TAPIRO D'ORO? NO, MAIALINO D'ARGENTO (quando una donna sa accontentarsi)

Come saprete ieri era mercoledì, ed io non ero qui.E dove ero secondo voi?

Alle Maldive?

Dal parrucchiere?

In un grande albergo di lusso a godermi la sauna? Fuochino. Ero ad aggiudicarmi nientepopòdimenochè…rullo di tamburi….il ‘Maialino d’argento’!Vabbè non è proprio l’oscar ma manco un tapiro.

Tutto inizia una settimana fa quando la mia Capa annuncia alle figlie: “Vi ho segnato ad un corso prestigiosissimo mercoledì prossimo!MARKETING E PROMOZIONE DEL PUNTO VENDITA!”

Io (come in questo caso) ho esultato “Alèèè!!Divertitevi!! Ah!Ah!Ah! Io non ci sono! E’ il mio giorno libero!”

La mia Capa, prima ha tentato di prendermi in pieno lanciando una baguette a mo’ di spada, poi con il suo solito savuarfer mi ha detto “Ma non hai ancora capito che tocca anche a te?”

“Ma che c’entro io? Non sono la titolare!”

“Primo: fai parte dello staff. Secondo:sei l’unica dipendente. Terzo:comando io e ci vai, chiaro?”

Come non detto.

Quando io e le bimbe abbiamo letto il programma abbiamo capito che ci aspettava una bella giornatina. Innanzitutto il corso si svolgeva in un super albergo 5 stelle, super accessoriato, super nuovissimo, tutto a vetri che farebbe la gioia dell’uomo ragno.Ci avrebbero servito il buffet di benvenuto, il break a metà corso, la cena, l’attestato di partecipazione e un dono.

Nel giro di dieci minuti ci siamo fatte prendere dal panico.

“Ommioddio!Non possiamo andarci vestite da lavoro!Ci vuole trucco&parrucco!”

“Presto, per me chiamate un muratore, devo rifarmi la facciata!”

“Per me Silvan!Mi ci vuole ‘na magia!”

“Chi ha il numero di Padre Pio?”

“Andiamo col tacco 8, 10 o 12?”

“Andiamo con la gonna, i pantaloni o un kilt tanto per sembrare moderne e auanti con l’inglese?”

Ci siamo guardate e devo dire che urgeva un’ apparecchiatura adeguata visto che quando siamo al lavoro ci vestiamo un filino comode. Così comode che quando vado a consegnare una spesa, la mendicante che è al semaforo da un euro a me.

Ci diamo appuntamento alle 15.30 all’albergo. Io arrivo puntuale con un’ansia da prestazione che non vi dico. Ho scelto per l’occasione un abbigliamento classico ma sportivo, fashion ma sobrio, da donna di classe ma alla noattri, sperando di fare la mia porca figura e non una figura da porca.

Avevo il jeans attillato quanto basta. Nel senso che basta che faccia uno starnuto e mi parte il bottone a mo’ di cerbottana. Ho rischiato di far fuori subito il portiere prendendolo in piena fronte; una giacchettina avvitata da segretaria e tacco 8 col quale ho rischiato di scapicollare nella tromba delle scale, ma son dettagli.

Le bimbe sono in ritardo e io mi avvio dentro. All’istante mi rendo conto che:

-sono l’unica donna

-gli uomini (naturalmente) sono tutti o macellai o salumieri, quindi categoria verace e ruspante e un filino pericolosa nell’uso dei doppi sensi

-che (acciderbolina) è proprio un bell’ambiente.

In condizioni normali la mia figura può passare facilmente inosservata, ma in quel contesto fatto di soli uomini ed essendo un tantino apparecchiata a festa con tanto di candelabro in testa, devo dire che qualche approccio c’è stato. Dopo aver spiegato che “No, non sono l’hostess, sono una commessa”

“No, non penso che l’incontro sia nella camera 114, ma nella sala congressi”,

“Escort? No, no, peugeot station wagon, perché lì non la potevo parcheggiare?”

finalmente arrivano le bimbe. Ora siamo 3 donne con 27 uomini. In netta minoranza, anche se in ritardo si aggiunge una signora sulla cinquantina titolare di una panetteria.

Sara appena arriva alza le sopracciglia e fa una smorfia di piacere che io traduco in un semplice “Sticazzi!”

Laura mi mormora “Facc…diamoci un ton… sen…capisco…che…si…mi raccoma…parla…”

“Laura non sto capendo una minchia!”

“Appunto!Sshhh!!!Non facciamoci riconoscere! Diamoci un tono! Guarda che posto magnifico, guarda come stiamo messe, cerchiamo di essere professionali e congrue alla situazione”

“Con…??”

“…grue”

“Eh”

“Che c’è?”

“Secondo te sono abbastanza ‘congrue’?Che è, ‘na marca? Come dire fescion?”

“Mannò!Pro-fes-sio-na-li-tà!”

Ho capito. Professionalità. Perfetto. E che ci vuole? Devo andare prima in bagno. “Scusi, la tolet?”

“Prego?”

“Tolet…tuleit…tuilett…emh…bagno?”

“In fondo a destra, prego”

Voglio dire, è facile, no? Se voglio so essere una signora. Peccato che mi abbiano sentito da fuori quando ho esclamato “Nooooo!!!Il cesso è grosso come la mia cucinaaaaaaaaa!!”

Se non è signora Loredana Bertè figuriamoci se lo sono io!

Ci invitano a salire per il buffet di benvenuto e mentre salivo ho cercato di non reggermi al corrimano per far vedere che avevo padronanza del tacco. Non è che mi sia riuscito bene perché arrivata in cima il tacco mi è rimasto fuori dal gradino, sono inciampata e manca poco mi ritrovano sotto il buffet ricoperta di noccioline. Dopo aver mangiato due biscotti e bevuto il caffè, ci siamo dirette alla sala congressi per il corso.

A quel punto l’organizzatore mi ha chiesto “Scusi, il suo nome?”

Ennò, basta! Ecchediamine, ma non avete mai visto una donna? Ma che vuoi? Ma vai da un’altra parte!Son qui per il corso, sa?Mica vengo qua in albergo di lusso con la sala congressi grossa come il mio comune, a perdere tempo. Io son qui per aggiudicarmi il Maialino d’Argento mica bau bau micio micio e manco oink oink!Cioè,uè, per chi mi ha preso?

“Signora?Il suo nome?”

“Guardi che io sono sposata!E felicemente!”

“Sono contento. Mi dice come si chiama così le preparo il pass per la sala congressi?”

“Ops”

Okay, ho frainteso, era per il pass. Me lo sono attaccato alla giacchina e Dio come mi sta bene! Sembro quasi una persona seria. Sembro.

Nella sala congressi ci mettono tutti in cerchio sulle sedioline, davanti a noi un grande schermo per le diapositive e io immagino di essere nella stanza ovale a sentire il discorso del Presidente degli Stati Uniti.Che emozione! Oddio, la ‘Prof’ che teneva la lezione non è Obama…e nemmeno Michelle…però insomma ha saputo tener vivo l’interesse di tutti con spiegazioni e argomenti interessantissimi. Ho imparato che il cliente va coccolato e non va preso a paninate quando ti fa perdere la pazienza. Ho imparato che se una ti chiede il prosciutto non è che gli puoi dare il salame milano perché in quel momento stai pensando al calendario di Raoul Bova che la tua edicolante ti ha sbattuto in faccia. Ho imparato che devo assolutamente diventare ventriloqua perché devo far uscire belle parole quando il mio labiale dice tutt’altro.

Detto questo il corso mi è piaciuto molto e ho fatto la mia figura (di cosa lo sapete già) intervenendo anche su alcuni argomenti e son sembrata anche intelligente.

Adesso c’ho anche il Maialino d’Argento. A dire il vero son stata un po’ in apprensione. Avevo paura che alla distribuzione del porco silverato, cambiassero idea. Invece di avere tra le mani il Maialino d’Argento ho temuto fortemente di meritare il mongolino d’oro.


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