GOD SAVE THE QUEEN

Dear Betty,
mo' you ti domanderai "And chi dick is questa?"
Question lecita, but look, I have scritto a all your family: la spara children alias patonza reale, Rosso Malpelo and gnoccolona emmerigana... e vuoi che don't scriva a you for your compleanno?
Daje su.
Che poi don't riesco with my immagination how passi the day in questa quarantena.
Dimme, Betti', che fai tutto il day? Walking in the garden coi corgi? Watch la tv? Ricami a point and cross? Cooking come noattri il bread come se don't ci fosse un tomorrow? A proposito: you la trovi la flour? Because here manco a mori'. For non parlare del lievito. Quindi se non cooking the pizza, che fai? I jumps in bocca alla romana? L'abbacchio allo scottafinger? Beans co' e cotiche?
Beacuse io so' curious, mi garberebbe sape' cosa fa the Queen in Quarantine. Mo' listen come suona bene.
And Prince Filippo how is he? But sai that in Italy al tg dicevano che gli era preso un big schioppone? E che lo tenevi nascosto in the tower pe' non faccelo sape'? Lo davano for dead poraccio. Mi confermi che he is alive and vegeto?
Mi scuserai se I'm not fatta viva when Carlo si è preso il virus, but credimi, I do not like scherzare su 'ste cose, spero you non ti sia offesa. Come vedi, la Simo tua, 'ti pensa tanto tanto intensamente, con il cuore e con la mente' come cantava coso, lì, Julio Iglesias, in 'think about me'.
E nothing, Betti', sono solo 94 years (me cojoni!) e ci tenevo much much ad augurarti un Happy Birthday coi controdick, alla my maniera. Sminchiatella, diciamo.
Stamme bene, Betti', 100 of that day, che tanto me sa che anche se non te lo auguro, you ci arrivi uguale, vecchia fox che don't sei altro.
Happy Birthday, Queen of my heart 


Meghan and Harry, ve devo di' du cose





Meghan, Harry, mo' two cose ve le devo di'.
La dovete smettere of essere forever beautiful anche quando raining like God comanda.
Ecchedick.
It's not possible che a you, Meghan, not ti si arricciolano the hair come the little barbone, che te rimangono straight nonostante you prenda na sciarbata of water che manco Marilyn Monroe in Niagara.
And poi con le shoes coi tacchi, sui sanstonini, che I a Roma, nemmeno con le infrafinger ci so cammina'.
People behind di voi cor cappotto e you a half maniche. A London. Con two gradi. You have the bollori, daughter mia. Fatte vede' da un doctor.
Harry senza nemmeno the paltò. All beautiful asciutto, the man idrorepellente you married. The rain quando lo look dice 'Go, che qua nun attacca.'
And poi the rain around a umbrella pare snow. Mo' eccallà, she has arrived Elsa. But go go go, famme 'un piace'.
And ridete. Under water a secchiate. I, quando piove, with umbrella, boots, hair a sminchio and shopping bag, have l'istinto omicida. CSI. Sigilli yellow e black, you present? Louise Veronica Ciccone se sente tirata in causa, you understand?
Now.
Mo' ve chiedo: but come dick fate?
Ditelo a Simona vostra.
Mo' anche I voglio to go under rain e ride come alla sagra della little pig. Voglio anche I quella spensieratezza alla STIDICKS.
Pensate a me.
Tell me you secret.
Mortacciyou.


Simona Fruzzetti

#semprebelli
#bellideSimo


Jennifer e Brad di nuovo insieme


                                                                                                           (foto: het Nieuwsblad)



Jenny, mo' don't ho voglia di write another letter, but two word te le voglio di'. Che è sta story che stai for torna' da Brad?
But davvero?
E mo' lo dici now a all the world?
After averci fatto vede' come him te prende la hand e te che je dici "Now bello, datte na carmata, che te voglio remember che m'hai lasciato male for quella Maleficent di Angelina."
Jenny, bella the mom, ce sei ricascata. Con tutte le shoes.
But io non lo so.
Lo dovevi lascia' lì, con le hand nelle hand, come the song Margareth di Richard Cocciante.
E invece.
Mannaggia Je', speriamo don't ti faccia soffri' another time.
Semmai chiama.
Ce vengo a parla' io. Con Brad.

Cosa non si fa for the friends.

#LaJennyCeStaARicascà
#chiamaMe


SE SCAPPI, TI SPOSO -



E niente, ieri sera troppo stanchi anche solo per fare zapping e cercare qualcosa di nuovo, ci siamo riguardati 'Se scappi ti sposo', film caruccio caruccio con i miei attori preferiti che da Pretty Woman se so' trasferiti nel Maryland.
Lei ha una ferramenta, lui è un giornalista divorziato che non la vede da un bel po' altrimenti non si spiega come mai sia così cinico e infatti si accanisce su sta pora crista solo perché lei è indecisa su quali uova mangiare e scappa dall'altare alla stessa velocità con la quale scappo io di casa ogni volta che mia suocera al telefono mi dice "Passo tra dieci minuti".
Insomma lui fa un articolo demmerda su di lei dandole poco poco della zoccola (rimembranze del film passato? Non è dato saperlo) e lei si incazza così tanto da asfaltarlo sulle strisce? Prenderlo a sassate? Affogarlo nel bidet? No, gli fa i capelli multicolor come un Mini Pony.
Il regista nel frattempo ci fa conoscere tutti i suoi ex:
il prete, che del più famoso Padre Ralph de Bricassart non aveva manco l'unghia del mignolino.
Il rockettaro, che sembrava un misto tra Fedez e Ben Stiller e l'ubriaco coi baffetti alla sparviero che trova sollievo solo al bancone del bar.
Infine c'è il disgraziato di turno, l'ultimo, amante della montagna che le carica sul groppone uno zaino così peso che la fa' ribalta' sul pavimento della cucina.
Il nostro Richard Gere sta letteralmente tutto il film a dirle "Guarda COSA che te di questo ( e manco di quell'artri) non sei innamorata. Non è l'uomo giusto per te."
E lei ingenua che lo provoca "E chi sarebbe l'uomo perfetto per me? Tu?"
Lui le risponde "E certo!" e lei invece di saltargli al collo e fargli saltare tutti i bottoni della camicia al grido di "Sono la tua Pretty, quindi Prettymi ora, subito!", che fa? Gli ride in faccia.
ALLORA SEI CRETINA.
Dice di no al nostro Richard, ma lui comunque riesce a portarla all'altare in presenza di coso... lì... Thompson il direttore dell'albergo dell'altro film ma che qui fa il suo amico che però gli bomba l'ex moglie... insomma n'c'hocapitounabeataceppa.
Dicevo: ha Richard Gere che la ama e la vole sposa', è lì che l'aspetta all'altare e lei che fa? SCAPPA NARTRA VOLTA.
Ma allora non sei solo cretina, sei deficiente. Ti meriti le doppie punte, la cellulite, la fiatella e l'herpes genitale figlia mia.
Insomma, ri-scappa nartra vorta, sul camioncino delle consegne.
Io fossi stata Riccardino avrei detto "Mo' m'hai rotto er cazzo" e invece è tutto mogio mogio e innamorato a New York e di lei non ha nessuna traccia.
Ma poi lei, non si sa come a dire il vero, la ritroviamo seduta sul suo divano e si dichiarano eterno amore con lei che fa:
"Ma lo sai perché scappavo?"
"Dimme."
"Perché mi dava noia tutta la gente."
Infatti lui riesce a sposarla su una collina, da soli, circondati da cacca di cavallo, un albero, e un prete passato di lì per caso.

DIRLO PRIMA, NO?




Lettera aperta al Principe Harry



Dear Harry,
yesterday ho appreso la news che with yuor wife rinunciate allo status reale because volete mantenervi da soli.
Lavorando.
Really?
But cosa hai in the head? The mushrooms?
But lo sai quanta people vorrebbe essere al posto vostro?
Now.
Capisco che non diventerai never never never king, because tu father c'è prima di te, because pure tu brother 'Belli Capelli' c'è prima di te e dovete comunque aspetta' che a grandmother prenda un big ciopone (ma Betty ve fa il gesto dell'umbrella e non lascia il throne manco a mori', appunto).
Capisco che a quella big gnoccolona de your wife manchi la television e che vorrebbe tornare a fare l'actress in qualche series, but not state a esagera'?
Pure cambiare house volete. Il Canada. Che dick c'andate a fa' in Canada? L'England not vi garba più?
That poi vorrei sape' se not fai il prince cosa vai a fa'.
L'hydraulic?
L'electrician?
The Caldaia Man?
Ci credo che grandmother Betty se sta a incazza', gliene tirate out una behind l'altra.
But io lo so il motivo.
Volete far crescere the little Archie lontano dalla strange family che ve ritrovate.
Lontano da tu brother e Kate (that che spara i sons out dalla patonza reale in four and foureight e poi torna secca come uno street lamp), lontano da tu father e the MrsHorses Camilla , lontano da Betty e Filippo (che manco gli puoi affida' il tu little baby because ultimamente se ribalta with car un day sì e un day pure)
Insomma Harry dove te giri te giri is the big casino, però pure you...
Senti, famo una cosa: io so' the person simply, ma sono di compagnia. Now che si è liberato un place al palace, dicevo... se prendessi il tuo posto? Chessò... for tenere compagnia alla Queen... passarle il catalogo pantone for scegliere the colors for l'outfit, fare bye bye with the hand al post suo che quella c'ha na certa... insomma, cose così.
Pensaci Harry.
Io al posto tuo.
Porto anche la biada a MrsHorses.
Faccio ingrassa' pure la secca con le ricette de my mather (tipo le tagliatelle homemade al sugo de wild porc) così Meghan is happy se a quella le vie' il doppio mento alla Enry VIII.
Chiudo nonno nello scantinato coi dog corgi, così non se ribalta più.
And regalo pure un rasoio a William così se rasa una volta for all quei three peli che tiene in the head.
E you finally sarai quello beautiful with wife fregna da competiscion che vive nella housettina in Canadà. Come la song famous.
Pensaci Harry.
I lo faccio for you.
Con much affection
XXX
Simona

La Bella e la Bestia



 
C'era una volta un principe bellissimo che viveva in un castello anch'esso bellissimo. Tutta 'sta beltà gli dava talmente alla testa che pareva ce l'avesse solo lui; infatti un sera bussa al portone una vecchina a chiedere ospitalità, ma lui la scaccia in malo modo perché 'Questo castello non è un albergo!'.
La vecchina, come noi tutte in pre ciclo, la prende talmente bene che gli scaglia contro un anatema del tipo "Non mi vuoi manco ora che va di moda il toy boy? Vedi come ti concio. Allora: prima di tutto ti riempio di peli, così vedi come è simpatico depilarsi ogni tre giorni. Poi ti regalo 200 kg, i denti in fuori, le unghie incarnite, la fiatella e pure due corna. Se riuscirai a farti amare così le cose sono due: o l'incantesimo si spezza o lei è scema." Detto questo si trasforma in una gnocca e conclude con "Ti sei fermato all'apparenza. Non fidarti mai di una donna struccata. C'è sempre Kiko che ci viene d'aiuto."
Passano gli anni e la Bestia è affabile e simpatico come Sgarbi a un congresso di ignoranti; poco più in là, in un paesino tutto rosa e celeste vive lei, Belle.
Belle canta mentre dà da mangiare alle galline, canta mentre compra la baguette, canta mentre legge circondata di pecore, canta mentre passeggia nella prateria col cavallo, insomma alla fine il dubbio che sia Licia Colò a un provino di X Factor è forte.
Nel paese vive anche uno che risponde al nome di Gaston: è bello, virile, narcisista, ignorante e si specchia di continuo: praticamente un tronista. Da sempre accompagnato da Gianni Sperti (che qui si fa chiamare Le Tont) tenta di convincere Belle a sposarlo, ma lei non gli concede manco un esterna tanto è presa a star dietro a suo padre che si diverte a fare le invenzioni e costruire galeoni PlayMobil.
Un giorno, sto vecchino tombolotto che con la neve mi esce a maniche corte, parte per la fiera della porchetta e si perde nel bosco. Gira che ti rigira arriva al castello dove degli oggetti animati gli offrono riparo. La Bestia, già incazzato perché la gente pensa che quello sia un Ostello, al grido di 'Ma cosa siamo diventati? Non accogliamo mica cani e porci!' lo butta nelle prigioni senza manco un giacchettino.
Nel frattempo Gaston prepara il banchetto di nozze, ma viene rimbalzato ancora una volta da Belle che, con un libro in mano, gli domanda "Sai cosa è questo?" lui risponde "Uno sturalavandini?" e lei capisce che è rincoglionito forte e mormora 'Piuttosto la do in pasto ai cani, ma a te mai!'
Nel frattempo il cavallo Filippe (che rimane muto per tutto il cartone nonostante parlino TUTTI, perfino i muri) torna a casa e Belle capisce che a suo padre è successo qualcosa. Un po' incazzata e un po' preoccupata, parte alla ricerca bofonchiando "Ma cosa c'è andato a fare alla fiera con sto tempo de merda, vorrei sape'! Senza nemmeno un golfino, poi!" Infatti al paesello di Belle ci sono 45 gradi, praterie verdi e campi fioriti e nel bosco meno 15, neve e bufera che manco alle isole Svalbard.
Belle arriva al castello, trova suo padre in prigione, gli dice "Hai le mani gelate!" sopprimendo un "Se ora pigli la polmonite vedi come te le do di sopra!" e già incazzata per questa cosa fa pure un cazziatone alla Bestia rinunciando a un invito a cena.
La Bestia si rende subito conto che lei potrebbe spezzare l'incantesimo, ma essendo una donna Alpha potrebbe spezzargli anche le gambine, se non si comporta a modo.
Allora lui si fa fare i boccoli alla Shirley Temple e vestire bene dall'attaccapanni Miccio e si fa consigliare da un orologio e un candeliere quale comportamento adottare per conquistare il cuore della RAGASSA (per dirla alla Lumiere).
Il tempo passa e tra i due nasce una certa sintonia: lei gli insegna le buone maniere e ad aprire il suo cuore, lui le apre invece la porta della sua biblioteca. Lei, come noi tutte da Zara in un giorno di saldi, gli salta al collo ringraziandolo con ardore.
Nel frattempo il candeliere si accoppia con uno Swiffer, l'orologio parla con la teiera e l'armadio dialoga con una tazzina sbeccata. Però vogliono mettere al manicomio Maurice perché dicono che il pazzo sia LUI. Parliamone.
Una sera, dopo il ballo nel quale Belle pare una meringa al gusto limone, lei vede suo padre nello specchio. Il vecchio tossisce e si accascia e lei accampando la scusa "Mio padre sta male, devo andare!" che suona un po' come 'Scusi prof, non ho potuto studiare perché mi è morta nonna', fa breccia nel cuore della Bestia che, mosso a compassione, la lascia andare.
Lei bofonchiando un "Ora mi sente. Se continua a non darmi retta lo metto all'ospizio!" torna a casa.
Da qui un casino dietro l'altro, roba che avrebbe fatto meglio a rimanere dov'era.
Gaston, geloso, mi si incazza e gioca sporco, ricattandola a bimbominkia. Come un ignorante qualsiasi mi aizza e mi istiga quelli del villaggio al grido di "Prenderà le vostre terre! Mangerà i vostri bambini! Si accoppierà con le vostre mogli! Vi ruberà il lavoro! Ammazziamo la Bestia! Rispediamolo a casa sua! Prima i francesi!" e parte tutto tronfio verso il castello con un manipolo di mentecatti che credono che una persona con l'aspetto diverso dal loro, sia pericoloso.
Al castello non aspettavano altro che 'sto deficiente e partono cassetti nei denti e coltelli negli orifizi.
I mentecatti, come giusto che sia, escono sconfitti da questo scontro, ma Gaston affronta la Bestia senza nemmeno una Maria de Filippi a mediare l'incontro. La Bestia è affranta, la rosa sta perdendo i suoi petali, Belle è andata via.
Ma ecco che arriva, scende le scale, parte la musichetta e Maria dice "Bestia, per te c'è Belle."
La Bestia allora si rinviene e lotta con Gaston il quale, dopo avergli inferto una pugnalata, precipita nel baratro.
La Bestia sta morendo e Belle si inginocchia confessando il suo amore per la biblioteca, per il castello, per l'argenteria, per la servitù, per i giardini, per i vestiti e per la piscina mormorando "Se la Ferragni perdona a Fedez tutti quei tatuaggi io, per tutto stobendiddio, posso chiudere un occhio sulla tua peluria, via!"
Questa dichiarazione convince la rosa che si è stufata di passare di mano in mano in questa trasmissione e quindi fa sì che l'incantesimo si spezzi, e la Bestia, sotto un tripudio di fuochi d'artificio che manco a San Silvestro al Cocoricò di Riccione, si trasforma in Claudiano.
Belle guarda il capello biondo fluente e l'espressione da cercopiteco in coma e pensa: "Forse forse era meglio da bestia."
Vissero tutti felici e contenti con Mrs Bric finalmente tornata nei panni di Tina Cipollari che, con boria, spiega ancora una volta alla tazzina le regole dell'amore.
Lei che, in tutto il film, non se la caga nessuno e pare abbia sbottato a fine riprese "No, Walt, IO ESCO!"

Dalla Grand Central al Top of the Rock: la nostra New York (tra Clooney e Lady Violet)

 

 
Nel nostro primo giorno nel New Jersey i nostri cugini ci trovano non solo vivi, ma persino svegli dalle cinque del mattino, complice un jet lag che ha completamente scombussolato i nostri bioritmi lasciandoci con gli occhi spalancati come gufi. Trascorriamo la giornata cercando di riprenderci tra un po’ di shopping e le coccole dei parenti, che ci rimettono al mondo a suon di prelibatezze e grigliate. Il mattino seguente siamo finalmente pronti per New York: prendiamo il treno dei pendolari che ci sbarca direttamente sulla Settima Avenue. La prima tappa è il Grand Central Terminal. Lo so, può sembrare bizzarro uscire da una stazione solo per visitarne un’altra, ma questa è davvero speciale. Oltre a essere una delle più grandi al mondo, è stata il set di film indimenticabili come Armageddon, Intrigo internazionale e Un giorno per caso, con quel fascino senza tempo alla George Clooney. È una stazione talmente elegante che a me e ad Aly sembra persino di scorgere qualche celebrità tra la folla. Per sicurezza chiedo conferma al Santo indicandogli una bionda accattivante, ma la sua risposta da uomo pratico mi riporta subito alla realtà, confermandomi che la poesia non è il suo forte. Vista la reazione, decido che è il momento perfetto per una visita al Rockefeller Center, nello specifico al Top of the Rock, accarezzando l'idea di spingerlo giù per vendetta. Saliamo al 67° piano dopo aver praticamente ipotecato un organo alla biglietteria, ma la vista è così incredibile che quasi quasi ci tornerei a piedi pur di rivederla. L'esperienza dell'ascensore è un viaggio a sé: parte a una velocità tale che mi sono ritrovata lo stomaco direttamente in gola. Una volta in cima, lo spettacolo non ha eguali. Scattiamo un’infinità di foto, tutte inevitabilmente simili, divertendoci a posare mentre "reggiamo" i grattacieli con le mani, prendendoci una meritata rivincita contro tutti i turisti che di solito sorreggono la nostra Torre di Pisa. Ci sediamo lungo il muretto a contemplare il panorama e non c'è niente da fare: New York dall’alto è meravigliosa e l’atmosfera è magica. Dopo un tempo indefinito, decidiamo a malincuore di scendere per goderci la tappa successiva: la Downton Abbey Exhibition. Per gli appassionati della serie è il paradiso: ricostruzioni dei set, abiti originali e tutto l'universo di una delle produzioni inglesi più amate. Inutile dire che ho cercato di fare gli onori di casa, anche se Lady Violet mi ha guardato con la sua solita aria di disapprovazione, forse non convinta dal mio outfit. Vedere da vicino i costumi di scena e la cucina, la mia stanza preferita, mi ha fatto un certo effetto. Usciti dalla mostra ci buttiamo nella vibrante calca di Times Square, tra artisti di strada e bizzarri cantanti country in costume. Ci imbattiamo anche in uno di quei negozi di Natale aperti tutto l’anno, pieni di decorazioni improbabili. Il Santo mi trascina via prima che io possa cedere alla tentazione di acquistare un utilissimo addobbo a forma di incudine. Subito dopo i ricordi si fanno sfocati, perché New York ti inghiotte, ti ubriaca e ti stordisce con i suoi suoni e colori, facendoti sentire esattamente al centro del mondo. Lasciamo la città all'ora del tramonto, promettendoci di tornare nei giorni successivi per vederla brillare di sera. Spoiler: ci riusciremo, regalandoci uno spettacolo indimenticabile. E per la cronaca, alla fine qualcosa di natalizio l'ho comprato davvero, ma in una splendida boutique sulla Settima Avenue: una meravigliosa e super classica slitta rossa. Decisamente più sobria di un'incudine.
















TITANIC

                                                                                                                 (Foto: movieplayer)


 Giorni nostri. La faccio breve: un tizio dall'aria tranquilla sta conducendo una spedizione per recuperare un prezioso gioiello che si trova sul Titanic, affondato nel 1912. La possibilità di trovarlo è pari alla possibilità che trovi anche qualcuno sempre vivo, ma lui non demorde. Infatti, in una cassaforte lo trova, ma ahimè è solo disegnato su un foglio addosso a una tipa che fa strappare loro la seguente frase 'Però! Che gnocca deve essere stata questa qui.' La notizia appare al telegiornale e una vecchietta, tra una pausa e l'altra di Terra Amara, si riconosce in quel disegno e chiama il baldanzoso giovane dicendogli: "A COSO, guarda che quella gnoccolona sono io" Lui pensa che soffra di aterosclerosi e che abbia capito fischi per cazzi, ma comunque accetta di vederla.
A quel punto, tra un 'portatemi una camomilla' e un 'cara, passami le pastiglie per la pressione', la vecchina comincia a raccontare la sua storia:
"Allora, nipote mia, dico a te: bello e caro tuo nonno, eh? Ma mai come colui che mi ha aperto come una cozza in una macchina parcheggiata male. Eh sì, non mi guarda' così, tu' nonna era sveglia, sai? Ora ti racconto di Jack. Insomma, salgo sul Titanic con un vestitino comodo comodo di Zara con quella piaga della tua bisnonna che doveva essere in menopausa, altrimenti non sia spiega la sua acidità, e quel figo ma odioso del mio allora fidanzato. Ci stavo solo perché lo chiamavano Trivella e perché mi'madre mi stava a di' che eravamo povery povery. Dopo aver parlato a caso di quadri da appendere nella mia stanza ed essermi resa conto di aver perso il disegno che avevo fatto in quinta elementare che metto sempre sul comodino, mi è preso lo sconforto. Giuro, ci tenevo troppo a quel disegno. Allora salgo sulla poppa del Titanic pronta a dire fine alla mia vita senza più matite, pennarelli e arriva un biondino che invece di tentare di salvarmi mi dice che si vuole buttare anche lui dopo avermi fatto una lezione degna di Super Quark su quanto è fredda l'acqua, gli squali, la salinità del mare, case, libri, viaggi e fogli di giornale. Io penso 'Questo è scemo, in fondo c'è chi sta peggio di me' e ci ripenso. E siccome, poraccio, mi faceva pena, lo invito a cena. Lì scopriamo tutti che è un artista e che disegna (bene) per vivere (male), ma io ormai affascinata dal fatto che potesse avere una scatola di pennarelli Carioca nuova di zecca, mi lascio conquistare e accetto l'invito di scendere in terza classe a ballare in punta di piedi come una Carla Fracci qualsiasi. Lì, nipote mia, ho pensato: però 'sto ragazzino è proprio bòno e i toy boy andavano già di moda. Ergo: avevo 17 anni e ne dimostravo 39, parevo su'madre. Comunque, gira che ti rigira, quella cirrosi del mio fidanzato e quella peritonite de mi'madre si accorgono che tra di noi c'è del tenero solo guardando come lui me insegna a sputacchiare. Niagara, mi chiamavano. E tra uno scambio di saliva e l'altro, è sbocciato l'amore oltre alla mononucleosi. Lui mi fa pure vedere il suo pennarello rosa Giotto, con il quale dopo mi fa quel ritratto che vedete. E poi niente, quel deficiente di omino alla vedetta non mi vede un iceberg. Me lo becca in pieno, maremma impestata ladra. Da lì, un gran caos: un fuggi fuggi generale, il Titanic che s'allagava e mi madre che mi accusava "Rose! Basta sputacchiare! Guarda che casino stai facendo!" ma giuro su tuo nonno che non ero stata io. Almeno non tutto, ecco. Un po' di mare c'era.
Comunque io e Jack ce la vediamo brutta più volte: lui viene ammanettato dal galoppino del mio fidanzato, ma io con un'ascia lo libero. Ricordo sempre cosa dissi a lui:
"Jack, sapresti disegnare con una matita infilata nelle narici?"
"Perché me lo chiedi, Rose?"
"Perché non ho una buona mir... vabbè dai, al limite ti metterai sulla strada con un piattino, tanto sei già poraccio. Ti fidi di me?"
"Corcazzo."
E invece, colpendo alla ndo cojo cojo, ce la feci. Poi scappammo su e giù per i piani del Titanic sempre col mio fidanzato alle calcagna che aveva tentato pure di mettermi su una scialuppa, ma ora te lo posso dire: io non sono mai stata una 38 ma una 46 abbondante e le mie chiappe lì dentro ci stavano strette, ecco. Però ricordo che il mio fidanzato mi regalò il suo cappotto infeltrito preso a una bancarella, con cuciture a vista e la fodera di pessima qualità. Vestiva di merda, sai? Poi non l'ho più visto e, dopo che il Titanic si è schiappato in due e ha cominciato a galleggiare come un savoiardo nel caffellatte, ho pensato di lasciarlo seriamente. Da lì in poi ho pensato non solo a salvarmi, ma anche a cambiare la mia vita al grido di 'Chiusa una porta, si apre un portone'. Infatti mi sono presa un bel portone intagliato fine ottocento con pomelli d'oro e l'ho usato per sdraiarmici sopra. Ti devo dire la verità: volevo provare a fare surf, ma non c'era il vento adatto, allora me son detta 'Via, mi ci sdraio sopra un attimino, metti che dopo s'alza una leggera brezza.' Jack nel frattempo faceva snorkeling. Ogni tanto mi portava du' pescetti, qualche conchiglina, poi quando l'ho visto con le labbra blu gli ho detto 'Jack, esci dall'acqua, che te sta a pija il freddo. Vieni che ti cambio il costumino.' Ma lui impietrito, oh, manco mi rispondeva. Sembrava congelato. Glielo avrò detto mille volte, tra uno sputo e n'artro: "Prima di fare il bagno devi aspettare, ché sennò poi ti prende una congestione e ME MORI." Infatti è morto. Cioè, ma se po' mori' così? Ma io non lo so. Che poi, dopo, tutti a dare la colpa a me, a dirmi che sul portone ci stava, ma oh, famo a capisse: lo sanno tutti che prima di fare il bagno dopo pranzo dobbiamo aspettare minimo 8-9 ore, è la prima regola. E quindi niente, è andata così, congelato e stecchito come un bastoncino findus. Hai capito che vita grama, nipote mia? Jack è morto per una congestione da parmigiana."
"Sì, nonna, ho capito. Ma il gioiello di famiglia?"
"Ah no quello, pace all'anima sua, finché è stato vivo ha funzionato bene."
Parola di Rose.

Harry Potter e la pietra filosofale (film)


                           


                                                              
Harry Potter è uno sfigato quasi al pari di Remì, e fin qui ci siamo. La storia inizia con lui che viene abbandonato davanti alla porta di un'abitazione come un sacchetto dell'umido; infatti lui è orfano e in quella casa ci stanno degli zii simpatici come una pancreatite che lo faranno vivere nel sottoscala come un ratto qualunque. Ditemi voi se non è una vita di merda.
Ciononostante si rende ben presto conto che sa fare cose incredibili come dialogare coi serpenti che si sa, è come un diploma o un attestato CEPU, può tornare sempre utile nella vita.
Verso gli undici anni, Harry riceve delle lettere recapitate da un gufo perché, sfigato com'è, non ha manco WhatsApp. Per farvela breve: in quella lettera gli viene comunicato che i suoi genitori sono morti ammazzati per mano di Voldemort e che 'Però dai, sei stato ammesso alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, quindi sticazzi'. A quel punto scopre che la cicatrice a forma di saetta che ha in fronte non è altro che il segno del 'sopravvissuto alla strage' e non la cicatrice di quando, a tre anni, si è piantato col triciclo sulla cancellata.
Ad accompagnarlo per i suoi primi passi verso il mondo della magia c'è Cannavacciuolo che, tra un piatto di pappardelle e un risotto ai funghi, lo guida all'acquisto dell'occorrente a Diagon Alley. Harry, con tutto l'armamentario dell'apprendista mago, a quel punto si reca alla stazione e pare noi davanti al cartellone delle partenze: non ci capisce una mazza. Non gli rimane altro che battere la testa nel muro dalla disperazione ma qui, come per magia, invece di finire al pronto soccorso, finisce in un'altra stazione dove inizierà la sua avventura fatta di insidie. Come a un qualsiasi pronto soccorso italiano, infatti.
Qui fa la conoscenza di altri due maghetti: Ron e Hermione. Lui imbranato, pel di carota, che vive con un topo in tasca e con l'aria sveglia di chi si desta dopo un rave. Lei una cagacazzi saccente sotuttoio che verrebbe voglia di lanciarla dal finestrino al grido di 'E allora fammi vedere come voli, maledetta!'. Non contento di queste splendide e utili amicizie, Harry conosce anche Draco Malfoy, un biondino platinato dal mento sfuggente simpatico come un chiuhauha incarognito.
Arrivato alla scuola Harry pensa: 'Finalmente mi posso rilassare? Visto che ho fatto un viaggio di merda col rimbambito, la cagacazzi e il figlio di Enzo Paolo Turchi?' La risposta è no. I ragazzi devono essere smistati nelle classi ficcando la testa sotto un casco da parrucchiere pregando cose tipo: 'Non i boccoli, non i boccoli, ti prego non i boccoli'. Se ti va bene il tuo desiderio viene esaudito, altrimenti vieni fuori che pari Shirley Temple.
Ma non è finita. Che non lo vuoi fare un po' di sport in questa magnifica scuola? Allora vai di Quidditch, sport le cui regole c'hanno sempre da capirle chi ci gioca. Visto da fuori sono dei disgraziati che, in groppa a una scopa, rincorrono un ferrero rocher che li percula agitando le alucce dorate.
Non pago di questa mirabolante scoperta, il nostro Harry in tutto sto pappiè, fa la conoscenza di Albus Silente che è un tipo a metà strada tra mago Merlino, Gandalf e tu nonno con la periartrite. Però dicono che comanda lui, quindi MUTI. Inoltre, nella sua prima lezione di 'pozioni' conosce Renato Zero che lo prende subito in antipatia e rivolgendosi a Harry, Ron e Hermione, si lascia andare a un 'Il triangolo no! Non l'avevo consideratooo' sollevando applausi e consensi del pubblico, fino all'apparizione di Silente che lo redarguisce con un 'A Rena', t'avevo detto basta col tuo repertorio.' Renato si incazza per questo divieto e lo rimarrà per tutto il film.
Comunque tutta la storia è per cercare un sasso di fiume di poco conto che, per darsi delle arie, verrà ribattezzato la 'pietra filosofale' nascosta, dicono, nella botola del castello sotto la torre più alta della collina più verde della montagna più rocciosa del poggio più giù.
Harry per trovarla deve attraversare varie peripezie come combattere con un cane a tre teste con il nome azzeccatissimo di Fuffi (nome chiaramente terrificante per un mostro del genere), fuggire da delle chiavi volanti con il terrore che gli entrino in tasca e non solo, e una partita a scacchi gigante che a ogni passo falso li accoppa. Roba simpatica, insomma. Arrivato in cantina, Harry si destreggia tra damigiane di Valdobbiadene, delle melanzane sott'olio e la conserva di nonna Pina, mentre in un angolo, sorprendentemente, trova lo 'specchio dei desideri'; lo stesso che speriamo di trovare noi in un qualunque camerino di Zara che al grido di 'Specchio, servo delle mie brame, chi è la più gnocca del reame?' ci rimandi la nostra immagine con 10 kg meno, il culo di Belen, le tette della Satta e le gambe della Bundchen. Qui ci incontra il professore di Difesa contro le arti oscure, il professor VelociRaptor che, come dice il nome, svelto svelto gli frega tre melanzane, un fiasco di vino e l'ultima collezione di reggiseni in pizzo in sconto del venti per cento.
Harry a 'sto punto non capisce più nulla, fino a che il professor VelociRaptor non si rivela per quel che è: un voltafaccia. Infatti, tolto il turbante, al posto della chierica da San Francesco ti c'ha un faccione senza naso. VelociRaptor è come il maxibon: Two is megl che one. Harry è sorpreso, ma mai come quando Voldemort gli rivela che campa grazie al sangue di unicorno. A quel punto Harry lo percula e pensa 'Questo è un cretino. Minimo minimo, è pure innamorato di quella porca di Peppa Pig'.
Il duello finale vede un Harry rincoglionito che ha inseguito per tutto il film la pietra e alla fine se la ritrova in tasca e fa pure il sorpreso come un cleptomane qualunque. Qui mi immaginavo una scena hard con Hermione che gli tocca i pantaloni sussurrando un 'Wingardium levìosa!' ed Harry che risponde 'È inutile che ci provi, non si alza nulla: è la pietra, deficiente.'
Poi niente, Harry al grido di 'E mo' basta, mi avete rotto il cazzo!' polverizza VelociRaptor, fa scappare colui che non deve essere nominato, redarguisce un po' la cagacazzi, risponde un po' sottomesso al figlio platinato di Enzo Paolo Turchi, fa amicizia un po' con tutti e chiede a Cannavacciuolo se la prossima volta invece che a Hogwarts lo dirotta verso Masterchef.
Ah sì, la squadra del nostro Harry ovviamente vince pure la Coppa del Nonno, assegnata grazie ai punti acquistati in questo anno scolastico fatto di sfighe, ormoni a palla non soddisfatti, cani a tre teste, pietre false come i brillocchi sulle bancherelle e un gioco in cui ti metti una scopa sotto le chiappe. Insomma, tutto talmente bello che il nostro Harry al grido di 'Mai una gioia!' frequenterà questa scuola per altri ventisette anni.
Il film finisce con Renato Zero che, davanti a Silente, canta 'Vecchio! Diranno che sei vecchio!'
e con quest'ultimo che risponde: 'Se mi richiami vecchio, con un peto ti faccio i riccioli alla Cocciante. Poi vedi come canti bene Margherita a suon di pizze in faccia."
Comunque brava la Rowling, eh?

                                                                                                                        (foto: film.it)

 
La scena iniziale si apre più o meno così: una famiglia in auto che si reca al solito villaggio vacanze, quello che ha visto crescere le figlie e invecchiare nonna. Infatti la protagonista, seduta dietro e coi riccioli al vento, è felice e contenta come se la stessero portando a fare una colonscopia. Accanto a lei una sorella che si rimira continuamente in un lezioso specchietto perché suo padre le ha detto più volte che prima di parlare deve riflettere. Sì, è scema. Per tutto il film.
Una volta arrivati, Baby si accorge che l'ospite più giovane ha 78 anni, che si danno allo sport estremo tipo il gioco delle bocce e che il brivido più grande che l'aspetta è la tombolata tre volte a settimana. Reprimendo un 'Babbo, ma una settimana a Formentera, no?' la nostra Baby (curioso nome visto che nel film dovrebbe avere 17 anni, ma ne dimostra 43) si accontenta e fa buon viso a cattivo gioco come tutte le donne quando gli viene detto 'Tesoro, oggi a pranzo ho invitato mia madre.'
In breve tempo, stanca di imparare il punto croce al corso pomeridiano e di giocare a 'Trova la dentiera', la nostra Baby si intrufola in una festa danzereccia portando un cocomero. Lo so, scritta così non ci azzecca una mazza, ma pure nel film. Lei porta un cocomero, punto.
Mentre è lì che pensa 'Ma guarda guarda 'sti giovani come si dimenano' arriva lui, quello che ci fa imbizzarrire le ovaie, quello che fa fare ai nostri ovuli il giro della morte nelle tube, quello che ci fa girare verso nostro marito ringhiando 'Ma te un po' di palestra, no eh?' : Johnny.
Lui, come tutti quelli che sanno di essere fighi, manco la caga di striscio e nonostante in quella sala ci sia un caldo infernale, pensate un po', non vuole nemmeno un po' di cocomero. Nel frattempo gli ormoni di Baby si affacciano alla vita e gridano 'Figaccione! Figaccione!' come un naufrago qualsiasi grida 'Terra! Terra!'
Lui, con una tipa biondissima, secchissima e levissima, balla la qualunque anche se in realtà agli occhi di tutti stanno copulando selvaggiamente, posizione del missionario compresa.
Lì Baby si accorge che però è tutto un gran puttanaio, che lì non ci dovrebbe stare, che se suo padre la scoprisse, da riccia come Afef la farebbe diventare liscia come la Hunziker e che se sua sorella si accorgesse poco poco che c'è gente che ti fa ballare la rumba sullo zucchino, la lancerebbe senza riserve come noi lanciamo il bastone al golden retriever. Infatti la sorella, con i fiocchetti in testa come una rintronata qualsiasi, si invaghisce di un cameriere che sparge i suoi semi manco fosse Luca Sardella in un campo di pomodori a Linea Verde. Infatti, semina che ti risemina, mi ingravida la Penny, la quale balla con Johnny, che si confida con Baby, che alla fine suo padre chiamò.
Quel povero uomo del dottor Houseman, svegliato nella notte non dalla prostata birichina, ma dalla figlia minore, si reca alla capanna e sistema la faccenda rivolgendo a Baby una frase che si può riassumere più o meno così: "Se ti ritrovo da queste parti ti lascio anda' un manrovescio che te cambio i connotati e visto il naso che ti ritrovi te faccio pure un favore." Poi se ne va stizzito e alla domanda della moglie 'Cosa è successo, caro?' risponde come noi quando passano le scene di ballo con Johnny seminudo: "NIENTE. DORMI"
Con la Penny fuori uso, e 24 ballerine disponibili che ballano più o meno come lei in quello scantinato, a chi viene chiesto di sostituirla per un'esibizione? A Baby. Una che sa ballare come io so fare la spaccata e che si muove così bene che sembra tutte noi quando abbiamo un insetto incagliato nella maglia. Geni. Lei ovviamente accetta di buon grado e dopo essersi asciugata la bava chiama il ginecologo: 'Sto ovulando a loop, è normale?'
Le scene di ballo le sappiamo talmente a memoria che se tornasse Johnny saremmo in grado anche noi di ballarle e non rideremmo come quella scema quando lui le passa una mano sotto l'ascella. MA COSA RIDI CRETINA CHE MANCO TI RENDI CONTO A CHI TE STAI AD APPOGGIA'. L'odio profondo, proprio.
Insomma, vanno a questo ballo, lei sicuramente truccata da una bambina di cinque anni coi truccosetti di Hello Kitty, vestita da Miccio con la congiuntivite e pettinata da Edward Mani di Forbice, sta così di merda che tutte noi pensiamo 'No vabbè, guarda rimettiti gli short e le infradito che così me pari una ballerina sì, ma dopo un frontale con un tir.' In più balla malissimo, se move come avesse la febbre a quaranta e le vesciche ai piedi e non fa quel benedetto salto.
Nel frattempo, mentre Baby piroetta a cazzo su quel palco, due vecchietti rubano tutte le pensioni dei vecchiardi presenti nella sala e il giorno dopo viene incolpato proprio il nostro Johnny.
Allora Baby, con quel coraggio tipico delle donne che si avvicina molto al nostro 'Ma sì, non la faccio la ceretta per andare al mare, tanto non si vedono molto', lo difende a spada tratta e ammette che lui non può essere il colpevole perché, proprio la sera prima lui le ha insegnato il mambo orizzontale.
Ovviamente si pente di averlo dichiarato (come noi del resto, che nel frattempo intrecciamo sulla battigia i nostri peli) e sarà punita da suo padre che vuole partire subito subito subito, ma poi sua moglie gli dice 'Cazzo stai a di', ho pagato fino a domenica e ora si rimane!' Lui come tutti i nostri padri al cospetto delle nostre madri, abbassa la testa e mormora un 'Sì cara. Hai ragione cara.'
Baby, da una parte è sconsolata perché non ha più l'approvazione del padre, dall'altra si è portata a letto il nostro meraviglioso Johnny quindi saltella per il campo di bocce dando scappellotti ai vecchietti al grido di 'Mio padre non mi parla più perché ho bombato con quel figo di Johnny? Sai che c'è? STICAZZI.'
Ovviamente lui viene cacciato perché mica può sedurre le giovincelle, lei è triste, sua sorella scema viene sedotta e abbandonata dal cameriere, ma probabilmente pure dallo chef, dal portiere, dall'addetto alla sala, dall'autista e pure dal giardiniere, suo padre pensa 'Pensavo di avere una figlia donatrice di organi da viva e invece ne ho due, mai una gioia 'orcomondo!' e sua madre che è felice perché ha vinto al burraco un salvavita beghelli.
Il film finisce con un flash moob in cui il nostro Johnny ritorna, la preleva da un angolo muffito al grido di 'Nessuno può mettere Baby in un angolo' e lei finalmente fa quel benedetto salto che è tutto il film che ci rompe le palle, pure nel lago l'ha fatto stare a morire di freddo il nostro Johnny, inetta che non sei altro, maledetta che per poco non me lo fai cascare dal tronco Johnnymio mentre ti spiega come ha imparato a ballare, te possino a te e tutti i tuoi cocomeri e comunque 17 anni li porti pure male, non sai ballare e ti vesti di merda.
Oh.
E che diamine.
Dicevo: si vede che non l'ho presa tanto bene che si sia portata a letto Johnnymio, sì?

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