IL DIAVOLO VESTE SIMO

A fine maggio Alice farà la comunione. E fin qui, ci siamo. Ho aspettato con una discreta ansia questo momento ricordandomi tutto il caos di quando l’ho fatta io. Caos generato dai genitori sulla scelta del vestito, l’acconciatura, i fiori, il fotografo, la location dopo la cerimonia...

Sicura di dover emulare mia madre di allora, mi ero messa un bazooka nelle mutande pronta a far fuoco sui presenti della riunione. Invece con mia grande sorpresa è filato tutto liscio grazie al parroco (che Dio lo benedica) che ci ha subito rassicurato con un pragmatico:

“Il fotografo l’ho scelto io, il fioraio pure e il vestito è questo”

Se non fosse per non scioccare le nonne avrei ripetuto una scena di Uccelli di Rovo e lo avrei baciato in bocca.

Mi piace la gente decisa, schietta e che va dritta al sodo. “Vi dirò quanto è a capoccia. Questo è quanto.” Ottimo.

Non mi ci vedevo mica a litigare per scegliere la rosellina al posto della violetta, no è meglio il gladiolo, guardi ma io c’ho un maschio e voglio il tulipano nero, ma guardi che il fotografo lo faccio fare a mio cugino, il vestito lo voglio bianco ma di pizzo con il velo e il tacco 5….

Vi immaginate? Io che già quando c’è una cerimonia in chiesa mi devo prendere una pausa di riflessione e concentrami su cosa mettere. Quando c’è stato il battesimo del mio figlioccio mi c’è voluta una settimana per decidere.

“Mmh…vediamo…la minigonna giro-passera no, perché siamo in chiesa e sta male….ecco, questo! No…il tailleur grigio giacca-pantaloni no, perché fa troppo Signorina?Mi chiama il commercialista e nel frattempo mi fa queste fotocopie? Ahh! I jeans, vediamo… bhè sono all’ultimo grido ma…non sembrerò troppo sportiva? Sono la madrina, perdio! La tuta?Mmm…se non fosse che non c’ho il berretto abbinato, c’avrei fatto un pensierino.

Vado in sottoveste?

Con una muta da sub?

Ignuda?

Cosa mi mettoooooooo?????????????
Sono stata un pomeriggio intero davanti allo specchio a fare le prove. L’idea di comprarmi qualcosa di nuovo mi ha attanagliato il cervello. C’era il diavoletto sulla spalla sinistra che mi diceva “Vai Simò! Comprati un mega abito e scarpe da capogiro. Ma prima ruba la carta di credito di tuo marito e mi raccomando prosciugala”

Sull’altra spalla c’era Sant’Andrea che mi diceva “Amore? Lo sai che c’hai l’armadio pieno che rischia di esplodere da un momento all’altro? Sai che hai ancora abiti con il cartellino attaccato? Sai che hai detto 27 volte in momenti diversi ‘Questa è un’occasione, non posso non comprarlo’ e non l’hai mai indossato? Fai te. “

Se lo chiamo Sant’Andrea un motivo ci sarà e allora in preda a un momento di massima creatività con picchi di allucinazione che manco Dolce e Gabbana dopo una festa a casa di Morgan, decido il mio look.

Cercate di capire al volo perché io non so esprimermi come mamma che fa la sarta:
-Gonna a mezz’asta (Spiegazione:appena sopra il ginocchio, dal taglio trasversale,lunga ma non troppo, corta ma nemmeno tanto, giusto per far apprezzare i miei polpacci sodi come un budino lasciato al sole. Punto a mio favore: spacco di 40 cm. A mio favore perché lo spacco mi permette di camminare decentemente senza camminare come Morticia e piantarmi per la terra dopo un mezzo metro netto).

-Corpettino nero (Spiegazione: corpettino nero con due laccetti. E’ così stretto che se faccio uno starnuto mi si strappa la zip stile Hulk. Le mie tette non sono per niente valorizzate….Rettifico: io le tette non ce l’ho.)

-Giacchina grigia ( Spiegazione: giacchina corta e avvitata, nel senso che sembra che me l’abbiano avvitata addosso col Black & Decker perché da quanto è stretta non riesco manco a muovermi)

-Scarpe tacco 12 rosa pallido (qui voglio l’applauso)

-Abbinate alla borsa ari-rosa pallido (qui voglio la ola)

-Parure di gioielli con brillantini e pietruzze rosa e grigio (per gli autografi più tardi, grazie)

Io alla IL DIAVOLO VESTE SIMONA sono pronta. Ora c’è da pensare al Padrino. Con un doppio petto come Marlon Brando, Andrea non starebbe male, però ci vorrebbero anche due nespole da mettere in bocca e non è il tempo delle nespole, quindi non s'ha da fare. Andrea la sera fa le sue di prove.
“Come sto?”

Lo guardo. Pantaloni neri e camicia bianca di seta. “Amore, sembri un cameriere, mettiti quella nera”
“La camicia nera? Con quella nera sembro un cassamortaro”
“Grigia?”
“Maddai!Grigia? E’ un battesimo, non un funerale!Magari metto una cravatta colorata…”
“Ce l’abbiamo rosa?Così fai pandan con me”
“Ora, secondo te c’ho una cravatta rosa? Non comprerei mai una cravatta rosa, e non me la regalerebbero mai. Chi potrebbe regalarmi una cravatta rosa?”
“Tua madre per esempio”
“Guarda un po’.Metto questa?O questa?Questa qui?” e si fa passare davanti al collo tutto lo stendino delle cravatte. E lì ho deciso “Amore, posso?” Mi sono avvicinata e gli ho sbottonato la camicia.
“Simo, tesoro, non ora, rischiamo di far tardi, e poi di là c’è Alice…”
“Ma che hai capito? Vieqquà che ti sistemo io!”
Insomma, mi son messa a smanettare manco dovessi vestire un manichino dell’Upim. Niente cravatta, camicia un po’ aperta e gli ho spettinato un po’ i capelli. Per finire gli ho dato la giacca e gli ho detto “Dammi l’indice e il medio?Bravo. Rovesciali? Bravissimo” Gli ci ho appeso la giacca “Perfetto. Buttala dietro la spalla. Meraviglioso. Stai così, che farai un figurone!”
“Ma come così? Ma cosa dici? Ora secondo te sto in questa posa da Postal Market per tutto il battesimo?”
“E ma allora anche te sei incontentabile! Guarda che stai bene, puoi cambiare posizione ogni tanto, ma appena il fotografo ti gira d’intorno mettiti così, capito?”

Siamo arrivati alla chiesa in perfetto orario e una delle nonne del Baby, vedendomi vacillare sui tacchi ha mormorato “E sarebbe quella la madrina?”
Io sono arrivata sorridente “Buonasera a tutti!!!Battezzati e NON!!” Ho anche caracollato come Tosca D’aquino ne Il Ciclone, quando arriva al ristorante già ‘mbriaca.
Inutile dire che le raccomandazioni di Andrea (“Mi raccomando Simoncina, niente parolacce, siamo in chiesa, fai a modino, non gridare, stai buona, non litigare e soprattutto STAI ZITTA”) non sono valse a nulla.

“Allora?Dov’è il mio cuccioletto? AMOREEEEEEEE!!!!!!!!” Il Baby che ormai si è affezionato alla mia pazzia, mi è venuto subito in braccio tutto sorridente.Tiè alla faccia vostra e di tutto il parentado.

I genitori erano emozionati, i nonni increduli, i parenti sconvolti e Baby felice come una Pasqua. Alice era stata incaricata di fare le foto e mentre entravo in chiesa ho ripassato quello che mi aveva detto il prete. La mamma doveva tenere l’infante, il padre il cero, Andrea la vestina bianca e io la pezza di cotone per asciugargli la testina.
Il prete mi ha detto “Seguite me che andrà tutto bene” Come no.
Il padre ha preso in mano il cero e alla frase del parroco “Ora lo accenda” i parenti della prima fila hanno chiamato con il telefonino i vigili del fuoco. Dare una fiamma in mano a lui potrebbe essere più pericoloso che far attraversare la strada alla mi’nonna senza occhiali.
Però è stato bravo, era un po’ emozionato e lo si vedeva da come teneva il cero,col braccio tutto teso manco fosse la fiamma Olimpica.Quando è finita la cerimonia gli abbiamo sentito dire, indicando l’acqua santa “Lo spengo qui dentro?”
E’ arrivato il momento clou. La creatura è stata adagiata sopra la bacinella di rame. Sembrava non avesse fatto altro in vita sua, è stato buono buono con la testa raso acqua e mi aspettavo di sentirgli chiedere “Mi fa uno shampoo lucente?Così mi si schiariscono le meches. Grazie”
Ed infatti quando il prete gli ha bagnato il capino non ha emesso nessun suono a parte un “Avevo detto che l’acqua era troppo calda!”
Io, pronta di riflessi come un camaleonte, son rimasta imbambolata. Serena mi ha guardato e mi ha detto “Per asciugarlo ci devo alitare sopra?”
“Oh mer…mercoledì!!Subito!!”
E svelta come un velociraptor mi sono accinta ad asciugare il capino del Baby che mi ha sorriso dicendomi “Adoro le shampiste!”
Poi il Don ha detto guardando Andrea “Deve metterle la vestina”. Dopo 27 minuti e 43 secondi Andrea è riuscito a far indossare al piccolo la veste. Inutile dire che gliel’ha messa al contrario e la croce dorata invece che sul davanti era sul dietro. Un templare.
Alice per fare le foto ha dovuto sgomitare (offendendo anche con pesanti parole) con tutti i parenti venuti davanti all’altare. Si è aperta un varco gridando “Lasciatemi passare!Lavoro per EVA TREMILA!!!!!!”. A quel punto una signora si è messa in posa e il cognato ha smesso all’istante di flirtare con la figlia della cugina di terzo grado sussurrando “Azz!Qui ci sbattono in prima pagina!”
Quando siamo andati via il parroco stava sudando come un husky nel deserto, e io mi son sentita di ringraziarlo “Grazie di tutto, che bella cerimonia! Forse fa un po’ troppo caldo”
Lui asciugandosi con un fazzolettino ha mormorato “Non è il caldo…”
“Ho capito, è l’emozione!”
“No, è il rilassamento. Conoscendovi pensavo peggio”

Poi siamo andati al rinfresco. Andrea è stato più volte fermato con “Scusi?Mi porta altro spumante?Secco, per favore”
Devo dire che ci siamo contenuti. Con quello che abbiamo mangiato ci siamo andati avanti per sei mesi, e io ho fatto conoscenza con tutti i parenti. Che bella cosa! Devo dire che conoscendomi a modino si son rimangiati l’idea un po’ alterata che avevano di me. Mi hanno chiesto un sacco di cose:
“Dove lavori? Uh che bello!Mi porti il pane a casa da domani?”
“Cammini sempre come una giraffa con l’ernia al disco, oppure sono i tacchi?”
“Hai un marito e una figlia? Ma sei stata al Lourdes? Vittorio!Vieni a sentire che qui c’è un miracolo!”
Sulla sera, quando siamo venuti via, abbiamo raggranellato 12 palloncini, due bomboniere, un vassoio di pasticcini, un raffreddore e un’infiammazione del nervo sciatico.Sì, e anche un secondo lavoro per Andrea. Gli hanno proposto di fare il cameriere.

L’avevo detto io che la camicia bianca non andava bene.

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