mercoledì 5 giugno 2013

Noi, da Papa Francesco.

Ce l'ho fatta, ho finito di scrivere il post della visita a Papa Frà.
È stato bellissimo ma un filino stancante, sia la gita che la stesura del post. Guardate quanto è lungo e se ripenso a cosa ho fatto, sudo di nuovo.
Tutto è iniziato mercoledì 22 Maggio. Un piccolo dettaglio: sveglia  alle sei e mezzo, ho toccato il letto e conosciuto il sonno solo mercoledì sera alle undici. Quaranta ore di veglia. Mi adoro.
Il pullman della gita è partito anche un filino in ritardo e a nulla son valse le preghiere di tutti i parrocchiani quando abbiamo visto che in quella gelida notte ci avevano lasciato in piedi sul marciapiede come delle signorine per bene. E senza nemmeno un bue e un asinello a scaldarci.
Mia madre che già diceva “Mi fanno male i piedi” e ancora non eravamo partiti, Alice che diceva “Ho freddo” e batteva i denti così tanto che c'avrei potuto obliterare il biglietto del tram, e io che dicevo “Ma un bagno dove lo trovo?” perché il freddo mi fa quell'effetto lì.
Finalmente arriva il pullman ed esultiamo tutti saltellando sul posto, così calorosamente che a qualcuna parte il femore.
Olè. Finalmente si parte. E io non riesco a chiudere occhio, un po' per l'eccitazione, un po' perché ero reduce da una tazza di thé con tre filtri, e un po' perché nonostante l'età media si avvicinasse agli 80 anni circa, queste donnine c'avevano una verve che manco le ragazzine che tifano ad Amici. E quindi hanno chiaccherato e riso tutta la notte. L'avrei prese a randellate.
Arriviamo a Roma (dove preannuncia pioggia) con un freddo porco e armati di zaino per il pranzo al sacco ci incamminiamo verso San Pietro.
Bellini, sembriamo in gita con la scuola!Durante il tragitto manca poco stirano una donnina sulle strisce, abbiamo rischiato di perderne un'altra dentro un tombino e un omino che dicendo “Io a Roma ci son già stato”, s'è perso prendendo un'altra via.
Cammina cammina cammina (leggasi come una fiaba) arriviamo finalmente a San Pietro.
Dio, che bellezza!Non smette mai di stupirmi e di piacermi. Roma è proprio bella!




Ci mettiamo in fila cow boy (perché, anche se ce l'hanno detto, la fila indiana a quanto pare non sappiamo nemmeno cosa sia) tutti con il biglietto d'invito di Papa Frà in bella vista sul braccio alzato. Sembravano Jhonny Stecchino a teatro con la banana.
C'erano miliardi di persone, na roba allucinante. C'era chi spingeva, chi rideva, chi sveniva e chi pregava. Di uscirne vivo. Finalmente il nostro coach ci guida verso la strada giusta e in pochi minuti siamo in piazza vicino all'obelisco.



Marò che casino. Da lì (visto il nostro transumare ad minchiam) ci hanno detto “Fate e andate dove ve pare. Alle tre ci vediamo sotto la madonnina”.
Dopo, dalla stanchezza, la Madonnina m'è anche apparsa.
Comunque. Visto che la mì mamma ha un'autonomia in piedi come può averla un cellulare del 2002 con una tacca, il mio pensiero andava a lei, pora stella che se ne stava appoggiata alla transenna con i piedi che le fumavano tipo Jucas Casella quando camminava sui carboni ardenti. Ora. Pensateci un attimo: io posso lasciare la mì mamma così? Roba che sono le 9 e c'è da starci fino a mezzogiorno?
Girottolo come una pazza per cercare una soluzione, una via d'uscita e mi vengono in mente solo tre cose:
o faccio finta di svenire, chiamano l'ambulanza e ci facciamo caricare sulla lettiga (ma non avremmo visto Papa Frà)
o faccio una telefonata in vaticano dichiarando che c'è una bomba in piazza San Pietro così la evacuano e rimangono le seggioline tutte per noi (ma in quel caso Papa Frà fugge col suo elicottero bianco latte)
o faccio la paracula, mi infiltro dove non dovrei infiltrarmi, (all'evenienza posso anche recitare un melodramma che manco Mario Merola) e cammino sui gomiti come Rambo passando sotto le seggioline già occupate per vedere se in cima ce ne sono libere.
La terza mi pare la più ragionevole. Ce la posso fare.
“Voi aspettatemi qui. Io vado in avanscoperta. Col mio occhio di falco vedo che in cima (strano, ma vero) ci sono delle seggioline libere” Ovviamente quelle seggioline non erano per noi, ma son dettagli.
La mì mamma e la mì figliola m'hanno guardato con speranza e mi hanno detto “Ok”.
L'ho lasciate dietro l'obelisco. Memorizzate bene questo particolare.
Parto tutta convinta e dopo pochi metri trovo il primo ostacolo:una staccionata chiusa con una guardia alta due metri e larga cinque. Praticamente un armadio quattro stagioni. Mi intrufolo un po' a spinta tra una signora dai capelli rossi e un signore barbuto che sventolano il loro invito sotto il naso della guardia. Ormai a quel punto avrei anche giurato di essere loro figlia. Estraggo il mio invito e lo sventolo nemmeno fosse una bandierina al GP. Ci sono, sono dentro sto gruppo che non so da dove viene e dove va. La guardia però si incazza, la gente spinge, vuole passare per forza e tenta di farlo con dei mezzucci. Vorrei sapè chi sono queste persone, perché non si fa, è scorretto, giusto? A un certo punto grida “Il gruppo di Genovaaaaa!!”
Genova! Ci sono anche stata a Genova! Bene, da circa tre minuti sono genovese.
Mi spingo più avanti, sgattaiolo sulla destra e sono davanti alla guardia, vis a vis, a un millimetro dal suo naso. Sfodero il miglior sorriso del mio repertorio, quello ebete tipo bocca a mezzaluna semichiusa. Tipo Garfield quando fa una marachella.
Lui fa “Gruppo di Genova?”
Se apro bocca lo sente che non son di Genova. Quindi annuisco.
Poi mi guarda “Genova?”
“Belin!” minchia, sembro il Gabibbo. Lo vedo frastornato, un po' per il casino, un po' perché c'ha una tizia davanti che se gli avesse detto di essere il sindaco di Roma gli avrebbe creduto di più, e un po' perché effettivamente il gruppo di Genova sta spingendo come un carroarmato. Lui, e altri come lui, non si decidono a farci passare. Però all'improvviso si apre un piccolo varco, è la svolta. Riusciamo a passare un po' ringraziando, un po' pregando, un po' sminchiando il sistema e quando sto per passare io la guardia mi guarda. Ma ero pronta a fare tipo “Guardi là!Un asino che vola!” e sarei scappata per il Vaticano come solo Robert Langdon in Angeli e Demoni.
Finalmente sono nella sezione seggioline. Wow.
Ma mi prende lo sconforto subito: nel quarto quadrante non c'è posto. Veloce veloce mi sposto al terzo. Nulla, tutte occupate. Senza un filo di speranza vado al secondo: ma ti pare che se non c'è posto al terzo c'è posto al secondo? Infatti nulla. Figurati nel primo. Figurati nel primo!!
Come un miraggio vedo una sfilza di 5 seggioline vuote in una delle ultime file del primo quadrante. Sono vuote, ma è...impossibile!Allora gente, non ci crederete: nel primo quadrante proprio quello davanti a Papa Frà, numerose sedioline erano vuote. Io non so se dovevano essere occupate da qualcuno in particolare, ma fatto sta che rimanevano libere perché dalle transenne non facevano passare più nessuno. Con un salto felino, che se mi avesse visto Charlie sarebbe stato orgoglioso di me, mi sono tuffata su tre seggioline occupandole con giacche, zaini e macchina fotografica (che mi sarebbe servita per fare foto sfuocate e piene di teste e braccia)
E qui viene il bello. Dovevo far arrivare la mì mamma ed Ali da me, solo coordinandole col cellulare. Impresa più che impossibile. Sono salita sulla sediolina e, cellulare alla mano, ho chiamato Gianni e Pinotto (perché quando sono insieme tutto può succedere) e ho cercato di farle arrivare da me. Mi sono sentita dire:
“Dove siete? In piazza San Pietro? Ma va? LO SO CHE SIETE IN PIAZZAAAA!!!”
“Siete ancora dietro l'obelisco? Bene. Andate alla vostra sinistra. Come qual è l'obelisco e qual è la sinistra?Ah. Scherzavi”
“Dove siete? E rispondete perdio, che son due ore che vi chiamo!Venite avanti, dite alla guardia che ci sono posti liberi qua in cima!”
“Come 'siete alla destra dell'obelisco'. Impossibile!Ma in che città siete? Passami nonna. Mamma? Di grazia, ndo cazzo siete finite? Come 'a sinistra non vi fanno passare'!Son due ore che vi guido pensando che foste a sinistra, siete da tutt'altra parte!Mamma, calma, respira. Cosa vedi?” e lì ho avuto paura che mi dicesse “Vedo la gente morta” “Ah, la fontana che va. Minchia. Rifacciamo tutto da capo, okay? Venite avanti. A questo punto io sono alla vostra destra. Mi vedete? Sono quella in piedi sulla sediolina!Sto anche sventolando una bandierina!Come fai a non vedermi? Ah. Siamo in quattrocento a sventolare la bandierina. Hai ragione anche te. Aspè, dimmi esattamente a quale transenna sei, cosa vedi, cosa senti, fatti sentire anche te, urla , agitati, rutta, fai qualcosa! Ah, gnafaipiù. Mamma, io non so più come fare, mi manca di lanciare un petardo o un SOS e poi ho fatto tutto. Chiedi 'cos'è sto casino'? C'ho un capannello di gente intorno che sta facendo il tifo per voi, mamma. Devi riuscire ad arrivare almeno per queste persone. Eh”
In effetti, visto il casino che facevo e l'impresa epica nella quale mi ero tuffata, avevo un mucchio di persone intorno che cercavano di aiutarmi. Che belle anime.
“Come è vestita sua madre? Guardo se la vedo!”
“Forza che ce la fai, non devono essere lontane!”
“Vuole il mio chihuahua? La vedrebbero subito, sarebbe l'unica che lancia in aria un cagnolino!”
Finalmente le vedo. Sììììììììììììììììììììì!!!!!!
“Mamma ti vedo! Eccoti!Vedo Ali, dai che sono qui! Come 'qui dove'? Mamma, guarda dritto davanti a te. Brava. Ora voltati a destra. Piano, mamma. Voltati piano che m'hai fatto il giro come la bambina dell'esorcista. Voltati piano a sinistra. Passami Ali. Amò, bella de mamma, ferma con lo sguardo. Voltati pianino a sinistra...”
“Mamma!”
“Amore!Eccovi! Dai che sono quiiiii!!Venite!!!.... …... …... ….. Come la guardia non fa passare più nessuno. Passami la guardia. Come 'ti vergogni.' Passami la guardia!!Mamma, non voglio te, voglio la guardia. Ah, la guardia dice che non può parlare.Oh Madonna Benedetta dell'incoroneta!
Lo fate voltare per piacere? Gli dite che qua, oltre ai nostri, ci sono dei posti liberi? Okay, ti lascio lavorare...”
Le doti di convincimento di mia madre devono essere ottime perché dopo pochi minuti passano l'ultima transenna e sono da me. Sono state accolte con un applauso e tante risate, io invece ero senza voce e sudata fradicia. Le tre suorine dietro di me hanno giunto le mani e m'hanno detto “Lei è un dono del Signore. Che brava” mentre il ragazzo sulla mia destra ha detto “Senza offesa: avrei scommesso il mio cellulare che non ce l'avresti mai fatta”
Miodio che faticaccia, ma siamo finalmente sedute al cospetto di Papa Frà che non si è fatto attendere molto. È arrivato con la papa mobile più sprint che mai, con quel cappellino che non ne vuol sapere di stare al suo posto e svolazza che manco una colomba bianca. Che uno creda o no (e non è questo il luogo giusto per parlarne) vedere il sorriso aperto e gioviale di Papa Francesco da vicino, poterlo accarezzare con lo sguardo e vederlo porgere le sue mani a quelli più vicini, bhè, è una grande emozione. 





Trasmette serenità ma allo stesso tempo energia. Che poi uno la religione la intende e la pratica come crede, però questo Papa indubbiamente trasmette qualcosa, arriva. Ed è stato bello sentire Alice dirmi “Mamma, sono contenta di essere venuta. È un'emozione grande”
E quindi niente. La parte pratica ve l'ho descritta, su quella teorica ed emozionale, ci lavoro ancora un po'.










9 commenti:

  1. sono stata all'udienza del mercoledi, quella con l'invito, 3 anni fa da Papa Benedetto, era la settimana santa e un paio di giorni dopo sarebbero stati 5 anni dalla morte di Woityla per ci gran folla, ma nonostante il ritardo abbiamo trovato posto a sedere senza problemi, e poi al primo Angelus di Papa Francesco e non c'è paragone, hai ragione trasmette di tutto, via la stanchezza, serenità, pace, energia, fiducia massima nel mondo. Questa volta Dio ci ha mandato un grande uomo davvero. Sandra da Milano che però ama tanto Roma

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  2. Giuro che ti rileggo con calma.
    in quanto a come intrufolarsi e far finta di niente, ti credo sulla parola!
    ;-)
    baci

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  3. Sul lancio del chihuahua mi sono cappottata dalle risate...
    Manco il Santo Padre ti fa essere una personcina tranquilla...^_____^
    Tesora!
    Che bello.
    Anche a me questa Papa ispira tantissimissimo.
    Baciotto.
    Nunzia

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  4. c'era anche il mio papà a quella udienza!deve essere stato davvero bello,spero di vederlo anch'io presto questo Papa Frà,perchè mi piace un sacco!

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  5. ...fin quaggiú sono venuti a cercarlo..
    Bacioni, Simo

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  6. Che bella la foto di Papa Francesco che hai postato: lui si vede benissimo!
    E' vero che questo Papa trasmette qualcosa: io non avevo mai ascoltato le udienze degli altri Papi, adesso con questo non ne perdo una, grazie a youtube
    Buona domenica e grazie della tua testimonianza ^^

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  7. ciao
    una bellissima esperienza.

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  8. Simo tu e le tue donne dal Papa..., certo che stare vicino a te è una meravigliosa avventura!!! Sei un vulcano di simpatia e in poco tempo riesci a coinvolgere la piazza! Grazie passando da te non si può fare a meno di sbellicarsi dalle risate.. Fra un pò i medici prescriveranno come cura antidepressiva: "Cinque minuti al giorno sul blog di "A Casa di Simo", una cura efficace e senza controindicazioni...
    Che bello vedere il Papa Francesco è un'esperienza che mi riprometto di non perdere.. certo che avendo te come guida sarebbe "fantastico"!Buona serata Rosita

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Nel frattempo, visto il periodo, vuoi una tazza di thè?

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