martedì 6 settembre 2016

IO PRIMA DI TE (Noi prima di Sam Claflin)



foto: bloggan.com

Interrompo solo un attimo il mio diario di bordo del viaggio in America per parlarvi del film IO PRIMA DI TE, perché ritengo che la vista di Sam Claflin a petto nudo a circa metà del film sia qualcosa da far sapere al popolo femminile. E io che vi voglio bene devo esortarvi ad andare al cinema anche solo per quello.
Dicevamo: Io prima di te. Vi avverto, può essere che spoileri qualcosa, quindi se avete letto il libro niente di nuovo, ma se siete digiune da libro e film, ecco...insomma io vi ho avvertito.
Iniziamo col dire che dopo aver consigliato il libro a chiunque mi capitasse a tiro dovevo per forza vedere il film e non mi ha deluso. Ero talmente entusiasta che ho reclutato gente fino alla fine e se all'inizio eravamo in due a ballare l'Alligalli, alla fine eravamo in otto a ballare l'Alligalli (manco avessi un pulmino.)
In effetti il mio entusiasmo mi ha fatto cannare i posti in auto e a un certo punto per il ritorno mi avanzava una ragazzina e sono stata lì lì per caricarla sul cofano o piegarla a valigia come un origami e ficcarla in bauliera.
Comunque.
Arriviamo al cinema in netto anticipo armate di 47 pacchi di fazzolettini, un rotolone regina e tre di carta igienica, due scatole di salviette, un pacco doppio di tovagliolini di carta e un'avvertimento da parte mia: “La prima che si azzarda a fare una battuta sul mio stato psicofisico a fine film, prima la prendo a sprangate poi la getto dall'auto in corsa, intesi?”
Ma a vedere come ci siamo destreggiate coi numeri delle poltroncine è già tanto se riuscivamo a trovare l'uscita. Eravamo in 8, il cinema era ancora vuoto, i numeri andavano dal 6 al 13 della fila I e non siamo state in grado di sedersi non prima di venti minuti tra conteggi, calcolatrice, calcolo delle probabilità e il gioco Indovina che numero ho.
“Io ho il 7”
“Io ho il 10 ma voglio stare accanto a te. Aspè che cambio posto. Chi vuole il 7?”
“A quanto lo vendi? Ti posso dare il 12 ma io voglio l'8”
“L'8 ce l'ho io, ma manca il 6.”
“Il 6 ce l'ho io ma non torna perché sono in fondo alla fila. Scorrete di un posto a destra.”
“No, aspè, tutte a sinistra, sulla poltroncina c'è scritto cinque. Chi ha il 5?”
“Non c'è il 5. Partiamo dal 6, mi pare? Chi ha il 6?”
“Io ma sono al posto sbagliato perché tizia ha fatto cambio con Caia, e Sempronia invece di essere in cima è in fondo ma siamo 8 non ci possiamo sbagliare. Allora: la fila del cinema è composta da 20 poltroncine partendo da A fino alla R, noi abbiamo dal 6 al 13...quindi 6x6...36, diviso 8 col resto di due...sotto il ponte di Baracca c'è Pierin che fa la cacca....ambarabà ciccì e coccò 8 deficienti sul comò...riporto il nove, scorporo l'Iva, meno il 20% ...ci siamo! Mettetevi un po' ndo cazzo ve pare che se penso che vi ho convinte io mi prendo a martellate le rotule.”
Alla fine abbiamo scoperto che il 6 non era il 6 ma il 9. Non solo siamo deficienti ma insistiamo anche a dire “La signorina del cinema ci ha assegnato lo stesso posto! Ci sono due 9!” Sì, peccato che uno era della fila dietro.
Potete ben capire che se la serata è iniziata così non poteva che finire in lacrime.
La trama la sapete: è un (libro) film drammatico, ma a tratti molto ironico. L'attrice che interpreta Louisa è magnifica, favolosa, regge il film da sola. Personaggio sopra le righe e scaturisce simpatia già dalla prima scena.
Sam Claflin nei panni di Will Traynor è gnocco. Punto.
Il film si apre con una scena di Will a letto e già partono i primi sospiri, poi lui si affaccia dal bagno a petto nudo e dice “Alla cena ci penso io”. Ovvio che la frase mi è stata riportata perché ero in prenda alla sindrome di Stendhal. Poi lui esce di casa con un completo scuro e tu dici “Eh be', però siete scorretti.” Fa due passi sotto la pioggia battente e i capelli gli si inzuppano di pioggia mentre i suoi lineamenti si fanno più marcati e mentre le ovaie delle presenti si imbizzarriscono ecco che me lo investono. Ma porca paletta. Mai una gioia veramente.
Il film si riapre con le vicissitudini di Louisa che si veste come me quando ho la congiuntivite e non vedo un cazzo nell'armadio, e della sua difficoltà nel trovare un lavoro. Qualcuno può pensare “Se continui a vestirti di merda, manco in un'altra vita lo trovi,” ma alla fine quello dell'ufficio di collocamento (che temo sia Cristicchi) le trova questo impiego: badare a Will Traynor. All'inizio lei pensa che 'brutto lavoro' poi invece ci ripensa e dice “Be', apperò, poteva andarmi peggio. Tipo che poteva assomigliare a Marzullo.”
Louisa parte con una serie di gaffe e figure di merda che ce la fa sentire subito amica, una di noi. Tranne per le cipolle in testa alla Principessa Leila, che io mi son rifiutata di farmi fare persino per il carnevale di Viareggio nell'82.
Will, invece, lo troviamo magro, con la barba e capelli lunghi. L'amicizia e la vicinanza di Louisa però fa sì che dopo pochi fotogrammi e una ripulita passi da Spaventapasseri a Schiantapassere.
Ritroviamo un Will bellissimo, con un sorriso disarmante e con un'alzata di sopracciglio che sposta i monti, ti fa pure uscire dalla menopausa e se sei troppo vicina allo schermo rimani pure incinta.
Sam Claflin riesce a essere maschio, virile, attraente e macho solo parlando e quell'altro inetto di Christian Grey che, pur dimenandosi come un'anguilla e facendo giochi erotici, l'unica cosa che mi smuove è l'intestino. Manco quando cita Cenerentola “Io scopo forte” mi fa effetto. Ma comprati il Folletto, deficiente.
Comunque. Se già il nostro Sam ci smuove l'ormone così, a un certo punto del film ci fa vedere com'era prima dell'incidente. Tipo quando faceva i tuffi dalla scogliera quasi ignudo, come sciatore (che se avessi avuto un maestro di sci così, a quest'ora ero una campionessa mondiale), sci d'acqua e altre attività da uomo duro e coraggioso se mai ci fosse stato bisogno di rimarcare che è un gran pezzo di manzo. E lì qualcuna ha rischiato di accoppiarsi pure con la sediolina o l'omino dei pop corn. Son partiti dei sospiri che hanno spettinato quelli davanti e qualcuna si è portata pure una mano al cuore in prenda all'angina pectoris.
E niente, lo sappiamo come va a finire. La nostra stupenda Louisa gnaàfa' a convincerlo.
Io ho iniziato a commuovermi quasi all'inizio, al ballo con Louisa sulle sue ginocchia vedevo appannato, alla corsa in carrozzina avevo i singulti, alla straziante dichiarazione d'amore in riva al mare ho chiesto una vodka e alla fine mi ci è voluta una barella. Ero devastata.
Ho elargito fazzolettini come elargisco offese ai vigili urbani quando trovo traffico in città e sembrava che qualcuno ci avesse preso a schiaffi per ore: gonfie, paonazze, con il naso rosso come un semaforo e occhi pieni di lacrime.
“Smetti di piangere cretina, che sennò non smetto. Buhauhahhah!!”
“Sì, hai ragione smettiamo. Ecco, mi è passato...Buuahuahhaa!!”
“Io non sto piangendo per il film, è l'allergia. Buhuahhahah!! Ma perché è morto? Perchéééé?”
“Andiamo a ubriacarci, vi prego. Sono devastata. Buhuahahha!!”
“Basta! Cerchiamo di ricomporci. Ecco, così, asciugatevi gli occhi. No, ma la scena finale? Buhuhahhahah!!!”
Cioè, senza speranza.
E niente, quindi alla fine questo post è solo un tributo alla gnoccaggine di Claflin, alla bravura della Clarke e alle lacrime che abbiamo versato.
Se avete apprezzato il libro, il film non ve lo potete perdere. Molto fedele, non è stato stravolto, e ha una bella dose di ironia; cosa che ho apprezzato tantissimo (tanto da rimarcarla anche io con questo post) visto il tema centrale della storia.
Che Sam Claflin è uno gnocco da paura l'ho già detto?






7 commenti:

  1. non l'ho mai visto..devo provvedere!!
    http://www.gruppocmservizi.it

    RispondiElimina
  2. Ommamma quanto ho pianto!
    E la frase: "Ritroviamo un Will bellissimo, con un sorriso disarmante e con un'alzata di sopracciglio che sposta i monti, ti fa pure uscire dalla menopausa e se sei troppo vicina allo schermo rimani pure incinta" riassume perfettamente ciò che ho pensato dall'inizio alla fine del film.

    RispondiElimina
  3. L'ho visto anche io domenica, tanto da dedicargli un piccolo post perché merita.
    Mi è venuta voglia di leggere il libro solo che poi sarebbero altre lacrime e non so se sono pronta.

    RispondiElimina
  4. Ho letto il libro ed ho pianto , idem per il film ... per fortuna che
    il tuo articolo mi ha fatto ridere un sacco ... ma mi e' rimasto un dilemma, Lou si e'innamorata di Will , ma lui ? forse non abbastanza da
    almeno provarci ? o forse troppo per vederla soffrire ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la seconda che hai detto. A volte il 'lasciar andare' è la più alta forma d'amore.

      Elimina
  5. visto ieri sera in una sala semi deserta..eravamo 10 in tutto..10 donne..
    all'inizio qualcuna ha bofonchiato "bah..hanno detto che si piange, figuriamoci se io piango!"
    ecco, alla fine eravamo tutte e 10 con le guance rigate di lacrime, armate di fazzoletti e devastate...
    però si: è di molto gnocco!
    e lei, Lou, è fantastica! mi sono innamorata delle sue scarpe :D

    RispondiElimina
  6. premettendo che lui non mi piace e penso nemmeno il film...però tu mi hai fatto ridere..ahahahha

    RispondiElimina

Nel frattempo, visto il periodo, vuoi una tazza di thè?

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails