Gita di Pasquetta con orgoglio e pregiudizio



*





"Andrea, prova a dirmi 'Vi amo.Con grande ardore..."
"Che te devo dì?"
"Shhh!!! Dicevo. 'Vi amo.Con grande ardore.Vi prego concedetemi la vostra mano'"
"Hai bevuto di mattinata?"
Dio, quando non si ricorda le citazioni dei film lo strozzerei "Ma amò, è il dialogo tra Darcy ed Elizabeth nel patio sotto la pioggia!" Non sembra di essere lì?

"Se lo dici te..."
A me pareva di essere lì. Vabbè, non c'azzecca una mazza, ma vi giuro che l'atmosfera era proprio quella. Ah sì, vi dico dove eravamo a Pasquetta. Partendo la mattina verso le 11 coi panini in saccoccia ci siamo diretti alla Villa Reale di Marlia. Ci siamo sparati solo 28 km. Sì, sta bellezza è pure vicino casa e la consiglio a chi è toscano e soprattutto a chi non lo è, per farsi una gitarella e visitare un posto incantevole. Ne avevamo sentito parlare, ma non ci eravamo ancora stati.Se volete, fatevi un giro sul sito ma le foto non rendono giustizia, quindi ci provo io (ecco l'Oliviero Toscani de noattri). Insomma dicevo, si parte, si arriva presto con una giornata indecisa: il Signore non sa se far piovere, se far uscire il sole, se far tirare vento, insomma una giornata sminchiata di quelle che ti fanno dire davanti allo specchio "Mi vesto leggera, è Pasquetta perdio!" e quando sei fuori pare Novembre e rimpiangi il piumino. Alla piccola piazzola ci aspetta un pullman parcheggiato e tre macchine. Io, non so se ve l'ho mai detto, ho un' avversione particolare per i pullman parcheggiati fuori da un luogo da visitare, perché in una parola sola significa 'casino'. E ci sono stata anch'io a volte sul pullman eh? Non è che. Culo vuole che durante la manovra di parcheggio del Santo, si apra il cancello e la fiumana di gente all'interno si riversa sul mezzo (forse grazie all'ora di pranzo). Come sempre noi controcorrente, la gente va a pranzo, noi a giro. Eccheccivuoifa'. Il guardiano ci avverte che possiamo visitare solo il parco ma è proprio quello che volevamo fare. Si apre il cancello e...siamo stati come catapultati in un'altra epoca. Posto magnifico. Estraggo la mia Nikon con un movimento che manco Sandokan con la scimitarra e scatto in preda a un raptus. Girovaghiamo nel parco prima alla rinfusa, alla ndo cojo cojo, proprio attratti da qualsiasi cosa e dalla bellezza del posto. E dal deserto intorno a noi. Sarà stata una genialata (ma non penso, era pur sempre Pasquetta), sarà stato il meteo indeciso, sarà stato che magari era un orario strano, ma eravamo soli. Soli.
Na goduria. Ci siamo addentrati in giardini come labirinti ammirando fontane (Il teatro d'acqua)


e alberelli a forma di pastiglie valda. Giuro sembravano enormi caramelle gommose alla menta.
Ma il bello doveva ancora venire. Ma vedete che verde? La voglia di togliersi le scarpe e camminare nell'erba era a mille, ma se avessi avuto un giacchettino in più era meglio. Questo ha fatto sì che mi tenessi i miei stivali. Cammina cammina... "Amò, potresti almeno recitarmi una poesia!Guarda che bellezza!"
"Simo, questi posti sono incantevoli soprattutto se silenziosi. Per quello non te la recito, solo per quello"
"Giura"
"Come no"
Come bugiardo non è granché. Ma non ha importanza perché quello che si apre ai nostri occhi è magnifico.

Dio, come vorrei alzarmi il vestitone stile ottocento e correre in questo prato alla ricerca di...di...insomma di qualcosa! Un principe, un conte,un coniglio come un' Alice qualsiasi!
"Mamma, che bello, pare un film!"
"Sìììììììì dove noi siamo i protagonisti!Dopo Orgoglio e pregiudizio ecco...ehm...Andrea aiutami!"
"Pazzia e rincoglionimento?"
"Non capisci. Respira, senti che aria. Guarda che bello! Oddio starei qui a giornate e...OMMIODDIOOOO!!!"
"Che c'è?"
"Mamma?"
"Ho visto una cosa laggiù!Andiamo!"
"Che hai visto, di grazia?" Di grazia? Sta imparando il ragazzo!
"Una casa" Cioè non è che ho visto un dinosauro o un diamante abbandonato. Una casa.O quella che pareva una casa. Invece era una specie di patio. E che patio.Ditemi voi.



"Ti prego, risposiamoci. Qui. Ora. In questa casa nel bosco, con il glicine, gli uccellini che cantano e queste finestre...bhè sì sfondate e questa porta...okay rotta, ma non ha importanza. E' tutto magnifico. Romantico.Fantastico!"
Cioè, immaginatevi la scena. Gli sposi nel patio col parroco, tutto intorno queste colonne di glicine.Le damigelle vestite dello stesso colore e gli invitati sulle panche fuori ad applaudire e commuoversi...ohhhh!!Sì, okay, qua non usano le damigelle e manco i matrimoni all'aperto, ma insomma voliamo con la fantasia!
Alzi la mano chi vorrebbe sedersi su questa panchina a leggersi un bel libro.

Dopo aver abbandonato l'idea di risposarmi proprio lì (anche perché il Santo aveva già chiamato un cavallo con un fischio per scappare al volo tipo Zorro) abbiamo proseguito la nostra passeggiata verso il laghetto. Cioè, pure il laghetto c'è in questo parco.


Non lo trovate fantastico? Sembra un quadro di un pittore molto romantico, nevvero?
Nel frattempo era uscito anche il sole regalandoci colori più accesi, l'alleggerirsi dalle giacche e anche un certo languorino.Quindi abbiamo deciso di pranzare alla Villa del Vescovo. Diciamo 'fuori' dalla Villa del Vescovo, che è meglio, sennò pare un ristorante. Abbiamo aperto lo zaino, steso dei foulard e ci siamo fatti un pic nic alla buona, così, soli soletti baciati dal sole. Cioè Elizabeth se lo sogna un panino del genere, ma son dettagli.


Col panozzo che faceva le capriole nello stomaco abbiamo proseguito con in mano la guida del parco (tho!C'avevano dato la guida?) e siamo arrivati alla grotta del Dio Pan.



Detta così sembra che io sappia esattamente cosa sia.Invece non ne ho la più pallida idea.Ma è molto bello. Presa dalle fregole e constatando che riuscivo a leggere la cartina ho cominciato a saltellare "Portami al giardino spagnolo!Portami al giardino spagnolo!" dove, sinceramente, credevo di trovare almeno uno straccio di Banderas che mi ballava il flamenco, ma niente.Però invece di wow! ho esclamato Olè!E' uguale?


Poi, girando a destra, abbiamo visitato il Teatro di Verdura (lo so che vi state domandando: ma quanto tempo ci vuole per visitare questo parco? ) che non è altro che una specie di labirinto e passaggi segreti sotto pergolati, scalette a scomparsa tra la vegetazione e fontane.


Che poi con tutta questa acqua avevo anche una certa urgenza, detto tra noi. Comunque tutto molto suggestivo e qui mi vedevo giocare a nascondino scompigliandomi i boccoli e arrossendo compiaciuta a colui che mi avrebbe trovata ansimante dietro la fontana..."Oh! Mi avete trovata, signore"
"Sono stato guidato dalla luce dei vostri occhi..."
Na na na na parte la musichina in sottofondo...
Uè!Qui le cose sono due:o guardo troppi film o sono nell'epoca sbagliata. Decidiamoci.
Comunque.Alla fine ci siamo lasciati il Giardino dei limoni, che penso che venga in aiuto a chi, invece del panino, s'è magnato la caponata.Ma è un pensiero mio.




Limoni e fontane, fontane e limoni. E vasche. E statue. E 543 foto. E la Nikon che chiede pietà.
E noi che decidiamo che la giornata è ancora lunga, che il sole è appena spuntato e che non abbiamo nessunissima voglia di andare a casa. E che, guardando bene la mappa, ci sarebbe un altro posticino a pochi km da qui...
E sicuramente un altro film. Se vi piace l'epoca di Luigi XVI, vi aspetto al prossimo post.
"Dio, come Maria Antonietta sarei perfetta!Vero amò?"
"Ti devo ricordare com'è finita?"
Via, il regista lui non lo potrebbe fa', non c'è verso.
P.S. Vi è piaciuto sto posticino? :-)

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