Trama:

"Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo."

 

Ci sono libri che ti scelgono prima ancora che tu li apra. È quello che mi è successo con 'Al giardino ancora non l'ho detto' di Pia Pera. Ero a un evento in una libreria e sono stata attratta dalla copertina, dai suoi colori autunnali e nostalgici. Ho subito capito che non si trattava di una lettura leggera, ma di un viaggio intimo e profondo.

​Pia Pera è stata una scoperta straordinaria. Scrive come piace a me, con una delicatezza rara velata di malinconia. Il suo libro è il diario commovente di una donna che affronta la fine della propria vita, affidando i suoi ultimi pensieri al suo giardino.

Per me, che amo profondamente la cura delle piante, questo legame emotivo è stato fortissimo, creando un ponte invisibile tra me e il testo. 

In questo libro, lo scorrere delle stagioni e la cura delle piante diventano una metafora della vita, della malattia e del sapersi congedare dal mondo senza disperazione. È una lettura dolorosa, ma allo stesso tempo luminosa, che consiglio di cuore a chi sa ascoltare la voce della natura.

Al giardino ancora non l'ho detto è un'opera toccante, che parla di vita e di perdita ma che non manca di farci riflettere sulla bellezza che resiste anche nei momenti più bui. Una lettura preziosa per chi sa ascoltare la voce della natura.

 



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