mercoledì 5 aprile 2017

I Seduttori 2.0

(Foto: http://www.universome.unime.it)

Ogni volta che apro su FB 'vedi richieste con filtri' (che non sono altro che i messaggi privati mandati da chi ancora non ha la tua amicizia) mi sento improvvisamente catapultata in una puntata qualsiasi di 'Uomini e Donne'. Mi immagino Zuckerberg che mi dice con la R moscia: "Simona, per te c'è Riccavdo!"E mi appare sto Riccardo che, mai visto e conosciuto, prova un approccio generico alla "Come stai?" come se fosse un amico di vecchia data col quale non ci si vede da un po'. Come stai cosa? Chi ti conosce? Chi sei? Da dove vieni?Un fiorino! Ed è inutile sottolineare che io Riccardo manco ce l'avevo in Indovina Chi. Probabilmente si aspettava un altrettanto generico "Io bene, tu?" per dare il via a una conversazione che sarebbe diventata di lì a breve "Dimmi di che colore porti le mutandine."
"Simona, per te c'è Mavio!" E appare Mario che, probabilmente con gravi problemi di vista, mi dice che sono bellissima, fantastica, due occhi che guarda..." Cosa devo guardare, Mario? Guardo te che mi abbordi su FB come un bimbominkia qualunque offendendo (che sia messo agli atti) anche la mia intelligenza. Mario, sii serio, ma ti sembro una che davanti ai tuoi complimenti ti rifila il numero di telefono? Potrei cambiare idea solo se tu fossi cugino di primo grado di Patrick Dempsey, ma siccome non lo sei, ti è andata male.
"Simona, per te c'è Fabvizio!"E arriva Fabrizio, nelle foto tutto unto e muscoloso col sopracciglio pinzettato che prova un generico:"Sei una bella tipa" con tanto di occhiolino di circostanza. Allora Fabri', famo a capisse: tanto per cominciare io non sono una bella tipa, ma casomai una bella topa e quindi già mi parti male. L'ultima volta che ho visto fare l'occhiolino durante una frase acchiappatope è stato nel'85 in una commedia all'italiana di serie B fatta da un coatto col pacchetto delle sigarette infilato nel risvolto della manica della T-Shirt e uno stuzzicadenti tra le labbra. Ecco, non solo sei fuori moda ma sappi che con me hai lo stesso effetto di uno sputo usato per incollare un bicchiere rotto: non attacca.
"Simona, per te c'è Chris!" Chris, diminutivo di Cristiano, di anni presumibilmente 25. Ora, caro il mio Mr Grey, al di là della tua ovvia avvenenza, no dico, ma ti pare? Potrei essere tu' madre. Ti sei lasciato incantare dalle foto che vedi su FB? Bene, ti svelo un segreto: uso il filtro 'miracolo' dove mi si appianano le rughe, mi si riempiono le tette, mi si limano i fianchi e mi si rimpolpano le natiche che Jennifer Lopez scansate. Ah, e non pubblico quelle dove sono venuta di merda, okay? Ripeto: va bene la moda della milfona, ma potrei essere tua madre e non credo che la tua movida possa andare d'accordo con la mia sciatica o la palpebra calante alle nove di sera. Se ti sembravo una ragazza da copertina sappi che sì, lo sono, ma la copertina è quella di pile a quadretti che metto sulle ginocchia il sabato sera sul divano.
Quindi cari acchiappatope 2.0, cari i miei latin lover da tastiera, cari i miei spasimanti sconosciuti con foto in cui tirate indietro la pancia e la dialettica da piccione 'mbriaco, ve lo dico: cercate altro e andate oltre. Lo so che faccio parte del vostro gioco del calcolo delle probabilità, ovvero: lanciate complimenti, lusinghe, approcci e moine come si lancia il granturco alle galline e prima o poi, sulla scia dei grandi numeri, qualcuna sicuramente abbocca. Ecco, al di là della mia situazione amorosa più che soddisfacente, io sono proprio restia a questo tipo di approccio. Sappiate che subisco molto di più il fascino di un cinquantenne brizzolato, gentile e galante che mi cede il passo in fila alla posta, o che tiene aperta una porta per me, che raccoglie al posto mio un oggetto o mi fa sedere per prima al ristorante, piuttosto che cento 'Sei bellissima, sei figa, sei stupenda, pari 'na modella, era bona pure quella etc etc." ricevuti nei messaggi privati da quello unto e muscoloso, dal giovincello re della notte, dal quarantenne irrisolto che colleziona donne come mi'nonna collezionava tappi di sughero e pure da quello che potrebbe essere mi'padre con la foto del profilo in compagnia dei nipotini.
Detto questo, sapete che dico? Faccio come Tina:
"NO, MARIA. IO ESCO."
Disclaimer: nessun maschio è stato maltrattato o perculato per la stesura di questo post.Qualsiasi riferimento a cose, persone, piccioni e sopracciglia pinzettate è puramente casuale.

giovedì 23 marzo 2017

Nuova presentazione!


Lo so, non se ne esce. Questo blog sta diventando verde Tiffany in ogni suo punto. La famiglia Randazzo mi ha rapita e mi sta muovendo a suo piacimento come una marionetta.
In questo mese e mezzo pare abbia anche una liaison col Corriere viste le volte che ha scaricato i libri a casa mia. Più che altro dovreste sentire come mi raccomando: manco fossero gioielli appartenuti alla Regina Elisabetta.
Insomma bimbi belli, Domenica 26 marzo alle 17.00 presento per la seconda volta Come hai detto che ti chiami? nell'accogliente sala dell'Associazione Culturale Grazia Deledda, un'associazione che mi è piaciuta fin da subito e che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare.
Avremo modo, come sempre, di fare due chiacchiere, due risate, ci saranno letture (questa volta mi avvalgo di una lettrice d'eccezione che risponde al nome di Daniela Bertini, che sono sicura saprà valorizzare il romanzo senz'altro più di me) e come sempre un piccolo snack di benvenuto.

Vi aspetto Domenica in via Carducci 13 - zona La Fontina - Pisa.

P.S. Questa volta sarò quella seduta sul divano in ciabatte. Ormai ho preso confidenza :-D



lunedì 13 marzo 2017

'Come hai detto che ti chiami?' Il grande giorno.



Quando le persone hanno a che fare con eventi importanti della loro vita, in genere si crea un'ansia che non fa dormire la notte. Tipo è risaputo che la sposa (o lo sposo) la notte che precede il matrimonio non riesca a riposare bene.
Ecco, io quella notte feci otto ore di fila, in pace e beata come un bambino al quale sono state date dosi massicce di camomilla.
Questo per dire che io sono arrivata alla presentazione sì, piuttosto di fretta, ma anche piuttosto tranquilla. E l'unica cosa (come per il mio matrimonio) che mi ha fatto stare tranquilla è stata la consapevolezza di poterla fare a mia immagine e somiglianza (Leggasi: presentazione allegra, dinamica, un po' fuori da gli schemi e non convenzionale.) E di questo devo ringraziare il Sindaco di Calci e la Vice Sindaco perché mi hanno lasciato letteralmente carta bianca e accettato di buon grado i siparietti e i miei sgabelli (che abbiamo agguantato appena finito il discorso del sindaco e piazzati davanti per la presentazione)

Sono arrivata alla sala Consiliare coi capelli che già davano segno di cedimento perché ovviamente rispecchiano la mia persona (fanno quel che cazzo gli pare) e gli anfibi al posto del tacco dodici perché se avessi fatto le scale con le scarpette rosse la presentazione si sarebbe svolta in ortopedia.
La sala è molto grande e mi assale un dubbio amletico "Riuscirò a riempirla almeno un pochino?". Lì per lì sono tentata di assumere qualche comparsa o al limite mettere qualche cartonato, perché vi posso assicurare che mette soggezione e si rischia pure l'eco.
Ovviamente non ero sola ma avevo il mio staff fidato fatto di amiche e badanti, le quali hanno pensato al punto ristoro, a piazzarmi i libri e i fiori e ad allungare prontamente un braccio per evitare di cadere una volta indossati i tacchi.
La sala piano piano ha cominciato a riempirsi, persone che conoscevo, persone nuove, gente che non avevo mai visto mescolata alla mia famiglia e qualcuno che si è fatto pure un bel po' di km per la nostra Toscana pur di esserci.
Non sono mancate le mie solite figure di merda del tipo "Piacere, io sono Jessica."
"Ciao Jessica. Mi fa molto piacere che tu sia qui. È bello vedere facce nuove."
"Veramente siamo amiche su Facebook."
Avanti così.
Il pubblico è stato partecipe e ridanciano. Qualcuno ha avuto il terrore di essere interrogato dalla sottoscritta "Come ti chiami? Conosci il significato del tuo nome?" e si nascondeva dietro le seggioline sperando che mi si seccasse la gola all'istante.
Dopo qualche lettura, l'intervento della mi'mamma, la commozione del mi'babbo e la risposta di mia zia "Valerio!" alla domanda "Quale personaggio vi è piaciuto di più?" la serata si è conclusa letteralmente a tarallucci e vino. Sembrava una grande festa: risate, foto divertenti, il buffet e chiacchiere spensierate hanno fatto da cornice al firma copie dove io non ho avuto manco il tempo di mettermi seduta. Un grande, allegro caos, come mi si addice. Ci mancava la palla stroboscopica e la musica anni'80 e poi eravamo a posto. Mmh... potrei farci un pensierino.








Tutto questo è stato possibile perché sono stata affiancata da persone speciali:
Sara, la mia editor che temo mi conosca più di mi'madre e mi asseconda in ogni mia follia.
Maria Luisa che ha pensato alla location, ai contatti e al buffet in maniera impeccabile. È una PR ineccepibile e un'amica dal cuore grande.
Simona che in silenzio e con discrezione si è resa disponibile a portare borse, spostare cose e il suo "Dimmi cosa devo fare, sono a tua disposizione" è stato molto rassicurante.
Gabrielle che ha allietato tutti con i segnalibri scritti in gotico dalle sue manine. A un certo punto aveva una fila talmente lunga che pareva di essere al supermercato al banco salumi quando c'è il prosciutto in offerta.






E poi Giovanna, Samantha, le due Silvia che mi hanno coccolato, incoraggiato e hanno gioito con me.

Insomma, più che una presentazione è stata una grande festa con al centro Come hai detto che ti chiami?, i suoi personaggi, la famiglia Randazzo che con le mie parole si è mescolata alla famiglia Fruzzetti, le risate, qualche aneddoto, le mie scarpette rosse, il fotografo (il Santo) che invece di fare le foto se stava a magna' le tartine, i complimenti del Sindaco e della Vice Sindaco che hanno gradito questa virata bizzarra rispetto alle presentazioni canoniche e tanta partecipazione che mi ha scaldato il cuore.
Sì, alla fine quando la sala si è svuotata, ho tolto le scarpe e ho camminato scalza. Come del resto feci il giorno del mio matrimonio. Ché, avevate dubbi?

Grazie di cuore a chi ha partecipato fisicamente e con il pensiero. È stato bello avervi con me.

Simona







martedì 7 marzo 2017

Presentazione di 'Come hai detto che ti chiami?'


Bimbi belli, sono sparita da questo blog che manco un mazzo di carte in un numero di Silvan ma da quando è uscito il libro qui è tutto un fermento. La cosa mi entusiasma moltissimo perché sono già uscite delle belle recensioni, (le potete leggere nella pagina apposita: qui. Adoro dire 'pagina apposita')  delle iniziative alle quali parteciperò e la preparazione della presentazione che avverrà il 10 marzo (che probabilmente, vista la mia indole, gestirò come un numero di cabaret).
Queste tre settimane sono state molto colorate, il verde Tiffany mi ha letteralmente invaso. In casa non si parla d'altro, sulle mie pagine social pure perché il romanzo sta piacendo tanto e mi fate gongolare come un nano 'mbriaco qualsiasi. Ricevo tantissimi commenti, alcuni allegri, altri molto profondi, altri ancora di totale empatia, come se vi avessi scavato dentro e questo non può che rendermi felice e orgogliosa di quello che faccio. Non è facile per me parlare di questo libro, lo faccio condividendo tutto quello che mi arriva e ringrazio chi mi ha fatto le recensioni su Amazon e a chi me le farà, a chi ha condiviso post ed eventi che mi riguardano e tutti quelli che mi hanno mandato un messaggio privato pieno delle loro sensazioni al riguardo. Mi stupisco di come un libro del genere vi possa emozionare o far scendere una lacrimuccia di commozione. E mi piace.
Avrò modo di parlarvi di più alla presentazione dove faremo delle brevi letture e vi racconterò qualche retroscena, quindi se siete in zona vi invito:

Venerdì 10 Marzo alle 18.00 al Comune di Calci (Pi). 

Io vi aspetto sul tacco 12 (tanto starò seduta!) tanta emozione e molta tachicardia. Faremo pure l'aperitivo che, voglio di',  dopo una presentazione è la morte sua. In più sarete omaggiati di una cosa moooolto carina e particolare come mio speciale ringraziamento per essere con me in questo giorno speciale.
P.S. Ci sarà la mia vera famiglia e la famiglia Randazzo e chissà cosa verrà fuori, tremo alla sola idea!

Grazie di esserci, ancora una volta.







martedì 14 febbraio 2017

È uscito 'Come hai detto che ti chiami?'



Habemus libro!

Con gioia, gaudio, euforia e un po' di emozione vi annuncio che oggi è uscito su Amazon

Come hai detto che ti chiami? 


Non mi sembra ancora vero. Dopo mesi e mesi di lavoro e tanta emozione finalmente potrete conoscere la storia di Giulia e di tutti i personaggi di questo libro.
È un romanzo al quale sono particolarmente affezionata (ma si dice sempre così, giusto?) e non vedo l'ora che possiate leggerlo perché sono sicura che vi ritroverete in qualcuno dei protagonisti.
Ecco, questa era la parte seria. 
Respira, Simona. Respira.
Ooooommmmm.
In realtà vorrei mettermi a urlare dalla contentezza se non fosse che la gente già pensa che io sia pazza e... niente, odio dar ragione alle persone. Quindi mi sto contenendo. Non solo: la pubblicazione è stata un fulmine (bellissimo) a ciel sereno, una bomba che mi sta letteralmente scoppiando in mano perché non era prevista per oggi (oggi, San Valentino, no ma avete presente?) Ma visto che credo nei segni lo prendo come tale. Lo accetto e vado avanti e da oggi sarò 'La ragazza che pubblicava per San Valentino!' 
Simona, basta, datte na carmata, più che altro perché non sei più una 'ragazza'.
Comunque, se adesso mi lasciassi andare scriverei di certo qualche castroneria perché non è facile per un autore parlare del proprio romanzo senza spoilerare, essere di parte, far trasparire l'eccitazione e l'entusiasmo da bambino di cinque anni davanti ai regali la mattina di Natale. Ma è così, dannatamente così. 
Sono felice perché in questo libro ho creduto con tutta me stessa e l'emozione è così palpabile che ricevo messaggi da chi ne conosce il percorso fatti di "Sei emozionata? Perché io lo sono forse più di te!" Manco quando ho sposato ho ricevuto messaggi del genere!
Un giorno, magari molto presto, vi parlerò di tutto questo, di come è nato (un'anticipazione c'è già nei ringraziamenti) e di questo meraviglioso viaggio fatto con la mia folle protagonista. 
Per ora mi cullo in questa bolla di felicità e vi terrò compagnia ogni giorno  (sul mio profilo FB) con qualche aneddoto che lo riguarda, degli stralci, qualche curiosità. 
Iniziamo però fin da subito con una bella notizia: non solo potete tranquillamente acquistarlo in ebook (a proposito: sulla pagina dell'ebook troverete oltre alla sinossi anche un breve stralcio del romanzo) o farvi recapitare a comodamente a casa il cartaceo, ma per gli irriducibili della libreria vi comunico che se acquistate il libro sul sito della Giunti (QUI) potrete ritirare il cartaceo nella libreria Giunti della vostra città.
Ma ora lasciatemi ringraziare il team che ha sopportato i miei deliri di prima mattina (e quando dico prima mattina intendo le 6.30, alimortè) ovvero: l'editor Sara Missorini (che ha corretto le bozze e si è fatta carico delle mie elucubrazioni folli, roba che per una virgola fuori posto potevo non dormirci la notte e stressarla per due settimane consecutive). Abbiamo passato pomeriggi così in sintonia che per poco non mi presento a casa dei suoi dicendo "Okay, avviamo le pratiche, la adotto!"; Valerio Giamberardini che ha curato la parte digitale con una pazienza che manco Giobbe perché ha a che fare con una persona (la sottoscritta) che riesce, non si sa come, a ribaltare lo schermo del computer, quindi vi lascio immaginare come gli spedisco i file. In più era l'unico uomo in un team di sole donne e non potete capire cosa gli abbiamo fatto passare.
Per ultima, ma non meno importante, il mio genietto della grafica Madica Sarda che, con un intuito sopraffino, ha creato la copertina che mi ero immaginata per questo libro. Credo che il suo lavoro principale in effetti sia leggere nel pensiero di chi ha davanti, perché è bastato che le dicessi le mie richieste e lei ha 'creato' questo capolavoro. Per i numeri di mentalismo riceve il martedì alle 17 dopo Giucas Casella.
E poi le mie amiche del tè, sempre così presenti, affezionate e propositive a tal punto da cambiare le foto sul gruppo di whatsapp con la copertina del libro.
Voi che mi leggete, chi mi segue su FB, chi mi dimostra il suo entusiasmo, chi incontro sulla mia strada, chi mi regala un sorriso e una parola di incoraggiamento.
Alla mia famiglia, quella stretta e quella di origine, che mi segue sempre con una complicità e un amore immenso. Questo libro è nato grazie a tutto questo: 
Alla mia famiglia.
Alle amiche.
A voi, che mi avete fatto diventare negli anni una persona migliore.

Grazie di cuore  e a presto con nuove notizie e curiosità su Come hai detto che ti chiami?


Simona




lunedì 30 gennaio 2017

Il mio quinto romanzo in uscita a febbraio!

Eccolo. Lo guardo e mi emoziono.
Il mio quinto pargoletto. La mia quinta creatura. Il mio orgoglio. 
Dopo settimane di domande da parte vostra finalmente posso sbilanciarmi e annunciarvi che il libro uscirà nel mese di febbraio! Presto presto quindi. La data ufficiale sarà resa pubblica a breve, questione di giorni e non vedo l'ora che possiate averlo tra le mani. Sì, tra le mani, perché ci sarà sia l'ebook che il cartaceo (un bel malloppino, direi), ma tutti i dettagli ve li scriverò nel prossimo post.
Intanto parliamo di lui e di come mi sia divertita a scrivere una storia con molti personaggi, così diversi tra loro ma nei quali ognuno di noi si può certamente ritrovare. Una famiglia quindi, con delle dinamiche che riconosceremo come nostre, con al centro una protagonista bizzarra che usa il significato dei nomi come metro di misura per approcciarsi alle persone. Ma questo metodo singolare oltre a portarle guai le porterà anche qualcosa alla quale lei stessa pensava di non essere destinata.



Giulia fin da piccola ha dovuto fare i conti con qualcosa di scomodo: il suo nome che non è semplicemente Giulia, ma Giulia Agrippina Augusta. Appassionata conoscitrice del significato dei nomi, figlia di un insegnante di storia e di una istruttrice di pilates vegetariana fissata con la forma fisica, vive in un appartamento della nonna insieme al fratello gemello.
La comparsa di Erika, nuova fidanzata del fratello, e l'arrivo di Valerio, il nuovo coinquilino, scombineranno le carte e l'equilibrio già precario della sua vita.
Tra scontri per lo spazio della casa, gelosie, tradimenti e prese di coscienza, Giulia riuscirà nella difficile impresa di collocare al posto giusto tutti i pezzetti dell'intricato puzzle famigliare e a ricredersi sull'idea dell'amore.
Situazioni comiche, scene grottesche e personaggi bizzarri fanno da cornice a una commedia romantica, ironica e frizzante dove la famiglia ne esce protagonista in ogni sua sfaccettatura.



A prestissimo con la data ufficiale e qualche stralcio! Non vedo l'ora di parlarne di più con voi perché ci saranno aneddoti, retroscena e curiosità al riguardo!
Vi aspetto qui! 





venerdì 27 gennaio 2017

Che ne sanno

(Foto: tablettv.it)

Laura è una donna piacente. Non giovanissima ma la cura che ha di sé, le cancella qualche anno. Ha sempre i capelli a posto, ma poco trucco, anzi quasi niente. Lascia scoperte le piccole rughe e qualche imperfezione.
Laura è alta e ha un viso comune, ma è il suo corpo che attira l'attenzione: è tonico, forse merito della ginnastica fatta anni prima. Ed è lì che lei gioca. Ha il viso di una cinquantenne con il corpo di una trentenne.
Laura ama vestirsi bene, portare le gonne sopra il ginocchio, osare con le calze e i tacchi alti. Se lo può permettere, li sa indossare, ha un bel portamento, come direbbe mia madre. Ma è una cinquantenne che osa con le calze audaci e con i tacchi. Le persone buone e in pace con loro stesse vedono in lei una bella donna che si cura. Altre persone la vedono diversamente. La vedono troppo sfrontata, spudorata, anche un po' volgare. Le frasi come 'non ha più vent'anni ma dove crede di andare' nemmeno si contano più, come se averne cinquanta fosse già una condanna a morte.
E Laura, alla morte, è stata quasi condannata prima di riuscire a godersela questa vita. Ci sono giorni i cui, alla vista delle ultime analisi e delle terapie che deve affrontare, decide di farsi bella. Indossa una gonna attillata, le calze con la riga, i tacchi più alti ed esce. Decide di regalarsi una colazione al bar e compiacersi se un uomo le paga la colazione. Decide di sorridere a chi le fa i complimenti e ridere di gusto per una battuta un po' osé. Decide di lottare e non buttarsi giù prendendosi cura di se stessa, facendo qualche spesuccia pazza, andando dal parrucchiere sempre più spesso e regalandosi qualche dettaglio lezioso.
Laura, puntualmente, riceve occhiate da altre donne che, seppur riconoscendone l'avvenenza, la ammoniscono perché è troppo appariscente, per la gonna troppo corta, per i tacchi troppo alti.
Un ammonimento che sa di invidia, per quel suo modo di fare sempre cortese, per il suo sorriso, per la sua educazione, per quel corpo esaltato da abiti che le sembrano cuciti addosso.
Sapessero la verità, cara Laura. Sapessero quante volte hai risposto al mio 'Come va?' con un 'Per ora va.' Sapessero quante calze o quante scarpe servono per allontanare dalla mente quello che devi affrontare. Quanti rossetti e messe in piega servono per cancellare la paura. Ma loro non lo sanno. E lasciamole parlare, lasciamo che ti guardino andar via fasciata nel tuo nuovo vestitino, l'ultima coccola prima dell'intervento, fantasticando su un ipotetico amante che ti aspetta. Lasciamo che vivano nella cattiveria, nell'ignoranza e nel pregiudizio.
Lasciamo che vivano, come solo sanno fare: da inconsapevoli.
Che ne sanno loro di come si lotta.


mercoledì 11 gennaio 2017

State lontani




State lontani da chi vi affossa, da chi, davanti a un vostro sogno o progetto, scuote la testa con un "Ma lascia perdere!" o "Non ne vale la pena." Se ci credete  veramente, ne vale sempre la pena. E voi siete lì per dimostrarlo.

State lontani da chi gode dei vostri insuccessi. Non vi avvilite però, godrebbero ancora di più.
Trasformate la vostra rabbia in qualcosa di costruttivo, di più forte e riprovateci. Non è facile, ci vuole allenamento, ma alla fine ci si riesce. Garantito.

State lontani dai pessimisti, da chi vede sempre tutto nero, chi non riesce a scorgere niente di positivo in questa vita. Se non vi allontanate, piano piano vi trascineranno nel buio con loro. State lontani non solo da chi vede il bicchiere mezzo vuoto ma da quelli che non vedono manco il bicchiere.

State lontani da chi tira fuori il peggio di voi. Sono persone negative, che vi intossicano piano piano come un veleno insapore e inodore, trasformandovi senza neanche rendervene conto in persone sgradevoli.

State lontani da chi non sa ridere. Da chi non capisce l'ironia, da chi non capisce le battute o meglio: da chi le capisce ma non ride per non darvi soddisfazione. Quelli in effetti sono i peggiori.

State lontani da chi vi critica, sempre e comunque. Da chi vi fa sentire un inetto, insignificante. Nel mondo ci sarà sempre qualcuno migliore di voi, questo è certo,  ma non per questo dovete sentirvi inferiori.

State (ancora più) lontani da chi vi ha lasciato andare. Non affannatevi, non rincorrete chi non vi vuole. Concentratevi piuttosto da chi fa di tutto pur di incontravi, anche solo per un caffè al volo.

State lontani da chi, non sapendo dove colpirvi, lo fa su un difetto fisico. O meglio: su quello che loro pensano sia un vostro difetto fisico. Magari voi, nel tempo, ne avete fatto un punto di forza.

State lontani da chi non vi capisce, da chi vi fraintende sempre, da chi non viaggia sulla vostra lunghezza d'onda. La vita è troppo breve per spiegare alcuni concetti a chi non è predisposto all'ascolto.

State lontani da chi non ha empatia, carità cristiana, da chi è severo con se stesso e con gli altri. Da chi, prima di agire, pensa sempre a un tornaconto. Da chi non dà, ma pretende. Da chi critica ma non muove un dito.

State lontani da chi polemizza su tutto. Dai bastian contrari. Da chi sale in cattedra e sentenzia senza conoscere. Da  chi non sa motivare una scelta, da chi non sa argomentare una decisione presa, da chi crede a qualsiasi cosa gli venga detta o messa sotto gli occhi, da chi non si informa, da chi segue la massa a occhi chiusi, da chi è sprovvisto di spina dorsale.

State lontani dagli invidiosi. Dagli arroganti. Dai presuntuosi. Da subito.

Invece:

Circondatevi di persone che, davanti a un vostro sogno o progetto, vi incitano con un "Provaci! Io sono con te." o "Non so se sia una buona idea, ma ti appoggio. Sono qui."

Circondatevi di persone che esultano per un vostro successo, di persone che vi stanno vicine e sono realmente felici per ciò che di bello vi accade. Perché è facile stare vicino a una persona in un momento critico ma è ancora più difficile farlo con bontà quando questa raggiunge il successo o un sogno.

Circondatevi di ottimisti, di chi riesce a vedere uno spiraglio di luce nel buio più totale. Circondatevi di speranzosi, di persone che sanno ridere nonostante tutto, che sanno cogliere il bello della vita, che hanno fatto della gratitudine quasi uno stile di vita.

Circondatevi di persone che vi fanno stare bene, che vi fanno dimenticare anche solo per un'ora tutti i casini che avete. Circondatevi di chi tira fuori il meglio di voi stessi, di persone che vi fanno spostare i paletti che vi siete imposti, facendovi diventare persone migliori. E tenetele strette queste belle anime.

Circondatevi di persone che hanno fatto del loro sorriso l'arma con cui abbattere tutti i mali del mondo.

Circondatevi di persone che vi fanno sentire importante. Di persone che vogliono ascoltare il vostro parere, la vostra voce, cosa avete da dire a proposito di alcune questioni. Circondatevi di persone positive.

Circondatevi di chi vi tiene stretto, non solo in un abbraccio, ma nella sua vita.

Circondatevi di persone che vi dicano "Sei bellissima," anche quando l'umore è sottoterra e l'aspetto pure. Di chi riesce a farvi un complimento per tirarvi su,  chi contribuisce con mattoncino su mattoncino, a costruire la vostra autostima.

Circondatevi di persone che  vi capiscono al volo, di quelle che 'basta uno sguardo', di persone che viaggiano sul vostro stesso binario. Sarà un viaggio indimenticabile.

Circondatevi di persone sensibili, che si commuovono, che non provano vergogna a piangere in pubblico. Circondatevi di chi allunga una mano verso gli altri, di chi fa volontariato. Di persone che danno tanto senza pretendere nulla. Di chi è generoso. Di chi ama, ma col cuore.

Circondatevi di gioia e di calore. E non abbiate la paura di tagliare ponti, rapporti, amicizia o allontanare ciò che vi fa soffrire. È solo il primo passo per stare bene, con noi stessi e con gli altri per far sì di godere al meglio questa grande giostra che chiamano vita.



(foto da: psicoadvisor.com)

lunedì 9 gennaio 2017

Ricetta: crumble di mele.


Chiariamo subito una cosa: questo post non era previsto, come non era previsto il crumble ieri sera, come non erano previste le tante richieste per questo dolcetto semplice ma sensazionale, ma è bastato mettere una foto sui social per scatenare il 'Voglio la ricettaaaa!!'
Quindi non sia mai che non vi accontenti, belli de zia.
Tutto è cominciato  ieri sera, quando mi è venuta voglia di fare un dolcetto e aprendo il frigo... la desolazione.
Uova scadute.
Allora vado in dispensa: poca farina.
Be', magari faccio qualcosa con le mele, mi dico. Emh... nella fruttiera ce n'erano solo 2.
Dopo l'iniziale desolazione e il successivo sgomento, decido che un dolce, con quello che ho, lo devo tirar fuori ed ecco che provo per la prima volta in vita mia il crumble alle mele.
Ve lo dico: è una droga. È velocissimo, facilissimo, ci vogliono pochi ingredienti e finirà in un secondo.
Non ci credete? Fidatevi.
Questa la mia ricetta e le mie misure per la tortiera (visto gli scarsi ingredienti)

Ingredienti:

* 2 mele
* succo di limone
* 150 g di zucchero semolato
* 170 g di farina 00
* 100 g di burro

Tortiera a cerniera di 17 cm di diametro.

Procedimento:

per prima cosa sbucciate e tagliate a fettine le mele. Irroratele con del succo di limone e con 50 g di zucchero (dei 150 sopra).
Poi, in una ciotola, mescolate e lavorate la farina, il burro a pezzettini e il restante zucchero.
Lavoratelo con le mani fino ad avere un impasto 'bricioloso'.
Imburrate la tortiera, adagiatevi le mele, e mettete il composto sopra il tutto, a ricoprire.
Infornate a 200° per... non lo so. Io sono andata a occhio. Tenete presente che sopra deve essere ben dorato, come nella mia foto per intenderci.
Il crumble, dopo questi semplici passaggi, è pronto per essere divorato. Il fondo di questo dolcetto sarà caramellato, le mele morbide e profumate e il sopra croccante come una frolla asciutta. In poche parole: una bontà!
Purtroppo, proprio perché non era previsto un post, non ho altre foto se non la prima dove già avevo dato una cucchiaiata d'assaggio, ma è talmente semplice che vi basterà questa ricettina. Se comunque avete dei dubbi, io sono qua.
Provatelo e fatemi sapere!

P.S. Essendo un dolce alle mele di origine inglese, ci starebbe bene anche la cannella. Io non l'ho messa perché a noi non piace particolarmente. Infatti non ci sono foto perché ne è rimasto solo una cucchiaiata (che ve lo dico a fare.)
Buona merenda!



domenica 8 gennaio 2017

I sogni son desideri

In questi giorni di grandi pulizie di inizio anno (mi prende così, che ci dobbiamo fare?) ho ritrovato una piccola agendina che è stata la compagna di viaggio nell'estate 2015. Ricordo anche il tratto di strada preciso in cui presi in mano l'agendina e tra curve e discese stilai la mia lista di cose da fare in futuro. Una sorta di progetti e sogni che, anticipatamente, mettevo su carta.
Bene. Oggi, 8 Gennaio 2017, mi sono resa conto con molta gioia che alcuni sogni li ho realizzati.
Per altri invece ci devo ancora lavorare. Alcuni, quel giorno, mi sembravano impossibili da concretizzare e invece...

La mia lista:

- Fare un viaggio in mongolfiera
- Tirare al poligono
- Vedere girare un film
- Fare un bagno con i delfini
- Imparare a suonare la chitarra
- Andare a New York *
- Fare rafting
- Imparare i balli western *
- Mangiare la vera torta Sacher in Austria
- Fare un giro in elicottero
- Imparare a suonare l'armonica
- Visitare la Casa Bianca *
- Fare un safari in Africa
- Visitare il Montana e l'Oregon
- Fare un corso di fotografia
- Fare una crociera nei mari del nord
- Assistere al foliage in Canada
- Tirare con l'arco
-Vedere le cascate del Niagara *
- Andare al Polo Nord
- Avere accesso a Buckingham Palace
- Assistere alla notte degli Oscar
- Andare a cavallo
- Vedere le balene *
- Partecipare a un rodeo in Texas
- ...

La lista, per un'informazione, una curva o una sosta, non fu terminata, altrimenti temo che non mi sarebbero bastati 200 fogli ma sono contenta che almeno alcuni di questi sono riuscita a realizzarli.
Mi rendo conto che alcuni sono quasi impossibili, altri molto ma molto più accessibili, anche se a dire il vero tra quelli impossibili avevo messo 'visitare la Casa Bianca' e detto tra noi anche se non l'ho realmente visitata ci sono andata molto vicino. Tre passi in più e il cecchino sul tetto mi avrebbe impallinato quindi mi son fatta bastare la facciata, il colonnato, il giardino e un saluto a Obama col braccio alzato che se metti caso in quel momento era affacciato alla finestra t'ho fatto anche una bella figura di merda.



Detto questo, a oggi, avrei altrettanti punti da scrivere tipo invitare a cena Patrick Dempsey, imparare a fare l'uncinetto, imparare a ballare la salsa, samba e il merengue come la Titova, fare un corso di inglese, uno di informatica, imparare a correre su un tacco 12 senza sembrare un T-Rex, e leggere, senza posarlo dopo tre pagine, Anna Karenina.

Voi avete mai fatto una lista? È realizzabile? Vi siete prefissati dei progetti e/o dei sogni e siete riusciti a portarli a termine o realizzarli?
Infine: avete qualche sogno in comune con me?



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