TI SCATTERO' UNA FOTO




Cosa hanno in comune Simo e Cranberry? Manco una lettera del nome, verrebbe da rispondere.

Invece queste due hanno in comune una foto.

Ovviamente adesso potete immaginarvi le seguenti opzioni:

-sono state scelte per fare un calendario

-hanno vinto un concorso fotografico semplicemente spedendo la foto tessera della carta d’identità

-hanno scattato una foto alla stessa ora dello stesso giorno.

Niente di tutto ciò.

Quello che è successo ha dell’incredibile, na roba che è più facile credere che un alieno sia appena entrato in casa mia.

Cranberry mi ha chiesto di farle una foto per chiudere in bellezza il libro di cucina che ha preparato in occasione del suo contest.

Ora. Che io sono rinco si sa. Ma che Cranberry fosse pazza ancora io non lo sapevo. Perché per chiedere a ME di fare una foto quando lei stessa e milioni di persone fanno delle foto stupende, c’è da chiedersi se la ragazza batte pari. Ma così è stato. C’è da dire che Cranberry e Blueberry (il fidanzato), mi hanno dato questo incarico dopo aver visto tutte le tazze che io ho a disposizione. Sappiate che un negozio di articoli per la casa ne ha meno.

Partita con un “Senti Simo, avresti mica due tazze…tanto pè sapè…”

E arrivati a “Due tazze? Ma tesò, c’ho una stenderia di roba che te non puoi capì. Che tazze vuoi? Colorate? Stile inglesi? Da caffè?Da thè? Da caffelatte?Bianche? A fiori? Quadrate?”

sentivo nell’aria che mi avrebbero commissionato un lavoretto. E così è stato.

Dapprima mi sono sentita euforica, poi sono stata assalita da un’ansia da prestazione che non vi dico.Della serie “Chi me l’ha fatto fare, a me non riesce di sicuro”.

Per fare le cose per bene ho deciso di mostrare ‘alla strana coppia’ tutto l’armamentario che avevo a disposizione e domenica scorsa è iniziato l’ambaradam.

Ho apparecchiato il tavolo da pic nic davanti alla finestra e ho cominciato a tirar fuori tazze e tazzine, servizi e cucchiaini.

Alice e Andrea mi guardavano come se trafficassi vestita da porcellino d’india. A pensarci bene mi muovevo come tale.

“Allora, questo qui…no. Questo qua. Questo sta meglio qui, no, di là…ecco, il fiore lo metto qui…”

“Simo, che stai facendo?”

“E’ per una foto…Cranberry…”

“Cran?..”

“…Berry”

“Ah. Capisco”

“E’ per un libro di cucina…questo lo metto qui CLICK!...”

“Vuoi che ti aiuti?”

“Sì, passami la tazza blu…ho detto blu!Quella è turchese! CLICK!”

“Non in questo senso. Vuoi che ti aiuti con le foto?”

“Ma questo è solo il catalogo” Ma come parlo? Certo è che mi sono lasciata prendere la mano.

“Ah. Okay. Un libro di cucina.” Quello che amo di più in lui è che se anche mi vedesse trafficare in casa con una caldaia montata sopra il divano e gli dicessi ‘Sto creando’ lui non farebbe una piega. In questi casi la parola magica è “E’ per il blog”.

La terrò in considerazione un domani partissi di brocca e mi trovasse a letto col postino.

Avevo allestito un set che manco Oliviero Toscani. Avevo tazze e tazzine da tutte le parti, scattavo in preda a un raptus, cambiavo la disposizione dei cucchiaini nemmeno fossi un ambulante con il gioco delle tre carte.

CLICK!

CLICK!

CLICK!

Metto tutti gli scatti nel piccì e le invio a Cranberry convintissima che mi dicesse “La ringraziamo della sua proposta, ma ci abbiamo ripensato. Le faremo sapere”.

E invece Bianca e Bernie che fanno? Accettano. Dopo avermi fatto complimenti a go go per tutte le ‘caccavelle’ che tengo (per me son tazze, perché mi rifiuto di bere il latte in una cosa che inizia per cacca), scelgono quelle che gli piacciono di più (e che a suo tempo son piaciute pure a voi).

Sono al settimo cielo. Sìììììììì!!! I miei complementi di arredo vengono scelti per chiudere in bellezza un libro di cucina!

Ora viene il bello. Dallo schizzo al capolavoro. Okay, confesso che Blueberry mi ha dato fiducia dicendo “Io sono un grafico, dove non arrivi tu, ti aiuto io. Segui i miei consigli…” e da lì son partiti tutta una serie di suggerimenti per fare una bella foto.

“Devi usare una tovaglia bianca” ce l’ho. Non so ndo cazzo è, ma ce l’ho. A costo di ribaltare l’armadio, la troverò.

“…su sfondo bianco, tipo il muro della tua cucina…” da una parte gli è andata di culo che in casa mia non ci sono pareti colorate, dall’altra mi sono lasciata prendere dal panico perché trovare un muro libero in casa mia è facile come farmi prendere a Miss Italia.

“…non ci devono essere ombre sugli oggetti…” Bhè. Certo. In che senso? Aiuto.

“…dovresti posizionare due luci laterali…” due luci laterali? Che ci accendo, due scooter dalle parti?

Fatto sta che mi annoto tutte queste informazioni e mi metto al lavoro con la rassicurazione di Blueberry “Simo, non ammattire, se non ci riesci, sistemo io quella che mi hai mandato. Sono o non sono un grafico? Posso mettere, togliere e aggiungere qualsiasi cosa”

Sono stata tentata di mandargli una mia foto e farmi aggiungere una quarta. Così, per vedere l’effetto che fa. Che bello sognare.(l’ultima frase l’ha detta Andrea).

Ma io se prendo un impegno lo porto alla fine meglio che posso. E allora via alla creazione!

Ho allestito il set…in camerina. Non lo nego.Ho apparecchiato la scrivania di Alice che è vicino alla finestra. Il Signore mi ha regalato un bel sole, e mia zia una bella lampada che ho piazzato a destra, l’abat-jour di Alice a sinistra. Manca poco mi scatta il salvavita. C’era un fascio di luce che sembrava stesse per atterrare un ufo. Ho stirato la tovaglia, ho mangiato un biscottino controvoglia, sono andata a comprare altre uova perché nel frattempo ce l’eravamo mangiate, ed ecco qui il mio risultato:


Cranberry ha scelto una tonalità diversa (la potete vedere qui), mentre io ho scelto il seppia con sfumatura. Il perché è presto detto:questa foto è stata battezzata dalla ‘strana coppia’ ‘La casa nella prateria’, e credo che con questo effetto da me scelto renda più l’idea.

Quindi in questo post chiamatemi Laura Ingols.

Okay, ora potete tirarmi i pomodori. Non sarà un granchè ma è piaciuta a Cranberry per il suo libro e questo è l’importante. Grazie a questo scambio di mail e foto abbiamo avuto l’occasione di conoscerci ancora di più e, a me personalmente ha fatto un immenso piacere (Cranbè è na forza) Hanno fatto e stanno facendo un ottimo lavoro per la realizzazione di questo libro dove dentro ci saranno tutte le foto e le ricette delle mie amiche cuochine. Cran e Blue (Berry) è stato un piacerissimo ed è stato un onore lavorare con voi. (potrei preparare i discorsi a Obama, nevvero?)

Sono stra-orgogliosa di chiudere in bellezza il vostro libro di ricette.

E ora vi lascio che devo andare a mungere le mucche e ritirare le uova nel pollaio. La vita nella prateria è anche questo.

Vostra Laura Ingols.

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