lunedì 17 settembre 2012

Secondo albero a sinistra



Se mi vuoi, per sei giorni a settimana, io sono al secondo albero a sinistra.'Come una mignotta' verrebbe da dire. No, ma per davvero. Il secondo albero a partire da sinistra è la mia postazione mattiniera dalle 8 alle 8. 20 circa.Ma mica solo mia, oh no. Mia e di altre mamme. Una manciata.
Che poi, viste da fuori, magari facciamo anche un po' pena.Cioè, le nostre figliole vanno per i tredici anni (la mia no, va per i dodici perché è andata a scuola prima), quindi che stai ad accompagnare fino al cortile? Nella migliore delle ipotesi possiamo sembrare:
-delle mamme ansiose (della serie: ndo vai, cosa fai, ti devo controllà, ti devo vedè, varie e eventuali)
-delle mamme non lavoratrici (della serie: ma non c'avete un cazzo da fa' che stare qui davanti alla scuola a spettegolà?)
-delle donne che non sono mamme (della serie:passavo qui per caso e mi sto riposando al secondo albero a sinistra)
Invece. Invece quella postazione è strategica. Qui, sotto quest'albero (che non so che razza è ma lancia dei frutti che somigliano a cacatine di vitello.E dove potevo stare io?) abbiamo preso anche delle decisioni importanti,ma più che altro è la nostra base per l'organizzazione settimanale. Facciamo un orario tipo cassieri dell'Ipercoop:
“Io passo domattina, te le prendi all'uscita.Venerdì le prende lei, io le prendo sabato”
“No, Simo.Sabato ci sono io, te le prendi lunedì.”
“Lunedì esco a mezzogiorno, semmai le prendo io.Martedì ci sei te?”
“Al ritorno. All'andata c'è lei”
“Io son di turno mercoledì ed esco alle quattro.Semmai all'andata ci sono io”
Tutto chiaro, no? Perché quando la scuola non è servita dallo scuolabus, l'unica alternativa è organizzare i turni dell'andata, del ritorno ed eventualmente dei laboratori. E noi siamo efficienti, efficientissime. Il Mammabus non ha mai lasciato nessuno a casa. Roba che parti con una figliola e torni con tre. Fantastico.
Ma non organizziamo solo l'orario delle settimana in base ai turni/impegni/cazzi&mazzi, ma quei venti minuti sono considerati il nostro pit stop.
Fortunatamente possiamo concederci venti minuti di chiacchere in tranquillità sotto il nostro alberello spara merdine. Non siamo come le altre mamme che entrano in ufficio alle otto e che quindi, porelle, scappano lanciando il figlio dal finestrino. Noi no. Fortunatamente abbiamo un' autonomia di venti minuti, massimo mezz'ora, come un cellulare con una tacca.
E in quella mezz'ora apriti cielo. Accordate sull'orario, non ci rimane che chiaccherare del più e del meno e gli argomenti possono spaziare dalla cucina:
“Indovinate cosa ho fatto per cena ieri sera?”
“Le fave!”
“Cretina”

Al lavoro:
“Allora a domattina!”
“Ma non sei di turno?”
“Di turno il venerdì? Mai”
“Domani è giovedì”
“E' giovedì?”
“Sì”
“Allora oggi è mercoledì?”
“Eccerto”
“Cazzooooo!!! Non ho svegliato mio maritoooo!!”


A vita vissuta e mondanità:
“A che ora siete andate a letto ieri sera?”
“Dieci e dieci”
“Dieci meno un quarto”
“Vi batto tutte. Alle nove e mezzo dormivo già sul divano”

Per finire con la  scuola:
“Allora? Ti son riusciti gli esercizi di matematica?”
“Zitta!Non me ne parlare. Anzi piuttosto: ma storia era da pag. 32 a pag 40?”
“Mmh... credo di sì. Poi c'erano gli esercizi”
“No!”
“Mi sembra...o era geografia? Guarda, speriamo non ci interroghi”
Perché quando la figlia fa i compiti in cucina, legge a voce alta, ti chiede una cosa, e poi “Mamma me la risenti?” oppure “Non ho mica capito tanto bene, me lo rispieghi?”, cioè farsi prendere la mano è facile, ti prende un'ansia da prestazione che non vi dico.
E poi si vedono un sacco di cose.Professori che vanno e vengono (alcuni sorridenti tipo matrimonio, altri avviliti tipo funerale) la bidella che chiude la porta o la tiene se c'è vento, ragazzini in ritardo che tirano giù un santo sì e uno pure dal calendario, mamme con la cartelletta da disegno sotto un braccio (dimenticata dal maggiore) con un pargolo semiaddormentato sotto l'altro, amoreggiamenti di qualche Romeo e Giulietta con uso spropositato di lingua, tanto per darsi un po' la carica mattutina e partite di pallone nel cortile, che se ti va bene ti usano come secondo palo.
Quindi niente, in quella mezz'ora se ne vedono tante e noi facciamo solo del bene alla comunità. Cioè siamo testimoni oculari e guardiane del cortile. Tipo ti sappiamo dire quante volte Alfredo arriva in ritardo, quante volte Gemma manda affanculo Davide e già che c'è anche il prof di musica, quante volte Giulia si dimentica la merenda a casa, e quante volte la mamma di Pierfrancesco, facendo retromarcia, prende in pieno il cartello del divieto d'accesso. Che noi, diciamocelo, sotto un cospicuo pagamento, saremmo anche disposte a coprire il misfatto, davanti al marito della signora. Tipo che il cartello ce l'hanno messo ora ora. Voglio dì, è un anno che tutte le mattine siamo qua, lo sapremo? Eh.
E insomma dopo aver lasciato le figliole e prima del lavoro, ci scappano tutte queste visioni e queste chiacchere comode comode. Che poi vabbè, potremmo anche lasciarle in cima alla strada come fa il Santo. Lui scende, le prende lo zaino, la saluta, e riparte. Al massimo concede un salutino alle mamme presenti ma mica la accompagna sotto l'alberello. L'ha fatto una volta e mi ha detto “Mi sento un cretino. Minchia, manca poco ci porta il fidanzato e la devo accompagnare nel cortile?”
Ora via. Infatti i babbi non scendono, non si palesano, non chiaccherano alle otto di mattina, lo fanno più volentieri all'una. Andranno a energia solare, bho!
Fatto sta che noi siamo affezionate al nostro alberello spara merdine.Se c'è il sole ci fa ombra, se piove piano non importa nemmeno aprire l'ombrello,insomma è anche romantico!Infatti abbiamo deciso che alla fine della terza incideremo sulla corteccia i nostri nomi racchiusi da un cuore. Dobbiamo lasciare un segno. Per forza.
E poi siamo diventate un punto di riferimento, a rotazione si aggiungono mamme, anche di altre sezioni.Vengono, chiedono, ridono con noi ( e sicuramente di noi), si aggiornano e noi accogliamo tutte.Precise precise.E pure gratis.
Ma fino all'anno scorso c'eravamo solo noi, c'era solo la nostra postazione, tipo 'punto di ascolto' o 'ufficio informazioni' dell'Esselunga. Da qualche mattina invece, tho!c'è un'altra manciata di mamme, sicuramente della classe prima. Sono appollaiate sotto il primo albero a partire da destra.
Le abbiamo guardate come un gatto che guarda il topo, un po' di sguincio, un po' con gli occhi semichiusi (più che altro perché siamo cecate) e abbiamo detto “Oh, qui c'è nostro. Non vorranno mica fregarci il posto sotto l'albero sparastronzolini.”
“Ennò, davvero. Questa è la nostra postazione”
E allora abbiamo fatto l'unica cosa che potevamo fare.
C'è un albero?
Ci sono degli estranei?
Siamo o no, proprietarie del posto?
E allora con una pisciatina abbiamo marcato il territorio.
Come i gatti.
E prima o poi arriveranno i carabinieri, me lo sento.






16 commenti:

  1. Sono stato censurato.... peccato, perchè avendo osservato il capannello mattutino, giornodopogiornodopogiornodopogiornogiornodopogiornodopogiornodopogiornogiornodopogiornodopogiornodopogiorno, di cose ne avrei avute da dire.
    Oh well.... next time around then :D

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  2. Eccoallà!Facciamo solo comodo, prof!Davvero.E poi parla potabile santoiddio, lo sai che l'inglese lo mastico come mia nonna masticava la chewing gum senza dentiera:na tragedia :-D

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  3. Ciao e piacere di conoscerti , bel blog entrando qui mi sembra di entrare in una vera casa, accogliente, calda e sicura, complimenti un abbraccio

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  4. come sempre sei assurdamente. meravigliosamente. divertente.
    °disse buttandosi per terra mandandole bacetti^__^

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    1. Bella sta cosa del 'disse...' La rivendoooo!!!

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  5. Bellissimo come punto di ritrovo! Qui a Roma al massimo potremmo vederci al primo secchione della spazzatura a destra...

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    1. anche quello ha un suo perché!Via, vediamola così...

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  6. Anch'io sono di Roma e concordo con Simona qui sopra... mio figlio lo butto giù dal motorino e ci manca poco che riparto senza passargli lo zaino, per arrivare in ufficio alle 8... e le altre mamme le ho viste solo il primo giorno di scuola :(

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    1. Infatti sì, è una questione di orario, mica altro, sennò vedi come la lanciavo!

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  7. A Savona pochi alberi vicino alla scuola.... un giorno di un pò di anni fa scaravento mio figlio fuori dalla macchina ma mi accorgo, arrivata a lavorare, che lo zaino mi sorrideva dal sedile dietro (sarebbe stato peggio il contrario ma vabbè).......
    Sempre mitica Simo!!!!!!!!
    P.S. gli orari delle cassiere dell'ipercoop non sono così organizzati come i vostri turni............e il punto di ascolto non è sotto un albero sparamerdine però di merdine davanti ce ne sono parecchie!!!!!!!Un abbraccione sorella!!!!!

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    1. La tua osservazione non fa una piega.Bella sorè!

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  8. Ahahaha. Un po' che non ti leggevo. Ogni tanto ce vo' però. UN po' di Simo ti ricarica la giornata(altro che energia solare!)

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  9. Senti ma.... le merdine sparate dall'albero che odore fanno? No perchè io i miei venti minuti, anche meno, mattutini li trascorro sul binario 1 della stazione e c'è un puzzo sparato da una siepe che non ti dico.
    Secondo me.... ci pisciano per marcà il territorio !!

    A presto, leggerti è sempre uno spasso.

    mimì

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  10. bel post simona, carico di ricordi per me, anche noi mamme avevamo il nostro albero non del mattino ma delle 12.15. ora mia figlia sta facendo l'ultimo anno di specialistica e mi sembra ieri che stavo a parlare dei suoi compiti, delle pagine di storia, dei quaderni dimenticati. roberta

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  11. appena accendo il pc mi iscrivo a questo blog.
    piu divertente che andare al cinema!

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Nel frattempo, visto il periodo, vuoi una tazza di thè?

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