
So che qualcuno di voi, alla fine di questo post, mi darà amorevolmente una pacca sulla spalla.No, perché ne ho bisogno.Ne abbiamo bisogno.Mica mi è successa una cosa strana, noooooo!!Solo che ho quasi quarant'anni.Il che vuol dire che ho una figlia di 11. Il che vuol dire che son finiti i tempi in cui, la pargola, festeggiava i compleanni a casa dell'amichetta alle 4 del pomeriggio.
Ennò.
Adesso si va in pizzeria.A cena. Alle 8.
E fin qui è una ganzata.Sì sì.
La vera tragedia è aspettare di andarla a riprendere. Perdo mazzi e mazzi di neuroni.
Spiego.
Per ora è capitato solo due volte e devo dire che la cosa mi è anche piaciuta. Cioè, voglio dire, fossi io al suo posto sarei elettrizzata.Infatti lei lo è. E' bellissimo vedere una tavolata di ragazzini misto mare (dicesi misto mare un'accozzaglia di maschi brufolo muniti, con la frangia stirata emo o una cresta di gallo perfettamente ingelatinata, ragazzine in fissa col cellulare che si fanno foto sceme e mimano il cuore con gli indici e i pollici) tirarsi le molliche o le croste della pizza margherita. E tu, genitore del festeggiato che sorvegli tutto da tre tavoli più in là, mica puoi brontolare tanto, perché quando eri giovane lo facevi anche tu.Eccomenò.
La prima volta è stata a Novembre. Portiamo Alice in pizzeria, solite raccomandazioni “Fai a modo, se esci mettiti il piumino che ti si blocca la digestione, non bere la Coca troppo ghiaccia...ma divertiti!Evvaiiiiiiiiiii!!!Spettegola!E se c'è la musica balla!!!Sìììì!!”
“Mamma...”
“Okay.Ehm...sì insomma, comportati bene. Chiamaci quando avete finito”
Salutiamo i genitori della festeggiata che rimangono a fare la guardia con il fucile in spalla e ce ne torniamo a casa.
Wow!Un sabato sera tutto per noi!Sesso droga e rock'n roll!E si sa, dopo il sesso, la droga e soprattutto il rock'n roll uno è stanco e si mette sul divano.
“Amò, come mi fa strano, io e te, da soli...lei in pizzeria...ma che è???”
“Uh davvero. Guarda, ora magari è presto, ma poi dobbiamo farci l'abitudine”
“Eh già. Mi dai un po' di plaid anche a me?”
“Tieni. Fai vedè, sono solo le 21.30.Ma allora come siamo rimasti d'accordo?Chiama lei?”
“Mmh...sì chiama lei quando hanno finito. Lasciamola divertire.E' la sua prima uscita da sola. Vabbè c'è Veronica due tavoli più in là, ma...ti do noia se metto i piedi qui?”
“No, stai pure. Ecco, il cellulare è qui.Che film è questo?”
E QUI MI FERMO.
Una coppia, se di sabato sera, dopo cena, si mette sul divano con i piedi stesi e un plaid addosso, tempo cinque minuti...no, non fa sesso sfrenato. DORME.
E dorme di brutto. Che scena pietosa. Mi immagino Alice che con l'energia dei suoi 11 anni tiene botta e balla il flamenco sul tavolo fino a mezzanotte e io e suo padre con il capo rovesciato sul poggiatesta del divano che russiamo con un rivolo di bava sul mento. Gnapossiamofà.
Verso le 23 trilla il cellulare. Ma mica lo sentiamo subito.A una certa età il sonno è pesante.
“Oh!”
“Eh!”
“Oddio che è?!”
“Corri il cellulare!”
“Chi è?”
“Come chi è!?La bimba!”
“Ah già!Pronto!”
“Mamma?” trilla lei tutta allegra e felice.
“Amorina...aspè...Andrea passami la ciabatta...Sei pronta? Avete finito?”
“Sì, siamo pronte!Veronica dice che potete fare con calma, siamo sempre tutte qui”
“No, arriviamo. A dopo!”
“Mamma”
“Eh”
“Ma stavi dormendo?”
“Chi, io? Ah ah ah! Stai scherzando?Figurati. Eravamo qui con babbo che si guardava un film ganzo...” Guardo la tele ed è sintonizzata su un canale Sky dove uno si sta mangiando uno scarafaggio.Dio, che schifo.
“Ah vabbè. A dopo”
“Arriviamo”
“Simo, vai te?” mi domanda il Santo tra uno sbadiglio e l'altro.
“No, ti prego, chiedimi tutto ma non mi mandare da sola. Ho sonno, non ce la faccio”
“E' vero. Facciamoci coraggio, sù”
E non vi dico la fatica per uscire dal sonno, dal tepore del plaid, dal nostro comodissimo divano, la malinconia di lasciare la ciabattina, di rivestirsi , di rimettersi le scarpe e pettinarsi un minimo e uscire al freddo e al gelo (4 gradi alimortè), quando tutto ciò che vuoi è un letto caldo al più presto.
In forma, freschi come una rosa e ciarlieri a bestia (ci facevamo domande tipo Il Milionario per rimanere svegli) ci dirigiamo in pizzeria, dove ci attende lei, spumeggiante e frizzante come un calice di spumante.
“Mamma!Come mi sono divertita!”
“Brava topinaaaaaaa!!Anche noi!”
“Era bello il film?”
“Quale film?...oh bhè,sì. Ma non parliamo del film!Ma ti pare?” Nel frattempo sistemo un ciuffo di capelli al Santo e mi rassetto la tuta. Cazzo. Si vede lontano un miglio che fino a dieci minuti fa stavamo dormendo.
Torniamo a casa verso mezzanotte con lei che ci racconta tutto e con noi che ci infiliamo gli stuzzica denti nelle palpebre per rimanere svegli.
A me sta cosa m'ammazza.
E ci dobbiamo abituare, non ce n'è. Deve essere così.E in questo caso era solo mezzanotte. Arriverà un momento in cui l'ora saranno le tre. E non oso immaginare come faremo.
L'unica alternativa è uscire anche noi. Sarà la volta buona che andremo a ballare, nei pub, a vivere la notte come non abbiamo mai fatto. A fare i diciottenni a quaranta.
Se ci penso mi viene in mente una cosa da fare: rispolverare quella minigonna con le paillettes anni' 90. E se penso a quella gonna, mi viene in mente un'altra cosa:mettermi a dieta, perché colcazzo che ci rientro.
Ma son dettagli. Il popolo della notte mi aspetta.
Come no.