mercoledì 14 ottobre 2009

ROMA FICTION FEST

Accolgo la richiesta di alcune di voi e spiego per quale motivo io sia stata a contatto con tutti questi vips. Mi piacerebbe dire che le foto sono state scattate nella mia casa al mare e che loro sono tutti miei amici, ma purtroppo temo che non sarei credibile, quindi a voi la nuda e cruda verità.







Ho avuto l’occasione di partecipare al Roma Fiction Fest grazie a un’iniziativa di TV Sorrisi e Canzoni. Per poter partecipare a tale evento bisognava inventare un finale a tre racconti da loro pubblicati. L’autori di quelli che avrebbero scelto, avrebbero fatto parte al RFF come giurati di Tv Sorrisi e C. (cosa da non sottovalutare: tutto a spese del settimanale) Secondo voi non ho tentato? Secondo voi non ho avuto culo? Secondo voi non son partita?


Parto da Pisa tutta euforica con Alice con le lacrime agli occhi dal dispiacere e Andrea con le lacrime agli occhi dall’emozione di restare una settimana da solo.


Avendo già difficoltà con i treni e con i mezzi di locomozione in generale, mi ero preparata per benino la prenotazione. Avevo il posto 56 e quindi mi accingo (sto migliorando,vero?) a prendere posto. Mi accorgo che sono tutti occupati tranne il 55. Il 55? Ci deve essere un errore!


Oddio! Vuoi vedere che ho sbagliato? Pronta a chiamare il controllore, il bigliettaio, il capotreno e l’addetta alle informazioni, mi faccio prendere dal panico.


“Cercavo il 56! Ho il 56!”


Un signore mi fa cenno che il MIO posto accanto al finestrino è quello occupato da un’indiana che se ne dorme beata.


“Ma è il mio…” bisbiglio.


L’indiana, che ha fatto veramente l’indiana, mugola infastidita e si gira dall’altra parte. Non ci pensa nemmeno a svegliarsi e cedermi il MIO posto che IO ho prenotato.


E’ iniziata così, con un posto non mio e con un’indiana che mi russa accanto.Sono appena partita e già mi hanno fregato il posto. Mi sa che a Roma devo fare a gomitate. Dopo mezz’ora di tragitto avevo le palle piene come il mio super trolley per colpa di una signora fastidiosa e saccente che non si è chetata un minuto.Figuriamoci se non domanda qualcosa anche a me.


“Va al Roma Fiction Fest? Ma come spettatrice?”


“Ma come si permette? Lei non sa chi sono io!”


“Mi scusi, lei sarebbe?”


“Io?...Io…ma non lo guarda mai Cento Vetrine?”


“Bè, no”


“Male!”



Arrivo a Roma. Che bella!!E ho visto solo la stazione.Ma è bella pure quella. Trascinando il mio armadio a otto ante (collezione primavera estate 2007) camuffato da trolley, mi aggiro per la stazione che è tutto uno scintillio. Vabbè sono facilmente impressionabile, va bene? Mi piace tutto, e mi entusiasmo anche per poco, anche per la Stazione Termini, e allora?


Prima che gli organizzatori mi diano per dispersa, esco dalla stazione e mi accorgo che posso fare come una newyorkese: alzare il braccio e gridare “TAXI!!!” Oddio, è il mio sogno!L’ho visto fare tante volte in tv, ed adesso lo faccio anch’io!


Mmh…dovrebbe essere facile… “Taxi!!”


Forse non mi ha visto. “Taxi!!”


Questo andava troppo di fretta. “Taxiiiiiiiii!!!!!”


Uff!...riproviamo…. TAXIIIIII!!!!!!ECCHECCAZZO!SI FERMI!!!”


Niente.Dopo averlo ripetuto altre 54 volte ed essermi fatta venire una cancrena al braccio destro, mi viene il dubbio che forse si vede che sono di Pisa e non di Manhattan. Le ho provate di tutte. A cambiare braccio, a scrivermi I LOVE NEW YORK sulla maglietta col rossetto, a fischiare con due dita in bocca, a tagliarmi prontamente i pantaloni e tirare fuori la coscia, e per finire ho simulato un tentato suicidio buttandomi sotto uno di essi pur di farlo fermare, ma il taxista è stato bravo e mi ha schivato. Sono tornata dentro e ho comprato i biglietti dell’autobus.


Ci sono voluti i Centocelle Nightmar per caricare il mio baule sul pullman ma alla fine ce l’ho fatta. Arrivo al Boscolo Hotel tutta sudata. Che bello però! Che chic! Tutto scintillante, il tappetino rosso… trasuda soldi e sfarzo pure la porta a vetri. Topanova qui dentro, non è meraviglioso? Vuol dire che me lo merito. Anche perché a parte gli scherzi, io so’ signora dentro. C’ho classe, ragazzi, c’è poco da fare. Per arrivare alla stupenda porta a vetri ci sono dodici scalini. Guardo il mio trolley e sono tentata di montare un argano all’istante. “Ma nooo!! Ce la faccio!” mi convinco. Cosa vuoi che sia fare dodici scalini con un trolley che pesa come un cammello morto? “Ma porca….di quella troia…anf pant…maledette scale di merda…anf…accidenti a chi l’ha inventate…vaffancul…Oh salve!!!”


Un signore con la divisina rosso porpora mi mormora “Mi scusi, signora , non l’avevo vista. Lasci fare a me” Piglia la mia valigia e…dove va?


Inutile dirvi che alla destra delle scale c’era la rampa. Lascio che lui mi porti la valigia dentro e rimango imbambolata nella hall. “Bellooo!!!Mamma mia!!!Ganzoo!!”


“Signora? Se si vuole accomodare…” un altro signore al di là del bancone mi fa cenno di avvicinarmi. Il bancone è meravigliosamente lucido. Perché a me non viene così lucido? Cosa usano? Prontissimo, invece di Pronto? “Com’è lucido! Ma cosa usate?”


“Prego?”


“Dico: il legno del bancone, no? A me lucido così non viene…usate Pronto?Mmhh…”


Il signore mi guarda un po’ così, forse perché nei grandi alberghi non si può fare pubblicità occulta.


Mi dà il numero di stanza con un portachiavi peso come una zavorra di una mongolfiera e l’altro signore con la divisina porpora mi aspetta davanti all’ascensore “Prego, l’accompagno nella sua stanza”


“Ma io ci so arrivare da sola, sa? Venga vengaaaa, faccio io, non si preoccupiiii, ma scherzaaaa???”


“Signora, insisto, è il mio lavoro, la prego”


“Ah sì?” E intanto montiamo e lui spippola sui tasti. Perché mi accompagna? Fanno così nei grandi alberghi? Io non ci sono abituata e mi sento anche un po’ a disagio.Sembro la Topa di campagna che va a trovare la Topa di città. Lui mi guarda e mi sorride gentile. Io ricambio e cerco di distrarmi guardando l’ascensore. E’ bello pure questo.


“E’ la sua prima volta?”


“No no, ho già provato. La mi’zia dieci anni fa stava al quinto piano e io non prendevo mai le scale”


“Intendevo a Roma”


“Oh sì, bella, vero?”


Arriviamo al piano e lui mi trascina il trolley fino alla mia stanza. Ma perché mi accompagnaaaaaa?


Apre la porta e mi chiede “Dove preferisce?”


“Che?”


“La valigia. Dove preferisce che gliela metta?”


“Bho! La metta dove gli pare, sul letto, per terra…”


“Signora, magari per lei è più consono se gliela adagio qui”


“A parte che ha usato dei termini che io capisco a malapena, ma grazie.”


Lui sorride, mette la valigia su un grande sgabello e mi dice dov’è il bagno, il frigo, gli asciugamani puliti e il telefono.Dopo avergli fatto notare che non sono Stevie Wonder l’ho ringraziato di nuovo.


Lui bellino bellino resta impalato accanto alla valigia.


“Grazie” ripeto


“Prego, buon soggiorno a Roma”


“Grazie” ripeto.


Ma lui stenta ad andarsene


“Può andare tranquillo, sa? Vuole che le dimostri che ho capito? Il telefono è sul comodino, gli asciugamani puliti in bagno, che è di là, il frigo eccolo lì.Vede? Sono stata attenta”


“Ottimo. Buona serata” e incrocia le mani dietro. Ma che vuole? Ah! Ma ho capito! Che sciocca! Aspetta un cenno! Ma sì!Forse a Roma sono abituati così.


“Come si chiama?”


“Franco, signora”


Allungo la mano destra. Lui allunga la sua e io battendo il cinque gli ho detto “Grazie Franco. Gimmy five!” E c’ho messo pure una pacca sulle spalle. Bastava dirlo.


Alle 20.00 bisognava essere nella hall per conoscere gli altri giurati e andare a cena tutti insieme.


Mi attopo giusto un filino e scendo. Che bello!Conosco un sacco di gente nuova e trovo pure chi è disposto a farmi da cicerone. E’ ovvio che se mi avessero visto la mattina appena alzata e coi capelli in sciopero non sarebbero stati disposti manco a salutarmi, ma si sa, in gita appare tutto più bello.


Ci dirigiamo al ristorante dove abbiamo l’onore di conoscere Soragni (il giornalista di Tv Sorrisi) e Petrosino (Fotografo dei uips). Non è il caso di ammettere che manco sapevo della loro esistenza.


Petrosino dopo cena ci scatta delle foto che (lui dice) finiranno su Sorrisi. Io chiedo a gran voce che mi sbattano in copertina, magari a fianco di Alessandro Gassman o al limite Gabriel Garko, ma Petrosino con un categorico “ ‘A pisà,hai rotto li cojoni!” mi fa immaginare che il mio sogno non si avvererà. Però è stato bellissimo. Lui, che scatta foto a tutte le celebrità, sta per immortalarmi nella mia espressione più intelligente e sofisticata, non è fantastico? Con quella stessa macchina fotografica! Okay, probabilmente si incrinerà l’obiettivo, ma non è colpa mia se mamma non mi ha fatto come Michelle Hunziker!



















La mattina avevamo il primo appuntamento per coordinare tutto il nostro lavoro di giurati. Decido di arrivare al cinema Adriano a piedi e godermi un po’ Roma. A me si aggiungono un calabrese (che aspirava tutte le parole manco fosse un Folletto) e Rita (dolcissima napoletana che quando parlava la telefono con sua madre capivo solo ,“Iamme ia !”). So già perfettamente l’inglese, e il francese, non posso certo conoscere anche i dialetti. Abbiamo oltretutto una botta di culo perché passando per Piazza di Spagna incontriamo Silvio Muccino che sta girando Parlami d’amore. Quasi mi prostituisco per farci una foto insieme ma lui nisba. Continuava a ripetere “Graffie, ora fono indaffarato, non poffo davvero.Fù con quelle luci!Più a deftra!La comparfa a finiftra fatela falire fulla fcalinata!”


Arrivati all’Adriano ci fanno accomodare in una sala per tutte le informazioni. Oddio, che emozione!Ci danno un cartellino da attaccare al collo, la mia paura è che ci sia scritto BOBY, invece ci spiegano che grazie a questo Pass possiamo accedere a qualsiasi proiezione, conferenza stampa, interviste…insomma è un lasciapassare per entrare a contatto con tutto il vippaio!
Sììììììììììììì!!!!!!! Vabbè ci danno anche una T–shirt della manifestazione, una fascia per capelli, una cartellina per gli appunti e la penna. Come mi sento importante!Non vedo l’ora di utilizzare il pass!

E l’ho anche utilizzato bene:


“Signora, non c’è bisogno che mi mostri il Pass per oltrepassare quella porta. Sono i bagni quelli”


“No, signora, nel nostro negozio di Dolce e Gabbana non facciamo sconti a chi ha il Pass del Roma Fiction Fest”


“No Signora, il suo Pass non le permette di Passare avanti a tutta la fila per i musei vaticani”


Finita la riunione assistiamo alla prima proiezione, alla quale poi dobbiamo dare un voto.


E’ un film ungherese in lingua originale, molto molto interessante, i due personaggi animano la pellicola con grande maestria, il loro essere malinconici suscita emozioni che raramente…okay, mi spiace dirlo, ma fa cacare.E non c’ho capito un cazzo. Brutto orrendo, senza capo né coda. Io e gli altri giurati ci guardiamo sbigottiti e c’è chi improvvisa partite di ramino o il torneo di freccette.


Nei giorni seguenti ci toccano quattro proiezioni al giorno, tutte il lingua originale (ve possino) e io mi sono addormentata a tre di esse. Quando mi hanno chiesto i voti ho detto i numeri che nonno mi ha suggerito in sogno. E’ ovvio che qualcosa di bello abbiamo visto, peccato che la televisione italiana non abbia comprato niente di tutto ciò. Abbiamo votato a più non posso Perfect Parent’s (film tra l’altro tra i miei preferiti) e infatti ha vinto come miglior film di tutta la manifestazione.


In tutta la settimana, ho visto film, fatto figure di merda, votato, fatto figure di merda,conosciuto ragazzi di tutta Italia, fatto figure di merda, fatto foto e parlato con i uips, fatto stragrandi figure di merda, parlato con quelli di Tv Sorrisi e Canzoni, fatto stratosferiche figure di merda. Però dice che se la pesti porta bene. Io non l’ho solo pestata, ma mi ci sono ricoperta. Speriamo bene.


Una in particolare è degna di nota.


Arrivo all’Adriano e mi accorgo che ci sono tutti gli attori di Medicina Generale (ennesima fiction sui dottori), una delle mie preferite. Scatto foto in maniera compulsiva, a destra, a sinistra, di sotto, di sopra. A dire il vero sembro Corona in preda a un tic nervoso, ma devo cogliere l’attimo. Poi mi parte l’embolo e decido di avvicinarmi. E che sarà mai? Al limite mi dicono di no, ma non credo, saranno abituati ai fans. Vedo vicino al bar Antonello Fassari.


“Mi scusi…possiamo fare una foto?”

“’Na foto? Famose sta foto, ma famo presto!”

“Oh Grazie! Davvero!”


“E annamo, scatta”


“Bè, la vorrei fare con lei!”


“Commè? E allora trovate qualcuno bella mia!”


“Mmh…sì. Aspetti, non si muova!”


Qualcuno, qualcuno…cazzo qualcuno che mi faccia una fotoooooo!!! L’Adriano è strapieno di gente. I miei ragazzi son tutti indaffarati con altri attori e ‘ndo lo trovo uno che mi scatta una foto?


Vabbè chiedo a caso, per esempio quello lì, quel ragazzo con la giacca e la maglia gialla.


Gli batto sulla spalla “Scusa? Gentilmente non è che potresti farmi una foto?”


“Come? Una foto? Certo”

“Graziegraziegrazie! Aspetta, vieni, voglio farla con quell’attore”

Il ragazzo guarda Antonello Fassari e sorridendo fa “Con quell’attore lì?”


“Sì! Guarda, questa macchina è facile facile. Qui inquadri e poi pigi questo bottone. Facile no? Però è digitale e devi guardare qui dentro. Inquadraci bene, magari un bel primo piano.”


“Penso di riuscirci”


Com’è simpatico! Lui scatta due foto (per sicurezza dice) e poi mi restituisce la macchina. “Ecco fatto”


Fassari sta schiantando da ridere e io non so perché. Okay, non sono un’attrice ma non c’è bisogno di prendere in giro. “So’ venute bene ‘e foto?”


“Sì!”


“C’ha inquadrato bene?”


“Sì sì, grazie mille!”


“Ce credo…”


“Perché?”


“Ma ‘o sai chi è il ragazzo che c’ha fatto ‘a foto?”


“No!”


“E’ il regggista!Svegliateeee!!!!”


Che cosa? Il ‘ragazzo della foto’ è il regista di Medicina Generale? E io gli ho detto se sapeva inquadrareeeeeee!!!!!!! CHE FIGURA DI MERDA!!!


E’ finita a tarallucci e vino e il regista ha detto “Mi fai troppo ridere, devo avere una foto IO con te. Ed eccoci qua in posa per mia gioia e il suo divertimento. Ho cercato di avere notizie sulla nuova serie ma non c’è stato verso. Gli ho promesso di farlo ridere ancora di più improvvisando uno spettacolo con burattini, travestendomi da clown, o facendo il numero della donna segata a metà, ma niente. Non mi ha detto una beata mazza. “La vedrai in tv. Lo capisci che non posso anticiparti nulla?”. Vabbè c’ho provato. Come potete immaginare è stata una settimana densa di emozioni, il venerdì sera abbiamo fatto una riunione per proclamare il vincitore e sabato sera premiazione con Nancy Brilli e Fabio Fazio. Gran serata di gala dove ho visto creme della creme e uips dei uips.





Entusiasmante esperienza davvero.Unica.


Quando son tornata a casa ero ‘mbriaca di emozioni ma mi è bastato un abbraccio di Andrea e un post-it di Alice, per farmi capire che non ci sono lustrini e paillettes che tengano. Se a casa non ti aspetta una famiglia così, hai voglia di essere vips!

Per ora è tutto. A voi studio.

Topanova -Vip per caso- Roma.


14 commenti:

  1. Ho deciso di non leggerti piu'... non posso continuare a farmela sotto. Insomma in ufficio dovrei mantenere un contegno, ma come faccio con tutte quelle che combini???
    Sei una vera forza della natura.
    Un abbraccio

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  2. Simo sei una sagoma... se non fossi in ufficio sarei scoppiata in più di una fragorosissima risata...
    Complimenti comunque per la "vincita", ma.... se possono leggere 'sti raccontini?

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  3. Bellissimo resoconto e bellissima esperienza!
    E il post-it di Alice è il regalo più bello ;)
    Buona giornata Topanostra

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  4. Miriam (YimWingChun)15 ottobre 2009 20:08

    Carino Simo!
    Certo.....trovare bella la stazione Termini......
    Proprio amore di Pisana eh? Hahahahaha.
    Io adoro Pisa tutta intera!
    Vogliamo fare cambio-città?
    I love you Fruzzè

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  5. bellissimo blog.. passero' spesso ciao

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  6. Ma quanto è dolce la tua piccola Alice? :-)
    Un bacione e buon weekend a tutti!

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  7. O Tope, ma solo io ho un freddo porco??!!
    Ieri sono andata alla lavanderia a gettoni a lavare i piumoni.Vi ricordate la vecchia pubblicità con Nick Kamen che si spogliava tutto?Io manco un sessantenne che si toglie i calzini c'ho trovato. Ero in compagnia di una vecchietta più di là che di quà. Però ho potuto avere nel giro di un'ora i miei piumotti belli profumati e puliti. Ecco. Benvenuti a disperwsss huswasssgj...disprrsssrsn auswauusss...insomma casalinghe disperate.
    Un bacio tope mie!
    @ Patty: Benarrivata!Ti aspetto sull'uscio...vabbè se fa freschino come oggi ti aspetto dentro, ma tu vieni quando vuoi!
    p.s. Che voi sappiate...Nino...cioè voglio dire..esiste sempre, vero?

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  8. Simo, riesci sempre a stupirmi e farmi piegare dalle risate!!
    Che figata di esperienza!! E te la sei tutta meritata, altro che culo!!!!
    E son sicura che tra tutte le emozioni provate, quella di riabbracciare la tua bimba e il tuo Andrea (santo subito pure lui, ci sta!!) sarà comunque stata la più forteeeeeeee!!!

    Sei una forza della natura!!!!

    Smack!

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  9. P.s. e come si fa a dimenticare Nick Kamen in mutande???

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  10. Cate:perchè, aveva le mutande? :-D

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  11. Che flash! Il calzino, vabbè, poteva lavare anche quelli, ma che fighissimo!!!
    Per tutte voi, topine:

    http://www.youtube.com/watch?v=Q56M5OZS1A8&feature=related

    Buon weekend!!!

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  12. ho letto la tua email, e da la' ho capito che sei troppo simpatica....ciao e buon fine settimana

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  13. Grande Simo!!!!!!!!
    Rileggere il tuo racconto del RFF mi ha fatto tornare in mente quella settimana meravigliosa! Solo un appunto: Non hai scritto che hai anche conosciuto un ragazzo milanese simpaticissimo!!!! :))
    Un bacione grande e a presto
    Tiziano

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  14. Ecco ora vado a letto, ho letto tutto e domani passo il link a mia figlia, è una tua fan Simo, hai visto stai diventando uips pure tu!!
    Ti abbraccio !!!

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Nel frattempo, visto il periodo, vuoi una tazza di thè?

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