domenica 6 dicembre 2009

MARIO!MARIO!MARIO!


(Cosa c'entra a Dicembre una cosa che è accaduta ad Agosto? Nulla.Ma in questi giorni, tra lavoro, mercatino e ultime compere natalizie,non ho manco il tempo di fare plin plin.Vogliate perdonarmi se tiro fuori testi dall'archivio, come fossero conigli dal cilindro.Da oggi chiamatemi Silvan)

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Agosto 2009

Ho portato mia madre a teatro. Niente di strano. Strana è come si è svolta l’intera faccenda.
Una donna di classe accede al programma del teatro semplicemente digitando sulla tastiera del suo portatile. In quattro e quattr’otto mette mano alla sua carta di credito e prenota la sua bella poltroncina di velluto rosso per godersi il suo spettacolo.
Una donna del popolo, diciamo de noattri,diciamo una Rinco qualunque, vede la locandina di un’opera (incollata pure male) su un muro dove in genere vengono attaccati gli annunci mortuari (toccatevi pure) ,e tra un povero Franco e un compianto Umberto c’era lei, la Tosca. Mica morta,cioè non ancora.
Chiamo mia madre “Mamma?Ti piacerebbe vedere la Tosca?”
So già la risposta, la faccio contentissima!!
“Tosca è morta l’anno scorso,se ne parlava giust’appunto l’altro giorno. Suo figlio si è separato,lo sapevi? Ma che ti viene in mente?”
Non questa risposta.
“La Tosca di Puccini! A teatro! A Torre del Lago!Mamma!”
“Ahhhh!!! Oddio sì, sì!!Mi faresti felice!Babbo mica mi ci porta,se aspetto lui faccio prima a incontrare Puccini nell’aldilà!Dai sì!”
Occhei, io e mammà a vedere la Tosca.Da parlarne con mia madre e riferirlo involontariamente a mia suocera il passo è breve.
“Oddio che bello!Piacerebbe anche a me!”
Te pareva? Se prima eravamo in due a ballare l’alligalli, adesso siamo in tre a ballare l’alligalli…
Mi sparerei nelle gengive.
Mia madre e mia suocera.
Insieme.
Con me.
Da sola, con ‘sto fardello.
Non ce la posso fare. Con tutte e due no.
Molto ma molto involontariamente (erano due giorni che mi preparavo la frase da buttare lì) sparo ‘sta notiziona durante una cena tra amici e finalmente un cenno dal Signore. Lei, la mamma del mio figlioccio, la mamma di colui al quale ho asciugato l’acqua santa dal capino mi fa, arrotolando gli spaghetti “Davvero? Mi garberebbe vederla anche a me. E se venissi anch’io?”
Manca poco mi metto a piangere. Sìììììììììììììììììì dividiamoci sto pacco, pacchetto e contropaccotto, mal comune mezzo gaudio!!
“Costa tanto il biglietto?”
“Mannòòò…..” Ma piuttosto te lo regalo io! Te ne regalo due! Basta che non mi lasci sola!
Se prima eravamo in tre a ballare l’alligalli, adesso siamo in quattro a ballare l’alligalli…
Se continuavo con questo passo avrei dovuto noleggiare un pulmino!
Ovviamente vista la distanza ho comperato i biglietti direttamente sul posto, sentendomi una ganza e omettendo che:
-non so come si usa la carta di credito, anche perché è quella di Andrea e se sbaglio mi ci butta lui di sotto da Castel Sant’Angelo
-mi sento più sicura ad averli già in borsa perché ho paura che lo spettacolo inizi prima che la rincoglionita di turno trasformi la mia mail di prenotazione con il biglietto vero e proprio facendomi perdere l’entrata del Cavaradossi
-preferisco averli in borsa, perché l’ultima volta che ho prenotato al cinema con internet ho sbagliato prenotazione, orario e film.
Lo spettacolo era alle 21.15 e mia mamma era a casa mia già alle 17. “Sei pronta?”
“Mamma devo ancora fare la doccia!”

“Ma vai, sennò facciamo tardi!”
Ho fatto la doccia,mi sono improfumata e mi sono lisciata i capelli con la piastra. In casa mia c’erano 32 gradi. Inutile dire che non riuscivo ad asciugarmi perché più mi asciugavo più sudavo, più lisciavo e più ondulavo perché l’umidità si aggirava intorno al 100% con il risultato di farmi assumere i capelli alla Marcella Bella dopo otto ore in sauna.
Ho acceso i condizionatori a palla e li ho spenti dopo che ho visto un orso polare e un pinguino giocare a un-due-tre stella nel salotto.
A parte i ghiaccioli sotto il naso e le palpebre brinate sono riuscita a essere presentabilissima e alquanto Topa. Di nero e oro vestita sembravo una regina. Delle Nevi.
Alle 19 ci rechiamo a prendere Simona……

vi lascio un po’ di spazio per assimilare la notizia.


Fatto?No,non sono io in preda a uno sdoppiamento di personalità, ma è l’amica mia, che si chiama come me. Per semplificare le cose la chiamerò Simonetta. Simonetta (suona bene, no?)il giorno prima in preda al panico mi aveva tenuto un’ora al telefono ripetendo ogni due minuti “Cosa mi metto? Te cosa ti metti?Cosa ci mettiamo?Cosa mi metto?Te cosa ti metti?Cosa ci mettiamo?Cosa mi metto?….” e stavo quasi proponendole una bella striscia di nastro adesivo sulla bocca. Andrea, per questi pochi chilometri, ci fa da autista perché è di una gentilezza squisita (“Col cazzo che ti lascio guidare la macchina nuova col tacco 12”).Nel senso che ha paura che mi si rovinino i tacchi, no?
Simonetta si avvicina alla macchina vacillando,sembra abbia bevuto.
“Ti senti bene?”

“Non troppo”
“Lo vedo, stai vacillando”
“Ho i tacchi”
OMMIODDIOOOOO!!!!!!!! E’ più facile vedere l’apparizione della Madonna o Mina in televisione che vedere Simonetta con i tacchi. Prevedo una grande serata.
Arriviamo da mia suocera già stravolte. Simonetta sembra un pendolo e inciampa un passo sì e uno pure.Per quanto mi riguarda, per colpa del sudore, i pescetti di silicone che ho ficcato nel reggiseno sgusciano come salmoni norvegesi in risalita da un fiume ed è tutto un rimestìo che mi fa sembrare la bruttissima copia di una porno diva che si tocca le tette;e la mi’mamma che si sventola col ventaglio e già intona Recondita Armonia, facendo rivoltare nella tomba il povero Puccini.
Mia suocera dopo averci offerto un aperitivo (è troppo fashion!) ci invita ad andare. Lei alla guida, la mi’mamma accanto e io e Simonetta appollaiate dietro.
Mia suocera fa retromarcia, abbassa il finestrino e padrona della situazione saluta Andrea “Ciao caro”
“Attenta mamma..”
“Tranquillo, son già stata a Torre del Lago”
“…dicevo attenta al palo”
E siamo appena partite. Mentre l’amica mia si massaggia i piedi e io inverto i pesci per vedere se stanno un po’ più fermi e sembrare anche lontanamente due tette (ma non c’è verso,è matematico: invertendo l’ordine dei pescetti il prodotto non cambia), le Thelma e Luise de noattri si scambiano confidenze molto profonde tipo:

-la frequenza annuale di cistite dell’una
-la frequenza delle vampate dell’altra
-la frequenza con la quale si recano dall’angiologo entrambe per le vene varicose
e dopo vari scambi di argomenti non salutistici tipo i premi da ordinare con i punti dell’Esselunga e gli sconti alla Pam, arriviamo a destinazione. I vigili ci fanno parcheggiare in un grande prato che ovviamente noi tutte con i tacchi percorriamo perfettamente. Sembriamo quattro pecore ‘mbriache al pascolo.
Con in nostri biglietti in bellavista (tipo Benigni con la banana in Jhonny Stecchino) e l’aiuto di un bel ragazzetto vestito di nero, riusciamo a raggiungere le nostre poltroncine.
Iniziamo a sudare copiosamente, complici le tre rampe di scale, il caldo e una cappa di umidità allucinante. L’atmosfera però è bella. A cielo aperto, con il lago sullo sfondo e le luci soffuse. Magari se mia suocera non sbuffava come un toro inferocito e mia madre non si asciugava stile Pavarotti con un lenzuolo a due piazze magari era romantico. Magari.
Durante l’intervallo si è sentita male una signora qualche poltroncina più in là. Finalmente ho assistito a una delle frasi più memorabili dei migliori film. Dopo che la signora è svampata sulla poltroncina afflosciandosi come un soufflè che ha preso aria, una ragazza in uniforme ha chiesto a gran voce “C’è un medico? C’è un medico in sala?”
C’E’ UN MEDICO IN SALAAAAAAAAAAA????????????????????
Sììììììììììììììììììììììì!!! Oddio, per la poveretta mi dispiaceva, però tutti in apprensione, il medico che tardava, tutti a dire la propria
“Sdraiatela”
“Rinfrescatela”
“Aria!Aria!” Che aria? Non tira un cazzo di vento!
“Bagnatela” Con che cosa, con un gavettone?
Ci mancava che dicessero “Tamponatela” e poi eravamo a posto.
Io mi sono un po’ avvicinata, è più forte di me, dopo che ho fatto il corso 118 mi sento anche più utile, ma non ci potevo fare niente. Finchè non mi sviene, non so cosa fare. Ci hanno insegnato a intervenire su chi è incosciente. O le do una mazzata e la tramortisco bene bene e poi ci metto mano, sennò posso solo guardare.Però ho suggerito di bagnarle la nuca con dell’acqua e l’amica sua le ha messo sul collo e sulla fronte un fazzolettino intriso di acqua Vera. Poi sono arrivati due ragazzi della Pubblica Assistenza e uno di loro ha suggerito “L’importante è non farla svenire. Il medico sarà qui a momenti. Teniamola vigile. Signora? Signora? No! Non chiuda gli occhi signora!Sù sù!!” Ha cominciato a prenderla a sberle. “Signora? Occhi aperti sù!”
Senti un po’, perché non la imbalsamiamo? Come un gufo.Vedi che occhi aperti le facciamo.Ma non lo vedi che porella non ce la fa?E smettila di menarla santoiddio!!!
Poi finalmente è arrivato il medico che le ha tastato il polso e se diceva “La stiamo perdendo! La stiamo perdendo!” l’avrei baciato in bocca.
Invece (fortunatamente) ha detto che era un colpo di calore dovuto a ‘sta serata tremendamente calda e afosa e l’hanno sdraiata sulla barella e portata via.
Però che bello! La Tosca dico.Bella serata, grande opera,ottima la compagnia. Soprattutto quella.
Al ritorno se non ci davano un cane-guida col cazzo che al buio e in mezzo al prato riuscivamo a trovare l’auto. Quasi mezz’ora di ingorgo e di fila per uscire da Torre del Lago.
Mia suocera ha quasi investito una vigilessa.
A Simonetta si è rotto il laccio dei sandali.
Mia mamma ha perso una manciata di spiccioli pagando il parcheggiatore.
Grazie all’umidità sulla mia testa mi ci hanno covato due cicogne scambiandolo per un loro nido.

C’è un veterinario in sala?

mercoledì 2 dicembre 2009

ADDOBBO? NO, T'ACCOPPO

Per tranquillizzare i lettori avverto che la luce gialla alla destra della porta non è:

-l'apparizione della Madonna

-la luce in fondo al tunnel (segno che siete ancora vivi)

-un fascio di luce di navicella aliena in fase di atterraggio

è semplicemente un pupazzo di neve con 95 lucine a intermittenza. Roba che ho ricevuto una chiamata dalla capitaneria di porto di Livorno dove mi chiedevano che, se non volevo ritrovarmi sedici navi merci in salotto, sarebbe stato meglio che spegnessi 'sto faro.

Tutto perchè il Natale è alle porte. A dire la verità nel mio caso il Natale non è alla porta ma è già entrato in casa. Eh sì, perché quest’anno gli addobbi e l’albero si sono già fatti, visto che l’8 dicembre(giorno in cui solitamente addobbiamo casa manco fosse Las Vegas) io sarò al lavoro. Come se a dicembre già non si lavorasse abbastanza, quest’anno la mia Capa ha deciso di partecipare a un’iniziativa, quindi per tutto il ponte dell’Immacolata ci spariamo un bel mercatino di Natale al freddo e al gelo. A tal proposito ho già noleggiato un bue e un asinello per riscaldarmi,. A dire il vero mi sono anche premunita di un mantello di pelo di muflone e uno scaldasonno imetec dove arrotolarmi nel caso fosse un freddo porco. E visto gradi di stamattina, ci sta anche. Ma veniamo agli addobbi. Non sono meravigliosi? Invidio quelli che dicono “Dopocena addobbiamo l’albero”. A noi ci vogliono due giorni!Sabato mattina elettrizzati come tre bambini a luna park, andiamo in missione garage.Ma non abbiamo tante scatole per addobbi, no. Qualcuno ci ha chiesto se per caso stavamo traslocando, ma è solo un dettaglio.

“Io tiro fuori l’albero”

“Io le palle”

“Io le luci”

“Aiutami con l’albero”

“Prendimi ‘ste palle”

“Accendimi le luci”

Nel giro di mezz’ora sembrava che in casa fosse scoppiata una bomba. Alice con i fili dorati al collo sculettava in salotto e diceva “Non sono feshion?” Eccola, la Vanda Osiris di noattri.

Prima cosa. Diamo una spolverata all’albero.

“Fiuu fiuuuu!!!”

“Simo, cosa stai facendo?”

“Soffio sull’albero, così levo un po’ di polvere”

“Chi sei? Eolo? L’albero è due metri e trenta. Non è un biscottino che ti è caduto in terra.”

“Eh ma la polvere va tolta!”

“Ci penso io” Andrea va di nuovo in garage e torna con il compressore.

Ommioddio, cosa vuole fare?Lo vuole gonfiare?

“Maccheffaiii???”

“Così si pulisce!” Ha acceso il compressore e con la pistolina ad aria ha cominciato a soffiare sull’albero. Che genio!

“Aspè che t’aiuto”

“No….”

Non ha fatto in tempo a dirlo che mi son beccata piena un soffione addosso. Lì per lì m’è mancato pure il fiato, ma non fa mica niente…no, m’ha spettinato solo un filino. Sembrava avessi fatto la Salerno-Reggio Calabria in vespa senza parabrezza.

Okay, l’albero adesso è bello pulito. Lo piazziamo in casa e cominciamo con le lucine.

Andrea “Io le metto e te mi giri intorno, sennò si intrigano”

“Va bene capo!”

Andrea con il filo delle luci in mano si mette a girare intorno all’albero come un criceto che si è fatto una pista, borbottando tra sé e sé.Io non sono da meno e sto dietro di lui passo passo con le lucine tutte attorcigliate alle mani.Roba che se fa corto circuito parto a razzo come l’Apollo 13 da Cape Canaveral. Giriamo intorno all’abete tutti concentrati e immagino che se fosse capitato qualcuno in quel preciso momento potevamo sembrare due fedeli in pellegrinaggio per Sant’Abete. Siamo qui che giriamo in tondo sgranando le lampadine come se fossero un rosario.

“Amò le prossime partiamo da destra che mi gira la testa”

Dopo aver fatto 67 giri intorno all’albero abbiamo fatto la prova luci. WOW! Io dico che ci vedono anche su Google Earth. Sicuro.

Ora tocca alle palline. Ad Alice facciamo attaccare quelle basse, ma appena noi ci giriamo un attimo, lei attacca anche quelle in alto.Come? Le lancia, semplice. Le butta a caso manco stesse seminando “Tanto si attaccano anche da sole”. Giusto. Infatti la prossima volta facciamo esplodere un bengala dentro la scatola delle palline e lanciamola sull’albero. Vedi che fantasia di palle ti viene.

Poi mettiamo i fiocchi, fatti tutti rigorosamente a mano dalla sottoscritta e infine il cappello di babbo natale a mò di puntale. Per metterlo mi sono sporta sulla scala e c’è mancato poco che entrassi a tuffo nell’abete. L’albero ha avuto un movimento sussultorio ondulatorio,ma devo dire che con l’effetto tremolante era ancora più bello. Quasi quasi ci attacco gli elettrodi dell’elettro-stimolatore, così oltre a essere luminoso è pure vibrante. Proprio una bella idea.

Per ultimo mettiamo il cotone a mò di neve e ho quasi consumato un pacchetto.

Abbiamo finito? Manco per il cazzo. Dobbiamo mettere i tralci di abete con le lucine anche agli archi. Anche qui spolverata di pistolina, ma stavolta son stata attenta e il soffione non l’ho preso in faccia, bensì sui pantaloni. Oohhh!!Che arietta però! Mi si son gonfiati un po’….Oohhh!!! E ci credo che la Marilyn stava sulla grata, però!Anche io mi son sentita un po’ come lei. Oddio i miei capelli erano un po’ più gonfi e non avevo il tacco 12 ma le tennis, ma la mossa è uguale…

Insomma dopo un’ora i tralci erano pronti. Abbiamo finito? Manco per la cippa lippa.



Ora mettiamo le vetrofanie.Ma giusto due o tre. Abbiamo fatto un mosaico stile chiesa gotica sulla portafinestra del salotto. Per adeguarci la sera dopocena accendiamo le candele e ci mettiamo a cantare gospel.

Abbiamo finito, adesso? Mannò! Bisogna piazzare il centrino rosso, il centrotavola natalizio, le lanterne di Babbo Natale, il piatto decorato, attaccare gli angioletti di svaroschi, mettere le pine dorate, il Buone Feste alla porta d’ingresso, attaccare i bigliettini di Natale, e fare il presepe alternativo. Perché farlo normale son bravi tutti.

La sera contenti e soddisfatti guardiamo la nostra casa e….sembra di essere all’Eurodisney. Sì lo so, siamo un tantino eccessivi, ma sentiamo molto in Natale. A dire il vero lo sentiamo anche due mesi dopo quando arriva la bolletta della luce. Ma è bellissimo! E vuoi non immortalare questo momento con le mie adorate fotine?

“Andrea, amore della mia vita, facciamo due foto!” (Traduzione: Andrea, ti dico amore della mia vita perché voglio che tu faccia le foto al buio con le luci dell’albero accese visto che a me non mi riesce usare per bene la macchina fotografica)

“Preparami la roba”

Ehhhh??? Che roba? “Certo caro!” Okay, la macchina fotografica l’ho presa.

“Tieni”

“Il cavalletto?”

“Vuoi immortalare questa immagine dipingendo un bel quadro? Ma è magnifico!!!”

“Cosa stai dicendo? Il treppiede!”

…………..il treccosa?..........“….mmh…..sì…..” treppiede treppiede….. “Senti, ma due foto normali, no?”

“Simoncina…” (traduzione “Dio come sei dura!) “…mi serve il cavalletto anche per la macchina digitale. Sennò al buio con ‘le lucine’ come le vuoi te,non vengono”

“Ah! Ho capito! Come è fatto?”

“Con tre piedi!!”

Tre piedi? Ma cosa è, un fenomeno? Insomma ho cercato ‘sto treppiedi che era dal 95 che non usavamo, perché le foto gli altri anni le faceva semplicemente poggiando la macchina fotografica sul qualsiasi parte immobile. Pure la mia testa, tanto soprattutto lì, movimento non c’è.

Ha cominciato a scattare prima a destra poi a sinistra e io gli davo i suggerimenti

“Più a destra!”

“Più a sinistra! La voglio qui!”

“Vai di là! Bravo, mettiti così. Fermo così! Ottimo.”

“Come ottimo, sono su una gamba sola. Ci sto male!”

In effetti sembra un enorme fenicottero, ma la foto verrebbe bellissima. Poi mi sorge un dubbio.

“Alt!”

“Che c’è???”

“Guarda che così vengono come l’anno scorso.”

“Simo, la roba è la stessa e le stanza guarda caso pure. Certo che vengono simili all’anno scorso”

“No no cambiano qualcosa sennò tutti gli anni sono uguali!Via, leviamo sta pallina e la mettiamo qua. Le stelle dorate ne metto tre qui e tre di là. Forza!Sposta questo! Aspè che metto la pina qui, il centro di quà e la lanterna laggiù. Anzi accendiamo pure le lanterne che fa atmosfera, thò, Pronti! Scatta ora!”


“Simo mi stanno quasi prendendo fuoco i capelli, vuoi spengere ‘sta candelaaaa???!!!”

Mmh..sì…

C'è mancato poco che mi accoppasse con un colpo di karaoke.

Però che bello! Pare di essere in uno studio fotografico! Quegli studi…quelli dove fanno le foto alle case per le riviste….quelle…Casa Mia Casa Tua, per esempio. O…Casa Per Tutti i Gusti….esiste, vero? Oppure….Vendi La Tua Casa Con Noi…no, quella magari no. Oh insomma!Avete capito, no? Che dite, ne è valsa la pena stare due giorni a trafficare con luci e palle?

Occhio a cosa rispondete perché oltre alla neve ci metto pure le lucine, eh? Poi vedi che flash, quando apri ‘sta pagina.

sabato 28 novembre 2009

UNA DONNA CON LE PALLE

Spesso mi siete di ispirazione, lo sapete? E il commento di Micaela, mi ha fatto venire in mente che io avevo scritto qualcosa a proposito di essere una donna con le palle. Esattamente queste palle:


Non sono fantastiche?Si sa, non è che una nasce con le palle. Un minimo deve faticare nella vita, farsi spazio, far valere le proprie ragioni, imporsi un filino. Ed è esattamente quello che ho fatto. Paro paro.E inizia tutto da lì.

Quella mattina di dicembre accendendo la macchina, la prima cosa che ho notato è stata la spia della benzina.Non cavevo la lucina gialla come tutti, no. Cavevo un faro puntato direttamente negli occhi. Ci mancava solo che lauto (come Kit) sbottasse Allora? La vogliamo mettere sta cazzo di benzina che qui mi si sono prosciugati anche i pistoni? Eh?.
Allora tranqui tranqui sono andata dal mio benzinaio di fiducia e ho detto Guarda, siccome sei una macchinina brava, ti metto un bel trentino e così ti cheti un attimo.
Ma cosa vedo farmi locchiolino da un cartellone? La raccolta punti!!!
Cioè non è proprio una raccolta punti. Se metti un tot di benzina, ti danno un regalino con un piccolo contributo, mica a gratis. Ce lavete presente no? Il gestore è quello che sembra un rutto fatto male ERGHH!!, tanto per capirsi.
Manco fossi alla fermata dellautobus e dovessi leggere a che ora passa il 37, mi son messa comoda a vedere i premi.
Allora…vediamo un po’…
Bella la scatola con 14 palle!! Quanto ci vuole? 80 euro di carburante? Ma sono pazzi?Se io ci metto 80 euro, la Corolla esplode!
Vabbè
scendiamoguarda bella la scatolina coi babbi natalizi da dipingereeee!!!!Quanto? 50 euro? Manco se faccio il pieno carrivo, o sì? Cosa faccio, rischio? E se poi non mi centra? Annaffio la siepe dietro il distribut
ore?
La mia vettura con me l
ebbrezza di così tanta benzina tutta insieme non lha mai provata, non vorrei gli venisse uno sturbo e si fa saltare le candele.

Okay ...qua che dice? Con 30 euro ti danno:
-
1 palla di natale (che voglio vedere che cazzo te ne fai di una sola) e se mi rispondono “E' una confezione per i single gli sparo.
-Un grembiulino con guanto e presina con pupazzo di neve (da quanti ne ho potrei mettere una bancarella al mercato) mmh...bell'idea...
-Un bicchiere (da utilizzare come portapalla, sennò non ne vedo il motivo)
-Un poggia mestolo (cos
ì chiaro nella sua figura che se lo faccio vedere alla mì nonna mi fa ?O cosa è? Una racchettina per il tennis di porcellana?E le palle di cosa sono, di vetro di Murano?
Mentre son lì che leggo 'sti dieci comandamenti, un uomo si affaccia dalla sua vettura Signora? Ma mette benzina o cosa? Io ho aspettato, ma è tanto che lei è lì a fissare il cartellone!!!
E un attimo! Cho la sindrome di Stendhal! che palle! Nemmeno due minuti per vedere i premi, oh!
Metto un trentino, poi col ragazzetto al bancone me la vedo io. Faccio benzina, sposto la macchina e vado dentro sperando di trovare il ragazzetto che è tanto simpatico, bravo, ma più che altro non fa mai storie per i punti.
Potevo avere fortuna? Certo che no. Dietro al bancone c'è l’altra, quella biondiccia un po procace, bella figliola, ma un po’ stitica caratterialmente, nel senso che ti caca poco.
Mi ripeto il mantra Voglio la scatola con 14 palle Voglio la scatola con 14 palle Voglio la scatola con 14 palle

Buongiorno, sono 30 euro
Buongiorno 14 palle!
Prego?
No, mi scusi volevo direbella la scatola con le 14 palle!
Eh sì davvero. Lei cosa vuole?
Quelle nella scatola azzurra EVVAIIIIII!!!!!!!!!!!!
No, lei ha messo trenta euro, le toccano questi premi qui, vede?
E con la sua unghia glitterata con il vischio, mi batte sulla scritta 30 euro del catalogo.
Oh!...Cazzo le dico?Fatti venire un'idea Simo, presto! Ma non è un 30 questo?dico voltando pagina e picchiettando su 80.

No, questo è un ottanta. Lei ha messo trenta
Azz! Non c'è cascata! Ha una vista migliore di un falco. Lei.

Vabbè, però è scritto male,sono anche senza occhiali. Dovreste farle più leggibili le regole però!
Veramente è scritto grande. Comunque le spetta un premio da trenta. Che le do?
Io a te due schiaffoni! Vabbè intanto pago. Mi da’ il catalogo così ci penso un attimino?
Uffa, però. Intanto entra la gente che paga e pure lomino che fuori aveva fretta.
Menomale che i premi sono una quindicina sennò ci faceva notte!ah ah ah!
Ma che te ridi?Ma cosa è, la sagra del simpaticone? A me ci vuole tempo, è pure mercoledì, cazzo te frega a te. Io posso star qui anche mezza giornata a vedere le macchine che poverine si riforniscono,uomini che entrano, uomini che escono, gente che va, gente che viene, chi tira fuori il pistolone, chi va a una pompa , chi a due pompe, insomma potrò star qui a vedere un film hot?Ma ti do fastidio?
Finalmente risiamo sole e sto per cedere a un Mi dia una palla, la regalerò a mio fratello dicendo “Se ci metti pure le tue un alberello ti ci vien fuori, quando la signorina Pomp-idur mi fa Se le interessa la scatola grande può fare la raccolta cumulativa
Guardi faccio già la differenziata, mi ci vorrebbe anche questa e siamo a posto!
Ma no! Lei oggi ha speso 30 ma se tiene la ricevuta, la accumula con i prossimi rifornimenti fino a che non raggiunge 80.
Ah sì? Potrei finalmente prendere le mie palle?
Sì”
Okay, tengo lo scontrino, allora arriveder...aspetti un attimo.
Alla signorina sono cascati gli zigomi Sìììììììì??????
Se io aspetto a suon di ventini o trentini di arrivare a 80, le palle me le attacco all’uovo di Pasqua.Mi sono spiegata?
Certo
E allora?
Allora cosa? E ha guardato lorologio.
Senti un attimo ragazza pon pon , è inutile che guardi lorologio come per dire cho da fare. Tanto lo sappiamo tutte e due che non chai da fare un cazzo a parte digitare due scontrini e pigiare col naso i tasti del bancomat perché con le unghie che ti sei fatta rischi di digitare tutte le tabelline, hai capito? Ma lo sai che codesto lavoro lo saprebbe fare anche mia nonna, girata di spalle, mentre guarda Beautiful e non si perderebbe manco una battuta? No, faccio per dirlo. Quindi è inutile che mi guardi con quella faccetta da donna impegnata, chiaro?
Ho un’idea Senta. Se io avessi ORA gli scontrini dei miei rifornimenti, lei mi da’ le mie palle, vero?
Mi sto quasi prostituendo ma è solo un dettaglio.
Certo
E allora ditelo!!!Eccheccivuole!!! Basta svuotare un attimo la mia borsa-valigia-trolley, e son sicura che li trovo! Io non butto via mai niente!
Posso? e sto quasi per rovesciare la borsa sul bancone.
No aspetti! Buongiorno! Entra gente. Ufffaaa! Ma tutti a mettere benzina stamani? Ma non c’è la crisi? E andate a piedi allora!!

Mi fa accomodare in un angolino e dopo aver tirato fuori un rossetto, due assorbenti, i copricessi per i bagni pubblici, le salviette, i fazzoletti, il portafoglio, i truccosetti, un profumo, un mandarino, la scatola del cucito, un crik e una chiave inglese, finalmente esulto Due! Ne ho trovati due!
Me li fa vedere?
Certo! Cho le mie palle!Sììììììììì!!!!!!!!!
Sono due da venti...uno è di settembre e uno di metà ottobre

Evvabbè ma allora ditelo che siete fiscali. La regola delle bollette è di conservarle per cinque anni, e lei signorina non mi accetta due scontrini di due mesi fa, viaaaa!!!!Il distributore è questo, no? Benzina lho messa, no? E allora!!Non è che la posso mettere un giorno sì e laltro pure. Non cho un panfilo, va bene?Manco mi chiamo Ferrari e abito a Maranello. La metto quando mi manca. E colpa mia se vado poco in giro, eh? Ecolpa mia? Io vado in bicicletta! Perché non inquino e mi fa bene. Tzè!E io che penso alla mia salute e allaria che respiro! E lei mi sta dicendo che io non devo andare più in bicicletta? Ora hanno fatto anche quella pista ciclabile vicino al parco, guardi è una bellezza, si respira aria buona. Ha presente quale parco dico? Dove nella bella stagione portiamo i bambini. Lei ha figli? La mia ha già voluto fare lalbero, vedesse quante palle!A proposito
Mi spettano le palle o no?
La signorina le sue le ha in fondo ai piedi, se le sta grattando con le sue unghie fresc...frenc...frenk..fresh&clean o come minchia si dice.
Venga qua

Sì?”
Senta, io e lei non ci conosciamo, giusto?
Per fortu..ehmm certo che no!
Perfetto. Io prendo tutte le sue ricevute, le spillo tutte insieme, non voglio nemmeno contare a quanto è arrivata…
30+20+20 fa 70 comunque. Questa non ci arriva. Si sniffa il gel delle unghie.
“.
..le do la scatola con le palle, mi paga il contributo e festa finita.
Non ci credo. Mi da le mie palle. Grazieeeee!!!!Ma che carina!!!! Guardi se vuole un altro da 10 glielo trovo
No no. Va bene così. Davvero. Si capisce che è cliente. E poi ha ragione lei. Sono per addobbare lalbero , che senso ha prenderle tra un mese?
Oddio, da sex-pomp m’è diventata santa. Così dun colpo. Cazzo che fatica, però.
Ma come son belline! Sono azzurrine con un orsetto bianco tutto tenero.
Devo dirlo subito ad Andrea. Speriamo di non disturbarlo.
Amò?Ti ricordi i punti benzina? Tu vedessi che palle che cho!

Vedessi le mie quando mi chiami nel bel mezzo di una riunione!” ha sibilato.
Chè, ho disturbato?

mercoledì 25 novembre 2009

LA PROVA DEL FUOCO


Devo essere onesta. Questa rubrica era nata per dirvi due ricettine sfiziose che nascono da quei tre neuroni (bruciati) che mi ritrovo. Ma ancora non avevo dato un’occhiata ai vari blog di cucina che ci sono in giro e che sbircio spesso. Vedendo le ricette di questi blog, che sono meravigliosi, e la cura con cui vengono realizzati i piatti, ha fatto sì che mi chiedessi semplicemente “Simo, ma 'ndo cazzo vuoi andà?” Cioè, che dovrei insegnare io? Giuro che qualsiasi cosa io vi proponessi sarei indietro mille anni luce a partire dalla ricetta e finire con la foto (creata ad arte e che mi fa sospettare che le bimbe in questione siano tutte nipoti di Oliviero Toscani, ma tant’è). Quindi vi annuncio che questa rubrica…la chiudo? Manco per il cazzo. La tengo aperta ma la riempio di tutte le ricette che non mi sono riuscite! Praticamente al contrario. A far da mangiare son brave tutte! Tzè! Provate invece a far bruciare i pop corn. Mica è facile. Io ci sono riuscita, e anche di molto bene.

L’altra sera per esempio, guardando in dispensa, mi sono accorta di avere una scatolina di pop corn intonsa (Dio come mi amo quando uso queste parole!). Io non li adoro particolarmente, perché mi sembra di mangiare palline di polistirolo. E poi ho paura di infilarmi un chicco di mais in bocca e che mi scoppi in diretta tra le fauci facendomi fare la fine di quello che usa Listerin. Però ad Andrea e Alice piacciono quindi mi son messa lì a leggere le istruzioni (Già il fatto che debba leggere il procedimento la dice lunga).

“Bene. Vi faccio i pop corn!Allora…qua dice…padella profonda…tho!Prendo questa.Sarà uguale, no?Profonda è profonda.Poi che dice?….mettere un cucchiaio di olio e un pizzico di sale….Quando l’olio sarà caldo versare il mais e coprire con un coperchio…sembra facile.Via!Partiamo!”

Mentre Alice e Andrea stanno giocando alla Wii, io mi cimento in questa ricetta semplicissima.

Prendo la pentola, ci metto l’olio e il sale e la schiaffo sul fornello. Giro la manopola al massimo perché così cuociono meglio. Ecco, mi pare che l’olio sfrigoli…butto il mais e tappo.

………

………..perché non scoppiano?....

……..embè?...........

Fammi dare un’occhiatina….SDENG!! M’è scoppiato un chicco in un occhio!

Ah ma allora va….

….c’è qualcosa che non torna…l’olio sfrigola ma qui non scoppia una beata mazza. Intanto dalla pentola si leva un fumo nero, manco fosse l’Etna che erutta.

Mi riaffaccio un attimo…SDENG!! Scoppia un altro chicco che questa volta mi colpisce in fronte e mi rimane incastrato nella frangia. Con orrore mi accorgo che il fondo della pentola è completamente nero. C’è un puzzo di olio bruciato in cucina che non vi dico. Andrea accorre:

“Maccheffaiiiiiiiii???”

“I poppi corni!”

“Ma con la pentola?”

“E con cosa? Col vaso da notte?”

“Ma ci vuole una padella!”

“La prendo io una padella e li rinvio a mò di tennis questi chicchi del cazzo!Non vanno! Sono difettosi!Ora li riporto indietro!”

“Sei te che sei difettosa. Ma poi lo vedi che ti brucia tutto?”

Esagerato! Mica tanto. Sembra di essere in Val Padana dalla nebbia che c’è e riesco a scorgere Andrea solo se mi fa cenni con una torcia, ma insomma, non esageriamo.
“Ma così fanno prima, no? Lo vedi che non scoppiano? Vè Vè, guarda!

Alzo il coperchio e… SDENG! PING! PANG! SDON! SBANG! PONG!PING! Incominciano a schizzare chicchi neri e affumicati a destra e a manca. “Allora scoppiano!” esulto felice.

“Tappa tutto! Corri, metti il coperchio!Simooooo stanno bruciandoooooo!!!”

SDENG! SBAM! PING! SDON! PANG! Sembra di essere a Beirut. Per gli scoppi e il fumo dico.

Poi forse ne ho messi troppi…qualcuno esce anche dalla pentola. Moriremo sommersi dalla un chilo di poppi corni, lo so!


GIOVANE COPPIA TROVATA ASFISSIATA IN CASA. I CORPI SONO STATI RITROVATI SOMMERSI DA POP CORN. LE VARIE ECCHIMOSI RISCONTRATE SULLA FRONTE DELLA DONNA LASCIANO PRESAGIRE CHE SIA STATA VITTIMA DI COLPI DI CHICCHI DI MAIS NON SCOPPIATI. LA FIGLIA RILASCIA LA SEGUENTE DICHIARAZIONE: NON CAPISCO PER QUALE MOTIVO SI SIANO DATI TANTO DA FARE. IO PREFERISCO LE PATATINE PAI.


Oddio, sta scoppiando tutto!! C’ho la cucina invasa da questi chicchi di merda, se alzo il coperchio sembra di essere nella notte di San Silvestro. Botti e coriandoli, coriandoli e botti. Alice si sta divertendo a raccoglierli per casa e ributtarli nella pentola. Il massimo dell’igiene diciamo.

Abbiamo dovuto aprire tutte le porte e le finestre per fare corrente, per vedere di mandar via questo fumo e questo puzzo.

Andrea mi ha chiesto “Scusa un attimo. Noi dovremmo mangiare ‘sta roba?”

“Se mi volete bene, sì” ho piagnucolato.

“Amore, ti amo, ma non arrivo a tanto. Sono neri, bruciati, e alcuni anche calpestati per terra. Non ti sembra di chiedere troppo?”

“Vabbè, ma quanto la fate lunga. Insomma, cosa vuoi che sia? Quelli caduti, ci soffi un po’ sopra, quelli neri….mmh…fanno pendant con la tua camicia grigia…ehm…quelli bruciati…fanno bene! L’ho letto in una rivista!”

“Mamma, peccato!Volevo i pop corn!”

Andrea ci guarda con le mani sui fianchi e fa “Via, li faccio io!”

Che cosa? Li fai lui? Andrea in cucina sa fare solo un uovo al tegamino, impossibile che sappia fare questo piatto difficilissimo. I poppi corni sono sicuramente in cima alla lista della novelle cuisine!

“Questi si buttano” prende la mia creazione e la butta nella pattumiera. “Noooo!!!I miei poppiiii!!!Aspè che faccio una foto ricordo…vi ho amato poppi,ma voi non avete amato me, chicchi stronzetti e infingardi!”

Andrea ravana nel mobile di cucina e che fa? Prende una padella…. (nel frattempo senza farmi vedere prendo appunti sulla lavagnetta, mica so’ scema,no no)…mette un po’ d’olio…fuoco basso…aspetta un po’…butta i poppi….mette un grande coperchio…con un colpo di polso smuove la padella….Oddio come è sexy! Lo preferirei come Adamo con al posto della foglia, solo il grembiulino, ma c’è un minore in casa quindi può andar bene anche così. Si muove sicuro, tranquillo, ripetendo i vari procedimenti con una calma e una padronanza da chef. Ora cominciano a scoppiettare, ma i poppi con lui scoppiano meglio, sono scoppi più soft diciamo. Sdengsccchhh….Boingscchhh…Pangscchhh….Sbamsshhh…. insomma sembra che scoppino incartati nella gommapiuma. ‘na musica.

“Così si fanno i pop corn!” mi dice rovesciandoli nella zuppiera. Sembrano fiocchi di neve. Tutti bianchi e belli pomposi. La padella sembra appena stata leccata da una vacca, da quanto è pulita. Manco un po’ di fumo, manco un po’ di puzzo. Stavo per telefonare al prete per prenotare la chiesa per risposarlo un’altra volta. E ha fatto solo i pop corn.

Prima diapositiva:Poppi di Simo (da non confondere con 'poppe' di Simo, anche se la misura è la stessa di un chicco di mais)

Seconda diapositiva: Pop Star di Andrea.




Che dite?Ci do' di punto croce?Sarà meglio?

Un'altra cosa:vi vedo, sapete? Sì sì proprio voi, le mì bimbe che mi leggono che son cresciute tra Suor Germana e Gianfranco Vissani, lo vedo che state ridendo, che credete? Occhio a cosa dite, perchè vi spezzo le ditina come grissini, chiaro? ;-)


sabato 21 novembre 2009

SMS (Solo Massaggi 'Sciazzu')







Tra poco è Natale ed è tempo di regali. In casa mia siamo già in fermento per trovare un’idea carina per tutti. Alice ha già scritto la lettera a Babbo Natale anche se penso che non ci creda più, dal momento che mi ha confidato “Mamma, magari non esiste, ma io ci sto a provà, tante volte mi sbagliassi”, e così la letterina è appiccicata con due strati di scotch alla porta di casa. Quest’anno è più sicura, l’anno scorso come p.s. gli scrisse “Mi raccomando non sbagliare indirizzo, comprati il Tom Tom”. Io e l’ammore mio, come da qualche anno a questa parte, CI facciamo un regalo. Nel senso che ci compriamo qualcosa per la casa. A me era venuto in mente magari il mocio vileda nuovo o il tappetino a forma di cocomero per il bagno, ma Andrea guardandomi di traverso mi ha detto “Cara, non quei regali. Possiamo magari farci qualcosa di veramente carino”

Ma perché, il mocio non è bellino? Il suo concetto di regalo per noi è la televisione nuova, ultra piatta, 40 pollici 25 indici e già che ci siamo anche una manciata di mignoli. Oppure uno scooterino tosaerba alla Forrest Gamp (ricordate?), o una paccata di giochini per la Wii. Devo dire però che Andrea i regali li azzecca sempre. Una volta, per il mio compleanno, mi ha regalato una bustina.

“Buon compleanno amore!”

Una bustina? Vabbè che sono tanti anni e la fantasia può scemare, ma regalarmi solo il biglietto…

“Cosa è?”

“Apri e vedrai. Qualcosa che ti farà comodo”

Ma che fa come la mì nonna? Mi regala cento euro nella bustina?

Apro la busta, un filino in agitazione manco dentro ci fosse svelato il quarto segreto di Fatima e ci trovo un buono per una beauty farm. Una beauty farm!!! Oddio che bello! Mi ha pagato i trattamenti! Sìììììììììì!!!!!!!!!!!!

Aspetta ‘n attimo…perché mi paga il centro estetico? Che faccio schifo? E’ un messaggio per dirmi ‘Amò stai invecchiando, vatte a dà una sistemata?’

“Perchèèèèèèèèèèèèèèèèèè??????????”

“Perché cosa?”

“Dimmelo! Faccio schifo, eh? Sarai bellino te! Tho! Che mi manca? (a parte due tette, ovvio, ma quelle mica me le danno). Che c’è scritto? Massaggio? Ho bisogno del massaggio? Eh?...” Massaggio? Mmhh…bello però…dicevo? Ah sì “Eh? Pulizia del viso? Me lo so pulire anche da sola. Mica ci vuole la scienza! Che, non ti garba più la mia faccia?...” Pulizia profonda del viso e collo…dev’essere fantastico…dicevamo? Ah sì. “…Capito?”

“Capito cosa? Simo, ho pensato che per te fosse meraviglioso. Scegli un tuo mercoledì e te ne stai al centro benessere a farti coccolare. Per te, amore.”

Ah. E’ così facile? Ma io lo adoro, ma che dico, lo amo alla follia. Agguanto il telefono e prenoto il mio pacchetto bellezza!

Il mercoledì dopo sono davanti alla porta del centro benessere. Vorrei entrare ancheggiando come Valeria Mazza e dicendo la sua stessa cosa “La mia clinica dela Velezza!”, ma non sono argentina ma più che altro non sono Valeria Mazza. Dietro al bancone mi accoglie una signora di mezza età molto piacevole. Oddio, magari un po’ troppo agghindata in fatto di gioielli d’oro, ma solo un filino. Sembrava la Madonna d’Oropa. In quel momento, a essere sincera, mi sento molto sciatta, ma d’altronde son dovuta andare senza trucco e vestita comoda comoda, perché mi hanno detto che dopo il massaggio hai la consistenza di un budino andato a male. L’ambiente è molto rilassante e carino. Sulle poltroncine sono sedute due ragazze. Una tutta in tiro (come si vede che non frequento certi posti!) e una così abbronzata che pare appena scesa da un cammello in pieno deserto del Sahara. Porgo il buono già pagato alla signora e lei dopo aver scarabocchiato su un registro mi fa “Si accomodi pure. Intanto riempia questo modulo” Mi dà un foglio e una penna e io devo rispondere alle domandine. Ganzo, un test!...No non è un test…son domande diciamo alla Medicina 33.

Ha vene varicose?

ogni tanto

cioè no

vabbè sì!Una però.


Ha fragilità capillare?

Macchè

N

Sì, ma spiego:non ho i capillari fragili. Ho le gambe che se viste da vicino sembrano una cartina stradale, ma solo se ti avvicini parecchio…uff!


Soffre di ritenzione idrica?

No

a volte

un po’

dipende

che palle.

Sì. Ma come tutte le donne, no? A volte siamo vuote e rugose come prugne sansweet ,a volte piene di acqua come borracce, ma è la natura di donna, santoiddio!!


Anni?

36

33

28

23

36 (arrgggghhhh!!!!!)


Mi giro spazientita verso la Madonnina e lei mi sorride scambiando la mia intolleranza a test personali con impazienza di cominciare il trattamento.

“Tra poco verrà chiamata per il massaggio rilassante”

Menomale. Oohh che bello!Cerco di rilassarmi già da adesso pensando al mio massaggiatore. Un misto tra Walter Nudo (nudo) e Alessandro Gassman…me lo immagino venirmi incontro in canottiera, lucido e unto come un filetto di tonno, muscoloso come Mastro Lindo e con la voce di Luca Ward…

“Prego, si accomodi in saletta con Lara”

Vengo destata dal mio sogno dalla voce della signora. Mi giro verso Lara, ma non vedo una donna, vedo un armadio a quattro ante. “Piacere, sono Lara. La sua massaggiatrice”

La mia che? Ci dev’essere un errore! Non può massaggiarmi lei!Se solo prova a massaggiarmi mi tronca in 47 parti. Sono una donna fragile, io!No no no, non è possibile. Sembra una giocatrice di rugby, una sorta di All Blacks in gonnella, anzi in camicino. Lara per cosa sta? Per: Lei Adesso Rischia Altamente?

“Venga.”

Mi tocca seguirla. Sembro un cane bastonato, anzi che sa che deve essere bastonato. Lo so, con quelle mani alla Gianni Morandi, mi triturerà le ossa, farà di me polpettine fruzzettine, e mi piegherà a fisarmonica.

Entriamo dentro la saletta (che è piccola e bislunga) e lei mi dice “Si spogli pure dietro il paravento e indossi queste” Mi piazza in mano un sacchettino dove io spero ci sia una muta da sub, invece tiro fuori delle mutande di carta velina. Aspetta un attimo. Come ‘indossi queste’? Ma queste non sono di carta, sono un’ostia! Se mi surriscaldo un attimino le struggo! E poi la misura è della Barbie…e non è finita, non sono manco mutande ma è un tanga. Dietro c’è un filo interdentale. Sto sudando. Sono dietro il paravento con in mano un paio di mutande di carta velina e sto studiando come potrei fare a scappare senza dare troppo nell’occhio.

“E’ pronta?” mi fa Hulk dalla saletta.

“Mmhh…sì…arrivo…” Merda.

Okay mi faccio coraggio ed esco dal paravento.

“Bene, si sdrai qui, a pancia in giù”

Ho fatto ‘na corsetta dal paravento al lettino e durante lo slancio manca poco mi strappo le mutande e anche un muscolo della coscia. Dio come sono ridicola!

Lei nel frattempo ha acceso un bastoncino d’incenso e messo su della musica dove il sitar ne è il protagonista. Tutto questo dovrebbe rilassarmi. Invece penso che il bastoncino sia al rosmarino e una volta finito il massaggio ci infili tutti i miei pezzi a mò di spiedino, e la musica sembra suonata da un indiano ‘mbriaco in preda a un raptus.

“Questo massaggio è rilassante. Rilassi i muscoli e si senta a suo agio…”

Non ce la faccio non ce la faccio non ce la faccio…

“…ecco,adesso userò l’olio al muschio…” Al muschio? Non solo l’ostia, ora divento anche un presepe!

“La sento un po’ rigida…cerchi di pensare a qualcosa di positivo, lasci libera la mente…”

Senti un po’, Gandhi di noattri, non è che mi posso rilassare più di tanto, va bene? Ma come faccio a sentirmi a mio agio ignuda e unta? Mi ci manca una mela in bocca e sono pronta da fare arrosto!

O mio Dio.

“Comincio dai piedi…” Comincia a massaggiarmi i piedi, ditino per ditino e a me scappa da ridere. Che cazzo fa? Sembra stia giocando a shanghai con le mie dita. Poi sale un pochino, si mette il piede sulla spalla e con le sue manone comincia a spingere verso la coscia. Sembra stia mungendo una mucca. No davvero, via, non posso. Finito quella passa dall’altra parte. Mi lascio torturare le gambe e dall’imbarazzo vorrei inghiottire il bastoncino e anche tutto lo stereo con quel cazzo di sitar. Arriva ai glutei e sembra un pizzaiolo impazzito. Smista e preme sulle chiappe come se fossero di pasta di pane e ho avuto paura che fagocitassero anche le mutande di velina. Poi sale e arriva alla schiena ed è tutto un cric croc cric. Scricchiolo come un parquet e penso che tornerò a casa con quattro vertebre in meno. Quando sono sul punto di dire “C’ho ripensato, il massaggio rilassante non fa per me”, mi dice “Ora si volti a pancia in su.”

Ecco, a pancia in su è ancora peggio, perché mi son sentita veramente scoperta e vulnerabile, perché non sapevo dove mettere le braccia e me le son messe sul seno (ah ah ah bella battuta!) e lei mi ha detto “No no, queste le tenga lungo i fianchi”. Son rimasta lì tutta rigida e se mi mettevano un cartellino attaccato al pollice sembravo una morta sul lettino delle autopsie. A quel punto ho visto che la Lara era anche un po’ sudata e mi sono resa conto che forse massaggiare è faticoso. Ma mai quanto cercare di stare rilassati sotto quelle mani grosse come pale.

E’ ripartita di giù per poi salire,ho sofferto il solletico, mi veniva da ridere, tre volte mi ha fatto un po’ male, ho tirato su le braccia, mi sono grattata il naso, ho chiuso gli occhi per poi riaprirli subito quando me la sono ritrovata a 5 centimetri dal naso. E sì, perché mi ha massaggiato anche il viso e la cute della testa! Penso di aver inghiottito un molare e di essermi fatta schiacciare una dozzina di pidocchi. E’stata un’ora e a me è parsa una giornata.

Quando mi sono alzata dal lettino effettivamente ero un po’, diciamo…molle, ecco. Sensazione stordita e moscia, coi muscoli tutti flaccidi e l’andatura incerta. Sembrava mi fossi fatta uno spinello. Penso che il bastoncino d’incenso non fosse altro che qualche sostanza stupefacente. Infatti la musichetta indiana mi è sembrata anche più bella e la Lara nemmeno tanto Hulk.

Ne ho avuto la conferma, quando, al momento di congedarmi ho salutato la signora al bancone con un “Ci vediamo sorella!Oh Yeah!!”

Mi sa che involontariamente ho sniffato il bastoncino.

Mi sa che quest'anno andrò in Giamaica.

Mi sa che quest’anno Andrea mi regalerà il mocio vileda.

mercoledì 18 novembre 2009

AGENTE SEGRETO 00TETTE


Eccolo là, bello come il sole. Su un canale che manco so come ho trovato facendo zapping, lo guardo e rimango estasiata. Lo so, sono scontata, ma a me quel gran pezzo di manzo di Pierce Brosnan piace da morire. Dai tempi di Roger Moore sognavo di essere la sua donna, la sventolona di turno che si tuffa con lui dall’elicottero in fiamme e si salva. Sempre. O quasi…

Mi son sempre domandata che qualità ci vogliono per essere una bond-girl. Cioè, voglio dire, per rotolarsi a terra per non prendersi una scarica di colpi,gettarsi nel mare dopo un’esplosione o uscire dall’acqua con un pugnale infilato nel costume non penso ci voglia la laurea, o no?

Oddio, magari se fisicamente non somigli a una damigiana è meglio. Il nostro 007 deve fare la sua porca figura, alla donna probabilmente le farebbero fare solo la figura della porca.

No, a pensarci bene, manco un miracolo riuscirebbe a trasformarmi in un avvenente bond-girl. Peccato, avevo già il nome. Agente segreto 00Tette.Tzè! Ad averle son brave tutte!

Anch’io comunque ho il mio fascino, non so dov’è ma da qualche parte so che c’è. Il problema è che perdo sempre tutto. Magari un giorno l’ho messo proprio lì e adesso non mi ricordo.

Ma non sono diversa dalle altre donne. Prendete me e Pamela Anderson, per esempio. Siamo differenti? Direi di no. Siamo due donne, abbiamo due braccia e due gambe e ci dobbiamo fare la ceretta entrambe. Le nostre tette magari sono un filino diverse. Il fatto che lei abbia una sesta e io una doppio-zero (come la farina) è solo una quisquilia. Io mi riferisco al fatto che le nostre tette sono differenti perché anche lei come me ne avrà una più grossa dell’altra. Nel mio caso ho una retromarcia e una folle, nel senso che non c’è. Ho uno spazio vuoto che ti può servire per andare da un'altra parte, chessò, la spalla per esempio.

Nei giorni in cui sono parecchio ottimista, diciamo quando vedo la coppa mezza piena, penso che semplicemente devo ancora sviluppare.Che poi parliamoci chiaro, son comode ‘ste tette. Non ingombrano, stanno lì buone buone, come se appunto non ci fossero. In effetti manco le vedi.Per esempio al mare mi puoi stare con i piedi sulla schiena e usarmi a mo’ di tavola da surf, quando c’è il mare mosso vado via che è una meraviglia. Sono una donna di compagnia, io.
Non rischio di macchiarmi la camicetta mangiando un gelato, il cioccolato arriva direttamente a terra senza passare dal via.
Mi rimiro e parlo faccia a faccia col mio ombelico. Che quando sono sola non vi dico la compagnia.
Anzi aiutatemi a trovargli un nome.

Andrea può abbracciarmi davanti o dietro e non sentire nessuna differenza. Se levi di questi pensieri agli uomini, è una gran cosa.
Posso sdraiarmi sotto un divano, stendermi prona sulla sabbia e non lasciare impronte e usare i reggiseni a mo’ di fionda per la caccia ai piccioni.Gli uomini mi dicono “Che occhi belli c’hai!” e me lo dicono guardandomi veramente negli occhi. Se mi metto il push-up raggiungo una misura pari al nocciolo di un’albicocca e rischio che qualcuno mi dica “Ti hanno punto? Quest’anno le zanzare sono micidiali!”.

Mmh...diciamo che non sono una donna tutta curve, che messa di profilo c’ho lo spessore della Gazzetta dello Sport, che con un berretto e due baffi posso benissimo fare i provini del grande fratello in costume e presentarmi come Mario.
A proposito del Grande Fratello,ho letto che Cristina ha dichiarato che dalla sesta vuole farsi l’ottava. Brava, perché già che ci sei non ti fai la dodicesima?6 di qui e 6 di là. Se ci metti una rete nel mezzo fai un torneo di pallavolo. Sai che pubblico.
Ma dico io, perché? Perché offendere ’ste povere donne che partono da meno del vuoto cosmico?
Ma poi, dove le metti figlia mia? Uscirai con uomini che anche dopo tre anni che ti frequentano non sanno nemmeno di che colore hai i capelli, e non è una bella cosa. Se ti sdrai sulla sabbia lasci due crateri che possono inghiottire un bambino e tutta la colonia e non li ritrovano più.
Se vai in mare te le scambiano per due boe e ti ritrovi due sub attaccati al costume. E poi pensaci bene:
non puoi fare il meccanico
non puoi guardare il tuo ombelico
non puoi salire sulla bilancia della farmacia senza sentirti dire “Signora,scenda e risalga senza i gemelli, grazie”

Mmhh…mi sa che in fin dei conti sono fortunata, anche se non posso fare i films. Peccato però, il nome mi piaceva tanto…aspè che provo una battuta:

“Il mio nome è Bond. Simon Le Bond…”

P.S. pregate che oggi ci sia il sole. Ho steso fuori il mio reggiseno.

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