
Come abbiamo fatto da un albero ad arrivare a un capello, lo sappiamo solo noi. Manco fosse la canzoncina che fa “Per fare un tavolo, ci vuole il legno!”
I casi possono essere:
*Cate e Simo, nello stesso giorno vengono scelte da nostro Signore come testimonial di Un Capello bianco non svaluta una gnocca .Dimostrazione sul campo.
*Siamo ahimè tutti sulla stessa barca e comunque te, di capelli bianchi, ne hai più di me(come disse la giraffa alla puzzola sull’arca di Noè)
*Sono talmente in sintonia con le mie bimbe che guarda caso scopriamo insieme il capello bianco, la vena varicosa o quella ruga esterno labbra, che prima (porco cazzo) non c’era.
Sapete anche che io velodevodì. E approfitto adesso, perché mi ispirate, perché c’ho tutto qui, perché voglio sentirmi dire due parole di conforto.
A parte il fatto che io ‘Il Bastardo’ l’ho scoperto da sola e non me l’ha scoperto il parrucchiere come la Cate. Roba che se succedeva a me lo avrei denunciato per molestie, circonvenzione di incapace (che sarei io)e falsa testimonianza. Avrei fatto di tutto per smentire quello che aveva visto, avrei instillato nel suo cranio che c’era il rischio che avesse perso un paio di diottrie grazie ai prodotti chimici che usa e gli avrei gridato in faccia “Non sono capelli bianchi questi!Le sarà rimasto qualche effetto ottico degli occhialini quando è andato a vedere Avatar!”.
Io l’ho scoperto pochi giorni fa in auto, da sola. Mentre sono ferma al semaforo, mi rimiro. Alzi la mano chi non lo fa. Nel nanosecondo in cui distolgo lo sguardo,con la coda dell'occhio vedo uno sbrilluccichìo. Eh? Che è? Per farvi capire come la mia mente rifiuta un evento del genere vi elenco i tre pensieri seguiti subito dopo:
-E’ un brillantino che mi è rimasto in testa dal veglione di capodanno.
-Mi ci ha sbavato una lumaca domenica mattina mentre facevo giardinaggio
-E’stato un raggio di sole che rimbalzando sul vetro riflette sullo specchietto, illumina il mio orecchino, che di rimando lo rispedisce alla navicella madre sulla luna,che grazie a un satellite lo spara sulla parabola della villetta qua a fianco, si riflette nello stagno e rimbalza sui miei capelli grazie al tettuccio trasparente dell’auto seminuova, scovando proprio l’unico capello biondo che ho. Grazie a questo effetto sembra bianco. Ho detto sembra.
Con nonchalance riprendo la strada, ma il pensiero che queste tre cose non fossero vere mi abbandona strada facendo. Dentro di me dico “Al 3 mi riguardo, se non c’è, è stata la lumaca, se c’è…ma tanto non c’è. 1…2…3
AAAAARRRRRRGGGGGHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Accosto. Non è possibile!!
Non può essere non può essere non può essere. Ma come, dico io, ho 25 anni + iva, è troppo presto!
Mi metto a ravanare come una pazza sui miei capelli e più rovisto più lo perdo di vista. E’ proprio lì in mezzo. Ora c’è, ora non c’è, ora c’è, ora non c’è.Gioca anche a nascondino, lo stronzo. L’istinto sarebbe quello di strapparlo ma poi mi vengono in mente le parole di nonna “Se lo strappi, dal bulbo ce ne crescono altri tre” Ommioddio no! Allora ce lo lascio, ma lo camuffo. Mi son presa a sberle i capelli per farlo stare sotto agli altri. Chi mi ha visto in quel momento vedeva una donna sull’orlo di una crisi di nervi che si prende a cazzotti la testa. Fantastico.
Torno a casa un po’ agitata.
“Amò!Non sai che è successo!”
“Hai picchiato la macchina???”
“No!Peggio!!”
“Hai investito il cane del vicino?”
“No!Peggio!Peggio!”
“Non mi far preoccupare!Dimmelo!”
Mi pianto davanti a lui. “Dimmi un po’, vedi niente?”
Andrea mi scruta “No…aspetta…sì”
Ecco lo sapevo!Già si vede!E’ la fineeeeeeeee!
“Hai l’inizio di un herpes…”
Un herpes? “Che c’entra l’herpes adesso!”
“Simo, hai una vascicolina sulle labbra”
Mi tasto. E’ pure vero, e non mi ero manco accorta. Strano mi accorgo sempre e metto prontamente il cerottino. Ora ho altri pensieri perdio!
“Non è l’herpes!Amò te non vedi niente perché sei accecato dall’amore!”
“Sì tesoro” e mi accarezza la testa.
“Bravo!E’ lì!Guarda!”
“Ma cosa devo guardare? Hai mica preso i pidocchi?”
“Macchè pidocchi. Guarda bene, cosa vedi?”
“Forfora”
“Macchè forfora…” Forfora? Da quando in qua ho la forfora?Non ho mai avuto la forfora!
“Scherzo!Via Simo non vedo niente, cosa ci dovresti avere, un bernoccolo? Se hai picchiato la testa, stai tranquilla tanto peggio di così non puoi diventare.E poi basta con queste mani nei capelli, sembriamo due scimmie che si stanno a spulcià!”
“Ho-un-capello-bianco” dico come se avessi rivelato il quarto segreto di Fatima.
Andrea mi ha guardato in stand-by e stava per scattare “Ma ti posso toccà??”
“MADDOVE?”
“Guarda, è proprio lì”
Dopo sette o otto minuti di ricerche che manco Piero Angela, Andrea lo trova e fa “E tutto ‘sto casino per questo?”
“Questo è un capello bianco. Da lui poi ha inizio tutta l’umanità capillifera!Da un capello bianco a ritrovarsi come Rita Levi Montalcini il passo è breve!”
“E io cosa dovrei dire? Non mi dici sempre che sono sexy?”
Onestamente io ad Andrea i capelli bianchi l’ho coltivati e concimati come farebbe Luca Sardella con un campo di tulipani. Mi è sempre piaciuto l’uomo un po’ brizzolato e devo dire che il mio pollice bianco sta dando i suoi frutti. Il mio amore è partito anni fa con un innocente capello di razza albina e ora c’ha ‘na stenderia che quando li ha corti visto da dietro sembra George Clooney. Visto da dietro. Visto dal davanti è Andrea. Insomma, l’uomo coi capelli brizzolati può essere fascinoso, la donna no.
A me l’idea di avere un capello (UNO) mi turba assai. Fino ad adesso mi sto autoconvincendo che non è bianco, ma è un capello biondo (di quando mi feci le meches) sfuggito al parrucchiere durante la ri-tinta castana. Però lui è lì, e siccome l’occhio cade dove il capello duole, ogni volta che mi guardo allo specchio, lo vedo.
Grazie delle vostre testimonianze, vi ho sentito molto vicine. Ma sappiate che l’idea di tingerlo con l’Uniposca è forte. Molto forte.







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