giovedì 22 novembre 2012

Nessuno mi può giudicare



Prendi una donna. Prendi una donna quasi quarantenne che si fa caruccia per uscire a cena con suo marito, sua figlia e un'ottantina di persone. Poi metti che sta donna (cesso di natura) sfoderi una minigonna giropassera, dei tacchi e osi una doppia calza tipo autoreggente. Tutta scena s'intende.
Perché ogni tanto anche alle pulci vien la tosse, ogni tanto parte l'embolo che ci fa sentire coraggiose di intraprendere uno sport estremo come camminare su un tacco 12.
Quindi tu sei caruccia, no? Trucco perfetto, capello in modalità “Mo' vediamo se ci stiamo”, look un filino accattivante alla “Quando torniamo a casa te faccio vedè i sorci verdi” e allegria, tanta allegria, perché sarà una serata davvero divertente. Ma.
Ma il tuo cammino è costellato da alcuni esseri (prevalentemente donne) che quando ti vedono arrivare snocciolano una sequenza di cazzate, ma di cazzate che io, nel 2012, non tollero più.
A quel punto non sono più la rassicurante Simona, quella brava, che si è sposata giovane, che le piacciono i bimbi, quella che il lavoro se lo tiene stretto, che ama il marito, la sù bimba, quella di brava famiglia, semplice e onesta. Noooooo!!In un nanosecondo mi trasformo in Carlotta la Mignotta.
Mi guardano, mi squadrano e...

“Ma...tuo marito non dice niente?”
Sì, mi dice, ma è vietato ai minori di 18anni”

“Ma tuo marito vuole?”
Cosa, vuole. Che io mi metta la minigonna?Ovviamente no, ma gli ho chiesto un permesso speciale. E mi costa anche 28 euro l'ora.I permessi signora mia, costano molto al giorno d'oggi”

“Ma...ma...sei troppo provocante!Ma tuo marito non è geloso?”
Come no!Ma son preparata. Ho già allineato tutti i piatti sulla credenza. Sai, ogni volta ne facciamo fuori una cinquantina. Durante l'ultima lite son pure finita in ospedale, cinque punti. Non è fantastico?”

“Wow!Ma...hai chiesto il permesso a tuo marito?”
Certo. Certo che ho chiesto il permesso. Perché una donna deve chieder il permesso al marito per indossare una gonna.Guarda a volte faccio anche domanda in carta bollata e lui mi risponde come a X Factor “Per me è sì. Per me è no”. Quando dice no piango per sette giorni e sette notti. Non puoi capire la delusione”

“Guarda lì!O dove vai?”
A cena. Con coglioni come te”

Perché l'abito fa il monaco. Quindi se hai la minigonna hai da smignottà.Non ce n'è. Perché le sante c'hanno la gonna lunga o i pantaloni.Giuro.Cioè, quelle sempre con i pantaloni o le gonne lunghe non ti rubano i mariti, non ci provano col tuo fidanzato, non smignottano in qua e là. Proprio suore. Brave brave. Cioè, se gli capita il monaco del vestito sopra che è la copia sputata di Raoul Bova, loro niente. Dicono un' Ave Maria, quattro Paternostri e piuttosto se la rinchiudono nella portiera della macchina. Ma niente. Di quelle lì ti puoi fidà. Invece se tu hai la minigonna mentre sei a cena con la tua famiglia, ohhhh!!Cioè, potresti trascinare un cameriere sotto il tavolo e apriti cielo!Poro cameriere.
E non importa che tuo marito sia a un metro da te, che ti cinga la vita ogni tre minuti, che ti faccia l'occhiolino da dietro il menù, che a casa ti abbia detto “Mmh...” e ti abbia allacciato la sua cravatta al collo, che la tù bimba ti abbia detto “Wow mamma!Che bella!” (sì, la visita dall'oculista è fissata per metà Dicembre), che il tuo ego stia urlando un hip hip urrà perché sei sgonfiata e rientri con agio nella 42, quando una settimana prima eri piegata in due dai dolori mestruali ed eri gonfia come le labbra di Nina Moric, che non te ne fotte un cazzo di mostrarti ma ti va di curarti per te e per il tuo uomo e bla bla bla.
Tu, se sei sposata e soprattutto mamma, devi essere un misto tra Tina Pica e Jessica Fletcher.
Bruttarella e rassicurante, meglio se con un po' di cellulite che non gusta mai.
A quarant'anni il tuo sex appeal deve andà in pensione. Basta. Hai passato i trent'anni? Sei mamma? Stop. Comprati le calze 80 denari, preferibilmente color cammello morto, incendia tutti i negozi Kiko che ,cosa ti vuoi truccare, e soprattutto copriti.
Che nel mio caso farei anche bene.
Ma non devo giustificarmi con mio marito, figuriamoci se mi devo giustificà con te.No, fammi capì.
E poi.
Sei sempre in jeans - “E' sempre in jeans, non si tiene niente, poi ci credo che il marito cerca altro”
Sei sempre in tiro - “E' sempre in tiro, questa ne ha tre o quattro per le mani”
Alterni le due cose - “Prima era sempre in jeans, ora sempre in tiro. Secondo me c'ha un altro”
Sei in tiro quando esci - “E' una casalinga frustrata.Guardala, è vestita a festa”
Sei in jeans quando esci - “Marò, sempre in jeans, ma ricambiati ogni tanto che mica il marito te lo tieni così”
Allora ti metti in tiro - “Guarda che il marito poi è geloso. Non curarti troppo, una donna sposata non deve avere grilli che le girano per la testa”
A me invece girano le palle, guarda un po'.
E son donne queste eh? Perché la donna guarda, scruta, indaga, giudica. Un uomo al massimo fa un fischio, un apprezzamento, ma te lo fanculizzi e finisce lì.
E poi ci son quelli che sanno sempre come prenderti:
“Amò, ma lo smokey eyes ti garba?”
“Lo smo...chè???”
“Lo smokey eyes, il trucco scuro”
“Bella mia, ma chi c'è arrivato al viso?”
E' orbo ma mi ama.
Soprattutto perché è orbo.




sabato 17 novembre 2012

Noi tre a HOGWARTS come Harry Potter









Ad Hogwarts insieme ad Harry Potter.
Davvero. Ma non ci credete? Lasciate che vi spieghi. Come dite? Ovvio che sto proseguendo il diario di bordo del viaggio in Inghilterra, non è che mi sveglio una mattina di autunno, schiocco le dita e sono a Hogwarts.Sarebbe troppo bello, volevo dire.
Vi ho lasciato a Mercoledì 29, oggi vi parlerò di Giovedì 30.
Adoro questa giornata per un mucchio di motivi.
Seguitemi che vi racconto:
Allora. Per vedè Harry Potter dovete aspettare il pomeriggio perché nella mattina ci siamo diretti in un posto incantevole che risponde al nome di Prior Park LandscapeGarden, appena sopra Bath.
Per arrivarci ci sorbiamo un po' di traffico che intorno a questa città è sempre molto congestionato, ma se siete nei paraggi ve la consiglio perché Bath vale la pena anche se c'è da sorbirsi un'ora di coda.E ho detto tutto. Ci giriamo intorno, la riconosciamo, paghiamo pure un pedaggio di pochi centesimi per passare da una stradina, sbagliamo curva, facciamo una giravolta, un testacoda e finalmente imbocchiamo una strada che ci porta su su su, dove pensiamo che si trovi sto popò di giardino.Nonostante avessimo una cartina e una guida alla mano, riusciamo pure a sbagliare cancello e ci ritroviamo davanti al Prior Park College (bellissimo), dove saremmo entrati volentieri, così, per vedere l'effetto che fa. Dicendo ad Alice “Tu studierai in uno di questi!” (maddechè) tiriamo dritto fino a che davanti a noi si apre un piccolo arco tra la vegetazione. L'ingresso era lì, seminascosto tra gli alberi, na roba che pareva un posto solo per fare un picnic.
Ci troviamo un ragazzo che ci spiega il tragitto, ci guarda le scarpe e ci dice “Buona camminata!”
Dopo poco abbiamo capito cosa voleva dire.
Prior Park è un enorme giardino situato sopra Bath. Quando dico enorme intendo che tutto il verde che vedete nelle foto ce lo siamo fatto a piedi. E vojo dì:mai una camminata è stata così piacevole.E mi ripeterò: non so se è per il fatto che era fine agosto, o se il Santo c'ha un fiuto speciale per i giorni da abbinare a luoghi consultando il meteo con un occhio all'oroscopo, ma questi posti non sono soltanto stupendi, ma anche poco battuti dai turisti. Per due ore buone non abbiamo incontrato anima viva. Il che giova parecchio all'anima e al core.
Percorriamo la collina estasiati da tanta bellezza e ammirando Bath dall'alto, passiamo dentro boschetti, scavalchiamo staccionate e scivoliamo rischiando di battere il culo (chi era secondo voi?) perché guardo lì e cammino là. Quando arriviamo giù lo scenario toglie il fiato, complice la giornata che ci regala sole/ombra/vento/nuvole/sole/nuvole/ombra/vento in una sequenza che nemmeno il più bravo regista potrebbe fare.


Sullo sfondo della foto qui sopra, il college. Scusa il panorama.





Tutto intorno un verde mai visto e una pace mai sentita. Approfittiamo per fare un pic nic e sogniamo di poterci comprare questa casa:


Ci godiamo questa pausa pranzo constatando di aver appena camminato su un ponte palladiano, che di per sé potrebbe fare poco effetto. Se invece pensiamo che è uno dei soli quattro al mondo, direi che siamo contenti di esserci stati (nel corso del viaggio ne vedremo un altro n.d.r.)
Penso di aver scattato tremilamiliardi di foto, macchevelodicoaffà?



Ricordate che vi ho detto che avevamo visto Bath dall'alto? Ecco, ciò vuol dire che abbiamo fatto tuuuutto in discesa ridendo e scherzando. Al ritorno che ci aspettava?Bravi, tutto in salita.
Sono arrivata alla macchina che manca poco muoio, ma Dio che bellezza!
Quest'oggi direzione Lacock!
A Lacock ci hanno girato un mucchio di film tra cui Harry Potter e la serie televisiva di Orgoglio e Pregiudizio.



(foto presa da http://janeaustensworld.wordpress.com)


(immaginatevi tutto senza auto...)

Lacock è un villaggio, come dire... incantevole. Incantevole è la parola giusta.







Giriamo che sembra di stare in un film: cottage graziosi, pub invitanti, serre visitabili e curatissime, scorci con ponti che sembrano usciti dal presepe e immancabili negozi silenziosi e raffinati anche se collocati dentro vecchie stalle dalle pareti spesse così.




E' come trovarsi su un set televisivo, è come se quelle case fossero di cartongesso invece è tutto vero. In quelle case ci abitano e la prova tangibile sono i prodotti fuori dalla porta.Perché lì son ganzi.



Prendiamo uno a caso, il signor Red (da noi il famoso signor Rossi). Metti che Mister Red abbia un orto dietro il suo bel cottage, no? Metti che Mister Red abiti solo con la moglie, no? E che il suo orto però faccia un casino di verdura. O anche poca, credo che non abbia importanza la quantità. Insomma dicevo, Mister Red c'ha tutta sta bella verdurina e che fa? Mette fuori una cassettina di fave del suo orto, ci mette un foglietto scritto di suo pugno, tipo "Un sacchetto di fave - 2 sterline". Tu passi di lì e pensi "Tho!Fave fresche!" Lasci due euro nella ciotolina e ti fai una bella zuppetta con un prodotto fresco, genuino, direttamente dall'orto. Poi due porte più in là,  Mrs Smith si vuole disfare di alcuni libri e li svende a poche sterline mettendoli in una cassettina fuori dalla sua porta. Tu passi, guardi, e se te ne interessa uno, lasci la moneta richiesta e torni a casa con un libro. E così via. C'è chi fa i sacchettini di lavanda, chi bamboline fatte a mano, chi centrini. Tutto offerto a pochi centesimi e alla mercè di tutti.
Prova a farlo qui. No, ma te prova. Io per esempio ho un albicocco che fa delle albicocche da paura. Che d'estate esplode letteralmente tutto insieme, facendoci spargere albicocche a destra e manca. Sarebbe bello mettere una cassettina con tanti sacchetti da kg e scriverci "Albicocche biologiche del mio orticello - 2 euro al kg" Per dire.
Ci sono tre finali:
1) Tempo mezz'ora sono sparite tutte le albicocche. Ma non solo quelle, pure la cassettina.Rubato tutto.
2) Se dichiaro che dietro casa ho un albicocco bello e grande, il giorno dopo lo trovo svuotato anche se chiudo il cancello a quattro mandate.In più ci trovo un cartello con scritto "Grazie dell'informazione"
3) Tempo due ore e c'ho alla porta la finanza. Perché minimo devi rilascià la ricevuta.
Perché qui va così. E mi sorprendo come da queste parti la vita (in tante cose) sia molto più facile e semplice. E lo trovo bellissimo e di una civiltà superiore a tutti. Noi non ci si può arrivare, non ce n'è.
Ma torniamo al nostro villaggio e cammina cammina arriviamo a Lacock Abbey.



Bella bella bella. E ci siamo divertiti un mucchio a scoprire dove hanno girato alcune scene del mitico Harry. Riconoscete qualcosa?







 L'emozione è stata forte, da parte di tutti e tre, insomma è ganzo, in fin dei conti è stato il set di Harry Potter!Dio, se ti giravi di scatto ti pareva di scorgerlo in un angolo!Ehm...più o meno, però fa quell'effetto, giuro!Lì per lì c'è presa una voglia di rivedere il film che non vi dico. Io non ci sarei mai venuta via (ma quante volte l'ho detto?) e siamo contenti di aver regalato ad Alice questa esperienza.

Adesso l'abbazia  è riconvertita a residenza, e l'abbiamo girata in lungo e in largo cimentandoci anche in prove di ballo, in una sala dove veniva trasmessa una musica che io ho classificato come charleston.
Nostra figlia si è nascosta dietro la tenda di velluto mormorando "Io non vi conosco..."
Dopo tutte ste popò di emozioni ci voleva una pausa, giusto? E la pausa in Inghilterra si prende in una sala da thè. Lo ammettiamo: ci abbiamo preso gusto. Sta cosa del thè delle cinque a noi ci garba un monte, è una cosa che 'come abbiamo fatto a vivere fin'ora senza?"
E passeggiando nelle viuzze del villaggino abbiamo trovato una sala da thè, anzi un giardino da thè, dove ci hanno fatto accomodare nel verde su delle sedie azzurre. Sembrava una favola. Delle giovani ragazze dalle lunghe vesti con i grembiulini country ci hanno servito thè e scones con marmellata di fragole. Sembravamo ospiti di Laura Ingols.







Sì, abbiamo letteralmente spolverato tutto. Ma ho commesso un errore, un grosso errore.
Ho chiesto a Laura Ingols una fetta di limone da mettere nel thè. ORRORE. Credo che sia solo paragonabile a quando a noi, gli stranieri, chiedono il cucchiaio per arrotolare gli spaghetti.
Eh, ma io lo so, per imparare ad assaporare il thè senza limone, lì devo tornarci. E ancora.E ancora. E ancora.
Come si dice: ogni scusa è buona...





mercoledì 14 novembre 2012

MA CHE PALLE!!!





Avviso agli utenti:in questo post si parlerà del Fai da te (che fai per tre), di Natale, di foto e di palle.Parecchie palle.Io ve lo dico, magari se vi sapete destreggiare tra una pialla e un pennello può essere di vostro gradimento, altrimenti la vedo dura, ma tant'è.
Allora. Siccome è quasi Natale (non mi ci fate pensà!), siccome quest'anno son partita per tempo, siccome la crisi, il meteo, il fatto che mi piace impiastricciare, provare, sperimentare e chi più ne ha più ne metta, ho deciso di creare varie cosine  con le mie mani.Quest'anno m'è presa così. 
Ovviamente niente era deciso, ma l'idee sono nate lì per lì quando meno me lo aspettavo e quando stavo cercando tutt'altro. Infatti sono partita per comprare un trapano al mio babbo e sono tornata a casa con due palle così.
Oggi vi faccio vedere cosa ho creato (Dio, sembro una di quelle che fanno i tutorial!Che se mi riuscisse...-prendere nota:imparare a fare i tutorial per sfrantecare i maroni a chi mi segue)
Qui sotto il materiale: un po' riciclato, un po' acquistato (una pizza capricciosa l'avrei pagata di più), un po' l'avevo in casa.
  

Iniziamo dalle tegoline. Ne ho fatte due. Per una nonnetta molto devota ho scelto la più piccola. Ho fatto una base di oro spray (facilissimo da usare) e ho ritagliato a mio piacimento una madonnina che ho trovato in un inserto di una rivista. 


Ho eliminato tutto il contorno per non appesantirla e alla fine ho aggiunto solo un nastrino dorato, qualche stellina e una passata di flatting quando ancora lo spray non era asciutto bene. Questo ha fatto sì che il pennello si portasse dietro una scia dorata leggerissima che dona alla tegolina quell'effetto un po' antico.


Spero che la nonnina gradisca.Altrimenti sono bastonate tra capo e collo.
La seconda tegola invece è più grande e leggermente più complessa. Visto che lo sfondo della figura che ho scelto era innevato, ho dato una base di acrilico bianco per poi poter aggiungere dei dettagli a pennello. 




Dopo aver scelto la misura e l'immagine da applicare ho rifinito il tutto aggiungendo gli alberi, dei cespugli, delle ombre, nuvole, neve e varie ed eventuali.


Ha ancora bisogno di due passate di flatting ma più o meno il risultato finale è questo.
Ora passiamo alle palle. Eccheppalle!Direte voi.
Non c'è molto da dire, anche perché il decoupage è facile facile, quindi vi dico solo che ho preso due palle bianche e due tipo sabbiate che sembrano di vetro, ma in realtà sono di plastica (e menomale sennò ne avrei già rotte quindici.E fidatevi: come rompo le palle io, nessuno mai)
Quindi niente, un po' di decoupage e l'idea di farle in 3D attaccando in rilievo dei particolari.











Per ultimo un lavoretto magari meno bello ma più divertente,soprattutto se avete dei bambini.Le foto purtroppo non rendono giustizia, ma l'effetto finale è ganzetto.
Dicevo.Mi ero presa due vassoietti di legno, no? Tipo vuotatasche, tipo vassoio per mestoli, chennesò, vassoi insomma.Questi qua: 

e mi son detta "Che ci faccio con questi?" Potevo anche questi decouparli, ma insomma, voglio dì, sempre vassoi sarebbero rimasti. E allora, visto che non sono normale, l'ho trasformati in qualcos'altro. C'è da dire che mi complico la vita. Se in questo post trasformo qualcosa da appendere come una cornice in un vassoio, qui ho trasformato un vassoio in qualcosa da appendere. Mai una volta che lasci gli oggetti fare il lavoro per i quali sono stati creati. Tho!Troppo facile!
Insomma, t'ho preso un vassoio, no? e gira che ti rigira (pagina) ho trovato questi bei foglietti:


Secondo me, vista la scanalatura del vassoio, questo disegno era l'ideale, poteva creare un po' di profondità. E lì  ho avuto un'idea. E sfruttiamola sta profondità!
Ho agguantato i cosini di polistirolo (chi non ha un cosino in casa, eh) tipo quelli da imballaggio e li ho incartati accuratamente come se li dovessi spedire. Proprio dei mini pacchi regalo. Non vi dico a infiocchettarli, ma vabbè. 


Dopo averne fatti un po' dove li ho messi secondo voi? E dove si mettono i pacchetti se non sotto l'albero di Natale? Eh.


Basta aggiungere un gancino per quadri leggeri sul dietro e il vostro quadretto di Natale è pronto. 
Il Santo, dopo aver visto sto pappiè, ha avuto un'idea genialissima che se riusciamo a fare vi mostrerò tra breve.

Pacchetti e plaid sotto l'albero :-D




 Ecco, per ora sono messa così. In mente c'ho anche altro...
Giovanni Muciaccia ESCI DA QUESTO CORPO!!!!!









domenica 11 novembre 2012

Wells e dintorni (che è già Natale)




Sarà che ieri sera avevamo amici a cena e ci hanno chiesto "Allora, questo viaggio in Inghilterra?", sarà che oggi piove e mi viene in mente proprio Wells (che abbiamo visitato nell'unica mattina nella quale ci ha fatto compagnia un po' di pioggerellina), sarà che il Natale si avvicina e ieri sera, per la gioia delle donne presenti abbiamo tirato fuori una cosina che abbiamo acquistato proprio lì, sarà che comunque io voglio finire il diario di viaggio dell'Inghilterra, fatto sta che oggi riprendo da dove avevo lasciato, click!
E quindi siamo a Mercoledì 29 Agosto.
Come vi dicevo, ci svegliamo con una pioggerellina fitta fitta che non ci sorprende perché per organizzare i nostri spostamenti guardiamo il meteo un giorno sì e uno pure. 
Decidiamo di visitare Wells, nel Somerset, così magari possiamo stare un po' al riparo.
Il paesino è molto molto carino e particolare e lo percorriamo con relativa calma anche se piove (se tu ti dovessi fermare per un po' d'acqua, in Inghilterra staresti sempre a casa, nevvero?).
Nella piazza principale, dietro la cattedrale, troviamo il mercato e un bellissimo negozio di articoli casalinghi dove avrei comprato pure il portaombrelli lercio destinato ai clienti. Gira che ti rigira cado sui pirottini per muffin e un portamuffin double-face, che io adoro per due motivi: uno, essendo di cartone è smontabile  e quando è chiuso ha lo stesso spessore della Gazzetta dello sport (ergo, lo riponi dove ti pare). Due: se giro i dischi diventa natalizio perché sono di un bel rosso ed essendo la base argentata ha un che di festa.Terzo: sembra un lavoretto fatto all'asilo, semplice, utile ma di grande effetto. 

Dopo aver lasciato il negozio con le lacrime agli occhi, ci dirigiamo alla cattedrale, passando per delle viuzze molto caratteristiche.

La cattedrale di Wells ci è piaciuta un sacco.
 All'interno abbiamo trovato una guida simpaticissima di circa ottant'anni. Perché qua gli anziani mica stanno in casa a guardare la De Filippi. Ennò. Qua gli anziani sono attivi, si prestano a farti da guida gratuitamente, per la gioia proprio di farti conoscere il luogo o i monumenti.Infatti sono tutti volontari che, armati di torcia per illustrarti i vari angoli della cattedrale, si trasformano in Ciceroni con una gioia e curiosità negli occhi davvero da invidiare (qui in Italia l'ho visto fare solo nella bella Ferrara)
Il nostro nonno ci guida all'interno, intrattenendo con noi anche una fitta conversazione fatta di viaggi ed esperienze. Andrea capisce tutto, Alice capisce e risponde alle domande, io capisco abbastanza ma non riesco a rispondere, infatti il Santo mi fa da interprete. Però, sto signore l'ho adorato e la cattedrale pure.


Ce la giriamo per bene e ad un certo punto crediamo di avere le allucinazioni. C'è un gatto. C'è un gatto rosso che se ne passeggia tranquillo tra le navate, come se fosse a casa sua, incurante dei visitatori e per nulla spaventato. Mezz'ora dopo il gentile signore ci fa affacciare al pulpito e ci chiede "Vedete niente di strano?"
E sei paia di occhi curiosi scorgono in un angolo una cuccia morbidosa fatta da un plaid a quadretti rossi.La casa ufficiale del gatto rosso. Lui abita lì. Quando la cattedrale è troppo piena lui trova riparo nel pulpito e aspetta che la calca scemi un po' e poi ricomincia a girovagare. Credo che da noi questa cosa sia impensabile, ma magari no. A noi c'è garbata!
Usciamo dalla cattedrale e ha già smesso di piovere. Approfittiamo per farci un giro intorno e arriviamo all'incantevole Vicars' Close, la strada cieca più antica d'Europa.


Lasciamo Wells per dirigerci alla Cheddar Gorge, la giornata è ancora lunga.
La Cheddar Gorge è descritta come 'un profondo e spaventoso baratro' da Daniel Defoe ed è una gola formatasi nell'ultimo periodo delle glaciazioni.E' famosa  per il formaggio (chevvelodicoaffà) perché nelle grotte scavate nella roccia venivano stagionate le forme. Devo essere onesta: non sono rimasta particolarmente colpita da questa gola, forse perché loro non sono abituati a questi paesaggi, ma noi sì.

Ma anche qui, abbiamo trovato qualcosa che ci ha entusiasmato. La gola si può percorrere in auto o anche a piedi. Il primo tratto (in salita, alimortè) è fiancheggiato da negozi tipici e caratteristici,



e ho desiderato ardentemente di essere anche una lontana parente di Onassis.
E poi lo vediamo, lui, così sfacciato in un giorno di Agosto (anche se per  la temperatura potevamo essere a Novembre): un negozio di Natale. Di quei negozi che sanno di Natale tutto l'anno, che visiti pure in infradito e canotta. Ci fiondiamo dentro ed è già Dicembre, per forza.Hai le apparizioni, tipo che vedi Babbo Natale con le renne sopra la testa. Fa questo effetto, giuro.
Il negozio è bellissimo. Uno dei negozi a tema più belli che abbia mai visto e non riuscirò con queste foto a farvi assaporare tutta l'atmosfera che si respirava lì dentro.



Guardiamo, fotografiamo, annusiamo di tutto (anche perché in questi posti mi sembra sempre che ci sia profumo di cannella) e dopo un giro di ricognizione incappo su un oggettino che non avevo (non avevamo) mai visto. Sono rimasta letteralmente incantata davanti a una cosa talmente semplice da essere stupenda. Non so nemmeno come chiamarlo: un carillon? Un candelabro? Un portacandele? Non lo so ma è così bellino!Mi spiace solo non farvi vedere in realtà come funziona perché il bello è quando si mette in moto
Si accendono le quattro candeline e lo spostamento d'aria scaturito dalla fiamma fa girare lentamente gli angioletti.Loro, roteando come per magia, accarezzano con un filo argentato i due campanelli e nel silenzio, dopo pochi secondi, si eleva una melodia mai uguale, un soave scampanellio... tlin tlin...tlin tlin...tlin tlin...





Credetemi, pura poesia.
Il tutto accendendo solo quattro candeline.Come rendere felice una famiglia con 12 sterline.
Il negozio ha un sito, questo , dove, se siete avvezzi nello shopping on line, potete levarvici qualche soddisfazione.E ovviamente una pagina FB.Credo che presto le farò visita perché merita davvero.
Lasciamo questo posto incantato con il sole che si fa spazio tra le nuvole e per tornare alla casetta decidiamo di passare dalla costa.

Ci fermiamo a Weston per ammirare  le belle case circostanti e il mare, oltre il quale scorgiamo le coste del Galles (aahhhhh!!! leggasi sospiro)








E questo è il mercoledì. Il giorno dopo abbiamo lasciato l'ombrello e preso di nuovo la macchina da presa.
Ve lo racconto dopo, via!

p.s. Dio che nostalgia, però!



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