Alzi la mano chi porta gli occhiali. Su, forza, non fate i furbi, che vi vedo,sa? Che andate in giro a fare i guappi vantando una vista da falco e invece siete orbi come talpe.
Ecco, io sono una di quelle.
Come l'ho scoperto?
Aneddoto (anche romantico se vogliamo.Come no)
Irlanda 1997-viaggio di nozze-
“Simo cosa dice quella scritta sul cartello stradale?”
“Quale scritta?”
“Quella là!Andata.Devo tornare indietro”
Ritorno a casa.
“Simo che c'è scritto su quel cartello?”
“Quale cartello?”
“Simo, vatti a fa vedè la vista”
Io orba? Ma scherziamo?
Sì, io orba.
Ma poco poco.
Fatto sta che appena tornati a casa vado dall'oculista.Che poi il cecato della coppia era Andrea.
Apro parentesi (Il Santo da un occhio è quasi orbo, infatti pare, e dico pare, che quando esclamò “Orpolà che gnocchetta è la Simo, quasi quasi mi dichiaro”, avesse una forte infiammazione all'occhio sano con conseguente abbassamento di diottrie. Quando fu guarito, ormai era troppo tardi. Io gli avevo già messo il collare)chiusa parentesi.
Però non si spiega come mai con l'occhio sano veda più di me con tutte e due, dev'essere la santità.
Mi faccio la mia bella visitina, tirando anche un po' a caso. Alla domanda del medico “Perché è qui? Quando si è accorta di vederci poco?”
Volevo rispondere “Ero in viaggio di nozze”, ma ho mentito, perché la paura che lui replicasse “Lo sa che fare tanto sesso fa abbassare la vista?” stile minacce della nonna, era tanta.
Quindi ho scazzato un “Mah...vedo le scritte un po' sfuocate...” restando sul vago.
Certa che Andrea si sbagliasse (non posso essere orba, perdio!), mi intronfisco tutta e mi vanto pure che so infilare un filo in un ago senza prendere la lente come faceva la prozia.
Risultato della visita?Sono miope. Ma poco poco.Davvero. Il dottor House mi consiglia un paio di occhiali, da mettere alla guida per leggere i cartelli, o quando sono particolarmente stanca (?).
Al che per scegliere la montatura mi parte una giornata.Anche perché mica è facile. A me gli altri con gli occhiali mi sembrano tutti belli, per esempio il Santo con gli occhiali è più affascinante, mentre io mi immagino già stile nonna Abelarda.
“Simo è un paio di occhiali. Ti prego”
“E' importante!Metti che mi stanno male”
“Ma non ti stanno male. Sei carina con gli occhiali. Tho!Guarda come sei caruccia!”
“Amò, c'hai la sciarpa sull'occhio sano.Ecco, guardami ora”
“Ah. Sembri Sandra Mondaini”
“Vedi?”
“Hai il viso piccolo, prendi una montatura piccola”
“Così?”
“Sembri una topa...”
“Tesoro regolati, siamo in un negozio!Comunque grazie manzone mio!”
“...da biblioteca.Troppo tondi”
“Questi?”
“Sembri Elton John. Potresti evitare i brillantini, per esempio”
“Oh bhè...questi qua?
“A punta?Audaci. Poi fai te. Se ti piacciono...”
Mi guardo. Sembro la moglie di Spock.
“Questi qua?va che belli rosa!”
“Signorina? Mi scusi, quello è il reparto bimbi”
“Ah”
“Amò aiutami!Io non ho mai messo gli occhiali!Che poi mi hanno detto che possono davvero cambiare il volto di una persona. Deve far parte della mia personalità!”
“No, ci devi vedere.E ci devi stare bene”
“Ma io scelgo quelli che stanno più bene a te, e te ricambia, no? Dimmi quali mi stanno meglio”
“Te non hai qualche idea?”
“Sì, vediamo...piccoli, non vistosi, fini, che non si vedono, che non facciano parte dell'arredamento della mia persona, resistenti che tanto lo so che poi mi ci siedo sopra,che non costino quanto una jeep, non firmati, leggeri ma che mi stiano a posto, che valorizzino i miei occhi e che facciano pendant coi jeans che è la cosa che porto più spesso, con la custodia azzurra e il pannino rosa, perché me la danno la custodia e pure il pannino, vero? Magari tondi, no tondi no che fa troppo segretaria, allora un po' ovali, cioè tondi ma schiacciati in mezzo, hai presente...”
Il Santo si è appisolato nell'angolo dei prodotti per lenti a contatto.
Idea!
“Amò!E se mi mettessi le lenti?”
“Ma per cosa?” Tho, si è svegliato “Per un po' di miopia?Ma da quanto siamo qui dentro? Non hai fame?”
“Ma che fame!Ho deciso, voglio le lenti!Viola. Te l'ho immagini? La Liz Taylor de noattri!Sìììì!!Sarei divina!”
“Simo”
“Aspè aspè, sennò verdi. Che figata!Castana con gli occhi verdi, eh? E tutti mi chiameranno 'La ragazza con gli occhi verdi”
“Ma...”
“Azzurri. Azzurri son più belli. Castana con gli occhi azzurri. Come il mare”
“Macchè azzurri..”
“Allora grigi? Dici che son più belli? Castana con gli occhi grigi.No. Poi sembro un huscky.Marroni. Castana con gli occhi marroni.E' un colore caldo il marrone. Sarei più che altro congrua.Cioè. Voglio dire, sarei coerente.”
“Simo, tu ce l'hai marroni”
“Ah sì? Allora mi servono gli occhiali”
Morale: dopo lunghe ed estenuanti prove che manco un indeciso cronico in un camerino, ho scelto l'occhiale che fa per me.Quando me li metto non mi riconosce manco mia madre.
Quando me li metto Alice fa “Sembri una maestra”
Quando me li metto Andrea mi fa “Giochiamo alla segretaria?”
Ovvio, che il più delle volte mi dimentico (leggasi: non li metto quasi mai), perché sono convinta che io ci vedo meglio senza. A parte quando provo a leggere i cartelli:
un divieto di caccia mi diventa un divieto di cacca, tanto per dirne una.Ma son dettagli.
Tempo fa ho fatto fare la visita anche ad Alice. Manco a dirlo ci vede meglio di un'aquila. Anche se, dopo le gocce di atropina, un'ora dopo in macchina mi pareva di averci una civetta.Due occhi così.
Comunque, cari miei, a me gli occhiali non servono. Quando prendo le tranvate, tipo una craniata nello stipite della porta, è perché prendo le curve troppo strette, non tengo l'asfalto come le gomme vecchie.
Dev'essere il femore.
“Pronto?Per le gite a Lourdes?...”