Dai libri al cinema, il passo è breve. Questa mattina il
cielo della Gran Bretagna si sveglia di un azzurro così limpido e sfacciato da
farci dubitare della nostra stessa mappa geografica. La nostra bussola punta
verso Stourhead, nel Wiltshire. È, senza ombra di dubbio, uno dei
quadri paesaggistici più straordinari di questo viaggio e forse di una vita
intera. Una di quelle bellezze che si rifiutano di farsi descrivere e
preferiscono toglierti il fiato. Arriviamo presto, carichi di aspettative
altissime che, una volta tanto, non verranno deluse. Complice una deliziosa
signora all'ingresso che, dopo averci illustrato le meraviglie del parco,
decide di fare un regalo mirato solo a me, donna e sognatrice: “Conosce il
film Orgoglio e Pregiudizio? Ecco, cammini fino al Tempio di Apollo. È
esattamente lì che Darcy dichiara il suo amore a Elizabeth”. Che poi quel
pover'uomo si sia preso un due di picche monumentale a un passo dagli schiaffi
è un dettaglio puramente marginale. Sì, eravamo esattamente lì, nel cuore
pulsante della pellicola del 2005 con Keira Knightley. Il nostro cammino
inizia tra i giardini murati, oasi protette da antiche mura di
pietra nate per difendere fiori e frutti dai capricci del clima britannico. Il
risultato? Una vegetazione così rigogliosa, fiera e surreale che nemmeno
pregando si potrebbe sperare di vedere altrove. Dopo esserci sentiti per un
attimo i botanici ufficiali del regno, proseguiamo fino a Stourhead
House. Qui, una straordinaria sorpresa ci fa sentire a casa: una collezione
di dipinti raffiguranti la Torre di Pisa. Ma il vero gioiello è la libreria,
una stanza enorme, solenne e così sfolgorante da ricordare quella che la Bestia
regala a Belle nel classico Disney. Ma il mio pensiero, lo ammetto, era fisso
lassù: al Tempio di Apollo. La scenografia della dichiarazione perfetta. Non
abbiamo fretta, però; assaporiamo il parco passo dopo passo, attraversando un
eden che le fotografie possono solo sfiorare.L'emozione lassù è stata immensa.
Indescrivibile. Tanto da riuscire a fatica a lasciarlo e proseguire verso il
Dorset.La nostra guida cartacea descrive Shaftesbury come una
"ridente cittadina". Sull'aggettivo "ridente" si potrebbe
discutere, ma la celebre Gold Hill è un piccolo gioiello: una via di
ciottoli dalla pendenza vertiginosa, incorniciata da cottage che sembrano
usciti da una fiaba. Un incanto che si visita in sette minuti netti tra andata
e ritorno, ma che vale ogni passo. Sulla via del ritorno la strada
costeggia Stonehenge. E qui scatta la bellezza del nostro
viaggiare: senza orari, senza mete fisse, guidati solo dall'istinto. Due anni
fa l'avevamo ammirata solo da lontano; oggi, complice l'ora perfetta e una
giornata meteorologicamente miracolosa, decidiamo di regalarci l'ingresso. Inutile
fare accademici riassunti storici, per quelli basta una ricerca. Vi basti
sapere che quei monoliti millenari, stagliati contro un cielo che nemmeno il
più ispirato dei pittori avrebbe saputo dipingere, sono stati il finale
perfetto di una giornata indimenticabile.