domenica 9 settembre 2012

Il JA Day




Cercate di immaginare questa scena: io in piedi che saltello con la lingua che penzola dalla bocca e le zampette giunte tipo cocker quando vede il padrone. Ci siamo? Questa più o meno la scena delle prime due sere prima di coricarsi sotto il piumone. Non è che chiedevo chissà quali prestazioni sante, ma ripetevo a loop “Allora? Quando ci andiamo?Che giorno gli dedichiamo? Ci andiamo, vero? Eh?Vero?Eh?Eh?”
La terza sera il Santo non avrebbe retto, avrebbe gettato l'aureola fuori dalla finestra. E allora m'ha guardato negli occhi (che nel frattempo parevo il gatto di Shrek) e mi ha detto: “Domani. Ti ci porto domani. Qualsiasi tempo faccia, qualsiasi cosa succeda”.
A quel punto gli ho dato il biscottino.
Lunedì 27 Agosto è stato interamente dedicato alla vita di Jane Austen.
Ma bisognava fare le cose con calma, senza fretta, per assaporare tutto per bene.
Non è vero. Potevamo fare tutto con calma perché il posto era vicino.Infatti, visto che è lunedì e che il frigo piange come una vite tagliata, ci rechiamo prima a fare la spesa per i giorni seguenti. Abbiamo acquistato prodotti salutari (frutta, verdura, acqua), prodotti locali (formaggi, latte, marmellata), e prodotti dietetici (apple pie, muffin, cioccolato, sfogline di mele che ti levavano di sentimento e hamburger alla cipolla e pepe rosa da quasi mezzo kg l'uno).
Siamo tornati a casa, abbiamo messo tutto in frigo e siamo partiti per il gran giorno.
Come prima tappa ci dirigiamo a Steventon, nell'Hampshire, dove il 16 Dicembre del 1775 nasce la nostra scrittrice. Aehm...lo sapevate che Alice l'ho partorita il solito giorno?Il 16 Dicembre.Vabbè.
Dicevo.Purtroppo di questo piccolo villaggio non è rimasto niente: la sua casa, ad esempio. Ma è rimasta, incastonata in un panorama da cartolina, la chiesa dove suo padre, il pastore anglicano George Austen, esercitava. E dove, presumo, si recava Jane a messa.

Devo dire che,anche grazie al fatto che non c'era nessuno e che il luogo è davvero incontaminato, qualche brividino ce l'ha messo.La chiesetta è piccola, raccolta, intima, e deserta. All'interno ci sono numerosi riferimenti alla vita di Jane e di suo padre.Scritti, targhe e menzioni tappezzano le pareti, ma in maniera molto sobria, senza apparire. Ci siamo stati un bel po' dentro quella chiesa, in silenzio. Non chiedeteci perché. Davanti alla chiesa si trova un albero di quasi 900 anni.Lui a quel tempo c'era, e mi è piaciuto immaginarla bambina all'ombra di questo tasso, con la sua cuffietta bianca, in attesa di entrare in chiesa. Devo dire che la mattina era iniziata alla grande!







Con l'adrenalina già a mille prendiamo la strada per Chawton, a pochi km da qui, dove si trasferì nel 1809, dopo aver lasciato Bath (che abbiamo visitato due anni fa).
Qui ha rivisitato le sue opere che tutti ben conosciamo.Adoro.
Quando ho visto la casa sono stata assalita dalla sindrome di Stendal.O forse no, fatto sta che avevo la salivazione a zero, una leggera tachicardia e il diavoletto sulla spalla che mi diceva “Dai, muori qui. E' un bel posto, immagina la notiziona!”
Dio, sto proprio invecchiando!
L'accarezzo con lo sguardo, ammiro il giardino da fuori (il suo giardino!) e sarei rimasta così se il Santo non mi avesse detto “Entriamo?”
Che dire, emozione pura. Io, che metto piede dove ha camminato, dormito, cucinato e soprattutto scritto lei.Non ci potevo credere.
Prima visitiamo l'esterno, composto da una sorta di aia, con una piccola stalla dove era 'parcheggiato' il suo calesse. Questa si apre sulla destra su un giardino curatissimo con delle panchine che invitano a sedersi e godersi in tutta tranquillità le aiuole colorate, gli alberi maestosi e bhè, se siamo fortunati anche un bel sole, perché no. Ciliegina sulla torta: ad allietare già una giornata di per sé fantastica, ci si mettono anche cinque signore che suonano dal vivo flauti e clarinetti per la gioia dei presenti. A quel punto siamo proprio catapultati ai primi del 1800.
Dandomi degli schiaffi sonori tanto per farmi capire che non sto sognando, entriamo per visitare l'interno.
Ci affacciamo subito alla cucina dove io e Alice ci siamo improvvisate Jane de noattri e abbiamo provato a scrivere con penna e inchiostro.Pare facile!
Ho detto pare.Abbiamo scritto due messaggi , uno lo abbiamo lasciato sul tavolo, uno lo abbiamo con noi. Da quanto inchiostro ho usato mi si è asciugato dopo tre ore. Se bisognava scrivere così, qualora avessi deciso di fare la scrittrice, sarei sicuramente morta di fame.
E poi passo dopo passo è stata la volta della sala da pranzo, le camere, i corridoi...il tutto condito dalle prime edizioni di Orgoglio e pregiudizio, Emma e tutti gli altri esposti nel mobilio.La casa è piena di manoscritti, cimeli, lettere, oggetti personali (e da vera fanatica ho fatto la foto anche alla sua ciocca di capelli.Marò) e perfino gli spartiti della sua musica preferita.
La casa è troppo bella nella sua semplicità, stanze piccole ma piene di luce con il pavimento di legno che scricchiola e brontola a ogni passo, con quel rumore sordo che si sente solo nei film.Avete presente, no?Quel rumore infatti mi ricordava alcune pellicole tratte dai suoi romanzi e mentre scendevo le scale accarezzavo il legno del corrimano e mi pareva di sentire frasi tipo “Miss Dashwood!Miss Dashwood!E' arrivata la carrozza!” E giù per quelle scale tenendosi il vestito.Perché c'è molta somiglianza tra la vita di JA e i suoi romanzi.
La casa ha un che di magico (ovvio, vi deve piacere l'autrice, sennò vi può lasciare indifferenti) e quando ho visto il SUO tavolino e la SUA sedia (dove ha rivisitato Orgoglio e Pregiudizio), proprio lì a dieci cm da me, collocato sotto una grande finestra, manca poco muoio.
Ho adorato ogni minima parte di quella casa. Semplicemente stupenda.Ho toccato, fotografato, annusato,respirato tutto per fare il pieno di emozioni.





Giuro, l'avrei comprata questa casa. Con le lacrime agli occhi (in senso figurato) usciamo e ci accoccoliamo sulle panchine. Credo di aver mormorato "Lasciatemi qui, su questa panchina.Quando me la sento, torno in Italia". Il Santo, che vuol bene al popolo britannico, non mi avrebbe mai lasciato con loro, porelli. Ve lo immaginate? Allora mi ha proposto di continuare il nostro giro. Infatti nei dintorni c'è la chiesa di Chawton dove sono sepolte sua madre e sua sorella Cassandra.
Volendo ci si può arrivare a piedi, in calesse, in carrozza, con un ciuchino, tanto è vicina e affogata nel verde. 
Ma nel 1816 Jane si ammalò gravemente e sua sorella Cassandra la portò a Winchester per farla curare.
Ecco, abbiamo trovato la casa dove visse gli ultimi giorni e dove morì nel 1817. Adesso è una casa privata piuttosto anonima, situata in una via secondaria, non lontano dalla cattedrale, nella quale fu sepolta.


 In Memoria di
JANE AUSTEN,
figlia minore del fu
Rev. GEORGE AUSTEN,
già Rettore di Steventon in questa Contea
ella lasciò questa Vita il 18 luglio 1817,
a 41 anni, dopo una lunga malattia sopportata con
la pazienza e le speranze di una Cristiana.
La gentilezza del suo cuore,
la dolcezza del suo carattere, e
le straordinarie doti della sua mente
guadagnarono la stima di tutti coloro che la conobbero, e
l'intenso amore di quelli a lei più vicini.
Il loro dolore è in proporzione al loro affetto
essi sanno che la loro perdita è irreparabile,
ma nella loro profonda afflizione sono consolati
dalla salda benché umile speranza che la sua generosità,
devozione, fede e purezza, abbiano reso
la sua anima bene accetta al cospetto del suo
REDENTORE





e ho altro ancora da raccontarvi...

20 commenti:

  1. Wooooooow che bel post :D
    Prima di tutto, il Santo è davvero il marito dei sogni, perché non tutti gli uomini si sciroperebbero una giornata all'insegna dei gridolini della moglie, intenta a visitare i luoghi in cui ha vissuto la sua autrice del cuore.
    Ma tutto questo esiste fortunatamente e quindi eccoci qui a goderci la vostra vacanza nei luoghi di JA.
    Ieri sera ho guardato il film "Jane Austen Book Club", in cui ho capito cosa può generare l'amore per questa autrice...
    Ci sono miliardi di personaggi che possono nascere e incrociarsi, elucubrazioni, supposizioni, perplessità e discussioni che non hanno mai una data di scadenza...
    Non ho ancora letto niente di JA, ma ho preso tutti i libri, nel dubbio... vorrò avventurarmi nella loro lettura, col tempo!
    L'inghilterra è così verde e bella, così diversa dall'Italia... che tutti ci invidiano, ma come non guardare estasiati queste belle foto, le ambientazioni, lo stile delle case...
    Non so che dire, ma è tutto affascinante!
    Comprendo la tua emozione, poi, perché quando sei fan fanatico di qualcosa, allora trovi il senso in tutto... persino nel vecchio motel diroccato nel quale è stata girata una scena simbolo di un telefilm che hai tanto amato!
    fantastico...
    Finché ci sono così tante cose che sanno emozionarci, non moriremo mai!

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    1. No, vabbè,ma mi piace vincere facile, anche al Santo piacciono sti posti ^__^
      Per quanto riguarda le scene dei film...mi sa che ti faccio contenta :-D

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    2. Oh beh, immagino :D
      Magari non proprio per il fatto che li ha calcati JA, ma vi venite incontro no? :P
      E poi come non amare un paradiso così, suvvia... favolesco!

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  2. Bello bello bello!
    Ti adoro.
    Nunzia

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  3. echetodicafa il tuo racconto è bellissimo,mi ha emozionato mentre lo leggevo la mia mente era li, in quella casa meravigliosamente fantastica(chi più ne ha più ne metta)grazie Simo...il tuo viaggio è il mio sogno...ciao...continua a raccontare come lo fai tu pochi lo sanno fare!!!!!!!!!!

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    1. eh sì, c'ho un po' di appunti...racconterò!

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  4. Come hai fatto a tornare indenne dopo tante emozioni?Credo davvero che sia stato un viaggio importante per te. Le foto come sempre non solo sono belle, ma da loro traspare il tuo amore per i posti che visiti. BAci.

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  5. Adoro Jane Austin e tutti i suoi meravigliosi romanzi..Orgoglio e pregiudizio il mio preferito..!!!Se poi aggiungi che adoro quello che scrivi tu..beh.. un connubio perfetto per questo post..ahahah!!!Grazie Simo.. che luoghi magici mi hai mostrato in queste foto..aspetto di leggere anche il resto..!!! La prossima volta che tornerò in Inghilterra (sono tornata 10 giorni fa dalla mia amata Londra..) farò il possibile per andare ad ammirare tutto da vicino..!!!Un bacio a te...

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  6. Austen..non Austin...pardon..la vecchiaia!!!! ahahah!!!(anche un pò di rincoglionimento da risveglio post pranzo domenicale in famiglia..)!!!!baciooooo

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  7. mio dio che bello!!!!io amo l'Inghilterra e adoro i romanzi della Austen...sarebbe bello poter andarci!!!ti invidio tantissimo!!! Posso chiederti quanto hai pagato il viaggio???

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  8. ehm...non è un viaggio organizzato, quindi è difficile fare una stima ;-)

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    1. bellissimo comunque..spero in futuro di poter fare anche io un esperienza del genere!!!

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  9. Il racconto del tuo viaggio é uno stimolo alla scoperta di posti nuovi mai visti, da quello che scrivi traspare un amore reale per la vita. Ti stimo anzi vi stimo tantissimo siete una famiglia strepitosa. Con affetto Simona

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  10. Bellissimo questo post Simo, mi hai fatto venir voglia di rileggere Orgoglio e Pregiudizio... le tue foto poi sono proprio belle, trasmettono emozioni.
    Grazie :-)

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  11. Ho gli occhi a cuoricino e sono seza parole..
    Semplicemente F A N T A S T I C O

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  12. Almeno pwer me che conoscevo poco questa scrittrice un sentto grazie. Le immagini sono bellissime e socchiudendo gli occhi ci si può immaginare li in quell'epoca.
    Ciao e buona settimana

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  13. Che bellissimo ritorno nei luoghi di Jane! Mi pareva di essere nuovamente lì, a trepidare con il fiato sospeso per l'emozione di trovarmi a casa della mitica, amata Zia!
    Bellissimo racconto, splendide foto. E un ringraziamento anche al tuo Mr Darcy, Santo (di nome e di fatto, si potrebbe dire!), per averti accompagnata in questa visita.
    A presto!

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Nel frattempo, visto il periodo, vuoi una tazza di thè?

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