PICCOLE GRANDI NIUS


Okay, lo ammetto. Mercoledì mattina e buona parte del primo pomeriggio sono stata in modalità ‘Datemi una randellata nelle gengive così soffro meno’.

Una sorta di malinconia barra nostalgia che mi ha travolta come uno tzunami (vi confesso che essere in fase premestruale non mi ha aiutato.In quel periodo ho la lacrima facile, io)

Voi e i ragazzi di FB mi avete dato il colpo di grazia e mi son ritrovata a commuovermi davanti al piccì. Giuro che ho sentito tutto il vostro calore e la vostra partecipazione.Addirittura su feisbuc ho dato due notizie in tempo reale che se mi vedeva Emilio Fede mi prendeva per il tg4.

Un GRAZIE non basterebbe. Suggeritemi una parola per ringraziarvi delle vostre parole, del vostro supporto e il vostro modo di essere delle belle anime così. Io non c’ho più parole. E poi dicono che il mondo è pieno di persone stronze, egoiste e maleducate. Chissà come mai io incontro solo gente perbene e con un cuore grosso come l’attico di Dolce e Gabbana a New York. E che bel gruppo che ti c’ho. Tiè.

Dopo questo doveroso ma più che altro sentito preambolo, vi dico a che punto siamo?E come ho passato il nostro mercoledì?

Bene.

Innanzitutto ero molto emozionata perché anche se l’idea folle mi frullava in testa da tanto tempo, mercoledì mettendo nero su bianco la mia intenzione e rendendovene partecipi, mi sono accorta di aver fatto qualcosa di molto concreto.

Poi:

vi ricordate la mia intenzione di contattare la ragazza che aveva scritto un articolo su una ricerca simile alla mia? Bene. Sono andata sul sito e :

l’articolo era del 2008

il sito non era il suo, ma lei era solo ‘ospite’

di lei solo il nome e nessun riferimento.

Ho mandato subito una mail al proprietario (dicendo che cercavo V.A.) sperando che fosse sempre attivo e ho avuto il terrore che uscisse una vocina tipo “L’utente da lei cercato non è più raggiungibile”. L’attesa della sua risposta ha fatto sì che mi mangiassi tutte le unghie, quindi per evitare di fare fuori pure le prime falangi ho cercato di fare da me.

E qual è l’unico modo di cercare una persona se hai solo il nome? Certo, FB!

Ho digitato il suo nome e ne sono uscite 20 (mi è andata di culo. Potevano uscirne 135).

Ho mandato a raffica con un copia-incolla 20 messaggi di ritrovamento.

Dopo le prime sette che con una gentilezza infinita mi rispondevano “Mi spiace non sono io quella che cerca”, mi arriva il messaggino “Sì, sono io!”

Non vi dico la gioia!Dalla contentezza ho preso la gatta e l’ho frullata sul divano.

Le ho spiegato tutto il pappiè e lei (cioè, io non la conosco, faccio per dì) non solo era entusiasta all’idea, ma si è resa disponibilissima a darmi dei dati, delle dritte, la sua amicizia e il suo aiuto.

Giuro l’avrei sposata. Ma anche lei mi ha dato il colpo di grazia, scrivendomi:

“Anche mio nonno era a Carlisle nel 43…”

Ero in stato comatoso.

“…e anche mio nonno è nato nel 1920…”

Ero più di là che di qua.

“…comunque stai in linea che appena torna dalla sua passeggiatina pomeridiana gli chiedo notizie e ti faccio sapere.”

Ero ufficialmente morta. Elettroencefalogramma piatto. Quasi come il mio petto.

Dopo che la gatta (per vendicarsi) mi ha schiaffeggiato vedendomi stesa a terra, ho cominciato a realizzare che cosa avevo tra le mani. V. di una gentilezza infinita, e suo nonno U. di 90 anni (che Dio li benedica), pronti a dirmi luoghi, date, e riconoscere anche nonno in foto.

In preda all’eccitazione ho spedito la foto, e nel frattempo mi son mangiata le unghie dei piedi perché delle mani ormai non avevo più traccia.

Il signor U. non l’ha riconosciuto, ma mi ha detto che probabilmente nonno mio era più vicino a Carlisle città, perché nella fattoria vicino c’era un altro italiano ma non era lui. Non solo. Mi ha snocciolato il cognome della famiglia, il nome dei figli e la via della fattoria dove lui stesso era prigioniero. Quindi, lì nonno non c’era ma il fatto di avere a pochi chilometri o comunque nelle vicinanze già un punto di partenza, a me sembra fantastico.

Nel frattempo V.mi ha consigliato di cercare fogli e documenti, come il foglio matricolare da richiedere al Distretto Militare. L’ho già fatto, ma ovviamente non mi hanno ancora risposto. Prevedo un mio sit-in in loco per avere questo foglio dove ci sono annotate informazioni importanti della vita militare di nonno. Sono disposta ad andare a Firenze e mettermi a cantare Felicità di Albano e Romina inalando elio, davanti al portone del Distretto Militare della Toscana. Io dico che dopo mezz’ora qualcosa succede. Ma non mi devo fermare qui. Devo contattare dei siti di Carlisle per sapere se hanno qualcosa a riguardo dei prigionieri di guerra, dei luoghi ecc. A mali estremi mi toccherà contattare il Ministero dell’Esercito (se mi arrestano sappiate che vi amo tantissimo e portatemi le arance, mi raccomando), e chiedere,chiedere, chiedere.

Anche su FB si è mossa la macchina della ricerca (un mega GRAZIE anche a chi mercoledì è stato con me in diretta, facendomi coraggio o esultando con me) e si sono offerti di darmi una mano e chiedere, soprattutto una ragazza italiana che vive nella vicina Scozia.

Insomma, sono all’inizio di questa storia infinita, ma sono, anzi siamo molto ottimisti. Dico siamo perché in casa mia si respira questa eccitazione:

“Sai maestra che anche la mia mamma sta facendo una ricerca?”

“Davvero?Di che si tratta?E’ per lavoro?”

“No.E’ sul mio bisnonno morto”

Andrea invece mercoledì (sapendo che avrei iniziato concretamente) è tornato a casa, si è tolto la giacca e mentre si slacciava la cravatta ha chiesto in modo serio “Cosa abbiamo?”

Sembrava un medico del pronto soccorso chiamato d’urgenza col cicalino. L’istinto sarebbe stato di rispondergli “Donna, bianca, 37 anni, in preda a delle emozioni così forti che rischia di svampare da un minuto all’altro”

Siamo anche consapevoli che questa avventura è come una dieta: i primi kg li perdi facilmente, sei entusiasta e ti sembra fin troppo facile. Ma son tutti liquidi. Il duro lavoro viene dopo. Quando davvero devi insistere, non farti prendere dallo scoraggiamento quando i risultati tardano ad arrivare e avere pazienza e costanza per portare a termine la tua missione.

Ma noi ce la faremo. Noi e voi, ovvio. Perché ormai siete entrati nel meccanismo a tutti gli effetti.

E che mi volete lasciare sola proprio ora?Come faccio? No, dico.

Grazie ancora ragazzi per la ventata di ottimismo e la spinta che mi date.

Io son partita (di cervello è da mo’) e andrò avanti.

E se trovo qualcosa e parto mando una cartolina a tutti da Carlisle.

Dite la verità, non vedete l’ora ;-)

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