
Ciao sono Pollon!Non è vero, sono Simo. Scusate ma è da ieri che ho cambiato la mia immagine su FB con quella di questo genio, per una buona causa. Da domani (se non ho capito male) ritorno con il cottage. Perché Pollon? Perché una che nell’83 ti canta “Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!” può essere solo una ganza. Ti istiga a farti delle piste che manco Thoeni ai tempi d’oro. Il bello che a 10 anni mica te ne accorgi. E poi è una che è sempre allegra, ne combina di tutti i colori e gira sempre con un maschio ignudo. Voglio dì, un mito!
In questa fase di 'ricordi' anni 80 mi sono 'ricordata' di un manifesto che ho visto da Piccolalory:

Ovviamente l’intento del manifesto era di creare un post a settimana, precisamente il martedì. Io che non mi ricordo nemmeno di pagare le bollette, figuriamoci se posso ricordarmi di ogni martedì. Nonjelapossofà. E allora tutti i punti li metto qui oggi. Sono i diritti dei bambini. E io parlerò dei miei (i post seri li lascio fare a chi li sa fare. So riconoscere i miei limiti)
Il diritto all'ozio.
Ozio? Che è? No, perché dovete sapere che io dividevo la camera con mio fratello e non c’era verso di sdraiarsi sul letto a leggere Cioè che lui veniva in camera per aprire l’armadio. Per arrampicarcisi. Esatto. Mio fratello faceva free climbing sulle ante e sui cassetti. Sovente lo si poteva trovare spiaccicato stile geco sull’anta. Poi ho cominciato a farlo anch’io. Fino a che non si è staccato lo sportello e ho intrapreso un volo sfortunato giusto un filino. Nei tre mesi seguenti mi hanno chiamato Icaro.
Il diritto a sporcarsi.
Questa la so. Ho giocato con i sassi (li tiravo al cane del vicino)
Con la sabbia (la tiravo negli occhi a mio cugino)
Con la terra (la mangiavo)
Erba (me la fumavo.Scherzo)
Foglie (una volta mi son succhiata tutti gli acetelli del cortile. Manca poco mi ricoverano)
Acqua (bevevo quella che rimaneva nel bicchiere. Degli altri)
Rametti (li usavo per fare il termometro di Cicciobello)
Il diritto agli odori.
ero bravissima con gli odori. Davvero davvero. Per esempio sapevo riconoscere se prima di me in bagno c’era stato babbo, mamma, o mio fratello. Brava brava.
Il diritto al dialogo.
“Simooooo, giochiamo?”
“Vattene”
“Dai per piacereeee”
“Uffa”
“Dai, dai, fammi giocare!”
“Vuoi giocare con me?Prendi in mano sta Barbie, tho!”
“Ma perché quella nera?Almeno dammi Ken!”
“Ken piace a me. O la nera o niente!”
Bastarda, stronza e pure razzista.
Il diritto all’uso delle mani.
“Simona!Cos’è questo rumore?Lascia stare tuo fratello!”
“Ma non sono io!” (Ciaf!Ciaf!Brutto sgorbio che non sei altro!Tho!Prenditi questa!Ciaf!)
“Simona!”
“Ciaf!E poi questa.Tiè!”
“Simonaaa!Vieni qui!”
“No!”
“Ho detto vieni qui!”
“Ma non ho fatto niente!”
“Non mi costringere a venire su!Vieni qui!”
“No!Se vengo lì me le dai!”
“Se vengo su io, te le do il doppio!”
“Okay”
SBEM!!
Meno male mi è toccata una rata sola.
Il diritto ad un buon inizio.
Ecco, io da piccola avevo un amichetto che mangiava in modo veramente sano, genuino, era tutta roba sua diciamo: le caccole. Io no. Mangiavo i muri. Non era genuino ma sceglievo almeno quello fatto con della calce di buona qualità.
Poi, abitando in campagna, respiravo aria pulitissima. Peccato che negli anni ’80 c’era il favoloso Crystal ball, che penso sia qualcosa di veramente tossico. E io lo sniffavo. Come sniffavo il pennarello nero delle lavagnette.
Il diritto alla strada.
Io sulla strada ci sono nata. Ora.Prima che mi immaginiate come una micromignotta, o vestita da rapper stile guappo del Bronx, vi rassicuro dicendo che ai miei tempi potevi giocare sulla strada senza essere investito perché il traffico (almeno dove stavo io) era molto ridotto. Ora non potresti più farlo perché ti danno un passaggio per il Creatore.Direttamente.
Il diritto al selvaggio.
penso di essere una selvaggia già di mio. Sono fine e aggraziata come un ippopotamo in un negozio di cristallerie. Come una Giovane Marmotta so accendere il fuoco con dei bastoncini, fare un nodo scorsoio, costruire una capanna, e aprire le noci con le mani. Non sono cose da First Lady, ma magari sopravviverei benissimo all’Isola dei famosi. E’ una questione di priorità.
Il diritto al silenzio.
in questo momento Sant’Andrea vorrebbe impossessarsi della tastiera e scrivere a lettere cubitali. HO DIRITTO AL SILENZIO PURE IO. Ho cominciato a parlare presto (ve pareva?), e non mi sono mai più fermata. Da piccola ti c’avevo una parlantina che t’incantavo anche le bisce, senza bisogno del piffero. E non solo. Cantavo. E quando cantavo, credetemi, facevo accapponare la pelle. Ero troppo brava, come si suol dire, ‘spaccavo il culo ai passeri’, così:
Il diritto alle sfumature.
Ecco, sì, qualche volta cangiavo da rosina pallido al rosso porpora come quando Marco urlò alla classe che a me piaceva Giacomo. Lui però dopo diventò tutto bianco. Lo presi a cimosate.
Ma la sfumature più bella fu quella che feci a mio fratello quando gli rinchiusi tutte e dieci le dita nel portellone del bagagliaio. Le sue ditina cicciottine rosa che parevano wurstel, divennero asciutte e nere che parevano i Togo.
Ma io lo amo.Mio fratello dico.
Mi sa che ho cannato completamente il senso di questo cartellone.Dovevo parlare seriamente di diritto, e invece sono andata al rovescio.
Dov'è la novità?