mercoledì 29 giugno 2016

Fenomenologia del bagnante in piscina



Marylin Monroe
Colei che entra ed esce dalla piscina solo ed esclusivamente dalla scaletta come una diva anni '60. Sì, anche se la spalletta è alta un metro e anche se la piscina è quella dei bambini. In genere indossa un costume intero, ha una cuffia fiorita con begonie giganti e un acceso rossetto rosso sulle labbra.

Lo sportivo foreva
Lo sportivo forever è colui che scambia una piscina a chiara impronta rilassante in una piscina olimpionica dove macinare a suon di bracciate km e km di vasca. In genere occupa la corsia apposita dove si tuffa dopo averci illustrato come si sgranchisce il collo e le spalle. Con lo sportivo foreva, anche se sa nuotare benissimo, non sentirti mai al sicuro. Potresti annaspare, chiedere aiuto, boccheggiare, in poche parole annegare, e lui non si accorgerebbe di nulla. C'ha da fa' le vasche, lui.

La sirenetta
È quella che sta perennemente sul bordo vasca seduta di tre quarti come la statua simbolo di Copenaghen. Sovente è una gnocca da paura, indossa un bikini a triangolo ed è restia a indossare la cuffia. Per quello sta sul bordo, sennò si spettina. Quando, vista la calura, decide di bagnarsi strusciandosi le mani bagnate sul corpo, nell'altoparlanti parte questa:


I fidanzatini di Peynet
Ci possono essere quaranta gradi all'ombra e un'umidità riscontrabile solo al rettilario dello Zoo di Pistoia, ma non ha importanza: i fidanzatini limonano e si appiccicano sul lettino, sull'asciugamano, a bordo vasca, dentro l'acqua, al bar, in bagno, nelle docce, al sole, sotto l'ombrellone e dietro una siepe. Fino a che la Sirenetta non ha deciso di bagnarsi facendosi colare l'acqua tra i seni. A quel punto il fidanzatino si distrae, lei se ne accorge, lo fanculizza e “Ciao, è stato bello ma non sei il mio tipo.”

Yul Brynner
Lui è uno che maledice 364 giorni l'anno il fatto di essere pelato e lucido come una palla da biliardo, tranne in quell'unico giorno in cui va in piscina. Lì si sente un Dio, un ganzo: mentre tutti sono obbligati a indossare la cuffia, lui fiero e tronfio come solo un tronista di Maria può essere, si sente un privilegiato. I più intelligenti si mettono la protezione anche sulla testa, altri, più sprovveduti non ne sentono la necessità e puntualmente si bruciano il capo. Ma è estate e il pomodoro pachino è pure di stagione.

L'ottimista
L'ottimista è colui che pur avendo una capigliatura che pare uscita da un amplesso tricotico  tra Francesco Renga e Diana Ross, gli pare superfluo indossare la cuffia. Cerca di sviare alle occhiate del bagnino, il quale (dopo che Yul Brynner – invidioso – ha fatto la spia) lo riprende puntualmente facendogli notare che è obbligatoria. Al che, vista la sua proverbiale paraculaggine, prima fa lo gnorri, poi la mette sbuffando.
Dopo averlo fatto capiamo il perché: pare Marge Simpson.



Il selfista
Il selfista è dappertutto e la piscina certo non è immune dai suoi autoscatti. Il selfista scatta e posta su Instagram foto dal lettino, dall'acqua, dal ristorante e da ogni anfratto e pertugio del luogo. Il cellulare viene portato anche a bordo vasca inserito nell'apposita tasca impermeabile, perché non sia mia che si perda l'ultimo aggiornamento sui social. Il fatto che poi con la cuffietta e gli occhi strizzati dal sole vengono immortalati così bene che potrebbero essere usati come soluzione al singhiozzo, è solo un dettaglio.

Il tuffatore pazzo
Questo c'è al mare, al lago e come no, pure in piscina. Il tuffatore pazzo se ne sbatte dei divieti, se ne sbatte della gente, se ne sbatte dell'idea che potrebbe rompere il cazzo a tutti. Il tuffatore pazzo è colui che si tuffa di testa, di piedi, di culo,  a bomba, a Cristo, di rovesciata, di tre quarti e con triplo carpiato. E lo fa, spesso prendendo la rincorsa, dal bordo, dal trampolino, dalla scaletta, dal gonfiabile e dalla-maiala-de-su'-sorella, scatenando sempre un effetto tzunami devastante: i bambini vengono schizzati fuori, le nonne annaspano in cinquanta centimetri d'acqua e lo sportivo foreva ne approfitta per fare surf.

Donna a mollo
La donna a mollo la riconosci subito: ha quell'espressione alla “Non me devi rompe er cazzo.” La donna a mollo si reca in piscina per rilassarsi ed è un'acerrima nemica del tuffatore pazzo. Lo sguardo che riserva a quest'ultimo dopo che con un tuffo ha fatto sì che una microgoccia le raggiungesse una spalla, è simile ai primi piani che Sergio Leone riservava ai suoi attori. Un occhio attento può individuare pure cespugli rotolanti a bordo vasca e potrebbe farvi fuori con una pistola ad acqua.

La donna a mollo difficilmente nuota e se lo fa è solo per andare da una sponda all'altra. Spesso usa tubi galleggianti perché già stare a galla in un metro d'acqua è faticoso, poi mettici che deve chiacchera' e la faccenda si fa seria. La donna a mollo è molto ciarliera, spesso è attorniata dalle sue simili e la riconosci pure dall'abbronzatura: dal seno in giù è bianca come il latte, dal seno in su è Carlo Conti.

Il nonno
Il nonno è una categoria a parte. Il nonno in piscina non è una persona, è una macchina. Le sue braccia serviranno per tirare la palla, infilare i braccioli e inforcare le ascelle del più piccolo per insegnargli a nuotare; le sue spalle da trampolino per far volare in alto i nipoti più grandi e per far riposare i più piccoli traghettandoli da una sponda all'altra. Il nonno è la figura migliore e le racchiude tutte: sta a mollo, è uno sportivo, all'occorrenza fa i tuffi, non usa la scaletta e che abbia i capelli di Renga o la pelata di Brynner, se ci va di culo è pure un sirenetto alla Sean Connery.




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