ABC culinario.



A come Aperitivo. Che non so manco cosa è. Mi ubriaco solo a vedere una bottiglia di un qualsiasi alcolico, figuriamoci l'aperitivo. No, ma a noi ci manca anche l'abitudine dell'aperitivo, questo sconosciuto.

B come Baccalà. Oibò!Il baccalà non mi piace, come non mi piace il merluzzo e lo stoccafisso. Ricordo quando mia madre cucinava quest'ultimo con le patate:io mi autoinvitavo a casa di nonna a mangiare il brodino. Se non l'avessi fatto sarei stata in casa a vomitare nel portaombrelli.

C come Carota. Cruda solo a julienne e non spesso, cotta manco morta. Almeno non da sola.Infatti il passato di carota, mescolato ad altre cose, sì. E' buona  per fare il bollito o per fare il naso al pupazzo di neve.Ad avercela, la neve.

D come Datteri. Oh, a me piacciono, ma soprattutto mi ricordano nonno che ne andava matto. Infatti, da piccolina, quando sotto le feste andavo con mamma a fare la spesa, lei mi diceva sempre “Non dimentichiamoci i datteri e i fichi secchi per nonno” e quindi niente, dattero=nonno.

E come Erba gatta. Una volta me la stavo per magnà.

F come Formaggi. Ecco, starei bene in Francia. Più puzzano, più mi piacciono. Infatti credo di avere il colesterolo a 4500. Adoro i formaggi e tutto ciò che è fatto di formaggio.

G come Gusti gelato. Anche se me ne metti davanti 9000, va a finire che prendo sempre gli stessi. Se ho sete vado di limone e fragola o yogurt e frutti di bosco. Se sono in fase premestruale e ho voglia di coccole opto per bacio e fior di latte. Che donna prevedibile!

H come Hotel.

I come Imbuto. Non c'entra una mazza ma mi è venuta una domanda per voi: quando vi serve in cucina lo trovate subito? Solo io ci metto mezza giornata?

L come Latte. Lo sapete che non riesco più a berlo? Madonninasanta. Una mattina non l'ho digerito per colpa di un'influenza e da lì, nisba, il solo pensiero di berlo mi dà la nausea.

M come Marijuana. La fumo. Scherzo!Non fumo nemmeno. Dicevo: M come Melone. D'estate praticamente campo a quello. Che poi, con 40 gradi, che ti vuoi magnà?E' la cosa più buona che c'è!

N come Nespole. Sono l'unica che le mangia di tutta la famiglia. Ma per famiglia intendo anche quella di origine. La vicina di casa di mia mamma ne ha un albero in giardino, e chi glielo svuota? Io. E mentre me le mangio mi sento ripetere da tutti “Ma che frutto scemo, è tutto noccioli!” Oh allora?A dire il vero me lo dicono anche quando mangio un altro frutto di cui vado matta: il melograno. Azz!Potevo metterlo alla M insieme al melone!

O come Ovo sodo. Del quale mangio solo il bianco. Manco un bambino di tre anni.

P come Pizza. Sempre, ovunque e comunque, in cielo, in terra, in tutti i mesi, tutti i giorni, a tutte le ore, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.Sono stata spiegata?

Q come...come...passo!

R come Ranocchi. Sì, lo ammetto. Da piccola mangiavo i ranocchi. Ora potete anche togliermi l'amicizia su FB e lasciare questo blog, ma è la verità.Li vendevano in piazza e mia mamma mi mandava a comprarli. E la trovavo pure una cosa ganza!Però non mangio le lumache, che voglio dì fanno piuttosto ribrezzo anche loro.

S come Salmone. Ecco, starei bene in Norvegia (ma non avevo detto Francia?). Adoro il salmone, mi piace proprio tanto, soprattutto affumicato. Le farfalle al salmone, i secondi col salmone, le tartine al salmone, le torte salate al salmone...(lo dovete leggere come Bubba in Forrest Gump quando elenca i gamberetti)

T come Thè. Quello che è diventato da qualche mese a questa parte il sostituto del latte citato sopra. Non pensavo sinceramente di prenderci così passione. Non ci capisco una mazza tra i vari tipi, però lo bevo volentieri con un po' di limone.

U come Uva. Mi piace l'uva ma in particolare l'uva fragola e infatti mi piace il fragolino. Il fatto che io sia già 'mbriaca con mezzo bicchiere è solo un dettaglio.Sarà meglio che mangi solo l'uva.

V come Vacanza. Io in vacanza mangio il doppio, voi no?

Z come Zucchero. Fosse per me le fabbriche di zucchero potrebbero fallire, porelle. A parte un cucchiaino nel thè, io non ne faccio uso. Non lo metto nella macedonia, nel caffè (perché non lo bevo mica per altro), nelle bevande in generale. Lo compro per fare i dolci e per il Santo, lui vivrebbe solo di quello. Che tipo dooooooolce.

Oh, a parlar di cibo a me viene fame, te pareva?
p.s. Abbiamo gusti simili?



Stourhead con Mr Darcy


Dai libri al cinema, il passo è breve. Questa mattina il cielo della Gran Bretagna si sveglia di un azzurro così limpido e sfacciato da farci dubitare della nostra stessa mappa geografica. La nostra bussola punta verso Stourhead, nel Wiltshire. È, senza ombra di dubbio, uno dei quadri paesaggistici più straordinari di questo viaggio e forse di una vita intera. Una di quelle bellezze che si rifiutano di farsi descrivere e preferiscono toglierti il fiato.

Arriviamo presto, carichi di aspettative altissime che, una volta tanto, non verranno deluse. Complice una deliziosa signora all'ingresso che, dopo averci illustrato le meraviglie del parco, decide di fare un regalo mirato solo a me, donna e sognatrice: “Conosce il film Orgoglio e Pregiudizio? Ecco, cammini fino al Tempio di Apollo. È esattamente lì che Darcy dichiara il suo amore a Elizabeth”. Che poi quel pover'uomo si sia preso un due di picche monumentale a un passo dagli schiaffi è un dettaglio puramente marginale.

Sì, eravamo esattamente lì, nel cuore pulsante della pellicola del 2005 con Keira Knightley.  

Il nostro cammino inizia tra i giardini murati, oasi protette da antiche mura di pietra nate per difendere fiori e frutti dai capricci del clima britannico. Il risultato? Una vegetazione così rigogliosa, fiera e surreale che nemmeno pregando si potrebbe sperare di vedere altrove.

Dopo esserci sentiti per un attimo i botanici ufficiali del regno, proseguiamo fino a Stourhead House. Qui, una straordinaria sorpresa ci fa sentire a casa: una collezione di dipinti raffiguranti la Torre di Pisa. Ma il vero gioiello è la libreria, una stanza enorme, solenne e così sfolgorante da ricordare quella che la Bestia regala a Belle nel classico Disney.

Ma il mio pensiero, lo ammetto, era fisso lassù: al Tempio di Apollo. La scenografia della dichiarazione perfetta. Non abbiamo fretta, però; assaporiamo il parco passo dopo passo, attraversando un eden che le fotografie possono solo sfiorare.

L'emozione lassù è stata immensa. Indescrivibile. Tanto da riuscire a fatica a lasciarlo e proseguire verso il Dorset.

La nostra guida cartacea descrive Shaftesbury come una "ridente cittadina". Sull'aggettivo "ridente" si potrebbe discutere, ma la celebre Gold Hill è un piccolo gioiello: una via di ciottoli dalla pendenza vertiginosa, incorniciata da cottage che sembrano usciti da una fiaba. Un incanto che si visita in sette minuti netti tra andata e ritorno, ma che vale ogni passo.

Sulla via del ritorno la strada costeggia Stonehenge. E qui scatta la bellezza del nostro viaggiare: senza orari, senza mete fisse, guidati solo dall'istinto. Due anni fa l'avevamo ammirata solo da lontano; oggi, complice l'ora perfetta e una giornata meteorologicamente miracolosa, decidiamo di regalarci l'ingresso.

Inutile fare accademici riassunti storici, per quelli basta una ricerca. Vi basti sapere che quei monoliti millenari, stagliati contro un cielo che nemmeno il più ispirato dei pittori avrebbe saputo dipingere, sono stati il finale perfetto di una giornata indimenticabile.


 









 





 
 

 





 






La casa di Jane Austen


   


Una delle mie tappe preferite è quella che ci conduce nel cuore segreto del mondo di Jane Austen. Un cammino emozionante che prende vita nel silenzio di Steventon, un piccolo villaggio dell'Hampshire dove, nel dicembre del 1775, nacque l’autrice.

Nonostante il tempo abbia cancellato la sua casa natale, l'essenza di quegli anni d'infanzia vive ancora nell'intima chiesetta medievale del luogo. All'interno, le targhe commemorative sussurrano i nomi della famiglia Austen; all'esterno, a vegliare su questo angolo di mondo, si erge un maestoso tasso monumentale che sfida i secoli da quasi novecento anni, probabilmente testimone silenzioso dei primi sogni di Jane.

Il viaggio ci guida poi verso Chawton. È qui che l’autrice si trasferì nel 1809, ritrovando quella serenità che le permise di dare la forma definitiva ai suoi capolavori più celebri.

Varcare la soglia del Chawton Cottage significa compiere un autentico salto temporale, scivolando nei primi anni dell'Ottocento. All'esterno, una piccola stalla custodisce un calesse d'epoca, mentre il giardino fiorito, curato come allora, si lascia talvolta accarezzare da note di musica dal vivo.

L'interno della dimora accoglie i visitatori in una luminosa e casta semplicità, proteggendo come tesori manoscritti ingialliti, prime edizioni dei romanzi, lettere private e gli spartiti che Jane stessa amava suonare al mattino. Ma il vero fulcro dell'emozione risiede nella sala da pranzo: lì, immobile sotto la luce della finestra, poggia ancora il minuscolo tavolo in noce su cui sono nate pagine immortali. A poca distanza, nel cimitero della chiesa del villaggio, riposano la madre e l'amata sorella Cassandra, unite per sempre in quell'orizzonte di pace.

Il nostro itinerario letterario si compie infine a Winchester, la storica città dai tetti di ardesia dove Jane si trasferì nel 1816 nel disperato tentativo di curarsi, e dove si spegnerà l'anno successivo.

 



 

 







 
 
 
 
 





 
 


 In Memoria di
JANE AUSTEN,
figlia minore del fu
Rev. GEORGE AUSTEN,
già Rettore di Steventon in questa Contea
ella lasciò questa Vita il 18 luglio 1817,
a 41 anni, dopo una lunga malattia sopportata con
la pazienza e le speranze di una Cristiana.
La gentilezza del suo cuore,
la dolcezza del suo carattere, e
le straordinarie doti della sua mente
guadagnarono la stima di tutti coloro che la conobbero, e
l'intenso amore di quelli a lei più vicini.
Il loro dolore è in proporzione al loro affetto
essi sanno che la loro perdita è irreparabile,
ma nella loro profonda afflizione sono consolati
dalla salda benché umile speranza che la sua generosità,
devozione, fede e purezza, abbiano reso
la sua anima bene accetta al cospetto del suo
REDENTORE



Sulle tracce di Jane Austen e i giardini inglesi.





 Il nostro itinerario attraverso il sud dell'Inghilterra nasce come un viaggio letterario e cinematografico sulle orme di Jane Austen e dei grandi giardini inglesi. Un tour ricco di emozioni che attraversa le contee del Wiltshire, del Kent, del Dorset e del Somerset.

Il viaggio inizia con una traversata che ci porta a Calais per poi imbarcarci l'indomani verso l'Inghilterra, che ci accoglie inizialmente con la tipica pioggerellina britannica prima di lasciare spazio a una sequenza di giornate soleggiate.

Come base strategica per muoverci a raggiera scegliamo Salisbury, nel Wiltshire, soggiornando in un accogliente campeggio immerso nel verde accanto a un caratteristico ippodromo locale.

Lungo il percorso verso la nostra base, la prima tappa è il maestoso Leeds Castle nel Kent, considerato uno dei castelli più belli d'Inghilterra; la fortezza, risalente al XII secolo e frequentata anche da Enrico VIII, è circondata da un parco immenso dove assistiamo a emozionanti dimostrazioni di falconeria e visitiamo i primi giardini storici perfettamente curati.

La giornata successiva, complice un meteo splendido, è dedicata alla scoperta della spettacolare costa del Dorset, partendo dalle celebri Durdle Door e Lulworth Cove.

La discesa lungo la scogliera regala un panorama grandioso e incontaminato, ideale per una sosta sulla spiaggia della caletta; sebbene l'acqua del mare sia decisamente rigida, l'atmosfera selvaggia rende l'esperienza indimenticabile, mentre lungo la costa i visitatori più avventurosi si dedicano ai tuffi dalle rocce.

Ci spostiamo successivamente a Lulworth Castle, una struttura dal grande fascino esterno che sorprende nei sotterranei grazie a un percorso storico guidato ricco di ricostruzioni, video e attività interattive pensate per tutta la famiglia, completato da un grande parco circostante dove è possibile cimentarsi in divertenti giochi all'aperto.

Per concludere la giornata visitiamo Swanage, una pittoresca cittadina di mare caratterizzata dal profumo tipico del fish and chips e dall'atmosfera vivace dei suoi porticcioli, dove la gente del posto si gode la serata in totale relax.

Il rientro verso la sistemazione serale, attraverso le strade secondarie suggerite dal navigatore, si trasforma in un'ulteriore occasione per ammirare i suggestivi paesaggi rurali del Dorset e i suoi inconfondibili cottage con i tetti in paglia.

  


 

 

 
 



 

 


 


 

 

 

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