giovedì 11 febbraio 2010

NON E' UN CAPELLO MA UN CRINE DI CAVALLO









Come abbiamo fatto da un albero ad arrivare a un capello, lo sappiamo solo noi. Manco fosse la canzoncina che fa “Per fare un tavolo, ci vuole il legno!”

I casi possono essere:

*Cate e Simo, nello stesso giorno vengono scelte da nostro Signore come testimonial di Un Capello bianco non svaluta una gnocca .Dimostrazione sul campo.

*Siamo ahimè tutti sulla stessa barca e comunque te, di capelli bianchi, ne hai più di me(come disse la giraffa alla puzzola sull’arca di Noè)

*Sono talmente in sintonia con le mie bimbe che guarda caso scopriamo insieme il capello bianco, la vena varicosa o quella ruga esterno labbra, che prima (porco cazzo) non c’era.

Sapete anche che io velodevodì. E approfitto adesso, perché mi ispirate, perché c’ho tutto qui, perché voglio sentirmi dire due parole di conforto.

A parte il fatto che io ‘Il Bastardo’ l’ho scoperto da sola e non me l’ha scoperto il parrucchiere come la Cate. Roba che se succedeva a me lo avrei denunciato per molestie, circonvenzione di incapace (che sarei io)e falsa testimonianza. Avrei fatto di tutto per smentire quello che aveva visto, avrei instillato nel suo cranio che c’era il rischio che avesse perso un paio di diottrie grazie ai prodotti chimici che usa e gli avrei gridato in faccia “Non sono capelli bianchi questi!Le sarà rimasto qualche effetto ottico degli occhialini quando è andato a vedere Avatar!”.

Io l’ho scoperto pochi giorni fa in auto, da sola. Mentre sono ferma al semaforo, mi rimiro. Alzi la mano chi non lo fa. Nel nanosecondo in cui distolgo lo sguardo,con la coda dell'occhio vedo uno sbrilluccichìo. Eh? Che è? Per farvi capire come la mia mente rifiuta un evento del genere vi elenco i tre pensieri seguiti subito dopo:

-E’ un brillantino che mi è rimasto in testa dal veglione di capodanno.

-Mi ci ha sbavato una lumaca domenica mattina mentre facevo giardinaggio

-E’stato un raggio di sole che rimbalzando sul vetro riflette sullo specchietto, illumina il mio orecchino, che di rimando lo rispedisce alla navicella madre sulla luna,che grazie a un satellite lo spara sulla parabola della villetta qua a fianco, si riflette nello stagno e rimbalza sui miei capelli grazie al tettuccio trasparente dell’auto seminuova, scovando proprio l’unico capello biondo che ho. Grazie a questo effetto sembra bianco. Ho detto sembra.

Con nonchalance riprendo la strada, ma il pensiero che queste tre cose non fossero vere mi abbandona strada facendo. Dentro di me dico “Al 3 mi riguardo, se non c’è, è stata la lumaca, se c’è…ma tanto non c’è. 1…2…3

AAAAARRRRRRGGGGGHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Accosto. Non è possibile!!

Non può essere non può essere non può essere. Ma come, dico io, ho 25 anni + iva, è troppo presto!

Mi metto a ravanare come una pazza sui miei capelli e più rovisto più lo perdo di vista. E’ proprio lì in mezzo. Ora c’è, ora non c’è, ora c’è, ora non c’è.Gioca anche a nascondino, lo stronzo. L’istinto sarebbe quello di strapparlo ma poi mi vengono in mente le parole di nonna “Se lo strappi, dal bulbo ce ne crescono altri tre” Ommioddio no! Allora ce lo lascio, ma lo camuffo. Mi son presa a sberle i capelli per farlo stare sotto agli altri. Chi mi ha visto in quel momento vedeva una donna sull’orlo di una crisi di nervi che si prende a cazzotti la testa. Fantastico.

Torno a casa un po’ agitata.

“Amò!Non sai che è successo!”

“Hai picchiato la macchina???”

“No!Peggio!!”

“Hai investito il cane del vicino?”

“No!Peggio!Peggio!”

“Non mi far preoccupare!Dimmelo!”

Mi pianto davanti a lui. “Dimmi un po’, vedi niente?”

Andrea mi scruta “No…aspetta…sì”

Ecco lo sapevo!Già si vede!E’ la fineeeeeeeee!

“Hai l’inizio di un herpes…”

Un herpes? “Che c’entra l’herpes adesso!”

“Simo, hai una vascicolina sulle labbra”

Mi tasto. E’ pure vero, e non mi ero manco accorta. Strano mi accorgo sempre e metto prontamente il cerottino. Ora ho altri pensieri perdio!

“Non è l’herpes!Amò te non vedi niente perché sei accecato dall’amore!”

“Sì tesoro” e mi accarezza la testa.

“Bravo!E’ lì!Guarda!”

“Ma cosa devo guardare? Hai mica preso i pidocchi?”

“Macchè pidocchi. Guarda bene, cosa vedi?”

“Forfora”

“Macchè forfora…” Forfora? Da quando in qua ho la forfora?Non ho mai avuto la forfora!

“Scherzo!Via Simo non vedo niente, cosa ci dovresti avere, un bernoccolo? Se hai picchiato la testa, stai tranquilla tanto peggio di così non puoi diventare.E poi basta con queste mani nei capelli, sembriamo due scimmie che si stanno a spulcià!”

“Ho-un-capello-bianco” dico come se avessi rivelato il quarto segreto di Fatima.

Andrea mi ha guardato in stand-by e stava per scattare “Ma ti posso toccà??”

“MADDOVE?”

“Guarda, è proprio lì”

Dopo sette o otto minuti di ricerche che manco Piero Angela, Andrea lo trova e fa “E tutto ‘sto casino per questo?”

Questo è un capello bianco. Da lui poi ha inizio tutta l’umanità capillifera!Da un capello bianco a ritrovarsi come Rita Levi Montalcini il passo è breve!”

“E io cosa dovrei dire? Non mi dici sempre che sono sexy?”

Onestamente io ad Andrea i capelli bianchi l’ho coltivati e concimati come farebbe Luca Sardella con un campo di tulipani. Mi è sempre piaciuto l’uomo un po’ brizzolato e devo dire che il mio pollice bianco sta dando i suoi frutti. Il mio amore è partito anni fa con un innocente capello di razza albina e ora c’ha ‘na stenderia che quando li ha corti visto da dietro sembra George Clooney. Visto da dietro. Visto dal davanti è Andrea. Insomma, l’uomo coi capelli brizzolati può essere fascinoso, la donna no.

A me l’idea di avere un capello (UNO) mi turba assai. Fino ad adesso mi sto autoconvincendo che non è bianco, ma è un capello biondo (di quando mi feci le meches) sfuggito al parrucchiere durante la ri-tinta castana. Però lui è lì, e siccome l’occhio cade dove il capello duole, ogni volta che mi guardo allo specchio, lo vedo.

Grazie delle vostre testimonianze, vi ho sentito molto vicine. Ma sappiate che l’idea di tingerlo con l’Uniposca è forte. Molto forte.


mercoledì 10 febbraio 2010

PENSAVO DI ESSERE UN PINO


Tempo fa, girovagando su Eternit (come dice una mia cliente prossima all’ottantina), ho scovato un sito ganzetto. Parla del calendario celtico. Praticamente la tua data combacia con un tipo di albero.Della serie:dimmi quando sei nato e ti dirò che albero sei.Onestamente, prima di vedere la data e gli alberi, pensavo di essere un pino, anzi una pina verde, che più dura non si può. Poi ho scoperto cosa sono e potevo non condividere questa notizia con il mio ammmore?

Quel giorno decido di chiamarlo mentre sono a correre (Corro col cellulare in mano non perché sia una super donna trandy e tecnologicamente moderna, ma perché ho paura che mi prenda un infarto, proprio lì in mezzo ai campi.Avete capito perché mi sono iscritta in palestra?Almeno muoio in compagnia)
“Pronto, pant.. Tesoro..anf pant…ahh…Sei olmo!!” ho ansimato mentre la mia faccia assumeva un bel color pervinca tendente al blu.
“No, sono Andrea, mi sa che ha sbagliato numero” e ha riattaccato.Poi ha subito richiamato, mica è scemo, sul display son comparsa io.
“Simo? Chi è Olmo e perché stai ansimando??Cosa stai facendo?”
“Amò…anf..ahhh…sììì…anf…oddio muoiooo!!”
“SIMOOOOO!!!CHE CAZZO FAIIII???????????”
“Eser…cizio..fis…ico.anf..pant…ahhh…fiuu…”
“Sì, ma CON CHI????”
“Sto…anf...facendo footing…..anf pant!...”
Ha riattaccato di nuovo.
Mi chiama dopo due minuti “Scusa amore…mi sono calmato per evitare di insultarti. Che mi stavi dicendo, luce dei miei occhi??”
Nel frattempo sono arrivata a casa “Sei Olmo!”
“Ancora???Ma che vor dì??”
Gli ho spiegato l’oroscopo degli alberi “Non è ganzo? Te sei olmo, indovina chi sono io?”
“Un banano?”
“No dai, quasi…”
“Simo, via, era una battuta, devo lavorare…”
“Noi dai, indovina, ti do un indizio. Fa dei frutti…” di che colore sono le nocciole?Marroncine? “…vabbè fa dei frutti.Fidati”
“Hai presente quanti alberi da frutto esistono?”
“Aspetta fammi pensare....il melo, il pero, il susino, l'albicocco...…amore hai fatto un sospirone…anche te sei di corsa?”
“Vai avanti”
“Insomma fa delle cose marroncine, che poi si possono trasformare in qualcosa di marrone melmoso presente in ogni casa”
“Simo, ma stai parlando di cosa fa l’albero o di cosa fai te tutte le mattine?Non ho capito.”
“Vabbè sei duro! Sono il NOCCIOLO!!” Ora che ci penso lo potremmo piantare in giardino. Sarebbe bello! E sarei io sotto forma di albero!

“No, dico, il nocciolo!Non è fantastico?” E’ fantastico?
“Che bello. Davvero. Entusiasmante. Da oggi mi sento più completo. Posso andare ora in ufficio?”

Forse no, però…“Amò, se è vero che mi ami, stasera portami una piantina di nocciolo”

“Faccio di meglio.”
“Davveroooo????”
“Sì, ti porto una sequoia e ti ci muro dentro, va bene?”
“Una nocciolina…Tipregooooo”

“Via, Simoncina, se sei arrivata a casa, vai a fare la doccia”

“Tipregotipregotipregotiprego”

“Simo…”

Sento che ridacchia, sììììììì!!!!!!Mi porterà la piantina, lo so! Fa sempre così il mio ammmore, vuole stare serio ma mica ci riesce.Io son pazza e lui lo sa. I miei parenti anni fa lo avevano avvertito, ma lui ‘de coccio’.

Ma avevo ragione, la sera qualcosa mi ha portato. Un barattolino di Nutella.

E voi? Che albero siete? Vi ci riconoscete?

Piesse: ho chiamato il mio babbo “Babbo sei Sorbo!!”

“Sordo???”

Anche.

NOTIZIA DELL'ULTIMA ORA:

Non paga di cotante informazioni su alberi e affini, mi son sparata anche un test della vera età cerebrale.Rullo di tamburi...

43!!!

No dico 43!!!

Non ne ho ancora 37!!!

Ben mi sta, così imparo.

sabato 6 febbraio 2010

FUORI DI TESTA


Ieri sono andata a prendere Alice a scuola e mi ha accolto così:”Mamma oggi sono cascata e mi son fatta male al braccio”.Sbiancando un attimo ho chiesto “Quale braccio?”

“Non quello lì. E poi guarda? Tutto passato!”

Lo muoveva come un barman che schekera un drink. Quello lì, è il braccio sinistro, quello un po’ permalosetto, quello che a volte non sa stare al suo posto, quello che ci ha fatto andare al Pronto Soccorso una sera stellata della primavera scorsa.

Quella sera, di ritorno dal lavoro,vengo accolta dal mio consorte con una faccia tra l'attapirato e il preoccupato.

"Che è successo?"
"Alice si è fatta male a un braccio"
"Tesoro mio, sei cascata e ti fa male il braccino?Cosa vuoi che sia? Con un bacetto passa tutto!"
"Credo di no, non lo muove per niente" Effettivamente Alice è immobile sul divano, roba che nemmeno con la febbre a 39.
"Alice prova un po’ a muovere il braccio?"
Alice se lo tira su con l'altro. Minchia.

“Hai dolore, vero?”

“Se sto ferma, no”

Ottimo.
Io e Andrea ci guardiamo e ci scambiamo un’occhiata d’intesa manco stessimo giocando a briscola.

Partiamo alla volta del Pronto Soccorso con Alice che si regge il braccio.
"Ma come è successo?"
"Facevamo la lotta"
Ma con chi ho a che fare? Con Hulk Hogan? Fanno wrestling? Siamo una famiglia un filino eccessiva. Facciamo la lotta e finiamo al pronto soccorso. Temo che al nostro arrivo ci stendano il tappeto rosso e ci diano la tessera fedeltà. Con cento punti, hai un’ ingessatura gratis.
Lì ci attende veramente il caos. 70 persone in 15 metri quadri, vecchietti in barella incastrati a mo’ di Tetris. Gli infermieri:
"Spostami il 2"
"Gira il 14"
"Attento faccio marcia indietro"
"Metti il 28 qui che io metto il 12 di qua"
"Sposta la signora a destra"
"Metti il 7 qui. Signore? Stia fermo con le mani!Non è sua moglie quella!"
Una vecchietta "Oddio!Il terremoto?Mi si sposta la barella!!!"
"Signora tranquilla sono io,l'infermiera di prima, ricorda? La sposto qui, va bene?"
"Vai più in là, stanno arrivando altre tre barelle..."
Ragazzi, un casino allucinante. ER ci fa una stragrande pippa.
Finalmente ci chiamano. Alice viene visitata e veniamo spediti in ortopedia. Senza numerino.(ovviamente dopo essermi fatta ripetere a manetta “Signora, tranquilla non è nulla di grave, ma ci vuole un ortopedico”)
Quando arriviamo ci attende l'ortopedico di turno in preda a un tic nervoso. Perfetto. E’ uno scherzo? Possibile che l’occhio destro si chiuda ogni volta che pronuncia una vocale? Se dice AIUOLA a ripetizione, assume le sembianze di un coreano. In quel momento ho pensato che sarebbe un pessimo giocatore di poker.
"Che è successo a questa bellissima bambina?" E strizza l'occhio destro e alza l'angolo della bocca. Sembra che ci stia provando con mia figlia! Un tantino imbarazzante.
Alice, già diffidente di suo ai camici bianchi, lo guarda in cagnesco,si gira verso di me e leggo nei suoi occhi "E io dovrei fidarmi di questo qua?Ma 'ndo cazzo mi avete portato?"
"Le fa male il braccio. Stava giocando...cioè...un gioco un po’ movimentato..."
Andrea mi ha guardato come dire "Dì pure la verità. Stasera mi punirò con il cilicio. Tanto mi sento già una merda!"
"Stava facendo la lotta"
"Con il babbo, scommetto"
"Sì!"
"E' un classico..."
Andrea si è afflosciato per il sollievo "Capita spesso?"
"Più di quanto lei immagini. Mica l'ha fatto apposta, no? Capita, capita...Vediamo un po’..."
Alice incapace di proferire parola dalla paura e dal dolore ha sicuramente pensato "Se mi fai male, ti lascio andare una craniata nei denti"
Dire che ha pianto è veramente poco. Penso sia stata sul punto di usare il braccio sano per picchiare ripetutamente sul capo l'ortopedico.
Oddio, forse una botta in capo gliel'avrei data pure io. Almeno per vedere di fermare questi occhi in balia di Ballando con le Stelle. Uno ballava il cha cha cha e uno la samba.
"Ha una sublussazione della testa del radio"
"Ehhhhhhhhhhh???????????????????????” OMMIODDIO!!!!La testa? La radio?E' uscita la testa del radio?Ho capito bene? E dove è andata? Omamma!E’ GRAVE??CHE DOBBIAMO FARE??? Tutto questo mi stava esplodendo in testa, mentre, vista da fuori, avevo un self control e un aplomb che manco Carlo d’Inghilterra.Per far star tranquilla Alice, ovvio.

(Per la serie: Il Blog di Simo informa,Qui la documentazione)

Dicevamo? Ah sì.
Andrea si è messo le mani nei capelli ripetendo "Cosa ho fatto cosa ho fatto cosa ho fatto"
"State tranquilli, non è niente." E ha fatto l'occhiolino. Daje! "E' solamente fuori posto. Ora lo rimettiamo dentro"
E ho pensato "E mo' so'cazzi. " “Amore, tranquilla, che non è niente. E’ solo fuori posto” Ho detto tutto con molta tranquillità e calma. Mi ha tradito solo la pronuncia, un po’ balbettante che mi ha fatto sembrare Scalfaro quando dice Io nonnnnncivvvsto!

L'ortopedico,posseduto dallo spirito di Buffalo Bill, ha imbracciato l’arto di Alice a mo’ di fucile e ha fatto un movimento per ricaricarlo. TRIC TRAC! Paro paro. Alice ha inserito la sirena.

UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!Penso che la vecchiettina che aveva paura del terremoto stia gridando "Sono arrivati i pompieri a salvarmiiiiii!!!!"
TRAC!TRIC!TRAC!TRAC! "Ecco. Ora è dentro. Alice, devi stare immobile col braccio piegato per 20 minuti, poi ti rivisito."
Alice manca poco gli sputa in un occhio e ho avuto paura che per fargli vedere che la testa del radio era rientrata gli facesse il gesto dell'ombrello "Guarda come sto bene? Tiè!!!Fanculo te e tutti i gessi!!!"
Dopo mezz'ora era tutto a posto. Mi hanno detto che ai bambini capita sovente, che non è niente di preoccupante, con l'età poi passa, che potrebbe ricapitare, ma anche no, che basta rafforzare i muscoli del braccio con dello sport, ma anche se non lo fa è lo stesso, che potrebbe avere per sempre questo punto debole, come può darsi che crescendo si risolva tutto da solo. Grazie, che bel discorso sminchiato.
Andrea aveva ripreso colore, Alice ripeteva "Babbo tranquillo, non è colpa tua,mi è rimasto sotto quando ho fatto la capriola perché ti volevo piantare il gomito nel collo, poi rigiochiamo insieme eh?"

Un’amica mi ha fatto notare che nei film in genere arriva l’assistente sociale e denuncia i genitori per percosse. Ma nei film il babbo non dimagrisce di un chilo al minuto, sentendosi una merda. Nell’apprendere la notizia non si punisce nell’ambulatorio ingoiando un clistere, non guida verso il Pronto Soccorso che se lo vede Montezemolo ce lo ritroviamo al prossimo Gran Premio. No, dico. Son cose che capitano. A noi, è ovvio.

Ma chi è che al giorno d’oggi non fa un po’ di lotta?Voglio dire, a tutti capita di troncarsi quelle sei o sette ossa, giocando, no?

Meglio riderci su, và!

Piesse:c'è chi inciampa nelle proprie ciabatte!

venerdì 5 febbraio 2010

CIABATTA 2 'LA VENDETTA'

Se la vostra migliore amica fa la cretina col vostro fidanzato,non arrabbiatevi.Incollatele le ciabatte al pavimento.

Se il vostro capo tutti i giorni vi fa lavorare un’ora in più e non vi paga gli straordinari, non arrabbiatevi. Incollategli le ciabatte al pavimento.

Se vostro marito si scorda per ben due volte di seguito:anniversario, compleanno e San Valentino, non arrabbiatevi. Incollategli le ciabatte al pavimento.

E’ così semplice?

Direi di sì. Guardate qua:






mercoledì 3 febbraio 2010

DIMMI IL TUO NOME E TI DIRO' CHI SEI

Simona:Nome che si presta ad una duplice interpretazione. Per alcuni deriva dall'ebraico Shimeon e significa Dio ha esaudito. Per altri studiosi di onomastica deriva dalla radice simos e significa con il naso schiacciato.

E’ ovvio che preferisco la prima parte, anche perché guardandomi oggi davvero posso ritenermi fortunata.Però…via, vi dirò la verità. A me il mio nome non piace. L’ha scelto la mì mamma con la complicità di mia nonna. Una volta le ho chiesto se c’era qualche alternativa e lei serafica mi ha risposto“Se non eri Simona, eri Serena”. Perfetto. Allora meglio Simona, ma non perché Serena non mi piaccia, ma perché mi sarebbe stato male. Da piccola non ho dormito per tre anni e manco mangiavo. Non sto serena manco quando dormo, riesco a togliere le federe dai cuscini durante il sonno e con i piedi porto via gli angoli del lenzuolo. Senza contare che mi muovo come se avessi il ballo di San Vito e Andrea rischia di prendere una gomitata in pieno naso o una pedata negli stinchi un giorno sì e uno pure. Il tutto mentre io sto dormendo.Quindi Serena de che?

Simona…Niente, non mi garba tanto. Anche se nei primi anni settanta questo nome andava molto di moda. Alle elementari in classe eravamo tre.

Alle medie in classe eravamo tre.

Negli unici due anni di superiori che ho fatto eravamo in quattro.

E’ anche vero che difficilmente mi chiamano con il mio nome. Mi sono stati affibbiati negli anni (per cause ancora sconosciute ma che gli autori di Focus stanno prendendo in considerazione per farci il prossimo servizio) dei nomi, nomignoli, soprannomi che mi hanno accompagnata più o meno piacevolmente. Vado ad elencare.

Andrea: Simo (come gran parte delle persone e quando abbiamo diciamo una conversazione normale)

Simoncina… (accompagnato da un sospiro quando tenta di spiegarmi una cosa difficile, tipo premere il tasto rewind per tornare indietro sul videoregistratore, o pigiare il tasto ‘senza centrifuga’ della lavatrice quando devo lavare le tende)

Moma (quando diciamo siamo in vena di coccole. Se in altre parti di Italia questo nome ha un significato non proprio carino non me lo dite, vi prego. Lasciatemi crogiolare nella tenerezza. Ma se significa ‘Grande gnocca dotata di intelligenza sopraffina, nonché di due tette da paura’ ditemelo.Grazie)

Alice: Mamma (in condizioni normali)

Mammina? (con punto interrogativo quando faccio ‘na cazzata. Per esempio se mi dimentico di riempirle la bottiglietta d’acqua per la scuola. In quel caso mi rendo conto che non solo avrà avuto sete, ma più che altro non ha una scorta naturale con sé come i cammelli)

Mamminaaaaaa…. (con la A cantilenante a calare. Tipica espressione bambinesca che scatta prima che cominci a sbavare sulle bustine dei cuccioli cerca amici. In genere il proseguo è “…ma lo sai che mi manca il facocero?”)

Mamma:La tù figliola! (rivolta al mio babbo quando ne ho combinata una, per esempio se ho dato dell’incompetente all’ impiegato della banca che mi fa ha fatto perdere un sacco di tempo, per poi scoprire che l’impiegato’era il Direttore)

La mì figliola! (rivolta al mio babbo quando faccio qualcosa di cui va fiera e il sottotitolo è “Meno male che ha preso da me!”. Succede quando scopre per caso che ho parlato bene di lei con la vicina di casa Palmira.

LA Simona (quando parla con gli altri. Lo fa anche se deve parlare con il gatto)

Cocca (nome che usa per consolarmi quando le polpette mi vengono così bene che se le tiri nel muro puoi improvvisare una partita a squash)

Babbo:Simona (è l’unico che mi chiama con il nome per intero)

La bimba (quando parla con mamma. Gli vorrei ricordare che tra poco più di un mese ‘la bimba’ fa 37 anni. Permettetemi di aggiungere un ‘cazzo!’)

Mio fratello:Caccola (possiamo sorvolare?Non ho mai avuto il coraggio di chiedergli da dove nasce questo squisito nomignolo che richiama qualcosa di assolutamente bello e piacevole, soprattutto al tatto)

Zia:Cecia (in Toscana Cecio e Cecia è un vezzeggiativo affettuoso. Comunque,se di legumi vogliamo parlare, meglio cecia che fagiola)

Zio:Anatrona (nome che va alla grande nel periodo estivo, in quanto zio me l’ha affibbiato per il mio modo di stare al mare. Fissa in acqua, a sgallettare sguaiata che manco un bambino di tre anni, mi entra inesorabilmente l’acqua nel naso che mi fa sbuffare come la locomotiva dell’Orient Express e come dice zio “Fai così casino che ti si sente dalla spiaggia.”

“Grido troppo?”

“No. Starnazzi”

Compagni di scuola:Olivia (e qui è un classico. Senza dover consultare la Treccani capite che ero secca-secca e brutta-brutta)

Le bimbe del lavoro:Brezza (soprannome dato dal fatto che soffro molto il freddo e la mattina quando arrivo al lavoro sembro una talebana. Otto strati di piumino, cappello, sciarpa, guanti, mombut e scaldamuscoli. Il mio viso è completamente coperto a parte gli occhi, il che potrebbe essere molto sensuale, ma siccome per far sì che non mi lacrimino gli occhi dal freddo, metto anche gli occhiali.Sembro Gustav Thoeni che è appena sceso da una pista.

Le bimbe delle pallavolo:La Fruzze (semplice, conciso. E’ un lavoro di squadra, si capisce)

I ragazzi della pallavolo e del pallone:La Filippa (discorso troppo difficile da spiegare, ma fidatevi, ci sta tutto. E levatevi dalla testa che mi chiamano così perché somiglio vagamente a Filippa Lagerback)

Gli amici di blog:Topanova (chevvelodicoaffà? Tutto nasce da qui, e sinceramente si sta espandendo anche fuori, visto che gli amici che vengono a cena dicono “Stasera da Topanova!”. Che sembra un nome da night club)

Con tutti sti nomi è ovvio che quando ho aperto un blog non ho manco pensato a un Nick kamen…nickname o come diavolo si dice. Andare per altri blog a presentarsi come Topanova o più semplicemente Topa, non mi sembra molto carino, e in Toscana anche presuntuoso, perché il suddetto nome è sinonimo di sorella gemella di Belen Rodriguez, tanto pè capisse.

Insomma, io fra voi vedo dei nomi interi, dei soprannomi (uno l’ho dato anch’io!E la Pica mi ringrazierà!),dei nickname, dei nomi accorciati,dei nomi composti, che però fanno di voi un essere riconoscibilissimo anche nel mondo del web. Ma il premio “La chiarezza è tutto nella vita” lo vince senz’altro Chicca, che si firma tale, si chiama in un altro modo che non c’azzecca una mazza e manda le mail col nome della figlia.Inutile dire che la prima volta non c’ho capito un cazzo( e come me anche qualcun’altro), ma stiamo buoni che non vorrei che cambiasse di nuovo nome. E mi raccomando non chiamatela Amore. C’ha chiamato il cane. Immagino il ritorno a casa del marito che grida dalla porta “Amoreeee!Sono tornato!” e invece di venir baciato dalla Chicca, viene travolto dal cane con tanto di sbavamento sulla cravatta nuova.

Quando dico che la scelta del nome deve essere ponderata, mica dico cazzate.

Dopo tutto sto pappiè siete curiosi di sapere che nome mi sarebbe piaciuto?

VIOLA

Ma per voi sarò sempre la vostra Topanova.



domenica 31 gennaio 2010

SIAMO DONNE CON LE ALI

Amiche mie carissime,(anche amici, perché ahimè, chi sta con una donna si sorbisce tutto questo), cosa è che ci accomuna tutte? Lo sbavare per Rossano Rubicondi immortalato su CHI in perizoma mentre costruisce una zattera per l’Isola dei famosi? Finire il credito del bancomat in una profumeria? Mettere le mani sui fianchi e ripetere a manetta “Non mi dici mai ti amo” a nostro marito? (Scherzo,so che ce lo dice)

No, non solo, ciccine. C’è una cosa che accomuna me a voi, e noi a tutto l’universo femminile. C’è il ciclo a romperci le ovaie e a scassarci l’utero, una volta al mese. Già di per sé questo potrebbe essere sufficiente per far di noi (almeno tre giorni al mese, almeno) delle tipe intolleranti. Ma non solo. Da qualche tempo la linea più famosa di assorbenti ha messo sul mercato le nuove bustine-consiglio. Non riesco a capacitarmi come abbiamo fatto a campare fino ad adesso senza. Roba che mi prenderei a martellate le rotule.

Così da domani invece di portarci Tu Donna Io Rinco al cesso, basta aprire una bustina di assorbenti e spiegare il foglietto di nylon come una pergamena. E ti leggi tutti i consigli del caso, tante volte tu fossi una sprovveduta che a trent’anni non ha ancora capito cos’è il ciclo.

Ecco alcune domande che ho trovato. Naturalmente non mancano le risposte che avrei dato volentieri a voce a quel microcefalo che le ha ideate. Tanto per continuare con gli ‘Avrei voluto’, mica per altro. Vi prego, ditemi che anche voi siete state più volte tentate di dirne quattro, ma anche diciotto all’ideatori di queste genialate.

Partiamo con queste ‘pirle’ di saggezza riportate paro paro:

1)Lo sai che durante il ciclo mestruale è consigliabile indossare indumenti comodi e traspiranti?
E te lo sai, caro genio dell'assorbitutto, che provare a mettere un assorbente su un perizoma senza che ti escano due ali da aliante è un vero miracolo?Lo sai che in quei giorni lì l'unica cosa arrapabile che abbiamo sono le unghie finte tinte di rosso?Lo sai che non c'è bisogno che tu mi dica che se indossi una tutona di pile stai meglio che con la minigonna giropassera e tacco 12? Sorvolerei sul fatto che alcune di noi corredano tutto con una bella borsa. Non di Prada ma dell’acqua calda.

2)
Lo sai che durante il ciclo è comportamento molto comune desiderare alimenti dolci?

Ma pensa te. E doveva dirmelo una bustina viola 'sta cosa? Leggendo mi dovrei sentire meno in colpa se faccio fuori tutti gli ovetti della Kinder e pure tutto il pollaio?Se mi infilo verticalmente in bocca una stecca da un kilo e mezzo di cioccolato fondente, manco fossi una mangiatrice di spade? Ho avuto questo sentore quella volta che davanti a una pasticceria ho sbavato come un mastino che vede una fila di salsicce.

3)
Lo sai che è buona abitudine intensificare le normali pratiche igieniche durante il periodo mestruale?

No, davvero? Pensavo di profumare come una petunia i primi di maggio. E che il rosso che vedo sull'assorbente non sia altro che qualche petalo che mi si scolorisce perché l'annaffio troppo. In quei giorni lì non solo mi lavo più spesso, ma ci manca poco che non mi regali anche un lavaggio del colon.

4) Lo sai che esistono piante, come l'agnocasto e il tanaceto partenio, con effetto benefico sui disturbi del ciclo?
Meraviglioso. Infatti ero qui che mi dicevo:menomale c'è l'agnocasto e il tanaceto partenio.Dove si trovano queste piante? In Patagonia? Nel Madagascar?Devo partire con Susy Blady e Patrizio Roversi per procurarmi queste piante? In effetti sarebbe bene usarle,fumandole. Vedi che bel viaggio ti fai se ti fumi l’agnocasto. Salti sul tuo assorbente con le ali e ti libri in volo. Altro che il cane volante de ‘La storia infinita’.

5)
Lo sai che fare sport aiuta a combattere i dolori mestruali?

Per sport cosa intendi? Prendere a sassate il cane del vicino dal nervoso? Dare ripetutamente craniate nello stipite della porta dal mal di pancia? Sferrare calci al pallone per colpire tua suocera in fronte che ti sta dando consigli a cazzo visto che è in menopausa dal '35?

6)
Lo sai che mangiare frutta e cibi integrali aiuta a combattere la stitichezza che colpisce molte donne durante il ciclo?
Che bello iniziare la giornata parlando di cacca. E’ già tanto che non ci diano i consigli della nonna come “Bevete un bicchiere d’olio e fatevi ‘na peretta”. Io non ho problemi. C’ho un intestino che è veramente una testa di crasso. Pensate che venga inibito e impaurito dal ciclo?Macchè. Va via che pare pagato, libero come l’aria. Potrei riempire un libro con il nome delle donne alle quali succede il contrario.


7)
Lo sai che un buon piatto di riso aiuta a combattere la stanchezza tipica della sindrome pre-mestruale?
Magari riso in bianco, col pollo lesso, mettiamoci il purè e la mela cotta e poi fatti un clistere che domani ti operano. Una bel tiramisù o uno zabaione no? Proprio il riso? Che magari un chicco ti va a rifinire nel buchetto della carie e uccidi tuo marito a suon di forchettate dal dolore ai denti. Però hai combattuto la sindrome pre-mestruale. Vuoi mettere?


8)
Lo sai che dai primi del novecento, nei paesi più sviluppati, l’ età media della prima mestruazione si è abbassata?
A parte il fatto che questa cosa mi interessa quanto sapere a che età si è tolto le tonsille il presidente del consiglio, ma tu lo sai che le ragazzine di 13 anni di 30 anni fa non sono uguali ad adesso? Lo sai che io a 13 anni giocavo ancora a Barbie e quelle di oggi c'hanno 3 o 4 Big Jim tra le mani? Lo sai che quando ho indossato i primi tacchi avevo 18 anni e quelle di oggi vincono il premio come 'miglior trampoliere' già a 15? Lo sai che a 13 anni ho letto su un libro la parola 'amplesso' e ho pensato a un errore di ortografia nel descrivere una band musicale? Lo sai che ho scoperto molto tardi che Ogino e Knaus non erano per niente due giocatori dell'Inter?Queste ragazzette di oggi queste cose te le mimano con l'alfabeto muto o ti ci fanno il disegnino coi simboli del cellulare, hai capito?Se tanto mi dà tanto, cambierà la legge e prenderanno la patente a 15 anni.

Ora,io dico, oltre avere le ovaie che una volta al mese ballano la samba e l'utero ripieno come un tacchino a Natale, dobbiamo sorbirci anche ste cose?

Le buone Jo Squillo e Sabrina Salerno avevano ragione: "Siamo donneeeee, oltre le ovaie c'è di piùùùùù!!!!!"

Piesse: qualcuno ha la vaga idea di come possa essere finita qui?

Buona domenica Tesori!

mercoledì 27 gennaio 2010

PERCHE' UNA MAMMA





Qualche giorno fa, la mia amica Sonia, ha dato alla luce una splendida bambina:Serena. Non ho dubbi, sarà un’ottima madre. Ha dolcezza e intelligenza da vendere e quando l’ho sentita al telefono, prima del parto, aveva un’aurea di ottimismo e gioia, da contagiare chiunque.

E come ogni volta che apprendo la notizia di una nascita, vado a ritroso nel tempo e mi guardo un po’ indietro. E avrei voluto fare tante cose e non farne altre.

Per dirne una avrei voluto annunciare ad Andrea che aspettavo Alice, nascondendogli un ciuccio sotto il piatto come nei film romantici. Invece, dopo che hai perso il primo figlio proprio il giorno dell’anniversario di nozze,magari scegli un tenero abbraccio in silenzio con il test positivo strinto in mano.Così,tanto per scaramanzia.

Avrei voluto godermi i primi mesi senza avere la paura che succedesse di nuovo. Poi un giorno mi sono guardata allo specchio e ho detto “Sento che questa volta sarà diverso" Infatti.

Avrei voluto non cadere dalle scale all’ottavo mese di gravidanza quando ero quasi lì lì e poteva succedere di tutto. Ma il medico, sulle prime allarmato, mi tranquillizzò “E’ andata bene, la bimba è ancora bene attaccata”. Mi toccai la pancia e in quel momento battei un cinque virtuale ad Alice.Stando così ancorata nonostante i dodici scalini fatti a rotta di collo, era come se mi avesse detto "Tranquilla mamma, io non ti lascio"

Avrei voluto abbracciare mio padre quando l‘ho visto piangere davanti alla sala parto. Invece l’ho salutato con la mano come quando avevo cinque anni.In quel momento,in cui diventavo grande, son tornata bambina.

Avrei voluto piangere come tutte quando me l’hanno posata in grembo la prima volta.Quei pianti come si vedono in televisione e come ti raccontano le amiche.Io che piango su tutto, mi ero sempre immaginata di fare un lago. Invece non è successo.Sono rimasta letteralmente senza parole, col cuore gonfio, persa nel suo faccino e con i miei occhi che le dicevano “Finalmente ti posso abbracciare”

Avrei voluto che Andrea trovasse al suo ritorno una donna quantomeno in ordine, e non un fantasma assonnato,scarruffato e ancora in pigiama. Ma non avrei voluto un uomo che non fosse lui, che mi ha fatto sentire bellissima e all’altezza del mio nuovo ruolo.

Avrei voluto allattare mia figlia senza sentirmi inadeguata come madre. Non solo non è uscita una goccia di latte, ma il mio seno si è ribellato riempiendosi di piaghe.

Avrei voluto dare una testata a quella stronza che nella nursery mi disse “Se non la allatti il vostro rapporto sarà meno profondo”.Manco spreco due righe in più per dirle quanto si è sbagliata.

Avrei voluto non sentirmi in colpa quando la lasciavamo ai miei per poter dormire giusto quelle sei ore di fila. Invece mi ci sentivo, anche se in quelle ore mi ero riposata e sentivo di averne bisogno.Eccome.

Avrei voluto dire a mamma quanto è stata preziosa in questi anni,e quanto nei miei gesti c'è tanto di lei.Ma non le dico mai niente, perchè so che ne è consapevole,ma magari le farebbe piacere.

Avrei voluto sentirmi subito pronta ed efficiente, e non spaventata e soprattutto stanca. I primi tre mesi non sapevo dove manco fosse Simona. Ho scoperto più tardi che era stata fagocitata da Alice, per plasmarla, modellarla e farne una persona migliore.

Avrei voluto dire grazie mille a tutte le persone che mi hanno sempre detto “Sei un’ottima madre”, invece non lo faccio mai, perché fa parte di me e non mi sforzo di essere la migliore.

Avrei voluto essere con lei, per farle una linguaccia, quando a scuola le hanno chiesto “Dimmi un aggettivo per descrivere la tua mamma” e lei ha risposto “Divertente”.

Avrei voluto non piangere alla prima recita all’asilo. Niente di strano se non fosse che, vedendo me, si è messa a piangere pure lei. E non ha più seguito un passo di tutta la recita.

Avrei voluto evitare di andare nel panico la prima volta che si è ammalata, la prima volta che si è ferita seriamente, la prima volta al pronto soccorso. Ho capito che per gestire la situazione dovevo imparare a gestire le mie emozioni. Ma ce l’ho fatta, sono una che apprende in fretta, soprattutto se è per dare sicurezza e serenità al proprio figlio.

Avrei voluto non portarla nel lettone quando non dormiva, per non farle prendere questa bruttissima abitudine. Avrei voluto lasciarla nel suo letto e magari ripetere la fiaba per altre venti volte fino a che non si riaddormentava. Ma non ce l'abbiamo fatta. Mi rendo conto che sono gesti di salvataggio per salvaguardare la nostra salute psichica e fisica, che in un anno e mezzo di notti in bianco rischiava di andare a farsi benedire. Ma Alice adesso, anche se dorme da sola, ha difficoltà ad addormentarsi se non ha vicino qualcuno.Avrei voluto che si bastasse, ma così non è.

Avrei voluto farlo prima un figlio. E’ ovvio che mi ha cambiato in meglio.Un figlio ti fa spostare l’attenzione che riversi su te stessa, e impari ad esserci, sempre. Diventi grande e cresci. Io l’ho fatto insieme a lei.Noi, lo abbiamo fatto insieme a lei.

Avrei voluto dedicare qualcosa di speciale a Sonia, ma temo di non esserci riuscita.

E avrei voluto scrivere un altro post, ma stamani mi è uscito così.


sabato 23 gennaio 2010

GIOCHIAMO?


Ho trovato queste domandine su Internet, e secondo voi non cedo?

Se fossi:

Se fossi un mese sarei: Marzo
Se fossi un giorno della settimana sarei:
il Mercoledì!
Se fossi un orario del giorno sarei:
Mezzogiorno
Se fossi un pianeta sarei:
Saturno(possibilmente a favore.Grazie)
Se fossi un animale sarei:
una Topa! (che domande!)
Se fossi una direzione sarei:
direzione? Vorrei essere quella giusta.
Se fossi un articolo di arredamento sarei:
uno scrittoio
Se fossi un peccato sarei:
la gola.
Se fossi un personaggio storico sarei:
Calamity Jane. Sono solita sparare a chi entra nella mia proprietà.
Se fossi un liquido sarei:
l’acqua.
Se fossi un albero sarei:
Un pesco.
Se fossi un uccello sarei: Un passero, anzi u
na passera. Scopaiola.
Se fossi un arnese sarei:
Una chiave inglese.Yes!
Se fossi un fiore sarei:
un girasole. Se va bene,sennò mi gira qualcos’altro.
Se fossi un evento atmosferico sarei:
il vento. A volte fa danni.
Se fossi una creatura mitologica sarei:
un folletto.
Se fossi uno strumento:
l’Oca-rina.
Se fossi un colore sarei:
Giallo.
Se fossi un'emozione sarei:
una risata.
Se fossi una verdura sarei:
Una zucchina. Perché da giovane ero un fiore!
Se fossi un suono sarei:
UHAHHUHAHHUHAAHHHAAAA!!
Se fossi una macchina sarei:
una Jeep 4x4. Sedici.
Se fossi una canzone sarei :
Acqua e sale. (la prima da bere, il secondo da togliere)
Se fossi un film sarei:
00Tette Missione Goldfinger (Fingi per favore che abbia una sesta)
Se fossi un libro sarei:
Memorie di un pazzo.
Se fossi un cibo sarei:
la pizza una stagione.L'estate.
Se fossi una città sarei:
Parigi.
Se fossi un materiale sarei:
Qualsiasi materiale duro. Di comprendonio.
Se fossi un sapore sarei:
Frizzante. E’ un sapore?
Se fossi un profumo sarei:
Fruttato.
Se fossi una parola sarei:
Attopata.
Se fossi un oggetto sarei:
Una penna.
Se fossi una parte del corpo sarei:
le mani.
Se fossi un'espressione del viso sarei:Un sorriso.
Se fossi una materia scolastica sarei:
l’Italiano.Bella battuta, vero?
Se fossi il personaggio di un cartone animato sarei:
Ciuchino.
Se fossi una forma sarei:
In forma strepitosa!Fammi finire la palestra poi vedi.
Se fossi un numero sarei: Tre (che non è il numero perfetto, ma il numero dei miei neuroni)

Adesso tocca a voi. Copiate-incollate le domande e a voi le risposte.

Azz!Tra le domande non c'è 'Se fossi un difetto'.Sarebbe:troppa curiosità.

mercoledì 20 gennaio 2010

FAI FITNESS? NO,FACCIO LA FIT-FESS(A)





Non vedevo l’ora di avere due minuti del mio mercoledì per raccontarvi una cosa, anzi condividere, al solito, per non sentirmi l’unica incapace al mondo. Partiamo da lontano però.

Qualche tempo fa, durante un banale controllo, salta fuori che ho la pressione arteriosa un po’ alta. Niente di sconvolgente, non è che rischio di esplodere da un momento all’altro, ma diciamo che supero un po’ il limite di velocità. Lasciando perdere i vari consigli e suggerimenti come:

sarà il ciclo

sarà il tempo

sarà che hai mangiato 3 etti di prosciutto

sarà che quest’anno è l’anno dei pesci e te sei ariete quindi rosichi

sarà che Giove è entrato in Saturno

sarà che non ci sono più le mezze stagioni,

porto tutto il pappiè di analisi al mio medico curante (nonché specialista in cardiologia e medicina dello sport. Praticamente un medico in scarpe da ginnastica).

“Mmmh….” E a me quando il dottore mi dice Mmm… sapeste che rabbia.

“Che c’è? Vabbè è un po’ altina,ma in casa mia a partire dalla bisnonna, tutti soffrono di ipertensione, i miei familiari ingurgitano pasticche come fossero Smarties, mamma e babbo, quando si annoiano se le lanciano a vicenda in bocca superando il cerchio di fuoco, può essere familiarità, no?” Della serie:che ci posso fare se la sfiga mi perseguita, non è colpa mia.

“Può essere…ma sei giovane e va abbassata, è pericoloso, non sottovalutiamo questa cosa”

Ha detto che sono giovane? Oddio sì, sono troppo giovane!

“Hai capito?”

“Eh? Sì, certo.”

“Vorrei evitare di darti una terapia, ha comunque degli effetti collaterali, hai un fisico forte e sei intelligente, capisci bene che se ti ci metti…”

Fisico forte? Intelligente? Oddio sì!Sono splendida! Altro che veline! Sono fantastica!

“…mi stai seguendo?”

“Eh? Certo.”

“Da domani limitare il sale in tavola”

“Noooooooooo, a me mi piace la focaccia salatissimaaaaa”

“Una domanda:ma te bevi?”

“Uè!Calma con le parole!Vabbè c’ho la pressione un po’ alta ma non sono così disperata da attaccarmi alla bottiglia!”

“L’acqua. Via, Simona, smetti di scherzare su queste cose. Devi bere almeno due litri di acqua al giorno”

Piuttosto mi uccido.

“E terzo, devi fare attività fisica”

“Ma vado a fare footing!”

“Infatti mi ricordavo.Ma dimmi la verità, quante volte ci vai?”

…………………………trallallà……

…………………………….ambarabà ciccì e coccò….

……?.............................?.................la lalla lààà trullallero….

“Simona?”

“Vabbè ultimamente ho un po’ tralasciato, ma fa un freddo porco!E poi correre tra i campi mi ha stufato, mi rincorrono i cani, e poi….piove!Ecco piove. E poi…a volte nevica!Ecco sì. E poi….”

Okay, mi sembra superfluo confessare che ci vado una volta al mese, però cazzo siamo in gennaio.

“Simona,sono tanti anni che ti seguo.Ma ti ricordi come stavi bene quando giocavi a pallavolo?”

Gli devo ricordare che avevo vent’anni? Non vorrà che vada a correre tutti i giorni! Oddio no, mi vedo già a correre tra i campi con la tuta da sci e i mombut , con una coperta arrotolata sul braccio per proteggermi dai morsi dei cani come gli addestratori.Alla Rocky, sotto la neve, con un pezzo di bue sulla spalla, col berretto di lana nero e ripetermi ossessivamente “non fa male, non fa male” a fare di corsa una scalinata e arrivare in cima esultando a braccia aperte (devo subito telefonare al comune per farmi costruire una scalinata lungo il mio tragitto).

Fino a che il mio medico in scarpe da ginnastica se ne esce con un “Perché non ti iscrivi in palestra?”

UOZ??? (What’s per chi sa l’inglese) Palestra?

Ma non sono una tipa da palestra. Cioè, non fa per me. A dire la verità non lo so, ma ho paura di annoiarmi.

“Cercati un corso che ti diverta, ci vuole attività aerobica minimo tre volte a settimana, movimento, dieta con poco sale e bere acqua. Ti conosco Simona, ce la fai alla grande. Leviamoci questa cosa senza prendere medicine.”

Ecco dove volevo arrivare. Mi sono iscritta in palestra e lunedì ho fatto la prima lezione. E ho fatto anche una stra-grande figura di merda.

Lunedì in base all’orario ho scelto una cosa che si chiama AERO-STEP. Ho pensato “Facciamo lo step. A salire su uno sgabellino son bravi tutti. Sento che ce la posso fare”

Arrivo in palestra e onestamente (qui lo dico e qui lo nego) mi è piaciuta subito. E’ piccola, familiare, con tutto il parquet in terra, un grande specchio e la sbarra se tante volte ti vuoi improvvisare Barbie Lago dei Cigni. Si presenta a me subito l’insegnante che manco a dirlo c’ha un fisico uguale a Jamie Lee Curtis quando zampettava con gli scaldamuscoli. Alta, magra e tonica, ed è per questo che per noi oggi sarà: The Body.

“Ciao!E’ la prima volta vero?”

“Sì appunto, dicevo…aerobica, giusto?” Son già disconnessa e non abbiamo ancora iniziato.

“Sì, la faccio io”

“Ecco…devo dirti la verità, perché la verità sta alla base di ogni buon rapporto” Che minchia sto dicendo?

Lei onestamente c’ha sul viso un’espressione che dice “Ho fatto qualcosa di male per meritarmi questa?”

“Io non sono molto coordinata. Diciamo che ho la coordinazione di un bradipo morto. Che son più statica di un comodino.Che…”

Lei alza la mano “Non c’è problema. Stai tranquilla. Nessuno è scoordinato, è solo questione di allenamento. Vatti a cambiare che cominciamo subito”

Esco dallo spogliatoio e lei e le altre ragazze stanno già zampettando al ritmo di una musica.Un misto tra house-rock-punk-pop-art-funky e tranky. E si comincia già male, molto male. Davanti a me The Body, con un fisico che farebbe sbavare anche Malgioglio e Alan Sorrenti,e intorno a me ragazze di vent’anni, belle e fresche come petunie a maggio, e che sembrano prossime al provino di Amici di Maria de Filippi. Sembro la loro madre.

The Body mi invita a iniziare il riscaldamento di aerobica. “Segui i miei movimenti.Suuuuuu a destraaaaaaaaaaaaaaaa. E uno! E due!”

Destra? Ok destr….oddio ma è già a sinistra! E un attimo perdio! Sinistra…

“Suuuuuuuuuuu edddaiii e uno! E due! Passo doppio e viaaaaaaa!!!!Su tutti a destraaaaaaaaaa e viaaaaaaaaaaa!!!!!”

Destra…sinistra….mi pare di essere un vigile. Non ci sto capendo un cazzo. Tutti vanno a destra e io a sinistra. Nello specchio mi vedo riflessa e mi faccio pena per conto mio. Mi sparerei, come nella caccia al tordo. Lo specchio mi rimanda l’immagine di una donna che si muove come le mummie dei cartoni animati. Dio, come sono ridicola!Ma non si può mettere una tenda davanti a ‘sto specchio?

“Suuuuuuuu avanti e indietro, passo di mamboooooooo!!!!Eddai via così, ritmoooooo, avanti!Indietro! Evvai passo mambo!”

Anf pant…passo mambo? Ecchevordì? Oddio mi son già persa, quando tutti sono indietro io son sempre avanti, ho perso il ritmo!Ma poi mi sorge il dubbio che non ce l’ho mai avuto.

“A destraaaaa passo doppio mambo piroetta giroooooooooooooo!!!!”

Piroetta? Devo girare? Ommioddio!Non ci sto capendo un cazzo, tutte fanno le piroette e i giri manco fossero le sorelle gemelle di Roberto Bolle. A me sembra di essere Holly Hobbie strafatta di coca in cerca di farfalle in un campo fiorito. Faccio piroette e giro su me stessa a cazzo di cane e vago per la palestra senza una meta. Mi ci manca il retino in mano e sono a posto. A forza di piroettare (mentre gli altri erano già al passo successivo) manca poco mi pianto in un pilone.

Anf…pant…però che fatica! Rientro nel gruppo e cerco di seguire The Body che mi mima “Non stai andando male”. Infatti. Sto andando malissimo.

“Gamba destraaaaaa passo incrociatoooooooo evvai suuuuuuuuu, girareeeeee forzaaaaaaaa, passo mambooooooo e viaaaaaa!!!!

Anf…pant…anf…cosa ha detto? Gamba destra? Sì okay….allora…la metto qui… e poi di là…Io dico che il povero Don Lurio si rigira nella tomba. Ho la velocità e la prontezza di una lumaca immersa in otto litri di camomilla, mentre tutti gli altri sono, lasciatemelo dire, bellissimi.Vanno via come il vento, okay sono più allenati, lo fanno da settembre, però è bello a vedersi. E realizzo che non ce la farò mai. Però sono qui per sudare, buttar giù la pressione e possibilmente divertirmi E’ ovvio che gli altri, guardandomi, si divertono più di me, ma è solo un dettaglio… oddio che ha detto?Coreografia? Ma se non so mettere due movimenti in fila, come faccio a fare una coreografia?

“E uno-due-tre-quattro!viaaaaaaa!!!!A destra-piroetta-braccio destro suuuuuuu!!!!mezzo giro, mambooooo!!Lancio gamba, giùùùù!!!!”

Tutto senza fermarsi un nanosecondo. Io che ho bisogno di prendere appunti anche per accendere la lavastoviglie. Non mi ricordo un cazzo di qui a lì e questa mi fa 87 passi ogni 5 secondi.

Però non mi posso fermare, mi ci vuole attività aerobica, devo sudare e soprattutto muovermi.

E allora ho emulato Liv Tyler nel film di Bertolucci. Io ballo da sola. Che problema c’è.Tutti a destra? Vengo anch’io, ma ci vengo come se stessi passeggiando nel Corso. Andate avanti? Piacere. Ci vengo carponi, è uguale? Fate un passo di mambo? E io lo faccio di mazurca alla Raoul Casadei, va bene? Via, che male c’è? Vi tengo compagnia, voi non badate a me. Sembravo un disturbatore folle nel gruppo di Chorus Line. Ho fatto dei movimenti a caso,un’idiota ‘mbriaca in calzamaglia. Non ho fatto ‘La morte del cigno’, ho fatto ‘L’agonia del cigno’. Tutto un movimento inconsulto e spasmodico alla rinfusa, il cigno che è in me è in fin di vita, è più di là che di qua.

The Body all’improvviso grida “Stoooopppppppppp!!!Respirate”

Respirate? Penso di non aver fatto altro in tutta la sera. Non ho fatto una beata mazza di quello che ha chiesto. Ci ha fatto prendere i tappetini per la parte ‘tonificante’ e non vedo lei cosa deve tonificare visto che ha degli addominali che sembra Raffaello,non mio cugino, ma la tartaruga Ninja. Qui ad essere sincera ho avuto una piccola rivincita sulle giovincelle di Maria de Filippi. E’ uscito il mulo da soma che c’è in me e in addominali e glutei ho fatto la mia figura. Ovviamente di merda, ma diciamo che è andata molto meglio. Ho fatto la ganza e ho stretto i denti, perché, cazzo, qualcosa dovevo saper fare, ma sono due giorni che son tutta un dolore. Stasera mi ritocca e provo la lezione di Total Body, un altro corso. Perché come mi ha detto l’insegnante, devo prima provare tutti i corsi per vedere quello che fa per me. Più che altro quello che mi riesce meglio.

Ed ora, dolorante ma contenta, visto che è mercoledì, mi riposo e sto qui. Perché ci sarà qualcuno che come me avrà fatto ‘ste figure, o no? O siete tutti figli di Heather Parisi? No, perché basta dirlo.

Una richiesta:se tra di voi c’è un’insegnante di ginnastica, mi dice per favore che sono stata brava?

Ho bisogno di sentirmelo dire, ma tanto tanto.



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