Tutti i gatti più uno

 



Ogni gatto si sa, ha un suo personalissimo carattere. Io ne ho avuti molti e ce ne fosse stato uno uguale all'altro.

Il primo fu Briciola. Una gattina che avevo da ragazza. Manto bianco e colorato. Non fece una bella fine e di lei ho solo una vecchia polaroid.
Poi ci fu Teo, lo portò il mio babbo da una casa in cui stava lavorando. Era tutto bianco con una macchiolina sul naso. Lo sorprendevamo a fissare la gabbia dei pappagallini, ma era un tontolone e non ha mai fatto male a nessuno.
Dopo di lui c'è stato Whisky (che potrebbe sembrare Charlie) il primo gatto rosso. Era geloso del bambino che teneva la mia mamma come baby sitter e cercava di entrare nel passeggino. Ma la migliore performance la fece una mattina di Befana: zompò sulla cucina e si rovesciò addosso tutta la padella piena di olio in cui mi madre aveva fritto le patate la sera prima. Tre giorni a lavarlo, unto e lisciato come un cubista del Cocoricò.
Poi arrivò Roy, il 'gatto rosa' come lo chiamava la mia veterinaria. Aveva il manto color cipria, era magro magro ma faceva delle puzze tremende, da stendere un bisonte. Possedeva uno sfintere debole e nelle sue vicinanze c'era sempre un afrore che ti levava di sentimento.
Dopo di lui arrivò Minù, la regina della casa e dell'universo. Aveva già 5 mesi ed era già padrona del mondo. Di lì a poco mi sarei sposata e decisi di portarla con me. Ha subito tre traslochi e la nascita di un figlio e non ha fatto una piega. Abitavamo in città e lei scorrazzava sui tetti e miagolava alla luna. Amava guardare tutto e tutti dall'alto in basso. Una volta trasferita qui è diventata territoriale, un generale fatto e finito. Non volava una mosca e non c'è mai stata l'ombra di un felino. Una volta ha attaccato un doberman. Fiera, intelligentissima, amata da tutto il vicinato. Come diceva la mi nonna: 'le manca solo la parola'.
Ha avuto per poco la compagnia di Isotta, un persiano color crema. Isotta era molto delicata, quasi priva di personalità. Si è adattata malissimo a qualsiasi novità e ci ha abbandonato ancor prima di farci scoprire il suo vero carattere, ché deve averlo avuto, per forza.
Poi è stata la volta di Minnie, una gattina grigia presa da una signora. Ci illudemmo che potesse, da randagia, diventare malleabile e casalinga. Non è stato così, si faceva toccare solo dal Santo (coincidenze? Io non credo) Ha vissuto per anni fuori e solo l'idea di entrare in casa, la inorridiva. Un giorno non l'abbiamo vista più.
Quando Minù ha cominciato ad ammalarsi abbiamo preso Charlie. Mai accettato dalla regina, ma comunque trattato con rispetto, Charlie si è preso un grande spazio nella nostra famiglia. Il gigante buono ha la salute cagionevole, ogni tre per due ne ha una, mi è costato più lui di veterinario che di tutti i gatti messi insieme. Dovrebbe stare a dieta, ma è impossibile. È un tontolone buonissimo, ha accettato di buon grado tutti i gatti che sono entrati in casa dopo di lui e dal giorno che è arrivato, il mio giardino si è popolato di animali perché per lui sono tutti amici.
Per non lasciarlo solo, in un giorno di giugno, è arrivata Kyra. Nera, bellissima, aspetto fiero, ma paurosissima. Non miagolava, al punto che pensammo fosse pure sorda. Si spaventava per qualsiasi rumore, per qualsiasi spostamento. Andava d'accordissimo con Charlie, amava svuotare i cassetti dei calzini e riusciva ad aprire le porte da sola. Ha lasciato un enorme vuoto che abbiamo colmato con l'arrivo dei due teppisti. Nessuno può sostituirla, anche se 'sti due ci riempiono le giornate e i pensieri.
Snoopy e Lizzie sono dei terremoti. O meglio, lui lo è, la femmina lo segue per emulazione. Lei ha gli occhi orientali, melliflui e seducenti, lui è un filibustiere. Mi mangiano e rosicchiano i libri, siamo costretti a non lasciare niente sul tavolo perché ho sorpreso lui a bere nei bicchieri. Sale sui mobili e getta a terra qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Lei, ad esempio, l'ho trovata stamani a giocare con qualcosa di tondo. Mi ha rubato una patata dalla credenza e ci giocava a ping pong con suo fratello. Lei è coccolosa, non riesce a stare da sola e cerca sempre il contatto di qualcuno. Lui è impavido, prepotente, intraprendente e ne combina una dietro l'altra.
Quando mi scatta il "Ora basta! Scendi da lì! Guarda che sei tremendo!" il Santo mi dice: "È inutile che ti arrabbi, è come te. Gli dici le cose, ma non gliene frega nulla, fa comunque come gli pare, è vivace e non lo governi nemmeno a prega'."
Appunto per quello è simpaticissimo. Che ve lo dico a fa'.

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