mercoledì 30 dicembre 2009

FELICE ANNO AI MEMBRI E NON!!!

Buoni propositi per il nuovo anno:

1 Imparare a parcheggiare tra due auto. Precisamente dove entrerebbe un camion rimorchio.Non solo non ce la faccio nonostante le 37 manovre, ma il più delle volte lascio perdere e me ne vado sbuffando.


2 Smettere di mangiucchiarmi le pellicine delle dita e ridurle uno schifo.Il che mi costringe a volte a ricorrere alle unghie finte, che diciamocelo non sono manco comode. Più che altro rischiano di rimanere nella pasta della pizza e te le ritrovi tra un’oliva e la mozzarella.


3 Comprarmi un segnalibro decente per evitare di usare le carte di Bella Sara di Alice. Far tenere le pagine da un cavallo bianco rampante glitterato sarà anche fashion ma mia figlia si altera un attimo quando non le trova. (Notizia dell’ultima ora: il segnalibro è arrivato.Questo è il segno che se esprimi un desiderio, si avvera.Se hai delle amiche che vedono oltre, si intende)


4 Imparare a cucinare benissimo come le blogghine qui a fianco (sì vabbè…o’ miracolo!)


5 Stirare più assiduamente per evitare che la pila di panni nell’armadio a muro imploda, magari al passaggio di un ospite, facendo prendere al malcapitato un colpo apoplettico.


6 Fare assolutamente un corso di PC


7 Fare assolutamente un corso di inglese


8 Fare assolutamente un corso di PC in inglese.Yes.


9 Cancellare ogni tanto gli sms senza aspettare che il cellulare si incazzi e mi si rivolti contro e sbotti con un ‘Memoria troppo piena!!’ a breve aggiungerà anche un ‘Cazzo!’


10 Bere più acqua prima che le reni mi diventino due prugne secche sansweet della California


11 Fare del mio meglio per diventare più moderna, giovanile e AUANTI


Aspetta ‘n attimo. Questo l’ho già fatto! Oddio, non mi sembra di aver fatto proprio una cosa ganzissima. Diciamo che da me me le dico e da me me le intendo. A Casa di Simo ora è anche su Facebook!

Vi lascio un po’ di spazio per assimilare la notizia…

Fatto? E pensare che io su FB manco ci volevo andare. La sapete la storia, no?

Come sempre ascolto tutti e ho accolto l’idea di un’amica di fare un gruppo.

“Un gruppo?”

“Massì, ci sono un sacco di gruppi su FB, dove la gente si iscrive, perché non puoi farlo anche te?”

“Ma io ho già un gruppo!Il gruppo di 'Vogliamo Topanova su Facebook…” mmh…non penso che ci passo bene a pubblicizzare il gruppo fondato da Giugi.Più che altro per la foto, mica per i ragazzi iscritti.

“Dicevi?Hai già un gruppo?”

“Sì, cioè no, all’inizio, poi dopo è cambiato e ci sono andata, ma..hai capito?”

“No” La Barbara mi guarda un po’ così “Ma avrai visto che la gente si segna a un gruppo, no?”

Sì, certo che c’ho fatto caso. E mi viene in mente:

-Quelli che amano la nutella

-Quelli che odiano fare la fila alle poste

-Quelli che odiano il lunedì

-Quelli che pensano che lavorare faccia male

Cioè, questa è l’idea di gruppo?

“O sennò” continua Barbara “Puoi fare un gruppo di fans…”

Fans? Ma mica sono Laura Pausini o Madonna. Certo, potrei tenere un concerto nel mio giardino ogni tanto, ma insomma, dovrei organizzarmi un attimo. Per noleggiare il palco per esempio.

Mi sembra comunque una cosa troppo grande per me. Mi piacerebbe che fossero amici prima che fans. Non sono una da fans!

“…o creare un gruppo con dei membri…”

Membri? Mi rifiuto di chiamare i miei amici membri! I ragazzi, poi!Mi vergogno.

“Ciao! Sono un tuo membro!”

“Ciao!Io sono topanova!”

No no no e no. Non c’è un altro nome?

Barbara mi dice di provare comunque e allora mi metto all’opera. Spippolo alla rinfusa solo come io so fare e nasce il gruppo a Casa di Simo.

“Fatto.E ora?”

“Simoncina, devi mandare gli inviti” Andrea è accanto a me con la mano sulla fronte.

“Inviti? Ma non è una festa. Insomma chi vuole diventa membr…mem…insomma, quello lì,va e si segna.Semplice”

“Ma loro non lo sanno!”

“Ah no?” e allora provo a mandare qualche invito e detto tra noi anche parecchio attapirato. Non è facile invitare un amico a far parte di un gruppo che tu stessa hai creato per essere al passo coi tempi e non rimanere indietro.

Penso che un invito come si deve dovrebbe presentarsi con “Gentile Amico, sei invitato a far parte di un gruppo appena creato. La titolare sarebbe lieta di averti come membro, vista la tua simpatia e le continue dimostrazioni d’affetto dimostrate alla padrona di casa”

Invece i miei messaggi di invito erano più o meno questi:

“Ho fatto ‘na cazzata?”

“Pensavo di essermi fatta un regalo di Natale, ma a pensarci bene era meglio se mi regalavo un paio di mutande”

“Se vuoi, se ti fa piacere, ma anche no, insomma non voglio costringerti, vedi te, sappi che ti voglio comunque bene”.

Mentre son lì che penso appare in diretta in chat la Sary. Mi hanno sborniata subito mentre creo il gruppo. Tastiamo il terreno:

“Sary, tesoroooooooo!!!!!!”

“Simo, amoreeeeeeee!!!!!!!!!!” come faccio a dubitare di amici così?

“Senti, mi hai beccato in diretta. Ho una sorpresa per te!”

“Che bello! Adoro le sorprese!!!” Oddio come la sento entusiasta. Forse ho sbagliato. Non è una sorpresa per lei. A pensarci bene non gliene potrebbe fregare una mazza.

“Mmh…forse mi sono espressa male…non è proprio una sorpresa…ho fatto una cosa e vorrei sapere cosa ne pensi”

“Dimmi dimmi, sono curiosa, mi puoi anticipare qualcosa?”

Che le dico? “Diciamo che adesso sono proprio da tutte le parti” Ecco è la cosa giusta da dire. Senza darsi troppe arie. “Diciamo che, volendo, adesso mi puoi vedere più spesso e ho fatto un passo per essere più moderna e al passo coi tempi”

“VAI AL GRANDE FRATELLO? SIIIIIIIIII!!!!!!!!”

Bè, forse ho esagerato di nuovo. Mi viene da piangere. Ho fatto una cazzata. Non mi serve un gruppo su FB, che cosa mi è saltato in mente?

“No, aspè che ti mando una cosa” e chiudendo gli occhi le ho spedito l’invito. “Arrivato?”

“Che cosa?”

“Ti ho spedito un invito!”

“Un invito? WOW! Chissà che bello!”

Oddio, cosa si immagina? Basta, via, cancello tutto.

“Simo non mi arriva niente. Ho guardato da tutte le parti, sopra sotto e pure dietro. Che cosa deve arrivare?”

“Un invito” piagnucolo al pc.

“Eccolo! E’ un invito per farmville?”

“Noooo” ueeeeeeee!!!!!!!!!!

“Ah ecco, perché io non ci capisco niente!”

Mi vorrei sparare nei malleoli.

“Aspè…è arrivato qualcosa”

Ommioddio ommioddio ommioddio……

“Sìììììììì!!!!!!!Sono il primo membrooooooooo!!!!!!Evvvaaaiiiiiiiiiiii!!!!!!!!”

E’ entusiasta? E’ felice? E’ contenta? Ma più che altro: è in sé?

“Sary, dimmi la verità, che ne pensi? Il gruppo…”

“Ma va benissimo! Sono la prima e son felice! Guarda mi dispiace solo che mi posso iscrivere una volta sola. Quasi quasi creo altri profili così mi ‘ammembro’ di nuovo!”

MI AMMEMBRO me lo sono tatuato sul braccio. E poi siamo partite di cervello facendo giochi di parole come

“Ora sono una membra”

“Da oggi chiamatemi Membra-na”

Visto l’entusiasmo di Sary (la quale ha una dolcezza infinita) mi sono un attimo rilassata. Probabilmente anche lei come me si entusiasma per poco ed è probabilmente per quello che ci troviamo bene insieme. Allora ho spedito altri inviti. Allora non ne ho spediti alcuni. Perché a me ci vuole tempo.Però ho visto che qualcuno si è segnato anche senza invito e questa è una cosa bellissima. Ma come potevo io, avere dei dubbi riguardo a voi? Ma come?

Vabbè, ho fatto anche questa. Come dice Catefiè, ora sono ovunque! Ma soprattutto io sono qui. A casa mia, nel mio regno, dove voi siete sempre i benvenuti e da dove vi auguro UN BUON ANNO.

E che la pazzia di Topanova sia con voi.


IMMENSI AUGURI


Simona



domenica 27 dicembre 2009

NATALE A HONOLULU

Amici!Come avete passato il Natale? Se volete ho ancora posto sul pulmino. Come, per andare dove? A fare la lavanda gastrica, no? Ci vogliano svuotare dalla padellata di cinghiale in umido e dal panettone farcito al tiramisù? No, dico.

Il menù del pranzo di Natale, in casa mia, da generazioni in generazioni viene deciso almeno un mese prima e le tre Grazie (la mì mamma e le mie due zie) si mettono a trafficare già all’alba. Poi non siamo mai meno di dieci e una volta abbiamo toccato il picco di 21 presenze. In una stanza di tre metri per quattro. Il bello stà tutto lì. Prendi posto all’una e fino alle cinque, anche volendo, non c’è verso di spostarsi, nemmeno se devi andare in bagno. Perché per farti alzare e passare, devono spostarsi e alzare almeno dodici persone. Quindi sei inchiodato lì al tuo posto. Negli anni qualcuno si è fatto furbo e si è organizzato col catetere. La mì mamma quest’anno ha esordito: “Abbiamo deciso di non fare tanta roba, sennò avanza sempre. Cerchiamo di stare più leggeri”

Giusto!

Vado ad elencare il menù:

Antipasto misto composto da crostini toscani, crostini alla salsina verde, crostini al formaggio e cipolla, crostini alla crema di tacchino e maionese, peperoncini ripieni sott’olio, pomodorini secchi al pesto genovese sott’olio e prosciutto a dadini marinato. Io se mangiavo tutto questo ero a posto fino a Pasqua. Ma è solo l’antipasto.

Primi:

Spaghetti cozze e vongole con talmente tanto peperoncino che facendo uno sbadiglio ho incendiato le tende del salotto

Penne al ragù fatto da mammà, leggero come un catamarano che naviga in un mare. D’olio.

Secondi:

Orata alla brace. Più che un'orata sembrava uno squalo ripieno di Capitan Findus e tutti i nipoti.

Coscio di maiale arrosto. A vederlo mi è venuto il dubbio che a mia madre abbiano venduto tutto il porcile e pure il contadino.

Contorno:

Insalata mista (“Perché Simo, le patatine fritte son troppo pesanti” “Eccerto mamma!”

Più tagliere di formaggi misti manco fossimo una famiglia di caciottari.

Frutta:

Mandarini e ananas (ovviamente con una spruzzatina di Limoncello, tanto per non farci mancare niente)

Frutta secca, ma che ti fa ingrassare solo a guardarla

Dessert:

Torta della nonna.E a vedere com'era ripiena secondo me non era solo della nonna ma di tutto il parentado

Panettone farcito profiterol, perché le nostre palle non bastavano.

Panforte, che digerisci pian piano

Spumante dolce e secco che se ne bevi troppo ti fa fare i discorsi alla 'prick of dog' (Trad:cazzo di cane)

Caffè

Ammazza caffè

E poi t’ammazzo io perché son piena come un uovo e mi viene da vomità.

A tavola è stato improvvisato anche un tiro a canestro perché le ciotoline per i gusci delle cozze erano poche e i commensali li lanciavano dal loro posto. Mio zio è stato preso tre volte in un occhio e mia zia se n’è trovato uno al posto dell’orecchino.

Menomale avevamo portato la Wii che ci ha fatto fare un po’ di movimento. Nel frattempo la casa si riempie di amici (come l'anno scorso)e tutti vogliono provare a fare sport,diciamo almeno….per tre minuti buoni. La mì mamma, donna dalle mille risorse, si è lanciata in tutti gli sport (come l'anno scorso)al grido di “Ora vi faccio vedere io come si scia!” La mia espressione è stata questa :-O Vuole sciare sulla Wii Balance? Ma non sa manco come sono fatti gli sci! Penso che se date un paio di sci alla mì mamma, lei ci avvolge un panno e ci passa lo straccio. Solo perché ama il mare, mica per altro.

“Via, dimmi come si fa!”

“Guarda mamma, devi muovere il bacino, piega le ginocchia, muoviti così…poi cosà. Hai capito?

“No, ma voglio provare. Sgombrate la pistaaaaa!!”

“Mamma siamo in salotto”

“Bè…”

Devo dire che si è messa d’impegno, il problema è che al momento di piegare le ginocchia, ha scricchiolato qualcosa ed è rimasta in quella posizione per tre quarti d’ora. Abbiamo dovuto prenderla in braccio e metterla sul divano piegata a Barbie. “Solo perché non ho fatto allenamento!Fatemi fare qualcosa di più facile!”

“Ho trovato, mamma!Ti facciamo fare il gioco dell’uccello!”

Al che il mì babbo ha avuto un sussulto e i maschi si sono fermati un attimo.Ma che pensate? Il gioco dell’uccellino è che devi salire sulla pedana e agitare le braccia per far sì che il tuo personaggio (travestito da poiana) voli sui bersagli. La mì mamma non se l’è fatto ripetere due volte ed è salita. Il suo personaggio sembrava un cappone.

“Mamma, vola!”

Lei agitava le braccia in su e in giù. “Di più!Agita! Veloce!”

Sembrava posseduta da una Hawaiana impazzita. Invece di fare ampi gesti per volare, agitava le braccia tutte e due dalla solita parte, come se avesse indosso un gonnellino di paglia.

“Mamma, devi far finta di volare!Non sei a Honolulu!”

“Ma la mia uccella (?) non vola!Guarda, mi agito e non va!”

Tutti a fare il tifo per la mì mamma che è riuscita ad arrivare al secondo bersaglio e poi è caduta in mare con uno svolazzo di piume. Povero cappone hawaiano.

C’è stato anche un discreto scambio di regali, così copioso che al momento di andar via mi son dovuta premunire di un trolley e una cuccia, perché ora c’abbiamo anche un cane. Che abbaia, scodinzola, mangia l’osso e cammina. Ci manca che si metta a piscettare in casa e poi siamo a posto.


Per finire la serata in bellezza, noi donne ci siamo sparate qualcosa di troppo elettrizzante!Ma che dico? Euforico!Spogliarello maschile in un night club? Mannò, deppiù!

La tombola.

Come la domenica nell’ospizio Villa Serena, ci siamo messe a scambiarci cartelline, fagioli secchi e spiccioli.Un’emozione che non vi dico. Soprattutto per la mia cinquina. Ho vinto un euro e trenta centesimi! Ma non è meraviglioso? E poi ho fatto una tombola a metà con la mì mamma e ho vinto un euro e cinquanta!Fantastico. Che serata da brivido.Non vedo l’ora che sia Natale di nuovo per rivivere queste emozioni.Facendo due conti però c’ho rimesso dei soldi. Ho speso più di quello che ho vinto. Nulla è valso fare gli occhi dolci ad Andrea che tirava su i numeri. Ho promesso di fargli uno streap tease, il budino alla vaniglia che a lui piace tanto, il massaggio ai piedi. Niente. Incorruttibile. Insomma, la serata è elettrizzante, come tira su i numeri lui e come segno io col fagiolo secco non lo fa nessuno. Alice ci guardava e scuoteva la testa. Ad un certo punto si è allontanata e temo sia andata a prenotarci un posto alla casa di riposo.Fin da adesso.




Felici e pieni come un gavettone siamo tornati a casa con

1 cane

3 kg in più

4 euro meno

e la consapevolezza che per San Silvestro dobbiamo fare assolutamente qualcosa di più tranquillo perché tutta questa energia ed emozione a noi non ci fa bene.

Abbiamo una certa età.

lunedì 21 dicembre 2009

BUON NATALE A...vediamo un po' se riuscite a trovarvi nella lista








BUON NATALE


A chi mi legge ma non commenta
A chi mi dice che i miei post hanno un forte potere calmante sul giramento di pelotas
A chi mi legge da lontano e mi scrive in privato che in quei dieci minuti le faccio dimenticare tutti i casini
A chi va a New York e mi promette di lasciare un commento. Non solo lo fa, ma dice pure che le sono mancata.
A chi fa battute sul fatto che ho addobbato il mio blog come la Madonna di Loreto, ma so per certo che questo blog gli garba da morì.
A chi sta a Milano ma è di Ferrara
A chi sta in Irlanda, negli Stati Uniti, in Svezia e pure in Gran Bretagna
A chi ora è nella mia adorata Parigi
A chi c’ha un gufo sulla spalla, anzi sul trespolo
A chi mi fa due palle così. Ma per davvero. L’ho appese all’albero e sono le palle più fantastiche del mondo.
A chi mi è amica per la pelle ;-)
A chi mi chiama Mammatopa senza essere mia figlia e mi fa felice un monte
A chi si commuove quando si parla di figli e alle recite del figlio sgorga manco fosse ‘na fontana
A chi inizia la giornata con un bel video musicale
A chi ama i Visitors
A chi mi bombarda di messaggini, ama il sole e mi dice “Vorrei avervi qui”.In quel momento lei scalda me.
A chi è Smemorata
A chi ha nascosto il filo a Teseo per farci scrapbooking
A chi ha fatto del volontariato la sua unica ragione di vita
A chi mi legge in ufficio e a chi si fa due risate in uno studio dentistico. Anche senza dentiera.
A chi il vestito da sirenetta dona una cifra
A chi trova le fragole a gennaio per portarmi gli spiedini di frutta al maraschino perché sa che a me piacciono tanto e a chi legge le domande di “Chi vuol essere Milionario?”meglio di Jerry Scotti
A chi c’ha il Sole dentro e sforna dei pasticcini da Nobel
A chi ha fatto il corso di wedding planner con grande successo!
A chi si chiama come un paio di scarpe da bambina, ma senza Kelly
A chi lavora a 4 mani
A chi ogni volta che viene a casa, fa un Art Attack col tappo dello spumante e a chi sopporta tutti i giorni un pazzo del genere
A chi va a farsi friggere…una polpetta per esempio
A chi è sempre troppo AUANTI, ma con le manine d’oro che si ritrova, ora è addirittura OLTRE.
A chi ama il rosa
A chi in questo periodo è in mezzo alle stelle di Natale
A chi su feisbuc c’ha la foto sott’acqua e mi fa prendere un coccolone
A chi mi dice sempre “Per campà meglio dovrei essere un po’ come te” e subito dopo “Disturbo?”
A chi è mamma-bis e anche tris
A chi è una Miss non solo in California ma anche in Italia
A chi ha un sogno nel cassetto della cassa
A chi è a letto con febbre e tosse, porella
A chi c’ha un coniglio steso fuori ad asciugare
A chi ha il nome di una pianta ed è bella come tale
A chi ha trovato la sua strada grazie ad Andromeda e Perseo
A chi ha i baffi e gli occhiali
A chi è sempre felice, anzi Happi…Heppy…Eppi.Ecco.
A chi è divino...ops!Divini!
A chi è Frà senza essere una preposizione semplice
A chi protegge le margherite
A chi vive di colori ma dovrebbero inventarne uno nuovo chiamandolo col suo nome e allora sì che il mondo sarebbe più bello.
A chi c’ha un cuore di panna
A chi aspetta il Dottor Zivago
A chi c’ha un criceto che rischia il diabete
A chi ama i film di Salemme ma anche i polizieschi.Della serie: ‘Magari rido mentre ti sparo’.
A chi ha sempre le mani in pasta
A chi fa tutto con amore e per amore
A chi si gira se dici Dè! anche se non sei a Livorno
A chi festeggia l’onomastico il 14 Febbraio
A chi mi dice “Prima di vederti, ti ho sentita. Ma chi ti sta vicino ti augura mai il mal di gola?”
A chi vorrebbe un mondo vegano
A chi c’ha ‘solo’ la Martina e va bene così
A chi diventerà mamma tra poco di una splendida creatura
A chi mi ha fatto il primo regalo blogghifero che io non so manco da che parte comincià per ringraziare e condividere.Ma, essendo il primo,un GRAZIE enorme ci vuole!
A chi partirebbe da Treviso in treno per vedermi anche solo due ore
A chi è stata in Giappone e mi dice sempre che mi vuole bene facendomi assumere questa espressione :-)
A chi ti augura buone feste sull’uscio con la minigonna bianca e il cappellino di Babbo Natale
A chi mi legge la sera a letto svegliando la famiglia ed è buona come il pane, anzi ‘na pagnotta
A chi pensa di non poter competere con una pasticceria di Via Montenapoleone e invece fa dei dolci meravigliosi
A chi magari è sorella ma soprattutto fratella
A chi sa fare i muffin salati (???) e che delizia!
A chi mi dice che dovrei scrivere un libro (ottimista!)
A chi c’ha Silvestro sul termosifone
A chi parte per la montagna e a chi torna all’adorato paese
e a te, sì sì proprio a te che mi son dimenticata di citare (perché col cervello che mi ritrovo questo e altro). Prima che tu dica “Ma guarda questa!Si è dimenticata di me!” ti dico che mi verrai in mente mentre pelo le patate, mentre mi lavo i denti o mentre divido i bianchi e i colorati per fare il bucato, dirò “Cazzzzzzooooooooooo!!!!!!!!!!!!” Se sono a casa ti aggiungo di volata prima che tu te ne accorga, se non sono a casa sappi che gli auguri li faccio anche a te!
Che ogni vostro desiderio si avveri.



BUON NATALE RAGAZZI. DI CUORE.
e ora tutti a cantare col karaoke la canzone della Mariah, perchè il Natale, per me, è pure allegro.
Simona
piesse: *GRAZIE *a tutti voi di essere con me. Sempre.

sabato 19 dicembre 2009

Bianco Natal...MADDOVEEE?????



Bella nevicata, vero?
Certo. Peccato che questa foto è del 2005.
Guardate quella di quest'anno:




Vi sembra uguale? Diciamo che nevica più su questo blog che a casa mia. Ha nevicato su tutta Italia e da me (che la bramo manco fossi Ghedina) niente. Solo una spruzzatina.Non capisco se ha nevicato o se Nostro Signore si scrollato un po’ di forfora. Però noi, che siamo gente semplice, ci entusiasmiamo anche per tre fiocchi. E infatti eccoci ieri sera alle 11 a fare le foto fuori in giardino. Quella sullo sfondo con la papalina rosa maiale e il piumino che sembra un sacco a pelo,sono io. Che classe.Che topaggine.Speravo stamattina di trovare la neve come a Cortina, ma invece nisba. Tanto per rincarare la dose mi arriva un messaggio dalla Chicca che mi dice che a casa sua c’è un sacco di neve e mi manda pure la foto. Sarei tentava di prendere uno slittino e correre a casa sua, è bellissimo! Ma mi domando perché ha nevicato pure sul mare e da me no.

Me lo fanno apposta perché sanno che:

-avrei fatto a pallate fino alle 8 di stasera

-avrei fatto un pupazzo di neve, ma la carota non l’avrei messa al posto del naso

-avrei preso una bella ghiacciata e la febbre a 42 minando la santa pazienza di Andrea, quindi se non ha nevicato è perché qualcuno vuole salvaguardare la salute psichica di mio marito.

Vabbè, però io mi so organizzare e accontentare. Sapete che bramo pure il camino, giusto? E mica lo posso costruire in quattro e quattrotto, ma più che altro, dove? E allora l’ho comprato mobile. (Mario, fai partire il filmato)Fa un’atmosfera che è una meraviglia. Non è fantastico? E’ un po’ bassino ma se ci stai seduto davanti l’effetto te lo fa….insomma dovrebbe...ma insomma un po’ di immaginazione! Da lontano sembra anche fuoco vero. Da lontano. Da parecchio lontano.



video

Oltre al camino, sotto Natale, dovrei comprare anche tre o quattro metri quadri per il salotto perché tra i regali arrivati da aprire, quelli arrivati e già aperti per ovvie ragioni,quelli da consegnare e quelli ricevuti da Alice per il compleanno, in salotto non ci entriamo più. E non ho ancora finito di farli e mi sa anche di riceverli(mia madre continua a telefonarmi dicendo “C’è un pacco per voi!!!Manco fosse la postina della De Filippi) Se volete potete giocare a “Trova il tuo regalo sotto l’albero fatto alla Topafamily” e al “Collega il biglietto di auguri al regalo che hai fatto alla TF”. Ogni regalo che ci arriva ci fa felici un mondo(anche se fosse solo un tappino del San Bitter). Siamo fatti così, ci entusiasmiamo sempre e i regali che sono arrivati (e che arriveranno) sono arrivati col Cuore e per NOI, e questo è l’importante.Mi fanno felici un mondo anche gli altri regali e cioè:

-le mail di alcune di voi dove mi dite quanto vi faccio ridere

-i vostri commenti che (nonostante abbiate un sacco di cose da fare) lasciate qui a casa mia, trovando il tempo per me

-le citazioni di alcune di voi sui vostri blog che sono di una carineria unica

-il tempo che passiamo insieme, anche solo dieci minuti, districandoci tra bambini, casa, consorti e panni da stirare. Anche questi son regali. E che regali! Babbo Natà, prendi appunti.




Quindi un GRAZIE a voi, per tutto tutto tutto e per quello che sicuramente mi son dimenticata.

Ora vado a pregare in aramaico antico in ginocchio sui ceci e vediamo se ‘sta nevicata mi arriva.

Sennò mica ci son problemi. Come t’ho fatto il camino finto ti faccio anche la neve, eccheccivuole.

Sbriciolo con un centinaio di petardi sette o otto kili di polistirolo e mando Andrea sul tetto a lanciarlo di sotto. Poi vedi che foto a effetto.

Mi fate un altro regalo? Chi ha la neve per davvero a casa propria, me la spedisce? Almeno una secchiata.Grazie.

Genialata dell'ultima ora:se avete voglia e tempo mandatemi per e-mail(l'indirizzo è sul profilo) le vostre foto con la neve.Chessò...la vostra casa innevata, il vostro gatto nel giardino pieno di neve, una foto della vostra città tutta bianca, il vostro terrazzo, o quello che vedete dalla finestra del vostro ufficio, o se adesso siete a Parigi (ammazza quanta ne è caduta!) o comunque all'estero, o magari ai mercatini di Natale. L'importante è che ci sia la neve e che sia una foto 'vostra'. Mi piacerebbe poi pubblicarle tutte insieme in una pagina speciale. In questi giorni di festa hanno detto che ne cadrà tanta e forse da qui al 6 gennaio ce la facciamo. Visto che io non ce l'ho almeno mi godrò la vostra!

Chi la neve (come me sob!) non ce l'ha, può mandarmi una foto ritoccata con un Art Attack. In privato vi darò il numero di Giovanni Muciaccia che vi dirà passo passo come fare.

Mmhh...io l'ho chiamata genialata. Vuoi vedere che è 'na minchiata?


mercoledì 16 dicembre 2009

IL NOSTRO AMORE PIU' GRANDE





Nove anni fa, in una fredda mattina di dicembre, avvolta nell’atmosfera del Natale, è nata l’amore della mia vita.Lei, il cui sorriso ci toglie il fiato, lei, che con il suo scalpiccìo di piedi nudi riscalda la casa,lei, con i suoi giochi ingenui, con le cantilene e la bocca col rossetto perché “Voglio essere come te, mamma”, lei che quando ci abbraccia ‘in quel modo’ non c’è bisogno che dica niente, lei che mi copre con il plaid quando mi addormento stanca sul divano, lei che anche quando è influenzata trova la forza di sorridermi e dire “Tu come stai?”, lei che ha imparato a leggere l’orologio così “Conto i minuti che mancano all’arrivo di babbo”, lei che si commuove davanti ad una scena triste, lei che balla al saggio della scuola ed emozionata ci chiede “Sono stata brava?” lei che quando è stanca appoggia la testa sulle nostre spalle, lei che chiede “Raccontami di quando ero piccola” come se ora avesse vent’anni, lei così giocosa, dolce, premurosa, buona e amorevole da farci domandare spesso cosa abbiamo fatto di bellissimo nella nostra vita per meritarcela.

Lei, così preziosa e insostituibile come l’aria che respiriamo.Lei, Alice.

Non basterebbe l’universo per racchiudere il bene che ti vogliamo.

Buon Compleanno Topina.

Mamma e Babbo.




domenica 13 dicembre 2009

DAJE DE TACCO DAJE DE PUNTA QUANT'E' BONA LA SORA ASSUNTA

Quel giorno l’ oroscopo lo aveva detto. Giornata difficile. E pensare che io non credo mai all’oroscopo. Però quel giorno mi son dovuta ricredere.
Nel mio splendido giorno di festa stavo passeggiando in centro bellina bellina con la mia minigonna giro-passera e gli stivali nuovi. Stava piovendo (a chi mi dice che l’acqua ci vuole, auguro una pancreatite) e l’ombrello mi si è cappottato due volte (a chi mi dice che risparmio anche sull’ombrello, il citato ombrello glielo ficco dove so io).Dopo 7 minuti l’ho frullato in un cestino. Ma comunque aveva smesso di piovere, ovvio.
In centro di mercoledì mattina si incontra un sacco di gente.Io infatti ho cominciato a salutare conoscenti a destra e a manca con la manina a sogliola come saluta la regina Elisabetta dalla sua carrozza. “Ciao…” “Oh ciao…” “Salve…” “Oh porco cazzo!” E sì, perché io cammino a testa alta, fiera del mio metro e 78 (coi tacchi)ma non guardo mica dove vado. Infatti il tacco è rimasto incastrato nella grata delle fogne. Praticamente ho avuto un rinculo che per poco non mi escono le tonsille, ho vacillato, e poi mantenendo la calma e facendo leva sulla mia diplomazia, ho cercato di tirarlo via. Insomma, voglio dire, non posso mica mettermi a sbraitare in centro.
“Porca di quella troia maledetta. Esci!T’ho pagato 159 euri!E qui non ti ci lascio, va bene?Maledetto!” Non c’è stato verso. Allora mi son chinata per aiutarmi un pò con le mani e non vi dico dietro cosa c’avevo. Sembrava di essere al barrino durante i derby. Una decina di uomini a guardare la scena, anzi, mi viene il sospetto che guardassero qualcos’altro, perché nel frattempo la minigonna ce l’avevo sotto l’ascelle a mo’ di pancerina del dottor Gibò.
Finalmente un ragazzo mi fa “Hai bisogno di aiuto?”
“Secondo te sto facendo stretching? Merda di una merda!”
“Grazie”
“Ma non a te! A questo stivale!”
“Vedo che hai il senso dell’umorismo.Forse sarebbe meglio se lo togliessi”
“Cosa?” E nel frattempo la scena era questa: io viola come una sciarpa della fiorentina, il gruppo intorno a me si stava ingrossando come le mie palle (mai che mi si ingrossino le tette, mai) e questo ragazzo chinato per terra a cercare di tirare fuori delicatamente il mio stivale. Sto realizzando che…Ho un uomo ai miei piedi! Presto! Un fotografo per immortalare questo momento! Vabbè ci vorrei Andrea al suo posto,ma non si può avere tutto nella vita.
“Ti pregoooo, fai pianinoooo…mi si sciupano tuttiiii…”
“L’hai pagati cari? Il tacco mi sa che s’è sciupato”
“159 euriiiii…ma come facciooooo….uffaa……Aspetta un attimo, provo io”
Ho posato la borsa, mi sono sistemata la minigonna e sì, mi son tolta lo stivale. Quindi zoppa e storta come Quasimodo mi sono messa ad armeggiare con lo stivale con l’orrore di vedere che se l’avessi tirato avrei grattato tutto il tacco.E con lo stesso tono che usano nei film per dire “C’è un medico in sala?” io l’ho usato per dire “C’è un pompiere? Un fabbro? Un artificiere? Un cazzo di qualcuno che mi aiuti a tirarlo via senza romperlo?”
Un omino s’è messo a ridere ( ma perché?) e m’ha detto “L’unica cosa che può fare è portarsi via la grata ah ah ah!!”
“Bravo!Qualcuno c’ha un piede di porco?”
Perché non ci penso mai? Quando metto i fazzolettini e gli occhiali da sole, potrei mettere in borsetta anche un martello, un pappagallo, una chiave inglese, tre bulloni o un piede di porco? Dovrei pensarci. Possono sempre far comodo.
E poi nei film c’è sempre un figo che guarda caso è di passaggio e salva la protagonista da un impiccio, da una soluzione difficile, da…diciamocelo:figure di merda come queste. E io che c’ho? Un ragazzo gentilissimo ma normalissimo circondato da un gruppo di nonnetti arzilli che fanno il tifo per tre cose:


1 Visto che già mi son tolta lo stivale, sperano in un mio streap tease
2 Sperano che mi si strappi pure la minigonna
3 Sperano che preghi uno di loro di portarmi via sulla Pandina fiammante del ’75 al grido di “Altro che Principe azzurro, io il principe lo voglio Bianco come i tuoi capelli. Nonnè, famme sognà!”

Il ragazzo, con una pazienza da monaco tibetano, cerca di muoverlo piano piano.
“Guarda, con calma, lascia fare a me…”
“Piano che mi si rompeeee.” Lui mi guarda come per dire “se lo dici un’altra volta ci do una martellata e lo spingo nella fogna” Non voglio nemmeno pensarci. A un sorcio che indossa il mio stivale, dico. Oddio però se fosse femmina, con i miei stivali farebbe un figurone, insomma sarebbe di sicuro una bella topa.
Vedo che il ragazzo armeggia ma non conclude. Non posso star qui a non fare niente. Ho avuto un’ idea! Se io ci metto qualcosa per farlo scivolare, dovrebbe uscire, no? “Aspetta qui. Me lo badi per due minuti?”
“Sì, certo ma dove vai?”
“Ho un’ idea!”
Ho lasciato quel disgraziato in mezzo a Corso Italia con il mio stivale e, con i capelli ormai alla Loredana Bertè e l’andatura che sembrava mi mancasse un pezzo di femore, sono entrata al Body Shop.
“Mi dà un olio per massaggi?”
La commessa m’ha guardata un po’ strana. “Certo. Ce l’abbiamo alla mandorla, al cocco, al mandarino...”
“Uno qualsiasi, che c’è un ragazzo che m’aspetta”
“Sennò abbiamo quello alla vaniglia che è in offerta…”
“Guardi faccia lei, ma si sbrighi, il ragazzo sta tentando di tirarlo fuori ma s’è incastrato” Mmhh…Mi rendo conto che sto parlando come Cicciolina, ma ho fretta, perdio! Non ho tempo di pensare a come parlo! Non che ci pensi spesso a come parlo. A dire la verità non ci penso mai.
“Alla vaniglia allora. E’ Ottimo. 7euro e 90”
“Brava, guardi senza busta, tanto lo uso subito. Anzi spero non mi serva, magari nel frattempo è già venuto fuori. Grazie” Mettiamoci pure Moana Pozzi.Ma insomma, è per il mio stivale.
Quando torno il ragazzo aveva in mano il mio stivaluccio. Che belloooo!!! Sìììììì!!!!!!!!!
“Oh grazie!Finalmente!”
“Ci vuole un po’ di pazienza, te mi mettevi ansia, ma con calma ce l’ho fatta” Io? Ansia? Chè, metto ansia per davvero? Oddio, sono troppo felice!
Prendo in mano il mio stivale e guardo il tacco “Mmmhhh…un po’ si è sciupato, magari se lo porto dal calzolaio questi graffi riesce a toglierli con un po’ di tinta…”
“Vuoi un consiglio?”
“Devo ricomprarli eh?” che esagerato! Al massimo con un Uniposca o un po’ di tempera Giotto li sistemo anche da me. Un po’ di Art Attack e via. Lui non sa che di secondo cognome faccio Muciaccia.
“No, risparmia i soldi del calzolaio almeno per oggi. Tanto chi vuoi che ti guardi i tacchi?” Alza il sopracciglio e indica la gonna. Nel frattempo era diventata una sciarpa.
Ditemi che anche a voi è successo. So che è così, ma siete troppo intelligenti per raccontarlo e l’ho fatto io per tutte noi.
Questo lo slogan di oggi :‘DONNE COL TACCO NEL TOMBINO,UNIAMOCI!’
E il nostro motto sarà:
Caro tombino il tacco non avrai
Col piede di porco in borsetta, provaci e vedrai!!
E poi che provino a denunciarmi per detenzione illecita di arma, tzè!


giovedì 10 dicembre 2009

martedì 8 dicembre 2009

LA MERCANTE IN FIERA




Tu scendi dalle stelleeeeeee!!!!….Scusate mi son lasciata prendere la mano. O quello che mi rimane, visto che siamo state al freddo e al gelo.L’avventura del mercatino di Natale volge al termine e direi che tirando le somme, il risultato è più che soddisfacente. Ma cominciamo dall’inizio.
Venerdì avevamo l’allestimento dello stand e visto che pioveva e tirava vento abbiamo lavorato armati di piumino, doposci e un prete a fianco per confessarsi ogni mezz’ora visto le parolacce che volavano. Quando la pioggia ha cominciato a entrare a vento nello stand abbiamo deciso di chiuderci dentro tirando la tenda e a quel punto sembravamo davvero il presepe vivente.
-io, con la sciarpa arrotolata sulla testa, sembravo San Giuseppe
-Elle con il giacchetto tirato sui capelli, pareva la Madonna
-Il suo fidanzato più che un bue sembrava un toro da quanto sfiatava dal naso
e a Esse facciamo fare Gesù, vista la pazienza e l’abilità a montare un mobile per lo stand manco fosse figlia di un falegname. C’era da aspettarsi che camminasse anche sulle acque.
Partiamo con gli addobbi e la disposizione dei tavoli,sicuri ed efficienti come quattro camerieri nell’allestimento di un banchetto di nozze.
“Io questo tavolo lo metterei qui”
“No, io di là!”
“Ma no, qui è meglio”
“Mettiamolo a ferro di cavallo”
“Mettiamolo a punta”
“Mettiamolo a triangolo!” Dopo questa affermazione di Elle, abbiamo tolto immediatamente la bottiglia di grappa che tenevamo sotto al banchino per scaldarci. Dopo aver spostato 89 volte i quattro tavoli facendoci sembrare una squadra di addetti al trasloco, finalmente li piazziamo. Ovviamente dopo tutto ‘sto tramestìo la collocazione è la stessa di quando eravamo partiti. Ma almeno ci siamo scaldati.E qui comincia la rumba dei prodotti. Abbiamo attaccato i prosciutti e le pancette sopra le nostre teste.Roba che se tira un po’ di vento abbiamo la sicurezza che grazie a questa zavorra lo stand non vola e avremmo una nevicata di pepe,che manco se esplode la bottega di uno speziale. Lascio i ragazzi per tornare in negozio, con Elle che si domanda se l’affettatrice è meglio metterla dietro e mostrare il lato B ai clienti, o metterla davanti e mostrare il nostro volto. Per quanto riguarda me, con la faccia che mi ritrovo il risultato sarebbe lo stesso.
Il giorno dopo, nel pomeriggio tocca a me stare allo stand. Appena arrivo, mi rendo conto chi sono i nostri vicini di stand. Da un lato, uno stand di liquori, dall’altro uno stand di tedeschi con prodotti bavaresi e birra alla mano. Vi lascio immaginare i restanti giorni. Sembrava di essere all’Oktoberfest. Non faccio in tempo a mettermi il grembiulino che il tedesco coi baffoni mi si avvicina con un bicchiere di birra.
“Benfenuta!”
“Oh Grazie!”
“Tu bere birra!” e mi porge il bicchiere.
“No guardi, grazie ma davvero non posso!”
“Tu bere birra!”
E’ sordo? “No, grazie, faccia conto che ho accettato!”
“Su su benfenuta!!”
Ma è come Baby Mia? Ha solo tre frasi incorporate?
Elle da lontano mi mima “Accetta sennò ci rimangono male”
C’ha ragione. “Oh! Grazie! Guardi non ci crederà, ma son partita da casa e dicevo ‘mi andrebbe una bella birra fresca direttamente dalla Germania!” vabbè forse sto esagerando, ma lui adesso mi sembra più convinto. Prendo il bicchiere e lo guardo con una smorfia come se mi avesse cacato un piccione in mano. A me la birra non piace!
“Tu bere ia!?”
Mmh…senti nonnino di Heidi, la birra non mi piace. Mi rifiuto di bere qualcosa che faccia schiuma come un bagnoschiuma Vidal, e amara come un concentrato di carciofi, va bene? Ma grazie tante davvero.Però devo ammettere che sono di una gentilezza squisita.
Laura mi ri-mima “Bevila, sennò ci rimangono male”
C’ha ragione nartra volta, ma se io la bevo e poi dò di testa ci rimangono male loro. Bevo un sorsino con il tedescone che mi guarda soddisfatto. Dio com’è amara!
“Ottima” riesco a dire con un sorriso. Cazzo, è amarissima. Ho i baffi di schiuma che mi fanno sembrare la figlia di Babbo Natale con il testosterone a quattromila.
A togliermi dall’impaccio arriva una cliente e io lancio il bicchiere a mo' di freesbee sperando che si rovesci almeno un pochino. Inutile dire che Elle e il fidanzato si son scolati il bicchiere e dopo mezz’ora erano già a darsi pacche sulle spalle con tedescone e avevano già imparato a dire in tedesco “Me ne dai un’altra, possibilmente gratis?”

Nel frattempo avevo stalattiti di moccio sotto il naso e le dita dei piedi talmente brinati che sembravano dieci bastoncini di merluzzo findus. Su suggerimento di Elle (che come avrete capito non si cheta un attimo) indosso il cappello che le bimbe hanno comprato per l’occasione.(diapositiva)Per tenere caldo, tiene caldo. Il problema è che mi fa sembrare la sorella scema dell’Olandesina. Tempo di chinarmi a tagliare un etto di prosciutto che le trecce manca poco mi vengono risucchiate dall’affettatrice. Per non rischiare che la mia testa venga tagliata a fette come un trancio di porchetta, mi tolgo il cappello a malincuore. Elle ci rimane un po’ male e mi fa “Mannò! Stavi ben…cioè…insomma…sì vabbè…ecco…” non riesce manco a dirlo che stavo bene.E conclude con un “Ma guarda lui invece!Come lo tiene e come gli sta da Dio!” mi giro verso il suo fidanzato ed effettivamente rimango senza parole. Con 'ste trecce sembra un vichingo. Idiota. Ma pur sempre un vichingo. A pensarci bene pare Obelix dopo la dieta ’30 chili in sette giorni”.
Inutile dire che c’hanno preso per il culo anche i piccioni della piazza.
Ma lo staff ,non pago di cotante figure di merda, mi ha proposto “Allora mettiti il paraorecchie nuovi!” Certo. Infatti son partita da casa apposta. Provo a mettermi il paraorecchie e immediatamente mi sento catapultata nella cabina di ‘Lascia o raddoppia?’ . Sento di dover rispondere a questa domanda: Chi è quella donna col paraorecchie allo stand di prodotti tipici toscani?
1 Una commessa strafiga
2 Una commessa coraggiosa
3 Una commessa cretina.


La uno, la due o la treeeee??? Decisamente la tre. Ad ogni movimento mi sento ballonzolare il Babbo Natale sul capo e prima che quest’ultimo mi vomiti sui capelli da tutto 'sto mal di mare, piglio il paraorecchi e lo frullo nella scatola dei pecorini. Peccato perché si è fatto sera e l’aria gelida si fa sentire. I tedeschi colgono che ho leggermente freddo (praticamente sto battendo i piedi manco fossi una campionessa di Tip Tap) e che fanno? Ripartono con “Tu bere ia?!”

Mi offrono un bicchiere che fuma. Che cazzo è? Thè? Oddio sì! Un thè caldissimo, profumato e aromatico! Adoro il thè! Adoro i tedeschi! Non ve l’ho mai detto ma è così.Anzi quasi quasi prenoto subito un viaggio a Bad Tolz, lì da loro!Ma grazie! Meraviglioso!

"Pfrego, tu bere vin brulè!"
Cosa? Vin chè? Vin brulè? Mi allunga il bicchiere fumante. Non è thè, questo? Non voglio vino caldo, voglio una tazza di thè! Ma non avete il thè in Germania?
"Tu riscalda corpo, bevi bevi!"
Ma se mi voglio riscaldare mi compro un mantello di bue muschiato! Mi compro...una coperta di lana merinos! Un piumino, una stufina de longhi, insomma qualcosa!Non voglio il vino caldooooo!!!!
Vedo Elle che sta per aprire bocca e prima che mi dica qualcosa porto il bicchiere alla bocca.
Okay, ve lo devo dire. Il vapore emesso dal bicchiere mi ha bruciato le retine. Solo il tasso alcolico emesso dal vapore, dopo un nano secondo che l'ho inspirato, mi ha fatto vacillare. Dopo un sorso ero già mezza 'mbriaca e avevo la gola in fiamme.Come una cinquantenne in menopausa ho avuto una vampa di calore che m'è partita dai piedi ed è arrivata ai capelli bruciandomi le doppie punte. A quel punto ero talmente disinibita che avrei potuto benissimo fare uno spogliarello sul banco dei prosciutti. Visto che ero già sulla buona strada l'altro stand ha tentato di propormi un liquore al cioccolato. Ho rifiutato ridendo a crepapelle, e lui insisteva, io rifiutavo, e lui insisteva. Alla fine l'ho dovuto prendere a testate.Perchè sapevo che se avessi bevuto anche un liquore mi sarei avvinghiata al palo della luce simulando una lap-dance.
E' stata un 'esperienza entusiasmante, faticosa, ma entusiasmante, un freddo porco, ma entusiasmante,Andrea adesso mi fa bere il vin brulè ma entusiasmante, quando siamo soli faccio lo spogliarello e lancio la pancera, ma entusiasmante.
Ci hanno proposto di rifarlo l'anno prossimo.Io ho detto di sì, e ho avuto già un'idea per combattere il freddo.Da qui a Dicembre prossimo non mi faccio più la ceretta così sarò pelosa come un Bigfoot.E un Bigfoot 'mbriaco che fa uno spogliarello mica se ne vedono in giro.


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