands. La giornata era splendida ma sferzata da un vento potente, con raffiche che sollevavano mulinelli di sabbia. Forse un paesaggio meno scenografico e imponente rispetto alla spettacolare Holywell Bay, ma non per questo meno suggestivo. C'è qualcosa di incredibilmente affascinante nel camminare sulla riva con lo sguardo fisso sul Thurlestone Rock, il grande arco di roccia che svetta tra le onde.





Curiosità:
 L'enorme arco di pietra arenaria che domina il mare davanti alla spiaggia si chiama Thurlestone Rock. Il nome deriva dall'antico inglese thirl, che significa "forato" o "perforato" (the holed stone). È questo faraglione ad aver dato il nome all'intero villaggio vicino.
Con l'alta marea, l'arco roccioso sembra fluttuare isolato in mezzo al mare, creando una silhouette inconfondibile che per secoli è servita ai pescatori e ai contrabbandieri locali come punto di riferimento naturale per orientarsi.
La spiaggia è famosa per le ampie pozze di marea (rock pools) che si creano quando il mare si ritira. Durante la bassa marea si forma un vero e proprio ecosistema accessibile dove si possono osservare anemoni di mare colorati, granchi, stelle marine e persino piccoli pesci intrappolati nelle conche.








Sia il Dartmoor con le sue suggestioni, che le spiagge (anche sferzate dal vento), meritano senz'altro una passeggiata, una pausa pranzo o un tuffo nelle acque cristalline. Quando si parla di natura c'è ben poco da dire, le immagini parlano da sole. Fare il pieno di tutta questa bellezza ancora incontaminata fa veramente bene al cuore. 

E il viaggio continua ancora...

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