L’eleganza di Powis Castle, il lago Vyrnwy e le atmosfere di Dolgellau



La nostra prima giornata alla scoperta del Galles è iniziata sotto i migliori auspici. L’alloggio che abbiamo scelto meriterebbe un capitolo a parte per quanto è suggestivo: basti pensare che siamo letteralmente abbracciati dalla natura, con una distesa di prati popolata da pecore davanti alla veranda e un fitto bosco che si estende sul retro della casa. Da questa oasi di pace siamo partiti alla volta di Powis Castle. La strada per raggiungere la fortezza attraversa un meraviglioso parco secolare, dove daini e cervi si lasciano scorgere tra gli alberi, regalando un benvenuto indimenticabile. Sebbene all'interno del castello non sia consentito scattare fotografie, gli esterni e i monumentali giardini all'italiana offrono scorci a sufficienza per rifarsi gli occhi. Powis sorge maestoso su uno sperone roccioso, eretto originariamente dai principi del Powys come baluardo difensivo. Acquisito dal National Trust nel 1952, è rimasto una residenza privata fino al 1988; oggi i visitatori possono ammirare le sue stanze storiche grazie ai racconti appassionati dei volontari, sempre pronti a svelarne i segreti. Per il pranzo ci siamo concessi una sosta in un angolo d’altri tempi: un suggestivo passaggio in pietra risalente alla fine del XIII secolo, sorvegliati a vista da alcuni splendidi pavoni che sembravano fare da guardiani all'ingresso. Rifocillati e accarezzati da un meteo clemente abbiamo dedicato il pomeriggio all'esplorazione del parco tra fontane e fioriture spettacolari. Powis Castle è una meta che va assaporata con calma, perfetta per godersi la bellezza della natura. Lasciato il castello, il nostro itinerario ci ha portati prima a Llyn Vyrnwy, uno specchio d’acqua incantevole che ospita la prima diga in pietra mai costruita in Gran Bretagna, e successivamente verso la cittadina di Dolgellau. Qui siamo stati accolti da una fitta pioggerellina, tipicamente britannica, che non ci ha comunque impedito di passeggiare. In questo angolo di Galles i ritmi sono molto diversi dai nostri: i negozi chiudono intorno alle cinque del pomeriggio, conferendo al paese un'atmosfera d'altri tempi, un po' solitaria ma indubbiamente deliziosa. Ne abbiamo approfittato per acquistare del pane fresco e degli scones artigianali che, sebbene non proprio economici, valevano ogni singola sterlina per la loro straordinaria bontà. In questa zona, inoltre, il fascino del luogo è accentuato dalla lingua: la maggior parte degli abitanti parla ancora il gallese autentico. Per concludere la giornata in bellezza abbiamo intrapreso una strada solitaria che si arrampica fin sulla cima delle montagne. Lassù, sospesi tra la nebbia, il vento sferzante e temperature decisamente rigide, eravamo soli noi e due pecore smarrite. Con un coraggio degno di un film d'avventura, sono scesa dalla macchina per immortalare quel paesaggio selvaggio e surreale in un video, prima di rifugiarmi di nuovo nell'abitacolo, completamente congelata. Un momento di pura e gelida poesia che andava assolutamente vissuto e ricordato. E per questo primo giorno gallese, il viaggio è appena iniziato.
















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