sabato 27 ottobre 2012

LA COMARE



Montone pecora agnello Montone pecora agnello...

Chi ha figli e anche chi non ne ha, può riconoscere subito questa frase tratta dal film Babe Maialino coraggioso. La cito perché è stato il mio mantra da un mese a questa parte da quando ho saputo che avrei dovuto interpretare un agnello in uno spettacolo. Quindi non è Babe il coraggioso, ma sono io.
Non ci credete?Oh!E' vero. Non c'è niente da fare, quando c'è da fare qualche figura di merda sono sempre in prima linea.No, ma davvero non potevo rifiutarmi, come non potei (potei?) rifiutarmi lo scorso anno per la sfilata delle spose (ricordate?) per la fiera paesana.
Tre cose.Primo:la mia Capa è l'organizzatrice.Se mi rifiuto mi licenzia.Secondo: non mi hanno nemmeno domandato se volessi farlo, l'hanno dato per scontato e si sono presentati il giorno dopo dicendo “Tu sarai l'agnello”, al che io stavo per rispondere “Di Dio, che toglie i peccati del mondo. Amen”.Terzo: il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla scuola elementare del paese, che quest'anno è rimasta pure senza palestra, pori cocchi.Quarto: io non ce la faccio a tirarmi indietro quando c'è da fare del bene. Quinto: non mi tiro indietro comunque quando c'è da mettersi in gioco e farsi due risate.
Ora. Io so' l'agnello.E ndo sta l'agnello? Nel presepe? Troppo presto. Nell'ovile? Scontato.Nella fattoria?Mannò. Sta nel gruppo del Pulcino Pio.
Sì, avete letto bene, non siete 'mbriachi. Abbiamo messo in scena IL PULCINO PIO. Avete presente no, “Il pulcino pio il pulcino pio il pulcino pio...” quello lì.
Undici persone tra uomini e donne che si son dimenate travestite chi da gallo, chi da piccione, chi da toro e chi, appunto, da agnello.
Ma partiamo dall'inizio. La Capa quest'anno ha in mente di fare uno spettacolo teatrale.Ed è una scelta ovvia visto che di lavoro facciamo le banconiste, vojo dì, checcevò?Non solo siamo coraggiose, ma siamo anche un filino incoscienti. Batti che ti ribatti, capiamo che noi al massimo possiamo fa' solo qualche comparsata e che il teatro sta a noi come la castità sta alla Minetti. 
E allora contattiamo una vera compagnia teatrale, molto professionale, ma più che altro fantasticamente ganza.
Questi i vari dialoghi la prima sera di prove.
“E voi, vorreste fare...vediamo... (flat flat flat scorrere degli appunti) il pulcino pio”
Detto molto seriamente come se fosse la cosa più normale del mondo.
“Bhè, sì...”
“Okay, cominciamo con programmare lo spettacolo”
Cioè, che je devi dì a una compagnia così?Gli devi solo bacià i piedi. I tre ragazzi che ci hanno seguito, guidato, aiutato e riso in faccia (ma solo durante i travestimenti) fanno parte della compagnia “Il Crocchio  Goliardi Spensierati”. E noi “Gli Sciagattati” (sinonimo di Sbrindellati) avevamo l'onore di poter recitare con loro e per loro, andando in scena coi loro pezzi. Potete capì che ansia da prestazione. E loro, sti poveri cristi, sono stati per noi tre elementi importanti come... come... i Re Magi per Gesù. Paro Paro.
Lorenzo: con una pazienza che manco Giobbe, e una memoria fuori dal normale.Ci ha consigliato i tempi, le battute e poteva rispiegartela duecento volte senza battere ciglio e più che altro senza sbadigliare.Giuro lo vorrei con me ogni qualvolta tenti di cambiare canale su Sky. Alice c'ha perso la pazienza dopo che me l'ha spiegato circa un miliardo di volte.
Leonardo: con una voce che se chiudi gli occhi ti pare Vittorio Gassman. Bel tono, autorevole, gagliardo, bel timbro.Poi vabbè apri gli occhi e...ridi. Perché anche quando non è sul palco, Leonardo, ha la battuta sempre pronta.Un comico fatto e finito.Dopo una serata con noi era sfatto e sfinito.
E Fabiano: che è una spalla perfetta, bastava che uno di loro schioccasse le dita e dicesse “Vai con quella dell'uccello!” (una a caso) e lui attaccava così, a memoria, pronto come se non avesse fatto altro in vita sua. Ah sì, mi ha preso per il culo e mi ha riso in faccia credo 6548 volte, ma son dettagli.Lo faceva per spronarmi, lo so.Tipo “Ma lo sai che balli benissimo?”
“Davvero?!”
“Certo!Che no.” E faceva finta di essere vittima di conati di vomito. Un amore.
Insomma, durante le prove del Pulcino Pio, non ne abbiamo azzeccata una, tanto che, a serata conclusa, quasi quasi ci ripensiamo.Invece durante le prove con gli attori veri per mettere sul palco delle scenette, quando siamo usciti non ci siamo diretti a casa, bensì all'aeroporto per prendere il primo volo per il Brasile. Fuggire ci sembrava la cosa più sensata da fare.Non ce l'avremmo mai fatta. Mai. Ma avete idea di cosa c'è dietro a uno spettacolo? No, perché forse qualcosa sfugge a noi profani. Dietro c'è un mondo.Un mondo di preparazione, testi, memoria, tono, interpretazione, bravura, talento...tutto quello che mancava a noi. Ma loro l'hanno presa tipo sfida “Faremo di voi delle star!”
Bhè, sì, più o meno.
Tre giorni prima dello spettacolo abbiamo l'ultimo appuntamento, le prove generali.
Il Pulcino Pio è più o meno collaudato. Io dovrò ballare e dimenarmi come una cretina invasata che prima si è fatta di vodka, intorno al nostro Pulcino*. E ovviamente vestita da agnello, che credetemi, non potevo sembrare più idiota.
Avete notato l'asterisco al Pulcino? Sapete perché? Perché il nostro era un super pulcino!Ma così carino, ma così bellino...che non ce n'è!Vi immaginate un bimbino? Ennò, troppo prevedibile per un pubblico paesano. Il nostro Pulcino era una splendida ottantenne di un metro e cinquanta, moltiplicato per tre col resto di due. Una settantina di kg più iva. Vestita col tutù giallo e una cascata di pulcini tra i capelli.Semplicemente divina. La vera star di tutta la serata.L'ho adorata ogni istante.
Dicevamo? Ah sì. Il balletto era pronto. I testi che ci affibbiano in base alle nostre attitudini,un po' meno. C'è chi recita una poesia, c'è chi fa un monologo, c'è chi fa da spalla a loro, c'è chi recita con loro.
E c'è chi viene mandata sul palco a fare la scenetta delle due comari.Eccoallà.Provate a dire un nome? Bravi.
Io e Sara (compagna di lavoro e di mirabolanti avventure) veniamo scelte per interpretare due vecchiette. Mi chiedo: è un caso vero? No, perché sennò riavvolgo la giornata e faccio na strage.
“Ecco, voi due fate questa scenetta...bla bla bla...poi te dici....bla bla bla...poi te rispondi bla bla bla... e poi così....e poi cosà....Avete capito?”
Io per tutta risposta sono andata al cesso.Io, che se ti presenti, dopo cinque secondi ho già dimenticato il tuo nome. Come posso imparare una parte?Come? Non ho memoria!E poi mettici l'agitazione, mettici l'ansia, mettici le luci, i microfoni, il pubblico, esticazzi!
Io e Sara facciamo le prove che sembrano funzionare, ma ah ah ah!!troppo facile, siamo tra di noi, si ride, si scherza e non ci curiamo davvero se ci dimentichiamo una battuta. Figurati. Siamo talmente convinte che ci lasciamo scappare un “Ma vieniiiiii!!Ci scritturano per Hollywood!”
Ma non avevamo fatto i conti con la sera dello spettacolo.
Non ce n'è. Quando ti affacci da dietro la tenda e vedi che la piazza è piena, il primo pensiero è farsi un cappio con il raso e impiccarsi.
Una frenesia dietro le quinte che non vi dico. La scaletta è fitta fitta, serratissima. Dalla mia scena delle comari, al balletto de sto cazzo di Pulcino, ho circa tre secondi e mezzo per potermi cambiare, e il pensiero che ci sia il rischio che mi presenti al balletto vestita da Nonna Abelarda mi agita non poco. Non capiamo più niente: io e Sara che proviamo e riproviamo la parte e ci inceppiamo sempre nel solito punto come due dischi rotti. Non c'è verso, stasera non ci entra in testa. Stiamo sclerando:
“Cazzo, riproviamo!”
“Dobbiamo farcela!Ma non ridere!”
“No, dico, ma ti sei vista?”
Ho le palpitazioni, i sudori freddi, le vampate...minchia vuoi vedere che sono entrata così bene nella parte che mi inizia la menopausa? E poi non è facile concentrarsi: c'è il gatto che prova il miagolìo, il cane che abbaia e fa la prova della pisciatina, il tacchino non si trova, forse è al bar, il piccione è impietrito e immobile manco fosse sulla statua di San Francesco, la mucca fa agitare il campanaccio e pare di essere alla Corrida, al gallo non sta su la cresta, la gallina sta seminando piume come pollicino seminava le briciole, il toro non trova le corna e la moglie gli ha urla “Nel caso te le faccio io”, il Pulcino, tutto infagottato di giallo vestito che ci guardava come una nonna può guardare dieci nipoti deficienti e scuoteva la testa mormorando “Mah!”
Per non respirare più quell'ansia esco in cerca della mia famiglia. Scorgo il Santo che si nasconde dietro un palo e man mano che mi avvicino si copre il viso con le mani.
“Amore!”
“Ma dice a me? Io non la conosco...”
No, ma mi ama. Me l'ha dimostrato perché mi ha fatto tante fotine. Venute bene e ferme come se fosse stato su una zattera in un giorno di libeccio, però me le ha fatte. Alice invece era già seduta tra la mì mamma e il mì babbo. Ci sono anche loro!Dio, come quando avevo dieci anni alla recita della scuola!Realizzo che ne ho quasi quaranta, sono sposata a un uomo che sta rispondendo “Io? Marito di Simona? Oh no, mi deve aver scambiato per qualcun altro!” e una figlia adolescente che dopo questa performance probabilmente verrà portata via dagli assistenti sociali.Che dire, tutto nella norma.
Oddio sta quasi a noi!Mi devo preparare!Corro a mettermi un foulard sulle spalle, uno in testa,inforco gli occhiali, agguanto la borsa e Lorenzo dopo averci ripetuto la scenetta, tranquillizzato e incoraggiato ci dice “Tra tre minuti in scena!”
“Lorenzo”
“Eh”
“Ma non bisogna dire cose di buono augurio tipo merda merda merda?!”
“Sì, merda!”
“Ecco, sì. Merda. Speriamo non ce la tirino”
In quel momento non mi ricordo più neanche una battuta, mi incepperò, lo so. E farò una stragrande, stratosferica, gigantesca figura di merda.
Ci avviciniamo al palco. Tra un minuto tocca a noi. Mi sento stringere l'avambraccio, mi giro e Sara mi guarda con orrore sibilando:
“Io. Non mi ricordo. Un cazzo. Vuoto. Nulla. Non ce la faccio”
Io l'ho guardata, mancavano davvero pochi secondi ed è scattato qualcosa, quello che probabilmente mi aiuta ad essere così idiota. L'ho fissata e ho mormorato “Non c'è problema. Andiamo a braccio. Te dì quello che vuoi,quello che ricordi. Io ti vengo dietro” Incoscienza pura. Un salto nel vuoto, così, davanti a una piazza piena di gente. Tanto cosa c'è da perdere? Nulla. Si fa una figura di merda? Capirai, ne ho collezionate a centinaia. Si farà ridere? E' il nostro intento visto che è un testo comico.Non c'è più tempo, tocca a noi.
E quando ci sei, poi lo fai. Perché tornare indietro è ancora più difficile che andare avanti e allora famolo bene!Entro e prendo la parola anche se il dialogo non doveva partire da me, ma io e Sara sono dieci anni che ci frequentiamo tutti i santi giorni e ormai ci leggiamo quasi nel pensiero.Lei mi sta dietro, io ribatto, poi incomincia la scenetta vera e propria, infarcita di espressioni personali, non da copione, un po' a braccio, un po' fedeli, un po' sminchiate, ma oh! Se mi chiamavo Virna Lisi non ero certo qua!Ci hanno detto che abbiamo avuto i tempi giusti, che non ci siamo inceppate, che siamo state anche molto sciolte e il “Bravissime!” dei ragazzi della compagnia vale più di mille applausi e risate che comunque ci sono stati.
Vabbè, dai, non è che domani c'ho Kenneth Branagh che mi viene a suonare all'uscio per propormi di recitare l'Amleto, però minchia, per essere la prima volta va bene. Cioè, mica è facile.
Okay, probabile che sia venuta fuori una cagata, ma quando dici merda merda merda! alla fine un po' te la tiri, no?
Nel frattempo il Santo non era più dietro il palo ma vicino al palco e qualcuno mi ha giurato che l'ha visto ridere.
Che poi, il vero coraggioso, alla fine è lui. Che dopo vent'anni con una come me, se ne sta sempre al suo posto invece di darsela a gambe, che accoglie tutte le mie pazzie con una flemma che io non c'ho nemmeno se mi inietti in vena dei sonniferi, che è talmente abituato alle mie stramberie che se io un giorno entrassi in casa e gli dicessi “Sai, ho deciso di buttarmi col paracadute vestita da clown per poi atterrare sul tendone del circo Orfei” lui risponderebbe “Ah sì? Bene. Stasera che c'è per cena?”

Insomma, dicevamo? Ah sì, dopo siamo andati in scena col Pulcino Pio...
No, ma scrivo un altro post.
Promesso.



17 commenti:

  1. ad ogni tuo post che leggo non posso far altro che pensare che sei UNICA!
    Mitica simo!
    Annamaria
    Ps: perchè non scrivi un libro?! Prenoto già da ora una copia!

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  2. Ahahaha tutte a te capitano simo! Anche io al posto tuo scriverei un libro :D un bacione!

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  3. Quanto ti lovvooooooo!!!! Anch'io prenoto una copia!!!! Sei un raggio di risate in una mattina così grigia che l'asfalto sembra bianco!!!! Continua così sei troppo forte!!!! Comunque il prossimo giretto lo prenoto dalle tue parte e ti vengo a conoscere!!!!!! Kisssssssss Betta

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  4. Effettivamente i ragazzi della compagnia teatrale erano bravissimi, si vedeva che erano professionisti, invece voi "sciagattati" si vedeva che avevate studiato e che vi siete divertiti in primis voi, questo traspariva e il pubblico era lì che rideva a crepapelle, tanto che ho temuto che qualcuno cascasse dalla sedia, la tua performance è stata divertentissima...sembravi davvero una comare!!!:)Te l'ho già detto..sei un animale...ma da palcoscenico!!! ti lovvo lo sai vero? :*

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    1. Al posto di Sara potevi esserci te, guarda!!Sempre a proposito di comari... :-D

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  5. Come avrei voluto essere lì a ridere di te...ehm..con te!
    Immagino l'emozione, ma immagino anche le risate e avrei pure pagato per vederti vestita da nonna Abelarda e impellicciata di lana ad ancheggiare il Pulcino Pio.
    Attendo con ansia il post in merito alla "performace animalesca"! :-D
    Un baciotto tesoro.
    Tanta ammirazione per il Santo che non scappa e per Alice che dice ancora in giro che sei la sua mamma!
    ^__________^
    Nunzia

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    1. Anch'io ho molta ammirazione per loro!!

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  6. A parte il mal di pancia per le risate...mi è sfuggito oppure non è scritto chi l'ha fatto il camion sopressa Pulcino Pio????? Ciao buona doemnica domani rileggo cosi rido di nuovo e la pioggia passa in seconda linea inclusa la boraaaaa di trieste ciaooo

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    1. lo abbiamo fatto tutti, le siamo andati incontro e alla fine siamo crollati ai suoi piedi mentre il pulcino reagisce con il gesto dell'ombrello :-D Praticamente ha vinto lui!

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    2. ahahahaha sempre meglio....:-D oggi bora da matti e quindi rilettura grazie e ciaoooo

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  7. LOL :D
    E' da quando ho visto la foto della comare su FB che mi chiedevo cosa stessi combinando!
    Il momento che precede la messa in scena è un bel casino, perché poi l'ansia ti manda in pappa il cervello e tutto il lavoro di memorizzazione sembra quasi buttato all'aria.
    Ma il risultato di tutte quelle ore passate a studiare serve per dare una base a quello che poi sarà lo spettacolo che andrà in scena.
    Se avete tenuto i tempi, se ad una certa avete recuperato il ritmo, è lì che ritrovare i frutti del vostro impegno :)
    E andare a braccio con una persona che si conosce da diverso tempo è fantastico, perché ci si rende conto che l'intesa con i partner di scena è parte integrante perché risulti tutto credibile e accattivante!
    In fondo l'esperienza deve essere stata divertentissima!!
    E il balletto del pulcino pio è logorante ma aaaassolutamente divertente e immancabile :D
    Ahahaha voglio il prossimo post Simo!!

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  8. Guarda che oltre al post vogliamo foto e filmato! Baci e buon onomastico (se non lo sapessi oggi è san Simone, quindi è la nostra festa :))

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  9. clap clap clap
    gli applausi registrati non li senti solo perchè c'è un problema tecnico... clap clap clap
    ♥ ♥ ♥ ti adorO (con la O grande è più d'effetto) ♥ ♥ ♥

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  10. E quando Benedetta Parodi trasmette la puntata teatrale???? Cerca in ogni dive il video. Qualcuno lo avrà pure fatto. E caricalo subito. Le tue minchiafans sono già in delirio!!!
    Patri

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  11. ciao Simo sono capitata qui facendo ricerche sulla macchina da cucire dell'Ikea...scusa ma...son rimasta! sei troppo forte! ades voglio sapere la recita com'è andata!!!! ciao Bea

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Nel frattempo, visto il periodo, vuoi una tazza di thè?

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