
Uomini e donne sono diversi. Questo è il punto. Mi son messa a pensare in cosa siamo diversi in un'attività che facciamo tutti i santi giorni:guidare.Posso fare qualche esempio senza fare di tutta l’erba un fascio (che non mi piace) quindi prenderò a campione due persone a caso che conosco molto bene.
Simo= giovane donna,ancora piacente per chi ha problemi di diottrie, tendenzialmente rinco, con propensione a fare figure di cacchina, con problemi di coordinazione, tuttavia (essendo Ariete, ascendente Leone con Saturno contro e Topa nell’anima) riesce più o meno a non abbattersi e combattere.
Andrea= splendido esemplare di maschio, a pelo corto, brizzolato, fedele, risponde al richiamo, un metro e ottantasette al garrese, razza intelligente, a volte pigro e non riporta il bastone.
Allora, tanto per cominciare io non riesco a parcheggiare in un posto dove entrerebbe un Boeing 747. Dopo anni di esperienza ho imparato a girare a 360 gradi la testa per evitare di picchiare il paraurti. Ammetto che spesso ‘na bottarella qua,’na bottarella là l’ho data. Ma solo un filino. E poi chissà perché a occhio c’entro sempre e di fatto mai. E puntualmente ci perdo dieci minuti di tempo e dieci anni di vita per poi abbandonare imprecando.Piccola nota: una volta a retromarcia ho messo sotto un gattino. Il mio.
Andrea, invece, riesce a parcheggiare la station wagon con solo 2 manovre, DUE, in un posto dove a fatica prima c’era entrata una micra. Con solo una manciata di sguardi specchietto-dietro-avanti lui la parcheggia, con una tale facilità e dimestichezza che mi fa dubitare che faccia l’impiegato.Piccola nota:secondo me è solo una copertura, in verità fa l’autista e si chiama Ambrogio.
E poi perché io per guardare dietro e fare manovra devo ‘arreggermi’ al volante con la sinistra, agguantare come un’amante focosa il sedile con la destra (roba che qualche volta mi parte la carotide dallo sforzo) e lui invece poggia delicatamente il suo braccio sul sedile con la destra e APRE il palmo della mano sinistra facendo ‘roteare’ il volante con un movimento che è a dir poco ipnotico? Mentre fa tutto questo spesso fischietta. Piccola nota: spesso mentre abbraccia il sedile per fare manovra mi fa pure un massaggino alla cervicale.
C’è da dire che io ho come concezione di vita il trattare l’auto di famiglia come se fosse la mia casa e la addobbo con un tocco femminile, accogliente e caldo. Cioè… a dire la verità c’ho provato. Chessò mi sarebbero piaciuti dei cuscini colorati dietro, un girasole sul cruscotto, un pupazzino attaccato, un plaid rosa adagiato sui sedili posteriori…invece l’hombre non ci sta. Per lui l’auto deve essere minimalista, niente fronzoli, via, sciò! “Che è, un salotto?”
Poi, parliamoci chiaro, per noi donne la vettura basta che vada, o no? Ma che stai a lucidare tutti i minuti? Quando è pulita è pulita! Voglio dire, prima che le briciole arrivino al sedile ce ne vuole.
Invece Andrea laverebbe la macchina (soprattutto se è nuova) con la stessa frequenza con la quale si cambia le mutande. Ma vuoi mettere quell’aria di vissuto che ha una vettura quando la vivi appieno? Vuoi mettere quell’odore di pane e arancia nell’aria?Piccola nota : (se vi accucciate sotto il sedile potete trovare anche le bucce cascate inavvertitamente e un centinaio di briciole)
IN STRADA:
E’ vero, un uomo non chiede mai indicazioni, l’ho scoperto personalmente in tanti anni di viaggi. Per Andrea è proprio una cosa contro natura, lo sminuisce, lo fa sembrare un pirla, lo abbatte, piuttosto gira in tondo come un porcellino d’india alla Festa dell’Unità, ma non chiede indicazioni.
Manda me, è ovvio. Ed io vado tranquillamente perché è la cosa più veloce e comoda del mondo.
Ascolto attentamente, faccio di sì con la testa, non capisco comunque un cazzo, ma ci ho provato.
Grazie a me spesso ci siamo persi e ora siamo ricorsi a Miranda che non avete idea di come scassa le palle, ma indubbiamente c’è di grande aiuto. Piccola nota: ho fatto richiesta alla casa produttrice per avere il navigatore con la voce di Luca Ward (Al mio via scatenate l’inferno!Sììììì) e non la voce che sembra che sia di Sandra Milo in preda alla diarrea dovuta ad aver mangiato un cocco avariato sull’Isola dei famosi.
In strada spesso bisogna anche attraversare a piedi. Andrea ci potrebbe mettere un tempo così lungo che Alice è già diventata a sua volta nonna. Ma io no. Fai che quel giorno ho la minigonna giro-passera e stivale alla ‘fai di me il tuo zerbino’ e vedi come si fermano. Spesso all’ultimo e inchiodando. Solo se alla guida c’è un uomo però. Piccola nota: se c’è una donna non solo non si ferma, ma ti mira e ti mette sotto. E se è particolarmente incazzata fa marcia indietro e ci ribadisce.
LA SCELTA DELL’AUTO:
Qui si potrebbe aprire un vaso di Pandoro Bauli non indifferente, quindi vi racconto solo la mia esperienza dell’acquisto dell’auto nuova.
Che doveva essere:
-bella ma funzionale
-col bagagliaio grande, almeno che ci stia la bicicletta di Alice
-un po’ sportiva ma elegante ma anche awanagana
-un po’ grigina un po’ no
-station wegon ma non carro funebre ma capiente ma non ingombrante
Andrea l’ha voluta col tetto Ciel. Si chiama così perché appena la vedi dici “OhCcciell! Quanto costa!!!”. Ciel non vuol dire (come pensava una profana come me) che si riferisse al detto
Aprit ciel spalancat terr! Frase che ripeterai quando staccherai l’assegno.
Non vuol dire
“Ciel-ò anch’io la macchina nuova,che credi?”
No, semplicemente c’ha il tetto di vetro. Che vedi il Ciel, capito? Roba che se sosti al semaforo accanto a un autobus, il conducente ti conta i pidocchi. Che quando piove sembra che ti piova in capo, che se caca un piccione sul tettuccio ce l’avrai a mo’ di areola ‘sta cacata, proprio sul capo. Se ti si posa un uccellino sul tettuccio puoi giocare al ginecologo e capire subito se è un passero o una passera. Il vetro davanti è grande grande e spazioso. Sembra di stare in elicottero.Ci sta pure. Perché ogni tanto le pale gireranno. C’ha pure il filtro FAP, che non è Fanculo Ai Pedoni, cioè un marchingegno che ti filtra le offese ai pedoni in modo che siano più soft una volta usciti dalla tua vettura. No, è una cosa che una macchina moderna deve avere.
L’omino della concessionaria mi ha detto “Provi, provi pure…” (vi ricordate l’omino del materasso? I venditori hanno quelle due o tre frasi incorporate come Cicciobello Bua).
Cazzo devo provare?
Mi son seduta al lato del passeggero. Il mio posto del sabato e della domenica.
“La provi, la provi…”
Ancora? Ma cosa devo provare? Non è che quando sto in macchina faccio due mosse di karate, o mi piego nella posizione fior di loto. Sto in macchina. Punto.
Magari guardo fuori dal finestrino… (Sticazzi! Pare d’essere sulla ruota panoramica di Londra)Punto.
Magari allungo un po’ i piedi…(mmh…quanto spazio, c’entra per benino anche il tacco 12). Punto. Magari a volte ci dormo…(Fammi provà, mmhh..comoda, il sedile va giù? Bene…il poggia testa? Oh sì, comodo.)
“Amore, prima che tu macchi il sedile con la bava del sonno, scendi per piacere e la provi dalla parte del guidatore?”
“Come? Ah sì!” Il mio posto dal lunedì al venerdì.
Okay, va bene, ai pedali ci arrivo, c’è un volante, il freno, la radio, basta. Va benissimo.
“Simo ti piace? Come ti ci senti?”
“A casa. A tal proposito, si potrebbe avere una piantina, magari anche finta da mettere qua sul cruscotto…”
“Scendi”
“Vabbè se non ti piace la piantina, magari un bonsai…”
“Un bonsai? Che simpatica sua moglie!”
“Amore, se la tieni come hai tenuto quella vecchia, a breve avremo un orto botanico in questa vettura. E pure i funghi per un risotto.”
Esagerato!
Un risotto no, ma un tortino sì.
Vi lascio con un filmato troppo ganzo sulla differenza tra uomo e donna. Ed è tutto stupendamente vero. Almeno per me!