sabato 16 gennaio 2010

CHI SEMINA SEGRETI...RACCOGLIE!

Attenzione. Il contenuto di questo post, può suscitare in persone deboli di cuore, un’emozione e una sorpresa pericolose alla salute.

Ho una notizia da darvi: faccio una raccolta!!! Che sorpresona eh?Dite la verità, non ve l’aspettavate. Sì, sì, aspetto due minuti, vi do il tempo di accasciarvi sulla sedia, sventolarvi con l’ultimo numero di Topolino e prendere un bicchier d’acqua. Come dite? Non era una sorpresa?

Accipicchia!Ci tenevo a sorprendervi!E' che non riesco a tenermi un segreto, ma più che altro non riesco a non condividere le cose, e infatti dopo l’idea partorita dalla mente fervida di Pagnottella, è partito tutto un tramestio che non so manco da che parte comincià. L’idea mi è piaciuta subito, il fatto di raccogliere tutti insieme i nostri segreti e le nostre esperienze, mi garba troppo. E visto come avete partecipato al post precedente, presumo sia piaciuto anche a voi. Io mi son divertita da morì. E quindi, sotto la guida del mio Tutor Cepu, ho deciso di provare.

Pensate che sia stato facile per me? Son tre giorni che ho mal di testa, fate voi. Pagnottella, figlia segreta di Bill Gates e informata che manco un tecnico della Nasa, mi indica i passaggi:

“Vai alla pagina, clicca col tasto destro, poi passa sopra, tasto sinistro, clicca il logo, vai su layout, riclicca a destra, vai alla pagina, metti l’indirizzo, riclicca qua, metti là, fai una giravolta, falla ‘nartra vorta…” e intanto la mia espressione era quella di un cane bastonato.

Per il bloggers che vorranno partecipare, è tutto più immediato, ma mi piacerebbe (visto che qui con me ci sono delle fantastiche persone che non hanno un blog, ma che mi hanno accompagnato per mano in questa pazza avventura del blog, come Pica, Chicca,Cate, Sary, Miriam e tutti gli altri miei ragazzi) che partecipassero anche chi non ha un blog, chi mi legge e non commenta, chi ha voglia di condividere due segretucci, farsi due risate e…insomma è aperto a tutti. Chi non ha un blog può mandarmi tutto via e-mail che poi ci penso io a pubblicarlo e metterlo nella raccolta.

Può essere qualsiasi tipo di segreto e così su due piedi (numero 39) mi viene in mente che potremmo sentirne delle belle dalle bloggers che parlano di cucina e magari scopriremo che prima di imparare a cucinare hanno bruciato chessò la frittata di patate o magari ci svelano che per far gonfiare i dolci li riempiono di elio…

Questo è il logo* della raccolta 'I segreti di Pulcinella' con tanto di Topa…emh..Topolina.Perché questo titolo? Ci sembrava azzeccato, soprattutto perché è un idiotismo (e se lo faccio io cosa poteva essere sennò?) e poi perché è un finto segreto, qualcosa che già qualcuno sa, insomma si spiattella il giusto...ma chi volesse saperne di più ecco qua.

Le regole sono sempre le stesse:






1) Postare un vostro segretuccio, o più d’uno, (Sappiate che più ne mettete meglio è, ma poi presumo che dovrete correre dal parroco del vostro paese).


2) Salvare la foto del logo del concorso che trovate qui, postarla nel proprio blog con il link a questa pagina,se volete potete metterla anche nella layout, ma non è mica obbligatorio.(sicuramente avete capito. Io no, ma sono fiduciosa.Andiamo avanti)


3) Lasciate il link del vostro segretuccio come commento a questa pagina (così poi io arrivo, lo prendo e lo metto nella cartelletta.Cartelletta?No, dai li metto qua sotto man mano)


Ma poteva finire qui? Certo che no! Ormai lanciatissima grazie al mio embolo impazzito, vi comunico che ci saranno dei vincitori (che proclamerete voi stessi attraverso una votazione.Il Grande Fratello ci fa una pippa)

Verrà premiato:

-il segreto culinario più interessante

-il segreto più simpatico

-il segreto baby (che non è un piccolo segreto, ma riguarda voi quando eravate bambini)

La raccolta termina il 31 Marzo e (come canta Celentano) c’è sempre un motivo.

E’ il giorno del mio compleanno e invece di ricevere il regalo, sono io che lo faccio a voi, spedendo ai tre vincitori qualcosa fatto con le mie mani (Rossella per favore non ridere).

Nel frattempo ho sequestrato Giovanni Muciaccia.

L’idea di fare qualcosa con Voi mi entusiasma una cifra.

Voi che dite? Ce la farò?

Un Grazie anticipato a chi vorrà partecipare a questa iniziativa (sembra il discorso del direttore della Pam per la raccolta dei generi alimentari) e se non siete come Bea che la notte le porta consiglio, e avete già esaurito i vostri segreti, col vostro permesso li posso estrapolare dai commenti pervenuti nel post precedente.

Per ora vi saluto e vado a prendere un Aulin perchè mi sembra di averci il cervello più grosso della scatola cranica come i doberman.

Piesse:mercoledì è stato così bello che mi è frullata in testa un'altra idea...

Piesse 2 la vendetta:*Il logo è stato creato da Pagnottella.E lei ha creato un mostro.

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(Avvertiamo la gentile clientela che i segreti dei 'non blogger' verranno pubblicati su questa pagina per mancanza di link.I blogger, è ovvio, avranno il link che rimanderà al proprio blog col segretuccio.)

Stanno partecipando alla raccolta:

1)I segreti di Chicca:

-Una volta ho assaggiato una caccolina(ora solo al pensiero mi sento male)

-Sono stata bocciata per ben 2 volte all'esame teorico per la patente(alla fine l'ho presa al cepu)

-Mi lavavo un piede solo al giorno.

-Picchiavo mia sorella di mezzo e appena la vedevo piangere,mi sputavo nelle mani e mi appiccicavo gli sputi sotto gli occhi e correvo da mia madre e raccontavo che ero stata picchiata da mia sorella,così lei prendeva doppia rata di botte!

-All'asilo saltavo quotidianamente sulla pancia di una bimba finchè non mi dava la sua merenda(poi mi hanno mandata via per questo...)

2)Qui il segreto di Erica.

3)I segreti di Cate:

- da piccola odiavo dover condividere le tic-tac con i miei compagni delle elementari e così le ciucciavo tutte e le rimettevo nella scatoletta. Poi le offrivo più volentieri :-)
- anch'io uso i reggiseni rinforzati, in memoria del mio seno tg 3, che ci ha lasciati soli dopo l'allattamento;
- ho paura di guidare se in auto con me c'è un passeggero...
- quand'ero piccola costringevo la mia sorellina (amica, ma è come fossimo sorelle) a recitare con me il rosario. di nascosto sotto una coperta (oddio, mi spavento da sola di questa mia rivelazione!!)

da piccola improvvisavo con pezzettini di stoffa avanzati dalle creazioni della mia mamma (faceva la sarta) dei vestitini per le barbie. Li pinzavo con la cucitrice ed erano una schifezza (e lo sapevo bene), ma li facevo poco prima che una mia amichetta venisse a giocare a casa mia e la convincevo sempre che erano bellissimi e li scambiavo con i suoi (originali e perfetti)!!

- sono insieme a mio marito da 12 anni, ma fino a qualche anno fa (prima della convivenza) non sapeva che di notte portavo l'apparecchio mobile per i denti! Gliel'ho sempre nascosto perchè mi vergognavo!!

Così di notte dormo con i tappi nelle orecchie (perchè lui russa) e con l'apparecchio ai denti! e d'estate se entra in camera della luce metto pure una mascherina per gli occhi!! praticamente contro ogni tentazione!!!

4) I segreti di Veronica

-Da piccola mi sono infilata una ruota di un comioncino delle sorpresine Kinder da montare in una narice...non ricordo se dx o sx...credo sia poco significativo..(o magari per questo non rientro nelle regole del concorso??!!).in poche parole avendo capito alla perfezione le istruzioni per montare il camioncino il posto per la quarta ruota era esattamente nel mio naso...ebbene si dopo questa manovra la ruota rimase dentro il mio naso per mesi e mesi..era il mio sogreto, solo il mio..i miei videro che dal niente iniziai a respirare a male...è come se respirassi con una sola narice...ma dai!!!!...dal dottore per un controllino???...ma no...mia madre mi stressava con questo "soffia bene il nasino"...brava davvero con queste richieste... con questa rotellina dentro!!!...poi dopo davvero tanto tempo, non la sentivo neanche più io con il mio ditino da quanto era salita in alto,usci per miracolo..

5) Qui i segreti di Chiara

6 )I segreti di Sary:

- a 6 anni HO RUBATO. ero al supermercato con mia madre e le avevo chiesto se potevo prendere un MARS. Lei mi disse di no perchè era quasi ora di cena, così io lo presi e lo misi in tasca con nonchalance. Un anno dopo, alla prima confessione lo dissi al prete. Fu l'unica volta che rubai qualcosa e mi sentivo già dannata.
- a 7 anni, insieme alle mie amiche, mangiavo il gelato mischiato con la terra del giardino perchè così durava di più;
- a 17 anni durante una serata di sincere confidenze con una mia amica, mi sono inventata di sana pianta il mio primo bacio, che non era ancora avvenuto perché mi sentivo “fuori tempo”;
- il mio pigiama preferito ha 15 anni, è di flanella e ha un buco che non cucio perché sono affezionata anche a quello;
- sono dipendente dal pane;
- quando guardo Grey’s anatomy piango come una fontana con tanto di singhiozzi e il mio ragazzo ormai fa finta di nulla;
- un sacco di volte invece di andare a nuoto, sono andata a fare compere autoconvincendomi che ero a nuoto.

- per attirare l’attenzione un ragazzo di cui a 19 ero pazzamente innamorata (e che non mi filava di striscio), ho mandato un sms fingendo poi di aver sbagliato destinatario pur che mi rispondesse qualcosa, anche solo “ok”.

Infatti mi rispose “ok”.

7)I segreti di Paola:

- da piccola, mia madre mi dava in mano dei cataloghi da sfogliare x farmi star tranquilla, io infatti ne mangiavo le pagine...
- da piccola ho "assaggiato" un bicchiere di plastica e la mia madrina, dopo avermi fatto sputazzare bene il tutto, si è messa ad incollare i pezzettini con lo scotch x paura che avessi ingoiato q.cosa...
- ho dormito con la "barriera" (quei ferri x non cadere dal letto) fino a grandicella, dopo che mia madre mi aveva trovato una volta a dormire con il corpo sul letto e la testa sul tappeto...
- parlo (o almeno, parlavo) nel sonno, a volte solo sfarfugliate senza senso, altre discorsi veri e propri...tant'è che ai tempi, la mi mamma, entrava in camera e mi diceva "...cosa?", e io iniziavo a blaterare...finché una notte non ho urlato (sempre nel sonno!) una bella parolaccia...e non mi ha più interrogata!!
- da adolescente spendevo la paghetta in un ristorante accanto alla stazione, il sabato pomeriggio, solo per vedere un ragazzetto scendere dal treno e salire sull'auto del papà (mi sto ancora auto-flagellando x punizione!)
- Questa la pika già la sa...alla tenera età di 30 anni, cioè l'anno scorso, ho incontrato il mio calciatore preferito in un autosilo e l'ho pedinato in auto x scoprire dove abitava...peccato che si è fermato in un ristorante!!!!! (ma da buon sherlock holmes l'ho scoperto lo stesso...tiè!)

8) I segreti di Miriam

-Anni fa, ho dato sonoramente dello STRONZO, al padre del mio ragazzo per telefono, non sapendo che era suo padre. Lo avevo preso per il mio ragazzo, che mi faceva sempre degli scherzi camuffando la voce.
E il bello è che prima di allora, non avevo mai neanche conosciuto ( ancora ) i suoi genitori.
Figura di merda!
-Quest'estate, in vacanza vedo in un negozio di souvenir, chincaglierie giapponesi varie, e la Tour Eiffel.
E, rivolgendomi alla mia amica con tono saccente, le dico:" ma che buffonata! vendere in un negozio giapponese il modellino della Tour Eiffel. Uno se lo va a comprare a Parigi no? Che vergogna! Questi giapponesi sono proprio caduti in basso" e la mia amica mi guarda compassionevole e dice:" amica, questa è la torre di Tokyo! Andiamo a visitarla domani".
Altra figura di merda!
-Quando vado al cinema, l'amica di cui sopra, deve scegliere sempre il film che fa per me, perchè mi viene l'ansia pure con Sherlok Holmes.
E' rimasto poco da vedere, in effetti. Film d'animazione, commediucce romantiche, film d'animazione.......
Una volta ho voluto vedere a tutti i costi "Il Sesto Senso".
Comodamente a casa mia, l'ho guardato più o meno così:
Mandavo avanti le scene per sapere cosa mi aspettava, poi tornavo indietro, e le rivedevo ma senz'audio, perchè pure la musica mi faceva fare la cacca sotto!
Eeh....lo so....sò psicolabile....lo so!

9) Qui i segreti di Bea.

10) Qui i segreti di Amelie

11) I segreti di Pica

- Da piccola ho baciato uno scarafaggio. Si, di quelli carini, piccoli, panciuti e lucidi lucidi. Ci giocavo sempre, gli costruivo le casette con i rametti e le foglie, e gli scavavo i sentierini. Poi un giorno nel tentativo di dare un bacetto a uno di loro (mi ci affezionavo pure) questo mi è finito in bocca. Non c’è che dire, è stato proprio un bacio appassionato.

- Da bambina giocavo con i robot e le macchinine di mio fratello, e davo a lui le mie bambole. Le bambole non mi sono mai piaciute, e quando qualcuno me le regalava io gli tagliavo mani, piedi e capelli.

- Però la mia prima vera amica del cuore è stata una bambola a grandezza umana di nome Rossana. Io avrò avuto circa 5 anni e lei era alta come una bambina vera, ed è rimasta mia amica solo fino a quando non l’ho superata in altezza. A quel punto m’è stata sulle palle, l’ho abbandonata non so dove e forse le ho tagliato i capelli a spazzola.

- Quando mia mamma mi vestiva da femminuccia con la gonnellina e i fiocchettini in testa io mi divertivo a fare versacci e boccacce più assurde per sembrare un maschiaccio.

- Una volta, sempre da piccola, ho ingoiato una cerniera. Mi si era staccata, e non so cosa stessi tentando di fare, fatto sta che mi è finita in bocca e l’ho mandata giù. Così i miei genitori mi hanno portato al Pronto Soccorso e il medico mi ha dato una purga e mi ha spiegato da dove mi sarebbe uscita la cerniera. E infatti il giorno dopo l’ho ritrovata. Magia, apparizioni, sparizioni…

- Da ragazzina tenevo un diario dove scrivevo tutto quello che mi passava per la testa (ma proprio tutto) al punto che dopo, per paura che mia madre lo trovasse e lo leggesse, davo fuoco alle pagine più segrete.

- Verso gli 8 anni mi divertivo a schiacciare le lumache vive.

- Da ‘grande’ invece, se le trovavo sul balcone, gli costruivo una casetta e gli davo da mangiare foglie di insalata fresche e acqua tutti i giorni. E gli davo pure un nome. L’ultima ad esempio si chiamava Chioccy, e l'ho incontrata l'anno scorso. Ora vive serena nei boschi Vercellesi.


12) I segreti di Tiziano

1) avevo 12 anni,era l'estate del 1986,c'erano i mondiali di calcio in Messico quelli vinti dall'Argentina di Maradona

per intenderci e io ho rischiato seriamente di dare fuoco a casa mia.
C'era in giro una bottiglia di alcool o di spirito se preferite chiamarlo così e io molto candidamente mi sono messo
a giochicchiare vicino a questa bottiglia con un fiammifero acceso. Volevo vedere se la fiamma del fiammifero
avvicinandosi a qualche goccia o a qualche vaporino dell'alcol sarebbe diventata più grande e più viva...
Accadde l'inevitabile. La bottiglia scoppiò come una bomba e la porta della camera dei miei prese fuoco
all'istante. Fortunamente mia madre cominciò a gridare e accorsero dei vicini che riuscirono a fermare quel
principio d'incedio prima che creasse danni irreparabili. Alla fine dovemmo solo sostituire la porta della camera.
Ovviamente passato il momento di panico cominciarono a farmi il terzo grado per capire cosa fosse successo.
E io ero più omertoso di Totò Riina quando è stato arrestato. Fatto sta che una vicina impicciona accorsa alle urla
di mia mamma si abbassa e raccoglie l'arma del delitto,il fiammifero. E con uno sguardo trionfante neanche fosse
Hercule Poirot lo fa vedere a tutti i presenti. A quel punto ero con le spalle al muro. Non potevo più negare l'evidenza.
Ma non ho mai rivelato a nessuno nemmeno sotto tortura quel particolare decisivo che volevo solo vedere la fiammella
più vivida... Dopo 24 anni ci voleva A CASA DI SIMO per farmi liberare da questo peso opprimente...

2) Sempre quando ero ragazzino avevo sentito dire che i gatti hanno sette vite e soprattutto che se cadono anche
da molti metri di altezza non si fanno assolutamente niente.
Preso da un'irresistibile curiosità e scettico peggio di San Tommaso decisi che dovevo provare a sperimentare questa cosa.
Presi la mia gatta di allora che si chiamava Pandina (proprio come l'utilitaria della FIAT tanto in voga in quegli anni) e la
buttai giù dal balcone! Considerate dall'altezza di un primo piano... La gatta effettivamente atterrò abbastanza dolcemente al suolo
e dopo essersi un attimo stiracchiata ritornò alla sua normale routine senza fare una piega.
Unica controindicazione per diversi mesi dopo questo episodio quando cercavo di prenderla in braccio non so come
mai scappava a gambe levate... Soprattutto se eravamo nelle vicinanze del balcone...

3)Veniamo a tempi più recenti. Estate 2009. Decido di fare il Cammino di Santiago.
E riesco a farlo tutto dalla partenza al confine con la Francia a Saint Jean Pie du Port fino ad arrivare a Santiago
di Compostella e poi ancora fino a Finisterra sull'oceano Atlantico. Per un totale di circa 900 Km a piedi
in poco più di un mese. Un'esperienza dura e faticosa sia dal punto di vista mentale che fisico ma allo stesso
tempo bellissima e indimenticabile. Che mi ha dato tantissimo. Mi ha anche fatto trovare l'amore.
Sul cammino ho infatti conosciuto una pellegrina romana,è nata una bella storia tra noi e adesso dopo più di sei mesi
ci stiamo ancora frequentando con una certa assiduità compatibilmente con la grande distanza visto e considerato
che io vivo vicino a Milano. E staremo a vedere come andrà a finire...
Ma il mio segreto è un altro. Come ho fatto ad incontrarla...
Praticamente nella prima parte del mio Cammino avevo passato tantissimo tempo con una ragazza polacca
che parlava benissimo in italiano. Sarà stata la particolarità della situazione,lo stare a stretto contatto per molti giorni,
e non so come mi sono preso una bella cotta per lei. Fatto sta che arriviamo a soli 100 km da Santiago dopo più di venti
giorni di cammino e mi dico " Tizi non puoi non dirle niente! Rischi di rovinare un po' tutto quello di buono che
hai fatto in queste lunghe giornate a camminare. Non devi arrivare alla meta di Santiago con questo peso
di non dirle cosa provi per lei"...
Potete immaginare come è andata a finire. Ho preso il 2 di Picche più grande della mia vita!!!!!
A quel punto non potevo più continuare a camminare con lei e sono partito da solo neanche
fossi Forrest Gump! Quel giorno fatidico dopo aver preso il due di picche e averla lasciata per la sua strada
ho camminato da solo come un forsennato per ben 48 km!!!!!!!! Ma siccome il Cammino come la vita ti sorprende
sempre. Per uno strano incrocio di coincidenze proprio il giorno dopo ecco che ti riincontro la bella pellegrina romana
che avevo già conosciuto di sfuggita qualche giorno prima. Da cosa nasce cosa. Arrivo a Santiago con lei.
E qualche giorno dopo poi è scattata la scintilla. Ma nessuno fino ad oggi,a parte ovviamente la polacca stessa,
conosce il vero motivo di quella mia marcia solitaria e inarrestabile che mi ha portato alla fine tra le sue braccia.

4) Ho ancora un segreto ed è forse il più eclatante visto che riguarda la nostra padrona di casa in persona.
La mitica Simona!!!! Dovete sapere che il sottoscritto ha avuto il privilegio di conoscerla e di frequentarla assiduamente
per un'intera settimana durante la famosa esperienza nella giuria del ROMA FICTION FEST nel Luglio 2007.
Andate a rileggervi il bellissimo post della nostra Simo quando racconta di questa esperienza.
Per farla breve eravamo in 45 fedeli lettori scelti in tutti Italia dalla redazione di TV SORRISI E CANZONI ospiti
a Roma per una settimana come membri della giuria del primo RFF. In pratica quando sono arrivato a Roma,
era una domenica sera,non conoscevo nessuno dei miei compagni di avventura. Ero in clamoroso ritardo e in
albergo non c'era già più nessuno degli altri giurati. Quindi mi reco da solo in zona Via Veneto verso la pizzeria
che ci era stata indicata come ritrovo per tutti. Quando arrivo c'è una fila di persone che chiaccherano tra di loro
e che si stanno apprestando ad entrare nel locale. Erano gli altri giurati .
Mi accodo e comincio a scambiare qualche parola con qualcuno di loro.
Quando entriamo in pizzeria alcuni tavoli erano già occupati. L'occhio mi cade subito su un tavolino da quattro
occupato da quattro donzelle. In particolare una delle quattro ha un'abito da sera lungo e nero.
Assomiglia vagamente ad Anna Kanakis. Poi sento per caso che qualcuno la chiama " la pisana"...
Ebbene si cara Simo il mio ultimo segreto è che quella prima sera a Roma non ti ho mai detto che eri decisamente
la giurata più affascinante di tutto il Roma Fiction Fest!

(Postilla di Simo : "Tiziano vai dall'oculista. Ma da uno bravo")


13) I segreti di Calendula

-quando ero ragazzina mi sono presa una cotta tremenda per il presentatore Mauro Serio, e saputo che era sposato ho pianto per moltissimi giorni... che scema,

-da piccola in casa di amici di famiglia ho rubato dei giochini della figlia che mi piacevano tantissimo

-alle elementari ho mentito alla mia compagna che mi aveva prestato Pollyanna, dicendo che il libro mi era piaciuto tantissimo e in realtà non l'ho mai letto....

-un segreto segretissimo è che ho avuto moltissime avventure amorose, e nessuno ne è a conoscenza

14) I segreti di Micaela

-Sono incapace alla guida e prima di andare da qualche parte devo accertarmi che la strada non sia “brutta” e se per caso trovo una deviazione per lavori in corso vado in panico perché non so più dove andare

-Odio lavare la macchina e se non ci pensa mio marito per me può restare così com’è! Mi sono pure portata la busta per buttare l’immondizia che produco

Ho paura dello scarico del bagno… quando ero piccola aprivo la porta, spegnevo la luce, scaricavo e scappavo… adesso mi tappo le orecchie!! E ho paura che sotto il letto ci sia qualcosa infatti prima di mettermi a letto guardo sempre… non si sa mai…

-Quando lavo i calzini di mio marito non riesco poi a riabbinarli, perdo la pazienza e alla fine mi avanzano sempre calzini spaiati che ovviamente abbino a caso sperando che non se ne accorga….

-Una volta (ero alle prime armi) avevo ospiti a casa e dovevo fare i bocconcini di pollo (quelli infarinati e poi cotti con burro e limone) e per far prima avevo infarinato i cubetti di pollo la mattina e li avevo messi in una ciotola… al momento di farli mi accorgo che erano diventati un ammasso unico… ho cercato di cuocerli alla meno peggio togliendo man mano i pezzi di massa che si erano formati e sperando che nessuna delle ragazze che avevo invitato si avvicinasse alla cucina (perché non avrebbero più mangiato per il disgusto)…

15) Qui i segreti di Elena

16) Qui i segreti di Nunzia

17) I segreti di Sonia

1. Ho sempre sognato di andare a vivere a Bologna per partecipare allo
Zecchino d'oro (come se fosse necessario...): beh, il sogno l'ho poi
realizzato, ma fuori tempo massimo, cioè a 18 anni!!
2. A sei anni cantavo in una radio privata di Napoli, Radio Antenna Capri (che
chissà se esiste ancora) e al culmine della mia carriera mi sono esibita sul
palco alla mostra d'Oltremare a Napoli con la canzoncina 'La pulce', mentre la
presentatrice chiamandomi esclamava: 'Ma è proprio una pulce!', perchè ero la
più piccola... La canzoncina aveva circa tre strofe che si ripetevano diverse
volte e io non sapendo quando fermarmi le ripetevo all'infinito, finchè non mi
hanno strappato il microfono... La carriera è stata poi definitivamente
stroncata da mia madre che non ha voluto comprare un'enciclopedia per farmi
partecipare ad un concorso canoro in televisione...
3. A nove anni giocavo a Goldrake (era appena uscito in tv) aprendo a metà la
poltrona-letto appena acquistata dai miei, in modo da utilizzare le gambe del
letto come leve per lanciare 'Alabarda spaziale' e 'Lame rotanti', il tutto
accompagnato dalla maschera di cartone con tanto di corna gialle regalata dal
Corriere dei piccoli...
4. Mi divertivo a mettere il sale al posto dello zucchero nel caffè di papà
solo per il gusto di vederlo sputare l'orrido intruglio e bestemmiare in
turco... Ovviamente negavo la premeditazione...
5. Quando mia nonna si metteva in terrazza a prendere il sole, aspettavo che
si addormentasse per appoggiarle un pettine sulla schiena sempre nerissima,
sperando che le si facesse il segno...
6. Qualche anno fa ho deciso di partecipare al rito del 'lavaggio
dell'intestino' organizzato da una scuola di yoga che frequentavo allora,
sparandomi con convinzione diverse bicchierate di acqua calda salata, mentre
facevo con gli altri svariate asana in un bellissimo giardino sui colli
bolognesi. L'intestino si sarà svuotato pure, ma io per poco non ci ho rimesso
le penne: ho trascorso due giorni in catalessi, per poi ritrovarmi con un bel
mal di schiena da disidratazione!!!
7. A circa dieci anni, con due amici 'complici', disturbavamo i clienti seduti
ai tavolini all'aperto del bar con che era esattamente sotto il terrazzo di
casa loro, calando gli oggetti che trovavamo, tramite una corda, nelle pietanze
che avevano sul tavolo. Appena se ne accorgevano noi tiravamo su la corda e
scappavamo.
Un giorno uno ci fregò: facendo finta di non accorgersi di nulla,
all'improvviso tirò giù la corda strappandocela con tutta forza! Non lo facemmo
mai più, e per diverso tempo rimanemmo con la paura che il gestore del bar
chiamasse i genitori dei miei amici...
8. A circa sette anni un compagno di scuola chiese a me e ad una mia amica di
'spogliarci nude' perché l'aveva visto in un film (e dire che all'epoca c'era
davvero la fascia protetta, mica come oggi!!): e noi... lo facemmo, chiedendoci
perché ci tenesse tanto... Ah, beata innocenza!!
9. La prima vacanza 'da sola', si fa per dire: noi figli dormivamo da soli in
una stanza per conto nostro, in una dependance dell'albergo, all'isola d'Elba.
Oltre a me c'erano due ragazzi, fratello e sorella. Avrò avuto nove anni e mi
vergognavo di condividere il bagno con un UOMO (di BEN dieci anni!!) e così mi
trattenni la cacca per tre giorni, al termine dei quali ero gonfia come un
palloncino, con conseguenze ancora più spiacevoli della puzza... Che vergogna!
10. Da piccola mi divertivo a lanciare a tutta velocità nell'aria, facendo
scivolare l'indice sul pollice, le caccole che mi toglievo dal naso e che
andavano a finire chissà dove... Ancora oggi quando ci pemso mi scappa da
ridere. Non vi preoccupate, non lo faccio più!
11. Alle medie leggevo di nascosto a scuola sotto il banco le copie di Cioè
delle mie amiche che potevano comprarselo, cercando di imparare tutti i segreti
del sesso per colmare quello che credevo un enorme gap che sembrava separarmi
dalle mie coetanee. In particolare cercavo di capire:
A. In che cosa consistesse esattamente un rapporto sessuale (per trovare dove
lo scrivessero esplicitamente mi sono dovuta sfogliare tutta la Selezione dal
Reader's digest che avevano a casa i miei, altro che motore di ricerca su
internet come fanno oggi i ragazzi...)
B. Se 'rapporto orale' fosse un modo forbito di chiamare il bacio... (beata
innocenza 2)
12. Sono laureata in matematica e detesto fare i conti a mente, specialmente
a richiesta. In realtà non c'è nesso tra le due cose, ma la maggioranza delle
persone si aspetta questo ed altro, tipo in pizzeria al momento di pagare il
conto: a chi chiedono di fare le divisioni? Ecco...

18) Qui i segreti di Pagnottella.

mercoledì 13 gennaio 2010

TOP(A) SECRET



Io c’ho dei segreti.Tutti abbiamo dei segreti. Segretucci, toh!Dal momento che li svelerò non saranno più tali, ma quando ho aperto questo blog mi son ripromessa di essere sincera e di non avere segreti per voi. Ora li vado ad elencare e così facendo mi alleggerisco un po’ la coscienza, farà sì che mi conosciate meglio e magari potete dire tra voi e voi “Chi me lo fa fare di leggere ‘sta pazza?”

Partiamo:

-Non sono mai stata sulla torre di Pisa.

Ebbene sì, sono stata sulla Torre di Londra, sulla Torre Eiffel e sulle Torri Gemelle. Di Mirabilandia. Ma sulla torre di Pisa no. Sarà perché ce l’ho sotto il naso, sarà per tutti quegli scalini, sarà perché soffro di vertigini, o sarà semplicemente perchè il biglietto costa uno stonfo e mi dico sempre “Sì vabbè, poi c’andiamo”

-Circa 9 anni fa mi sono fatta bionda.

Stavo così bene che la mì mamma mi disse “Mi garberebbe prenderti a randellate, sfarti per poi rifarti. Possibilmente come prima”

Stavo così bene che Andrea entrava in casa e chiedeva “Scusi, ha visto per caso mia moglie?”

Stavo così bene che Alice ogni volta che la prendevo in braccio strillava in bambinesco "Ommioddio!!Orrore!!Ridatemi mia madreeeee!!!"

Non ero proprio bionda bionda (alla Marilyn diciamo), avevo tante mèches e non è nemmeno tutta colpa mia. Ero in preda agli ormoni post partum, avevo partorito da tre mesi e mi sembrava ganzissimo cambiare. Oddio, riguardando le foto mi ripeto spesso “Chi cazzo me l’ha fatto fare”, ma ripeto, l’ormone aveva preso il sopravvento e mi ci è voluto l’esorcista per farlo uscire dal mio corpo.

-Piango ad ogni puntata di SoS Tata.

Non c’è verso. Ma non è che mi scende la lacrimuccia di commozione, non è che mi si bagnano gli occhi come quando sbuccio la cipolla. No, piango come se mi avessero appena investito la gatta. Un pianto inconsulto. Da fazzoletto 5 metri per 2. E’ più forte di me. Quando c’è l’addio alla Tata arrivo ad attaccarmi al televisore gemendo un “Noooooo!!!Non te ne andareeeeee!!!!!”

-Leggo Shakespeare.Vabbè questo magari non è un segreto, però magari son riuscita a sorprendervi. Non ho letto tutto tutto, ma qualcosa sì e la cosa sorprendente è che lo capisco!'La dodicesima notte' è quella che preferisco insieme a 'La bisbetica domata'. Chissà perché.

-Riesco a piangere anche guardando “Un medico in famiglia”, “Medicina generale” e “Lillo e Stitch”. Lo so, non si direbbe ma è così.

-Da piccola mangiavo i muri.

Giuro. Mi bagnavo il dito e lo intingevo tra un mattone e l’altro per raccattare la calcina sfatta. Mia madre, sconvolta, mi portò subito dal medico. Oltre al fatto di avere una figlia che mangia i foratelli, due mattoni e qualche metro di muretto,aveva paura che mangia oggi, mangia domani, qua ci casca la casa in capo. Il medico non si sconvolse e disse a mia madre che probabilmente era mancanza di calcio. Ho scoperto più tardi che questa cosa ha un nome specifico:PICA ( e quando l’ho scoperto mi sono piegata dalle risate). Dicono anche che alcuni bambini lo fanno per attirare l’attenzione. Ma non penso. Mi era nato un fratellino da pochi mesi, ma non volevo attirare l’attenzione.No no. Con lui me la gestivo benissimo. Lo picchiavo quando mamma non mi vedeva. E che attenzione dovevo attirare?

-Metto il ripieno nel reggiseno. Come dite? Non è un segreto?

-Alle medie ho preso 3 in inglese. Niente di sconvolgente, vista la mia predisposizione alle lingue. Sconvolta è rimasta la professoressa vedendo come avevo tradotto un articolo su Martin Luter King.Scrissi “Il nostro Re, Martin Lutero…”

-Sempre alle medie però ho preso un 10 in italiano (anche se mi rendo conto che questo non è un segreto) Quella volta hanno letto in tutte le classi un mio tema : “Descrivi un tuo idolo e perché ne sei fan”. Erano gli anni dei Duran Duran, di Madonna, ma io non ero così ‘auanti’. Non ero fan di nessuno, passavo le giornate a raccogliere i pomodori nell’orto e costruire case sugli alberi. Però….però c’era una persona che mi aveva colpito durante i mondiali dell’82, che aveva esultato come nessuno, che vedevo spesso in tivù, che era carismatico, ganzo e sportivo, e che per me era un vero idolo.Il tema che fece scalpore quando avevo 12 anni fu “Sono fan di Sandro Pertini”

-Da piccola ho preso per ben due volte i pidocchi. E come usava negli anni ’80, mi hanno tagliato i miei lunghissimi capelli a maschietto. Metteteci che ero secca, piatta, e pure senza curve e da lì a domande del tipo “Che bel ragazzino!Ma tu sei Marco?” il passo è breve.

-Quando ho fatto la prima comunione l’ostia mi si è appiccicata al palato ed è stata lì infiniti minuti con io che ravanavo con la lingua per toglierla. Ho delle foto dove faccio delle smorfie che manco Jerry Lewis ai tempi d’oro.

-Da piccola ho portato in casa di mia nonna un topo morto. Preso a mani nude nell’orto di nonna. Le donne di casa oltre ad urlare come ossesse mi hanno lavato quasi con la candeggina. Col senno di poi avevo già previsto il mio futuro da Topanova.

-Una volta, per avere le labbra più carnose, ho provato il rossetto al peperoncino. Sembrava avessi un canotto in fiamme al posto della bocca. Che schifo!

-Non sono fatta per la tecnologia.Non so usare il digitale terrestre, Sky , programmare il video registratore, e cambiare le funzioni alla macchina fotografica. E comunque ho grandissimi problemi con qualsiasi aggeggio che abbia tasti e numeri. Pure un citofono. Al momento di prendere in mano i telecomandi il mio cervello si arresta e va in stan-by. Mi blocco manco fossi in preda alla sindrome di Stendhal con tanto di filo di bava che scende dall'angolo della bocca. Se non ci sono in casa Andrea o Alice guardo i programmi dall’ 1 al 6 e torno indietro.

Ne ho altri 250, ma direi che per oggi mi sono sputtanata abbastanza.

Solo una domandina a voi: me lo dite un vostro segretuccio? Per non sentirmi sola, mica per altro...

sabato 9 gennaio 2010

E' ORA DI FINIAMOLA!!!

Ho sempre detto che il mio blog è come casa mia, e come tale va curata e organizzata a modino.Sistemare nei cassetti e anche sistemare le pagine, annaffiare le piante, e approfondire argomenti, finire di stirare i panni, e finire di raccontare delle vacanze. Giust’appunto con il post di oggi finisco cosa ho lasciato a mezzo e cioè il viaggio in Bretagna. Di questo sarà contenta Elisa e magari non sarà contento qualcun altro, ma devo finire questa parte. Questo viaggio per intero lo troverete QUI in‘Turisti per caso’. La cosa più bella di tutto ciò ovviamente sono le fotine…


Partiamo alla volta di Locronan, ma ci fermiamo per strada a visitare la cappella di San Sebastien a Port Launay. E’ situata su un promontorio ed è circondata da alberi e mucche.Sarebbe stato molto romantico se non fosse che un bove sta tentando di montare una vacca. Tutto davanti agli occhi di Alice che innocentemente chiede “Che fanno?”
“Tesoro, guarda bello questo arco corinzio!” Che non so manco che vor dì ma mi garba come suona e comunque pur di farle distogliere gli occhi dall’amplesso bovino ero disposta anche a ballare un merengue sugli scalini del sagrato.
Dopo aver sentito Alice pronunciare “Ah sì! L’amore…” siamo entrati nella piccola cappella. Siamo gli unici visitatori di una cappella sperdutissima di un paesino sconosciuto. Se mi piglia un infarto qui, San Pietro mi vede in meno di tre minuti.Non ci arriverebbe manco un eliambulanza e comunque sia sarebbero distratti dalla copulazione dei due bovini. Quando usciamo, il cielo si è tinto di grigio, ma decidiamo lo stesso di proseguire.
“Ma non pioverà! Eppoi cosa vuoi che sia un po’ di pioggia?”
Come al solito in fatto di meteo non ci prendiamo una mazza e a Locronan ci aspetta un uragano.
Altro che Katrina. Qui c’è lei e pure i suoi fratelli.
Io (donna organizzatissima) tiro fuori dalla mia borsa di Etabeta mantelline e ombrelli e ci avviamo vestiti di giallo alla volta del micro-paesino.Le persone che incontriamo pensano che arriviamo direttamente da Paperopoli.

Locronan è deliziosa. Paesino tutto in pietra e gerani alle finestre che son rigogliosi grazie (fancù!)al clima.
Veniamo rapiti da una vetrina di pasticceria che espone delle meringhe giganti, tutte colorate.Non resistiamo e ne compriamo un pacchetto. Inutile dire che le abbiamo sbriciolate lungo il tragitto stile pollicino.Immaginatevi la scena: tre individui con mantellina gialla, ombrellini da borsa a quadretti e meringhe rosa spiaccicate sui menti.
Dopo aver visitato ‘sto paesino da LEGO e aver contattato personalmente Bertolaso, (il quale mi ha tranquillizzato e mi ha detto che potevamo pure proseguire),decidiamo di fare la costa con una pioggerellina bastarda che non ci abbandona.
Le scogliere tuttavia sono meravigliose anche con questo tempo, forse anche più suggestive.Io per scattare le foto indosso sotto la mantellina pure il berretto, così mi riparo la macchina fotografica.Ora sembra che abbia pure un becco. Nero. Spesso mi sono sporta e ad Andrea la tentazione di buttarmi di sotto è venuta tante volte. Se non lo ha fatto è perché c’erano sempre dei testimoni.
Prima di tornare a casa ( e visto che aveva smesso di piovere) ci fermiamo a visitare le rovine dell’Abbazia di Laundenec.
Prima di entrare Andrea chiede “Ci siamo?”
Io e Alice a turno:
“Ho sete”
“Ho fame”
“Mi scappa la pipì”
“Mi scappa la cacca”
“Ho perso i fazzolettini”
“Prima voglio vestire la Barbie”
“Voglio cambiarmi i calzini”
Riusciamo dopo 20 minuti a entrare e visitare l’abbazia e il museo.Dal ragazzo della cassa ci viene proposta la guida.
“Certo!!” dico io.
“Cosa certo!Parla in francese!”
“Ce l’avete in italiano?Cioè basterebbe una ragazza che parlasse come Corinne Clery, chessò.”
Il ragazzo mi guarda e scuote la testa.
“E ma non c’avete niente, però!”
Con un euro e cinquanta ci siamo dovuti comprare la guida scritta in italiano.
Posticino interessante, caruccio e tenuto bene. Ogni tanto mi aggregavo al gruppo di francesi con la guida e annuivo “Oh uì! Uì!Le parblè! Davver magnific!!”
Qualcuno si girava ma io li rassicuravo “So’ italien, ma capisc il fransuà. Son brav, eh?”
Prima che mi arrestassero per disturbo della quiete pubblica, Andrea mi ha caricato in macchina e mi ha riportato alla nostra casina. All’orizzonte un cielo schiarito e privo di nuvole. Katrina e i suoi fratelli se ne sono andati mormorando “Qui non c’è un cazzo da vedè, e poi pensavamo che le paperelle gialle dal becco nero migrassero al caldo.”
Il giorno dopo partiamo per Quimper.Cittadina molto bellina con tutti, ma proprio tutti, i negozi aperti. Nella piazza centrale è situata una cattedrale singolare: St. Corentin.E’ tutta storta. Praticamente il coro è fuori linea rispetto alla navata. Praticamente è ganza. Praticamente se vuoi fare una foto classica non ti viene nemmeno se preghi sui ceci in aramaico antico. Alla fine tu fai la foto e le persone che la guardano ti chiedono “O che foto di minchia fai?Non ti riesce farla dritta?”
A Quimper mi compro un paio di orecchini troppo sciccosi. Pesano tre etti l’uno.
Proseguiamo verso ovest sulla costa fino a raggiungere Pointe De La Torche.
Dei cartelli ci segnalano una spiaggia e noi non ce la facciamo scappare. Parcheggiamo tra dune di sabbia e cespugli secchi manco fossimo Lorence d’Arabia e consorte in sella a due cammelli. Decidiamo di mangiarci un panozzo prima di andare in spiaggia. Mentre son lì che ingurgito baguette e formaggio francese (che puzza come i miei calzini dopo un’ora di footing sotto al sole d’agosto in compagnia di un bobtail che soffre di aerofagia e l’unico sollievo che ha è sedersi sulle mie scarpe), vedo una miriade di ragazzi con muta e serf. Il vento già dietro le dune è notevole, ma la vista dei surfisti non mi convince. “O che siamo in California? Esagerati! Che onde ci saranno mai dietro le dune?”
Venti minuti dopo cominciamo la camminata verso la spiaggia, oltre le dune. Ogni tanto notiamo qualche cartello “La Torche. Spiaggia per campioni!!” Naturalmente ve l’ho tradotta io.
Dopo aver sgropponato come Laurence d’Arabia e consorte che si sono lasciati sfuggire i cammelli, ed essermi legata Alice al polso a mò di palloncino, finalmente arriviamo in spiaggia.



Quello che abbiamo visto ci ha emozionato tantissimo. Ci saranno stati una settantina di surfisti in groppa alle onde dell’Oceano Atlantico. Onde bianchissime e spumeggianti, che arrivavano su una spiaggia lunghissima piena di ciottoli e conchiglie. Ci siamo seduti sugli scogli ad ammirare questi ragazzi che con un vento a 300 nodi e 19 gradi centigradi scarsi, affrontavano fieri le onde. Io ho pensato che con tutto quel vento avrei potuto asciugare la biancheria di tutta Pisa.
Però è bello fare surf, e quando io penso che una cosa è bella devo provare a farla
“Amò? Lo facciamo anche noi a Pisa?”
Peccato che c‘è sempre qualcuno che smorza i miei entusiasmi “Sì, all’Acquapark! Perché solo finte ce le possiamo avere quelle onde!”
Abbiamo cercato riparo dietro una duna e solo lì siamo riusciti a liberarci della felpina, Alice ha ricostruito due palazzine, un centro commerciale e tre castelli e io guardavo ammirata chi come me se ne stava tranquillamente in spiaggia. I francesi sono forti. Non si preoccupano per niente. Nemmeno che i loro figli facciano il bagno nell’oceano con 19 gradi al sole e 15 all’ombra e con quel vento da far partire anche la parrucca ancorata della Orfei. Se provassi a farlo io a 35 anni, mi verrebbero complicazioni cardio polmonari nel giro di 5 minuti. Garantito al limone.
Dopo aver incamerato iodio per i prssimi 150 anni ed esserci riempiti le mutande a nostra insaputa di sabbia, ci incamminiamo verso Concarneau. E’ una città fortificata situata su un’isoletta nell’estuario del Maras. Ha vicolini stretti e casine e negozi pittoreschi. Siamo entrati in questa cittadina di stradine medievali lasciandoci incantare da un gruppo che cantava nella piazzetta dal vivo, canzoni irlandesi (?)Abbiamo fatto compere e Andrea si è comprato un maglione che fuori è a nido d’ape e quindi sembra fresco, ma dentro è pile e quindi è pesante, è bianco e quindi sembra elegante, ma ha il colletto in jeans e quindi è sportivo. Avete capito qualcosa?Nemmeno io ma gli sta da Dio.Io e Alice lo abbiamo incoronato “Il pisano più bello di Bretagna” col pollice su. Il fatto che a luglio in Bretagna di pisani ce ne siano due in tutto non fa differenza. Io mi sono comprata 2 conchiglie grosse come due tegole di casa mia che non ci sento solo il mare ma anche tutte le piscine della Francia e dintorni. Siamo usciti dalle mura carichi di pacchetti e solo dopo aver fatto la foto con la testa dentro le sagome.Oh allora?Io e Alice non sappiamo resistere.Prima o poi vi metterò tutto il repertorio.A pensarci bene vado in giro solo per quello!


L’indomani visita con pioggerellina allo Chateu de Tonquedec.Quella rinco del navigatore ci fa sbagliare strada due volte ma alla fine riusciamo ad arrivare a questo castello segnalato pure dalla guida.Sicuramente l’autore di quella pagina aveva studiato con CEPU perché di bello lo Chateu aveva ben poco. Rettifico:niente. Ci fanno pagare 5 euro a testa per una chiavica di castello. Tenuto male, mezzo diroccato, con erbacce e muschio da tutte le parti. 5 euro per due muri che stanno su a malapena. Andrea mi ha trattenuto perché ero già partita in quarta per riavere indietro i miei soldi. Spallata a più non posso lascio che Alice e Andrea vadano da soli a visitare l’unica torre rimasta in piedi. A un certo punto sento Andrea che dall’interno della torre dice”Attenta Alice a non scivolar…”SBAM!!
Secondo voi stessa scena di domenica?Manco per il cazzo.Ero straconvinta che mia figlia fosse di nuovo scivolata, ma sento lei che esclama “Babbo!!”
Babbo? Dopo due secondi dalla porticina esce Andrea “OI OI OI!!!” Dietro, i pantaloni sono verdi di muschio, ma quello che mi preoccupa è che lui si regge la mano destra.
“Che hai fatto???”
“E’ cascato sull’ultimo scalino!” dice Alice.
Andrea tra una smorfia e una parolaccia si tocca il dito medio e sentenzia “E’ lussato”
“Lussato???Ommioddioooo!!!!Presto!Alla macchina!Una barella!”
“Simo, ti prego”
“Come ti prego?Hai un dito lussato!Te lo devo tirare?E’ già al posto?Ti faccio una flebo?Un’iniezione? Una tracheotomia?”
Stavo per azionare pure la sirena , è un’emergenza, santoiddio!!
Usciamo da questo (lasciatemelo dire) castello di merda e vista la situazione pure maledetto, e ci dirigiamo alla mia AmbuCorolla pronti all’intervento. Ho tirato fuori dalla borsa frigo le tavolette del ghiaccio e gli ci ho messo dentro il dito medio a mo’ di sandwich , poi gli ho dato subito un antidolorifico e gli ho tamponato con le salviette pure la fronte perché nel frattempo stava sudando e imprecando. Non so cosa stava facendo più copiosamente.
“Amò, è rotto? Fammi un cenno, dimmi che si muove, dimmi che non devi essere operato..”
Lui mi ha alzato il dito medio.
“Grazie!Bel ringraziamento alla tua mogliettina che ti cura…”
“Idiota,è il dito che mi fa male. Ti facevo vedere che un po’ lo muovo”
Che gentleman! “Ah menomale, vuol dire che non è troppo rotto. Se vuoi d’ora in avanti guido io”
“Cosa? Mi daresti il colpo di grazia. Sono monco, ma non pazzo. Ce la faccio, guido io.”
Che uomo! Che coraggio! Com’è impavido!Ecco chi è. C’è pure il castello. Lui è il mio Braveheart! Pur di non farmi guidare ha preso 4 pastiglie per il dolore e si è lasciato fasciare alla meglio con un fazzoletto. Lo volevo steccare usando lo stecchino di un gelato,ma lui ha detto che non era il caso.
Facendo le prove del nove e anche del dodici con il dito malmesso, Andrea ha deciso di proseguire per il nostro giro .Arriviamo all’abbazia di Beauport e qui scatta la ola! E’ il più bel posto di tutti quelli visitati fino ad oggi. Ci hanno fatto pagare 5 euro ma ne meritava pure 10. Ci hanno fornito una guida molto esauriente in italiano, corredata di foto (per la gente dura come me che guarda principalmente le figure).Musica celtica di sottofondo, posto pulito e curato nei minimi particolari. In quel posto siamo riusciti per un attimo anche a dimenticarci del dito (Vabbè, lo ammetto, per me era più facile).Anche ad Alice è piaciuto molto, peccato che ha visitato il tutto con il cappuccio della felpa tirato sulla testa, perché aveva paura che i piccioni le cacassero in capo.
La sera, quando siamo rientrati, mi sono messa all’opera ed ho potuto effettuare alla perfezione il mio ruolo di infermiera. Voglio dì, sono o non sono troppo professionale?

E ora invece di tante parole, meglio le foto. In ordine sparso.







Alla prossima puntata!

mercoledì 6 gennaio 2010

I BEFANOTTI VIEN DI NOTTI...











...con le scarpi tutti rotti. No?Non fa così? Vabbè, io l’ho modificata.
Donne!E’ arrivato l’arrotino?Macchè. Son riuscita a fare i befanotti!Strano a dirsi, ma oggi su questa rubrica riuscirò a sorprendervi con un piatto che mi è riuscito. E’ nato tutto dal fatto che Alice son quasi due settimane che è a casa e son quasi due settimane che piove o nevischia. Questo fa sì che la bambina stia assumendo un colorito da far invidia al muschio del presepe e temo che mi si stia anche trasformando in Alicio perché a stare in casa tutto il giorno le son venute due pelotas da non sottovalutare. Quindi cosa c’è di meglio che coinvolgerla in una ricettina proprio per i bambini?Tanto per passare il tempo, diciamo una pausa tra i compiti di italiano, quelli di matematica, un cartone, una partita a Cluedo, una a Indovina chi e quattro salti non in padella ma in salotto con musiche latino americane.

Ingredienti per i befanotti:

-500 gr di farina

-200 gr di zucchero

-200 gr di burro

-2 uova

-1 bustina di vanillina

-codettine colorate (come le chiamate voi?Insomma son quelle palline colorate simili a cacchette di mosca che si son mangiate un kilo di smarties)

-se volete potete sacrificare un altro uovo (poverino) ma prenderne solo l’albume per spennellare i biscotti.

-ingrediente facoltativo:buccia di limone grattugiata, possibilmente senza le dita.


Procedimento:

Mescolate la farina con lo zucchero su un piano da lavoro, fate un buco in mezzo (nella farina, non sul piano) e mettete dentro il burro e le 2 uova e la vanillina. Impastate e dopo un po’ vi verrà fuori una bella pasta. Stendetela con il mattarello (che non è un matto giovane ma un aggeggio di legno che serve alla moglie per aspettare il marito sull’uscio di ritorno dal barrino) e quando l’avrete stesa bene- bene fatene delle formine. Come potete vedere dalle foto è una cosa facilissima che potrebbe fare benissimo anche un bambino. Appunto.

Dopo che avete fatto le formine come al mare, spennellate con un pennellino da cucina (se il biscottino è particolarmente grande potete usare una pennellessa Cinghiale), metteteci le palline colorate, o lo zucchero di granella, o le mandorline triturate. O altrimenti fate come me, che presa da un raptus biscotticida, ho fatto un putpurrì di tutti e tre e l’ho buttati a manciate sui befanotti, con la stessa maestria di un contadino intento a seminare un campo.

Poi adagiateli sulla placca del forno che avrete precedentemente rivestito di carta da forno e infornate a 180° per…non lo so, io come tutte le cose, vado un po’ a occhio e un po’ a senso.
Quando mi sembrano pronti li tolgo. Vi do qualche suggerimento per passare questi minuti:
-tagliarvi le unghie dei piedi

-farvi le sopracciglia per non somigliare a Peo Pericoli

-piazzare tre o quattro mine nelle tane delle formiche che ogni tanto ci ritroviamo in cucina

-contare quante gocce ci vogliono per riempire un bicchier d’acqua

Fatto? I nostri befanotti ora sono pronti per essere mangiati, o regalati o messi in un barattolino per servirli il prossimo anno a vostra suocera. In questo caso consigliere di bagnare i biscotti con tre gocce di arsenico, ma tutto dipende da voi, ma soprattutto dalla resistenza della suocera.

E ora vi mostro fiera la mia foto. A questo punto però mi piacerebbe che le mie blogghine culinarie mi dessero un voto.



Come dite? Se mi son venuti buoni? Maccccerrto! Davvero. Son venuti buonissimi. Dal gusto direi che sembrano tanti piccoli panettini di burro.Infatti ora abbiamo un po’ di sangue che circola nel colesterolo, ma per fortuna la Befana viene una volta l’anno.
Vi lascio con una poesia sublime per il 6 gennaio che mi ha mandato la Pica.
Mi suona vagamente familiare, ma perché probabilmente è stata scritta da un poeta, ma che dico, un genio del romanticismo, parole che io non avrei mai saputo nemmeno immaginare e rime così stupefacenti da far accapponare la pelle.
Vi prego di assaporare cotanta arte e inginocchiarvi al cospetto del genio che mi ha permesso di condividere questa bellezza:

Befane e amiche vere
propongo rito magico o al limite preghiere:
che ci aiuti San Giuseppe
a tenere su le tette
e che Santa Restaurata ci mantenga la facciata
quanto al pio San Valentino
ci rassodi il sederino
e che Santa Rosalia
ci aiutasse a darla via!
se la mandi ad altre 10
sarà un buon 2010!!!

Dopo averlo ricevuto ho tuffato i befanotti nel vin santo. Precisamente in una damigiana.E poi,armata di doni e calze ripiene, son partita a razzo nella notte. Ovviamente so' una befana moderna e troppo auanti,infatti non ero in sella a una scopa,ma a un aspirapolvere.E anche di ultima generazione.

sabato 2 gennaio 2010

OGNI SCARRAFONE E' BELLO A MAMMA SOJA




Ma per le feste...uno dovrebbe riposarsi, no? E cosa mi viene in mente a me di sabato mattina? Di sistemare il mio garage.E mi riesce particolarmente bene nei miei giorni di riposo.

Come quella mattina (un mercoledì mattina, il MIO mercoledì) dove mia madre mi telefonò alle 8.00

No dico, alle 8.00.

Il telefono squillò mentre mi infilavo il giacchetto e Alice chiudeva lo zaino.

“Chi cazzo è a quest’ora? Pronto!”

“Ah!Menomale ho fatto in tempo!”

“Mamma!”Mia madre che non si rende conto che magari c’ho anche il cellulare.

“Ecco sì…oggi è mercoledì”

“Ma va?” Com’è perspicace. Donna intelligentissima. Doveva chiamarsi Einstein.

“Lo so”

“Sei a casa, no?”

Avevo paura a rispondere di sì “Bhè…sì”

“Simoncina” e quando dice Simoncina so’ cazzi amari “Visto che è il tuo giorno libero, avrei da proporti una cosa. Una cosa da fare insieme io e te”

Che carinaaaa!!!Io e la mi’mamma da sole!Sììììì!!!!!!!

Allora: nei tre secondi di pausa ho pensato:

-mi vuole proporre una seduta dal parrucchiere. Usciamo e i nostri uomini non ci riconosceranno. Lei si farà rossa come la Ripa di Meana e io bionda come la Marini.

-una seduta al centro benessere con massaggio ‘sciazzu’. Vista la mia esperienza è ovvio che lo faccio per mia madre, ma una volta fuori saremo più belle un casino. Vabbè il centro benessere dovrebbe trovarsi a Lourdes, ma questo è solo un dettaglio.

-shopping sfrenato e paga lei. Massì!Compriamoci tutto!!

“Dài sì, che facciamo?”

“Io e babbo abbiamo deciso di pulire e sistemare il garage. Verresti a darci una mano visto che sei a casa?” A non fare un cazzo? (frase da leggere sul televideo di mia madre alla pagina **non ho il coraggio di dirtelo, ma tant’è**

“Devo proprio?”

“Sì, visto che c’è anche roba tua!” e c’ha rotto pure le palle (frase da leggere sul televideo di mia madre alla pagina **se non la vieni a prendere gli dò fuoco**

Allora gente,non avete idea di quanta roba si riesce ad ammucchiare nel tempo, che dico tempo, anni, che dico anni, secoli, in un garage. Alberto Angela ci farà la prossima puntata di Ulisse, fate voi.

Il femore di Cheope, in confronto a cosa ho trovato, è modernariato.

Sono arrivata dalla mi’mamma e lei da dentro casa mi ha urlato “Arriviamooooo!!!”

Ecco. Avete presente gli attori di Armageddon? La scena di loro al rallentatore che si incamminano sulla navetta ? Testa alta, petto in fuori, fieri e tronfi di fermare l’asteroide ‘mbriaco che vuole colpire il loro garage per la seconda volta. Perché dal casino che ci sarà, una prima volta l’ha colpito di sicuro.

“Sei pronta?”

Minchia, ma cosa c’è in ‘sto garage? Mi stanno spaventando.

Il mi’babbo sembrava Mario Bros.

“Ma che ti sei messo?”

“La tuta dal lavoro, così sto più comodo” Il colmo per mio padre è avere una figlia che non capisce un tubo (trova l’errore).

La mi’mamma s’era fatta la coda di cavallo. Niente di male. Se avesse i capelli lunghi però. Invece li ha corti e pareva la coda di un porcellino d’india. Tre ciuffi in croce meschati.

Sono troppo convinti.

Mia madre apre il portellone “Sì mamma, sono pronta, ma che sarà mai…..MAREMMA RIPIENA!!!!!”

Sdeng!Pattone sul capocollo “E non dire parolacce!”

“Mamma, che cazzo c’avete messo in questa stanza? I mobili delle ultime 7 edizioni del Grande Fratello?”

Il mi’ babbo con la testa in una scatola “Il tu’ fratello? No bellina, è solo roba tua!”

Okay, dov’è la telecamera? Fatemi uscire.

Abbiamo cominciato dalle scatole. Mia madre era tutta un ‘ohhhh!!!!’

“Che hai trovato? La culla di Rita Levi Montalcini? Ha fatto da poco cent’anni, spediscigliela, chissà com’è contenta.”

“Ma cosa dici? Le tue bamboleeeee! Guarda belle!”

Tengo a precisare che la mi’mamma ha una concezione tutta sua di ‘bello’. Rispettabilissima. Ma una bambola che da rosa dopo trent’anni ha il colore della pelle che si avvicina a quello di Linda Blair prima di conoscere l’esorcista, i capelli bicolore come Malgioglio, e gli occhi cerchiati di pennarello blu perché le volevo dare un’aria intellettuale e le feci gli occhiali, non mi sembra tutto ‘sto granchè.

“Mamma, via, fa cacare!”

“E parla a modo!”

“Scusa, mi stimola la defecazione, va bene?”

“Mannò, è bella per quello che rappresenta. Avrai avuto sì e no 5 anni!”

“Mamma, se a guardare quella bambola ti vengo in mente io, la cosa mi preoccupa un filino. La butti via per piacere?”

“Davvero?”

“Massì!”

“Però dispiace…Guarda questa! La cornicina della scuola!E questa? La bottiglina coi bottoni! Dài questa!Guarda!La candela di Natale! Noooooo guarda qui!La seggiolina fatta con le mollette!Noooo poi questa….dài! ma guarda!”

Avete presente un bambino a Gardaland? La mi’mamma tra le scatole, paro paro.


ILLUSTRAZIONE DEI REPERTI RINVENUTI:

-Cornicina della scuola= tre pezzi incollati, uno sbilenco, dentro c’è una foto di una bambina sorridente probabilmente ritagliata da GENTE del 1981.I ragni le hanno cacato sui denti. Però dispiace.

-Bottiglia con bottoni= bottiglia di vetro delle prime acque gassate, con una decina di bottoni appiccicati. Dovevano essere una cinquantina ma a quel tempo non usava ancora Attack e a scuola te li facevano attaccare con la Coccoina o a mali estremi, a sputo. Il disegno non è manco preciso perché io la Coccoina la sniffavo.Però dispiace.

-Candela di Natale= ridotta manco avesse attraversato duemila anni e venisse direttamente da Betlemme.Rossa per metà, a spirale, in cima la tinta scolorita e lo stoppino ciondolante che nemmeno se lo metti in un bicchiere di Viagra si ripiglia. Però dispiace.

-Seggiolina fatta con le mollette di legno= sembra ‘Ghurdin’ la seggiola di legno montabile d’Ikea per Barbie. Barbie Sfigata, s’intende. Delle cimici qui c’hanno fatto un rave. Però dispiace.

Ho chiuso gli occhi.

“Non voglio vedere niente, butta via tutto.”

“Per quello dovevi stare qui, volevo il tuo permesso”

“Ma c’è bisogno di chiederlo? Potevi farlo anche da te”

“Mannò, dispiace…”

“A chi dispiace? All’operatore ecologico che deve smaltì tutta sta roba,che deve fare 4 ore di straordinari per colpa nostra, dispiace”

“Mmhh forse hai ragione…dovevamo farlo prima”

“Quetggj…hguhgj….hdyyyd…..uudnnfjk” (saltate questa riga. E’ il mio babbo che cerca di entrare nei nostri discorsi ma lo fa con la faccia dentro gli scatoloni e non si capisce un cazzo)

“Sì, babbo, certo, come no, hai ragione te”

“Sì caro, è vero. Totalmente ragione”Non sappiamo che minchia ha detto, ma tanto conoscendo il mi’babbo la ripeterà quattro volte e alla quinta prenderà tra le mani il viso della mi’mamma, le strizzerà le guanciotte e le dirà “Non mi ascolti mai”.

Mia madre, muovendo la bocca come un pesce, gli mimerà “Me-l’hai-già-detto-4-volte-non-sono-rincoglionita-“

Mio padre gli mimerà “Non-sei-rincoglionita-ma-sei-sorda.-Segui-il-labiale”

Parla lui, parla. Che quando mio fratello una sera gli disse: “Sai babbo…ho avuto il mio primo amplesso…”

Il mi’babbo rispose “Bravo!L’ho sempre saputo che vai forte con la musica. E come si chiama la tua band?”

Alla fine ho capito che mi volevano lì non tanto per la forza fisica ( e non mi prendete per il culo, perché io sono una falsa magra su una falsa riga, sembro secca, ma son tutti muscoli.Il materassino del mare pesa più di me diciamo.Quando mangio i fagioli anche l’aria in corpo è la stessa)

Dicevamo? Ah sì, insomma carucci! Volevano il mio permesso per disfarsi delle mie bamboline, e robetta da teenagers che mia mamma aveva conservato. La roba andava messa solo un po’ in ordine, la mia roba vecchia buttata via , le biciclette accostate a modino…Via, abbiamo fatto un bel lavoro. Son contenta! Poi son rimasta a pranzo da loro. E l’ho visti proprio contenti. La loro bimbaaaaaaa!!!Che dolci!Davvero. Sono una forza. Mi guardavano sbattendo gli occhi come nei cartoni animati. Ci mancavano i cuoricini e poi eravamo a posto.

“Via basta…levatevi quell’espressione dalla faccia, mi sento cretina”

“Lo seiiiiiiiiiii” (voce fuori campo di mio fratello al cesso)

Che bella scena…Mio fratello sul water, il mi’babbo con la tuta da Mario Bros, la mi’mamma con i capelli in sciopero e io con due ragnetti in capo che si contendevano l’orecchio destro per il riposino pomeridiano.

Mia mamma si è lasciata sfuggire un “Oh…che bello…”

Quando lo dico io che ha una concezione di bello tutta sua...

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