THE CHRISTMAS SHOPPING




E’ possibile partire per comprare un paio di scarpe da uomo e tornare con gli addobbi natalizi?

Certo. Se ti muovi con la Top-family il 6 Novembre può capitarti questo e altro.

Ieri, con una temperatura che sembrava il 25 Aprile, ci siamo sparati un pomeriggio di sano shopping. Completamente sminchiato e senza senso.All'inizio.Poi un senso l'ha avuto. Eccome.

Abbiamo spaziato da negozi di rubinetterie (“Amore dobbiamo assolutamente comprare il miscelatore nuovo della cucina”) a quelli di cucine (“Certo, ma già che ci siamo perché non cambiamo il forno?”), ma ovviamente ci siamo diretti alla cassa con delle renne di pannolenci e un set di cacciaviti da 24 pz. Quando si dice essere coerenti.

Poi (“Ma le vogliamo comprare ‘ste scarpe, o no?”) ci siamo diretti in questo mega store di vestiti e calzature e…

“Noooo Ali!Guarda bellino questo completino!”

“Davvero mamma!Me lo provo?”

“Eccerto!Andiamo in camerino!”

“Bimbe? Io c’ho da comprare le scarpe”

“Amò, e un attimo!Guarda che occasione. Vai intanto a provarne qualche paio, su!”

Io ci provo, lo esorto, lo spingo come farebbe una brava mamma col pupo di cinque anni che non riesce a salire da solo sull’altalena. So che può farlo. So che ci riesce.

Ma nonjelafa. Non da solo.

“Magari vi aspetto”

Manco i piedi fossero i miei.

Io e Alice, come due esaltate, abbiamo fatto un piccolo cabaret nel camerino, provando magliette pantaloni e golfini. Tutta roba per lei, si intende. Siamo uscite cariche come muli al grido di “Compriamo tutto!Ololaiuuuu!!”

Sì, perché ad Alice ho preso un completo golfino-pantaloncini che ci ricorda vagamente l’abbigliamento tirolese. Ci mancava Fiocco di neve e poi sembrava Haidy. Paro paro.

Poi abbiamo accompagnato Sant’Andrea al reparto calzature dove lui si è provato diverse scarpe.

“Che te ne pare?”

“Belle!Ci stai bene?”

“No”

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“Queste?”

“Mmh…insomma”

“Peccato, ci stavo bene”

In questi momenti ho un potere decisionale che manco Napolitano.

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“Ecco, queste qua ti piacciono?”

“Sì, molto. Provale un po’…”

E lui parte con una scarpa da ginnastica in un piede e una scarpa elegante nell’altra. Zoppica che pare la volpe di Pinocchio. “Sì, queste. Belle, comode, un buon prezzo”

In coro, insieme alle commesse, abbiamo intonato l’Alleluia.

E poi, l’apocalisse. Davanti a questo negozio ce n’è uno di articoli per la casa. Avete presente quegli edifici dove appena entri vieni sommerso dal profumo dell’ennesimo Dash al gelsomino formato 3X2? Dove hanno una caterva di barattolini, scatoline, scovolini per il cesso, ceste di vimini per la biancheria e poco più in là IL REPARTO NATALE?

Ecco. Immaginatevi noi tre che avanziamo come i Re Magi spinti dalla stella Cometa. Con gli occhi a forma di abete (ho detto abete e non ebete)e la bava alla bocca che nemmeno un mastino napoletano, ci siamo letteralmente tuffati tra gli scaffali.

Okay, lo ammettiamo. Siamo una piccola famiglia che sente il Natale alla grande. I piccioni che stanno sulla nostra grondaia ci ringraziano ogni anno perché già a fine Novembre a loro gli par d’essere a Las Vegas da quante luci mettiamo. E due piccioni a Las Vegas non si sono mai visti.

La frase più ricorrente che in questi giorni ci viene rivolta è “Avete già fatto l’albero? UHHAAHUHHAUHH!!” e stanno a morì dalle risate. Bene. Temiamo che ci stiano prendendo per il culo, ma noi ‘Gli zimbelli del quartiere’, non demordiamo e anche ieri ci siamo cascati.

In pieno delirio abbiamo cominciato:

“Nooooooooo!!!Dobbiamo averliiiiiiiiiii!!!!!!”

“Corri babbo, prendi un cestino!Guarda questo che faccinaaa!!!!!!”

“Questa alce deve essere mia!Ha una faccia che mi ricorda qualcuno…” Per un attimo ho avuto la netta sensazione di guardarmi allo specchio. Ha un muso troppo rinco!

“Simo, guarda qua”

“Ma è un semplice vaso natalizio..”

“Ma io ho avuto un’idea Lo riempio di sale grosso…”

Sale grosso? E che ci mette, le cosce di pollo?

“…a mo’ di neve, poi ci mettiamo una candela tozza…”

Candela tozza? Ma è mio marito quello che sta parlando come Giovanni Muciaccia?

“… poi lo mettiamo in tavola. Che dici?”

“Mi sembra stupendo! Non c’ho capito una beata, ma mi fido di te.Signorina?Mi scusi. Ha solo queste varietà?”

“Signora sono venti soggetti diversi…”

“Bhè, me ne servivano almeno trenta. Mi accontenterò. Guarda Babbo Natale che mi scavalca il camino come Nino Castelnuovo!Lo prendo!”

“Mamma guarda i pinguiniiii!!Questo qua ha la cravatta come babbo!Lo prendiamo?”

“Certo,ha la cravatta come babbo!” Oddio, Andrea non possiede una cravatta così,ma ogni scusa è buona per comprare.

Dio, come ci piace questa festa!Che, s’era capito?

Ricapitolando: dovevamo prendere solo le scarpe e siamo tornati a casa con sta roba qua.

Giuro che noi non c’entriamo. Siamo solo stati posseduti da Becky Bloomwood vestita da Santa Claus.









E ora che avete visto il pappiè, ditemi come facevamo a resistere. Come, dico io.

p.s. la mia preferita rimane l'alce. L’espressione mi fa troppo morì.

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