Trama
Una grigia giornata di febbraio, Sioux sta passeggiando con il cane sulla spiaggia di Warden Bay, nel Kent, quando una scheggia improvvisa di colore attira la sua attenzione. Una bottiglia a forma di lacrima di un blu brillante. Arrivata a casa, la apre. Ne scivolano fuori un piccolo rotolo di carta e due ciocche di capelli intrecciate. Sul foglio, una lettera scritta in francese: l'amica Karen la aiuterà a tradurla. Sono le parole di una madre che si rivolge al figlio tredicenne Maurice, "scivolato fuori dalla vita in un eccesso di desideri". Una dichiarazione d'amore senza limiti, una preghiera a tutte le navi in mare, a tutti i porti, a ogni madre e a ogni sconosciuto perché ascoltino ciò che ha da dire. Madre a sua volta di un bambino piccolo, Karen rimane sconvolta. Si immedesima in quella donna senza nome provata dalla vita, comincia a chiedersi che aspetto ha, cosa sia successo al figlio, cosa ne è stato di lei dopo aver affidato la bottiglia alle onde. Inizia a fare delle ricerche, prima sporadiche, poi sempre più serrate. Invano. Dopo anni di tentativi, in cui è costretta ad analizzare a fondo anche se stessa per capire da dove nasce quel bisogno di sapere, decide di rinunciare. Forse la lettera deve tornare alle divinità del mare, a cui era destinata. Invece... una telefonata dal continente rimette tutto in gioco.
'La lettera nella bottiglia' di Karen Liebreich racconta una storia autentica, priva di eccessive idealizzazioni romanzate. La trama ricorda il celebre 'Le parole che non ti ho detto', ma qui ci troviamo di fronte alla pura realtà. Tutto ha inizio quando un'amica dell'autrice trova una bottiglia con all'interno una lettera straziante: sono le parole di una madre rivolte al figlio Maurice, tragicamente scomparso. Quel testo è una preghiera accorata, una richiesta di aiuto affidata alle onde. Da quel momento, in Karen Liebreich scatta il desiderio profondo di scoprire l'identità di quella donna e la storia del bambino, dando il via a un'indagine complessa, piena di ipotesi e senza certezze iniziali. Il lettore viene coinvolto in prima persona nel processo di ricerca, poiché l'autrice condivide apertamente i materiali consultati, tra cui certificati di morte ed elenchi scolastici. È un libro che per la sua natura documentaristica può non incontrare il gusto di tutti, ma sono indiscutibili la delicatezza del tema e la forte suspense legata all'esito delle ricerche. Una particolarità affascinante: l'opera è stata scritta due volte, in due archi temporali distanti tra loro, per ragioni che si comprendono chiaramente durante la lettura. Di una cosa sono certa: non sono stata io a scegliere questo libro; è stato lui a trovare me.
