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Simona:Nome che si presta ad una duplice interpretazione. Per alcuni deriva dall'ebraico Shimeon e significa Dio ha esaudito. Per altri studiosi di onomastica deriva dalla radice simos e significa con il naso schiacciato.
E’ ovvio che preferisco la prima parte, anche perché guardandomi oggi davvero posso ritenermi fortunata.Però…via, vi dirò la verità. A me il mio nome non piace. L’ha scelto la mì mamma con la complicità di mia nonna. Una volta le ho chiesto se c’era qualche alternativa e lei serafica mi ha risposto“Se non eri Simona, eri Serena”. Perfetto. Allora meglio Simona, ma non perché Serena non mi piaccia, ma perché mi sarebbe stato male. Da piccola non ho dormito per tre anni e manco mangiavo. Non sto serena manco quando dormo, riesco a togliere le federe dai cuscini durante il sonno e con i piedi porto via gli angoli del lenzuolo. Senza contare che mi muovo come se avessi il ballo di San Vito e Andrea rischia di prendere una gomitata in pieno naso o una pedata negli stinchi un giorno sì e uno pure. Il tutto mentre io sto dormendo.Quindi Serena de che?
Simona…Niente, non mi garba tanto. Anche se nei primi anni settanta questo nome andava molto di moda. Alle elementari in classe eravamo tre.
Alle medie in classe eravamo tre.
Negli unici due anni di superiori che ho fatto eravamo in quattro.
E’ anche vero che difficilmente mi chiamano con il mio nome. Mi sono stati affibbiati negli anni (per cause ancora sconosciute ma che gli autori di Focus stanno prendendo in considerazione per farci il prossimo servizio) dei nomi, nomignoli, soprannomi che mi hanno accompagnata più o meno piacevolmente. Vado ad elencare.
Andrea: Simo (come gran parte delle persone e quando abbiamo diciamo una conversazione normale)
Simoncina… (accompagnato da un sospiro quando tenta di spiegarmi una cosa difficile, tipo premere il tasto rewind per tornare indietro sul videoregistratore, o pigiare il tasto ‘senza centrifuga’ della lavatrice quando devo lavare le tende)
Moma (quando diciamo siamo in vena di coccole. Se in altre parti di Italia questo nome ha un significato non proprio carino non me lo dite, vi prego. Lasciatemi crogiolare nella tenerezza. Ma se significa ‘Grande gnocca dotata di intelligenza sopraffina, nonché di due tette da paura’ ditemelo.Grazie)
Alice: Mamma (in condizioni normali)
Mammina? (con punto interrogativo quando faccio ‘na cazzata. Per esempio se mi dimentico di riempirle la bottiglietta d’acqua per la scuola. In quel caso mi rendo conto che non solo avrà avuto sete, ma più che altro non ha una scorta naturale con sé come i cammelli)
Mamminaaaaaa…. (con la A cantilenante a calare. Tipica espressione bambinesca che scatta prima che cominci a sbavare sulle bustine dei cuccioli cerca amici. In genere il proseguo è “…ma lo sai che mi manca il facocero?”)
Mamma:La tù figliola! (rivolta al mio babbo quando ne ho combinata una, per esempio se ho dato dell’incompetente all’ impiegato della banca che mi fa ha fatto perdere un sacco di tempo, per poi scoprire che l’impiegato’era il Direttore)
La mì figliola! (rivolta al mio babbo quando faccio qualcosa di cui va fiera e il sottotitolo è “Meno male che ha preso da me!”. Succede quando scopre per caso che ho parlato bene di lei con la vicina di casa Palmira.
LA Simona (quando parla con gli altri. Lo fa anche se deve parlare con il gatto)
Cocca (nome che usa per consolarmi quando le polpette mi vengono così bene che se le tiri nel muro puoi improvvisare una partita a squash)
Babbo:Simona (è l’unico che mi chiama con il nome per intero)
La bimba (quando parla con mamma. Gli vorrei ricordare che tra poco più di un mese ‘la bimba’ fa 37 anni. Permettetemi di aggiungere un ‘cazzo!’)
Mio fratello:Caccola (possiamo sorvolare?Non ho mai avuto il coraggio di chiedergli da dove nasce questo squisito nomignolo che richiama qualcosa di assolutamente bello e piacevole, soprattutto al tatto)
Zia:Cecia (in Toscana Cecio e Cecia è un vezzeggiativo affettuoso. Comunque,se di legumi vogliamo parlare, meglio cecia che fagiola)
Zio:Anatrona (nome che va alla grande nel periodo estivo, in quanto zio me l’ha affibbiato per il mio modo di stare al mare. Fissa in acqua, a sgallettare sguaiata che manco un bambino di tre anni, mi entra inesorabilmente l’acqua nel naso che mi fa sbuffare come la locomotiva dell’Orient Express e come dice zio “Fai così casino che ti si sente dalla spiaggia.”
“Grido troppo?”
“No. Starnazzi”
Compagni di scuola:Olivia (e qui è un classico. Senza dover consultare la Treccani capite che ero secca-secca e brutta-brutta)
Le bimbe del lavoro:Brezza (soprannome dato dal fatto che soffro molto il freddo e la mattina quando arrivo al lavoro sembro una talebana. Otto strati di piumino, cappello, sciarpa, guanti, mombut e scaldamuscoli. Il mio viso è completamente coperto a parte gli occhi, il che potrebbe essere molto sensuale, ma siccome per far sì che non mi lacrimino gli occhi dal freddo, metto anche gli occhiali.Sembro Gustav Thoeni che è appena sceso da una pista.
Le bimbe delle pallavolo:La Fruzze (semplice, conciso. E’ un lavoro di squadra, si capisce)
I ragazzi della pallavolo e del pallone:La Filippa (discorso troppo difficile da spiegare, ma fidatevi, ci sta tutto. E levatevi dalla testa che mi chiamano così perché somiglio vagamente a Filippa Lagerback)
Gli amici di blog:Topanova (chevvelodicoaffà? Tutto nasce da qui, e sinceramente si sta espandendo anche fuori, visto che gli amici che vengono a cena dicono “Stasera da Topanova!”. Che sembra un nome da night club)
Con tutti sti nomi è ovvio che quando ho aperto un blog non ho manco pensato a un Nick kamen…nickname o come diavolo si dice. Andare per altri blog a presentarsi come Topanova o più semplicemente Topa, non mi sembra molto carino, e in Toscana anche presuntuoso, perché il suddetto nome è sinonimo di sorella gemella di Belen Rodriguez, tanto pè capisse.
Insomma, io fra voi vedo dei nomi interi, dei soprannomi (uno l’ho dato anch’io!E la Pica mi ringrazierà!),dei nickname, dei nomi accorciati,dei nomi composti, che però fanno di voi un essere riconoscibilissimo anche nel mondo del web. Ma il premio “La chiarezza è tutto nella vita” lo vince senz’altro Chicca, che si firma tale, si chiama in un altro modo che non c’azzecca una mazza e manda le mail col nome della figlia.Inutile dire che la prima volta non c’ho capito un cazzo( e come me anche qualcun’altro), ma stiamo buoni che non vorrei che cambiasse di nuovo nome. E mi raccomando non chiamatela Amore. C’ha chiamato il cane. Immagino il ritorno a casa del marito che grida dalla porta “Amoreeee!Sono tornato!” e invece di venir baciato dalla Chicca, viene travolto dal cane con tanto di sbavamento sulla cravatta nuova.
Quando dico che la scelta del nome deve essere ponderata, mica dico cazzate.
Dopo tutto sto pappiè siete curiosi di sapere che nome mi sarebbe piaciuto?
VIOLA
Ma per voi sarò sempre la vostra Topanova.